MESSAGGIO ALL’ANPI PER LA SCOMPARSA DI TINA COSTA

MESSAGGIO ALL’ANPI PER LA SCOMPARSA DI TINA COSTA

Il Partito Comunista invia all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e all’ANPI romana le sentite condoglianze per la morte della compagna Tina Costa, partigiana, antifascista e storica militante comunista. Il nostro profondo dolore e sincero rammarico per la sua scomparsa è alleviato solo dalla consapevolezza che, grazie al lavoro di tanti partigiani come Tina, la memoria della Resistenza antifascista continuerà a marciare sulle gambe di tanti giovani.

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ARRESTO DE VITO: LA RAGGI SI DIMETTA. VIA GLI AMICI DEI PALAZZINARI!

ARRESTO DE VITO: LA RAGGI SI DIMETTA. VIA GLI AMICI DEI PALAZZINARI!

comunicato della federazione romana del Partito Comunista

La federazione romana del Partito Comunista chiede le immediate dimissioni della sindaca Raggi e della giunta cinque stelle dal Comune di Roma. La vicenda dell’arresto del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, esponente di primo piano del movimento romano e già candidato sindaco nella precedente tornata elettorale non può essere trascurata.

Il Movimento Cinque Stelle ha fallito la sua missione di cambiamento della città, finendo per assecondare gli interessi dei costruttori e dei “poteri forti” che in campagna elettorale diceva di voler combattere. Ciò che avevamo previsto prima delle elezioni si è miseramente avverato. Indipendentemente dagli esiti della vicenda giudiziaria esiste una responsabilità politica chiara. Roma è allo sbando, tutti gli elementi di discontinuità del programma dei cinque stelle sono stati accantonati per una sostanziale continuità con le giunte precedenti.

La vicenda dello stadio della Roma è stata paradigmatica. Dall’opposizione all’approvazione di un piano persino peggiorativo in termini di opere a scomputo di quello voluto dalla giunta Marino. Se a ciò fosse corrisposto, come sembrerebbe emergere dall’arresto di oggi, anche il pagamento di tangenti, il tutto si aggraverebbe per gli ulteriori profili. Chi ha fatto della diversità e dell’onestà la propria bandiera, oggi deve trarne le conseguenze.

Il Partito Comunista – conclude la nota – ha sempre dato atto alla giunta capitolina di operare in un contesto di difficoltà e di pesante eredità dovuta all’azione delle giunte precedenti. Ha sempre respinto e continuerà a respingere al mittente le critiche dei partiti responsabili della condizione di Roma (PD e centrodestra in testa). Ma il tempo per questa giunta è scaduto. L’alternativa non esiste, c’è solo la peggiore continuità. La Raggi deve dimettersi immediatamente.

 

Via gli amici dei palazzinari da Roma, quale sia il loro colore politico!

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ROMA. SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI ZARA

La federazione romana del Partito Comunista esprime a nome di tutti i propri militanti la solidarietà ai lavoratori dei magazzini Zara e del settore della logistica in lotta in queste settimane. In particolare esprimiamo la nostra vicinanza ai lavoratori in sciopero della cooperativa “il Faro” vittime nei giorni scorsi di un vile attacco da parte di vigilantes privati armati di pistole taser.

Il settore della logistica è come noto uno dei settori a più alto tasso di sfruttamento da parte delle aziende, con margini di profitto sempre più ampi sulla pelle di chi lavoro. Un gruppo di lavoratori che non si piega alle logiche padronali di sfruttamento è un elemento intollerabile per i padroni, che come si è visto sono disposti a ricorrere ad ogni mezzo pur di stroncare le lotte legittime dei lavoratori.

Il PC è pronto a sostenere ogni iniziativa e lotta che i lavoratori intraprenderanno, convinti che la repressione padronale non possa e non debba mai essere un freno alle rivendicazioni dei lavoratori, ma anzi la prova manifesta di come gli interessi dei lavoratori siano inconciliabili con quelli dei loro sfruttatori.

 

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Dichiarazione dell’Ufficio Politico del Partito Comunista in merito all’esclusione della lista in Piemonte.

LOGO PCDichiarazione dell’Ufficio Politico del Partito Comunista in merito all’esclusione della lista in Piemonte.

Abbiamo ricevuto la notizia dall’Ufficio Centrale Circoscrizionale del Piemonte dell’esclusione della nostra lista in Piemonte. Per partecipare a queste elezioni politiche la legge elettorale ha obbligato i partiti non presenti in parlamento a raccogliere e far certificare migliaia di firme in meno di venti giorni. Per i comunisti questa è la prima volta dopo dodici anni di assenza. Le firme in Piemonte sono state raccolte. Pare che in quei frangenti ci siano stati errori che hanno portato all’invalidazione successiva delle liste. Ringraziamo i responsabili politici del Comitato Regionale del Partito che, di fronte a questa situazione, hanno presentato le dimissioni che saranno valutate dagli organismi dirigenti nazionali. La raccolta delle firme è la diretta espressione dei simpatizzanti e degli elettori comunisti. Ad essi porgiamo le scuse perché questa inesperienza purtroppo certificherà’ l’assenza, nelle schede elettorali di questa importante regione, della falce martello del Partito Comunista. Ribadiamo la nostra contrarietà ad un sistema che soffoca il pensiero critico con gli strumenti burocratici del potere. Continuiamo con la crescita e la costruzione del Partito Comunista in Italia.

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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA.

Abbiamo appreso da agenzie stampa l’adesione a movimenti animalisti collocati nell’ambito del centrodestra di alcune persone della sinistra radicale, tra cui risulterebbe un nostro iscritto, Andrea Ziccaro. La scelta ovviamente è del tutto incompatibile con la linea del nostro Partito, in contrasto totale e insanabile con la nostra azione, per giunta mentre il Partito è impegnato nella presentazione di una candidatura autonoma alle elezioni politiche, radicalmente alternativa al centrodestra e al centrosinistra. Pertanto la Commissione di Garanzia ha provveduto alla sua immediata e irrevocabile radiazione dal Partito, proibendo agli iscritti qualsiasi forma di contatto con lui.
Carrierismo e opportunismo non possono trovare spazio tra le nostre fila. Una scelta del genere non ammette alcuna giustificazione, né politica né umana e non può essere collocata in altre categorie rispetto a quella del tradimento. Chi cede alle lusinghe e alle promesse di settori della borghesia, per giunta tra i più spregevoli, vendendosi per un piatto di lenticchie non merita alcuna attenuante. Centinaia di militanti comunisti ogni giorno portano avanti la loro lotta tra difficoltà, ricatti sui posti di lavoro, costruendo e radicando l’organizzazione a prezzo di rinunce e sacrifici, contando solo sui propri sforzi. Nessuno di noi merita di essere accomunato a questa miseria umana.
Sappiamo che l’oggetto del tradimento è proprio il tentativo di ricondurre i comunisti alla stregua di tutte le altre forze politiche, nel calderone del trasformismo e del carrierismo. Un atto del genere d’altronde, è talmente palese e contrario al nostro agire, che non mette in discussione il percorso intrapreso dal partito. Il nostro progetto mira a spazzare via tutto ciò, rompendo con gli errori del passato e con l’opportunismo che ha prevalso anche a sinistra. E’ una strada lunga, non semplice, ma intrapresa con convinzione e tenacia, che un singolo episodio non è in grado di intaccare. Sapremo apprendere da questo episodio, per rafforzare ancora di più la nostra lotta.
Siamo rammaricati nel non avere più approfonditamente svolto quella vigilanza politica e morale tra le nostre fila che avrebbe consentito di allontanare più celermente il soggetto in questione. Ma proprio per questo motivo saremo ancor più determinati a farlo con maggiore intensità, fino in fondo e senza attenuanti nel futuro.

Roma 15.12.17

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Parma. Tutti a Soragna, L’anticomunismo non passerà!

Supporters of the Greek Communist partyAPPELLO DEL PARTITO COMUNISTA per un’ampia partecipazione alla manifestazione a Soragna contro la mozione anticomunista, incostituzionale e provocatoria del consiglio comunale
 
Il PARTITO COMUNISTA condannando duramente la mozione anticomunista approvata dal consiglio comunale di Soragna che chiede al governo di procedere alla “messa al bando del comunismo”, chiama i lavoratori, i giovani, gli antifascisti e tutti quanti si vogliano battere contro questa inaccettabile provocazione a partecipare alla manifestazione di sabato, 7 Ottobre che si svolgerà a Soragna davanti al Municipio alle ore 15.00.
Ribadiamo la nostra più ferma opposizione all’assurda e antistorica equiparazione tra fascismo e comunismo. Questa equiparazione rappresenta il totale sovvertimento della storia. La propaganda sugli “opposti estremismi” non fa altro che gettare fango sul comunismo mentre di fatto separa il fascismo dalla sua natura di dittatura aperta, razzista e sciovinista dei settori più reazionari del grande capitale.
Sottolineiamo il profondo legame tra anticomunismo e imposizione di misure antipopolari di massacro sociale.
La criminalizzazione delle esperienze socialiste del XX secolo è la criminalizzazione dell’idea che ci possa essere un modello alternativo alla società capitalista, la società socialista!
– Condanna e ritiro immediato della mozione anticomunista!
– Onore e gloria all’URSS e alla sua Armata Rossa, principali e fondamentali artefici della distruzione del nazifascismo!
– Antifascismo è anticapitalismo!
-Non ci faremo piegare, l’anticomunismo non passerà
TUTTI A SORAGNA! (SABATO 7 OTTOBRE, ORE 15.00)
Partito Comunista, federazione di Parma

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BOLOGNA. SGOMBERATE CASE POPOLARI E SEDE DEL PC

La federazione regionale del Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista di Bologna hanno dovuto prendere atto in questi ultimi due giorni di un’aggressione portata avanti il giorno 14 luglio dal Comune di Bologna, dalla questura e dall’Acer, che ha avuto come risultato lo sgombero del plesso delle case popolari di via Gandusio e distruzioni per migliaia di euro fatte nei confronti del circolo Arci Guernelli.

Anche la sede del Partito all’interno del circolo è stata vilmente attaccata: l’entrata è stata forzata, come del resto tutte le altre porte serrate, a quanto è emerso dai primi rapporti e sopralluoghi, sebbene l’area sia stata bloccata a chiunque e ad ora a nessun militante è stato permesso l’accesso per verificare l’entità dei danni e degli eventuali furti subiti. Non si ha alcuna notizia su quando si potrà di nuovo entrare in sede ma è in ogni caso una situazione assolutamente inaccettabile.

Questo fatto è da considerare un attacco indiscriminato da parte delle forze dello Stato contro il circolo Guernelli, il primo fondato a Bologna, la cui azione in questi anni è stata fondamentale nella creazione di un polo aggregativo e ricreativo e nel sostegno alle forze sociali impegnate sul territorio.

È una aggressione fascista in piena regola anche contro le nostre organizzazioni. Risponderemo dunque con tutte le nostre forze, richiamandoci a tutte le realtà genuinamente impegnate a difendere gli interessi delle classi popolari e della gioventù proletaria per la costituzione di una rete di solidarietà e per operare a favore di una riapertura immediata del circolo, che era perfettamente in regola e che non ha ricevuto alcun preavviso dell’azione intrapresa in maniera illegittima. Saranno ora da verificare responsabilità, connivenze, possibili errori e discrepanze nella versione dei fatti che fino ad adesso abbiamo avuto modo di constatare.

Il Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista condannano altresì le politiche del comune e dell’Acer sulla questione delle case popolari, in particolare per via Gandusio, e sull’emergenza abitativa in generale. Il ricollocamento della maggioranza dell’inquilinato non può nascondere quegli occupanti sfrattati messi sul lastrico e la natura speculatrice del processo di riqualificazione del plesso.

Nuovi alloggi e nuovi inquilini, che comunque dovranno accedervi secondo le nuove norme sulle graduatorie regionali, non potranno oscurare il segno lasciato da anni di abbandono da parte delle autorità locali, procrastinando una situazione di precarietà e di irregolarità che con il tempo si è consolidata e incancrenita fino a creare una situazione sociale assolutamente esplosiva, con l’imperio del degrado e della criminalità. Oggi in generale a Bologna, come nel resto d’Italia, il patrimonio pubblico viene svenduto per incrementare i profitti di appaltatori e funzionari che guadagnano sulle spalle delle classi popolari.

La questione degli alloggi lasciati sfitti è diventata endemica, nel tentativo da parte dei grandi gruppi economici di tenere alti gli affitti e non subire gli effetti di un calmieramento dei prezzi di mercato, in un contesto di aumento della morosità dovuta ad un abbassamento delle retribuzioni salariali, alla precarizzazione del lavoro, alla disoccupazione che per la gioventù supera il 40%, a fenomeni sempre più diffusi di miseria estrema. Fondi e risorse spesso allocati non hanno oltrepassato le porte degli uffici governativi o sono stati erogati in briciole che non hanno assolutamente aiutato a migliorare una situazione che peggiora di anno in anno.

Gli sfratti nel nostro paese sono all’ordine del giorno e a fronte di tutto ciò le istituzioni rivelano la loro natura di baluardo degli interessi del grande capitale e a favore dei palazzinari e delle operazioni speculative in campo edilizio. La posizione del comunisti in merito è chiara:

– necessità dell’esproprio di tutti quegli edifici lasciati sfitti dai grandi gruppi assicurativi, bancari, dagli enti statali e para-statali, per la loro assegnazione su richiesta in base alle condizioni economiche e sociali degli individui e delle famiglie richiedenti;

– l’ampliamento e l’utilizzazione di tutta l’edilizia popolare, impedendo ogni qualsivoglia svendita del patrimonio pubblico a favore di privati speculatori;

– garanzia completa del diritto alla casa e rivendicazione del controllo pubblico dei lavoratori su tutti quei servizi connessi a questo diritto.

Il Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista ritengono che l’emergenza abitativa sia un problema sociale, non di ordine pubblico. Rifiutiamo completamente la retorica della “legalità” in un sistema fondato interamente sull’espropriazione parassitaria da parte della classe padronale della ricchezza prodotta dalla classe operaia, perché ciò significherebbe ingannare i lavoratori e tutti quelli che sono costretti a vivere quotidianamente le contraddizioni di questo sistema.

Nonostante ciò, riteniamo a diritto di rifiutare modalità di lotta portate avanti da sedicenti organizzazioni per il diritto all’abitare o da collettivi la cui unica caratteristica è l’autoreferenzialità e il rigetto di qualsiasi prospettiva di avanzamento reale nei rapporti di forza, tanto a livello locale quanto a livello nazionale.

Il caso dell’occupazione a febbraio della palestra intitolata al partigiano Gino Milli e assegnata al circolo Arci Guernelli, è stato un plateale esempio di idiozia e opportunismo politico, paradossalmente compiendo una operazione di speculazione edilizia al rovescio, in assoluta e provata malafede.

Rifiutiamo queste agende politiche, che servono, peraltro, ad aumentare in maniera esponenziale il livello della repressione come effettivamente è successo in questo caso.

Il Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista ritengono che la lotta per la casa non può essere disgiunta dalla lotta per i diritti del lavoro, per il diritto allo studio e alla rivendicazione di un sistema d’istruzione che sia accessibile a tutti, per un sistema sanitario pubblico universale e gratuito, per il miglioramento della condizione culturale delle classi popolari, per il diritto alle attività sportive e ricreative, per combattere il degrado e la droga che affliggono i nostri quartieri di periferia, per rivendicare un sistema diverso che può trovare risposta solo nella costruzione di una società socialista.

Il Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista manifestano quindi la propria solidarietà a chi ha dovuto subire gli eventi di questi ultimi giorni, difendendo al contempo le nostre sedi sotto attacco e le nostre posizioni politiche. Saremo al fianco del Guernelli e al fianco di tutte quelle forze che contribuiranno alla ricostruzione del circolo, di modo che le attività riprendano al più presto e la sede del Partito venga riaperta.

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PC PARMA: «RINGRAZIAMO NOSTRI ELETTORI. ORA RAFFORZIAMO IL PARTITO»

Il Partito Comunista rivolge un grazie di lotta e di speranza al migliaio di compagni, simpatizzanti e amici che hanno sostenuto con entusiasmo la nostra lista elettorale con candidata a sindaco la compagna Laura Bergamini. Ci impegniamo pubblicamente a trasformare questo risultato positivo per noi in azioni di rafforzamento del Partito e di lotta sociale. Un sentito ringraziamento lo rivolgiamo ai nostri candidati indipendenti ed a tutti i compagni militanti che con abnegazione e spirito di sacrificio hanno sostenuto e promosso una dura e proficua campagna elettorale. In piena coerenza col nostro progetto e programma dichiariamo che nessuna poltrona elettorale vale e varrà alleanze con formazioni che esprimono in un modo o nell’altro le incarnazioni di politiche antipopolari. La nostra campagna elettorale finisce ed immediatamente riparte da qui.

Partito Comunista- Federazione di Parma

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RIZZO: SOLIDALI CON LAVORATORI DELLA PLURIMA (PADOVA)

Dichiarazione di Solidarietà ai lavoratori della Plurima di Padova da parte del segretario generale del Partito Comunista Marco Rizzo.

Vogliamo esprimere la nostra solidarietà per le lotte e per lo sciopero indetto per il 9 giugno. In termini di diritti dei lavoratori siamo ormai arretrati agli inizi del 1900. In questa impresa infatti si è arrivati al licenziamento di un lavoratore, con motivazioni inconsistenti e pretestuose. La realtà è che il licenziamento è frutto della repressione delle lotte sindacali di classe. Non è un caso che il lavoratore licenziato si fosse recentemente iscritto all’ADL Cobas. Inoltre, la Plurima aveva precedentemente provveduto al licenziamento di altri due lavoratori, proprio in un periodo in cui questi ultimi si stavano battendo per i propri diritti in termini salariali e contrattuali. Il Partito Comunista è e sarà sempre al fianco delle lotte dei lavoratori contro i licenziamenti, la dequalificazione contrattuale, le condotte antisindacali e le politiche padronali tese solo al profitto e alla riduzione dei diritti dei lavoratori. Il Partito Comunista e’ forza politica che affianca la mobilitazione e lotte dei lavoratori per il conseguimento dei loro sacrosanti diritti.

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PC PIEMONTE: GULLOTTA NUOVO SEGRETARIO DI TORINO.

PC PIEMONTE: GULLOTTA NUOVO SEGRETARIO DI TORINO.

l Partito Comunista dopo diversi anni di intensa ed efficace attività politica è cresciuto in piemonte e a seguito dell’ attivo degli iscritti regionale tenutosi sabato 13 maggio ha eletto Graziano Gullotta segretario della federazione provinciale di Torino. Trentenne, operaio metalmeccanico, studente di scienze politiche, cresciuto nelle fila del Fronte della Gioventù Comunista, Gullotta sarà garanzia di attenzione ai temi tipici dei comunisti, dal lavoro alle nuove generazioni, dai diritti sociali all’internazionalismo.

Mao Calliano (Segretario Regionale PC Piemonte)

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PC PUGLIA: « MORTE DEI BRACCIANTI FRUTTO DELLO SFRUTTAMENTO»

All’interno del “Gran Ghetto” situato nelle sperdute campagne foggiane, tra San Severo e Rignano Garganico, due braccianti del Mali sono morti carbonizzati, braccianti con lavoro a cottimo, 3 euro a cassone di pomodori. Mamadou Konate e Nouhou Doumbia sono scappati come tanti altri dal Mali (ex colonia francese) per venire a lavorare in un Paese ad economia capitalista, in Italia, nella Puglia governata dai Fitto, Vendola ed Emiliano. Al governo regionale si alternano da anni, centro sinistra e centro destra, ma lontano da via Capruzzi, sede della Regione Puglia, per i braccianti bianchi o neri non c’è pace.

I caporali bianchi e neri al servizio del padrone, dettano leggi, stabiliscono la paga giornaliera o la paga del cottimo. 50 anni fa quando la CGIL era sindacato, i braccianti prima di incominciare la stagione della potatura degli ulivi, si riunivano nelle sedi sindacali per stabilire la paga giornaliera. I braccianti assieme al sindacato avevano forza di contrattazione verso i latifondisti. Oggi la paga giornaliera la impongono gli emissari dei padroni, i caporali.

Il 25 febbraio scorso, al convegno regionale del Partito Comunista: “I comunisti e la politica dell’acqua”, tenutosi a Carovigno (BR), un bracciante del Mali, poco più che ventenne, ha raccontato la sua odissea durata mesi per arrivare in Italia: umiliazioni di ogni tipo, costo del viaggio esorbitante, l’odissea nel barcone, la paura e poi … un nodo alla gola non gli ha permesso di continuare il suo intervento.

Altri due giovani braccianti venuti in Italia per un futuro di speranza, non potranno più tornare nella loro terra; non potranno più vedere i loro cari. Non c’è limite alla barbarie dello sfruttamento capitalistico. È sempre più attuale la canzone di Caparezza cantata nell’era di Vendola: “Vieni a ballare in Puglia”.

Partito Comunista, Segreteria regionale della Puglia

Fronte della Gioventù Comunista, Coordinamento regionale della Puglia

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