Interrogazione nuova infrastruttura militare a Coltrano

Interrogazione nuova infrastruttura militare a Coltrano

A seguito della proposta per la costruzione di una nuova infrastruttura militare nell’area di Coltano in provincia di Pisa, un moto di proteste si è sollevato da parte dei cittadini del territorio, dove ricordiamo è già presente la base militare di Camp Darby.
L’infrastruttura militare verrà tra l’altro finanziata con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR e la sua realizzazione è prevista all’interno del Parco nazionale di San Rossore.
Preserviamo il territorio da un nuovo disastro ambientale.
Qui di seguito vi presentiamo l’interrogazione parlamentare fatta dal Senatore Emanuele Dessì del Partito Comunista

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Al Presidente del Consiglio,
al Ministro della difesa,
al Ministro della transizione ecologica.
premesso che:
il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 23. 03 2022, prevede un intervento infrastrutturale per la realizzazione di un’opera destinata alla difesa nazionale, nell’area di Coltano, nel Comune di Pisa;
tale nuova infrastruttura militare, finanziata con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è destinata ad ospitare la sede del Gruppo intervento speciale del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti «Tuscania» e del Centro cinofili;
come previsto dello stesso D.P.C. M., per la realizzazione dell’opera, si applicano le misure di semplificazione procedurale previste dal decreto-legge “Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, convertito dalla legge 29 luglio 2021 nr 108, privando, in tal modo, gli enti territoriali di ogni potere decisionale in merito ed annullando ogni forma partecipativa dei cittadini;
il progetto prevede circa 440 mila metri cubi di nuove edificazioni, da realizzare all’interno del Parco Nazionale di San Rossore;
la zona interessata è posta all’interno di un parco protetto, tutelato da rigorosi e stringenti vincoli paesaggistici ed ambientali, che vengono scavalcati dalle procedure semplificate ed eccezionali, di cui sopra, le quali annullano di fatto l’esercizio delle legittime azioni degli enti territoriali;
diverse sono le criticità individuate nel progetto: l’eccessivo consumo di suolo in una zona agricola protetta, un elevato rischio di pericolosità alluvionale ed irrimediabili danni paesaggistici, considerato che si tratta di una zona dal grande valore storico e naturalistico, che vanta, altresì, un’oasi di ripopolamento faunistico;
tra l’altro, l’area individuata per la costruzione dell’opera, è già interessata dalla presenza della base militare americana di Camp Darby, diventata molto importante da punto di vista strategico nel corso degli ultimi anni;
a parere dell’interrogante, il progetto di tale nuova infrastruttura militare, che va a deturpare un parco protetto, mal si concilia con gli obiettivi del PNRR e con il principio di tutela ambientale, recentemente introdotto in Costituzione;
pur consapevole che la programmazione del progetto sia precedente allo scoppio della guerra in Ucraina, appare, in ogni caso, a parere dello scrivente, poco comprensibile la scelta del governo di impiegare ulteriori risorse in spese militari, risorse che avrebbero potuto, invece, essere utilizzate per compensare i tagli alla spesa pubblica che il Documento di economia e finanza 2022 ha previsto e che ricadranno inevitabilmente sui cittadini italiani;
Tutto ciò premesso, si chiede di sapere
se, alla luce di quanto esposto in premessa, il Governo non intenda valutare la possibilità di rivedere il progetto di cui sopra, in particolare individuando altro e diverso sito ove realizzare la nuova infrastruttura militare, ricercandolo nei territori, già inseriti nel sistema militare, da valorizzare e recuperare, preservando le aree protette ed evitando l’ennesimo disastro ambientale.

 

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Solidarietà al KKE

Solidarietà al KKE

Cari Compagni,
L’Ufficio Politico e il Comitato Centrale del Partito Comunista (PC – Italy) intendono manifestare la più viva e intensa solidarietà al vostro Partito per i brutali pestaggi messi in atto dalle forze di polizia greche ai danni dei compagni del KKE, alcuni di loro adesso versano in gravi condizioni.
Episodi come questo ci dimostrano come l’UE e la Nato siano al centro di una svolta autoritaria di proporzioni epocali, al servizio degli oligopoli finanziari occidentali che hanno pianificato una terza guerra mondiale per mantenere saldo il loro controllo sul mondo.
Vogliate accettare queste poche righe ispirate al più sincero spirito di internazionalismo proletario e di sforzo internazionalista contro la guerra imperialista finalizzata alla sottomissione dei popoli.

Dear Comrades,
The Political Bureau and the Central Committee of the Communist Party (CP-Italy) wish to express their deepest and most intense solidarity with your Party over the brutal beatings carried out by the Greek police against comrades of the Communist Party of Greece (KKE), some of whom are now in serious condition.
Episodes like this show us how the EU and NATO are at the heart of an authoritarian shift of epochal proportions, at the service of the Western financial oligopolies who have planned a third world war to maintain their firm control over the world.
Please accept these few lines inspired by the most sincere spirit of proletarian internationalism and internationalist effort against the imperialist war aimed at the subjugation of peoples.

Comradely,

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Interrogazione sui fatti del 6 Aprile 2022 che hanno coinvoloto l’Unione Sindacale di Base

Interrogazione sui fatti del 6 Aprile 2022 che hanno coinvoloto l’Unione Sindacale di Base

Pubblichiamo l’Interrogazione Parlamentare con primo firmatario il Senatore Emanuele Dessì e la firma della Senatrice Paola Nugnes e del Senatore Matteo Mantero
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Al Ministro dell’Interno
Premesso che
notizie di stampa riferiscono che nella mattinata di ieri, 6 aprile 2022, i carabinieri hanno provveduto ad effettuare una perquisizione all’interno dei locali della sede nazionale dell’Unione sindacale di base (USB), a Roma in via dell’Aeroporto, a seguito di una telefonata anonima, che segnalava la presenza di un’arma all’interno dei locali;
le due pattuglie di carabinieri intervenute, rinvenivano immediatamente, all’interno di uno dei bagni, una pistola, esattamente nel posto indicato dalla segnalazione anonima;
l’arma veniva rinvenuta nella cassetta dell’acqua dello scarico in un bagno riservato al pubblico, pare per ciò evidente, che colui che ha effettuato la segnalazione, o è un “curioso” che va ad infilare le mani negli sciacquoni dei bagni o è lui stesso l’autore del posizionamento dell’arma;
in considerazione della “precisissima” segnalazione ricevuta dalle forze dell’ordine, appare singolare che si sia proceduto all’inutile perquisizione della sede sindacale e non si siano, invece, immediatamente concentrate le indagini sul soggetto che ha effettuato la telefonata anonima;
l’Unione Sindacale di base ha ritenuto l’irruzione dei carabinieri una provocazione e con una nota pubblicata subito dopo l’increscioso evento ha denunciato con forza “l’inaudita irruzione dei carabinieri”, “la chiara ed evidente macchinazione contro un sindacato conflittuale, una messa in scena che fa a comodo a molti, troppi”, con l’evidente intento di “screditare un’intera organizzazione e le moltitudini di lavoratori, disoccupati, di precari, di senza casa che la supportano”;
l’episodio sopra richiamato, appare grave. Esso sembra, ricordando nelle modalità tanti fatti accaduti nel passato, la classica costruzione di una falsità, atta a criminalizzare ed a intimorire un sindacato che in questa fase, insieme ad altri partiti e movimenti della società civile, lottano contro la guerra a favore della vera pace e si sono apertamente schierati contro l’invio delle armi in Ucraina;
a parere dell’interrogante, considerati i fatti riferiti, al fine di scongiurare la creazione di un pericoloso clima di tensione, occorre fare piena luce su quanto accaduto,
Tutto quanto sopra premesso, si chiede di sapere
se la Ministra dell’Interno sia a conoscenza dei fatti in premessa descritti e se e come intenda attivarsi, per quanto di competenza, per raccogliere ogni elemento e informazione utile a comprendere a pieno la vicenda.

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Comunicato dell’Ufficio Politico del Partito Comunista

Comunicato dell’Ufficio Politico del Partito Comunista

Apprendiamo dal sito dell’USB di questa palese provocazione, l’USB, uno dei sindacati che ha condannato l’invio delle armi in Ucraina e che ha mobilitato i propri iscritti contro e ha denunciato anche l’invio nascosto tra gli aiuti umanitari, secondo una “denuncia anonima” avrebbe avuto armi nella propria sede nazionale, questa la finta motivazione per la perquisizione.

Esprimiamo da parte di tutti gli iscritti del Partito Comunista, massima solidarietà all’USB e a tutti i suoi iscritti e diamo la nostra disponibilità per qualsiasi risposta il sindacato voglia dare.

l’Ufficio Politico Partito Comunista.

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Italia – Cina, una coppia vincente per la ripartenza

Italia – Cina, una coppia vincente per la ripartenza

Intervista esclusiva a “La Riscossa” con l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Junhua,

realizzata da Pietro Fiocchi

 

Dialogo e diplomazia sono e restano le armi migliori per combattere l’attuale guerra alla pace, che alcune entità sembrano voler vincere a tutti i costi. Ma come si usa spesso ripetere, in una guerra alla fine siamo tutti dei poveri vinti.

Come è connaturato nello spirito del Partito Comunista (Italia), come è stato ripetuto e confermato dal III Congresso del Partito in poi dal segretario generale Marco Rizzo, per il benessere ed una reale ripartenza della nostra Italia, dobbiamo improrogabilmente ispirarci ai principi di una cooperazione positiva con tutti i possibili interlocutori, da Oriente a Occidente, dall’Atlantico a Vladivostok.

In questa prospettiva abbiamo voluto intanto rivolgerci al più alto rappresentante in Italia della Repubblica Popolare Cinese, Li Junhua, diplomatico di lunga e profonda esperienza, per dare un seguito concreto alle nostre aspirazioni. Privilegio accordato.

La parola dunque a Sua Eccellenza.

 

Dal 2013 l’iniziativa Belt & Road del Presidente Xi Jinping è un argomento di primo piano della politica nazionale cinese ed internazionale. Si fa riferimento alla Nuova Via della Seta non solo come ad una serie di importanti progetti strategici ed innovativi per le infrastrutture, ma anche per rilanciare arte e cultura nella prospettiva di un’interazione sociale che coinvolga tutti e che promuova una più profonda e reciproca comprensione tra i popoli. Tra Cina e Italia, quali progetti di arte e cultura, anche di lungo termine, crede sia fondamentale sviluppare per raggiungere l’obiettivo?

 

Ambasciatore Li Junhua L’antica Via della Seta, collegando Oriente e Occidente, promosse la comprensione reciproca e gli scambi amichevoli. L’iniziativa Belt and Road sostiene lo spirito della Via della Seta, promuovendo la cooperazione pacifica, l’apertura e la tolleranza, la conoscenza reciproca e i vantaggi comuni, dando impulso alla costruzione congiunta di una via caratterizzata da una nuova era di cooperazione e amicizia.

Una caratteristica evidente degli scambi a lungo termine tra il popolo cinese e quello italiano è che sono contraddistinti da rispetto e apprezzamento delle rispettive culture, perseguono e tutelano i comuni valori della pari dignità e del rispetto della diversità. Nel 2016 i nostri due Paesi hanno istituito il Forum Culturale Cina Italia per promuovere l’interazione e gli scambi tra istituzioni e personale specializzato, ampliando la cooperazione nei settori artistico, teatrale, turistico ecc.

Molte istituzioni italiane hanno aderito alle alleanze internazionali rispettive per i teatri, festival artistici, gallerie d’arte, musei e biblioteche, lanciate dalla Cina. Quest’anno, entrambe le parti riavvieranno l’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina e promuoveranno insieme nuovi progetti negli scambi di mostre museali, nel gemellaggio dei siti del patrimonio mondiale e nella condivisione delle risorse digitali. La cultura è la ricchezza comune ai due Paesi e la civiltà il loro orgoglio. Auspichiamo che gli scambi bilaterali interpersonali e culturali si approfondiscano in modo completo.

 

Esperti e ricercatori italiani e di altri Paesi, ci avvertono costantemente di come dalla stampa quotidiana ai social media e alle conferenze ad hoc, vengano diffuse notizie, informazioni e relative considerazioni volontariamente non corrispondenti alla realtà per costruire un’immagine non positiva della Cina e che lo fanno per un preciso scopo. Tanto più ora, che la Repubblica Popolare comincia a raccogliere i frutti di decenni di durissimo lavoro. Crede sia possibile e opportuno rispondere a questi “attacchi” con campagne e reti mediatiche alternative e coordinate tra quelle organizzazioni e associazioni che hanno il comune obiettivo di garantire serenità nelle relazioni internazionali?

 

Ambasciatore Li: La pluralità non è solo il fascino del mondo, ma è soprattutto la sua caratteristica. È naturale e inevitabile che ogni Paese scelga un diverso percorso di sviluppo ed è anche un’importante manifestazione della democratizzazione delle relazioni internazionali. Da oltre quarant’anni, la Cina persiste nelle riforme e nell’apertura, è profondamente integrata nel processo di globalizzazione economica e dà un contributo significativo alla promozione dello sviluppo globale comune.

Tuttavia, come Lei ha detto, alcuni Paesi non prendono in considerazione lo stato dei fatti, il vero e il falso, utilizzando “l’egemonia mediatica” per attaccare e diffamare forsennatamente la Cina, diffondendo notizie false. Ad esempio, per quanto riguarda lo Xinjiang, hanno concepito il cosiddetto “genocidio”, i “lavori forzati” e molte altre eresie. I funzionari cinesi, i media e gli studiosi devono confutare queste false notizie, non corrispondenti ai fatti, presentando al mondo la Cina in modo completo, obiettivo, onnicomprensivo e reale.

È gratificante che molti amici stranieri sostengano la conoscenza e la giustizia, prestino ascolto alla vera voce della Cina e promuovano una cooperazione amichevole nei suoi confronti. Conoscere e diffondere la realtà dei fatti non è un processo facile, ma credo che, con gli sforzi congiunti di tutti, sempre più persone capiranno la vera Cina e ne daranno un giudizio più equo.

 

Negli ultimi tempi l’Italia istituzionale ha voltato le spalle più di una volta alla Cina, anche quando quest’ultima ha dimostrato una magnanimità fuori dal comune e particolarmente apprezzata dal popolo italiano. Come viene percepito dalla società cinese questo atteggiamento intermittente dell’Italia? È inevitabile che così sia, considerate le forti pressioni che l’Italia riceve dall’esterno, o potremmo cominciare a mettere in piedi un dialogo più lineare e costruttivo tra i nostri due Paesi?

 

Ambasciatore Li: Le relazioni sino-italiane hanno attraversato oltre mezzo secolo di vicissitudini e sono sempre state improntate al rispetto reciproco, tolleranza, mutuo apprendimento e cooperazione vantaggiosa per tutti. Noi consideriamo l’Italia una buona amica e una buona partner in Europa. Mentre il mondo sta entrando in un periodo di cambiamenti rapidi e turbolenti, le relazioni sino-italiane si trovano naturalmente ad affrontare nuove opportunità e sfide.

Va evidenziato che tra Cina e Italia non ci sono né contraddizioni fondamentali né conflitti geopolitici, anzi i due Paesi tutelano congiuntamente il multilateralismo, cercano di mettere al primo posto le persone e promuovono la prosperità comune. Nel 2021, nonostante lo spettro dell’epidemia, il volume degli scambi bilaterali tra Cina e Italia, in controtendenza, ha segnato un nuovo record, raggiungendo 73,95 miliardi di dollari, con un aumento del 34,1% su base annua. In particolare, le esportazioni italiane in Cina hanno avuto un incremento del 36,3% e sempre più prodotti italiani di alta qualità sono entrati nel mercato cinese.

Questo dimostra ancora una volta che l’essenza della cooperazione sino-italiana è caratterizzata da mutui e comuni vantaggi e dalla creazione di maggiori benefici tangibili per i due popoli. La cooperazione è la richiesta comune dei due popoli e risponde agli interessi fondamentali dei due Paesi. Noi intendiamo impegnarci insieme in ogni ambito per continuare una stretta comunicazione, approfondire la cooperazione pragmatica e promuovere congiuntamente la stabilità e lo sviluppo delle relazioni bilaterali.

 

In questi anni di impegno professionale ed esperienza personale, quale idea si è fatto del nostro Paese e quali crede siano i punti di forza unici dell’Italia e del suo popolo?

 

Ambasciatore Li: Sono in Italia da quasi tre anni e sento sempre di più che è un Paese che coniuga antico e moderno, tradizione e innovazione. Non è soltanto un eccezionale rappresentante della civiltà occidentale, che ha generato il Rinascimento, ma ha anche un sistema manifatturiero di alta gamma e una potente forza creativa. L’Italia ha anche peculiari vantaggi geografici, stretti contatti con l’Africa e l’Asia, è un’importante porta di accesso al sud dell’Europa e un fondamentale punto di incrocio delle Vie della Seta terrestri e marittime.

Credo che, essendo un Paese fondatore dell’Unione europea e una delle potenze influenti, l’Italia continuerà a svolgere un ruolo importante sia in Europa che a livello mondiale.

L’impressione più profonda lasciatami dal popolo italiano è quella di un popolo ottimista, solare e amante della vita. Sono passati oltre due anni dallo scoppio della pandemia, che ha avuto un impatto enorme su tutti i Paesi. Ciò che ho notato in particolare è che il popolo italiano si aiuta reciprocamente, condivide l’amore e combatte l’epidemia unito, dando ancor più speranza alla vita. Gli amici italiani dicono spesso che andrà tutto bene! Penso che questa sia l’espressione del loro atteggiamento positivo nei confronti della vita.

Lo scorso anno ero a Roma e ho assistito a tanti momenti gloriosi, come la vittoria dell’Italia ai campionati europei, quella dei cento metri maschili e della staffetta 4×100 alle Olimpiadi, in occasione dei quali tutta l’Italia si è riempita di festeggiamenti e celebrazioni. Dietro questo si riflettono il coraggio del popolo italiano di lottare strenuamente, le sue qualità e la ricerca di superare se stesso.

 

Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi Invernali di Pechino, l’attenzione della comunità internazionale per la Cina e le Olimpiadi è aumentata in modo significativo. Ma allo stesso tempo, la variante Omicron ha pesato ulteriormente sulla situazione pandemica globale. Alcune persone hanno persino suggerito di rimandare l’apertura delle Olimpiadi Invernali di Pechino. In questo contesto, ritiene che la Cina possa ancora presentare al mondo un evento olimpico di successo?

 

Ambasciatore Li: Presto la fiaccola si accenderà ufficialmente nella sede principale delle Olimpiadi invernali di Pechino e abbiamo piena fiducia nell’organizzazione di un’edizione semplice, sicura e meravigliosa. I preparativi stanno procedendo in maniera costante ed efficiente, prevedendo anche misure rigorose e scientifiche di prevenzione e controllo dell’epidemia. Per affrontare al meglio la minaccia delle varianti come Omicron, il Comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Pechino, il Comitato Olimpico Internazionale e il Comitato Paralimpico Internazionale hanno pubblicato due edizioni del “Manuale di prevenzione dell’epidemia”, in cui sono state formulate linee guida per la prevenzione.

Queste misure, oltre a riflettere i risultati più recenti della ricerca scientifica raggiunti in Cina e all’estero, si basano anche sull’esperienza di molti eventi sportivi internazionali su larga scala e hanno superato una serie di competizioni internazionali di prova e i test pratici delle settimane di allenamento. Queste misure garantiranno la massima protezione possibile alla salute e alla sicurezza degli atleti e delle parti coinvolte e assicureranno che le Olimpiadi invernali di Pechino si svolgano come programmato.

Atleti e personalità di molti Paesi, Italia compresa, nonché organizzazioni internazionali come il Comitato Olimpico Internazionale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno espresso il loro sostegno e le loro aspettative nei confronti dei Giochi Olimpici invernali di Pechino. Siamo pienamente fiduciosi e determinati a offrire al mondo un buon evento olimpico e a riversare in esso più unità, fiducia e forza. Colgo l’occasione per augurare anche agli atleti italiani di ottenere buoni risultati.

 

Grazie per il privilegio accordatoci.

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LETTERA APERTA: “ORA L’UNITÀ. PER IL PARTITO COMUNISTA IN ITALIA”

LETTERA APERTA: “ORA L’UNITÀ. PER IL PARTITO COMUNISTA IN ITALIA”

Lettera aperta “Ora l’unità. Per il Partito Comunista in Italia”.
Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario generale Partito Comunista (Italia).
Abbiamo ricevuto in questi giorni, come tutti gli altri partiti comunisti in Italia, una Lettera Aperta inviataci – a nome dei circa 1.000 aderenti all’Appello “Ora l’unità. Per il Partito Comunista in Italia” – da un gruppo di quadri operai delle grandi fabbriche italiane, da giovani, studenti, lavoratori e lavoratrici, da intellettuali marxisti e dirigenti comunisti di diverse organizzazioni.
Questa Lettera chiede a tutti noi, ai partiti comunisti italiani, ai loro gruppi dirigenti, alle loro basi militanti, di avviare un processo di unità dei comunisti, a partire dalla messa in campo di immediate lotte comuni.
Il Partito Comunista, apprezzando lo spirito e le parole della Lettera Aperta, risponde positivamente alla sua richiesta unitaria e si dichiara disponibile ad un primo ed immediato confronto con i gruppi dirigenti degli altri partiti comunisti e delle altre esperienze comuniste italiane.
Che cosa, di questa Lettera Aperta, ci ha convinti a questo nostro approccio unitario?
La sincerità, lo slancio ed insieme la “ratio” delle sue parole.
Siamo certi che la sincerità e lo slancio che segnano fortemente di sé questa Lettera provengano dai tanti giovani che hanno aderito all’Appello “Ora l’unità. Per il Partito comunista in Italia” e che poi ne hanno inviato ai partiti comunisti una sintesi nella forma della Lettera Aperta.
Come siamo certi che la “ratio” politica della Lettera sia il frutto della vasta e prestigiosa presenza di intellettuali e dirigenti comunisti che, dopo aver aderito all’Appello, l’hanno sottoscritta e a tutti noi inviata.
Ed è questa motivazione, questa ragione politica a convincerci della bontà della proposta unitaria.
I compagni e le compagne che hanno sottoscritto la Lettera Aperta hanno con forza e lucidità rimarcato quanto sta quotidianamente sotto i nostri occhi ma che spesso sfugge alla vista di troppi, a volte persino alla vista di alcune aree comuniste:
– il pericolo incombente di una guerra mondiale scientemente organizzata e sospinta dagli USA, dalla NATO, dall’UE e dal fronte imperialista internazionale;
– una nuova ed estremamente acutizzata aggressività politica e militare imperialista contro la Russia e la Repubblica Popolare Cinese che è alla base della spinta a questo progetto di guerra mondiale;
– una nuova e socialmente drammatica, per la classe operaia e i popoli del nostro continente, torsione imperialista delle politiche dell’Ue e antipopolari;
– una spinta oggettiva che attraversa l’intero arco delle forze partitiche parlamentari e le sospinge a farsi “il partito unico” degli USA, della NATO e dell’UE in Italia e che si fa materia politica per la costituzione del governo Draghi, l’Esecutivo che sta svendendo a Bruxelles il futuro delle prossime generazioni italiane per ottenere quel cappio monetario che continuano a chiamare “prestiti” o “aiuti” dall’UE;
– un uso spregiudicato e discriminatorio della pandemia da parte del Governo Draghi, con una evidente prova generale di limitazioni serie delle libertà costituzionali per qualunque vera opposizione nel Paese;
– la drammatica contraddizione tra tutto ciò e l’assenza pressoché totale di un’opposizione di classe e di massa;
– la contraddizione tra il vasto dominio capitalista e la crisi profonda e la polverizzazione del movimento comunista in Italia.
Come ci convincono pienamente le parole d’ordine, che sono nostre, che facciamo totalmente nostre, che la Lettera Aperta fa conseguire a tutto ciò: fuori l’Italia dalla NATO! Fuori la NATO dall’Italia! Fuori l’Italia dall’Euro e dall’UE!
È a partire da queste, cogenti, questioni che il PC accoglie la proposta del progetto di unità dei comunisti su basi politiche e teoriche affini, quale prerequisito essenziale, come asserisce la stessa Lettera Aperta, per l’avvio di un processo unitario e la costruzione di un Partito Comunista in Italia all’altezza dei tempi e dello scontro di classe.
Il movimento comunista mondiale, guidando circa un quinto dell’intera umanità, vive oggi una grande e fulgida fase di rilancio e la vive al cospetto di una crisi storica profondissima, sia di progetto politico ed economico che di prestigio, del capitalismo mondiale.
Ciò ci conforta e da ancor più senso alla nostra battaglia politica in Italia.
Ma non rimuove il fatto che il movimento comunista italiano versi, per sue colpe lontane e vicine, in una crisi profonda.
Una crisi dalla quale i comunisti potranno uscire solo con la ricollocazione al centro delle cose, sia sul piano teorico che della prassi, del conflitto di classe e della ricostruzione dei legami di massa. E per questi obiettivi, l’unità dei comunisti su basi politico-teoriche affini è fattore decisivo.
Molto, tutti noi, possiamo aver sbagliato, nelle nostre, diverse esperienze da comunisti. Ma per la passione e il tempo di vita che tutti abbiamo messo nel difficile obiettivo di ricostruire, in Italia, un movimento comunista degno di questo nome, possiamo anche sperare che “la storia ci assolverà”.
E ancor più ci assolverà se saremo capaci, oggi, di riunire le fila, di unirci, di dare una speranza e un nuovo punto di riferimento organizzato all’ancora vasta diaspora comunista italiana priva di tessera e partito, di riconsegnare alla “classe” un unico, più forte, coeso, partito comunista!
Scriveva nel 1957 il grande poeta comunista Nazim Hikmet, nella sua splendida poesia intitolata “Della Vita”: “Dovunque tu sia/ in qualunque circostanza tu sia/ devi vivere come se mai tu dovessi morire”.
E, parafrasando Hikmet, noi che oggi vogliamo unirci per ricostruire un più forte partito comunista in Italia, dobbiamo batterci, sinceramente impegnarci, come se questo grande obiettivo fosse possibile, vicino ad essere conquistato!

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