Buona la prima. 21mila firme, lista presentata nell’80% delle regioni

Buona la prima. 21mila firme, lista presentata nell’80% delle regioni

Da poche ore i delegati del Partito Comunista hanno terminato la consegna delle liste e delle firme raccolte – oltre 20 mila – nelle diverse sedi regionali e circoscrizionali. Complessivamente la nostra lista sarà presente nell’80% delle regioni italiane (16 su 20, ad eccezione di Valle d’Aosta, Trentino, Veneto, Friuli). Nelle prossime ore pubblicheremo i dati definitivi di Camera e Senato, appena ottenuta l’ufficialità da parte degli uffici elettorali.

Si tratta di un risultato largamente positivo, che evidenzia la crescita del radicamento e il rafforzamento del Partito. Un lavoro enorme, di poche settimane per cui vogliamo ringraziare i nostri militanti che giorno e notte sono stati impegnati nelle strade e nella raccolta porta a porta delle sottoscrizioni, i tanti sostenitori che con la loro firma hanno permesso questo risultato. Un ringraziamento particolare va ancora una volta al contributo generoso e instancabile dei giovani del Fronte della Gioventù Comunista, senza i quali quest’impresa sarebbe stata semplicemente impossibile. Sono loro la grande forza della ricostruzione comunista in Italia.

In diverse delle regioni dove non saremo presenti il risultato è mancato di poco, spesso per difficoltà legate al reperimento degli autenticatori ai banchetti e delle certificazioni. Ringraziamo anche i militanti di quelle regioni per il lavoro svolto che non andrà perduto, con decine di nuovi simpatizzanti conquistati, che costituiscono un terreno prezioso da cui partire già da domani per rafforzare la costruzione del Partito.

Adesso si parte, a testa bassa. Resta meno di mese dal voto, dobbiamo mettercela tutta, per rompere la censura mediatica, per far conoscere a tutti i lavoratori il nostro programma, il nostro partito.

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Rizzo (Pc): «Fca raddoppia utili sulla pelle dei lavoratori»

Rizzo (Pc): «Fca raddoppia utili sulla pelle dei lavoratori»

«Marchionne esulta per aver quasi raddoppiato gli utili di FCA, ma è un risultato costruito sulla pelle di migliaia di lavoratori» – così Marco Rizzo del Partito Comunista (PC) – «Il modello Marchionne, sperimentato anni fa in Fiat e apripista di una nuova stagione di politiche anti operaie, si fonda sullo sfruttamento selvaggio dei lavoratori, l’attacco ai contratti collettivi nazionali con la contrattazione aziendale utilizzata come leva per imporre la riduzione dei diritti. Un modello che impone precarietà e condizioni sempre peggiori con l’appello alla “produttività”. Ma i volumi di produzione calano mentre in Italia si ricorre alla cassa integrazione e al lavoro in somministrazione. Pochi mesi fa 530 lavoratori FCA di Cassino venivano licenziati con un Sms. I lavoratori stanno peggio, i profitti aumentano. Non è un paradosso, ma il risultato dello sfruttamento che aumenta. FCA avrà anche raddoppiato i profitti, ma i lavoratori non hanno nulla per cui esultare».

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Rizzo (Pc): «De Magistris e Delrio contro i lavoratori, noi al fianco di chi sciopera»

Rizzo (Pc): «De Magistris e Delrio contro i lavoratori, noi al fianco di chi sciopera»

«Il Partito Comunista è al fianco dei lavoratori della Samir, che oggi a Napoli hanno dato un importante esempio di lotta» – così Marco Rizzo, leader del PC, sullo sciopero dei lavoratori della ditta di pulizie dell’ANM – «Se dei lavoratori in sciopero arrivano a bloccare il trasporto di una città, è perché sono giunti a una esasperazione tale da giustificare uno scontro portato a questi livelli. La Samir ha 5 milioni di euro arretrati non pagati, quanti di quelli che oggi condannano lo sciopero sono disposti a vivere senza stipendio? È vergognoso che De Magistris parli di “tolleranza zero” e definisca uno sciopero dei lavoratori “un atto criminale”, con una posizione indistinguibile da quella del Ministro dei Trasporti Delrio. La finta sinistra che dovrebbe essere “alternativa” al PD si unisce alla crociata contro il diritto di sciopero utilizzando gli stessi argomenti, noi no. Quando i lavoratori lottano per i loro diritti, noi comunisti sappiamo bene da che parte stare».

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Rizzo (PC) su rapporto Oxfam: «Per questo nostre idee attuali, altro che flat tax»

Rizzo (PC) su rapporto Oxfam: «Per questo nostre idee attuali, altro che flat tax»

«Il paradosso di oggi è che mentre si cerca di bollare i comunisti come una forza anacronistica e del passato, sono i dati a mostrare sempre più l’attualità delle nostre idee» – ha affermato Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista – «Il rapporto Oxfam ci ricorda che l’1% della popolazione mondiale continua a possedere quanto il restante 99%. In Italia il 20% più ricco detiene il 66% della ricchezza nazionale, l’1% più ricco possiede 240 volte quanto il 20% più povero. Mi sembrano ragioni più che attuali per essere comunisti oggi, contro un sistema che concentra la ricchezza in pochissime mani e condanna la stragrande maggioranza della popolazione a povertà e ingiustizie. Altro che flat tax: serve tassare con forte progressività i grandi patrimoni milionari, un sistema fiscale che faccia pagare a chi può pagare, e non ai lavoratori e ai piccoli commercianti e artigiani».

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TURCHIA LIBERI IMMEDIATAMENTE IL SEGRETARIO DEL TKP

TURCHIA LIBERI IMMEDIATAMENTE IL SEGRETARIO DEL TKP

Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC) sull’arresto e l’incarcerazione del leader dei comunisti turchi.

«Ieri un tribunale turco ha condannato Kemal Okuyan, segretario del Partito Comunista di Turchia (TKP), a 11 mesi di carcere, ufficialmente per aver “insultato” il Presidente Erdoğan. Denunciamo quello che riteniamo essere un evidente tentativo di repressione dell’attività politica dei comunisti da parte di un governo, quello turco, la cui deriva autoritaria è sempre più evidente. Chiediamo l’immediata scarcerazione di Okuyan ed esprimiamo la solidarietà del Partito Comunista ai comunisti turchi, che oggi fronteggiano la reazione e il fondamentalismo, lottando per la laicità, per il progresso e per il socialismo».

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Nuove adesioni al Partito Comunista

Nuove adesioni al Partito Comunista

In queste ore decine e decine di adesioni di singoli militanti, e centinaia di contatti di simpatizzanti, stanno rafforzando la costruzione del Partito in tutta Italia. Lavoratori e lavoratrici, giovani, quadri sindacali stanno dando la loro disponibilità a sostenere la lista del Partito Comunista alle elezioni, aiutando concretamente nella raccolta delle firme. Molte le adesioni provenienti dalle altre formazioni comuniste, stanchi dell’ennesimo passo indietro sulla ricostruzione comunista.
Nei giorni scorsi la federazione di Trapani del PRC, la sezione del PCI di Capoterra (Cagliari) e la sezione del PRC di Gaeta (Latina) hanno ufficializzato il loro passaggio al Partito Comunista. Pubblichiamo alcuni stralci dei loro comunicati:
«Nonostante le forze e l’energia profusa da tutti i militanti della federazione, nello sviluppo e la crescita della federazione provinciale di PRC di Trapani, ci rendiamo ormai conto che la strada percorsa fino ad oggi non è più praticabile,  che agire da comunisti adesso significa sostenere il processo di ricostruzione ed identificazione  di un forte Partito Comunista nel nostro paese e non compromettersi più, pur se con buona fede dei militanti, su principi nobili e coraggiosi,  in alleanze con forze della così detta “sinistra” che tradiscono da decenni le aspettative del popolo lavoratore».
«Siamo la Sezione di Capoterra Cagliari, ma qui annunciamo una lunga serie di adesioni, che dopo una esperienza  umiliante per i Comunisti in Sardegna , sa e saprà ritrovare l’orgoglio di sentirsi e di agire da Comunisti» I compagni sardi criticando la scelta del loro partito di dare vita ad una lista elettorale comune a sinistra hanno chiesto l’iscrizione al PC. «Non rinunciamo al nostro sogno di ricostruire la forza nella classe operaia nel nostro paese e quindi vi chiediamo di poter militare nel PARTITO COMUNISTA  l’unico che non si vergogna di presentarsi alle elezioni con il suo nome e le sue bandiere»
«Da molto tempo ormai il nostro dissenso nei riguardi delle scelte operate dalla dirigenza nazionale di Rifondazione è netto e sempre più incolmabile – hanno dichiarato i compagni di Gaeta –  Una linea ondivaga e opportunista caratterizzata da accordi elettorali posticci a sostegno di soggetti che non ci rappresentano, gli ultimi dei quali solo in ordine di tempo sono stati “Rivoluzione Civile” e “L’Altra Europa con Tsipras”. Accordi fallimentari e al ribasso sottoscritti in una posizione di subalternità anteponendo a tutto il disperato tentativo di ottenere nuove rappresentanze istituzionali attraverso l’abiura sistematica dell’identità e dell’autonomia dei Comunisti». 
L’Ufficio Politico del Partito Comunista saluta le nuove adesioni, ringrazia i compagni per la fiducia e la scelta coraggiosa e importante. Da oggi si parte più forti e più uniti, non solo per queste elezioni, ma anche e soprattutto per il grande lavoro di costruzione del Partito e di impulso alle lotte sociali che ci attende.

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Alitalia, Rizzo (PC): «No alla svendita, nazionalizzare subito»

Alitalia, Rizzo (PC): «No alla svendita, nazionalizzare subito»

«La svendita di Alitalia sarebbe l’epilogo di una gestione parassitaria dell’azienda e l’ennesimo attacco ai lavoratori» – così Marco Rizzo del Partito Comunista sulle indiscrezioni circa la disponibilità di Lufthansa ad acquistare Alitalia per 300 milioni – «Già si parla di ridurre i diritti del personale di volo come precondizione dell’acquisto, mentre la compagnia tedesca chiarisce che dovrà essere l’Italia a occuparsi del risanamento. Non è tollerabile pensare a nuove iniezioni di denaro pubblico per risanare Alitalia per poi consegnarla a Lufthansa già infiocchettata. L’unica soluzione per Alitalia è la nazionalizzazione, con una gestione diretta di tutte le scelte aziendali da parte dei lavoratori. Ogni altra strada significa socializzare le perdite, frutto di parassitismo e incompetenza dei manager, scaricandole sulle spalle dei lavoratori e sulle nostre tasche, mentre i profitti continueranno a essere privati».

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Il tempo è adesso: uniti per il Partito Comunista

Il tempo è adesso: uniti per il Partito Comunista

Poco meno di un mese fa il Partito Comunista ha annunciato l’intenzione di correre alle elezioni politiche 2018. Da quel giorno abbiamo ricevuto centinaia di messaggi di sostegno, proposte di aiuto attivo e concreto, adesioni militanti al nostro progetto. Ringraziamo tutti e continueremo in questi giorni a mettervi in contatto con i nostri referenti locali.

Seguendo gli sviluppi di queste ore della discussione nelle formazioni comuniste e le scelte operate dai gruppi dirigenti,  spesso nonostante ampie contrarietà della base di quei partiti, vogliamo fare un ulteriore appello ai compagni e alle compagne a prendere atto delle scelte operate e mobilitarsi per sostenere attivamente il Partito Comunista a partire dalla campagna per le elezioni 2018.

La decisione di Rifondazione Comunista e del Partito Comunista Italiano di aderire alla lista comune di sinistra, Potere al Popolo, sono la prova che la strategia di questi partiti si muove in una direzione opposta e inconciliabile rispetto alla ricostruzione comunista. Come più volte abbiamo sostenuto in questi anni, la questione comunista è questione di scelte strategiche, non di semplici proclami unitari, privi di chiarezza ideologica e di prospettiva politica.

La lista unitaria della sinistra radicale ha come propri modelli Podemos, Syriza e i movimenti post-comunisti. E’ saldamente ancorata al riferimento internazionale del Partito della “Sinistra Europea”, movimento costruito da Bertinotti, che sta operando per lo scioglimento e la trasformazione dei partiti comunisti in forze genericamente di sinistra, che accetta il sistema capitalistico, l’Unione Europea, che grazie alla sua prospettiva è direttamente responsabile del massacro sociale in Grecia. In alcuni casi addirittura la confusione è tale che si guarda persino al partito laburista inglese di Corbyn, all’opposizione di sua maestà!

Dentro il solco della “Sinistra Europea” non è possibile alcuna ricostruzione comunista. Chiunque nella storia dei comunisti in Italia abbia rinunciato al simbolo della falce e martello e sostenuto la necessità di costruire fronti più ampi, dalla Bolognina in poi è andato nella direzione del superamento della questione comunista, che è la questione dell’emancipazione dei lavoratori dallo sfruttamento capitalistico e della costruzione del socialismo.

Non fatevi ingannare ancora una volta! La ricostruzione comunista non passerà per l’ennesimo annacquamento in una lista comune, più radicale delle precedenti solo per scelta dei partiti istituzionali, oggi in Liberi e Uguali, che hanno “scaricato” il Brancaccio e quanti erano già pronti a salirvi su, ma che porta le medesime contraddizioni di fondo, che già stanno intaccando le parti più genuine persino di quel movimento.

La ricostruzione comunista passa per un’altra prospettiva. Per le scelte di quanti coerentemente e tra mille difficoltà stanno portando avanti quel processo di ricostruzione di un campo autonomo e indipendente dei comunisti.

Come abbiamo già dichiarato, facciamo della lista del Partito Comunista la lista aperta al contributo di tutti i comunisti che non vogliono rassegnarsi e consegnarsi all’ennesimo progetto fallimentare e rinunciatario. Le scadenze imposte dalla presentazione delle liste sono rigide, il tempo è poco. Ma il rafforzamento unitario del processo di ricostruzione comunista, vale più di tutto. Il PC è pronto a valorizzare in ogni modo possibile i contributi individui e collettivi dei compagni che vorranno unirsi e sostenere la causa comunista, dimostrando nei fatti e non a parole la volontà reale di aprire un processo unitario, nella direzione da tempo indicata dal nostro Partito.

Il tempo è adesso: uniti per il Partito Comunista.

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Bombe in Yemen, Rizzo (PC): «Italia complice di un genocidio»

Bombe in Yemen, Rizzo (PC): «Italia complice di un genocidio»

«L’inchiesta del New York Times apre un vaso di Pandora in parte già noto» – così Marco Rizzo del Partito Comunista (PC) – «L’Italia ha fornito 40 milioni di euro in armi e bombe all’Arabia Saudita, di fatto un sostegno alla guerra contro lo Yemen. La Farnesina si giustifica citando il diritto internazionale e l’assenza di un embargo internazionale contro l’Arabia Saudita, ma la nostra legge vieta di vendere armi a paesi in guerra. È evidente che l’interesse viene prima di tutto, un paese serio non cercherebbe alibi ma sospenderebbe la produzione negli stabilimenti RMW in Italia iniziando un processo di riconversione industriale, cessando ogni flusso di armi verso l’Arabia Saudita e ogni forma di sostegno anche economico. Invece si preferisce cercare giustificazioni. L’Italia in Yemen è complice di un genocidio».

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RIZZO (PC): «NO A REDDITO DI CITTADINANZA, SI PARLI DI LAVORO E SALARIO»

RIZZO (PC): «NO A REDDITO DI CITTADINANZA, SI PARLI DI LAVORO E SALARIO»

«Ora che anche Berlusconi propone il reddito di cittadinanza il cerchio si chiude» – così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC) – «Una proposta già cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, fatta propria anche da molti a sinistra, tutti con forme diverse ma stessa sostanza. Da comunisti non ci ha mai convinto. Le nostre proposte contro povertà e disoccupazione sono altre: istituzione di un salario minimo intercategoriale, una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario che permetta di lavorare meno, e soprattutto lavorare tutti. Il reddito di cittadinanza o di dignità, che saranno gli stessi lavoratori a pagare con le tasse, è una redistribuzione di ricchezza dai poveri ai poverissimi, che fa molto comodo alle grandi imprese, a cui servono consumatori per le loro merci. Ma per i lavoratori non basta una misura che renda tollerabile una situazione di precarietà; servono stabilità e sicurezza per il futuro».

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ILVA. RIZZO (PC): «CALENDA E EMILIANO PRENDONO IN GIRO GLI OPERAI»

ILVA. RIZZO (PC): «CALENDA E EMILIANO PRENDONO IN GIRO GLI OPERAI»

«Il teatrino ridicolo che si sta consumando fra Calenda e Emiliano è l’ultimo atto di una gestione malata del caso ILVA» – così Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista (PC), candidato alle prossime elezioni – «Mentre Governo e Regione Puglia si rimpallano accuse e minacce, si permette ad Arcelor e Marcegaglia di fare enormi guadagni sulla pelle degli operai. Prima gli si regala la più grande industria siderurgica di tutta Europa, e poi si accetta supinamente un piano industriale che prevede ben 4000 esuberi su 14.000 dipendenti. I lavoratori e i cittadini di Taranto non possono tollerare oltre. Serve l’immediata nazionalizzazione dell’ILVA e il suo affidamento ai lavoratori, iniziare seriamente le bonifiche e i lavori di copertura del parco minerario».

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