Sciopero degli autoferrotranvieri di Milano, Monza e Novara: ESTENDERE LA LOTTA PER PRETENDERE SIGNIFICATIVI MIGLIORAMENTI!

Sciopero degli autoferrotranvieri di Milano, Monza e Novara: ESTENDERE LA LOTTA PER PRETENDERE SIGNIFICATIVI MIGLIORAMENTI!

Sciopero degli autoferrotranvieri di Milano, Monza e Novara
ESTENDERE LA LOTTA PER PRETENDERE SIGNIFICATIVI MIGLIORAMENTI!

Venerdì 27 Marzo, nuova iniziativa di sciopero dei mezzi pubblici (TPL), proclamata da A.L.COBAS (aderente al Sindacato Generale di Classe), con l’unica arma nelle mani dei lavoratori per pretendere condizioni di lavoro e di vita dignitose.

In questa giornata i lavoratori si sono mobilitati su Milano, Monza e Novara, in assenza di risposte idonee da parte delle aziende, per chiedere la garanzia riguardante sicurezza sia per i mezzi utilizzati che per le continue aggressioni al personale.

Le richieste riguardano, inoltre, anche l’incremento dei salari di almeno €150 netti uguali per tutti. Aumenti dovuti all’andamento inflazionistico che i contratti nazionali, firmati dai sindacati confederali, non riescono a garantire il proprio potere d’acquisto.

L’adesione è risultata molto elevata, in particolare su Milano con la chiusura delle linee M1, M2 e M3 e l’adesione massiccia dei lavoratori sulle linee di superfice.

Il Partito Comunista esprime vicinanza alle lotte dei lavoratori per poter ottenere diritti essenziali. La lotta dei lavoratori autoferrotranvieri è e deve essere la lotta di tutti i lavoratori contro il carovita e le politiche di guerra. Investire sul servizio pubblico universale e incrementare i salari di una categoria trascinata ormai da troppo tempo verso il basso della dinamica salariale e dei diritti!

La lotta dei lavoratori autoferrotranvieri è e deve essere la lotta di tutti i lavoratori per pretendere salari adeguati al costo della vita e per estendere la lotta a tutte le categorie che sfoci verso una mobilitazione ancora più ampia ed estesa che migliori la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori.

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Resoconto Sciopero 16/12

Resoconto Sciopero 16/12

Grazie all’impegno dei lavoratori, lo sciopero di ieri ha visto un’ottima partecipazione, nonostante i media asserviti al governo Draghi e ai partiti di governo (scandaloso l’atteggiamento del PD) abbiano cercato di silenziare, minimizzare o contrastare. La forza dei lavoratori è venuta fuori ugualmente, perché i lavoratori se solo prendessero coscienza della loro forza, capirebbero che potrebbero cambiare il futuro dell’Italia e non solo.
Bene. Adesso vogliamo risposte immediate da parte del Governo su salari, contratti, pensioni. Vogliamo l’approvazione immediata della Legge contro le delocalizzazioni, investimenti in sanità, scuola e risanamento del territorio.
Ora che lo sciopero generale (monco) è stato fatto, se il Governo non cambierà niente della manovra, cosa farà la cgil?
Noi pensiamo che se entro breve non cambierà niente, si dovrebbe richiamare immediatamente un nuovo sciopero generale, questa volta con tutte le categorie dei lavoratori e cercando di unire tutti i lavoratori.
Sennò lo sciopero di ieri è stato solo per ridare credito a chi non lo ha più, e cioè al sindacalismo concertativo, una forma che ha danneggiato i lavoratori in questi ultimi 30 anni.
I Lavoratori con la lotta e la mobilitazione possono incidere molto, facendo pressioni anche all’interno di questi sindacati, ma non vanno presi in giro.
Mai più.

 

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RIZZO (PC): «ILVA. I COMUNISTI APPOGGIANO LO SCIOPERO AD OLTRANZA».

RIZZO (PC): «ILVA. I COMUNISTI APPOGGIANO LO SCIOPERO AD OLTRANZA».

«Serve il blocco degli stabilimenti» Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista in appoggio alla lotta dei lavoratori. «Purtroppo era facile prevedere l’esito del piano industriale “lacrime e sangue” dei nuovi padroni di Arcellor Mittal tanto quanto del piano ambientale promulgato dal Governo. Siamo di fronte a licenziamenti veri e propri per migliaia di lavoratori nonché ad un disastro ambientale e sanitario di un’intera popolazione a partire da Taranto. Di fronte a tale arroganza, che arriva fino a rimandare l’incontro con le parti sociali, il Partito Comunista appoggia la lotta dei lavoratori e le indicazioni dell’unico sindacato di classe, la FLMUniti CUB, che a Taranto sin dall’inizio aveva respinto qualunque licenziamento, richiesto il fermo degli impianti inquinanti, la bonifica immediata dei siti a fronte di nessuna diminuzione del salario. L’unica modalità per avere un risultato è quello di unire le istanze dei lavoratori con quelle della popolazione. Il Governo ed i sindacati concertativi cercheranno invece di lavorare al ribasso nella difesa di solo qualche posto di lavoro e di qualche mancia da barattare per la resa totale al padronato. L’appoggio dei comunisti   – conclude la nota – va alla lotta che blocca lo stabilimento e istituisce presidi permanenti fino al raggiungimento dell’obiettivo di lavoro e salute per tutti.

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