Il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) denuncia una grave offensiva anticomunista in Repubblica Ceca: il nuovo Codice Penale prevede fino a 10 anni di carcere per chi sostiene il movimento comunista. Appello alla solidarietà internazionale.
Il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) denuncia una grave offensiva anticomunista in Repubblica Ceca: il nuovo Codice Penale prevede fino a 10 anni di carcere per chi sostiene il movimento comunista. Appello alla solidarietà internazionale.
Per prima cosa permettetemi di portarvi il saluto di Alberto Lombardo, Segretario Generale del nostro Partito, e di ringraziarvi per averci invitato a questo importantissimo incontro.
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Il Fascismo non è un incidente della storia, ma il frutto avvelenato della degenerazione sistemica del capitalismo che, quando entra in crisi o si sente minacciato dai movimenti popolari e operai, reagisce con ferocia.
Ed è proprio così che risponde il capitalismo: utilizzando la violenza dei propri cani da guardia al servizio e a protezione delle élite finanziarie ed economiche.
Proprio come accadde in Italia dopo il biennio rosso (1919-1920), che, seguendo l’esempio della Rivoluzione bolscevica, cercò di scardinare la monarchia liberale del Paese. Come ci ha insegnato il nostro grande Maestro e fondatore del Partito Comunista d’Italia, Antonio Gramsci, in quel contesto la pavidità dei partiti operai furono incapaci di fermare la marea nera. Essi non avevano una corretta visione ideologica perché egemonizzati dalle correnti riformiste. Esse avevano paura dei settori più avanzati che poi nel gennaio del 1921 diedero vita al Partito Comunista d’Italia. Fu questa pavidità la causa della sconfitta e poi della distruzione dei movimenti operai in Italia, così come poi in Germania e in Austria.
Il fascismo è un pericolo sempre pronto a tornare per schiacciare prima di tutto i diritti dei lavoratori e delle masse. Lo vediamo di nuovo nei Paesi occidentali guidati dal neoliberismo, specialmente sotto l’egida della bandiera della fintamente democratica Unione Europea, ma non solo.
Sebbene sia mutato nelle forme, il fascismo sopravvive e continua a perpetrarsi ancora oggi soprattutto grazie al fatto che, negli ultimi 30 anni, gran parte del mondo occidentale ha perso ogni anticorpo per contrastare questo virus.
Questa deriva è nata oltre 40 anni fa, con la Thatcher nel Regno Unito e Reagan negli USA, ma continuato dai dirigenti delle finte sinistre – come Blair, Clinton e Obama – fino agli attuali governanti europei, in cui ogni confine tra i settori politici che si alternano al governo si è perso.
Basta vedere cosa è successo in Italia, con il lento ma costante smantellamento ideologico di quello che era il più grande partito comunista d’occidente, portato a una mutazione genetica che ha dato alla luce la caricatura di quello che era. Nasce così la pseudosinistra che per prima cosa ha disarmato politicamente e ideologicamente le classi popolari e infine si è trasformato in un partito – il Partito Democratico – di chiaro stampo neoliberista con lo scopo principale di difendere gli interessi delle élite finanziarie ed economiche. Proprio come accadde con il fascismo 100 anni fa: sono loro che si frappongono tra i padroni e le classi popolari, sono loro i primi alfieri della compressione dei diritti sociali, a tutto guadagno degli interessi privati.
E così che oggi gli eredi del fascismo storico arrivano al governo in Italia, sull’onda di una velenosa propaganda che ha predicato gli interessi della nazione, ma che poi si è acconciata ad accettare gli aspetti più antipopolari delle politiche nazionali e internazionali. Pensiamo alle pensioni, ai diritti dei lavoratori e allo stato sociale, all’interno, e al sostegno alla junta nazista in Ucraina e alle bellicose politiche dell’Unione Europea, all’estero. Oggi si propone come mediatore tra i due poli dell’imperialismo, USA e UE, in conflitto per l’irrisolvibile crisi che attanaglia il capitalismo. Ma continua a soggiogare gli interessi nazionali all’uno o all’altro. Non è con il lupo americano né con le faine europee che la nostra nazione può garantire i propri interessi. La classe politica di oggi, come al solito sotto il capitalismo, fa solo gli interessi dei grandi monopolisti e non del popolo lavoratore.
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Il fascismo non è solo repressione interna, ma è guerra ed espansione militare, conquista, distruzione e cancellazione di qualsiasi opposizione. L’Unione Europea è diventata nient’altro che un apparato tecnico e militare al servizio del capitale: Euro, Unione Europea e NATO non difendono la democrazia, bensì sono l’incarnazione della sua negazione.
L’Unione Europea si caratterizza per un anticomunismo che ha raggiunto toni parossistici che si sono manifestati negli anni con dichiarazioni abominevoli che hanno equiparato il fascismo al comunismo. E ciò viene portato sempre più nelle scuole e nelle piazze. Repressione ideologica e politica.
È stato fatto in Ucraina, sabotando ogni tentativo di risoluzione dei contrasti tra i popoli e favorendo i settori esplicitamente neonazisti.
Gli obiettivi sono manifesti.
Primo. Accerchiare e isolare la Russia. Ciò è fallito. I popoli del Donbass si sono ribellati prendendo le armi. Le sanzioni contro la Russia si sono ritorte contro l’Europa. La NATO è stata umiliata. La Russia, insieme alla Cina socialista e alle altre nazioni che vogliono uscire dal giogo imperialista e alla dittatura del dollaro, si uniscono in un fronte per la pace e la sovranità economica e politica. Oggi i settori del capitalismo si sbranano tra di loro. Dazi e controdazi scuotono i mercati.
Secondo. Militarizzare le società e aumentare a dismisura le spese militari, come via d’uscita dalla crisi. Ciò ha portato all’impoverimento dei popoli e all’arricchimento delle élite finanziarie. E, temiamo a breve, perfino alla guerra generalizzata in Europa e in Asia.
Nulla di nuovo per il capitalismo.
La volontà non è di costruire un’Europa dei Popoli, che potrà esistere solo col socialismo, ma cercare di perpetuare il sogno di distruggere la continuità storica tra il popolo ucraino e quello russo, che esiste da centinaia di anni prima della nascita della NATO o degli Stati Uniti d’America, e di distruggere la Russia.
Ci hanno provato i Teutoni, gli Svedesi, Napoleone, il Kaiser, Hitler e Mussolini, i Samurai.
Sotto a chi tocca!
Infine, compagni, permettetemi di dirvi che non so quando arriverà la Vittoria, ma so che, quando arriverà, voglio che ci sia anche il mio ed il nostro contributo, come quello dato dai compagni dell’Armata Rossa che a Stalingrado, con tutto il popolo sovietico, fermò proprio lì la macchina militare nazifascista. Da lì è iniziata la strada verso la Vittoria del 9 maggio 1945 e proprio per questo quel luogo deve tornare a chiamarsi Stalingrado non solo per pochi giorni l’anno, ma deve tornare ad esserlo sempre. Come simbolo eterno della resistenza antifascista e della dignità del popolo sovietico, di coloro che hanno sacrificato la loro vita non solo per la libertà del loro Paese, non solo per la libertà dell’Europa, ma per la libertà di tutto il mondo!
Slava Stalingrad! Vperëd k pobede! (Avanti verso la vittoria!)
La lotta contro il fascismo è il compito comune e urgente delle forze progressiste di tutto il mondo
Appello del II Forum Internazionale Antifascista
Mosca, 23 aprile 2025
Noi, partecipanti al II Forum antifascista di Mosca, riaffermiamo e sosteniamo il Manifesto per l’unità dei popoli del mondo “Salvaguardare l’umanità contro il fascismo”, adottato il 22 aprile 2023 a Minsk dal I Forum internazionale antifascista.
Il corso degli eventi ha indicato che la causa dell’aggressività imperialista nel mondo moderno è l’aggravarsi della crisi generale del capitalismo. Alla fine del XX secolo, la controrivoluzione in URSS e nei Paesi dell’Europa orientale ha indebolito temporaneamente il polo socialista del pianeta, liberando le mani delle forze reazionarie. In piena sintonia con la teoria leninista dell’imperialismo, gli Stati Uniti e gli altri predatori capitalisti stanno tentando di conquistare l’egemonia mondiale attraverso i metodi più odiosi, tra cui la promozione di regimi neofascisti.
In accordo con l’ideologia fascista di sottomissione dei popoli, i regimi imperialisti hanno macchiato la loro reputazione con aggressioni barbariche contro la Jugoslavia, l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia e la Siria. Sostengono anche i sionisti israeliani, che hanno scatenato il massacro in Palestina, trasformato praticamente in un genocidio del popolo palestinese.
Minacciando una nuova guerra mondiale, l’imperialismo internazionale sta alimentando le tensioni in varie regioni del mondo e accendendo nuovi conflitti. I Paesi della NATO si sono posti l’obiettivo di demonizzare la Russia, sconfiggerla militarmente e smembrarla come l’Unione Sovietica. Per raggiungere questo scopo, è stata creata una testa di ponte aggressiva in Ucraina. Il banderovismo, una forma di nazismo che ha costituito la base della russofobia e della diffusione dell’ideologia fascista, è stato alimentato in Ucraina. Nel febbraio del 2022, la politica antirussa dell’esercito della NATO, guidato dagli Stati Uniti, coinvolgeva quasi 50 Paesi satelliti. Le risorse economiche, politiche e militari del capitale mondiale, compresi i mercenari di guerra, erano impegnate nell’attacco contro la Russia.
Occorre impedire l’ulteriore rafforzamento del regime neonazista di Kiev e il suo rifornimento di armi. Gli sgherri di Bandera e i loro mandanti in Occidente devono essere giustamente condannati, e il regime fascista di Kiev deve essere completamente liquidato.
Le motivazioni revansciste sono sempre più evidenti nell’ideologia e nella politica del blocco occidentale. Sono istigati dalle stesse forze che hanno subito una sconfitta per mano dell’Unione Sovietica e della sua Armata Rossa nel 1945. L’anticomunismo è uno dei principali segni della rinascita del fascismo in Ucraina, nei Paesi baltici e in altri Paesi occidentali. Questo è totalmente in linea con la pratica dei fascisti di Hitler, che crearono un patto anticomunista. Tutto ciò che sta accadendo nell’Unione Europea è essenzialmente un preludio alla creazione del Quarto Reich.
I popoli del mondo devono impedire qualsiasi tentativo di vendetta nazista. Chiediamo la rinuncia totale a tutte le forme di disinformazione nell’ideologia e nelle politiche degli Stati. La lotta contro il neonazismo è compito di tutte le persone di buon senso, coraggiose e dignitose del pianeta. Non può essere rimandata a dopo. Deve essere condotta qui e ora, con tutti i mezzi disponibili, e riunendo tutti gli alleati possibili!
Alla vigilia dell’80° anniversario della Grande Vittoria sul nazismo hitleriano e sul militarismo giapponese nella Seconda Guerra Mondiale, dichiariamo che la fine definitiva del fascismo e della minaccia di guerre mondiali può essere ottenuta solo ponendo fine all’imperialismo. Sosteniamo senza riserve la trasformazione della lotta contro il fascismo in lotta per il rinnovamento socialista di tutti i Paesi del pianeta.
La lotta contro il fascismo non può tollerare pause e armistizi!
Unitevi alle file dei combattenti contro il neofascismo, per il progresso sociale e il socialismo!
Non permetteremo che il mondo venga fatto saltare in aria!
¡No pasarán! Non passeranno!
Viva il fronte unito delle forze progressiste!
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Una strage senza fine continua a colpire il nostro Paese. Mentre si discute di armare l’Europa tagliando sanità e welfare, i lavoratori in Italia continuano a morire praticamente ogni giorno.
Il capitalismo è un sistema economico marcio.
I lavoratori sono tornati a essere solo forza-lavoro da sfruttare e consumatori da derubare. Sono tornati a essere sacrificabili, facilmente sostituibili grazie alla guerra tra poveri instillata dal capitalismo nella nostra società.
Se non stai al passo, muori.
Una discesa senza freni nei diritti e nelle tutele dei lavoratori, dovuta soprattutto ai continui compromessi che forze politiche e sindacali concertative hanno accettato negli anni, puntando alla loro sopravvivenza invece che a quella dei lavoratori.
Questa è una vera guerra, e i morti sul lavoro rappresentano solo una parte delle vittime di questo conflitto.
Socialismo o Barbarie!
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In occasione dello scorso 8 Marzo, Il Segretario Generale Alberto Lombardo, ed il Responsabile Nazionale dell’Organizzazione, Matteo Di Cocco hanno incontrato avuto il piacere e l’onore di essere ricevuti dall’Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhoff.
L’incontro è stato l’occasione per ribadire il totale sostegno del Partito Comunista alla causa Cubana, rafforzando ancora una volta i nostri rapporti di amicizia.
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Oggi 4 Marzo si è aperta a Pechino la prima giornata della settimana più importante della vita politica del paese: le Due Sessioni.
Durante questa settimana due assemblee si riuniscono in sessioni parallele per assolvere le funzioni più importanti del sistema democratico cinese.
Il Congresso Nazionale del Popolo, composto da circa 3000 Deputati del Popolo, è il massimo organo legislativo del paese. Si riunisce per valutare il lavoro del governo, per valutare il raggiungimento degli obiettivi fissati nell’Assemblea annuale precedente, proporre e deliberare il bilancio nazionale e quelli locali, monitorare le crescita economica, sociale ed ambientale e, quando terminano i mandati, eleggere le massime cariche dello Stato.
Il Comitato Consultivo Politico del Popolo Cinese è un’assemblea consultiva, formata da rappresentanti del mondo degli affari, rappresentanti locali, rappresentanti delle etnie e rappresentanti dei corpi sociali. Questa assemblea si confronta direttamente con il governo, con la presidenza e con gli altri organi politici per fare richieste, proposte e valutazioni sull’avanzamento dei progetti inaugurati nell’anno precedente.
Quest’anno in particolare la Terza Sessione del 14° Congresso nazionale del popolo è chiamata a fare il bilancio sul 14° piano quinquennale, che si chiuderà a fine 2025, e preparerà il prossimo che sarà inaugurato nelle Due Sessioni del 2026.
Il Partito Comunista si unisce a tutti i leader del mondo multipolare, a tutti gli operatori economici e a tutti i popoli del mondo nell’augurare ai Deputati del Popolo ed ai membri della Grande Assemblea Consultiva un proficuo lavoro. Siamo certi che, come ribadito dai rispettivi portavoce, il lavoro delle due assemblee ha un ruolo fondamentale nell’economia, nel progresso tecnologico e sociale di gran parte del mondo, ed un ruolo centrale nella costruzione della pace e di un’umanità dal futuro condiviso.
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? GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA ?
Un’occasione per discutere di lotta di classe, emancipazione e resistenza!
? 8 MARZO – ORE 15:00
? VIA GIOVANNI PRATI 1, ROMA
? Interventi e riflessioni:
?Introduzione da parte del Resp. Organizzazione Nazionale, Matteo Di Cocco
? Reading teatrale “Dialoghi Cosmici” di e con Lavinia Lalle e Sarah Mataloni
? Filosofe e Lotta di classe con Clio Stefanelli, Federazione di Roma – Partito Comunista
✊ Riflessioni e azioni per la vera emancipazione con Francesca Venditti, Federazione di Roma – Partito Comunista
⚠️ La guerra contro le donne, le donne contro la guerra con Silvia Stefani, Ufficio Politico del Partito Comunista
? Conclusioni di Alberto Lombardo, Segretario Generale del Partito Comunista
? Collegamento con i nostri partiti fratelli europei per un’iniziativa internazionale di lotta!
80 ANNI DI RESISTENZA: ieri, oggi e domani!
#8Marzo #GiornataInternazionaleDellaDonna #LottaDiClasse #Resistenza #Emancipazione #PartitoComunista #DonneControLaGuerra
Ricorreva ieri, l’anniversario di fondazione della Terza Internazionale Comunista.
FUTURA UMANITÀ
Il 2 marzo 1919 veniva fondata a Mosca l’Internazionale Comunista.
Nel marzo 1919 molti rappresentanti di numerosi partiti socialisti e dei partiti comunisti già costituiti si ritrovano a Mosca sotto invito di Lenin, dove sull’onda dell’entusiasmo per le spinte rivoluzionarie che sembrano percorrere quasi tutti i paesi europei, i bolscevichi riescono a costituire, di fatto, la fondazione della Internazionale comunista.
Dopo il fallimento della Seconda Internazionale, Lenin insieme al partito Bolscevico, riuscì nell’intento di costituire la Terza Internazionale Comunista dandogli un carattere più rivoluzionario e comunista. L’intento principale e fondamentale fu quella di garantire al proletariato di tutto il mondo la liberazione dall’oppressione del capitalismo.
Il congresso di fondazione della Terza Internazionale si riunì a Mosca fra il 2 e il 6 marzo 1919. I delegati con diritto di voto erano 35 e rappresentavano 19 partiti o organizzazioni comuniste, oltre a questi vi erano, come osservatori, altri 19 delegati in rappresentanza di 16 organizzazioni. In quei giorni furono date le disposizioni per organizzare, consolidare, ampliare e collegare il lavoro rivoluzionario fra il proletariato europeo.
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Terzo incontro multilaterale dei Partiti Comunisti – Parigi
Sabato 22 febbraio si è tenuto a Parigi il terzo incontro multilaterale dei seguenti partiti comunisti europei: Partito Comunista Tedesco, Partito dei Lavoratori Ungherese, Partito Comunista dei Popoli di Spagna, Partito Comunista (Italia), Partito Comunista (Svizzera), Partito Comunista Danese, Partito Comunista della Federazione Russa e la Polo di Rinascita Comunista in Francia, che ha ospitato l’incontro.
Le discussioni si sono concentrate sulla situazione in Europa e nel mondo, sulla questione della pace in Ucraina e sui cambiamenti successivi all’investitura dell’amministrazione Trump alla guida dell’imperialismo statunitense. Diversi partiti partecipanti hanno presentato proposte di azione che saranno rese pubbliche a breve. Allo stesso modo, i partiti membri hanno concordato di regolarizzare questo tipo di incontri due volte l’anno e hanno concesso un prossimo incontro faccia a faccia nel corso dell’anno, in una data che sarà annunciata nelle prossime settimane.
Parigi, 22 febbraio 2025
LE AQUILE OGNI TANTO POSSONO RAZZOLARE COME LE GALLINE
MA LE GALLINE NON POTRANNO MAI VOLARE ALLE ALTITUDINI DELLE AQUILE
A distanza di tre anni dall’inizio dell’operazione militare speciale e a undici dell’inizio della guerra scatenata dal golpe neonazista in Ucraina, possiamo dire che l’Occidente Collettivo ha sbattuto duro, anzi forse la sua crisi irreversibile si avvia ad avvitarsi nella fase autodistrutiva in cui chi sta ancora sulla zattera bastona coloro che stanno per annegare (ieri le nazioni forti europee contro le deboli, oggi gli USA contro tutta l’UE). Tre anni fa abbiamo detto “questa è la guerra degli USA contro la Germania e tutta l’Europa”. Oggi questo è un fatto incontestabile. La fase cannibalistica del capitalismo occidentale è in corso.
Cominciamo dalle galline. Non ce ne vogliano questi pacifici volatili, presi a emblema di stupidità, per l’ignominioso paragone che facciamo: i governanti europei. Hanno creduto che c’era posto anche per loro al banchetto ucraino (come fu l’altra volta con i paesi ex socialisti), hanno speso un sacco di soldi, hanno indebolito le già carenti difese militari che hanno eretto solo per compiacere il padrone d’oltreoceano e i propri mercanti d’armi con robaccia che vola e spara solo sotto il comando del capo (senza controllo satellitare e software proprietario sono solo ferri da stiro [1]). Ora sono rimasti col cerino in mano a pagare il conto. La coazione a ripetere gli errori (più come le mosche che le galline) li porta a persistere e aggravare la situazione in cui versano i popoli europei. Solo un ministro per caso come Pichetto Fratin si poteva far sfuggire l’ovvietà che mo’ dobbiamo riaprire i gasdotti con la Russia. Un cane in chiesa!
Il bullo, che tratta in diplomazia con l’arroganza degli affaristi, il novello Re Mida sudafricano, che trasforma in veleno tutto quello che tocca, credono di poter salvare il capitalismo statunitense a furia di minacce e lusinghe? Funzionerà con le galline europee, ma sia la Resistenza palestinese che la Russia [2] hanno già fatto capire che con loro non attacca.
E veniamo alle aquile.
In Germania il partito socialdemocratico, che ha preso la legnata elettorale più fragorosa della sua storia, resterà al governo, mentre chi ha preso quasi 2,5 milioni di voti, tra cui mezzo milione di ex non votanti, fermandosi al 4,97%, per 13.400 voti non entra neanche in Parlamento. I sondaggi preelettorali hanno orientato il voto in modo sfacciato. Non ci meraviglieremmo se uscissero scandali su forti manipolazioni per queste elezioni. Ma le dittature e gli autocrati sono gli altri.
Sahra Wagenknecht ha fatto errori. In Turingia non doveva cedere all’alleanza coi partiti bellicisti accontentandosi di una inutile dichiarazione di intenti pacifisti. Ha fatto bene a non allearsi con i sionisti filo-padronali filo-atlantisti di AfD, ma poi è arrivata a votare il pacchetto anti-migranti Cdu-Afd. Sebbene la sua ricetta rispetto al problema dell’immigrazione parta da un’analisi corretta, la sua soluzione non riesce a scappare dalla dicotomia tra giusta difesa delle condizioni di lavoro e doverosa accoglienza, come si può e si deve fare.
Il lettore ci scuserà se ci permettiamo di usare le parole di Lenin e accostare un’eroina della lotta antifascista come Rosa alla Sahra odierna. Tuttavia la battaglia per la liberazione dei popoli europei è iniziata e da qui si deve partire, anche con tutto il carico di errori.
[1] https://scenarieconomici.it/kill-switch-e-vero-che-il-caccia-f-35-puo-essere-spento-dagli-usa/
[2] “Siamo pronti a negoziare sia con Kiev sia con l’Europa, con chiunque in buona fede voglia contribuire a raggiungere la pace, ma interromperemo le azioni militari solo quando questi negoziati daranno un risultato fermo e sostenibile che soddisfi la Federazione Russa”. Così da Ankara il ministro degli Esteri russo Lavrov, il quale ha anche aggiunto: per arrivare a un accordo, è necessaria una clausola “ferrea” che garantisca che Kiev non entrerà nella Nato. Poi: Mosca continuerà contatti con Usa, “emersa opportunità di dialogo normale”
Nella conversazione telefonica odierna, i presidenti russo Vladimir Putin e cinese Xi Jinping hanno confermato che le relazioni tra i due Paesi “rappresentano il fattore di stabilizzazione più importante negli affari mondiali”. Lo riferisce il Cremlino, rendendo noto che Putin ha informato Xi del risultato dei colloqui con gli Usa. La cooperazione tra Mosca e Pechino, aggiunge l’ufficio di presidenza russo, è “strategica, non è soggetta a influenze esterne e non è rivolta contro nessuno”. (ANSA)
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Il 21 febbraio 1848 a Londra il mondo cambia per sempre.
Karl Marx e Friedrich Engels pubblicano il Manifesto del Partito Comunista, non solo uno degli scritti politici più importanti della storia, ma un libro che con la sua sola esistenza ha contribuito a cambiare il mondo, dando il via ad un moto continuo di lotte sociale per il miglioramento delle condizioni di vita del popolo.
” La storia di ogni società è stata finora la storia di lotte di classe.
Uomo libero e schiavo, patrizio e plebeo, barone e servo della gleba, membro di una corporazione e artigiano, in breve oppressore e oppresso si sono sempre reciprocamente contrapposti, hanno combattuto una battaglia ininterrotta, aperta o nascosta, una battaglia che si è ogni volta conclusa con una trasformazione rivoluzionaria dell’intera società o con il comune tramonto delle classi in conflitto.”
” Tremino pure le classi dominanti davanti a una rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare. Proletari di tutti i Paesi, unitevi! “
#Marx #Engels #Manifesto
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