Il Partito Comunista, alla presenza dell’Ambasciatrice cubana Mirta Granda Averhoff, ha partecipato alla commemorazione organizzata dall’Ambasciata di Cuba per i 170° anni di José Martí.


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Il Partito Comunista, alla presenza dell’Ambasciatrice cubana Mirta Granda Averhoff, ha partecipato alla commemorazione organizzata dall’Ambasciata di Cuba per i 170° anni di José Martí.

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Sono trascorsi 78 anni dall’ingresso ad Auschwitz dei soldati dell’Armata Rossa, il 27 gennaio del 1945, la data che ci ricorda la scoperta delle immonde pratiche carnefici della belva nazifascista. In realtà erano già in molti a sapere e a tacere. Chi ebbe la possibilità di dire la verità al mondo, Vaticano in testa, non lo fece: tutt’altro. Chi ebbe la possibilità di far saltare i binari della morte – ci sarebbe voluto poi tanto? – non lo fece. Da allora, e fino ai nostri giorni, iniziarono lo sdegno e l’orrore, per alcuni in una forma di ipocrita schizofrenia, dove chi commemora è al tempo stesso in prima fila nella lotta agli immigrati disperati, ai nomadi, ai diversi o a chi in generale non si vuole «uniformare». Il Partito Comunista vuole ricordare tutte le vittime di quell’orrenda carneficina: i Rom, gli oppositori politici (i nazifascisti avevano già fatto fuori tutti quelli che erano a tiro), gli omosessuali, i disabili e disparate altre categorie di «indesiderabili». Il tremendo crimine cui seppe arrivare la feccia del genere umano, in quegli anni neppure tanto lontani, deve rimanere monito permanente e perenne insegnamento. Così come deve permanere una lettura di quel periodo scevra da ogni nazionalismo e irredentismo. Non è possibile, infatti, nascondere né «rimuovere» i crimini commessi dai fascisti in tanti Paesi: a cominciare dai gas usati per sterminare popolazioni inermi in Africa, fino alle abominevoli azioni commesse in Grecia, nei Balcani. Ovunque i fascisti si fossero trovati, hanno lasciato un ricordo almeno pari a quello che lasciarono i nazisti. Non é possibile ripulire la memoria di questo Paese continuando a lasciar cadere le colpe sui nostri «cattivi» alleati di allora. Il nostro Paese, guidando da una tragica dittatura che industriali, latifondisti e borghesia vollero – e che la monarchia non fece nulla per impedire – si rese colpevole di crimini sciagurati di cui mai fu chiamato a rispondere davanti ai tribunali giudiziari e militari. Allo stesso modo, non é possibile ignorare i meriti dellUnione Sovietica guidata da Stalin che, sul fronte orientale di quella guerra, impedi’ eroicamente la vittoria nazifascista al prezzo di decine di milioni morti. Il tribunale della storia deve invece esprimere un giudizio serio, severo, deciso: le classi dominanti, che vollero quella guerra e consentirono quello sterminio, hanno fallito ovunque e ripetutamente, dimostrando di essere in grado di arrecare solo lutti, ingiustizie, cancellazione della dignità umana. Non consentire che tutto ciò si ripeta, significa per noi non solo ricordare, ma battersi col massimo impegno nella rimozione delle cause che tante sciagure e ingiustizie hanno generato e continuano a generare: perché i burattinai che vollero quella guerra sono ancora lì, seminando morte, ai posti di comando.


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Sono trascorsi 78 anni dall’ingresso ad Auschwitz dei soldati dell’Armata Rossa, il 27 gennaio del 1945, la data che ci ricorda la scoperta delle immonde pratiche carnefici della belva nazifascista. In realtà erano già in molti a sapere e a tacere. Chi ebbe la possibilità di dire la verità al mondo, Vaticano in testa, non lo fece: tutt’altro. Chi ebbe la possibilità di far saltare i binari della morte – ci sarebbe voluto poi tanto? – non lo fece. Da allora, e fino ai nostri giorni, iniziarono lo sdegno e l’orrore, per alcuni in una forma di ipocrita schizofrenia, dove chi commemora è al tempo stesso in prima fila nella lotta agli immigrati disperati, ai nomadi, ai diversi o a chi in generale non si vuole «uniformare».
Il Partito Comunista vuole ricordare tutte le vittime di quell’orrenda carneficina: i Rom, gli oppositori politici (i nazifascisti avevano già fatto fuori tutti quelli che erano a tiro), gli omosessuali, i disabili e disparate altre categorie di «indesiderabili».
Il tremendo crimine cui seppe arrivare la feccia del genere umano, in quegli anni neppure tanto lontani, deve rimanere monito permanente e perenne insegnamento. Così come deve permanere una lettura di quel periodo scevra da ogni nazionalismo e irredentismo. Non è possibile, infatti, nascondere né «rimuovere» i crimini commessi dai fascisti in tanti Paesi: a cominciare dai gas usati per sterminare popolazioni inermi in Africa, fino alle abominevoli azioni commesse in Grecia, nei Balcani. Ovunque i fascisti si fossero trovati, hanno lasciato un ricordo almeno pari a quello che lasciarono i nazisti. Non é possibile ripulire la memoria di questo Paese continuando a lasciar cadere le colpe sui nostri «cattivi» alleati di allora. Il nostro Paese, guidando da una tragica dittatura che industriali, latifondisti e borghesia vollero – e che la monarchia non fece nulla per impedire – si rese colpevole di crimini sciagurati di cui mai fu chiamato a rispondere davanti ai tribunali giudiziari e militari. Allo stesso modo, non é possibile ignorare i meriti dellUnione Sovietica guidata da Stalin che, sul fronte orientale di quella guerra, impedi’ eroicamente la vittoria nazifascista al prezzo di decine di milioni morti.
Il tribunale della storia deve invece esprimere un giudizio serio, severo, deciso: le classi dominanti, che vollero quella guerra e consentirono quello sterminio, hanno fallito ovunque e ripetutamente, dimostrando di essere in grado di arrecare solo lutti, ingiustizie, cancellazione della dignità umana.
Non consentire che tutto ciò si ripeta, significa per noi non solo ricordare, ma battersi col massimo impegno nella rimozione delle cause che tante sciagure e ingiustizie hanno generato e continuano a generare: perché i burattinai che vollero quella guerra sono ancora lì, seminando morte, ai posti di comando.

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2° Congresso Regionale del Partito Comunista Marche DOMENICA 29 GENNAIO 2023 FALCONARA CENTRO PERGOLI, PIAZZA MAZZINI DOMENICA 29 GENNAIO 2023 DALLE 15 ALLE 18: RIUNIONE DI TUTTI GLI ISCRITTI CON LA PARTECIPAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE ALBERTO LOMBARDO DALLE 18 ALLE 20: DIBATTITO APERTO A TUTTI I SIMPATIZZANTI E PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO TARARA


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2° Congresso Regionale del Partito Comunista Marche

DOMENICA 29 GENNAIO 2023
FALCONARA
CENTRO PERGOLI, PIAZZA MAZZINI
DOMENICA 29 GENNAIO 2023

DALLE 15 ALLE 18:
RIUNIONE DI TUTTI GLI ISCRITTI CON LA PARTECIPAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE
ALBERTO LOMBARDO

DALLE 18 ALLE 20:
DIBATTITO APERTO A TUTTI I SIMPATIZZANTI E PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO TARARA

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CUBA, PER AIUTARE, SPEDISCE MEDICI. NON CARRI ARMATI L’informazione mainstream sappiamo che è del tutto asservita alla narrazione delle favole per imbellettare il potere capitalistico. Tuttavia oggi vogliamo segnalare un articolo de La Stampa (Cubani in corsia) in cui si racconta la storia vera dei medici cubani che hanno preso servizio presso gli ospedali calabresi. Mettendo da parte alcuni toni denigratori dell’articolo sui medici italiani e le vere cause che impediscono loro di lavorare proficuamente negli ospedali, si dà voce ai protagonisti della vicenda, come dovrebbe fare sempre una stampa indipendente. Intanto si riconosce che la macchina del fango che ha agito nel recente passato contro questa meritoria operazione era del tutto pretestuosa («Hanno fatto di tutto per ostacolarlo, ricorsi al Tar, veleni, critiche» «Non ruberanno alcun posto di lavoro né ai medici calabresi né a quelli di altre regioni perché i concorsi a tempo indeterminato li faremo e stiamo continuando a farli»). Inoltre, non solo emerge che i medici cubani, come ben sapevamo, sono altamente specializzati e pratici delle moderne apparecchiature («Sì, so fare un ecocardiogramma, all’Avana abbiamo lo stesso apparecchio»), ma che la sanità da noi, particolarmente nel sud, è in uno stato che non regge il confronto con un paese che da oltre 60 anni subisce un criminale bloqueo da parte dell’imperialismo yankee, a cui noi sempre ci accodiamo servilmente («A Cuba non siamo abituati a far aspettare così a lungo chi arriva. Abbiamo molti più medici ad accoglierli, è tutto molto più rapido»). Sarà merito del sistema socialista cubano che si occupa del popolo e non dei loschi affari? Le brigate sanitarie cubane ci hanno soccorso fraternamente durante la pandemia, ora si scoprono una risorsa per una delle regioni più trascurate d’Italia. Perché Roma deve essere oltraggiata dal 26 al 28 gennaio da una delegazione di fascisti cubani che butteranno veleno sul processo rivoluzionario in corso nell’Isola? Per questo il Partito Comunista aderisce alla mobilitazione del 27 gennaio a Roma al Pantheon in difesa di Cuba Socialista, contro l’adunata delle destre controrivoluzionarie e antipatriottiche.


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CUBA, PER AIUTARE, SPEDISCE MEDICI.
NON CARRI ARMATI

L’informazione mainstream sappiamo che è del tutto asservita alla narrazione delle favole per imbellettare il potere capitalistico. Tuttavia oggi vogliamo segnalare un articolo de La Stampa (Cubani in corsia) in cui si racconta la storia vera dei medici cubani che hanno preso servizio presso gli ospedali calabresi. Mettendo da parte alcuni toni denigratori dell’articolo sui medici italiani e le vere cause che impediscono loro di lavorare proficuamente negli ospedali, si dà voce ai protagonisti della vicenda, come dovrebbe fare sempre una stampa indipendente.
Intanto si riconosce che la macchina del fango che ha agito nel recente passato contro questa meritoria operazione era del tutto pretestuosa («Hanno fatto di tutto per ostacolarlo, ricorsi al Tar, veleni, critiche» «Non ruberanno alcun posto di lavoro né ai medici calabresi né a quelli di altre regioni perché i concorsi a tempo indeterminato li faremo e stiamo continuando a farli»).
Inoltre, non solo emerge che i medici cubani, come ben sapevamo, sono altamente specializzati e pratici delle moderne apparecchiature («Sì, so fare un ecocardiogramma, all’Avana abbiamo lo stesso apparecchio»), ma che la sanità da noi, particolarmente nel sud, è in uno stato che non regge il confronto con un paese che da oltre 60 anni subisce un criminale bloqueo da parte dell’imperialismo yankee, a cui noi sempre ci accodiamo servilmente («A Cuba non siamo abituati a far aspettare così a lungo chi arriva. Abbiamo molti più medici ad accoglierli, è tutto molto più rapido»).
Sarà merito del sistema socialista cubano che si occupa del popolo e non dei loschi affari?
Le brigate sanitarie cubane ci hanno soccorso fraternamente durante la pandemia, ora si scoprono una risorsa per una delle regioni più trascurate d’Italia.
Perché Roma deve essere oltraggiata dal 26 al 28 gennaio da una delegazione di fascisti cubani che butteranno veleno sul processo rivoluzionario in corso nell’Isola?
Per questo il Partito Comunista aderisce alla mobilitazione del 27 gennaio a Roma al Pantheon in difesa di Cuba Socialista, contro l’adunata delle destre controrivoluzionarie e antipatriottiche.

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CUBA, PER AIUTARE, SPEDISCE MEDICI. NON CARRARMATI L’informazione mainstream sappiamo che è del tutto asservita alla narrazione delle favole per imbellettare il potere capitalistico. Tuttavia oggi vogliamo segnalare un articolo de La Stampa (Cubani in corsia) in cui si racconta la storia vera dei medici cubani che hanno preso servizio presso gli ospedali calabresi. Mettendo da parte alcuni toni denigratori dell’articolo sui medici italiani e le vere cause che impediscono loro di lavorare proficuamente negli ospedali, si dà voce ai protagonisti della vicenda, come dovrebbe fare sempre una stampa indipendente. Intanto si riconosce che la macchina del fango che ha agito nel recente passato contro questa meritoria operazione era del tutto pretestuosa («Hanno fatto di tutto per ostacolarlo, ricorsi al Tar, veleni, critiche» «Non ruberanno alcun posto di lavoro né ai medici calabresi né a quelli di altre regioni perché i concorsi a tempo indeterminato li faremo e stiamo continuando a farli»). Inoltre, non solo emerge che i medici cubani, come ben sapevamo, sono altamente specializzati e pratici delle moderne apparecchiature («Sì, so fare un ecocardiogramma, all’Avana abbiamo lo stesso apparecchio»), ma che la sanità da noi, particolarmente nel sud, è in uno stato che non regge il confronto con un paese che da oltre 60 anni subisce un criminale bloqueo da parte dell’imperialismo yankee, a cui noi sempre ci accodiamo servilmente («A Cuba non siamo abituati a far aspettare così a lungo chi arriva. Abbiamo molti più medici ad accoglierli, è tutto molto più rapido»). Sarà merito del sistema socialista cubano che si occupa del popolo e non dei loschi affari? Le brigate sanitarie cubane ci hanno soccorso fraternamente durante la pandemia, ora si scoprono una risorsa per una delle regioni più trascurate d’Italia. Perché Roma deve essere oltraggiata dal 26 al 28 gennaio da una delegazione di fascisti cubani che butteranno veleno sul processo rivoluzionario in corso nell’Isola? Per questo il Partito Comunista aderisce alla mobilitazione del 27 gennaio a Roma al Pantheon in difesa di Cuba Socialista, contro l’adunata delle destre controrivoluzionarie e antipatriottiche.


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CUBA, PER AIUTARE, SPEDISCE MEDICI.
NON CARRARMATI

L’informazione mainstream sappiamo che è del tutto asservita alla narrazione delle favole per imbellettare il potere capitalistico. Tuttavia oggi vogliamo segnalare un articolo de La Stampa (Cubani in corsia) in cui si racconta la storia vera dei medici cubani che hanno preso servizio presso gli ospedali calabresi. Mettendo da parte alcuni toni denigratori dell’articolo sui medici italiani e le vere cause che impediscono loro di lavorare proficuamente negli ospedali, si dà voce ai protagonisti della vicenda, come dovrebbe fare sempre una stampa indipendente.
Intanto si riconosce che la macchina del fango che ha agito nel recente passato contro questa meritoria operazione era del tutto pretestuosa («Hanno fatto di tutto per ostacolarlo, ricorsi al Tar, veleni, critiche» «Non ruberanno alcun posto di lavoro né ai medici calabresi né a quelli di altre regioni perché i concorsi a tempo indeterminato li faremo e stiamo continuando a farli»).
Inoltre, non solo emerge che i medici cubani, come ben sapevamo, sono altamente specializzati e pratici delle moderne apparecchiature («Sì, so fare un ecocardiogramma, all’Avana abbiamo lo stesso apparecchio»), ma che la sanità da noi, particolarmente nel sud, è in uno stato che non regge il confronto con un paese che da oltre 60 anni subisce un criminale bloqueo da parte dell’imperialismo yankee, a cui noi sempre ci accodiamo servilmente («A Cuba non siamo abituati a far aspettare così a lungo chi arriva. Abbiamo molti più medici ad accoglierli, è tutto molto più rapido»).
Sarà merito del sistema socialista cubano che si occupa del popolo e non dei loschi affari?
Le brigate sanitarie cubane ci hanno soccorso fraternamente durante la pandemia, ora si scoprono una risorsa per una delle regioni più trascurate d’Italia.
Perché Roma deve essere oltraggiata dal 26 al 28 gennaio da una delegazione di fascisti cubani che butteranno veleno sul processo rivoluzionario in corso nell’Isola?
Per questo il Partito Comunista aderisce alla mobilitazione del 27 gennaio a Roma al Pantheon in difesa di Cuba Socialista, contro l’adunata delle destre controrivoluzionarie e antipatriottiche.

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INFORMAZIONE PILOTATA L’informazione in Italia e in tutto il mondo occidentale non è libera come vogliono farci credere, ma è direttamente pilotata da potenze che decidono quali notizie possono essere date sui media e il taglio che devono avere. Secondo un nuovo studio condotto da MRC Business, il miliardario liberal/liberista George Soros, che in Italia finanzia gruppi politici come +Europa, è legato ad alcune delle figure mediatiche più influenti negli Stati Uniti e all’estero attraverso i finanziamenti che elargisce a gruppi a loro affiliati. Un rapporto di MRC Business, parte del conservatore Media Research Center, ha rilevato che 253 gruppi mediatici in tutto il mondo, tra cui almeno 54 figure giornalistiche, sono legati a George Soros attraverso il denaro che il miliardario dona a varie organizzazioni che hanno legami con loro. Secondo gli autori dello studio, Joseph Vazquez e Dan Schneider, i finanziamenti di Soros “lo hanno aiutato a stabilire legami con alcune delle più importanti personalità dei media negli Stati Uniti e all’estero, contribuendo a indottrinare quotidianamente milioni di persone con le sue opinioni”. MRC Business ha individuato almeno 54 figure di spicco dei media (conduttori, editorialisti, redattori, dirigenti di testate giornalistiche e giornalisti) che sono legate a Soros attraverso i loro legami con le organizzazioni da lui finanziate. Secondo una ricerca di MRC Business, Soros ha erogato almeno 131 milioni di dollari tra il 2016 e il 2020 attraverso varie organizzazioni per influenzare i gruppi mediatici. “Questa rete di legami con i media permette a Soros di avere una notevole influenza sulle storie che i media trattano, su come le trattano e su quali storie non trattano”. L’informazione in occidente non è libera, men che meno nel nostro paese dove le notizie sono tutte dirottate o approvate da USA, NATO e USA, infatti l’Italia è al 58° posto nella libertà di stampa, superata anche da Gambia e Suriname


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INFORMAZIONE PILOTATA

L’informazione in Italia e in tutto il mondo occidentale non è libera come vogliono farci credere, ma è direttamente pilotata da potenze che decidono quali notizie possono essere date sui media e il taglio che devono avere.

Secondo un nuovo studio condotto da MRC Business, il miliardario liberal/liberista George Soros, che in Italia finanzia gruppi politici come +Europa, è legato ad alcune delle figure mediatiche più influenti negli Stati Uniti e all’estero attraverso i finanziamenti che elargisce a gruppi a loro affiliati.
Un rapporto di MRC Business, parte del conservatore Media Research Center, ha rilevato che 253 gruppi mediatici in tutto il mondo, tra cui almeno 54 figure giornalistiche, sono legati a George Soros attraverso il denaro che il miliardario dona a varie organizzazioni che hanno legami con loro.
Secondo gli autori dello studio, Joseph Vazquez e Dan Schneider, i finanziamenti di Soros “lo hanno aiutato a stabilire legami con alcune delle più importanti personalità dei media negli Stati Uniti e all’estero, contribuendo a indottrinare quotidianamente milioni di persone con le sue opinioni”. MRC Business ha individuato almeno 54 figure di spicco dei media (conduttori, editorialisti, redattori, dirigenti di testate giornalistiche e giornalisti) che sono legate a Soros attraverso i loro legami con le organizzazioni da lui finanziate.
Secondo una ricerca di MRC Business, Soros ha erogato almeno 131 milioni di dollari tra il 2016 e il 2020 attraverso varie organizzazioni per influenzare i gruppi mediatici. “Questa rete di legami con i media permette a Soros di avere una notevole influenza sulle storie che i media trattano, su come le trattano e su quali storie non trattano”.

L’informazione in occidente non è libera, men che meno nel nostro paese dove le notizie sono tutte dirottate o approvate da USA, NATO e USA, infatti l’Italia è al 58° posto nella libertà di stampa, superata anche da Gambia e Suriname

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ANCORA FINANZIAMENTI ALLA GUERRA MENTRE IL POPOLO È SEMPRE PIU’ POVERO Il nostro paese a causa dell’inflazione, le sanzioni alla Russia, l’impennata dei prezzi dei carburanti e delle bollette di luce e gas sta diventando sempre più povero e a pagarne le conseguenze è sempre e solo il popolo. Il nostro governo infatti ha appena stanziato aiuti per la guerra in Ucraina per un altro MILIARDO di Euro,questo è il sesto pacchetto di aiuti militari che il nostro Stato fornisce al governo di Zelenskij. “Il ministro Kuleba ha ringraziato per il sostegno fornito, ho ripetuto che continuerà. In collaborazione con la Francia stiamo finalizzando l’invio del Samp-T, e comunque ci sono altre azioni a cui lavoriamo riservatamente”, ha detto il vicepremier, facendo riferimento al sistema europeo di difesa aerea, chiesto da Kiev negli ultimi mesi. Tajani ha inoltre auspicato che il conflitto finisca “al più presto”: “ma allora per i paesi alleati dell’Ucraina deve essere ben chiaro che dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare questa nazione. Il nostro Paese dunque si può permettere di continuare a finanziare il governo ucraino con un miliardo di Euro ma non può fornire ai propri cittadini aiuti per far fronte all’inflazione che ogni giorno mangia sempre di più i risparmi dei lavoratori e non può garantire l’aumento di personale ospedaliero e i fondi che servirebbero per avere una sanità pubblica gratuita e di qualità per tutti che aveva promesso durante la prima ondata della pandemia da Covid-19 . Un governo dovrebbe garantire il benessere dei propri cittadini, in questo caso invece il nostro governo pensa solo ad esaudire tutti i diktat imposti dalla NATO, USA e UE didinteressandosi completamente del proprio popolo.


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ANCORA FINANZIAMENTI ALLA GUERRA MENTRE IL POPOLO È SEMPRE PIU’ POVERO

Il nostro paese a causa dell’inflazione, le sanzioni alla Russia, l’impennata dei prezzi dei carburanti e delle bollette di luce e gas sta diventando sempre più povero e a pagarne le conseguenze è sempre e solo il popolo.

Il nostro governo infatti ha appena stanziato aiuti per la guerra in Ucraina per un altro MILIARDO di Euro,questo è il sesto pacchetto di aiuti militari che il nostro Stato fornisce al governo di Zelenskij.
“Il ministro Kuleba ha ringraziato per il sostegno fornito, ho ripetuto che continuerà. In collaborazione con la Francia stiamo finalizzando l’invio del Samp-T, e comunque ci sono altre azioni a cui lavoriamo riservatamente”, ha detto il vicepremier, facendo riferimento al sistema europeo di difesa aerea, chiesto da Kiev negli ultimi mesi.
Tajani ha inoltre auspicato che il conflitto finisca “al più presto”: “ma allora per i paesi alleati dell’Ucraina deve essere ben chiaro che dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare questa nazione.

Il nostro Paese dunque si può permettere di continuare a finanziare il governo ucraino con un miliardo di Euro ma non può fornire ai propri cittadini aiuti per far fronte all’inflazione che ogni giorno mangia sempre di più i risparmi dei lavoratori e non può garantire l’aumento di personale ospedaliero e i fondi che servirebbero per avere una sanità pubblica gratuita e di qualità per tutti che aveva promesso durante la prima ondata della pandemia da Covid-19 .

Un governo dovrebbe garantire il benessere dei propri cittadini, in questo caso invece il nostro governo pensa solo ad esaudire tutti i diktat imposti dalla NATO, USA e UE didinteressandosi completamente del proprio popolo.

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? L’ABISSO E LA BACCHETTA MAGICA Il punto di Alberto Lombardo, Segretario Generale del Partito Comunista. Il magico PNRR viene invocato come la soluzione per tutti i mali che affliggono l’Italia, l’Europa, a momenti il mondo intero. Cominciamo dalla cifra. 235,12 miliardi in cinque anni. Neanche 50 miliardi l’anno su un bilancio statale di oltre 800. Poi le “condizionalità”. Lo abbiamo sempre detto: i prestiti andranno restituiti a tassi al momento non noti, ma comunque l’era dei “tassi zero” è finita per sempre, mentre la quota, minoritaria per l’Italia, a “fondo perduto” dovrà gravare sui bilanci nazionali per quote. Non ci regala niente nessuno. Ma il dramma viene quando ci si chiede come spenderli. Il Sole24Ore di oggi 25 gennaio (Ma nel Sud, cuore del Pnrr, quasi mille municipi in deficit) dimostra che i Comuni che più ne hanno bisogno meno avranno la possibilità di accedervi, perché poi le strutture eventualmente costruite andranno poi mantenute e i costi correnti aggiuntivi spesso metterebbero fuori gioco proprio le amministrazioni più deboli coi bilanci in dissesto. «… per esempio l’asilo dopo essere stato creato ha bisogno di educatori, collaboratori, riscaldamento, mensa e così via» e non ci sono i soldi. Mi regali un’auto, ma poi io non ho i soldi neanche per l’assicurazione. Il 72,3% di questi municipi in crisi è al Sud, dove i bilanci sono mangiati da una regola penalizzante per cui si prevedono accantonamenti a copertura delle mancate riscossioni: in una media complessiva che per ogni residente raggiunge anche i 70 euro. Oltre 3.400 Comuni privi del tutto o quasi di asili nido (tasso di copertura tra 0 e 11%) non hanno partecipato ai bandi, anche se almeno il 50% di loro avrebbe un’utenza potenziale sufficiente. Continuiamo a credere alle favole!


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? L’ABISSO E LA BACCHETTA MAGICA
Il punto di Alberto Lombardo, Segretario Generale del Partito Comunista.

Il magico PNRR viene invocato come la soluzione per tutti i mali che affliggono l’Italia, l’Europa, a momenti il mondo intero.
Cominciamo dalla cifra. 235,12 miliardi in cinque anni. Neanche 50 miliardi l’anno su un bilancio statale di oltre 800.
Poi le “condizionalità”. Lo abbiamo sempre detto: i prestiti andranno restituiti a tassi al momento non noti, ma comunque l’era dei “tassi zero” è finita per sempre, mentre la quota, minoritaria per l’Italia, a “fondo perduto” dovrà gravare sui bilanci nazionali per quote. Non ci regala niente nessuno.
Ma il dramma viene quando ci si chiede come spenderli. Il Sole24Ore di oggi 25 gennaio (Ma nel Sud, cuore del Pnrr, quasi mille municipi in deficit) dimostra che i Comuni che più ne hanno bisogno meno avranno la possibilità di accedervi, perché poi le strutture eventualmente costruite andranno poi mantenute e i costi correnti aggiuntivi spesso metterebbero fuori gioco proprio le amministrazioni più deboli coi bilanci in dissesto.
«… per esempio l’asilo dopo essere stato creato ha bisogno di educatori, collaboratori, riscaldamento, mensa e così via» e non ci sono i soldi. Mi regali un’auto, ma poi io non ho i soldi neanche per l’assicurazione.
Il 72,3% di questi municipi in crisi è al Sud, dove i bilanci sono mangiati da una regola penalizzante per cui si prevedono accantonamenti a copertura delle mancate riscossioni: in una media complessiva che per ogni residente raggiunge anche i 70 euro.
Oltre 3.400 Comuni privi del tutto o quasi di asili nido (tasso di copertura tra 0 e 11%) non hanno partecipato ai bandi, anche se almeno il 50% di loro avrebbe un’utenza potenziale sufficiente.
Continuiamo a credere alle favole!

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ANCHE IL CALCIO FINANZIA LA GUERRA Il club londinese del Chelsea di proprietà del magnate statunitense Todd Boehly ha deciso di comprare un attaccante dello Shakhtar Donesk per ben 100 milioni di Euro donandone 23 milioni per finanziare ulteriormente la guerra. I 23 milioni che verranno donati andranno direttamente a finanziare il progetto “Cuore di Azovstal”, il cui obiettivo è “aiutare i difensori di Mariupol, gruppo direttamente collegato al battaglione neo-nazista Azov. Il presidente dello Shakthar ovviamente si è dimostrato estremamente felice dell’offerta e della propaganda filo NATO che ci sarà dalla vendita dell’attaccante Mudryk dichiarando: “Sono assolutamente sicuro che l’Europa intera applaudirà il bellissimo e brillante gioco di Mikhail”. Peculiare come a fare da ponte per questo finanziamento occulto al conflitto passi proprio per il Chelsea, precedentemente di proprietà dell’oligarca Abramovich il quale fu costretto nei mesi scorsi a cederlo, a prezzo di saldo al magnate americano. I ricchi (Europa, America, Calciatori) sono per la guerra: loro ci guadagnano ma non vanno a combattere… Basta invio di armi! Per la Pace, contro la guerra!


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ANCHE IL CALCIO FINANZIA LA GUERRA

Il club londinese del Chelsea di proprietà del magnate statunitense Todd Boehly ha deciso di comprare un attaccante dello Shakhtar Donesk per ben 100 milioni di Euro donandone 23 milioni per finanziare ulteriormente la guerra.

I 23 milioni che verranno donati andranno direttamente a finanziare il progetto “Cuore di Azovstal”, il cui obiettivo è “aiutare i difensori di Mariupol, gruppo direttamente collegato al battaglione neo-nazista Azov.

Il presidente dello Shakthar ovviamente si è dimostrato estremamente felice dell’offerta e della propaganda filo NATO che ci sarà dalla vendita dell’attaccante Mudryk dichiarando: “Sono assolutamente sicuro che l’Europa intera applaudirà il bellissimo e brillante gioco di Mikhail”.

Peculiare come a fare da ponte per questo finanziamento occulto al conflitto passi proprio per il Chelsea, precedentemente di proprietà dell’oligarca Abramovich il quale fu costretto nei mesi scorsi a cederlo, a prezzo di saldo al magnate americano.

I ricchi (Europa, America, Calciatori) sono per la guerra: loro ci guadagnano ma non vanno a combattere…

Basta invio di armi!
Per la Pace, contro la guerra!

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Sul nostro canale Youtube è disponibile il video integrale, con audio migliorato, della manifestazione del 21 Gennaio per l’anniversario dei 102 anni dalla fondazione del Partito Comunista d’Italia. IL VIDEO ? https://www.youtube.com/watch?v=lbZ-nHUSpPA


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Sul nostro canale Youtube è disponibile il video integrale, con audio migliorato, della manifestazione del 21 Gennaio per l’anniversario dei 102 anni dalla fondazione del Partito Comunista d’Italia.

IL VIDEO
? https://www.youtube.com/watch?v=lbZ-nHUSpPA

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? ???????????, ??????????? ? ?????????? ?? ????? ?? ??????? ????????, ?????????? ???????? ??? ??????? ????????? Tipico esempio di balletto tra opposte nullità che però, pompati dalla potenza dei media, riescono a deviare l’attenzione su cose irrilevanti e creare gli schieramenti sul vuoto pneumatico. Prima bordata (in realtà una puzzetta). ???????????, idolo dei “????????????”, si scaglia contro una lavoratrice della scuola (come ormai costume del progressivismo imperiale nemico dei lavoratori), un’insegnante che ha subìto un atto sempre più frequente nelle nostre scuole, dove l’autorevolezza (si badi bene, non l’autorità) dei docenti è stata annichilita da anni di malgoverno culturale e finanziario. Risposta. Valditara, idolo dei “?????????”, non difende l’insegnante, ma leva lo scudo “securitario” contro lo studente, invocando il ruolo dell’educazione scolastica. Assenti: 1) il trattamento economico dei docenti, ultimo in Europa; 2) le condizioni di arruolamento con concorsi truffaldini e persistenza della precarizzazione (il 15,38% dei docenti ha un contratto a tempo determinato, tra gli ATA il 29,41%); 3) le condizioni dei luoghi scolastici (oltre il 58 percento senza certificazione di abitabilità); 4) il costante svilimento del ruolo del docente, sottoposto a inutili scartoffie e stretto tra famiglie che spesso non ne riconoscono più il ruolo educativo e dirigenti preoccupati spesso solo dei “numeri” da presentare al ministero. ??????????? ? ????? ??? ????…


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Tipico esempio di balletto tra opposte nullità che però, pompati dalla potenza dei media, riescono a deviare l’attenzione su cose irrilevanti e creare gli schieramenti sul vuoto pneumatico.

Prima bordata (in realtà una puzzetta).
???????????, idolo dei “????????????”, si scaglia contro una lavoratrice della scuola (come ormai costume del progressivismo imperiale nemico dei lavoratori), un’insegnante che ha subìto un atto sempre più frequente nelle nostre scuole, dove l’autorevolezza (si badi bene, non l’autorità) dei docenti è stata annichilita da anni di malgoverno culturale e finanziario.

Risposta. Valditara, idolo dei “?????????”, non difende l’insegnante, ma leva lo scudo “securitario” contro lo studente, invocando il ruolo dell’educazione scolastica.

Assenti:
1) il trattamento economico dei docenti, ultimo in Europa;
2) le condizioni di arruolamento con concorsi truffaldini e persistenza della precarizzazione (il 15,38% dei docenti ha un contratto a tempo determinato, tra gli ATA il 29,41%);
3) le condizioni dei luoghi scolastici (oltre il 58 percento senza certificazione di abitabilità);
4) il costante svilimento del ruolo del docente, sottoposto a inutili scartoffie e stretto tra famiglie che spesso non ne riconoscono più il ruolo educativo e dirigenti preoccupati spesso solo dei “numeri” da presentare al ministero.

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