STELLANTIS GUADAGNA MILIARDI MENTRE IN ITALIA DISMETTE LA PRODUZIONE Gli Agnelli-Elkann…


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STELLANTIS GUADAGNA MILIARDI MENTRE IN ITALIA DISMETTE LA PRODUZIONE

Gli Agnelli-Elkann realizzano 4 miliardi di euro di utili, smantellando la produzione in Italia. Nel frattempo, i vertici della società annunciano un iperaumento degli stipendi. Questo accade mentre, dal 2021 ad oggi, gli stabilimenti precedentemente gestiti dalla Fiat registrano 3,793 operai in meno e la produzione di Stellantis nel primo trimestre del 2021 è scesa del 9,8%. Questi sono i nuovi dati del report pubblicato dalla Fism-Cisl. Il compenso del CEO di Stellantis, Carlos Tavares, è salito del 56%, arrivando a 36,49 milioni di euro lordi all’anno. L’anno precedente, lo stesso CEO aveva incassato 13,5 milioni, oltre a un premio di 10 milioni.

Questa è l’Italia a due velocità, dove i dirigenti della Stellantis guadagnano 518 volte il salario medio di un operaio, procedendo con licenziamenti, chiusure o trasferendo la produzione fuori dall’Italia. Nel 2013, la multinazionale degli Agnelli-Elkann aveva inviato una mail a ben 15 mila dipendenti, proponendo loro di lasciare volontariamente l’azienda per intraprendere nuovi progetti personali o professionali. Questa decisione è stata presa senza alcuna discussione con le istituzioni o i sindacati. È chiaro che l’ormai ex Fiat non rientra in alcun modo in un progetto di rilancio nell’interesse nazionale orientato al rilancio occupazionale, ma piuttosto utilizza l’azienda e la produzione per arricchire ulteriormente i vertici aziendali.

Inoltre, sebbene la Stellantis faccia grande affidamento sul ‘Made in Italy’, produrrà di fatto la nuova Alfa B-SUV in Polonia, completamente in contrasto con la legge sul Made in Italy del 2003. I dirigenti e gli operai non sono sulla stessa barca. La crisi, come sempre, viene scaricata sui lavoratori, che pagano il prezzo delle decisioni aziendali, mentre i manager e i dirigenti si dedicano a salvaguardare i propri enormi profitti, sacrificando i lavoratori.

Carlos Tavares, CEO di Stellantis, non ha avuto remore nel chiedere ulteriori aiuti di Stato, minacciando che, senza un’iniezione pubblica di svariati miliardi come sussidio per l’acquisto delle auto elettriche, il mercato delle vendite crollerà, mettendo a rischio gli stabilimenti in Italia.

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