“VOLEVAMO BRACCIA E SONO ARRIVATE PERSONE” La tragedia avvenuta sulle coste calabresi ci obbliga a una riflessione. Si è scatenato ancora una volta il teatrino delle due facce della stessa medaglia. Il meccanismo è sempre lo stesso. Le due parti assumono una posizione opposta, litigando furiosamente. Le vite vanno salvate sempre e in modo prioritario. Vero I disperati che arrivano illegalmente nel nostro paese sono destinati a un futuro di sfruttamento. Vero anche questo. Ci angosciano i 60 morti che vediamo sulle nostre coste, ma non i 400 milioni di profughi che oggi ci sono complessivamente nel mondo. Tra questi 70 mila in Libia, prigionieri di un regime asserragliato a Tripoli e sostenuto solo dall’Occidente e in particolare da tutti i governi italiani che si sono succeduti. Sono le guerre e il saccheggio dei paesi perpetrati dall’Occidente che continuano ad alimentare questa condizione. Siria, Libia, Afghanistan, Africa subsahariana. Gli “ingressi programmati” prosciugano una goccia in questo mare di disperazione e non è vero che risolvono la crisi demografica del nostro paese, ma abbattono le condizioni di tutti i lavoratori, autoctoni e immigrati. O si ferma l’imperialismo occidentale o parliamo del nulla e continuerà il teatrino, utile solo a chi vuole nascondere la verità.


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“VOLEVAMO BRACCIA E SONO ARRIVATE PERSONE”

La tragedia avvenuta sulle coste calabresi ci obbliga a una riflessione. Si è scatenato ancora una volta il teatrino delle due facce della stessa medaglia. Il meccanismo è sempre lo stesso. Le due parti assumono una posizione opposta, litigando furiosamente.
Le vite vanno salvate sempre e in modo prioritario. Vero
I disperati che arrivano illegalmente nel nostro paese sono destinati a un futuro di sfruttamento. Vero anche questo.

Ci angosciano i 60 morti che vediamo sulle nostre coste, ma non i 400 milioni di profughi che oggi ci sono complessivamente nel mondo. Tra questi 70 mila in Libia, prigionieri di un regime asserragliato a Tripoli e sostenuto solo dall’Occidente e in particolare da tutti i governi italiani che si sono succeduti.
Sono le guerre e il saccheggio dei paesi perpetrati dall’Occidente che continuano ad alimentare questa condizione. Siria, Libia, Afghanistan, Africa subsahariana.
Gli “ingressi programmati” prosciugano una goccia in questo mare di disperazione e non è vero che risolvono la crisi demografica del nostro paese, ma abbattono le condizioni di tutti i lavoratori, autoctoni e immigrati.

O si ferma l’imperialismo occidentale o parliamo del nulla e continuerà il teatrino, utile solo a chi vuole nascondere la verità.

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