LA POVERTÀ ERODE I QUARTIERI POPOLARI La situazione sociale ed economica nel nostro Paese peggiora di giorno in giorno, dalle ricette di austerità promosse dall’Unione Europea e portate avanti da Monti, Conte, Draghi e Meloni e sostenute da tutti i partiti, l’Italia diventa sempre più povera e va sempre più verso il fallimento. In dieci anni, dai 2012 al 2022, dalle vie di città e dai paesi d’Italia sono scomparsi più di 99 mila negozi mentre il commercio ambulante ha perso altre 16mila imprese. Ancora peggiore è la situazione dei quartieri popolari che grazie alla desertificazione, chiudono sempre più negozi legati al commercio tradizionale, persino quelli storici. I settori più colpiti nel ultimo decennio sono chi vende libri e giocattoli, mobili e ferramenta con una flessione intorno al 30%, i distributori di benzina (-38,5%). Non ce la fanno più i titolari dei negozi di calzature e abbigliamento, diminuiti di poco più di un quinto, quelli di alimentari (-7,6%) e persino i tabaccai (-3%). A guadagnarci sono state solamente le grandi multinazionali straniere e i giganti dell’e-commerce che negli ultimi anni hanno avuto grossissimi favori fiscali da parte dei governi e hanno potuto aumentare a dismisura i loro fatturati, andando ad annientare chi vive del proprio lavoro. Si calcola che per un posto di lavoro precario creato nella grande distribuzione e nell’e-commerce vengono distrutti 5 posti di lavoro stabili nel commercio di prossimità. Quel che è scomparso è una parte importante della sostanza stessa della vita locale, con il corrispondente disfacimento del tessuto sociale. CI STANNO PORTANDO VERSO LA DISTRUZIONE, FERMIAMOLI!


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LA POVERTÀ ERODE I QUARTIERI POPOLARI

La situazione sociale ed economica nel nostro Paese peggiora di giorno in giorno, dalle ricette di austerità promosse dall’Unione Europea e portate avanti da Monti, Conte, Draghi e Meloni e sostenute da tutti i partiti, l’Italia diventa sempre più povera e va sempre più verso il fallimento.

In dieci anni, dai 2012 al 2022, dalle vie di città e dai paesi d’Italia sono scomparsi più di 99 mila negozi mentre il commercio ambulante ha perso altre 16mila imprese.
Ancora peggiore è la situazione dei quartieri popolari che grazie alla desertificazione, chiudono sempre più negozi legati al commercio tradizionale, persino quelli storici. I settori più colpiti nel ultimo decennio sono chi vende libri e giocattoli, mobili e ferramenta con una flessione intorno al 30%, i distributori di benzina (-38,5%).
Non ce la fanno più i titolari dei negozi di calzature e abbigliamento, diminuiti di poco più di un quinto, quelli di alimentari (-7,6%) e persino i tabaccai (-3%).

A guadagnarci sono state solamente le grandi multinazionali straniere e i giganti dell’e-commerce che negli ultimi anni hanno avuto grossissimi favori fiscali da parte dei governi e hanno potuto aumentare a dismisura i loro fatturati, andando ad annientare chi vive del proprio lavoro.

Si calcola che per un posto di lavoro precario creato nella grande distribuzione e nell’e-commerce vengono distrutti 5 posti di lavoro stabili nel commercio di prossimità.

Quel che è scomparso è una parte importante della sostanza stessa della vita locale, con il corrispondente disfacimento del tessuto sociale.

CI STANNO PORTANDO VERSO LA DISTRUZIONE, FERMIAMOLI!

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