Congratulazioni al compagno Miguel Díaz-Canel. Viva Cuba socialista!

Congratulazioni al compagno Miguel Díaz-Canel. Viva Cuba socialista!

All’attenzione di:

S.E. Miguel DIAZ-CANEL Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba

A nome del Partito Comunista (Italia), dei suoi dirigenti e dei suoi militanti, sono lieto di esprimerLe le più sincere congratulazioni per l’elezione a Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, alla guida dell’eroico popolo di un paese che è sempre stato un baluardo inflessibile di resistenza all’imperialismo.

Il nostro Partito conosce bene ed apprezza gli innegabili successi del socialismo nel Vostro paese. Nonostante il protrarsi dell’infame embargo e i reiterati tentativi dell’imperialismo statunitense di destabilizzare e rovesciare il socialismo, Cuba ha saputo resistere, svilupparsi e diventare un paese d’avanguardia per giustizia sociale e sviluppo della cultura, della scienza al servizio dell’uomo e del benessere del popolo, grazie alla saggia guida dei compagni Fidel Castro e Raul Castro e del Partito Comunista. Di Cuba apprezziamo anche il generoso impegno internazionalista a sostegno dei movimenti di liberazione e dei paesi che non si vogliono arrendere alle pretese predatorie dell’imperialismo.

Nel ribadire che il Partito Comunista (Italia) è sempre stato e sempre sarà al fianco di Cuba socialista, continueremo a fare quanto nelle nostre forze per lo sviluppo di relazioni di amicizia, cooperazione e collaborazione tra Cuba e l’Italia.

Le porgo, quindi, compagno Presidente, i più fraterni auguri di successo nell’espletamento del Suo mandato presidenziale e di nuove conquiste e vittorie nell’interesse del popolo cubano, proseguendo lungo la via tracciata dal Comandante Fidel e dalla Rivoluzione, fino alla vittoria definitiva del socialismo.

Roma, il 19/04/2018

PARTITO COMUNISTA (ITALIA)

Il Segretario Generale

Marco Rizzo

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MARCO RIZZO (PC): «SIRIA, UTILE RICORDARE A GENTILONI CHE L’ITALIA NON È UNA PORTAEREI AMERICANA. Il NUOVO PARLAMENTO ALLA PROVA»

MARCO RIZZO (PC): «SIRIA, UTILE RICORDARE A GENTILONI CHE L’ITALIA NON È UNA PORTAEREI AMERICANA. Il NUOVO PARLAMENTO ALLA PROVA»

Dichiarazione del segretario del Partito Comunista, Marco Rizzo:

La vile aggressione alla Siria da parte degli Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, dimostra la totale violazione del diritto internazionale dello stesso capitalismo globalizzato. Adesso la parola spetta al nuovo Parlamento italiano. Il PD con Gentiloni non stupisce, continua infatti a stracciare la Costituzione consentendo l’uso delle basi e fornendo l’appoggio logistico in queste azioni. Domani nell’aula del Senato sentiremo se qualcuno, tra i nuovi eletti, avrà il coraggio di riconoscere la totale mancanza  di prove su quella che è stata una vera e propria provocazione sull’uso delle armi chimiche per scatenare un attacco terroristico contro la Siria, ma soprattutto di ricordare che l’Italia non è una portaerei americana e che l’anacronistica e offensiva alleanza  della NATO deve uscire dal nostro Paese.

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Sulla criminale aggressione imperialista alla Siria

Sulla criminale aggressione imperialista alla Siria

Alle 03.55 di sabato 14 aprile, l’ignobile attacco contro la Siria, annunciato nei giorni scorsi, è stato sferrato senza attendere nemmeno il parere della commissione di esperti internazionali dell’UNOPCW in merito all’impiego di armi chimiche. Le forze aeronavali di USA, Francia e Gran Bretagna hanno bombardato obiettivi militari e civili in Siria con oltre 100 missili Tomahawk, la cui maggior parte è stata abbattuta dalla difesa contraerea siriana. La campagna mediatica, imperniata nuovamente attorno all’indimostrato utilizzo delle armi chimiche, è servita a preparare l’opinione pubblica mondiale a questo nuovo attacco. Esattamente come l’anno scorso, quando con lo stesso pretesto venne bombardata la base militare siriana di Shayrat, salvo poi scoprire che l’utilizzo di armi chimiche fu responsabilità dei cosiddetti ribelli dell’opposizione islamista, finanziata dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dai Paesi del Golfo. È accertato che, dal 2012 ad oggi, solo le organizzazioni terroristiche che combattono contro il governo siriano hanno usato sostanze chimiche contro popolazione siriana.

Come nel caso delle inesistenti “armi di distruzione di massa” in Iraq, delle false fosse comuni in Libia, ancora una volta gli imperialisti americani ed europei ricorrono alla menzogna per demonizzare l’avversario e giustificare l’intervento militare contro il popolo siriano, con il coinvolgimento delle principali testate giornalistiche italiane in questa scia di falsità propagandistiche.

La lotta fra centri imperialisti interessati al dominio della regione mediorientale nel quadro di una nuova spartizione del mondo, per la supremazia geo-strategica e il controllo di mercati, materie prime, energia e vie di comunicazione, aggrava quotidianamente il rischio di allargamento del conflitto. Questo attacco, attuato in totale violazione addirittura delle stesse norme del diritto internazionale borghese, dimostra come lo scontro imperialista in Siria si stia progressivamente trasformando da una guerra condotta per procura in un confronto diretto di tutte le forze che hanno interessi economici e strategici nella regione.

Lo scontro politico, economico e militare tra centri imperialisti è sempre più profondo e sono i popoli a pagarlo. La Siria è solo uno dei terreni dello scontro tra potenze imperialiste dagli esiti e dagli assetti quanto mai variabili.

Questo attacco si aggiunge a quelli perpetrati dall’esercito israeliano nelle ultime settimane e conferma un comune impegno di sionisti e imperialisti per salvare ciò che rimane delle organizzazioni terroristiche islamiche, create e sostenute dagli USA in questi anni con l’intento di rovesciare il governo siriano e smembrare il paese.

Il Partito Comunista, rinnovando la propria solidarietà al popolo e ai comunisti siriani, chiama alla mobilitazione antimperialista le masse popolari italiane, affinché l’Italia non solo non partecipi direttamente ad operazioni militari in Siria, ma non conceda l’uso delle basi militari in territorio italiano agli aggressori imperialisti.

Nessun sostegno diretto o indiretto agli assassini imperialisti!

Il Partito Comunista difende il diritto all’autodeterminazione dei popoli. Il futuro della Siria può essere deciso solo dal popolo siriano che ha già saputo sconfiggere i criminali oscurantisti dell’ISIS. Il Partito Comunista sosterrà la lotta del popolo siriano per sventare anche questo nuovo, vile attacco dell’imperialismo americano ed europeo.

Gli imperialisti dovranno pagare caro anche per questo loro ennesimo crimine!

Il Partito Comunista chiama i lavoratori e gli strati popolari a lottare contro la guerra imperialista, costituendo un vasto movimento di lotta per l’uscita immediata e unilaterale del nostro paese dalla NATO e la chiusura di tutte le basi militari Nato e statunitensi in Italia.

Fuori l’Italia dalla NATO! Fuori la NATO dall’Italia!

Giù le mani dalla Siria!

PARTITO COMUNISTA (ITALIA)
FRONTE DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA

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Per un 25 aprile di classe a Milano

Per un 25 aprile di classe a Milano

Il Partito Comunista organizzerà, in occasione del 25 aprile a Milano, una grande conferenza pubblica sul tema della Resistenza. Crediamo sia necessario un momento di dibattito pubblico per raccontare la lotta partigiana inquadrandola nel corretto contesto di lotta per una società diversa, contro le tante mistificazioni e gli attacchi che dal dopo guerra ad oggi hanno tentato di travisare questa storia, di criminalizzare l’esperienza partigiana o di sminuirne i suoi contenuti e gli ideali.

Ne parleremo con il Segretario Generale Marco Rizzo e lo storico Alessandro Barbero, con Lorenzo Lang, segretario del Fronte della Gioventù Comunista e Argante Bocchio, combattente partigiano. Affronteremo dunque il tema della Resistenza da tanti punti di vista, quello preziosissimo di chi l’ha combattuta realmente, quello storico e politico analizzando ciò che la Resistenza effettivamente ha rappresentato per il movimento dei lavoratori e delle classi oppresse nella storia d’Italia, quali insegnamenti ci lascia per continuare nella nostra lotta.

La conferenza si terrà a partire dalle 17.00 del 25 aprile presso l’aula magna dell’ ITCS Schiaparelli-Gramsci in via Luigi Settembrini, 4  a Milano.

Questo per noi, però, non sarà l’unico appuntamento della giornata: alcune ore prima alle 14.00 ci incontreremo con i nostri militanti e tutti coloro che vorranno partecipare al Piazzale del Cimitero Maggiore (Musocco), per portare una corona di fiori e rendere omaggio al sacrificio di tanti partigiani, spesso giovanissimi, che hanno dato la vita per un’Italia differente.

Invitiamo tutti i compagni, gli antifascisti e tutti coloro che vogliono scoprire una lettura dell’esperienza partigiana che indaghi il contesto di classe, il grande contributo del PCI e inquadri quell’esperienza di lotta all’interno del movimento più generale dei lavoratori per la giustizia sociale, a partecipare alle nostre iniziative, a farsi carico della grande eredità d’ideali e di lotta che la guerra di Liberazione ci tramanda fino ad oggi.

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I partiti comunisti europei condannano l’aggressione imperialista contro la Siria

I partiti comunisti europei condannano l’aggressione imperialista contro la Siria

La seguente dichiarazione comune è stata sottoscritta da 28 partiti comunisti d’Europa, riuniti in questi giorni all’European Communist Meeting di Bruxelles, contro la prospettiva di una nuova aggressione imperialista ai danni del popolo siriano.

“I Partiti Comunisti che si sono riuniti l’11 Aprile a Bruxelles condannano l’escalation dell’aggressività imperialista e lo sviluppo della situazione in Siria e nella regione, dopo l’annuncio del Presidente degli USA Donald Trump di nuovi bombardamenti in Siria con il pretesto dell’utilizzo di armi chimiche, che gli USA hanno già compiuto più volte in passato. Il pericolo di una guerra generalizzata è sempre più in crescita.

I Partiti Comunisti esprimono la loro solidarietà internazionalista al popolo siriano e agli altri popoli della regione e si rivolgono alla classe lavoratrice e alle forze popolari per rinforzare la lotta contro gli interventi imperialisti e le guerre. Contro la Nato, gli Usa e l’Unione Europea.

I popoli non devono versare nemmeno una goccia di sangue per gli interessi dei gruppi monopolistici, nel conflitto per il controllo delle risorse energetiche, per le vie di trasporto e per il controllo dei mercati e per la distribuzione delle sfere di influenza.

I popoli devono avere il diritto di vivere in pace e di pretendere una società libera dalle guerre, dalle crisi, dalla povertà e lo sfruttamento.”

 

Elenco dei partiti che hanno sottoscritto l’appello (in ordine alfabetico secondo la denominazione inglese del paese d’origine):

Partito del Lavoro d’Austria (PdA)
Partito Comunista di Bulgaria (KPB)
Partito Socialista dei Lavoratori di Croazia (SRP)
Partito Progressista dei Lavoratori di Cipro (AKEL)
Partito Comunista dei Lavoratori di Finlandia (KT)
Partito Comunista Rivoluzionario di Francia (PCRF)
Partito Rivoluzionario dei Comunisti (Francia)
Partito Comunista di Grecia (KKE)
Partito dei Lavoratori Ungherese (Munkaspart)
Partito dei Lavoratori (Irlanda)
Partito Comunista (PC- Italia)
Partito Socialista di Lettonia (LSP)
Partito Comunista di Lussemburgo (KPL-PCL)
Partito Comunista di Norvegia (NKP)
Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NPCN)
Partito Comunista di Polonia (KPP)
Partito Socialista Romeno (PSR)
Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF)
Partito Comunista Operaio Russo (RKRP)
Partito Comunista dell’Unione Sovietica (KPSS)
Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Partito Comunista di Svezia (SKP)
Partito Svizzero del Lavoro (PdAS-PST)
Partito Comunista di Turchia (TKP)
Partito Comunista di Ucraina (KPU)
Unione dei Comunisti di Ucraina
Nuovo Partito Comunista Britannico (NCPB)
Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia (NKPJ)
 

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No alla guerra imperialista in Siria

No alla guerra imperialista in Siria

La Siria sta per essere attaccata. Un copione già visto, molto simile a ciò che avvenne 15 anni fa con l’invasione dell’Iraq. Anche allora si parlò di armi chimiche poi rivelatisi inesistenti, di un dittatore da cacciare via per portare la libertà e la democrazia in quel paese, per giustificare un vero e proprio crimine internazionale, un’aggressione che scavalcò persino la “legittimità” dell’ONU. Una guerra per il petrolio, che ha causato più di mezzo milione di morti, destabilizzando un’intera regione consegnandola nelle mani dei fondamentalisti islamici.

Oggi si parla di nuovo dell’utilizzo di armi chimiche da parte dell’esercito siriano del governo di Bashar al Assad. Un’accusa già lanciata dai paesi della NATO già dal 2014, e poi nel 2017 (esattamente un anno fa), mai dimostrata da prove concrete e che tutt’oggi appare inverosimile, perché un esercito che sta già vincendo la guerra contro i jihadisti, come quello di Assad, non ha nessuna convenienza militare, strategica né tantomeno politica nell’utilizzare armi chimiche contro i civili, con l’unico risultato di fornire il pretesto per un’invasione che gli USA e i paesi della NATO aspettano da tempo. Già anni fa diverse inchieste giornalistiche, fra cui quella del premio Pulitzer Seymour Hersh, dimostrarono che ad utilizzare le armi chimiche in Siria non è l’esercito di Assad, ma le formazioni dei “ribelli” e jihadisti, con il preciso intento di provocare un intervento militare dei paesi NATO e UE in loro sostegno. Non a caso, la Siria ha ufficialmente e nuovamente invitato l’ONU, la cui apposita commissione è già presente in Siria, a un’ulteriore indagine per accertare le effettive responsabilità.

La scorsa notte, gli Stati Uniti hanno proposto la sua sostituzione con una commissione con meccanismi diversi da quelli dell’attuale diritto internazionale. Il veto della Russia è stato riportato in Italia con titoli fuorvianti che parlano del “No di Mosca a inchiesta ONU”: un’informazione tutt’altro che oggettiva e neutrale, ma distorta da chi ha il preciso intento di trascinare l’Italia in guerra col consenso dell’opinione pubblica.

Il Partito Comunista condanna con forza la campagna mediatica lanciata in Italia a reti unificate dai principali mezzi di informazione, con la complicità di noti personaggi pubblici e dello spettacolo come Saviano, Boldrini, Littizzetto, Fabio Volo e molti altri. Una campagna propagandistica che ha l’evidente obiettivo di preparare l’opinione pubblica del nostro paese ad accettare un intervento militare in Siria, proprio mentre il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncia nuovi bombardamenti contro l’esercito siriano.

In guerra la prima a morire è sempre la verità. Questo è particolarmente evidente oggi nel conflitto siriano, in cui allo scontro fra diversi centri imperialisti, che si contendono l’egemonia e il controllo delle risorse in Siria, corrispondono altrettante versioni dei fatti, in cui anche la propaganda di guerra assume le caratteristiche di un fuoco incrociato in cui la verità è sempre più difficile da riconoscere. Una propaganda di guerra che, nel nostro caso, non si fa scrupoli nell’utilizzare nel modo più subdolo i morti innocenti causati dall’imperialismo, inclusi i bambini, per giustificare una guerra che causerebbe altre decine di migliaia di morti.

Il Partito Comunista condanna con forza la prospettiva di un nuovo intervento imperialista in Siria, e considera scellerata ogni forma di sostegno dell’Italia a una guerra voluta dai grandi monopoli, ma che saranno i popoli e i lavoratori a pagare. Non una base, non un soldato devono essere messi a disposizione dall’Italia per una nuova guerra in Siria. Siamo pronti a mobilitarci in difesa della pace, contro l’imperialismo e la prospettiva di un coinvolgimento del nostro paese in un’aggressione alla Siria. Fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia.

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Delegazione dell’Iniziativa Comunista Europea in Palestina

Delegazione dell’Iniziativa Comunista Europea in Palestina

Una delegazione dell’Iniziativa Comunista Europea ha fatto ritorno in questi giorni dalla Palestina, dove ha tenuto una serie di importanti incontri con le autorità palestinesi e le organizzazioni comuniste e operaie, per rafforzare la solidarietà internazionale con la lotta del popolo palestinese. La delegazione guidata dall’eurodeputato greco Sotiris Zarianopoulos ha visto la partecipazione anche di un compagno della commissione internazionale del Partito Comunista.

Nonostante qualche problema alla frontiera con le autorità israeliane –  che nella prima giornata ha comportato l’annullamento di alcuni incontri a causa dei ritardi – la delegazione dell’iniziativa comunista europea ha incontrato a Ramallah una delegazione del Partito Comunista Palestinese, Rabé Barghouti, Capo del Protocollo dell’Autorità Nazionale Palestinese, l’avvocato Uri Davis, docente universitario emerito e notissimo avvocato difensore dei diritti civili dei palestinesi, membro del Partito Fatah e deputato all’Assemblea Nazionale Palestinese.

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Nel secondo giorno di attività la delegazione si è spostata a Hebron dove ha potuto costatare la presenza di numerosi insediamenti israeliani nel territorio palestinese e incontrare a pranzo con alcuni ministri del governo palestinese. I delegati comunisti hanno visitato Betlemme e il campo profughi di Aida.

Nell’ultima giornata i compagni europei hanno avuto un incontro con i rappresentanti del Partito del Popolo Palestinese, e successivamente partiti per Gerico hanno avuto un lungo incontro con il governatore della regione, Majed Al-Fityani, Segretario del Consiglio Rivoluzionario di Fatah.

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L’Iniziativa Comunista Europea ha voluto manifestare la propria vicinanza alla lotta del popolo palestinese, conoscere dal vivo la situazione sviluppando iniziative di sostegno e cooperazione internazionale per denunciare l’occupazione israeliana e la violazione dei diritti del popolo palestinese. Negli stessi giorni l’Iniziativa Comunista Europea aveva pubblicato una forte presa di posizione in solidarietà con la lotta del popolo Palestinese, che pubblichiamo  integralmente tradotta.

Per la pace e la giustizia in Palestina e nel mondo, diamo una spinta verso il socialismo.

Il 2018 è iniziato come un anno buio per il popolo della Palestina. Nel contesto della inaccettabile e riprovevole decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale israeliana, i ministri israeliani stanno discutendo di come uccidere altri palestinesi. L’aiuto economico internazionale, essenziale per assicurare i bisogni fondamentali dei palestinesi, sta diminuendo drasticamente dal momento che gli Stati Uniti hanno sospeso il loro contributo. Il governo israeliano non cerca nemmeno di nascondere che sta progettando una guerra, minacciando l’intera regione con esercitazioni militari in corso ai confini di Gaza. In un paese in cui non esiste un’attività economica autonoma, Israele intensifica lo strangolamento economico dei territori palestinesi.

Che le nuvole della guerra si stiano addensando sul popolo palestinese è stato chiaramente indicato dalla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti che accetta Gerusalemme come capitale d’Israele.

Come  partiti comunisti che costituiscono l’Iniziativa Comunista Europea, condividiamo le proteste del popolo palestinese, circondato dall’imperialismo e dal collaborazionismo, sia dall’interno che dall’esterno, e dichiariamo ancora una volta che siamo fermamente uniti alla loro causa giusta, alla loro lotta per la libertà e l’indipendenza.

La giusta strada per il popolo della Palestina e per i popoli progressisti che si sono espressi in solidarietà con esso, evidenzia la necessità del pieno riconoscimento della Palestina come stato indipendente e sovrano. Crediamo che nelle condizioni attuali, una soluzione equa richieda: l’istituzione di uno Stato indipendente di Palestina entro i confini esistenti prima della guerra del 4 giugno 1967, con capitale Gerusalemme Est; l’evacuazione di tutti gli insediamenti israeliani all’interno dei territori palestinesi; l’urgente demolizione del muro che divide e rende la Palestina una prigione aperta; la realizzazione del diritto al rientro dei profughi palestinesi; l’immediata liberazione di prigionieri politici nelle prigioni israeliane.

Continuiamo a sostenere risolutamente queste richieste. Consideriamo il riconoscimento della Palestina come uno “stato osservatore non membro” delle Nazioni Unite nel novembre 2012 come discriminazione inaccettabile, e chiediamo che la Palestina sia riconosciuta come membro a pieno titolo dell’ONU con piena autorità e diritti.

D’altra parte, siamo consapevoli del fatto che la negazione del diritto internazionale e della legittimità politica è ormai diventata la principale linea di reazione, specialmente per Israele e gli Stati Uniti. Dichiarare Gerusalemme nella sua interezza come capitale di Israele mentre Gerusalemme Est è occupata, aumentando il numero di coloni illegali e incoraggiando la diffusione di tali insediamenti, abbracciando l’uso della forza come strategia indispensabile, adottando politiche che guidano la gente alla fame e alla miseria ecc. rivelano il vero carattere dell’imperialismo e il ruolo di Israele e dei suoi crimini contro il popolo palestinese e i popoli della regione.

In queste circostanze, consideriamo che le posizioni e gli appelli del movimento comunista verso popoli e movimenti, con i quali si unisce nella lotta per uno stato palestinese indipendente e sovrano entro i confini del 1967, dovrebbero estendersi al di là della richiesta di rispetto del diritto internazionale. In Medio Oriente –  quindi anche in Israele e in Palestina –  varie forme di reazione si galvanizzano a vicenda. Collaborazionismo di classe borghese, razzismo, divisioni religiose costituiscono strumenti per la perpetuazione dell’occupazione israeliana, per rafforzare la tattica del “divide et impera” e un costante intervento imperialista. Inoltre, rimane la realtà che l’imperialismo e la reazione possono essere sradicati solo dal socialismo. Un’alternativa socialista costruita sulla classe operaia può essere portata avanti attraverso la lotta dei popoli nella regione per sconfiggere gli interventi imperialisti e le politiche che seminano la discordia tra i popoli. Il rafforzamento dei lavoratori all’interno di lotte che mirano veramente a raggiungere le giuste richieste del popolo palestinese, la fine dell’occupazione e l’eguaglianza, la libertà e la pace, è l’unica strada progressista.

Come partiti che costituiscono l’Iniziativa Comunista Europea, chiediamo alla classe operaia e ai popoli di esprimere con decisione la loro solidarietà internazionalista e di sostenere il popolo palestinese nella sua lotta contro l’occupazione israeliana, contro l’imperialismo e ogni tipo di forze reazionarie e per uno stato palestinese indipendente, per una società socialista per liberare il popolo da ogni tipo di sfruttamento e repressione.

Viva la Palestina libera!
Viva l’internazionalismo proletario!
Viva il socialismo!

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Per un primo maggio di lotta, dei lavoratori e delle lavoratrici.

Per un primo maggio di lotta, dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il Partito Comunista organizzerà una manifestazione in piazza a Torino, nel centro della città in occasione del 1° maggio per porre al centro il tema del lavoro, dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici calpestati da anni di politiche antipopolari e filo-padronali. Il nostro vuole essere un segnale chiaro al nuovo governo, quale ne sia il colore politico, e allo stesso tempo una netta presa di distanza dalle dirigenze sindacali e dalle forze politiche che sono state responsabili dell’attacco ai diritti dei lavoratori.

Per la prima volta non parteciperemo al corteo tradizionale, organizzato dai sindacati confederali come presa di posizione politica netta nei confronti della direzione di quei sindacati da anni apertamente collaborazionista, corresponsabile della sconfitta storica del movimento operaio. Non sfileremo insieme a politici nazionali e locali del Partito Democratico e dei partiti della cosiddetta “sinistra” che a livello nazionale e locale hanno sostenuto e sostengono le stese politiche antipopolari che attaccano i diritti e i salari dei lavoratori. Non scendiamo in piazza ai funerali dei diritti dei lavoratori al fianco dei loro assassini.

Torino e tutta l’Italia hanno bisogno di un segnale di scossa. La vicenda Embraco, il piano di ristrutturazione preparato da Marchionne in Fiat/Fca, sono solo alcuni delle situazioni che ci dicono che il peggio non è passato. Le forze politiche vincitrici delle elezioni hanno già avuto il benestare della Confindustria, delle banche, dell’Unione Europea e oggi si preparano a proseguire le stesse politiche che i lavoratori hanno subito in questi anni.

Ci rivolgiamo ai lavoratori e alle lavoratrici, anche iscritti ai sindacati confederali, affinché abbandonino ogni illusione, smettano di legittimare dirigenze politiche e sindacali compromesse e corresponsabili. Boicottate il corteo dei confederali e manifestate con noi il primo maggio a Torino! Saranno i lavoratori, i precari, i disoccupati, vittime della feroce ristrutturazione padronale ad avere la parola dal palco della nostra piazza. Lavoratori e lavoratrici veri, che vivono quotidianamente sulla propria pelle il conflitto capitale lavoro.

Avanzare, costruire, organizzare una cellula comunista in ogni posto di lavoro, un’organizzazione sindacale di classe che faccia gli interessi dei lavoratori e non dei padroni, riannodare l’unità dei lavoratori, ricostruire la coscienza di classe e organizzare la lotta che in questi anni è stata spezzata.

Nei prossimi giorni comunicheremo i dettagli organizzativi relativi all’appuntamento del 1 Maggio.

Partito Comunista – Comitato regionale del Piemonte

 

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RIZZO: «FERMARE MARCHIONNE E CHIUSURA FCA IN ITALIA. SERVE LOTTA DEI LAVORATORI».

RIZZO: «FERMARE MARCHIONNE E CHIUSURA FCA IN ITALIA. SERVE LOTTA DEI LAVORATORI».

«Domani, venerdì 23 marzo, i militanti del Partito Comunista e i giovani del Fronte della Gioventù Comunista saranno dinnanzi alla Porta 1 di Mirafiori a Torino per sostenere la lotta dei lavoratori in sciopero contro la chiusura degli stabilimenti FCA in Italia»

Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista.

«Ci hanno detto che la società è cambiata, che non esistono più le classi sociali, invece i padroni usano sempre la vecchia ricetta: fare i soldi sulle spalle dei lavoratori. Fino a quando si trattava di prender soldi dallo Stato, Marchionne e la Fiat/Fca hanno preso a man bassa, oggi, senza restituire nulla, se ne vogliono andare alla ricerca di nuovi schiavi da sfruttare. E’ indicativo che di fronte ad una situazione del genere, che riguarda il primo gruppo economico del Paese non ci sia alcun pronunciamento dalle forze politiche che hanno vinto le elezioni, né Lega né Cinque Stelle. Tutti impegnati a dimostrare la loro finta diversità con proclami ma pronti a inginocchiarsi di fronte alle banche e ai grandi industriali. Noi comunisti – conclude la nota –  riprendiamo in mano l’unica forma di lotta possibile ed efficace: quella di classe ed internazionalista.

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MUSTILLO (PC): «SU GENOVA HA RAGIONE IL PM ZUCCA. ATTACCHI NON CAMBIANO LA VERITA’»

MUSTILLO (PC): «SU GENOVA HA RAGIONE IL PM ZUCCA. ATTACCHI NON CAMBIANO LA VERITA’»

«Non possiamo che essere d’accordo con le affermazioni del pubblico ministero Zucca. Il coro di voci critiche e addirittura le minacce di provvedimenti disciplinari non possono cambiare la verità. Dopo il G8, non solo non ci sono state rimozioni, ma la maggior parte dei responsabili dei fatti sono stati promossi all’interno delle forze di polizia e degli apparati dello Stato». Così Alessandro Mustillo, coordinatore dell’ufficio politico del Partito Comunista. «Lo stesso Gabrielli pochi mesi fa ammise che a Genova ci fu tortura e che se fosse stato in De Gennaro si sarebbe dimesso, mentre De Gennaro fu promosso ai vertici di Finmeccanica. Allo stesso modo furono promossi esponenti politici e quadri intermedi della polizia responsabili dei fatti di quei giorni. Non c’è nulla di scandaloso quindi nelle dichiarazioni di Zucca, che sono semplicemente la verità. Scandaloso semmai – conclude la nota – è il coro di critiche e minacce, che cerca solo di rimuovere una pagina vergognosa della storia recente del nostro paese».

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Giù le mani dalla Siria. Posizione del PC sull’intervento della Turchia.

Giù le mani dalla Siria. Posizione del PC sull’intervento della Turchia.

Il Partito Comunista condanna l’azione imperialista del governo della Turchia che con il pretesto della lotta al terrorismo sta conducendo da mesi operazioni militari all’interno del territorio siriano. Oggi l’esercito turco ha dichiarato di essere entrato ad Afrin, dopo giorni di combattimenti. La Siria è divenuta terra di conquista e spartizione degli imperialisti, tanto delle grandi potenze mondiali quanto di quelle regionali.

Sappiamo che la lotta al terrorismo è un mero pretesto. Il governo turco conduce la sua campagna militare contro i curdi del PYD in alleanza con cosiddetto “Esercito Libero Siriano” (FSA) che, tuttavia, è a sua volta un gruppo terrorista. In un’evidente contraddizione interna al fronte imperialista dagli sviluppi imprevedibili, gli Stati Uniti e i paesi della NATO utilizzano e sostengono sia il PYD curdo che i terroristi del FSA per destabilizzare il legittimo governo siriano in funzione del loro piano di smembramento del paese. E’ altrettanto evidente il fallimento dell’illusione del PYD di poter creare uno stato curdo alleandosi con l’imperialismo: questo ha soltanto contribuito ad assecondare il piano degli USA per dividere la Siria, a chiara testimonianza di come nessuna alleanza con gli imperialisti possa determinare alcun avanzamento reale e permanente, ma solo la compromissione delle forze popolari e la loro subalternità politica.

Il Partito Comunista (Italia) invia la propria solidarietà ai partiti fratelli della regione, in particolare al Partito Comunista Siriano che lotta sul campo di battaglia e al Partito Comunista di Turchia (TKP), che sta contrastando nel proprio paese la politica del governo turco, chiamando i lavoratori e le classi popolari a non lasciarsi ingannare e a non appoggiare le politiche imperialiste di Erdogan.

Il Partito Comunista, vigilerà sull’azione del futuro governo italiano quale ne sia il colore politico, affinché cessino le politiche di sostegno ai piani imperialisti nella regione, e si eviti qualsiasi coinvolgimento dell’Italia nelle operazioni in Siria. Insieme con i nostri partiti fratelli lavoreremo per contrastare l’emergere di conflitti nell’area del mediterraneo, il cui rischio si intensifica giorno dopo giorno.

La Siria deve essere liberata dai progetti imperialisti, dai conflitti di interessi tra le grandi potenze e le potenze fondamentaliste della regione. È il popolo siriano che lo farà. Ecco perché diciamo, giù le mani dalla Siria.

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