La Corrida europea: Spagna, Marocco, Schengen e la farsa della politica UE sull’immigrazione – Il punto del Segretario Generale, Alberto Lombardo

La Corrida europea: Spagna, Marocco, Schengen e la farsa della politica UE sull’immigrazione – Il punto del Segretario Generale, Alberto Lombardo

Il nome fortunato programma televisivo si adatta bene a quello che succede in Europa. Dilettanti allo sbaraglio.

Sanchez eletto a nuovo paladino della sinistra europea, per una pretesa difesa della dignità del Paese, avendo rifiutato alla aviazione USA l’uso delle basi militari, quando esse per altro restano del tutto integrate nella NATO, e avendo riconosciuto lo Stato palestinese, quando ciò è stato fatto dalla stragrande maggioranza delle nazioni del mondo, ma senza che ciò abbia spostato di un grammo la gravità del genocidio in corso a Gaza e in generale in Palestina.

Si adombra il fatto che sia un complotto Usraeliano per mettere in difficoltà il governo spagnolo, attraverso il loro stretto alleato marocchino. Si dimentica però che dal 2022, dopo un caso analogo a quello che si è vissuto nei giorni scorsi di “invasione” di migranti, la Spagna ha sposato le tesi marocchine: non difende più l’autodeterminazione del popolo saharawi, ma un’autonomia sotto l’egida marocchina.

Dall’altro lato, il governo spagnolo continua a essere uno dei più strenui sostenitori della junta naziucraina.

Poi ci sono i fanatici del boom del PIL spagnolo, attribuendolo al forte incremento della forza lavoro immigrata. Dimenticano che nel maggio di quest’anno la disoccupazione spagnola era ancora al 10,3%, contro il 5,9 medio dell’Ue. Le imprese cercano personale a basso costo e 2,6 milioni di persone restano senza lavoro. L’arrivo di residenti aumenta tra l’altro la pressione sugli affitti: tra il 2021 e il 2025 sono saliti del 39%, fino al 59% nella regione di Madrid. Ciò ha dato luogo a enormi manifestazioni di massa contro il governo, non certo orchestrate dalla “destra”.

Ma allora perché scoppia tutto questo?

Da quando è stata decisa la chiusura di Bab Sebta al «contrabbando di sussistenza», per una decisione unilaterale del governo del Marocco in seguito alla pandemia nel maggio 2022 e per tutelare la propria economia e promuovere la zona industriale di Tangeri, si sono ritrovati sul lastrico migliaia di marocchini che lavoravano sul versante spagnolo per acquistare merci europee da rivendere nei mercati locali.

Il Marocco non è nuovo a azioni di pressione sulla Spagna come quelle a cui stiamo assistendo.

Il dramma si trasforma in farsa quando entrano in pista i dilettanti.

Alcuni governi europei, in testa la sovranista mediterranea, dichiarano di sospendere il trattato di Schengen con la Spagna, avendo paura che l’“invasione” si possa contagiare.

Facile risposta di Sanchez che fa notare che dal 2023-2025, secondo Eurostat, l’Italia ha effettuato 12.535 rimpatri di immigrati irregolari, il 29,6% in meno dei 17.805 della Spagna. Gara tra chi fa più il duro. Come se queste cifre potessero mai fare la differenza coi 5 milioni e mezzo in Italia e gli oltre 7 milioni in Spagna.

Nel frattempo, prima ancora che la richiesta del Governo italiano fosse inoltrata a Bruxelles, l’“invasione” già è stata respinta col rimpatrio dei malcapitati, che però hanno lasciato sul campo una cinquantina di annegati. Ma quelli non contano perché sono “sacrificabili” per il Re del Marocco, che ha agitato la minaccia, per il governo spagnolo, che si è affrettato ad aumentare le barriere in mare, e per quello italiano, che si è ulteriormente esposto al ridicolo perché qualcuno gli avrà fatto notare che l’Italia è sì oggetto di invasione al momento dalla Spagna, ma di turisti. E infatti ha precisato che “la misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”.

Suona la sirena e i dilettanti vengono cacciati dal palco. Ma solo alla TV.

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