COMPAGNE E COMPAGNI…un contributo dai compagni del Veneto

COMPAGNE E COMPAGNI…un contributo dai compagni del Veneto

COMPAGNE E COMPAGNI

Trovandoci da tempo in un periodo delicato e molto instabile dal punto di vista politico, ideologico ed economico, assistiamo sempre pi√Ļ alla fragilit√† ed incertezza di tantissimi i compagni, che ancora una volta vengono trascinati in un crogiuolo di colori indefinibili e fuorvianti. Cos√¨ facendo,inconsapevolmente e/o consapevolmente, si porta acqua al mulino di questo capitalismo arrogante e aggressivo.

Riteniamo che non ci sia pi√Ļ la volont√†, da parte di questa classe politica, di sostenere una¬†‚ÄúDemocrazia‚ÄĚ fondata sui tanti pilastri evocati e descritti dalla nostra Costituzione.

Il contesto storico-politico porta a pensare che questo situazione sia voluta, che non si lasci libertà ai cittadini di scegliere i loro governanti, istituendo elezioni farsa, e che a livello europeo si assista ad una continua soppressione dei diritti del cittadino. La vera sovranità è oramai in mano ai poteri finanziari.

In particolare quanto sopra vale per la nostra regione, Il Veneto, dove si sommano due pesanti ‚Äúcappe‚ÄĚ ideologico-repressive: l‚Äôuna di natura clericale-cattolica dall‚Äôimmediato dopoguerra; l‚Äôaltra, prima apparentemente subordinata alla prima e poi, dagli anni del Novecento, predominante, dell‚Äôindividualismo di matrice Nord-Americana, condito in salsa locale dal famigerato ‚Äúpiccolo √® bello‚ÄĚ del Nord-Est.
A dimostrazione di ci√≤, di questo si sono nutrite prima la Democrazia Cristiana (DC), poi diventata sempre pi√Ļ dorotea; in seguito, in successione logica, la Lega (qui ancora e solo nominalmente ‚ÄúLiga Veneta‚ÄĚ).

Questo √® stato vero in passato soprattutto al di fuori della direttrice Venezia-Padova e di qualche rara ed oramai estinta area industriale o comunit√† locale, dove agivano spinte anche ‚Äúdi classe‚ÄĚ, ma a livello prevalentemente resistenziale e quasi mai propositivo di una diversa forma di organizzazione sociale.

In questo contesto la ‚ÄúSinistra storica‚ÄĚ novecentesca (segnatamente PCI e PSI, buona parte della CGIL e degli altri sindacati ‚Äúconfederali‚ÄĚ) √® sempre stata culturalmente minoritaria, incapace di elaborare almeno un proprio modello alternativo nel contesto specifico a quello proposto dai ceti dominanti veneti, a cui si √® sostanzialmente dagli anni seguenti al 1960 sottomessa. Questo √® accaduto dapprima al PSI, con il primo ‚Äúcentrosinistra‚ÄĚ, e poi, dalla met√† degli anni ‚Äô70, al Partito Comunista (PCI) locale, travolto dalla versione affaristico clientelare che qui ha avuto il ‚Äúcompromesso storico‚ÄĚ. Il quale non √® tramontato qui dopo il ‚Äúpasso indietro‚ÄĚ di Berlinguer del 1979, ma √® proseguito sostanzialmente ovunque fino alla conseguente naturale evoluzioni che da Occhetto, ci hanno portato ‚Äúnaturalmente‚ÄĚ al PD attuale. Una storia, oramai, quarantennale di gestione di sottopotere.
Questo spiega, da un lato, la ‚Äúfacilit√†‚ÄĚ con cui la stragrande maggioranza dei quadri veneti abbia assorbito ogni ‚Äúsvolta‚ÄĚ politica susseguente; dall‚Äôaltro, la disperazione inarrestabile di tanti iscritti e militanti ‚Äúdi base‚ÄĚ di fronte a tutto ci√≤. Disperazione che si √® dispersa in tanti rivoli, anche (ed in parte niente affatto minore) verso l‚Äôalimentare dal basso tanto voto operaio verso la Lega Nord.

Tutto ciò induce nel nostro sistema sociale, rassegnazione e, di conseguenza, paura.
La paura, indotta da questo sistema malato di protagonismo, porta i cittadini ad essere schiavi di un¬†servilismo come non si era pi√Ļ visto dagli inizi del 900.

Nell’attuale panorama politico nazionale e locale novelli Napoleoni, in barba ai pi√Ļ regolamentari principi democratici, cercano con ogni mezzo di sostituire la nostra Costituzione con la pretesa di assicurare a tutti maggiori diritti e libert√†, interpretandola a loro piacimento, nella speranza di avere impunit√† e potere. Questo modo di vivere ci porter√† al pi√Ļ presto a perdere la nostra identit√† di uomini liberi e pensatori, poich√© non potremo tornare indietro.

 

 

Tutto ci√≤ accade perch√© il mitico (e mitizzato, soprattutto) ‚Äúmodello Nord-Est‚ÄĚ (che era soprattutto Veneto) √® morto e non lo riporter√† in vita nemmeno l‚Äôassordante propaganda che borghesia e rinnegati vari stanno operando sulla nostra societ√†. Altro che esportazione di un ‚Äúmodello virtuoso‚ÄĚ in Italia e nel Mondo, come alcuni ancor oggi delirano.

La Storia insegna che questo modo di aggredire il sistema economico-sociale non è altro che un passo voluto per la repressione e soppressione dei diritti elementari della società civile,  costruendo a tavolino di una democrazia murata e oligarchica.

La Storia ci insegna anche come la costruzione di un modello davvero alternativo di societ√† dove prevalgano i valori di Solidariet√†, Eguaglianza, Democrazia, non possa altro che riferirsi a quanto prodotto dall‚Äôesperienza di societ√† socialista dell‚ÄôUnione Sovietica e di quei paesi che hanno tratto da essa ispirazione e sostegno, e che ancora oggi, malgrado guerre sotterranee e ¬†aperte condotte contro di essi, dimostrano la superiorit√† sociale e morale del socialismo su questo morente capitalismo, oramai in piena ‚Äúcrisi sistemica‚ÄĚ.

La Storia ci insegna anche che, se non c‚Äô√® un‚Äôalternativa di classe pronta a prendere le redini di un sistema crollato, esso imploda in un declino senza fine, come insegnano i tramonti degli Imperi di ogni epoca, a partire, per noi ‚Äúoccidentali‚ÄĚ da quello Romano.¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†Sar√†, d‚Äôoggi in poi, sempre pi√Ļ vero il motto: ‚ÄúSocialismo o Barbarie‚ÄĚ

Da queste lezioni fondanti della Storia noi traiamo la convinzione dell’assoluta necessità di ricostituire un grande Partito Comunista, qui come altrove nel mondo, che sappia risollevare l’umanità intera.
Da ci√≤ il nostro appello per cominciare a ‚Äúrifare il Partito Comunista‚ÄĚ, anche qui, nel Veneto.

Lotteremo , come abbiamo sempre fatto nel nostro paese e in ogni angolo del mondo, come hanno fatto dal dopoguerra e per 30 anni i compagni che ci hanno preceduto qui nel ‚Äúprofondo Veneto‚ÄĚ, dove la nostra presenza si¬† rende ancor oggi ancor pi√Ļ necessaria al fine di riportare ordine e uguaglianza, ritenendo che solo il¬†‚Äúlavoro‚ÄĚ, visto non come capitale economico e strumentale, ma come risorsa umana e sociale, potr√† portarci ad una societ√† migliore.
E ci impegneremo comunque affinch√© il nostro grado di elaborazione anche locale porti, assieme a tutti i ‚Äúcompagni di strada‚ÄĚ che lo vorranno condividere, ad un modello di societ√† alternativo in senso, solidale, egualitario e realmente democratico da proporre e contrapporre a quello capitalistico-finanziario, morente oggi qui come ovunque. .

Siamo sognatori???….forse sì, ma dentro di noi sappiamo che solo i sogni, che non ci ruberanno mai, ci porteranno ad avere la forza necessaria  per   conquistare un mondo migliore e veramente libero.

GIANLUCA PISTIS

ARMANDO ZENORINI

Csp-PARTITO COMUNISTA del Veneto

 

 

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