25 APRILE. MUSTILLO (PC): « PRESENZA ASS. ITALIA-UCRAINA MAIDAN A CASA CERVI È INSULTO »

25 APRILE. MUSTILLO (PC): « PRESENZA ASS. ITALIA-UCRAINA MAIDAN A CASA CERVI È INSULTO »

«Il 25 aprile è la giornata in cui si festeggia la vittoria sul nazi-fascismo nel nostro Paese, Casa Cervi è un simbolo storico della lotta antifascista e del sacrificio pagato dalla resistenza partigiana. Vedere un’iniziativa con l’associazione Italia-Ucraina Maidan in questo contesto fa ribollire il sangue. Chiediamo l’immediata cancellazione» Così Alessandro Mustillo, coordinatore dell’ufficio politico del Partito Comunista. «Mi associo alle proteste della nostra federazione di Reggio Emilia e di tutta la cittadinanza e le associazioni e i gruppi antifascisti. La presenza di un’associazione che ha sponsorizzato un golpe antidemocratico nel quale erano in prima linea gruppi neofascisti, nelle celebrazioni del 25 aprile a Casa Cervi è un intollerabile controsenso. Ricordiamo solamente la persecuzione dei comunisti e degli antifascisti, il massacro di Odessa, la guerra a cui è stata costretta la popolazione del Donbass. Il PD – conclude la nota – la smetta di utilizzare il 25 aprile per operazioni di revisionismo contrarie alla natura e allo spirito della lotta partigiana. I partigiani non hanno lottato e dato la vita per un’Italia che tradisse i diritti dei lavoratori, un’Europa che il centro propulsore delle politiche antipopolari e del revisionismo storico e della legittimazione aperta del neofascismo.

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25 APRILE. UN PASSATO DA ONORARE. UN FUTURO DA CONQUISTARE

25 APRILE. UN PASSATO DA ONORARE. UN FUTURO DA CONQUISTARE

l Partito Comunista sarà in piazza il 25 aprile nei cortei e con proprie iniziative per ricordare la vittoria sul nazifascismo, onorando il contributo vittorioso del movimento partigiano e il ruolo centrale del Partito Comunista nella sua organizzazione. Ricordare la vittoria sul fascismo non è un atto di ritualità, ma un preciso legame con la nostra storia e gli ideali di liberazione e giustizia sociale che hanno animato la lotta partigiana.
Il Partito Comunista difenderà questa memoria contro ogni attacco revisionista da parte della destra. Il revisionismo storico è oggi uno strumento potente nelle mani del nazionalismo, che mira a cancellare le responsabilità storiche dell’Italia fascista, e a diffondere una falsa coscienza storica utile agli interessi dei grandi gruppi capitalistici in questa fase.
Siamo convinti allo stesso tempo che le celebrazioni del 25 aprile non possano diventare terreno di propaganda elettorale per un centrosinistra ormai privo di qualsiasi legame con quella storia. Gli ideali che hanno animato la lotta di tanti giovani durante la Resistenza chiedevano di pari passo alla liberazione dall’occupazione nazifascista, la costruzione di una società nuova, fatta di maggiore equità e giustizia sociale.
L’Italia di oggi non è il frutto della Resistenza ma del tradimento delle sue aspirazioni di cambiamento. Per questo motivo crediamo che l’antifascismo non possa essere invocato come scusa per giustificare alleanze e opportunismi, subalternità con quei settori del centrosinistra che hanno tradito gli interessi dei lavoratori e delle classi popolari. Sconfiggere l’avanzata della destra oggi significa, lottare contro i presupposti della sua crescita, avanzare nel radicamento tra le nuove generazioni, tra i lavoratori e le classi popolari, diffondendo un’ideale di cambiamento reale della società e denunciando allo stesso tempo, l’imbroglio delle parole d’ordine della destra.
Per questa ragione diciamo: “fedeli alla nostra storia avanti fino alla vittoria”. Per questo, ricordando e onorando la memoria di quanti hanno combattuto per la liberazione, intendiamo proseguire la nostra lotta fino alla liberazione definitiva dei lavoratori e dei popoli dall’oppressione capitalista in tutte le sue forme.

Ufficio Politico
Partito Comunista

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Call center: ancora cassa integrazione e riduzione dei diritti

Call center: ancora cassa integrazione e riduzione dei diritti

In questi giorni Teleperformance, multinazionale francese con sedi tra Taranto e Roma-Fiumicino, ha annunciato la cassa integrazione per circa mille addetti call center. Quasi quattrocento lavoratori somministrati si vedranno contemporaneamente ridurre l’orario lavorativo a 20 ore settimanali senza possibilità di straordinari. L’impatto sarà notevole e vedrà una riduzione dei salari in alcuni casi anche del 50%. Per effetto del Decreto Dignità altri lavoratori somministrati a scadenza del 36esimo mese di lavoro rischiano di finire a casa, dopo aver assistito alla trasformazione in contratti “staff leasing” per colleghi somministrati da soli due anni.

Questa vicenda è lo specchio esatto della situazione del settore dei call center e dei servizi in generale. Grandi multinazionali che esternalizzano servizi ad altre multinazionali che a loro volta attingono alla somministrazione, e che sfruttano il costo più basso della manovalanza di paesi interni e extra UE delocalizzando. Una frammentazione di contratti che innesca una guerra tra lavoratori (eterne vittime del gioco capitalista) , e crea una ricattabilità continua oltre che un continuo calpestamento dei diritti.

Il Partito Comunista da sempre sostiene l’importanza dell’abolizione delle troppe forme contrattuali atte a inasprire la già difficile situazione del precariato. Non si può accettare di continuare a sostenere un sistema basato sulla ricattabilità e precarietà dei lavoratori. Quello che adesso è un’eccezione (il contratto a tempo indeterminato) deve tornare ad essere la regola, così come si deve mettere fine all’esternalizzazione si servizi di grandi aziende, e spesso della stessa pubblica amministrazione.

La vicenda dei call center dimostra gli effetti devastanti del mercato comune e delle regole europee che sono uno strumento di competizione al ribasso sui diritti e i salari dei lavoratori. Un motivo in più per lottare contro l’Unione Europea.

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+++ PARTITO COMUNISTA AMMESSO IN TUTTA ITALIA PER LE EUROPEE +++

+++ PARTITO COMUNISTA AMMESSO IN TUTTA ITALIA PER LE EUROPEE +++

Il Partito Comunista è stato ufficialmente ammesso in tutta Italia alle elezioni Europee 2019. Il simbolo della falce e martello sarà presente su tutte le schede elettorali. Le liste comuniste saranno guidate dal segretario Marco Rizzo che ha dichiarato: «La nostra lotta contro l’Unione Europea sarà portata avanti insieme con i partiti comunisti di tutto il continente. Grazie alla presenza dei comunisti in questa campagna elettorale, che rischiava di diventare uno scontro tra europeisti e nazionalisti, entreranno gli interessi dei lavoratori e delle classi popolari. Il mercato comune ha cancellato i diritti sociali dei popoli europei per arricchire la finanza e le grandi imprese. La sinistra ha abbandonato queste battaglie dimenticando la sua funzione, e la destra fomenta la guerra tra poveri a tutto vantaggio dei grandi poteri. Solo i comunisti – conclude Rizzo – possono essere lo strumento di un reale cambiamento che oggi è attuale e necessario».

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RIZZO (PC): QUESTIONE MORALE ESISTE SOLO CON PROSPETTIVA ALTERNATIVA DI SISTEMA.

RIZZO (PC): QUESTIONE MORALE ESISTE SOLO CON PROSPETTIVA ALTERNATIVA DI SISTEMA.

«La questione morale può esistere solo se c’è una reale diversità. La sinistra che ha perso la prospettiva di costruire una società alternativa ha perso anche la sua diversità morale, piegandosi alla corruzione e al malaffare. Se non sei più portatore di un’idea di cambiamento, se sei soggetto alle leggi di una politica che è solo gestione di interesse privati, non c’è più alcuna diversità» Così Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista. «La vicenda del PD in Umbria è l’ennesima testimonianza di questo.  Noi vogliamo ricostruire un partito che sia dalla parte dei lavoratori e del popolo, che abbia una prospettiva di cambiamento reale della società. Per questo siamo diversi. Chi sta con i banchieri, con la finanza, con i grandi poteri privati della sanità, dei palazzinari non fa più parte della nostra famiglia».

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EUROPEE. RIZZO CAPOLISTA DEL PARTITO COMUNISTA IN TUTTI I COLLEGI.

EUROPEE. RIZZO CAPOLISTA DEL PARTITO COMUNISTA IN TUTTI I COLLEGI.

Marco Rizzo guiderà le liste del Partito Comunista per le elezioni europee in tutte le circoscrizioni. A seguire una folta rappresentanza di lavoratori e lavoratrici, membri del comitato centrale del Partito Comunista e studenti impegnati nelle lotte sociali. Al centro del programma del Partito Comunista l’opposizione all’Unione Europea, all’euro e alla Nato; la centralità delle lotte sociali e dei diritti dei lavoratori; la lotta alle privatizzazioni e alle politiche europee sull’agricoltura; il rilancio di un fronte internazionalista dei partiti comunisti in grado di opporsi all’avanzata della destra e alla deriva di una sinistra ormai a pieno titolo forza politica interna al sistema capitalistico.

Come già precisato l’obiettivo del Partito Comunista non è quello di alimentare illusioni sulla riformabilità dell’Unione Europea e delle sue istituzioni, ma utilizzare gli spazi mediatici e politici concessi nella campagna elettorale per trasmettere ai lavoratori e alle classi popolari le nostre parole d’ordine, la necessità del rafforzamento della costruzione del Partito Comunista e delle lotte sociali, facendo avanzare la convinzione che solo una lotta per il rovesciamento di questo sistema può portare ad un reale cambiamento delle condizioni di vita favorevole ai lavoratori e ai popoli europei.

Le liste comuniste saranno presentate tra domani e dopodomani negli uffici circoscrizionali entro i termini di legge. Siamo fiduciosi dell’esito positivo della presentazione, certi che, alla luce delle norme elettorali, non ci saranno problemi a riconoscere il PC tra i partiti esonerati dalla raccolta delle firme, vista la presentazione del simbolo composito che al suo interno ha il riferimento dell’Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d’Europa, rappresentata in Parlamento Europeo con due deputati eletti nelle fila del KKE.

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RIZZO (PC): «TRIDICO (INPS) DA RAGIONE AI COMUNISTI SU ORARI DI LAVORO. MA DAI 5STELLE SOLO PROPAGANDA»

RIZZO (PC): «TRIDICO (INPS) DA RAGIONE AI COMUNISTI SU ORARI DI LAVORO. MA DAI 5STELLE SOLO PROPAGANDA»

«Mi fa piacere che il Presidente dell’INPS Tridico dia ragione ai comunisti sugli orari di lavoro. Abbiamo sempre sostenuto che la riduzione dell’orario di lavoro a parità salariale è una misura necessaria per ridurre la disoccupazione e che di fronte ai processi di automazione e riduzione del tempo di lavoro necessario questa strada sia l’unica in grado di tutelare a lungo periodo i diritti dei lavoratori». Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. «Leggo anche che Di Maio avrebbe accolto entusiasticamente la proposta. Siamo sotto elezioni e i cinque stelle devono darsi una riverniciata di sinistra. Quando alle scorse elezioni lo avevamo inserito nel nostro programma ci avevano deriso liquidandoci come partito fuori dalla storia. Sono al governo non bastano slogan elettorali. Serve un vero scontro di classe contro gli interessi della finanza e della Confindustria: ridurre i tempi di lavoro a parità di salario significa attaccare i profitti dei capitalisti. I cinque stelle non lo faranno mai, possono farlo solo i comunisti».

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RIZZO (PC): «SINDACATI CHE FIRMANO APPELLO PRO EUROPA CON CONFINDUSTRIA TRADISCONO I LAVORATORI»

RIZZO (PC): «SINDACATI CHE FIRMANO APPELLO PRO EUROPA CON CONFINDUSTRIA TRADISCONO I LAVORATORI»

«L’Unione Europea è contro i lavoratori. Chi vuole rappresentare e difendere gli interessi dei lavoratori deve essere contro l’Unione Europea. Non ci possono essere visioni intermedie. Il fatto che i sindacati, CGIL di Landini in testa, firmino un appello insieme con la Confindustria in difesa dell’Unione Europea è un doppio tradimento dei lavoratori» Così Marco Rizzo segretario del Partito Comunista. «Il primo tradimento è firmare un appello insieme con i padroni. Significa accettare l’idea che siamo tutti sulla stessa barca e negare il conflitto tra capitale e lavoro. Il secondo tradimento è sostenere l’Unione Europea, che ha dimostrato in questi anni di essere la promotrice delle peggiori politiche contro gli interessi e i diritti dei lavoratori e dei popoli europei. E’ grazie al mercato unico che i lavoratori sono messi gli uni contro gli altri, che la competizione al ribasso sui salari e sui diritti diviene strumento nelle mani dei grandi capitalisti per aumentare i loro profitti. Non nutriamo nessuna fiducia nelle forze che guidano l’UE, e non pensiamo esista possibilità di modificarla dall’interno. Oggi – conclude la nota – CGIL, CISL e UIL hanno per l’ennesima volta tradito i lavoratori, mettendoli alla coda degli interessi di Confindustria e della grande finanza che nell’Unione Europea ha il suo principale centro di difesa di interessi».

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IL PARTITO COMUNISTA IN CORSA PER LE ELEZIONI EUROPEE 2019.

IL PARTITO COMUNISTA IN CORSA PER LE ELEZIONI EUROPEE 2019.

Il Partito Comunista ha depositato questa mattina il contrassegno elettorale per la partecipazione alle elezioni europee 2019. Correremo in tutte le circoscrizioni senza necessità di raccogliere le firme in quanto membri dell’Iniziativa Comunista Europea, rappresentata al Parlamento Europeo da due deputati del KKE, e grazie al consenso apprestato dai compagni greci all’inserimento del loro simbolo nel nostro contrassegno elettorale al fine di rafforzare il presupposti stabiliti dalla legge italiana per il diritto a tale esonero. Il gesto del KKE è una testimonianza di vero internazionalismo, la prova della forza e della solidità dei legami internazionali che il Partito Comunista ha costruito in questi anni con i propri partiti fratelli.

La raccolta delle sottoscrizioni sarebbe stata uno scoglio impossibile da superare altrimenti. La legge richiede infatti 145.000 firme con quote regionali altissime (3.000 nella sola Valle d’Aosta), e dei costi ingenti necessari per le autenticazioni. Si tratta di una legge antidemocratica che ha come unico e chiaro scopo quello di favorire le forze politiche già presenti in Parlamento, spingere i partiti ad accordi forzati e innaturali, coalizzandosi con le forze maggioritarie, impedire la riorganizzazione di forze popolari alternative ai partiti esistenti.

La partecipazione alle elezioni europee non muta il nostro giudizio sulla natura irriformabile dell’Unione Europea, e delle sue istituzioni. Utilizzeremo queste settimane di campagna elettorale per denunciare la reale natura dell’Unione Europea, senza ipocrisie e opportunismi di sorta. Così come abbiamo già fatto nelle elezioni politiche del 2018, diremo chiaramente ai lavoratori e alle lavoratrici che il voto al Partito Comunista è un voto al rafforzamento della prospettiva storica di abbattimento della società capitalista e di accumulazione di forze nella direzione della costruzione di una società socialista.

L’Europa dei lavoratori e dei popoli che noi vogliamo realizzare, potrà essere costruita solo al di fuori dell’Unione Europea che è un’alleanze imperialista al cui timone ci sono le grandi società della finanza. L’Unione Europea è il principale promotore delle politiche di attacco ai diritti dei lavoratori e delle classi popolari, protagonista di guerre e responsabile della crisi. Non esiste spazio per la creazione di una società che metta in primo piano i diritti sociali nella gabbia dell’Unione Europea e dell’euro. Non esiste alcun futuro di progresso, di giustizia e di pace per le nuove generazioni in un sistema antidemocratico che mira a schiacciare i diritti e la condizione dei popoli in favore del profitto di pochi.

Crediamo sia necessario rafforzare il processo di ricostruzione comunista per dare ai lavoratori e alle classi popolari una reale alternativa alla falsa scelta tra le forze di governo e di opposizione, tra europeisti e nazionalisti, divisi nella propaganda ma sempre uniti nella difesa degli interessi della finanza e nell’approvazione di politiche antipopolari. Un’alternativa che non può essere rappresentata da liste elettorali di sinistra, prigioniere di contraddizioni politiche e prive di qualsiasi prospettiva, funzionali solo alla conservazione di vecchi gruppi dirigenti, che puntualmente si presentano a ogni elezione con nomi e simboli diversi, contribuendo solo a disorientare il proprio popolo.

Un’alternativa che dobbiamo realizzare prima di tutto nel nostro Paese, ma coordinandoci e unendoci a livello internazionale con i Partiti Comunisti per rendere più forte la nostra azione. Siamo consapevoli che la presenza del Partito Comunista alle elezioni europee è un importante segnale di rafforzamento dell’Iniziativa Comunista Europea e di tutti i partiti che, nelle difficili condizioni dell’Europa di oggi, stanno portando avanti il processo di ricostruzione comunista. Insieme con i nostri partiti fratelli e sulla base delle linee comuni che ci siamo dati affronteremo questa sfida.

Solo il rafforzamento dei comunisti può creare in Italia e in Europa i presupposti di una reale svolta politica. Per questa ragione invitiamo a votare il 26 maggio per il Partito Comunista e a prendere da subito contatto con le nostre federazioni e con i nuclei del Partito per sostenere la nostra azione.

Roma, 8 aprile 2019

Ufficio Politico
Partito Comunista

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C’è solo una cosa da dire sul suo settantesimo anniversario: la NATO deve essere distrutta!

C’è solo una cosa da dire sul suo settantesimo anniversario: la NATO deve essere distrutta!

La NATO fu fondata settant’anni fa, nel 1949, per bloccare l’influenza ideologica e politica del socialismo e dell’Unione Sovietica, che era notevolmente aumentata dopo la Seconda Guerra mondiale, così come la sua potenza militare. A partire dalla sua fondazione, la NATO è divenuta uno dei quartier generali dell’anti-comunismo e un’alleanza imperialista mirante a fermare l’ascesa della classe operaia. Le loro politiche di guerra di implacabili aggressioni militari minacciavano di attacchi militari diretti, compresi quelli nucleari, contro i paesi che stavano costruendo il socialismo. A ciò fu risposto nel maggio 1955 con la firma del Trattato di Amicizia, Cooperazione e Mutua Assistenza a Varsavia.

La NATO era responsabile di criminali attacchi contro i comunisti nei suoi stati membri ed era il centro delle organizzazioni di contro-guerriglia. Era uno strumento che facilitava gli obiettivi espansionistici dell’imperialismo, attraverso la manipolazione e la restaurazione politica di altri paesi secondo gli interessi di coloro che erano in cima alla gerarchia e creando spazio politico per le idee controrivoluzionarie.

Un altro risultato disastroso della sua creazione fu la corsa agli armamenti, che da un lato creò un nuovo grande mercato per l’accumulazione di capitale per i monopoli e, d’altro lato, significò un duro colpo al socialismo da parte del capitalismo, poiché fu costretto a stanziare grandi risorse che avrebbero potuto migliorare più rapidamente le condizioni di vita della classe operaia e dei lavoratori.

L’imperialismo sta intensificando le sue aggressioni in Ucraina, nei Balcani, in Medio Oriente, in Asia, in America Latina e in tutto il mondo. Gli Stati Uniti usano l’adesione alla NATO come strumento per allineare paesi come il Brasile e la Colombia, dove i suoi collaboratori sono al potere, nelle sue politiche, ristabilendo la propria egemonia in America Latina. D’altra parte, la NATO favorisce l’incitamento al nazionalismo come mezzo per aumentare lo sfruttamento del popolo dei Balcani. Inoltre, vengono intraprese iniziative in Medio Oriente al fine di creare un blocco di Stati arabi contro l’Iran, creando uno sfaldamento che è al servizio del capitale.

La risoluzione per aumentare le “spese di difesa”, approvata nell’ultimo vertice della NATO, è una chiara imposizione a tutti gli stati membri di aumentare il budget per le loro macchine da guerra attraverso tagli di bilancio ai primari bisogni popolari. La NATO sta mettendo il futuro dell’umanità in grave pericolo accelerando la corsa agli armamenti nucleari.

D’altra parte, la crisi del sistema capitalista-imperialista si fa più profonda e la manifestazione di questa crisi può essere vista nell’indebolimento delle alleanze imperialiste, nelle proprie mire perseguite dagli stati imperialisti in Europa e nel deterioramento della capacità di persuasione del capitalismo sulle persone. L’accordo PESCO firmato dagli Stati membri dell’UE per creare la propria macchina da guerra sotto la maschera di “sicurezza e difesa” e il frequente riferimento a un esercito europeo è una manifestazione di questa crisi. Tuttavia, l’alternativa alla NATO non può essere un’altra alleanza militare capitalista, un altro “polo” o “salvatore” di carattere capitalista, né in Europa, né in altre regioni. L’unica via per la pace contro l’aggressione crescente del capitalismo è il socialismo, la fratellanza delle classi lavoratrici.

La NATO è un’organizzazione di guerra attiva da settant’anni. L’elenco criminale di questi settant’anni è pieno di bugie, estorsioni, omicidi e massacri. C’è solo una cosa da dire nel suo settantesimo anniversario: la NATO deve essere distrutta! L’umanità deve eliminare l’arci-nemico della pace e della sicurezza nel mondo, l’imperialismo e le sue organizzazioni come la NATO, il PESCO e l’UE. Per questo motivo, la lotta contro l’organizzazione controrivoluzionaria della NATO non può mai mancare dall’agenda dei comunisti. Noi, come membri dei partiti comunisti e operai dell’Iniziativa Comunista Europea, continueremo a lottare per chiudere tutte le basi militari della NATO, buttare fuori la NATO e tutti i suoi affiliati dai nostri paesi e aree geografiche. Continueremo a lottare insieme per distruggere questa organizzazione criminale prima che causi ancora danni. Continueremo ad organizzarci per la vittoria del socialismo-comunismo.

Abbasso l’imperialismo!

Lunga vita al socialismo!

Il Segretariato dell’ICE

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RIZZO (PC): «CHI DELOCALIZZA VA ESPROPRIATO. GIUSTO STRISCIONE ALLA DM ELEKTRON»

RIZZO (PC): «CHI DELOCALIZZA VA ESPROPRIATO. GIUSTO STRISCIONE ALLA DM ELEKTRON»

«Chi delocalizza le aziende andrebbe espropriato, le fabbriche devono essere di chi lavora. Io sto con i compagni del Partito Comunista del Friuli che hanno esposto lo striscione fuori dai cancelli della Dm Elektron, attirando gli attacchi della Confindustria e la presa di distanza isterica di qualche sindacalista. I comunisti dicono le cose come stanno».

Così Marco Rizzo segretario generale del Partito Comunista in relazione alla vicenda dello striscione affido ai cancelli della Dm Elektron di Buja (UD).

«Il Partito Comunista ha da tempo denunciato la volontà da parte dell’azienda di chiudere e delocalizzare la produzione all’estero. Nel dicembre scorso con un sit-in gli operai avevano cercato di fermare lo spostamento dei macchinari delle linee produttive. Noi stiamo dalla loro parte. Basta imprenditori che prendono finanziamenti e ricorrono al sostegno pubblico per poi delocalizzare. Alla Confinsurtia e alla stampa che accusa i comunisti di avere un linguaggio da “anni di piombo” rispondo che quel periodo non c’entra nulla. Nello striscione è contenuto un messaggio politico chiaro: i lavoratori possono e devono fare a meno dei padroni, perché solo con il potere nelle mani dei lavoratori si potrà evitare la disoccupazione, le delocalizzazione, i ricatti sulla pelle dei lavoratori. Fa pena – conclude la nota – qualche sindacalista che al posto di fare realmente gli interessi dei lavoratori invitando alla lotta ancora una volta punta a spegnere qualsiasi mobilitazione, condannando i lavoratori alla sconfitta».

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