3° Incontro Nazionale della Federazione della Gioventù Comunista
? Incontro Nazionale Giovanile – FUTURA UMANITÀ
Il futuro appartiene a chi lotta oggi.
Giovani studenti, lavoratori e militanti comunisti si ritrovano per discutere, organizzarsi e rilanciare le battaglie contro precarietà, disuguaglianze e guerra.
La Federazione della Gioventù Comunista terrà in quel fine settimana i lavori del suo 3° incontro nazionale, per fare il punto sull’evoluzione della politica nazionale, internazionale e sull’organizzazione della Federazione.
✊ Dalle ore 15 ci sarà la sessione pubblica aperta a chiunque voglia sostenere la crescita della nostra organizzazione. La forza dei compagni non ha confini generazionali!
SIETE TUTTI INVITATI!
? Sabato 13 settembre
? Roma, Hotel Villa Rosa – Via Giovanni Prati 1
? Ore 15.00
IL FUTURO NON SI ASPETTA, SI CONQUISTA!
GioventùComunista #GiovaniInLotta #FuturaUmanità #PartitoComunista
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Il Segretario Generale Alberto Lombardo insignito del Distinguished Award e cooptato nel Consiglio della WAPE
Il Compagno Alberto Lombardo, Segretario Generale del Partito, è rientrato in Italia da Istanbul, dove ha partecipato al 18° Convegno della WAPE (World Association for Political Economy) dal tema:
“Multipolarity in the 21st Century: Challenges and Opportunities in Political Economy”, tenutosi dal 6 all’8 agosto nella Yeditepe University di Istanbul. L’Associazione vanta collegamenti con riviste scientifiche (World Review of Political Economy, International Critical Thought, World Marxist Review, The Belt and Road Initiative Quarterly – BRIQ).
In questa occasione Alberto Lombardo è stato cooptato nel Consiglio dell’Associazione.
Inoltre ha ricevuto il Distinguished Award in Politica Economica per il XXI Secolo per l’articolo “Building a Community with a Shared Future for Humanity”, pubblicato su International Critical Thought, 2023, VOL. 13, NO. 4, 621-633
Insieme al Prof. Cheng Enfu, Presidente dell’Associazione, ed altri distinti colleghi, ha presieduto la cerimonia di chiusura.
Il viaggio è stata una straordinaria occasione per rafforzare i già consolidati rapporti internazionali e aprirne di nuovi, facendo assumere al nostro Partito un prestigio sempre maggiore.
[2] https://www.tandfonline.com/doi/epdf/10.1080/21598282.2023.2296774
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Referendum: Hanno vinto tutti, tranne i lavoratori
HANNO VINTO TUTTI (TRANNE I LAVORATORI)
Il punto del Segretario Generale Alberto Lombardo
«… vi sono delle battaglie che occorre combattere anche se si sa di perdere immediatamente. Esse servono per il domani. In ogni caso ritengo che si perda di più ogni volta che si cedono posizioni importanti senza dar battaglia.» (Pietro Secchia)
A urne chiuse e a spoglio completato si può abbozzare un bilancio dell’esito del referendum.
Tutti proclamano di avere vinto, almeno di non avere perso. A meno di conti funambolici sul numero dei votanti che assegnerebbero al “campo largo” tutti quelli che sono andati a votare (compreso chi ha votato NO), il risultato politico è certamente negativo per la CGIL e per la Segreteria Schlein.
Esaminiamo però se chi ha intrapreso la battaglia poteva collocarsi in una posizione migliore anche dopo una sconfitta, oppure no. Dipende da cosa intendiamo per “vittoria” e “sconfitta”. Si era partiti con la furbata di aggregare i cinque quesiti a quello sull’autonomia differenziata, che però la Corte Costituzionale aveva cassato, e quindi si è rimasti senza il volano che si sperava per raggiungere il quorum, confidando nelle crepe della destra. Invece hanno avuto più peso le crepe a sinistra, come l’associazione del quinto referendum che ha ricevuto una quantità di NO imbarazzante.
Ma fatta la tara dell’insipienza tattica dei proponenti, qual era la strategia?
Si ricorderà anzitutto il referendum sulla “scala mobile” svoltosi esattamente 40 anni fa che, anche se in presenza di un sindacato ancora non completamente ammaestrato dai poteri forti e con una base discretamente combattiva e la esistenza di un PCI organizzato sul territorio e ancora parzialmente radicato tra i lavoratori, non ha impedito la storica sconfitta del movimento operaio in una fase di declino iniziata con la “marcia dei quarantamila” di Torino. Gli estensori dei referendum, Cgil in testa, forse immaginavano oggi di poter raggiungere un risultato positivo, compresa quindi l’attribuzione dei rimborsi elettorali (2,5 mln), senza per questo tenere conto la passivizzazione di un elettorato sempre più demotivato nel riconoscere le consultazioni elettorali come qualificanti; sempre più lontano dalla politica attiva. Ma se ciò continua ad avvenire è proprio grazie alla classe politica e sindacale di questo Paese, sempre più piegata ai poteri forti e finanziari che condizionano la politica. Nel metodo infatti, non devono essere trascurate le modalità di un referendum che non è stato costruito con i lavoratori sui luoghi di lavoro ma è il frutto di una alchimia da laboratorio proprio con il PD. Lo stesso partito che ha formulato la legge (Job Act), che la Cgil diceva di voler abrogare.
L’unico referendum che ha avuto successo negli ultimi decenni è stato quello sull’acqua pubblica e contro il nucleare che ha beneficiato dell’evento di Chernobyl che ha colpito l’immaginazione pubblica e un tema trasversale a cui diverse sensibilità poteva mobilitare. In cui votano tutti quelli che sono interessati, ossia tutti i cittadini. Non un tema sul lavoro dipendente che coinvolge l’interesse di una parte amplissima, ma pur sempre minoritaria. Il referendum non è mai stato uno strumento utile per le norme sul lavoro. Infatti l’elettorato attivo è composto anche da categorie sociali che non riguardano il lavoro dipendente (imprenditori, pensionati, professionisti, ecc.). E quindi è proprio lo strumento che era strategicamente sbagliato. 40 anni fa, e ancor più oggi.
Ma c’è un’aggravante. Il referendum dell’8 e 9 giugno non si ha sviluppato un dibattito vasto nemmeno sui territori e nemmeno è cresciuto nell’intera nazione aumentando così una maggiore coscienza tra le classi subalterne. Qualche protesta per le apparizioni in televisione (utili a chi ci va e non a quello che si dice). Qualche comizio del tutto inferiore alla forza che, almeno sulla carta, la CGIL vanta.
Tralasciamo alcuni commenti a posteriori veramente disgustosi che rivelano solo l’ottusità e la protervia dei perdenti. Se si chiede rispetto e attenzione per chi è andato a votare, si dovrebbe con altrettanta “civiltà”, rispettare anche le scelte diverse.
Il primo risultato pratico, e prevedibile ma non con questa forza devastante data dall’entità del flop, è che il Governo può legittimamente vantarsi di avere vinto e il primo risultato parlamentare è quello che il Gruppo di Forza Italia al Senato ha presentato la proposta di modifica per l’aumento del numero di sottoscrizioni (da 500.000 a 1.000.000) e del numero di consigli regionali (da 5 a 10) per la richiesta di referendum abrogativo. Alla faccia dell’allargamento della democrazia.
Non è certo con queste pratiche che si potrà recuperare l’attenzione dei lavoratori, ai quali dovrebbe essere riservata una attiva partecipazione e un protagonismo che abbiamo visto in questo Paese fino a qualche decennio fa ma che sarebbe opportuno recuperare insieme alla “cassetta degli attrezzi” per riattivare la coscienza marxista e di classe. Certamente sarebbe utile confrontarsi costantemente con i lavoratori e l’intera classe lavoratrice sui problemi materiali della stessa (bassi salari; sanità, scuola e formazione, trasporti e servizi sociali privata sempre più alle masse lavoratrici e cedute ai poteri forti privati e finanziari).
La Cgil si prepara a saltare sul carro del PD alle prossime elezioni politiche, magari candidando il proprio segretario al parlamento nazionale o in futuro, presso il parlamento UE? Non si accontenta di illudere i lavoratori ma anzi si prepara ad un nuovo assalto ai TFR per dirottarli ai fondi pensione contrattuali (Cometa, Fonchim, Fonte, ecc.), nei cui consigli di amministrazione ha piazzato i propri dirigenti. Una massa enorme calcolata in circa 440 mld che potrebbero essere sottratti ai lavoratori di questo paese in breve tempo.
Al tradimento della classe operaia e lavoratrice, al tradimento delle masse popolari bisogna rispondere con un’azione incisiva che tolga dalla passivizzazione in cui è stata gettata l’intera classe lavoratrice e solo il rinnovato protagonismo dei lavoratori può determinare un adeguato cambiamento.
Rileggendo la frase di Pietro Secchia, possiamo dire:
Non è la battaglia che ci spaventa. Anzi! Sono certi i comandanti che ci fanno paura.
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Attacco Anticomunista in Repubblica Ceca: KSCM Denuncia Nuova Legge Liberticida
Il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) denuncia una grave offensiva anticomunista in Repubblica Ceca: il nuovo Codice Penale prevede fino a 10 anni di carcere per chi sostiene il movimento comunista. Appello alla solidarietà internazionale.
Il volto moderno del fascismo: neoliberismo e guerra permanente: Intervento al II Forum Internazionale Antifascista di Mosca
Per prima cosa permettetemi di portarvi il saluto di Alberto Lombardo, Segretario Generale del nostro Partito, e di ringraziarvi per averci invitato a questo importantissimo incontro.
***
Il Fascismo non è un incidente della storia, ma il frutto avvelenato della degenerazione sistemica del capitalismo che, quando entra in crisi o si sente minacciato dai movimenti popolari e operai, reagisce con ferocia.
Ed è proprio così che risponde il capitalismo: utilizzando la violenza dei propri cani da guardia al servizio e a protezione delle élite finanziarie ed economiche.
Proprio come accadde in Italia dopo il biennio rosso (1919-1920), che, seguendo l’esempio della Rivoluzione bolscevica, cercò di scardinare la monarchia liberale del Paese. Come ci ha insegnato il nostro grande Maestro e fondatore del Partito Comunista d’Italia, Antonio Gramsci, in quel contesto la pavidità dei partiti operai furono incapaci di fermare la marea nera. Essi non avevano una corretta visione ideologica perché egemonizzati dalle correnti riformiste. Esse avevano paura dei settori più avanzati che poi nel gennaio del 1921 diedero vita al Partito Comunista d’Italia. Fu questa pavidità la causa della sconfitta e poi della distruzione dei movimenti operai in Italia, così come poi in Germania e in Austria.
Il fascismo è un pericolo sempre pronto a tornare per schiacciare prima di tutto i diritti dei lavoratori e delle masse. Lo vediamo di nuovo nei Paesi occidentali guidati dal neoliberismo, specialmente sotto l’egida della bandiera della fintamente democratica Unione Europea, ma non solo.
Sebbene sia mutato nelle forme, il fascismo sopravvive e continua a perpetrarsi ancora oggi soprattutto grazie al fatto che, negli ultimi 30 anni, gran parte del mondo occidentale ha perso ogni anticorpo per contrastare questo virus.
Questa deriva è nata oltre 40 anni fa, con la Thatcher nel Regno Unito e Reagan negli USA, ma continuato dai dirigenti delle finte sinistre – come Blair, Clinton e Obama – fino agli attuali governanti europei, in cui ogni confine tra i settori politici che si alternano al governo si è perso.
Basta vedere cosa è successo in Italia, con il lento ma costante smantellamento ideologico di quello che era il più grande partito comunista d’occidente, portato a una mutazione genetica che ha dato alla luce la caricatura di quello che era. Nasce così la pseudosinistra che per prima cosa ha disarmato politicamente e ideologicamente le classi popolari e infine si è trasformato in un partito – il Partito Democratico – di chiaro stampo neoliberista con lo scopo principale di difendere gli interessi delle élite finanziarie ed economiche. Proprio come accadde con il fascismo 100 anni fa: sono loro che si frappongono tra i padroni e le classi popolari, sono loro i primi alfieri della compressione dei diritti sociali, a tutto guadagno degli interessi privati.
E così che oggi gli eredi del fascismo storico arrivano al governo in Italia, sull’onda di una velenosa propaganda che ha predicato gli interessi della nazione, ma che poi si è acconciata ad accettare gli aspetti più antipopolari delle politiche nazionali e internazionali. Pensiamo alle pensioni, ai diritti dei lavoratori e allo stato sociale, all’interno, e al sostegno alla junta nazista in Ucraina e alle bellicose politiche dell’Unione Europea, all’estero. Oggi si propone come mediatore tra i due poli dell’imperialismo, USA e UE, in conflitto per l’irrisolvibile crisi che attanaglia il capitalismo. Ma continua a soggiogare gli interessi nazionali all’uno o all’altro. Non è con il lupo americano né con le faine europee che la nostra nazione può garantire i propri interessi. La classe politica di oggi, come al solito sotto il capitalismo, fa solo gli interessi dei grandi monopolisti e non del popolo lavoratore.
***
Il fascismo non è solo repressione interna, ma è guerra ed espansione militare, conquista, distruzione e cancellazione di qualsiasi opposizione. L’Unione Europea è diventata nient’altro che un apparato tecnico e militare al servizio del capitale: Euro, Unione Europea e NATO non difendono la democrazia, bensì sono l’incarnazione della sua negazione.
L’Unione Europea si caratterizza per un anticomunismo che ha raggiunto toni parossistici che si sono manifestati negli anni con dichiarazioni abominevoli che hanno equiparato il fascismo al comunismo. E ciò viene portato sempre più nelle scuole e nelle piazze. Repressione ideologica e politica.
È stato fatto in Ucraina, sabotando ogni tentativo di risoluzione dei contrasti tra i popoli e favorendo i settori esplicitamente neonazisti.
Gli obiettivi sono manifesti.
Primo. Accerchiare e isolare la Russia. Ciò è fallito. I popoli del Donbass si sono ribellati prendendo le armi. Le sanzioni contro la Russia si sono ritorte contro l’Europa. La NATO è stata umiliata. La Russia, insieme alla Cina socialista e alle altre nazioni che vogliono uscire dal giogo imperialista e alla dittatura del dollaro, si uniscono in un fronte per la pace e la sovranità economica e politica. Oggi i settori del capitalismo si sbranano tra di loro. Dazi e controdazi scuotono i mercati.
Secondo. Militarizzare le società e aumentare a dismisura le spese militari, come via d’uscita dalla crisi. Ciò ha portato all’impoverimento dei popoli e all’arricchimento delle élite finanziarie. E, temiamo a breve, perfino alla guerra generalizzata in Europa e in Asia.
Nulla di nuovo per il capitalismo.
La volontà non è di costruire un’Europa dei Popoli, che potrà esistere solo col socialismo, ma cercare di perpetuare il sogno di distruggere la continuità storica tra il popolo ucraino e quello russo, che esiste da centinaia di anni prima della nascita della NATO o degli Stati Uniti d’America, e di distruggere la Russia.
Ci hanno provato i Teutoni, gli Svedesi, Napoleone, il Kaiser, Hitler e Mussolini, i Samurai.
Sotto a chi tocca!
Infine, compagni, permettetemi di dirvi che non so quando arriverà la Vittoria, ma so che, quando arriverà, voglio che ci sia anche il mio ed il nostro contributo, come quello dato dai compagni dell’Armata Rossa che a Stalingrado, con tutto il popolo sovietico, fermò proprio lì la macchina militare nazifascista. Da lì è iniziata la strada verso la Vittoria del 9 maggio 1945 e proprio per questo quel luogo deve tornare a chiamarsi Stalingrado non solo per pochi giorni l’anno, ma deve tornare ad esserlo sempre. Come simbolo eterno della resistenza antifascista e della dignità del popolo sovietico, di coloro che hanno sacrificato la loro vita non solo per la libertà del loro Paese, non solo per la libertà dell’Europa, ma per la libertà di tutto il mondo!
Slava Stalingrad! Vperëd k pobede! (Avanti verso la vittoria!)
Appello del II Forum Internazionale Antifascista di Mosca sottoscritto dal Partito Comunista
La lotta contro il fascismo è il compito comune e urgente delle forze progressiste di tutto il mondo
Appello del II Forum Internazionale Antifascista
Mosca, 23 aprile 2025
Noi, partecipanti al II Forum antifascista di Mosca, riaffermiamo e sosteniamo il Manifesto per l’unità dei popoli del mondo “Salvaguardare l’umanità contro il fascismo”, adottato il 22 aprile 2023 a Minsk dal I Forum internazionale antifascista.
Il corso degli eventi ha indicato che la causa dell’aggressività imperialista nel mondo moderno è l’aggravarsi della crisi generale del capitalismo. Alla fine del XX secolo, la controrivoluzione in URSS e nei Paesi dell’Europa orientale ha indebolito temporaneamente il polo socialista del pianeta, liberando le mani delle forze reazionarie. In piena sintonia con la teoria leninista dell’imperialismo, gli Stati Uniti e gli altri predatori capitalisti stanno tentando di conquistare l’egemonia mondiale attraverso i metodi più odiosi, tra cui la promozione di regimi neofascisti.
In accordo con l’ideologia fascista di sottomissione dei popoli, i regimi imperialisti hanno macchiato la loro reputazione con aggressioni barbariche contro la Jugoslavia, l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia e la Siria. Sostengono anche i sionisti israeliani, che hanno scatenato il massacro in Palestina, trasformato praticamente in un genocidio del popolo palestinese.
Minacciando una nuova guerra mondiale, l’imperialismo internazionale sta alimentando le tensioni in varie regioni del mondo e accendendo nuovi conflitti. I Paesi della NATO si sono posti l’obiettivo di demonizzare la Russia, sconfiggerla militarmente e smembrarla come l’Unione Sovietica. Per raggiungere questo scopo, è stata creata una testa di ponte aggressiva in Ucraina. Il banderovismo, una forma di nazismo che ha costituito la base della russofobia e della diffusione dell’ideologia fascista, è stato alimentato in Ucraina. Nel febbraio del 2022, la politica antirussa dell’esercito della NATO, guidato dagli Stati Uniti, coinvolgeva quasi 50 Paesi satelliti. Le risorse economiche, politiche e militari del capitale mondiale, compresi i mercenari di guerra, erano impegnate nell’attacco contro la Russia.
Occorre impedire l’ulteriore rafforzamento del regime neonazista di Kiev e il suo rifornimento di armi. Gli sgherri di Bandera e i loro mandanti in Occidente devono essere giustamente condannati, e il regime fascista di Kiev deve essere completamente liquidato.
Le motivazioni revansciste sono sempre più evidenti nell’ideologia e nella politica del blocco occidentale. Sono istigati dalle stesse forze che hanno subito una sconfitta per mano dell’Unione Sovietica e della sua Armata Rossa nel 1945. L’anticomunismo è uno dei principali segni della rinascita del fascismo in Ucraina, nei Paesi baltici e in altri Paesi occidentali. Questo è totalmente in linea con la pratica dei fascisti di Hitler, che crearono un patto anticomunista. Tutto ciò che sta accadendo nell’Unione Europea è essenzialmente un preludio alla creazione del Quarto Reich.
I popoli del mondo devono impedire qualsiasi tentativo di vendetta nazista. Chiediamo la rinuncia totale a tutte le forme di disinformazione nell’ideologia e nelle politiche degli Stati. La lotta contro il neonazismo è compito di tutte le persone di buon senso, coraggiose e dignitose del pianeta. Non può essere rimandata a dopo. Deve essere condotta qui e ora, con tutti i mezzi disponibili, e riunendo tutti gli alleati possibili!
Alla vigilia dell’80° anniversario della Grande Vittoria sul nazismo hitleriano e sul militarismo giapponese nella Seconda Guerra Mondiale, dichiariamo che la fine definitiva del fascismo e della minaccia di guerre mondiali può essere ottenuta solo ponendo fine all’imperialismo. Sosteniamo senza riserve la trasformazione della lotta contro il fascismo in lotta per il rinnovamento socialista di tutti i Paesi del pianeta.
La lotta contro il fascismo non può tollerare pause e armistizi!
Unitevi alle file dei combattenti contro il neofascismo, per il progresso sociale e il socialismo!
Non permetteremo che il mondo venga fatto saltare in aria!
¡No pasarán! Non passeranno!
Viva il fronte unito delle forze progressiste!
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8 Marzo – Evento del Partito Comunista per la giornata internazionale della donna
? GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA ?
Un’occasione per discutere di lotta di classe, emancipazione e resistenza!
? 8 MARZO – ORE 15:00
? VIA GIOVANNI PRATI 1, ROMA
? Interventi e riflessioni:
?Introduzione da parte del Resp. Organizzazione Nazionale, Matteo Di Cocco
? Reading teatrale “Dialoghi Cosmici” di e con Lavinia Lalle e Sarah Mataloni
? Filosofe e Lotta di classe con Clio Stefanelli, Federazione di Roma – Partito Comunista
✊ Riflessioni e azioni per la vera emancipazione con Francesca Venditti, Federazione di Roma – Partito Comunista
⚠️ La guerra contro le donne, le donne contro la guerra con Silvia Stefani, Ufficio Politico del Partito Comunista
? Conclusioni di Alberto Lombardo, Segretario Generale del Partito Comunista
? Collegamento con i nostri partiti fratelli europei per un’iniziativa internazionale di lotta!
80 ANNI DI RESISTENZA: ieri, oggi e domani!
#8Marzo #GiornataInternazionaleDellaDonna #LottaDiClasse #Resistenza #Emancipazione #PartitoComunista #DonneControLaGuerra
Terzo incontro multilaterale dei partiti comunisti – Parigi
Terzo incontro multilaterale dei Partiti Comunisti – Parigi
Sabato 22 febbraio si è tenuto a Parigi il terzo incontro multilaterale dei seguenti partiti comunisti europei: Partito Comunista Tedesco, Partito dei Lavoratori Ungherese, Partito Comunista dei Popoli di Spagna, Partito Comunista (Italia), Partito Comunista (Svizzera), Partito Comunista Danese, Partito Comunista della Federazione Russa e la Polo di Rinascita Comunista in Francia, che ha ospitato l’incontro.
Le discussioni si sono concentrate sulla situazione in Europa e nel mondo, sulla questione della pace in Ucraina e sui cambiamenti successivi all’investitura dell’amministrazione Trump alla guida dell’imperialismo statunitense. Diversi partiti partecipanti hanno presentato proposte di azione che saranno rese pubbliche a breve. Allo stesso modo, i partiti membri hanno concordato di regolarizzare questo tipo di incontri due volte l’anno e hanno concesso un prossimo incontro faccia a faccia nel corso dell’anno, in una data che sarà annunciata nelle prossime settimane.
Parigi, 22 febbraio 2025
Documento approvato dal Comitato Centrale sulla difesa dei diritti Sindacali
Lo sciopero è un diritto garantito dalla Costituzione nata dalla Resistenza al Nazi-Fascismo.
Pertanto non deve essere messo in discussione precettando i lavoratori e nello specifico quelli del TPL, ma neanche come chiede a gran voce la CGIL e tutti i sindacati concertativi per legarlo alla rappresentanza.
Ciò è un grave atto antidemocratico che il Partito Comunista respinge e impegna le proprie strutture a lavorare per un effettivo e libero svolgimento delle iniziative di lotta dei lavoratori.
Abbiamo infatti l’esempio storico con la legge 563 del 3 Aprile 1926 che riconoscendo giuridicamente il solo sindacato fascista come l’unico legittimato a firmare i contratti collettivi nazionali del lavoro, istituisce una speciale magistratura per la risoluzione delle controversie di lavoro e per cancellare il diritto di sciopero, proprio come viene proposto oggi dalle maggiori confederazioni.
Inoltre, esprimiamo tutta la contrarietà alla legge 1660 in discussione al Senato, che mira a reprimere ogni forma di conflitto, in particolare dei lavoratori e dei ceti popolari, per la difesa dei diritti sociali, del lavoro, della casa, per l’istruzione e la mobilità. Trasformando la lotta in rato penale.
Eugenio Busellato – Responsabile Lavoro del Partito Comunista



