MUSICA PER LA RESISTENZA – LIVORNO

MUSICA PER LA RESISTENZA – LIVORNO

MUSICA PER LA RESISTENZA – LIVORNO

Sabato 2 Maggio al Centro Culturale Artemisia di Livorno una giornata di dibattito politico, solidarietà internazionalista e iniziativa popolare.

🔴 Ore 16:30
Saluti del Vicesegretario del Partito Comunista Matteo Di Cocco e intervento del Prof. Davide Rossi, introdotto da Giovanni Tonlorenzi, sul tema:
“Imperialismo o Multilateralismo, il mondo al bivio tra guerra e pace”

Ore 18:00
Pausa caffè

🔴 Ore 18:30
Intervento dell’associazione ATTAC Livorno:
“Uscire dall’economia di guerra. Per una rivalutazione complessiva del territorio livornese. No alla Darsena Europa e alla cementificazione infinita”.

🔴 Ore 20:00 – Cena sociale

🔴 Dalle ore 21:30
Musica per la resistenza
Appuntamento presso il Centro Culturale Artemisia – Via di Popogna 43 – Livorno

🔴 Evento ad offerta libera, ad esclusione della cena. L’intero ricavato sarà devoluto all’Associazione Palestinesi in Italia per sostenere le spese legali dei detenuti ingiustamente processati nel nostro Paese.

Per informazioni e prenotazioni:
Mirko (WhatsApp) 3202152349

Una giornata di impegno, cultura e solidarietà.
Una giornata da Partito Comunista.

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IL NOSTRO 25 APRILE DI RESISTENZA

IL NOSTRO 25 APRILE DI RESISTENZA


In tutta Italia, compagni e compagne del nostro Partito e della Federazione Gioventù Comunista sono scesi in piazza per ricordare una cosa semplice: il 25 aprile abbiamo sconfitto il nazifascismo, ma la Resistenza non è finita. Perché nel frattempo hanno venduto il nostro paese a BANCHE, UE E NATO.

Infatti oggi  il dominio del nemico si presenta in forme diverse: nelle politiche economiche che mettono al centro il profitto e non i lavoratori, nelle scelte che subordinano il nostro paese agli interessi delle grandi potenze e della finanza, nelle guerre sostenute anche da chi si definisce progressista.

Da una parte, una “sinistra” che difende le piazze ma vota l’invio di armi e accetta politiche che hanno colpito duramente il lavoro. Dall’altra, un governo che evita di definirsi antifascista e prosegue lungo la stessa strada economica.

Per non parlare di chi ha votato una bislacca equiparazione tra nazismo e comunismo.

Per noi, la Resistenza oggi significa lottare contro tutte le forme di sfruttamento e di dominio che colpiscono le classi popolari. Significa difendere i diritti conquistati e costruirne di nuovi.

IERI E OGGI, RESISTENZA.

#25Aprile #Resistenza #PartitoComunista

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IL GIOCO DELLE TRE CARTE

IL GIOCO DELLE TRE CARTE


Leggiamo sul Fatto Quotidiano del 26 aprile l’articolo “Rifondazione si allei col Campo largo per spedire a casa Meloni” in cui il segretario Acerbo proclama, all’indomani delle celebrazioni del 25 aprile, di voler fare “un accordo tecnico con il campo largo”, come emerso nel Comitato Politico Nazionale del 12 aprile, in cui la linea pro-accordo ha prevalso con 89 voti, contro 80.

A parte le polemiche interne che ci asteniamo dal commentare, Acerbo usa due argomenti a sostegno della sua ipotesi. Uno che gli darebbe sonoramente torto dal punto di vista politico e uno veramente scorretto e infamante nel secondo.
Il primo esempio di desistenza di La France Insumise (LFI) di Melenchon che, a detta di Acerbo, «nelle ultime Amministrative in Francia ha ritirato i suoi candidati dove era necessario per battere il partito della Le Pen». Questo in generale è falso.

A Marsiglia il deputato di LFI è arrivato terzo e di fronte al rifiuto di un’alleanza posto dal candidato di sinistra ha scelto di ritirarsi, dicendo che «di fronte all’irresponsabilità di un uomo, ci assumeremo la responsabilità di un milione di persone». Anche a Parigi il vincitore socialista del primo turno ha annunciato che “non ci sarà alcuna alleanza con LFI al ballottaggio”, ma in questo caso la candidata di LFI non si è ritirata.

Aberrante l’esempio riportato da Acerbo sul «Portogallo, dove nelle Presidenziali i comunisti hanno dato indicazione di voto contro la destra». Una dichiarazione infamante per la politica conseguente e senza compromessi che quel partito ha sempre perseguito in un contesto difficilissimo caratterizzato da due destre come da noi. In un paese a regime parlamentare (quello portoghese come quello italiano) non si può paragonare l’elezione del Presidente della Repubblica, in cui questi non ha un ruolo politico ma di garante della Costituzione, con quella del Capo del Governo. «… il PCP ha compiuto una scelta tattica chiarissima al ballottaggio: impedire l’elezione di Ventura, senza trasformare questa indicazione in adesione politica al programma socialista.

Vista la situazione, infatti, votare contro il candidato reazionario significava votare Seguro, ma senza alcuna illusione sul suo posizionamento di fondo e senza rinunciare a una linea autonoma di lotta e alternativa. Anche nel resto dell’area della sinistra radicale portoghese è stato ribadito esplicitamente che “votare Seguro per battere Ventura” non equivale a sostenerlo politicamente.» [1]
Invece il “campo largo” ha una connotazione politica ed è indirizzato alla formazione del governo in caso di successo della coalizione.
Per giustificare il suo preteso “pragmatismo”, Acerbo si arrampica sugli specchi citando l’esito del recente referendum, che tutti i commentatori politici seri separano completamente da una possibile ricaduta di tipo elettorale [2]. Ma poi “bara”, invocando «un’agenda totalmente diversa da quella di Draghi o di Von der Leyen». Ricordiamo che il Governo Draghi è stato votato sia dal PD che dal M5S. La von der Leyen dal PD (con due eccezioni) e non dal M5S.

Di grazia, Acerbo di cosa parla?

[1] https://giuliochinappi.com/2026/02/15/portogallo-bloccato-lassalto-della-destra-ma-nessun-assegno-in-bianco-a-seguro/
[2] https://ilpartitocomunista.it/referendum-e-democrazia-rappresentativa/

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A Cuba non si arrende nessuno

A Cuba non si arrende nessuno

Il criminale blocco statunitense ai danni del popolo cubano si basa ovviamente non sullo strangolamento economico, ma anche su quello della comunicazione, nella speranza di abbattere l’enorme empatia e solidarietà che l’eroica resistenza del popolo cubano continua a ricevere in tutto il mondo.

Di passaggio, anche il Venezuela Bolivariano subisce lo stesso trattamento da parte dei centri di propaganda imperialisti e delle sue ramificazioni territoriali. Ciò viene promosso attraverso la delegittimazione della presidenza ad interim, usando menzogne più volte smentite di fine del monopolio statale dello sfruttamento delle risorse energetiche e persino ripetendo la bugia che si fosse inviato un carico di petrolio a Israele.

Armi di distrazione di massa.

Tornando a Cuba. La prima campagna di disinformazione è partita dicendo che Cuba è sola e i suoi alleati l’hanno abbandonata. “Come mai la Russia e la Cina non portano le loro navi da guerra nei Caraibi?”. Ovviamente questa enorme sciocchezza può essere creduta solo da chi ha una esperienza militare nei giochi da tavolo (quelli delle feste natalizie, non quelli di alto livello, non vogliamo offendere nessuno), non tenendo conto che sarebbe impraticabile il relativo impegno logistico da parte di forze militari che non hanno basi fuori dal proprio territorio. Vediamo il fallimento degli USA, la prima potenza militare, contro l’Iran, pur considerando l’enorme dispiegamento di basi nella regione. Immaginiamo la seconda o la terza potenza contro la prima, sotto casa di questa e con le proprie basi logistiche distanti a decine di migliaia di miglia.

Però sappiamo che, tenendo conto dei tempi tecnici, la Cina ha fatto arrivare un carico di aiuti alimentari e la Russia ha già fatto attraccare una petroliera a Cuba, scortata da una nave militare russa, e ne sta arrivando un’altra. Ciò ha provocato la classica reazione TACO (Trump always chickens out, Trump fa sempre marcia indietro come un pollo) secondo la quale a lui non importa che arrivino carichi umanitari. Di conseguenza anche il Messico ha ripreso a mandare aiuti e rifornimenti energetici.

La notizia che esce oggi, anche ripresa da Telesur [1], è: “Cuba rilascia 2.010 persone private della libertà”. Già ci aspettiamo gli alti lai dei rivoluzionari da tastiera che piangeranno dicendo che Cuba si è arresa.

Stiano tranquilli costoro. Pensino che questo è il quinto perdono effettuato dal governo cubano dal 2011, a beneficio di oltre 11.000 persone. La grazia è stata concessa a giovani, donne, adulti over 60, quelli che arrivano alla fine del rilascio anticipato nell’ultimo semestre e l’anno prossimo; così come gli stranieri e i cittadini cubani residenti all’estero. Non sono contemplati coloro che hanno commesso reati di violenza sessuale, pedofilia con violenza, omicidio, omicidio, droga, furto e massacro di bestiame, rapina con violenza o forza con l’uso di armi o vittime minori, corruzione di minori, reati contro l’autorità, recidivi e colpevoli di reati multipli o già graziati.

¡Aquí no se rinde nadie!” (Camilo Cienfuegos)

 

[1] https://www.telesurtv.net/cuba-libera-a-2-010-personas-privadas-de-libertad/

 

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Sciopero degli autoferrotranvieri di Milano, Monza e Novara: ESTENDERE LA LOTTA PER PRETENDERE SIGNIFICATIVI MIGLIORAMENTI!

Sciopero degli autoferrotranvieri di Milano, Monza e Novara: ESTENDERE LA LOTTA PER PRETENDERE SIGNIFICATIVI MIGLIORAMENTI!

Sciopero degli autoferrotranvieri di Milano, Monza e Novara
ESTENDERE LA LOTTA PER PRETENDERE SIGNIFICATIVI MIGLIORAMENTI!

Venerdì 27 Marzo, nuova iniziativa di sciopero dei mezzi pubblici (TPL), proclamata da A.L.COBAS (aderente al Sindacato Generale di Classe), con l’unica arma nelle mani dei lavoratori per pretendere condizioni di lavoro e di vita dignitose.

In questa giornata i lavoratori si sono mobilitati su Milano, Monza e Novara, in assenza di risposte idonee da parte delle aziende, per chiedere la garanzia riguardante sicurezza sia per i mezzi utilizzati che per le continue aggressioni al personale.

Le richieste riguardano, inoltre, anche l’incremento dei salari di almeno €150 netti uguali per tutti. Aumenti dovuti all’andamento inflazionistico che i contratti nazionali, firmati dai sindacati confederali, non riescono a garantire il proprio potere d’acquisto.

L’adesione è risultata molto elevata, in particolare su Milano con la chiusura delle linee M1, M2 e M3 e l’adesione massiccia dei lavoratori sulle linee di superfice.

Il Partito Comunista esprime vicinanza alle lotte dei lavoratori per poter ottenere diritti essenziali. La lotta dei lavoratori autoferrotranvieri è e deve essere la lotta di tutti i lavoratori contro il carovita e le politiche di guerra. Investire sul servizio pubblico universale e incrementare i salari di una categoria trascinata ormai da troppo tempo verso il basso della dinamica salariale e dei diritti!

La lotta dei lavoratori autoferrotranvieri è e deve essere la lotta di tutti i lavoratori per pretendere salari adeguati al costo della vita e per estendere la lotta a tutte le categorie che sfoci verso una mobilitazione ancora più ampia ed estesa che migliori la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori.

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Appello contro legge esecuzione prigionieri palestinesi

Appello contro legge esecuzione prigionieri palestinesi

🔴 Appello urgente e definitivo: fermate la legge sull’esecuzione dei prigionieri prima che sia troppo tardi

🔴 Gli istituti penitenziari hanno lanciato un appello urgente e rinnovato ai popoli liberi del mondo, chiedendo un’azione immediata per fermare il progetto di legge che prevede l’esecuzione dei prigionieri palestinesi

25 marzo 2026

Mentre il sistema coloniale israeliano continua a perseguitare la presenza palestinese attraverso il crimine di genocidio e le sistematiche operazioni di annientamento in corso da decenni, questo sistema sta portando avanti i suoi sforzi per approvare una legge che consentirebbe l’esecuzione dei prigionieri palestinesi, approfittando della preoccupazione del mondo per la guerra in corso.

In una pericolosa escalation di questa linea, la cosiddetta Commissione per la “Sicurezza Nazionale” della Knesset ha approvato il progetto di legge sull’esecuzione dei prigionieri in lettura finale poco prima della mezzanotte di ieri, aprendo la strada alla sua presentazione alla plenaria della Knesset per la ratifica la prossima settimana.

Alla luce di questo pericoloso sviluppo, le istituzioni che rappresentano i prigionieri rinnovano il loro ultimo appello alla comunità internazionale affinché intervenga con urgenza ed efficacia per fermare questa legge prima che venga approvata. Le organizzazioni hanno affermato di aver inviato, nel corso del tempo, numerose lettere agli organismi internazionali per i diritti umani, in primis le Nazioni Unite, oltre a comunicare con rappresentanti di Stati e missioni diplomatiche, per informarli della rapida e pericolosa escalation degli sviluppi, sia per quanto riguarda il progetto di legge sia per la realtà del genocidio in corso all’interno delle carceri dell’occupazione, trasformate in sistemi integrati di tortura sistematica finalizzati all’uccisione di un numero sempre maggiore di prigionieri palestinesi.

Le organizzazioni hanno sottolineato che la complicità internazionale, l’inazione sistematica e la rinuncia alle responsabilità legali e morali che hanno caratterizzato la posizione della comunità internazionale dopo il genocidio hanno portato a pericolosi cambiamenti, fornendo al regime di occupazione ulteriore copertura per continuare la sua escalation ed espandere la portata dei suoi crimini, compreso il perseguimento dei prigionieri. La legge sulla pena di morte rappresenta il culmine di questo processo genocida in corso.

🔴 Le istituzioni hanno sottolineato diversi aspetti relativi al progetto di legge, in particolare:

Per decenni, il sistema coloniale israeliano ha praticato una politica di esecuzione lenta nei confronti di centinaia di prigionieri all’interno delle sue carceri, attraverso strumenti e metodi sistematici che hanno portato al martirio di decine di persone. Queste politiche hanno subito un’escalation senza precedenti dall’inizio della guerra di sterminio, rendendo la fase attuale la più sanguinosa nella storia del movimento dei prigionieri palestinesi. Il numero di prigionieri martirizzati dall’inizio di questa fase ha superato i cento, di cui 88 sono stati identificati, mentre decine risultano ancora scomparsi con la forza.

Inoltre, la “Legge sull’esecuzione dei prigionieri” non è nuova nella sua struttura. Piuttosto, si inserisce in un sistema giuridico coloniale, di cui l’occupazione ha ereditato parte dall’epoca del Mandato britannico. Tuttavia, la sua applicazione è rimasta storicamente limitata e soggetta a mutevoli considerazioni politiche, nonostante i ripetuti appelli alla sua attivazione in precedenti casi riguardanti attivisti palestinesi.

Con l’ascesa del governo israeliano più estremista nella storia dell’occupazione, le richieste per l’approvazione di questa legge si sono intensificate, guidate dal ministro estremista Itamar Ben-Gvir e sostenute dai partiti di destra, insieme a un ampio spettro di membri della Knesset. La stabilità della coalizione di governo è stata addirittura legata all’approvazione di questa legge, che ha ricevuto il sostegno diretto di Benjamin Netanyahu, diventando uno degli slogan centrali del governo estremista.

🔴 In conclusione, le organizzazioni hanno ribadito una serie di richieste che hanno ripetutamente avanzato:

  • Attivare il principio della giurisdizione universale per perseguire i responsabili di torture, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi contro i prigionieri.
  • Sospendere ogni forma di cooperazione diplomatica, militare ed economica con l’occupazione fino a quando non si conformerà pienamente al diritto internazionale.
  • Considerare la Knesset e i tribunali israeliani come istituzioni razziste e adoperarsi per isolarli a livello internazionale, incluso il rifiuto della loro adesione a parlamenti e unioni internazionali.
  • Garantire l’immediato e incondizionato rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi, attraverso:
  • La fine della politica di detenzione amministrativa
  • Lo smantellamento del sistema dei tribunali militari
  • L’avvio di indagini indipendenti e trasparenti su tutti i casi di tortura e morte nelle carceri
  • La piena cooperazione con la Corte penale internazionale, supportandone le indagini ed eseguendo i mandati di arresto nei confronti dei responsabili di crimini internazionali
  • Consentire al Comitato Internazionale della Croce Rossa di visitare i prigionieri e monitorare le loro condizioni di detenzione senza restrizioni.

#StopTheExecutionOfPrisoners

 

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REFERENDUM E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA

REFERENDUM E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA

Sul merito dell’esito del referendum si può dire che la controriforma non è passata e le forze di Governo hanno subito una brutta sconfitta. In realtà sembra che la Lega sia quella che è uscita meglio, infatti le uniche roccaforti della destra dove il ha prevalso sono quelle dove tradizionalmente essa è radicata: Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Lombardia (ma non Milano). Invece nel resto d’Italia, e marcatamente nel sud, il No ha inaspettatamente (?) prevalso. Persino nel Lazio.

I grandi problemi della giustizia in Italia restano inalterati. Almeno non peggiorano. Ci riferiamo non solo ai problemi lamentati dai magistrati, a cominciare dalle carenze di organico e di risorse, ma anche e soprattutto a quelli che coinvolgono i cittadini più vulnerabili: carceri piene di povera gente; giustizia civile, e ancor di più del lavoro, per chi può e per chi ha le giuste conoscenze.

Ma è interessante notare l’andamento dell’affluenza nelle ultime consultazioni.

Camera 2013 75,20 %; Europee 2014 58,69 %; Camera 2018 72,94 %; Europee 2019 56,09 %; Camera 2022 63,91 %; Europee 2024 49,69 %; Referendum 2026 58,93

Assimiliamo quest’ultima consultazione alle altre a causa della forte politicizzazione che esse hanno subito. Non sembra congruo invece assimilare questo referendum ai precedenti in cui il quorum non fu raggiunto.

I trend in caduta sono paralleli. I candidati alle europee sono pochissimi e quindi l’attrattività esercitata da “parentele” e “affini” sono di meno, facendo abbassare la curva delle europee rispetto a quelle delle politiche, ma la tendenza al crollo ha la stessa velocità.

Cosa dire?

L’attrattività delle forze di Governo prevale quando scendono in campo i “ras” locali, altrimenti la prevalenza della destra si sgonfia paurosamente.

D’altro lato la “sinistra” riesce a prevalere su temi “larghi” e “difensivi”, come questa volta, ma non su proposte politiche proprie e autonome che difatti non ha, e da tempo, essendosi resa del tutto indistinguibile dalla “destra”.

La gente normale questo lo capisce sempre di più e reagisce nell’unico modo che può: non andando a votare.

Le proposte alternative vere, e non interne a questo o a quel campo, sono bloccate sia da leggi liberticide che erigono barriere all’accesso di nuove sigle politiche, che litigiosità interne giustificate ma spesso indotte per creare “rumore” di disturbo. Chi ancora resta incantato dal teatrino “destra-sinistra” viene colpito dalla sindrome del “voto utile”, atterrito dalla prospettiva che possano vincere “gli altri”, e quindi ingoia il boccone amaro turandosi non solo il naso, ma anche tutto il resto.

La democrazia rappresentativa non funziona più (se mai ha funzionato) perché ci sono i partiti a presentarsi alle elezioni. Partiti ben lontani dal rappresentare le idealità, e perché no?, le ideologie contrapposte, partiti di massa ed educatori di classi dirigenti. Ma ammucchiate di persone eterogenee scelte dai capipartito e usate solo per fungere da collettori di voti.

Laddove non si votano i partiti ma le singole persone, come in Cina e a Cuba, la democrazia come selezione dei migliori funziona. Là vanno a votare tutti o quasi perché credono nel sistema, e non perché hanno i fucili puntati.

Questa è situazione del disastro della democrazia italiana, e non solo italiana ma occidentale in generale, ormai arrivata alla putrescenza.

Ciò che vediamo è l’effetto e non la causa.

La causa sta più a monte. Sta nel predominio del puparo che agita i due pupi contrapposti come i Rinaldo e Orlando di turno.

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Costituita la Federazione Romagna

Costituita la Federazione Romagna

Sabato 7 marzo, a Cesena, dopo l’incontro pubblico “La Resistenza possibile”, è stata annunciata la costituzione della Federazione Romagna del Partito Comunista.

Un passo importante nel percorso di radicamento del Partito sul territorio, che rafforza la nostra presenza politica e organizzativa anche in Romagna.

La decisione di costituire la Federazione è maturata nel confronto con i compagni del territorio al termine dell’iniziativa “La Resistenza possibile”, che ha visto come relatori Leonardo Casetti (Federazione Romagna), Matteo Di Cocco (Vicesegretario del Partito Comunista), Giuseppe Canzio Visentin (Presidente del Partito) e Alberto Lombardo (Segretario Generale).

Un momento di discussione politica e organizzativa che segna l’inizio di una nuova fase di lavoro e di costruzione del Partito in questo territorio.

L’intero Partito rivolge i suoi migliori auguri di buon lavoro ai compagni e alle compagne che hanno deciso di rafforzare il nostro progetto politico anche in Romagna.

Viva il Partito Comunista!

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ANCORA UNA VOLTA MENTONO. VOGLIONO SOLO LA GUERRA: Attacco imperialista all’Iran!

ANCORA UNA VOLTA MENTONO. VOGLIONO SOLO LA GUERRA: Attacco imperialista all’Iran!

Israele e gli USA hanno lanciato l’attacco contro l’Iran.

Finora sono stati colpiti circa 30 obiettivi in tutto l’Iran, inclusa la residenza del Presidente iraniano e un quartier generale dell’intelligence, il Ministero dell’Intelligence iraniano, l’Agenzia iraniana per l’Energia Atomica, il QG delle Guardie della Rivoluzione

Ciò è avvenuto mentre sembrava che la diplomazia stesse avendo i propri frutti.

Il 26 febbraio i colloqui Iran-USA a Ginevra erano arrivati a “uno dei nostri cicli di negoziati più seri e lunghi” sul nucleare. Ci si aspettava che avrebbero dovuto riprendere a Vienna lunedì, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che si era dichiarato “vicino” agli Stati Uniti su molte questioni, definendo entrambe le parti come “più serie” rispetto al passato nel raggiungere un accordo. Tra l’altro era previsto che “a partire da lunedì, i team tecnici di Vienna e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica inizieranno le revisioni tecniche degli esperti per inquadrare alcune questioni tecniche in un quadro specifico e poi adattarle alle richieste e alle considerazioni politiche di entrambe le parti.”

Invece oggi l’attacco proditorio.

Ciò svela definitivamente che le sommosse di gennaio in Iran, tramutate dagli agenti provocatori in terrorismo, erano la copertura all’azione bellica di oggi. Vedremo se i pacifisti di casa nostra saranno in grado di aprire gli occhi e uscire dall’ignobile posizione di equidistanza tra “l’aggressore e l’aggredito”.

Ciò svela definitivamente come le trattative diplomatiche per gli USA, Israele, l’UE e tutto il campo imperialista e bellicista sono solo trucchi malevoli per prendere tempo e poi attaccare senza alcun riguardo per il diritto internazionale, che ormai sappiamo “vale fino a un certo punto”. Lo stesso schema abbiamo visto nelle trattative che hanno preceduto la crisi ucraina del 2022 quando hanno fatto fallire le trattative per risolvere il conflitto nel Donbass che perdurava fin dal colpo di stato nazista del 2014. Lo stesso schema vediamo ripetersi ai danni del popolo palestinese, ingannato da decenni sul miraggio di avere uno stato riconosciuto e protetto contro l’espansionismo sionista.

Ciò svela definitivamente che la forza militare Usa e Israeliana non è e non è mai stata una difesa contro le minacce esterne, ma solo la più aggressiva macchina che minaccia tutti i popoli del mondo

FERMIAMOLI

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COMUNICATO CONGIUNTO PCI – PC

COMUNICATO CONGIUNTO PCI – PC

Comunicato congiunto

Nella giornata di domenica 1 febbraio, a Bologna, si è tenuto il preannunciato incontro tra componenti della Segreteria Nazionale  del Partito Comunista Italiano e dell’Ufficio Politico del Partito Comunista, unitamente a dirigenti della Federazione Giovanile Comunista Italiana e della Federazione Gioventù Comunista.

Un incontro importante, nel corso del quale i partecipanti si sono confrontati in termini generali su molteplici questioni attinenti al contesto internazionale e nazionale.
Un incontro al quale si è convenuto di dare continuità, approfondendo il merito delle stesse anche con specifiche iniziative.

Bologna, 1 febbraio 2026

Partito Comunista Italiano
Partito Comunista
Federazione Giovanile Comunista Italiana
Federazione Gioventù Comunista

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