il Partito Comunista di Bologna esprime la massima solidarietà a gli studenti colpiti dalla brutale repressione poliziesca messa in atto dalla questura a gli ordini del rettore dell’università di bologna umbertini. Quello successo ieri all’università è l’ennesimo scivolamento verso la soppressione di diritti di una reazione sempre più lampante. I poteri forti di questa città dal PD , alle coop che gestiscono i servizi, all’univesità sono complici nella istaurazione di un regime che ha sempre più il tanfo della reazione che credavamo sepolto dalla storia. Per questo parteciperemo al corteo cittadino in solidarietà a chi cerca di fronteggiare questi sgherri repressivi al servizio del capitale e continueremo nella lotta affinche la cultura e lae scienze siano al servizio del popolo e non di mercanti, massoni e faccendieri che di politico ormai non hanno nulla. Partito Comunista Bologna
PC TOSCANA: «CON LAVORATORI DELL’ACCIAERIA DI PIOMBINO»
Il Partito Comunista appoggia la lotta dei lavoratori dell’acciaieria di Piombino e vede nel Coordinamento Art.1 – Camping CIG una punta avanzata nel movimento dei lavoratori e della società civile. Invitiamo i lavoratori e nostri iscritti a partecipare alla manifestazione che ci sarà Giovedi 2 Febbraio alle ore 9:30 a Piombino.
Contro il PD, che è al governo locale, regionale e nazionale ed è responsabile di questa situazione; Contro i sindacati collaborazionisti che frenano le istanze di lotta e mobilitazione dei lavoratori.
Il Partito Comunista lotta per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro diretti e indiretti, chiede la nazionalizzazione dell’azienda e la gestione affidata ai lavoratori in un piano di rilancio per le acciaierie e la manifattura in tutta Italia. Saremo sempre accanto alle lotte dei lavoratori, auspichiamo che le lotte che ci sono convergano come quella dei lavoratori dell’UNICOOP Tirreno, perchè solo uniti i lavoratori hanno la speranza di conquistare diritti e dignità. Noi ci saremo e cercheremo di dare il massimo di visibilità alle loro lotte.
Partito Comunista Toscana
PC BOLOGNA: « solidarietà al lavoratore delegato sindacale SGB Safdar»
Anche nel nostro paese, ogni giorno, il capitalismo internazionale e nazionale interviene sia sul piano politico che economico, per distruggere i diritti e le conquiste che i lavoratori e le lavoratrici hanno ottenuto con la lotta di classe. Mercoledi 1 febbraio 2017 il Sindacato Generale di Base di Bologna lancia un presidio cittadino in via Farini 1, sotto il tribunale bolognese, in solidarietà al lavoratore delegato sindacale SGB Safdar, senza lavoro a causa di un ingiusto licenziamento disciplinare attuato dalla Cooperativa Dg Shipping che, per conto della multinazionale americana UPS, gli ha contestato un innocuo post su Facebook .
Il Partito Comunista sarà in piazza al fianco di Safdar e del Sindacato Generale di Base. Il lavoratore-sindacalista è stato licenziato per motivazioni politiche da parte della UPS, multinazionale USA, che da tempo controlla lo smistamento dei pacchi postali con un appalto ottenuto grazie allo smantellamento delle Poste italiane da parte dei partiti borghesi nazionali, PD in primis. Al suo licenziamento sono seguiti scioperi, presidi, manifestazioni e la repressione non si è fatta attendere.
Durante i primi presidi organizzati da SGB davanti ai cancelli della multinazionale il Consolato degli Stati Uniti ha chiesto l’intervento della polizia per sgomberare i lavoratori, ordine prontamente eseguito dalle nostre “forze dell’ordine”, mettendo in luce il ruolo determinante dell’imperialismo USA nel nostro paese. Dominazione e sfruttamento economico, basi militari straniere sul territorio italiano e la continua perdita di potere decisionale da parte dei lavoratori e delle lavoratrici che vivono, producono e consumano sul territorio italiano hanno portato ad un peggioramento delle condizioni di vita ed alla perdita di diritti per tutta la classe operaia e per i ceti popolari, lasciando intatto l’aumento della redditività del capitale.
Basta!
E’ ora di organizzarsi nella lotta e nella costruzione di un Sindacato di Classe, strada intrapresa dalla confederazione tra CUB e SGB, che sappia colpire le politiche economiche della classe. Così come ci impegniamo a rafforzare il Partito Comunista organizzatore e dirigente collettivo delle lotte operaie e popolari! Siamo al fianco di Saafdar come di tutti i lavoratori che ogni giorno lottano per i propri diritti. Come comunisti ribadiamo ancora una volta che la vera liberazione per la classe operaia e per tutti i lavoratori sarà l’abbattimento del capitalismo e la vittoria del socialismo–comunismo con la socializzazione dei grandi mezzi della produzione e la pianificazione centrale.
FUORI DALLA NATO! FUORI DALLA UE!
PC Messina: cordoglio per le vittime dell’ennesima strage sul lavoro
La classe lavoratrice del nostro paese si trova ancora una volta costretta a piangere i suoi morti sul lavoro e ancora una volta sono marittimi nello Stretto. L’ennesima strage di lavoratori – che arriva poco dopo la morte di un marmista a Carrara e di un altro operaio al Porto di Salerno – è avvenuta nel primo pomeriggio del 29 novembre, con la morte di 3 lavoratori e 6 feriti, di cui 1 gravissimo, al Molo Norimberga del porto di Messina sulla Nave Sansovino – Siremar, che dopo 27 anni di vita, appartiene adesso al gruppo monopolistico privato “Società di Navigazione Siciliana”, holding posseduta al 50% rispettivamente dalle società armatrici Liberty Lines (ex Ustica Lines) e Caronte&Tourist, delle famiglie Morace, Franza, Matacena e Francantonio Genovese.
Il Partito Comunista di Messina, nell’attesa di apprendere ulteriori informazioni sulla dinamica dei fatti, esprime il proprio profondo dolore e cordoglio ai familiari, amici e colleghi dei marittimi che hanno perso la vita nel corso delle loro funzioni in una delicata operazione d’intervento in una cisterna di gas che richiede misure di sicurezza e di prevenzione di alto livello. E’ evidente che così non è stato, come è altrettanto chiaro che la dinamica è simile ad altri “incidenti” avvenuti durante la manutenzione di serbatoi in cui i lavoratori operano in ambienti pericolosi senza essere spesso messi nelle condizioni per farlo in sicurezza. Invitiamo pertanto alla più alta vigilanza i lavoratori e le organizzazioni sindacali affinché venga appurata la verità e, a tal proposito, denunciamo la propensione che si intravede nelle prime dichiarazioni rilasciate da esponenti del gruppo Caronte&Tourist che tende a scaricare, come spesso accade, le responsabilità sui lavoratori stessi.
Troviamo ipocrite le lacrime dell’armatore privato, di Renzi, del Ministro Poletti e del Presidente Mattarella. Le tante morti sul lavoro a livello nazionale rendono ormai sempre più evidente come non possono esser derubricate ad “incidenti” e al “destino”. All’elevato sviluppato tecnologico e scientifico dovrebbe corrispondere un sempre maggiore livello di sicurezza nei posti di lavoro ma così non è a causa della logica del profitto che è più importante della sicurezza e prevenzione della salute e vita dei lavoratori, considerati dei costi improduttivi per il padronato supportato dal governo che depenalizza e deregolamenta costantemente le norme sulla sicurezza con la complicità in alcuni casi anche dei sindacati collaborazionisti e dell’inesistente controllo degli apparati statali preposti, che si associa a sempre più insistenti pressioni, ricatti e ritmi-turni di lavoro elevati con l’applicazione del Jobs Act.
Per questo società armatrice e governo sono responsabili di queste morti al di là degli aspetti penali del caso, essendo fautori delle politiche di cancellazione delle protezioni, taglio delle risorse e dei diritti che i lavoratori pagano con le loro vite. Nelle stesse ore in cui morivano i marittimi a Messina arrivava la notizia del ridimensionamento dell’accusa nei confronti del padrone di Eternit e la prescrizione di molte morti di cittadini e lavoratori per amianto. La realtà è quindi che si continua a morire sul lavoro nell’indifferenza e complicità di padroni, istituzioni e mass-media. Non è sufficiente reclamare adeguamenti legislativi delle norme sulla sicurezza nelle navi e porti come stanno facendo i sindacati dei trasporti di CGIL-CISL-UIL ma è una necessità urgente la mobilitazione dei marittimi e l’unità e la lotta dell’intera classe lavoratrice per rompere la gabbia padronale e conquistare persino il diritto a vivere e non morire sul posto di lavoro, per condizioni di sicurezza e salute sul lavoro adeguate con il controllo operaio e la cancellazione del Jobs Act.
Partito Comunista, Messina, 29/11/2016
MUSTILLO (PC): «SAVIANO SU FIDEL COME LA MAFIA CUBANA
«Saviano ha usato gli stessi argomenti della mafia cubana che Fidel Castro cacciò dall’isola insieme ai lacchè di Battista, dopo la Rivoluzione e che oggi a Miami festeggia sperando di poter tornare a fare i suoi loschi affari a Cuba» Così Alessandro Mustillo, dell’ufficio politico del Partito Comunista a commento delle parole dello scrittore sulla morte di Castro. «Avrebbe fatto meglio a contare fino a dieci prima di scrivere quell’ammasso di bugie sul suo profilo facebook. Cuba socialista ha dato dignità al suo popolo, istruzione, sanità, condizioni di vita, assenza di sfruttamento. Non una parola è giunta da Saviano sul blocco economico a Cuba, che ancora oggi impedisce alla Rivoluzione socialista di poter assicurare ancora di più al popolo cubano. Fidel resta un grande della storia – conclude la nota – a differenza di tanti commentatori e venditori di fuffa, che oggi volteggiano come avvoltoi»
PC Bologna: solidarietà a Simbola (SGB)
Il Partito Comunista esprime la piena solidarietà al Compagno Pietro ” Giorgio” Simbola, Dirigente del Sindacato generale di Base (SGB) raggiunto questa mattina dall’ignominiosa denuncia per aver organizzato la manifestazione contro l’arbitrario e infame sgombero di cittadini lavoratori , stabili di cui alcuni sono proprietari e in altri hanno sempre pagato l’affitto regolarmente, al Bologna 2 di Calderara di Reno. Come al solito le istituzioni , che ormai non rappresentano che se stesse, non danno nessuna risposta alternativa alla deportazione e a gli sgomberi forzati , in questo caso, di onesti cittadini lavoratori , il Sindaco Irene Priolo, nella sua pochezza politica, non ha avuto nemmeno il buon gusto di incontrare i suoi cittadini che chiedevano risposte ai loro problemi, stessa politica, stessi meri esecutori, stesso partito il PD. Se non sei omologato, se non rispondi a gli interessi di palazzinari e dei loro degni rappresentanti politici , hai denunce, sfratti , manganellate e deportazioni. Vergognoso , a questo riguardo , è l’utilizzo di associazioni attigue al pd negli sgomberi per dare una parvenza di “bonta” degli sgomberi e di “alta democraticità” nella sua esecuzione da parte delle forze dell’ordine… penosi. Invitiamo al boicottaggio di queste “false ” associazioni al servizio di “lor signori”. Siamo e saremo sempre al fianco di ” Giorgio” e di SGB nelle Lotte per i diritti che in anni di resistenza la classe operaia si è conquistata sul campo.
Partito Comunista fed. Bologna
La solidarietà del PC alle vittime del terremoto
Il Partito Comunista esprime il cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime e alla popolazione colpita dal grave terremoto che ha scosso il Lazio, le Marche e l’Umbria. Un ennesimo evento sismico che colpisce a distanza di pochi anni da quello dell’Aquila e dal terremoto dell’Emilia Romagna, che dimostra come la questione della messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano sia questione prioritaria come più volte denunciato dai comunisti.
La solidarietà attiva del PC è partita nelle primissime ore successive al terremoto. Vogliamo ringraziare in questa sede i nostri militanti attivi nei settori della protezione civile e delle strutture collaterali che sono da più di un giorno sul campo, salvando vite e prestando i primi soccorsi alla popolazione. Ringraziamo anche i tantissimi cittadini italiani che hanno risposto all’appello del PC e del FGC per la raccolta di beni di prima necessità che sono stati inviati nelle zone terremotate, grazie in particolare all’impegno della gioventù, e che continueranno ad essere inviati nei prossimi giorni.
Da molti partiti fratelli sono giunti messaggi di vicinanza al popolo italiano e al partito. Ringraziamo sentitamente per questa prova di vicinanza e internazionalismo.
BOLOGNA, SCIOPERO UPS IL PC AL FIANCO DEI LAVORATORI CONTRO L’IMPERIALISMO DELLE MULTINAZIONALI AMERICANE.
I fatti che sono avvenuti nei giorni scorsi davanti ai cancelli della UPS di Lippo di Calderara di Reno a Bologna sono la sintesi di come il capitale delle multinazionali agisce anche nella tanta decantata “zona rosa ” a guida PD.
Per rinfrescare i fatti accaduti , alcuni giorni fa un gruppo di lavoratori in appalto con le “Solite False Cooperative” ha deciso di iscriversi al Sindacato Generale di Base per lottare e vedere riconosciuti diritti economici , dovuti per contratto, e dignità sul luogo di lavoro, in reazione l’ amministrazione della UPS ha licenziato il delegato che rappresentava SGB .
Il sindacato in assemblea con i lavoratori hanno deciso per il blocco dei cancelli e della mobilità delle merci in entrata e uscita dai magazzini UPS , richiedendo che il licenziamento ingiustificato sia stralciato e il lavoratore riprenda il suo legittimo posto di lavoro.
Dopo due giorni di blocchi con la complicità dei sindacati collaborazionisti , che nel frattempo organizzavano il crumiraggio, e delle istituzioni (comune ,prefettura etc) per intervento diretto del Consolato Americano a sostegno degli interessi della multinazionale americana UPS e dello sfruttamento che questa produce, si sono schierate le Forze dell’ordine per smantellare il presidio.
Un esempio molto concreto di come si esercita la funzione imperialista americana nel nostro Paese e di quali sono le forze al servizio del Capitale e contro il proletariato, che che ne dicano le “False Sinistre” della ormai superata opposizione alla NATO e alle ingerenze politiche che gli USA compiono sul nostro territorio nazionale e non solo.
I Lavoratori ed il loro Sindacato, SGB , hanno deciso di continuare nella lotta per vedere riconosciuto il diritto al lavoratore licenziato di tornare al suo posto di lavoro dando appuntamento per oggi davanti alla prefettura a tutti i sodali con tale lotta.
Come Partito Comunista non possiamo che essere solidali con il lavoratore e con il Sindacato Generale di Base e rilanciare la lotta contro il capitalismo e l’imperialismo che le multinazionali americane , e non, continuano a perpetrare sul territorio nazionale, europeo e mondiale, la lotta per la fuoriuscita dell’ Italia dalla NATO e per la piena sovranità nazionale a guida del Popolo Italiano e non delle camarille borghesi rappresentate dai partiti oggi presenti sui territori e in parlamento, riteniamo che oltre all’azione sindacale occorra oggi riorganizzarsi attorno al Partito Comunista per dare finalmente una risposta politica comunista alla reazione capitalistica attuale.
Partito Comunista Bologna
Lotta ideologica contro l’anticomunismo a Genova
Lotta ideologica contro l’anticomunismo a Genova
Per una Città Futura. Analisi del voto del 31 maggio 2015 ad Albano Laziale.
Le ultime elezioni amministrative hanno confermato che in Italia ormai l’astenzionismo si è attestato ben al di la del 50%. Mentre fino a pochi anni fa gli italiani partecipavano alle elezioni con percentuali superiori al 70%. L’attacco quotidiano ai diritti sociali, sindacali, politici, la pesante crisi economica, i continui scandali (non ultimi: il Mose, mafia Capitale, i tesseramenti taroccati del PD – vedi il Messaggero- allegato 1 ) hanno portato a questa disaffezione dal voto.
Anche la presenza di un partito nato come antisistema (5 stelle) non riesce (o non vuole) invertire il fenomeno… Probabilmente i cittadini hanno capito che per cambiare d’avvero non è sufficiente un “vaffaday” e neanche salire inutilmente sui tetti di palazzo Chigi.
Il potere, infatti, non si accontenta più di governare, ma vuole anche costruire un’opposizione a suo piacimento. E crea continui movimenti, coalizioni, nuovi leader… Basta qualche apparizione sui mass-media ben orchestrata!
La grande borghesia sta velocemente raggiungendo i suoi obiettivi:
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un governo asservito e che esegue i compiti assegnatigli (è indifferente che sia di destra o di sinistra, tanto, per dirla con le parole del governatore della BCE Mario Draghi, “abbiamo messo il pilota automatico”).
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Una finta opposizione populista, capace di distrarre il popolo dai veri problemi, indicando come nemici i più deboli.
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Una crisi economica perseguita e sostenuta con l’austerity(causa di disperazione e di suicidi, anche sul nostro territorio – vedi allegato 2 ) per togliere diritti sociali, sindacali, politici…
Insomma una democrazia ridotta a simulacro, dove le lobby ed i padroni dettano legge.
In tutto questo disastro, che fine hanno fatto la classe operaia, i lavoratori, i pensionati? Senza un Partito di riferimento, capace di essere espressione diretta (e non solo rappresentante) dei lavoratori, questi vivono nel disorientamento e nello sbandamento totale. Con la fine del P.C.I. è stata disarmata una intera classe: quella operaia (eppure, nel censimento del 2011 in Italia risultavano 8 milioni di operai! E da 20 anni ci dicono che gli operai non ci sono più). Mentre i padroni hanno continuato a svolgere il proprio lavoro. Non è vero che la lotta di classe è finita, è vero però che oggi sono i padroni a condurla (vedi l’ultima indegna e scandalosa condanna subita da 5 operai della Fiat- allegato 3).
La sconfitta operaia, con il conseguente processo di schiacciamento dei diritti, salari e stipendi, ovviamente ha influito poi su tutta la società, con una lunga e pesante crisi economica recessiva: sugli artigiani, sui commercianti, sulle piccole imprese. Anche la classe media si sta sempre più impoverendo. Una volta avremmo detto proletarizzando, ma oggi non si fanno più neanche i figli…
In queste elezioni, per la prima volta in alcuni Comuni si è presentato anche il nostro Partito, con risultati molto incoraggianti (vedi documento nazionale– allegato 4).
Proiettando i risultati delle elezioni di questi Comuni senza l’effetto dei locali candidati Sindaci e Consiglieri, il Partito Comunista si attesta da subito alla prima uscita su un robusto 3%.
Anche ad Albano Laziale si sono tenute le elezioni comunali.
Avevamo proposto a Rifondazione un percorso politico alternativo, rompere con il PD per costituire un nuovo processo politico che, rivendicando il proprio essere Comunisti, fosse capace di coinvolgere i cittadini su una nuova idea di città e di modo di praticare la politica. Ma il loro obiettivo dichiarato era solo quello di eleggere un consigliere comunale, sperando così di poter influenzare le scelte politiche. E per questo motivo sono rimasti fedeli alleati del PD e del Sindaco Marini.
Purtroppo anche ad Albano, in assenza di una vera proposta comunista alternativa, l’astenzionismo l’ha fatta da padrone. Si è passati dal 62% al 45% di votanti, nonostante la presenza di 9 candidati Sindaci e oltre 700 candidati per il Consiglio Comunale.
Il Sindaco Marini è stato costretto al ballottaggio e rieletto con soli 7.530 voti (su 32.000 aventi diritto al voto, per un totale di 41.000 abitanti). La volta scorsa Marini era stato eletto con 12.069 voti. Quindi in 5 anni di amministrazione ha perso oltre 4.500 voti. Va evidenziato che Marini è stato rieletto solo grazie al peso determinante dei professionisti della vecchia politica di Albano (socialisti, ex socialisti, ex repubblicani, ex democristiani, ex di tutto), che da quarant’anni sono sempre al governo del Comune di Albano (sia con le giunte di centrodestra sia con quelle di centrosinistra).
Questo indecente abbraccio con i professionisti della vecchia politica, tutti da rottamare, è stato fatale per il PD e per la sinistra.
Il PD, ha preso solo 2.696 voti (14%), praticamente ha dimezzato il consenso rispetto alla volta precedente in cui aveva preso 4.758 voti (21,16%). Hanno pesato su questo risultato sia la complessiva negatività del voto nazionale, che ha visto il P.D. soccombere in importanti città (prime tra tutte Venezia ed Arezzo), sia la rottura con la coalizione di liste civiche facente capo a Battistelli, che ha preso il 10% circa. Sarà interessante vedere come si porrà questa area rispetto alla giunta e alle scelte della maggioranza.
La sinistra, che ha scelto di non costruire una vera alternativa Comunista,è quasi scomparsa:
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SEL ha preso solo 274 voti (la volta scorsa ne aveva 786) e perde il suo unico consigliere comunale.
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La lista della “Sinistra” (Rifondazione + PDCI + L’Altra Albano) ha preso solo 479 voti, dimezzando il consenso rispetto alla volta scorsa in cui aveva ottenuto 897 voti.
Questi risultati desolanti dimostrano l’importanza della nostra proposta di costruire una vera alternativa Comunista per Albano, con l’obiettivo dichiarato di rottamare i professionsiti della vecchia classe politica e di coinvolgere invece i cittadini, proposta su cui lavoreremo da subito.
Di fronte a questo quadro desolante anche a livello nazionale, che fare?
Non crediamo in nuove coalizioni o costituenti, negli ultimi 20 anni ne abbiamo viste anche troppe, e tutte fallimentari: Progressisti, Arcobaleno, Rivoluzione Civile.
Non crediamo neanche al demiurgo di turno che si chiami Landini o Civati.
Pensiamo che l’unica via di uscita, proprio alla luce dell’astensionismo di cui abbiamo detto, sia la ricostruzione di un percorso alternativo ed antagonista, capace di rivendicare il proprio essere “altro” rispetto a questa politica corrotta e clientelare, ed a questa società capitalista.
Nessuno più dei Comunisti può rivendicare la propria vera alternatività!
Altro che “5 Stelle”, “Podemos”, “Tsipras”, i soli antagonisti che possono rivoluzionare veramente il sistema, dando dignità, voce e forza alle classi più deboli del Paese, sono i Comunisti.
Solo il Partito Comunista, organizzato e disciplinato nella dottrina marxista leninista, ha dimostrato nella storia di poter realizzare concretamente la Rivoluzione, a partire dall’URSS fino a Cuba. Nessun altra organizzazione politica è riuscita a fare altrettanto! Ed oggi, a 25 anni dalla fine dell’URSS, dobbiamo ricordare a noi stessi ed al mondo intero che non è fallita la Rivoluzione, ma la sua revisione. Finchè la Rivoluzione è stata perseguita l’URSS ha primeggiato. Anche Cuba (allegato 5) è lì a dimostrarlo, nonostante le mille difficoltà, ha costretto gli USA a rivedere la propria politica; ed è riuscita a garantire ai cubani i migliori standard di vita al mondo, con risultati eccezionali nell’istruzione, nella sanità, nello sport…
Per tornare invece al nostro territorio, nel percorso di ricostruzione del Partito Comunista non potremo non interloquire con l’attuale amministrazione, anche se espressione di una minoranza dei cittadini di Albano.
E proprio per riavvicinare l’istituzione ai cittadini, ci sentiamo di avanzare due importanti proposte di grande valore etico-politico e culturale, senza alcun costo aggiuntivo per le tasche dei cittadini:
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Chiediamo che venga finalmente assegnata una sede alla locale sezione dell’ANPI “Marco Moscati”. Vista la ferita ancora aperta dell’apertura della sede neofascista e la mancata chiusura del covo Lefebvriano di via Trilussa. La locale sezione dell’ANPI in questi anni ha tenuto viva la memoria della Resistenza, che in questi luoghi ha visto compiere gesta eroiche spesso dimenticate (spicca tra tutti, l’attentanto del “ponte delle sette luci” ). Il neofascismo deve essere combattuto giorno dopo giorno. Per questo il Comune deve assegnare una sede a chi svolge meritoriamente e con grande impegno questa attività culturale di informazione e divulgazione.
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Togliere dalle strade di Albano via Bettino Craxi, perché non è ammissibile che una strada sia intestata ad un pregiudicato, fuggito all’estero. Alla faccia dei cittadini onesti. E per dare un segnale di novità positiva, sarebbe importante che tale via fosse intestata al Presidente – Partigiano Sandro Pertini.
Purtroppo non siamo certi che il Sindaco e il Consiglio Comunale sosterranno con forza queste due importanti proposte.
Un tema centrale della iniziativa politica del Partito Comunista sarà la lotta contro la costruzione dell’inceneritore di Albano. Questa vicenda rappresenta un gravissimo scandalo per la vita democratica dei Castelli Romani, sia per la pericolosità dell’impianto, sia per i giganteschi finanziamenti pubblici connessi (circa 400 milioni di euro). Questo affare viene gestito dal consorzio COEMA (Gruppo Cerroni + Acea + Ama). Sull’affare dell’inceneritore di Albano si è mossa la magistratura. Il Partito Comunista lotterà insieme al Coordinamento contro l’inceneritore, ai comitati ed ai cittadini per cancellare l’inceneritore di Albano dai piani regionali, e per far decollare la raccolta differenziata in tutto il Comune di Albano.
Ovviamente la nostra azione propositiva continuerà, anche su altre questioni: dalla gestione dei rifiuti all’IMU, dalle scuole all’acqua, che (come deciso dai cittadini in un referendum) deve tornare pubblica, ecc…
Per una nuova Politica, per una nuova Città. Per dirla con Antonio Gramsci per “una Città Futura”.
Sezione Castelli Romani – Brigata Pietro Secchia
Comitato Regionale Pugliese.OGGI LE NOSTRE BANDIERE SONO A LUTTO PER LA MORTE DI ALESSANDRO, OPERAIO DELL’ILVA DI TARANTO.
Ancora uno… la catene degli infotuni sul lavoro all’Ilva continua. Questa volta è toccato al giovane operaio di 35 anni Alessandro Torricella, dopo 4 giorni di agonia è morto. Un getto di ghisa incandescente lo ha investito mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’alto forno n°2.
Non sono serviti 4 giorni di ricovero presso il centro di rianimazione a Bari.
E’ morto un operaio.
Dopo i Riva, la fabbrica è nelle mani del governo italiano ma si continua a morire di infortuni sul lavoro.
I Comunisti della Puglia ribadiscono la necessità di rimuovere ogni elemento di rischio per garantire la sicurezza sul posto di lavoro.
L’Ilva, la fabbrica di inquinamento e di morte, e stata resa tale dalle scellerate politiche di privatizzazione finalizzate al profitto ad ogni costo.
Il Partito Comunista della Puglia esprime il più sincero cordoglio alla famiglia di Alessandro Torricella ed è vicino a tutti i lavoratori ed gli ex lavoratori sopravvissuti all’Ilva, fabbrica di morte che rappresenta in Italia la punta più alta del capitalismo europeo.








