GRUPPI DI PROTESTA FINANZIATI DAI POTENTI Da sempre i potenti di turno finanziano finti gruppi di protesta per sviare l’attenzione del popolo dai problemi reali di un Paese oppure semplicemente per demonizzare una determinata area, rimanendo sempre nell’ombra e mai dichiarandolo pubblicamente. Adesso invece hanno gettato definitivamente la maschera e si espongono in prima linea dichiarando di finanziare un determinato gruppo. E’ quello che è successo al gruppo ecologista , ambientalista radicale “Ultima Generazione” che si batte per l’abolizione del fossile. Hilary Clinton ha dichiarato pubblicamente di finanziare questa associazione. Sul suo sito, Ultima generazione, riferisce di far parte del Network A22 che viene definito come “una rete internazionale di campagne di disobbedienza civile non violenta che lottano per esigere dai propri governi misure di contrasto al collasso ecoclimatico. In tutto questo spunta fuori il nome della Clinton, che non per bontà d’animo o per disinteresse, ha donato 300.000 dollari per finanziare il gruppo attraverso il C.E.F. Con cui collabora frequentemente. Il C.E.F. (Climate Emergency Fund) ha tra i propri fondatori l’investitore Trevor Nelson, membro della Clinto Global Initiative, membro dell’amministrazione di Bill Clinton alla Casa Bianca e inoltre è stato direttore esecutivo della Global Business Coalition, un gruppo sanitario globale creato con gli investimenti di Bill Gates e George Soros. Potenti come George Soros, Bill Gates o la stessa Hilary Clinton creano, finanziano e pilotano questi gruppi di protesta con i loro soldi per renderli innocui e far combattere battaglie spesso inutili, fino ad arrivare alle rinomate rivoluzioni colorate in Paesi sgraditi ai signori della terra. Tutto questo solo per il profitto e il potere


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GRUPPI DI PROTESTA FINANZIATI DAI POTENTI

Da sempre i potenti di turno finanziano finti gruppi di protesta per sviare l’attenzione del popolo dai problemi reali di un Paese oppure semplicemente per demonizzare una determinata area, rimanendo sempre nell’ombra e mai dichiarandolo pubblicamente.
Adesso invece hanno gettato definitivamente la maschera e si espongono in prima linea dichiarando di finanziare un determinato gruppo.

E’ quello che è successo al gruppo ecologista , ambientalista radicale “Ultima Generazione” che si batte per l’abolizione del fossile. Hilary Clinton ha dichiarato pubblicamente di finanziare questa associazione.
Sul suo sito, Ultima generazione, riferisce di far parte del Network A22 che viene definito come “una rete internazionale di campagne di disobbedienza civile non violenta che lottano per esigere dai propri governi misure di contrasto al collasso ecoclimatico.
In tutto questo spunta fuori il nome della Clinton, che non per bontà d’animo o per disinteresse, ha donato 300.000 dollari per finanziare il gruppo attraverso il C.E.F. Con cui collabora frequentemente.
Il C.E.F. (Climate Emergency Fund) ha tra i propri fondatori l’investitore Trevor Nelson, membro della Clinto Global Initiative, membro dell’amministrazione di Bill Clinton alla Casa Bianca e inoltre è stato direttore esecutivo della Global Business Coalition, un gruppo sanitario globale creato con gli investimenti di Bill Gates e George Soros.

Potenti come George Soros, Bill Gates o la stessa Hilary Clinton creano, finanziano e pilotano questi gruppi di protesta con i loro soldi per renderli innocui e far combattere battaglie spesso inutili, fino ad arrivare alle rinomate rivoluzioni colorate in Paesi sgraditi ai signori della terra.
Tutto questo solo per il profitto e il potere

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DE-DOLLARIZZAZIONE ANCHE NEGLI USA SE NE ACCORGONO Secondo JPMorgan, si percepiscono segnali di de-dollarizzazione nel mercato valutario e nelle riserve delle banche centrali. Il dollaro, per il momento, rimane ancora la valuta dominante nelle transazioni globali, ma il mondo multipolare con a capo i BRICS sta avanzando, creando forte preoccupazione all’interno dei luoghi di potere negli USA. Sebbene sia improbabile una rottura a breve termine del dominio del biglietto verde, la divergenza dall’uso del dollaro sta iniziando a manifestarsi, hanno scritto gli analisti di JPMorgan in una nota e successivamente dichiarando:”Stanno emergendo alcuni segnali di de-dollarizzazione; è probabile che questa tendenza persista”. La quota statunitense nel commercio globale sono scese al minimo storico del 9%. Anche la quota del dollaro nelle riserve valutarie è diminuita. Questa tendenza è stata accelerata dopo che l’Occidente ha congelato i 330 miliardi di dollari di riserve della Russia lo scorso anno per l’invasione dell’Ucraina, spingendo altre nazioni a diminuire la loro dipendenza dalla valuta statunitense con la paura che un domani potesse succedere a loro. “La de-dollarizzazione è evidente nelle riserve valutarie, dove la quota di USD è scesa a un record mentre la quota delle esportazioni è diminuita, ma sta ancora emergendo nelle materie prime”, ha affermato JPMorgan. Nel frattempo, il dollaro ha iniziato a perdere contro l’oro, poiché le banche centrali estere hanno acquistato la materia prima a volumi record negli ultimi trimestri. Il metallo giallo ora rappresenta il 15% del totale attivo, contro il 44% del dollaro. Pensate se una economia come quella Italiana, rompesse la dipendenza dagli USA, dal dollaro, dalla Unione Europea e dalla NATO, daremmo un colpo pesantissimo a questo mondo imperialista morente e daremmo slancio ad un mondo nuovo, di rispetto tra i Paesi e pace tra i popoli per un benessere comune. PROVIAMOCI.


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DE-DOLLARIZZAZIONE
ANCHE NEGLI USA SE NE ACCORGONO

Secondo JPMorgan, si percepiscono segnali di de-dollarizzazione nel mercato valutario e nelle riserve delle banche centrali. Il dollaro, per il momento, rimane ancora la valuta dominante nelle transazioni globali, ma il mondo multipolare con a capo i BRICS sta avanzando, creando forte preoccupazione all’interno dei luoghi di potere negli USA.

Sebbene sia improbabile una rottura a breve termine del dominio del biglietto verde, la divergenza dall’uso del dollaro sta iniziando a manifestarsi, hanno scritto gli analisti di JPMorgan in una nota e successivamente dichiarando:”Stanno emergendo alcuni segnali di de-dollarizzazione; è probabile che questa tendenza persista”. La quota statunitense nel commercio globale sono scese al minimo storico del 9%.

Anche la quota del dollaro nelle riserve valutarie è diminuita. Questa tendenza è stata accelerata dopo che l’Occidente ha congelato i 330 miliardi di dollari di riserve della Russia lo scorso anno per l’invasione dell’Ucraina, spingendo altre nazioni a diminuire la loro dipendenza dalla valuta statunitense con la paura che un domani potesse succedere a loro.

“La de-dollarizzazione è evidente nelle riserve valutarie, dove la quota di USD è scesa a un record mentre la quota delle esportazioni è diminuita, ma sta ancora emergendo nelle materie prime”, ha affermato JPMorgan.
Nel frattempo, il dollaro ha iniziato a perdere contro l’oro, poiché le banche centrali estere hanno acquistato la materia prima a volumi record negli ultimi trimestri. Il metallo giallo ora rappresenta il 15% del totale attivo, contro il 44% del dollaro.

Pensate se una economia come quella Italiana, rompesse la dipendenza dagli USA, dal dollaro, dalla Unione Europea e dalla NATO, daremmo un colpo pesantissimo a questo mondo imperialista morente e daremmo slancio ad un mondo nuovo, di rispetto tra i Paesi e pace tra i popoli per un benessere comune.
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LA MELONI TRUFFA GLI ALLUVIONATI Ennesima truffa da parte di questo governo ai danni degli alluvionati, infatti la Meloni aveva promesso all’Emilia Romagna 2,2 Miliardi di Euro come aiuti per il cataclisma, adesso si scopre che in realtà i gli aiuti arriveranno al massimo a 1,6 Miliardi, 620 milioni sottratti ancora prima di far partire gli aiuti. Il denaro che dovrebbe andare come aiuti agli alluvionati dell’Emilia-Romagna sarà poi interamente preso dal risparmio sul reddito di cittadinanza, quindi in sostanza il governo non metterà a disposizione neanche un centesimo. Se l’inizio di questa tragedia è da attribuire principalmente al PD con il duo Bonaccini – Schlein che hanno restituito 55 milioni di euro per la cura del territorio allo Stato e che non hanno fatto nessun tipo di manutenzione durante il loro mandato, la conclusione sarà interamente colpa della Meloni e del suo esecutivo che non darà neanche la possibilità di poter ricostruire il territorio devastato. Per fornire armi e denaro per una guerra il nostro governo è più che disposto a trovare in qualsiasi modo possibile i fondi per farlo ovvero prenderli direttamente dalle tasche dei cittadini, mentre se si parla di ricostruire un territorio distrutto da un cataclisma e aiutare la popolazione a superare questa tragedia invece trovano tutti i modi per non versare neanche un centesimo. Al governo Meloni, proprio come ai precedenti, non interessa il benessere dei propri cittadini, anzi fa di tutto per impoverirli e penalizzarli, troppo intento ad assecondare i dicktat che arrivano dall’UE e dalla NATO


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LA MELONI TRUFFA GLI ALLUVIONATI

Ennesima truffa da parte di questo governo ai danni degli alluvionati, infatti la Meloni aveva promesso all’Emilia Romagna 2,2 Miliardi di Euro come aiuti per il cataclisma, adesso si scopre che in realtà i gli aiuti arriveranno al massimo a 1,6 Miliardi, 620 milioni sottratti ancora prima di far partire gli aiuti.
Il denaro che dovrebbe andare come aiuti agli alluvionati dell’Emilia-Romagna sarà poi interamente preso dal risparmio sul reddito di cittadinanza, quindi in sostanza il governo non metterà a disposizione neanche un centesimo.

Se l’inizio di questa tragedia è da attribuire principalmente al PD con il duo Bonaccini – Schlein che hanno restituito 55 milioni di euro per la cura del territorio allo Stato e che non hanno fatto nessun tipo di manutenzione durante il loro mandato, la conclusione sarà interamente colpa della Meloni e del suo esecutivo che non darà neanche la possibilità di poter ricostruire il territorio devastato.

Per fornire armi e denaro per una guerra il nostro governo è più che disposto a trovare in qualsiasi modo possibile i fondi per farlo ovvero prenderli direttamente dalle tasche dei cittadini, mentre se si parla di ricostruire un territorio distrutto da un cataclisma e aiutare la popolazione a superare questa tragedia invece trovano tutti i modi per non versare neanche un centesimo.

Al governo Meloni, proprio come ai precedenti, non interessa il benessere dei propri cittadini, anzi fa di tutto per impoverirli e penalizzarli, troppo intento ad assecondare i dicktat che arrivano dall’UE e dalla NATO

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IL GAS CALA LA TUA BOLLETTA NO! Il prezzo del gas è iniziato a calare, ma i cittadini non hanno potuto accorgersene perchè sia il nostro governo che l’UE vogliono mantenere il prezzo alto. A maggio quotazioni internazionali sono scese del 13,2% ma le tariffe scendono solo dello 0,2%. La Bce ha subito dichiarato: “Basta aiuti”. il Garante ha tagliato una parte degli sconti che erano stati decisi dal governo per aiutare le famiglie; e proprio ieri la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha ribadito che questa è la strada giusta, perché la crisi dell’energia sta finendo e gli aiuti vanno eliminati. Protestano le associazioni di tutela dei consumatori, che parlano di «pessima notizia» riferendosi al taglio degli aiuti che ha azzerato il calo delle tariffe; «questa è una scelta scellerata, se si considera che nonostante gli sconti fiscali ancora in vigore, come l’Iva al 5%, le bollette restano ben più elevate rispetto ai tempi normali». Christine Lagarde, la presidente della Bce però è tornata a insistere che in questo momento la priorità assoluta è la lotta all’inflazione, e per quanto riguarda le bollette ha dichiarato (ancora una volta) che «con l’attenuarsi della crisi energetica, i governi dovrebbero ritirare tempestivamente e in modo concertato le misure di sostegno, per evitare di aumentare le pressioni inflazionistiche a medio termine, che poi richiederebbero una risposta di politica monetaria più energica», ha poi insistito che «la Bce accoglie con favore la raccomandazione della Commissione europea agli Stati membri di ridurre nel 2023 le misure fiscali adottate in risposta allo choc dei prezzi dell’energia». L’Unione Europea ci sta uccidendo e il nostro governo fa di tutto per essergli ancora più servile e accondiscendente. La Meloni, in campagna elettorale diceva tutto il contrario di ciò che sta facendo, dimostrandosi la solita sovranista di cartone al servizio di UE e NATO.


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IL GAS CALA
LA TUA BOLLETTA NO!

Il prezzo del gas è iniziato a calare, ma i cittadini non hanno potuto accorgersene perchè sia il nostro governo che l’UE vogliono mantenere il prezzo alto.

A maggio quotazioni internazionali sono scese del 13,2% ma le tariffe scendono solo dello 0,2%. La Bce ha subito dichiarato: “Basta aiuti”.
il Garante ha tagliato una parte degli sconti che erano stati decisi dal governo per aiutare le famiglie; e proprio ieri la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha ribadito che questa è la strada giusta, perché la crisi dell’energia sta finendo e gli aiuti vanno eliminati.
Protestano le associazioni di tutela dei consumatori, che parlano di «pessima notizia» riferendosi al taglio degli aiuti che ha azzerato il calo delle tariffe; «questa è una scelta scellerata, se si considera che nonostante gli sconti fiscali ancora in vigore, come l’Iva al 5%, le bollette restano ben più elevate rispetto ai tempi normali».

Christine Lagarde, la presidente della Bce però è tornata a insistere che in questo momento la priorità assoluta è la lotta all’inflazione, e per quanto riguarda le bollette ha dichiarato (ancora una volta) che «con l’attenuarsi della crisi energetica, i governi dovrebbero ritirare tempestivamente e in modo concertato le misure di sostegno, per evitare di aumentare le pressioni inflazionistiche a medio termine, che poi richiederebbero una risposta di politica monetaria più energica», ha poi insistito che «la Bce accoglie con favore la raccomandazione della Commissione europea agli Stati membri di ridurre nel 2023 le misure fiscali adottate in risposta allo choc dei prezzi dell’energia».

L’Unione Europea ci sta uccidendo e il nostro governo fa di tutto per essergli ancora più servile e accondiscendente. La Meloni, in campagna elettorale diceva tutto il contrario di ciò che sta facendo, dimostrandosi la solita sovranista di cartone al servizio di UE e NATO.

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IL MUTUO AUMENTA? COLPA DELL’UNIONE EUROPEA. Il mutuo per tutti i cittadini aumenta a dismisura e l’Ue e il nostro governo vogliono che continui così. La Presidente della BCE Lagarde vuole continuare ad aumentare i tassi sui mutui per far sì che l’inflazione diminuisca, deprimendo l’ economia, tutto a scapito dei cittadini che sono già fortemente colpiti dalle scelte insensate dell’UE e dei nostri governi riguardo alla guerra in Ucraina e alle sanzioni alla Russia. Solamente la parte più ricca degli Stati non risente di queste scelte e spesso sono gli stessi che le impongono e le supportano. Bisogna dire basta all’EURO, all’UE e alla NATO che vogliono il loro popolo sempre più povero e succube. Bisogna riacquistare la nostra sovranità popolare per impedire che continuino a distruggere tutto.


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IL MUTUO AUMENTA?
COLPA DELL’UNIONE EUROPEA.

Il mutuo per tutti i cittadini aumenta a dismisura e l’Ue e il nostro governo vogliono che continui così.
La Presidente della BCE Lagarde vuole continuare ad aumentare i tassi sui mutui per far sì che l’inflazione diminuisca, deprimendo l’ economia, tutto a scapito dei cittadini che sono già fortemente colpiti dalle scelte insensate dell’UE e dei nostri governi riguardo alla guerra in Ucraina e alle sanzioni alla Russia. Solamente la parte più ricca degli Stati non risente di queste scelte e spesso sono gli stessi che le impongono e le supportano.

Bisogna dire basta all’EURO, all’UE e alla NATO che vogliono il loro popolo sempre più povero e succube. Bisogna riacquistare la nostra sovranità popolare per impedire che continuino a distruggere tutto.

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GLI OGM ARRIVANO ANCHE IN ITALIA GRAZIE AL GOVERNO MELONI Gli OGM ( organismo geneticamente modificato ) arrivano anche nel nostro Paese grazie al governo Meloni che li legalizza definitivamente. In un emendamento di due pagine incluso nel Decreto Siccità, e approvato all’unanimità dalle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato, è stato incluso il via libera alla sperimentazione in campo di organismi derivanti da Tecnologie di evoluzione assistita, i cosiddetti nuovi OGM. A firmarlo dodici senatori di Fratelli d’Italia. La preoccupazione maggiore sarebbe legata alla possibile contaminazione genetica di specie affini a quelle GM. Un rischio già appurato per gli organismi transgenici convenzionali, che però persiste anche per quelli derivanti dalle nuove tecniche di ingegneria genetica. Il settore del biologico, ad esempio, laddove si verifichi un flusso genico tra colture GM e colture tradizionali, potrebbe andare in contro ad una dannosa perdita delle certificazioni faticosamente ottenute. E, in generale, l’impatto sarebbe anche sociale, in quanto i prodotti delle Tecnologie di evoluzione assistita potrebbero concentrare ulteriormente il potere di mercato in poche MULTINAZIONALI. Gli svantaggi che avremmo dall’introduzione degli Ogm nel nostro Paese, oltre a quello di dare in mano a poche Multinazionali il dominio economico della produzione di cibo e la maggior dipendenza da esse, è anche il potenziale impatto con la salute dell’uomo, con l’ambiente e la perdita delle biodiversità, della flora e della fauna. Negli USA questa “moda” è già presente da quasi 30 anni e adesso la vogliono esportare anche da noi, non curanti degli effetti sulla salute dei cittadini. Siamo sempre più una colonia, è ora di dire basta!


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GLI OGM ARRIVANO ANCHE IN ITALIA
GRAZIE AL GOVERNO MELONI

Gli OGM ( organismo geneticamente modificato ) arrivano anche nel nostro Paese grazie al governo Meloni che li legalizza definitivamente.

In un emendamento di due pagine incluso nel Decreto Siccità, e approvato all’unanimità dalle Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato, è stato incluso il via libera alla sperimentazione in campo di organismi derivanti da Tecnologie di evoluzione assistita, i cosiddetti nuovi OGM. A firmarlo dodici senatori di Fratelli d’Italia.

La preoccupazione maggiore sarebbe legata alla possibile contaminazione genetica di specie affini a quelle GM. Un rischio già appurato per gli organismi transgenici convenzionali, che però persiste anche per quelli derivanti dalle nuove tecniche di ingegneria genetica. Il settore del biologico, ad esempio, laddove si verifichi un flusso genico tra colture GM e colture tradizionali, potrebbe andare in contro ad una dannosa perdita delle certificazioni faticosamente ottenute. E, in generale, l’impatto sarebbe anche sociale, in quanto i prodotti delle Tecnologie di evoluzione assistita potrebbero concentrare ulteriormente il potere di mercato in poche MULTINAZIONALI.

Gli svantaggi che avremmo dall’introduzione degli Ogm nel nostro Paese, oltre a quello di dare in mano a poche Multinazionali il dominio economico della produzione di cibo e la maggior dipendenza da esse, è anche il potenziale impatto con la salute dell’uomo, con l’ambiente e la perdita delle biodiversità, della flora e della fauna.

Negli USA questa “moda” è già presente da quasi 30 anni e adesso la vogliono esportare anche da noi, non curanti degli effetti sulla salute dei cittadini.
Siamo sempre più una colonia, è ora di dire basta!

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USA: PSICOSI DI GUERRA Gli USA stanno dichiarando guerra a tutta la parte del Mondo che non è soggiogata dalla loro politica e che cerca di mantenere la propria sovranità e indipendenza in politica estera. Oltre al dispiegamento di forze in Ucraina per piegare tutta l’Europa e mettere sotto assedio la Russia, e le provocazioni alla Serbia tramite il Kosovo, gli Usa (e di conseguenza la NATO) incrementano le pressioni sulla Cina cercando uno scontro armato. Gli USA infatti hanno circondato (con anche il piccolo aiuto dell’Italia che grazie al governo Meloni ha inviato la portaerei Cavour nel pacifico in funzione anti-Pechino) la Cina con le loro navi da guerra e sono pericolosamente arrivate a un passo dalla collisione tra navi militari nello Stretto di Taiwan, evitata per poco più di 100 metri . Il Pentagono ha espresso preoccupazione per le mosse aggressive delle forze armate cinesi in Asia. Pechino, invece, ha difeso le azioni della nave, perché i cosiddetti pattugliamenti in nome della “libertà navigazione” da parte degli Stati Uniti sono una provocazione. Nel suo primo intervento pubblico da quanto è diventato ministro della Difesa lo scorso marzo, Li Shangfu ha detto che la Cina deve “prevenire i tentativi di usare quella libertà di navigazione, quel passaggio innocente, per esercitare l’egemonia della navigazione”. Gli USA stanno già preparando la prossima guerra dopo quella in Ucraina, bisogna dire BASTA alla loro arroganza frutto di un imperialismo ormai morente.


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USA: PSICOSI DI GUERRA

Gli USA stanno dichiarando guerra a tutta la parte del Mondo che non è soggiogata dalla loro politica e che cerca di mantenere la propria sovranità e indipendenza in politica estera.

Oltre al dispiegamento di forze in Ucraina per piegare tutta l’Europa e mettere sotto assedio la Russia, e le provocazioni alla Serbia tramite il Kosovo, gli Usa (e di conseguenza la NATO) incrementano le pressioni sulla Cina cercando uno scontro armato.
Gli USA infatti hanno circondato (con anche il piccolo aiuto dell’Italia che grazie al governo Meloni ha inviato la portaerei Cavour nel pacifico in funzione anti-Pechino) la Cina con le loro navi da guerra e sono pericolosamente arrivate a un passo dalla collisione tra navi militari nello Stretto di Taiwan, evitata per poco più di 100 metri .

Il Pentagono ha espresso preoccupazione per le mosse aggressive delle forze armate cinesi in Asia. Pechino, invece, ha difeso le azioni della nave, perché i cosiddetti pattugliamenti in nome della “libertà navigazione” da parte degli Stati Uniti sono una provocazione. Nel suo primo
intervento pubblico da quanto è diventato ministro della Difesa lo scorso marzo, Li Shangfu ha detto che la Cina deve “prevenire i tentativi di usare quella libertà di navigazione, quel passaggio innocente, per esercitare l’egemonia della navigazione”.
Gli USA stanno già preparando la prossima guerra dopo quella in Ucraina, bisogna dire BASTA alla loro arroganza frutto di un imperialismo ormai morente.

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LA NATO VUOLE DISTRUGGERE L’EUROPA Dopo gli scontri in Kosovo di alcuni giorni fa, dove la Kfor ( forza militare internazionale guidata dalla NATO) ha caricato e manganellato i cittadini di origine serba, la Nato ha disposto il dispiegamento delle Forze di Riserva Operativa (ORF) per i Balcani occidentali, che erano pronte all’impiego in sette giorni. “Il dispiegamento di ulteriori forze Nato in Kosovo è una misura prudente per assicurare che la Kfor abbia le capacità necessarie per mantenere la sicurezza in conformità con il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha dichiarato l’ammiraglio Stuart B. Munsch, comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli. Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, hanno agito in modo “non professionale”, provocando “una violenza non necessaria” e una “escalation” della situazione. L’Occidente, ha aggiunto, deve mettere fine alla sua “falsa propaganda” sul Kosovo. I Paesi occidentali, ha proseguito in una dichiarazione pubblicato sul sito del ministero, “devono smettere di imputare gli incidenti in Kosovo ai Serbi disperati che pacificamente, e senza armi in mano, cercano di difendere i loro legittimi diritti e libertà”. La NATO sta perseguendo nella sua propaganda di guerra volta a destabilizzare tutta l’Europa per assumerne totalmente il controllo, sia politico che militare. L”UE è sempre più una colonia degli USA tramite la NATO e queste provocazioni sono il chiaro segnale di come vogliano piegare e sottomettere anche i pochi Stati che non seguono le loro direttive e tentano di mantenere la propria sovranità nazionale. Con continue provocazioni a Russia, Cina e Serbia i Paesi occidentali cercano sempre più lo scontro diretto e la terza guerra mondiale nucleate. DOBBIAMO FERMARLI!


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LA NATO VUOLE DISTRUGGERE L’EUROPA

Dopo gli scontri in Kosovo di alcuni giorni fa, dove la Kfor ( forza militare internazionale guidata dalla NATO) ha caricato e manganellato i cittadini di origine serba, la Nato ha disposto il dispiegamento delle Forze di Riserva Operativa (ORF) per i Balcani occidentali, che erano pronte all’impiego in sette giorni.
“Il dispiegamento di ulteriori forze Nato in Kosovo è una misura prudente per assicurare che la Kfor abbia le capacità necessarie per mantenere la sicurezza in conformità con il mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha dichiarato l’ammiraglio Stuart B. Munsch, comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli.
Secondo la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, hanno agito in modo “non professionale”, provocando “una violenza non necessaria” e una “escalation” della situazione. L’Occidente, ha aggiunto, deve mettere fine alla sua “falsa propaganda” sul Kosovo. I Paesi occidentali, ha proseguito in una dichiarazione pubblicato sul sito del ministero, “devono smettere di imputare gli incidenti in Kosovo ai Serbi disperati che pacificamente, e senza armi in mano, cercano di difendere i loro legittimi diritti e libertà”.

La NATO sta perseguendo nella sua propaganda di guerra volta a destabilizzare tutta l’Europa per assumerne totalmente il controllo, sia politico che militare. L”UE è sempre più una colonia degli USA tramite la NATO e queste provocazioni sono il chiaro segnale di come vogliano piegare e sottomettere anche i pochi Stati che non seguono le loro direttive e tentano di mantenere la propria sovranità nazionale.

Con continue provocazioni a Russia, Cina e Serbia i Paesi occidentali cercano sempre più lo scontro diretto e la terza guerra mondiale nucleate.
DOBBIAMO FERMARLI!

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Colpevolmente in ritardo ricordiamo i 92anni di RAUL CASTRO Fu il primo comunista della Rivoluzione Cubana, ancor prima di Fidel. Aveva fama di incorruttibile Raul. Quando comandava il Terzo Fronte, sulla Sierra Maestra, aveva creato dal basso uno splendido esempio di Repubblica Popolare. Stava piantando i semi della futura Cuba Socialista, di cui divenne uno dei leader più amati a livello popolare. Prima Comandante delle Forze Armate Rivoluzionarie. Poi Segretario del Partito Comunista Cubano e infine Presidente. Con Fidel un legame di sangue e trascendenza. Un amore che li ha tenuti vicini ma lontani. Per oltre 40 anni mai nella stessa macchina, mai nella stessa piazza, mai nella stessa città. Perché in caso di attentato uno dei due potesse comunque continuare a guidare la Rivoluzione. I maligni dicevano di lui che viveva all’ombra del potente fratello, che stava sempre due passi indietro a Fidel. Non hanno capito che se gli stava due passi indietro era per coprirgli le spalle. Il 3 Giugno ha compiuto 92 Anni. Una vita per la Rivoluzione. AUGURI COMANDANTE RAUL CASTRO!


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Colpevolmente in ritardo ricordiamo i 92anni di RAUL CASTRO

Fu il primo comunista della Rivoluzione Cubana, ancor prima di Fidel.
Aveva fama di incorruttibile Raul. Quando comandava il Terzo Fronte, sulla Sierra Maestra, aveva creato dal basso uno splendido esempio di Repubblica Popolare.
Stava piantando i semi della futura Cuba Socialista, di cui divenne uno dei leader più amati a livello popolare.
Prima Comandante delle Forze Armate Rivoluzionarie. Poi Segretario del Partito Comunista Cubano e infine Presidente.
Con Fidel un legame di sangue e trascendenza.
Un amore che li ha tenuti vicini ma lontani. Per oltre 40 anni mai nella stessa macchina, mai nella stessa piazza, mai nella stessa città. Perché in caso di attentato uno dei due potesse comunque continuare a guidare la Rivoluzione.
I maligni dicevano di lui che viveva all’ombra del potente fratello, che stava sempre due passi indietro a Fidel.
Non hanno capito che se gli stava due passi indietro era per coprirgli le spalle.
Il 3 Giugno ha compiuto 92 Anni. Una vita per la Rivoluzione.
AUGURI COMANDANTE RAUL CASTRO!

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SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DELLE TELECOMUNICAZIONI, PARTECIPA ALLO SCIOPERO! Martedì 6 giugno, in piazza Santi Apostoli a Roma ci sarà la manifestazione dei lavoratori delle telecomunicazioni i quali hanno indetto uno sciopero contro i continui tagli al personale da parte delle aziende, per la difesa di oltre 20 mila posti di lavoro, e per rimettere le telecomunicazioni al centro della transizione digitale del Paese. Queste sono le rivendicazioni dei lavoratori e dei sindacati che hanno indetto lo sciopero, esponendo tutta la loro contrarietà ai piani di scorporo dell’intera industria e servizi delle principali aziende di telecomunicazioni con le conseguenti drammatiche ricadute occupazionali che ne conseguirebbero. Le ragioni dello sciopero delle telecomunicazioni sono state riassunte all’interno di un documento che è stato inviato al ministero del Lavoro e alla Commissione di garanzia per gli scioperi in cui le Organizzazioni Sindacali dichiarano di aver esperito con Asso telecomunicazioni Asstel la procedura di raffreddamento con esito negativo il giorno 12 aprile 2023 e con il Ministero del Lavoro il tentativo di conciliazione in data 19 aprile 2023, anche questa con esito negativo. L’intero settore delle telecomunicazioni è in subbuglio dai call center che hanno altissimi livelli di dumping salariale e contrattuale, fino ad arrivare alla vertenza ormai storica sul futuro e sul destino di Tim. Negli altri paesi questo settore strategico è stato spesso difeso anche dai governi, in Italia la classe politica continua invece a fare finta di non vedere le difficoltà che si vivono all’interno delle telecomunicazioni. Sono più di 30 anni che nel nostro paese manca la volontà politica di difendere i lavoratori e gli interessi nazionali. Il continuo indebolimento del settore delle telecomunicazioni, non significa infatti solo peggioramento delle condizioni di lavoro, precarietà e licenziamenti, ma pure esporre un settore strategico alle acquisizioni di multinazionali straniere. Anche in questo ambito quindi la lotta per i diritti dei lavoratori e la battaglia per la sovranità nazionale sono strettamente collegate. Per queste ragioni il Partito Comunista invita ad aderire e a partecipare allo sciopero.


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SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DELLE TELECOMUNICAZIONI,
PARTECIPA ALLO SCIOPERO!

Martedì 6 giugno, in piazza Santi Apostoli a Roma ci sarà la manifestazione dei lavoratori delle telecomunicazioni i quali hanno indetto uno sciopero contro i continui tagli al personale da parte delle aziende, per la difesa di oltre 20 mila posti di lavoro, e per rimettere le telecomunicazioni al centro della transizione digitale del Paese.
Queste sono le rivendicazioni dei lavoratori e dei sindacati che hanno indetto lo sciopero, esponendo tutta la loro contrarietà ai piani di scorporo dell’intera industria e servizi delle principali aziende di telecomunicazioni con le conseguenti drammatiche ricadute occupazionali che ne conseguirebbero.

Le ragioni dello sciopero delle telecomunicazioni sono state riassunte all’interno di un documento che è stato inviato al ministero del Lavoro e alla Commissione di garanzia per gli scioperi in cui le Organizzazioni Sindacali dichiarano di aver esperito con Asso telecomunicazioni Asstel la procedura di raffreddamento con esito negativo il giorno 12 aprile 2023 e con il Ministero del Lavoro il tentativo di conciliazione in data 19 aprile 2023, anche questa con esito negativo.
L’intero settore delle telecomunicazioni è in subbuglio dai call center che hanno altissimi livelli di dumping salariale e contrattuale, fino ad arrivare alla vertenza ormai storica sul futuro e sul destino di Tim.

Negli altri paesi questo settore strategico è stato spesso difeso anche dai governi, in Italia la classe politica continua invece a fare finta di non vedere le difficoltà che si vivono all’interno delle telecomunicazioni.
Sono più di 30 anni che nel nostro paese manca la volontà politica di difendere i lavoratori e gli interessi nazionali. Il continuo indebolimento del settore delle telecomunicazioni, non significa infatti solo peggioramento delle condizioni di lavoro, precarietà e licenziamenti, ma pure esporre un settore strategico alle acquisizioni di multinazionali straniere. Anche in questo ambito quindi la lotta per i diritti dei lavoratori e la battaglia per la sovranità nazionale sono strettamente collegate.

Per queste ragioni il Partito Comunista invita ad aderire e a partecipare allo sciopero.

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? GRANDE PARTECIPAZIONE IN TUTTA ITALIA CONTRO LA GUERRA! Oggi 2 Giugno in tutta Italia le iniziative del Comitato Referendum Ripudia la Guerra hanno riempito le piazze e le strade del nostro paese, per ricordare ancora come l’Articolo 11 della nostra Costituzione deve essere difeso ogni giorno, soprattutto in questo momento storico. Contro la Guerra, per la Pace!


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? GRANDE PARTECIPAZIONE IN TUTTA ITALIA CONTRO LA GUERRA!

Oggi 2 Giugno in tutta Italia le iniziative del Comitato Referendum Ripudia la Guerra hanno riempito le piazze e le strade del nostro paese, per ricordare ancora come l’Articolo 11 della nostra Costituzione deve essere difeso ogni giorno, soprattutto in questo momento storico.

Contro la Guerra, per la Pace!

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