LA MELONI FINANZIA I NAZISTI CON L’APPOGGIO DEL PD Sia il governo (prima Draghi e dopo Meloni) che il PD sin dall’inizio del conflitto si sono trovati subito d’accordo sul sostenere in tutto e per tutto l’esercito di Zelenskij, addirittura la “brava” segretaria del PD ha dichiarato, poco tempo fa, che l’Italia deve aiutare Kiev per sempre. Lo stesso Zelenskij ha ringraziato con un video la Meloni per aver il supporto di denaro e armi che il nostro Paese gli ha inviato. Il denaro che il nostro Paese invia è pubblico e dovrebbe essere impiegato per il benessere dei cittadini e dei lavoratori, invece viene impiegato per finanziare e armare gruppi di militari che fieramente si fotografano accanto a bandiere naziste. Ricorderemo di tutto questo quando il PD e la Schlein faranno l’ennesimo appello all’antifascismo (da passerella) per il 25 aprile.


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LA MELONI FINANZIA I NAZISTI CON L’APPOGGIO DEL PD

Sia il governo (prima Draghi e dopo Meloni) che il PD sin dall’inizio del conflitto si sono trovati subito d’accordo sul sostenere in tutto e per tutto l’esercito di Zelenskij, addirittura la “brava” segretaria del PD ha dichiarato, poco tempo fa, che l’Italia deve aiutare Kiev per sempre.
Lo stesso Zelenskij ha ringraziato con un video la Meloni per aver il supporto di denaro e armi che il nostro Paese gli ha inviato.

Il denaro che il nostro Paese invia è pubblico e dovrebbe essere impiegato per il benessere dei cittadini e dei lavoratori, invece viene impiegato per finanziare e armare gruppi di militari che fieramente si fotografano accanto a bandiere naziste.

Ricorderemo di tutto questo quando il PD e la Schlein faranno l’ennesimo appello all’antifascismo (da passerella) per il 25 aprile.

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PRIMA SNOWDEN ADESSO TEIXEIRA GLI USA SONO AL DISASTRO INFORMATICO Jack Teixeiraè ll’origine della fuga dei file del Pentagono che comprendono dettagli sullo spionaggio Usa sugli alleati così come stime sull’andamento del conflitto in Ucraina. La talpa che ha svelato tutti i segreti degli USA sulla guerra in Ucraina e i loro veri interessi lavora come specialista informatico per la Guardia nazionale dell’aeronautica americana ed è stato arrestato giovedì pomeriggio in Massachusetts. E’ stato preso a casa sua, costretto a consegnarsi con le mani sulla nuca e sotto il tiro delle armi degli agenti federali armati e venerdì sarà chiamato in giudizio presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Boston Teixeira era il leader della chat di gamer e ha diffuso sui social media circa 100 documenti riservati, usando non segreti canali del dark web ma semplicemente una piattaforma di commenti chiamata Discord, da cui sono passati su piattaforme più note come Telegram e Twitter. dai qdocumenti oltre a quelli riguardanti ll conflitto russo-ucraino si deduce che gli Usa abbiano spiato funzionari non solo russi, ma anche alleati come Sud Corea, Israele e lo stesso segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. 10 anni dopo Snowden, l’intelligence USA si conferma un discreto disastro.


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PRIMA SNOWDEN ADESSO TEIXEIRA
GLI USA SONO AL DISASTRO INFORMATICO

Jack Teixeiraè ll’origine della fuga dei file del Pentagono che comprendono dettagli sullo spionaggio Usa sugli alleati così come stime sull’andamento del conflitto in Ucraina.

La talpa che ha svelato tutti i segreti degli USA sulla guerra in Ucraina e i loro veri interessi lavora come specialista informatico per la Guardia nazionale dell’aeronautica americana ed è stato arrestato giovedì pomeriggio in Massachusetts. E’ stato preso a casa sua, costretto a consegnarsi con le mani sulla nuca e sotto il tiro delle armi degli agenti federali armati e venerdì sarà chiamato in giudizio presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti a Boston

Teixeira era il leader della chat di gamer e ha diffuso sui social media circa 100 documenti riservati, usando non segreti canali del dark web ma semplicemente una piattaforma di commenti chiamata Discord, da cui sono passati su piattaforme più note come Telegram e Twitter. dai qdocumenti oltre a quelli riguardanti ll conflitto russo-ucraino si deduce che gli Usa abbiano spiato funzionari non solo russi, ma anche alleati come Sud Corea, Israele e lo stesso segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.

10 anni dopo Snowden, l’intelligence USA si conferma un discreto disastro.

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BASTA CON LE ARMI PER LE GUERRE PIÙ SOLDI IN SANITA’ E ISTRUZIONE OGGI 15 APRILE: CECINA(LI) ORE 16.30 PIAZZA GUERRAZZI La sezione “Sante Danesin” Rosignano e bassa val di Cecina organizza, assieme ad altre sigle e associazioni locali, una manifestazione contro le folli spese militari che sottraggono fondi a settori vitali come istruzione e sanità. La situazione più critica del nostro territorio riguarda l’ospedale di Cecina che da anni viene depotenziato, mancanza di personale e liste di attesa lunghissime. L’evento è aperto a tutti i cittadini, partiti e organizzazioni che si riconoscono in queste idee e vogliono scendere in piazza per chiedere una vera pace.


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BASTA CON LE ARMI PER LE GUERRE
PIÙ SOLDI IN SANITA’ E ISTRUZIONE

OGGI 15 APRILE: CECINA(LI) ORE 16.30 PIAZZA GUERRAZZI

La sezione “Sante Danesin” Rosignano e bassa val di Cecina organizza, assieme ad altre sigle e associazioni locali, una manifestazione contro le folli spese militari che sottraggono fondi a settori vitali come istruzione e sanità.

La situazione più critica del nostro territorio riguarda l’ospedale di Cecina che da anni viene depotenziato, mancanza di personale e liste di attesa lunghissime.
L’evento è aperto a tutti i cittadini, partiti e organizzazioni che si riconoscono in queste idee e vogliono scendere in piazza per chiedere una vera pace.

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? PROSEGUE LA SCUOLA DI FORMAZIONE DEL PARTITO COMUNISTA Le menzogne sulla pandemia Covid Sesto appuntamento della scuola popolare di formazione politica Antonio Gramsci. Sarà l’occasione per affrontare finalmente da un punto di vista marxista, e quindi critico, la questione che abbiamo riassunto nel titolo “Le menzogne della pandemia COVID”. Ne parleremo con quattro relatori illustri nell’ambito di un seminario imperdibile! Relatori: Andrea Zhok è professore di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano. Si è formato studiando e lavorando presso le università di Trieste, Milano, Vienna ed Essex; collabora con numerose testate giornalistiche e riviste. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo: “Identità della persona e senso dell’esistenza” (Meltemi, 2018), “Critica della ragione liberale” (Meltemi, 2020), “Il dovere e il piacere” (Mimesis, 2021), “Lo stato di emergenza” (Meltemi, 2022). Giuseppe Damiani si occupa di biologia molecolare dal 1978. Si è laureato in biologia (1981) ed ha conseguito il diploma di perfezionamento in genetica (1984) e il dottorato in genetica (1989) presso l’università di Pavia. Ha lavorato come ricercatore in Italia e all’estero in diverse istituzioni. È autore di un centinaio di pubblicazioni scientifiche ed ha ricevuto diversi premi per le sue scoperte. Per approfondire: https://ift.tt/h6q5sfn Marco Cosentino é Medico Chirurgo e Dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, Professore Ordinario di Farmacologia nella Scuola di Medicina dell’Università degli Studi dell’Insubria. Alessandro Pascale é professore di storia e filosofia al liceo classico Parini di Milano. Militante comunista dal 2008, ricopre attualmente gli incarichi di responsabile nazionale della Formazione del Partito Comunista, di cui é anche segretario della regione Lombardia e della federazione di Milano. É direttore del portale Storiauniversale.it e autore di diversi saggi, tra cui la Storia del Comunismo (2017, scaricabile gratuitamente dl sito Intellettualecollettivo.it), Il totalitarismo “liberale” (2019) e Ascesa e declino dell’impero statunitense (2022). Si ricorda che gli incontri della scuola sono pubblici, aperti alla cittadinanza e quindi gratuiti ? L’articolo completo qui ? https://bit.ly/scuola-gramsci-covid


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? PROSEGUE LA SCUOLA DI FORMAZIONE DEL PARTITO COMUNISTA

Le menzogne sulla pandemia Covid

Sesto appuntamento della scuola popolare di formazione politica Antonio Gramsci. Sarà l’occasione per affrontare finalmente da un punto di vista marxista, e quindi critico, la questione che abbiamo riassunto nel titolo “Le menzogne della pandemia COVID”.
Ne parleremo con quattro relatori illustri nell’ambito di un seminario imperdibile!

Relatori:
Andrea Zhok è professore di Filosofia Morale presso il Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti” dell’Università degli Studi di Milano. Si è formato studiando e lavorando presso le università di Trieste, Milano, Vienna ed Essex; collabora con numerose testate giornalistiche e riviste. Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo: “Identità della persona e senso dell’esistenza” (Meltemi, 2018), “Critica della ragione liberale” (Meltemi, 2020), “Il dovere e il piacere” (Mimesis, 2021), “Lo stato di emergenza” (Meltemi, 2022).
Giuseppe Damiani si occupa di biologia molecolare dal 1978. Si è laureato in biologia (1981) ed ha conseguito il diploma di perfezionamento in genetica (1984) e il dottorato in genetica (1989) presso l’università di Pavia. Ha lavorato come ricercatore in Italia e all’estero in diverse istituzioni. È autore di un centinaio di pubblicazioni scientifiche ed ha ricevuto diversi premi per le sue scoperte. Per approfondire: https://ift.tt/h6q5sfn
Marco Cosentino é Medico Chirurgo e Dottore di ricerca in Farmacologia e Tossicologia, Professore Ordinario di Farmacologia nella Scuola di Medicina dell’Università degli Studi dell’Insubria.
Alessandro Pascale é professore di storia e filosofia al liceo classico Parini di Milano. Militante comunista dal 2008, ricopre attualmente gli incarichi di responsabile nazionale della Formazione del Partito Comunista, di cui é anche segretario della regione Lombardia e della federazione di Milano. É direttore del portale Storiauniversale.it e autore di diversi saggi, tra cui la Storia del Comunismo (2017, scaricabile gratuitamente dl sito Intellettualecollettivo.it), Il totalitarismo “liberale” (2019) e Ascesa e declino dell’impero statunitense (2022).
Si ricorda che gli incontri della scuola sono pubblici, aperti alla cittadinanza e quindi gratuiti

? L’articolo completo qui ?

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ZELENSKIJ VUOLE INTITOLARE LE STRADE AI NAZISTI La nuova proposta del governo di Kiev cambiare nome alla propria toponomastica e intitolare delle strade ad esponenti nazisti che hanno svolto un ruolo attivo durante la seconda guerra mondiale. Così spunta il nome di Volodymyr Kubiyovych, che durante l’Olocausto fu fortemente coinvolto nella formazione delle Waffen-SS Galizien, un gruppo nazista composta da volontari ucraini.” Kubiyovych prima dell’inizio dell’Olocausto, fu un forte sostenitore dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN-M) e nell’aprile 1941 chiese la creazione di uno stato autonomo all’interno dell’Ucraina in cui i polacchi e gli ebrei non avrebbero potuto vivere, più tardi durante la guerra, nel 1943, Kubiyovych assunse un ruolo chiave nella formazione delle Waffen-SS Galizien e annunciò pubblicamente la sua volontà di imbracciare le armi e combattere per la causa nazista. Dopo la la Seconda guerra mondiale trovò rifugio in Francia. Morto nel 1985, di Kubiyovych oltre ad essere ricordato come uno studioso insieme alle sue opere, è praticamente omesso il suo passato nazista. Queste sono le proposte di coloro che in occidente vengono spacciati per partigiani o semplici “seguaci di Kant”. L’occidente e i nazisti ucraini vogliono riscrivere la storia, non possiamo permettere che la verità venga continuamente stravolta.


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ZELENSKIJ VUOLE INTITOLARE LE STRADE AI NAZISTI

La nuova proposta del governo di Kiev cambiare nome alla propria toponomastica e intitolare delle strade ad esponenti nazisti che hanno svolto un ruolo attivo durante la seconda guerra mondiale.
Così spunta il nome di Volodymyr Kubiyovych, che durante l’Olocausto fu fortemente coinvolto nella formazione delle Waffen-SS Galizien, un gruppo nazista composta da volontari ucraini.”

Kubiyovych prima dell’inizio dell’Olocausto, fu un forte sostenitore dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (OUN-M) e nell’aprile 1941 chiese la creazione di uno stato autonomo all’interno dell’Ucraina in cui i polacchi e gli ebrei non avrebbero potuto vivere, più tardi durante la guerra, nel 1943, Kubiyovych assunse un ruolo chiave nella formazione delle Waffen-SS Galizien e annunciò pubblicamente la sua volontà di imbracciare le armi e combattere per la causa nazista.

Dopo la la Seconda guerra mondiale trovò rifugio in Francia.

Morto nel 1985, di Kubiyovych oltre ad essere ricordato come uno studioso insieme alle sue opere, è praticamente omesso il suo passato nazista.
Queste sono le proposte di coloro che in occidente vengono spacciati per partigiani o semplici “seguaci di Kant”.
L’occidente e i nazisti ucraini vogliono riscrivere la storia, non possiamo permettere che la verità venga continuamente stravolta.

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Il 14 Aprile di 93 anni fa ci lasciava Vladimir Majakovskij, vogliamo ricordarlo così. “Il Partito è un uragano denso di voci flebili e sottili e alle sue raffiche crollano i fortilizi del nemico. La sciagura è sull’uomo solitario, la sciagura è nell’uomo quando è solo. L’uomo solo non è un invincibile guerriero. Di lui ha ragione il più forte anche da solo, hanno ragione i deboli se si mettono in due. Ma quando dentro il Partito si uniscono i deboli di tutta la terra arrenditi, nemico, muori e giaci. Il Partito è una mano che ha milioni di dita strette in un unico pugno. L’uomo ch’è solo è una facile preda, anche se vale non alzerà una semplice trave, ne tanto meno una casa a cinque piani. Ma il Partito è milioni di spalle, spalle vicine le une alle altre e queste portano al cielo le costruzioni del socialismo. IL Partito è la spina dorsale della classe operaia. Il Partito è l’immortalità del nostro lavoro. Il Partito è l’unica cosa che non tradisce”


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Il 14 Aprile di 93 anni fa ci lasciava Vladimir Majakovskij, vogliamo ricordarlo così.

“Il Partito è un uragano denso
di voci flebili e sottili
e alle sue raffiche
crollano i fortilizi del nemico.
La sciagura è sull’uomo solitario,
la sciagura è nell’uomo quando è solo.

L’uomo solo
non è un invincibile guerriero.
Di lui ha ragione il più forte
anche da solo,
hanno ragione i deboli
se si mettono in due. Ma quando
dentro il Partito si uniscono i deboli
di tutta la terra
arrenditi, nemico, muori e giaci.

Il Partito è una mano che ha milioni di dita
strette in un unico pugno.
L’uomo ch’è solo
è una facile preda,
anche se vale
non alzerà una semplice trave,
ne tanto meno una casa a cinque piani.

Ma il Partito è milioni di spalle,
spalle vicine le une alle altre
e queste portano al cielo
le costruzioni del socialismo.
IL Partito è la spina dorsale
della classe operaia.

Il Partito è l’immortalità
del nostro lavoro.
Il Partito è l’unica cosa che non tradisce”

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I NAZISTI ASSOLDATI DALLA NATO Qualcuno, molti anni fa, disse di sentirsi più al sicuro sotto l’ombrello della NATO, la NATO però sin dalla sua creazione è stata un’organizzazione votata alla guerra e al reclutamento di ex nazisti, fatti scappare subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Qui sotto riportiamo alcuni alti ufficiali del Terzo Reich che sono stati assoldati direttamente dalla NATO, la loro carriera all’interno della Germania nazista e successivamente quella all’interno della più grande agenzia terroristica e guerrafondaia del Mondo: Adolf Heusinger: – Capo delle operazioni dello Stato Maggiore della Wehrmacht – Presidente del Comitato militare della NATO, 1961-1964. Hans Speidel: – Capo di Stato Maggiore del Gruppo d’esercito “B” di Erwin Rommel – 1957-1963 Comandante della NATO in Europa centrale. Johann Steinhof: – Asso dell’aviazione Luftwaffe sul fronte orientale – 1971-1974 Presidente del Comitato militare della NATO. Johann von Kleimanseg: – Ufficiale di Stato Maggiore dell’Alto Comando della Wehrmacht – 1967-1968 Comandante della NATO in Europa centrale. Ernst Ferber: – Ispettore dell’Alto Comando della Wehrmacht – 1973-1975 Comandante della NATO in Europa centrale. Karl Schnell: – Ufficiale di stato maggiore del corpo carri armati della Wehrmacht – 1975-1977 Comandante della NATO in Europa centrale. Franz-Josef Schultze: – Ufficiale della Luftwaffe, Croce di Cavaliere – 1977-1979 Comandante della NATO in Europa centrale. Ferdinand von Saenger und Etterlin: – Aiutante del Comando supremo della Wehrmacht – 1979-1983 Comandante della NATO in Europa centrale. Nessuno può sentirsi al sicuro all’interno della NATO.


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I NAZISTI ASSOLDATI DALLA NATO

Qualcuno, molti anni fa, disse di sentirsi più al sicuro sotto l’ombrello della NATO, la NATO però sin dalla sua creazione è stata un’organizzazione votata alla guerra e al reclutamento di ex nazisti, fatti scappare subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Qui sotto riportiamo alcuni alti ufficiali del Terzo Reich che sono stati assoldati direttamente dalla NATO, la loro carriera all’interno della Germania nazista e successivamente quella all’interno della più grande agenzia terroristica e guerrafondaia del Mondo:

Adolf Heusinger:
– Capo delle operazioni dello Stato Maggiore della Wehrmacht
– Presidente del Comitato militare della NATO, 1961-1964.

Hans Speidel:
– Capo di Stato Maggiore del Gruppo d’esercito “B” di Erwin Rommel
– 1957-1963 Comandante della NATO in Europa centrale.

Johann Steinhof:
– Asso dell’aviazione Luftwaffe sul fronte orientale
– 1971-1974 Presidente del Comitato militare della NATO.

Johann von Kleimanseg:
– Ufficiale di Stato Maggiore dell’Alto Comando della Wehrmacht
– 1967-1968 Comandante della NATO in Europa centrale.

Ernst Ferber:
– Ispettore dell’Alto Comando della Wehrmacht
– 1973-1975 Comandante della NATO in Europa centrale.

Karl Schnell:
– Ufficiale di stato maggiore del corpo carri armati della Wehrmacht
– 1975-1977 Comandante della NATO in Europa centrale.

Franz-Josef Schultze:
– Ufficiale della Luftwaffe, Croce di Cavaliere
– 1977-1979 Comandante della NATO in Europa centrale.

Ferdinand von Saenger und Etterlin:
– Aiutante del Comando supremo della Wehrmacht
– 1979-1983 Comandante della NATO in Europa centrale.

Nessuno può sentirsi al sicuro all’interno della NATO.

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DUE OPERAI MORTI CONTINUA LA STRAGE La strage delle morti bianche continua nel nostro Paese, sempre nell’indifferenza più totale della nostra classe politica, troppo intenta a inviare denaro e armi in Ucraina violando palesemente l’articolo 11 della nostra Costituzione e troppo impegnata a fare da scendiletto alla NATO e all’UE. L’anno scorso il numero di morti sul lavoro è arrivato alla sconvolgente media di 4 al giorno e in tutto il primo periodo del 2023 il governo Meloni non ha preso neanche in considerazione l’ipotesi di affrontare questo terribile problema. Così Due operai di 69 e 51 anni sono morti a Noverasco di Opera (Milano), a causa del cedimento di una piattaforma aerea usata durante lavori di potatura in un golf club, Le Rovedine. Un terzo operaio di 25 anni è rimasto ferito in modo grave. Tutti e tre erano dipendenti di una azienda agricola. Gli operai sono caduti da un’altezza di circa 15-20 metri. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne la morte sul posto, il pm ha richiesto l’autopsia sui cadaveri dei due operai e richiesto il sequestro del macchinario che era stato noleggiato per effettuare i lavori, in modo da poter procedere alle perizie tecniche per ricostruire la dinamica che ha portato all’incidente per verificare le cause della rottura. La grave piaga delle morti bianche non vuole essere affrontata nel nostro Paese e i governi fanno finta che non esista, è ora di dire BASTA! Servono immediatamente più tutele per i lavoratori e più sicurezza sul lavoro, solamente così si potrà iniziare a arginare questa piaga.


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DUE OPERAI MORTI
CONTINUA LA STRAGE

La strage delle morti bianche continua nel nostro Paese, sempre nell’indifferenza più totale della nostra classe politica, troppo intenta a inviare denaro e armi in Ucraina violando palesemente l’articolo 11 della nostra Costituzione e troppo impegnata a fare da scendiletto alla NATO e all’UE.
L’anno scorso il numero di morti sul lavoro è arrivato alla sconvolgente media di 4 al giorno e in tutto il primo periodo del 2023 il governo Meloni non ha preso neanche in considerazione l’ipotesi di affrontare questo terribile problema.

Così Due operai di 69 e 51 anni sono morti a Noverasco di Opera (Milano), a causa del cedimento di una piattaforma aerea usata durante lavori di potatura in un golf club, Le Rovedine. Un terzo operaio di 25 anni è rimasto ferito in modo grave. Tutti e tre erano dipendenti di una azienda agricola.
Gli operai sono caduti da un’altezza di circa 15-20 metri. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne la morte sul posto, il pm ha richiesto l’autopsia sui cadaveri dei due operai e richiesto il sequestro del macchinario che era stato noleggiato per effettuare i lavori, in modo da poter procedere alle perizie tecniche per ricostruire la dinamica che ha portato all’incidente per verificare le cause della rottura.

La grave piaga delle morti bianche non vuole essere affrontata nel nostro Paese e i governi fanno finta che non esista, è ora di dire BASTA!
Servono immediatamente più tutele per i lavoratori e più sicurezza sul lavoro, solamente così si potrà iniziare a arginare questa piaga.

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LA LEGA CONTRO LA COMMISSIONE COVID La Lega si è opposta ad aprire una vera e seria commissione Covid per far luce sull’operato delle regioni durante la fase più critica del primo lockdown e non vuole neanche che venga fatta chiarezza sulle modalità di acquisto e di efficacia dei vaccini che ci hanno imposto di comprare. Milioni di dosi di vaccini in fase di sperimentazione sono stati somministrati alla popolazione italiana senza che sapessero gli effetti che avrebbero provocato e adesso il nostro governo non vuole neanche fare chiarezza sull’accaduto sperando che tutta la vicenda venga messa a tacere come di consueto succede in Italia. Il voto per la creazione di questa commissione era previsto martedì scorso. Ma poi è stato rimandato di un’altra settimana, pare per ragioni tecniche: “Non c’era tempo di rientrare in aula”, è la versione ufficiale. Ma dietro la decisione di far slittare l’istituzione della commissione parlamentare d’inchiesta sul covid-19 c’è uno scontro politico interno alla destra e con l’opposizione, secondo quanto riportato da esponenti del governo. Riguarda i poteri d’inchiesta della commissione che, in quanto d’inchiesta, ha poteri equiparabili all’autorità giudiziaria. A mettere un veto sul testo finale è stata la Lega: in primis. In tutto questo c’è una chiara volontà anche politica che non vogliano far indagare né sui vaccini imposti dal blocco occidentale al nostro paese e a tutta l’Europa, né sulla quantita dei vaccini acquistati e neanche sulle modalità di restrizioni che hanno assunto le regioni durante il promo lockdown.


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LA LEGA CONTRO LA COMMISSIONE COVID

La Lega si è opposta ad aprire una vera e seria commissione Covid per far luce sull’operato delle regioni durante la fase più critica del primo lockdown e non vuole neanche che venga fatta chiarezza sulle modalità di acquisto e di efficacia dei vaccini che ci hanno imposto di comprare.
Milioni di dosi di vaccini in fase di sperimentazione sono stati somministrati alla popolazione italiana senza che sapessero gli effetti che avrebbero provocato e adesso il nostro governo non vuole neanche fare chiarezza sull’accaduto sperando che tutta la vicenda venga messa a tacere come di consueto succede in Italia.

Il voto per la creazione di questa commissione era previsto martedì scorso. Ma poi è stato rimandato di un’altra settimana, pare per ragioni tecniche: “Non c’era tempo di rientrare in aula”, è la versione ufficiale. Ma dietro la decisione di far slittare l’istituzione della commissione parlamentare d’inchiesta sul covid-19 c’è uno scontro politico interno alla destra e con l’opposizione, secondo quanto riportato da esponenti del governo. Riguarda i poteri d’inchiesta della commissione che, in quanto d’inchiesta, ha poteri equiparabili all’autorità giudiziaria. A mettere un veto sul testo finale è stata la Lega: in primis.

In tutto questo c’è una chiara volontà anche politica che non vogliano far indagare né sui vaccini imposti dal blocco occidentale al nostro paese e a tutta l’Europa, né sulla quantita dei vaccini acquistati e neanche sulle modalità di restrizioni che hanno assunto le regioni durante il promo lockdown.

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BASTA CON LE ARMI PER LE GUERRE PI’ SOLDI IN SANITA’ E ISTRUZIONE SABATO 15 APRILE: CECINA(LI) La sezione “Sante Danesin” Rosignano e bassa val di Cecina organizza, assieme ad altre sigle e associazioni locali, una manifestazione contro le folli spese militari che sottraggono fondi a settori vitali come istruzione e sanità. Vi aspettiamo sabato 15 Aprile dalle ore 16:30 in piazza Guerrazzi a Cecina. La situazione più critica del nostro territorio riguarda l’ospedale di Cecina che da anni viene depotenziato, mancanza di personale e liste di attesa lunghissime. L’evento è aperto a tutti i cittadini, partiti e organizzazioni che si riconoscono in queste idee e vogliono scendere in piazza per chiedere una vera pace.


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BASTA CON LE ARMI PER LE GUERRE
PI’ SOLDI IN SANITA’ E ISTRUZIONE

SABATO 15 APRILE: CECINA(LI)
La sezione “Sante Danesin” Rosignano e bassa val di Cecina organizza, assieme ad altre sigle e associazioni locali, una manifestazione contro le folli spese militari che sottraggono fondi a settori vitali come istruzione e sanità.
Vi aspettiamo sabato 15 Aprile dalle ore 16:30 in piazza Guerrazzi a Cecina.
La situazione più critica del nostro territorio riguarda l’ospedale di Cecina che da anni viene depotenziato, mancanza di personale e liste di attesa lunghissime.
L’evento è aperto a tutti i cittadini, partiti e organizzazioni che si riconoscono in queste idee e vogliono scendere in piazza per chiedere una vera pace.

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LA CORTINA FUMOGENA DEI TAGLI Lo sfondo essenziale del DEF presentato dal Governo Meloni riguarda l’inflazione programmata. L’Ipca, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato che per esempio serve come parametro per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, stimato al 2,1% per quest’anno e all’1,8% per i due anni successivi, nelle tabelle del consiglio dei ministri va per il 2023 al 5,9% e al 2,8% l’anno prossimo e al 2,1% nel 2025. L’inflazione generale viaggia solo pochi decimali più in basso. La politica monetaria restrittiva decisa dalla Bce porterà a una spesa per interessi fino a quota 100 miliardi all’anno (la spesa per interessi cumula fra 2023 e 2025 66,9 miliardi in più di quanto previsto 12 mesi fa, e sfonda i 100 miliardi annui nel 2026). Nonostante questo salasso, provocato dal criminale aumento dei tassi e di fondo dalla gabbia monetaria costituita dall’euro, arriva la conferma del ritorno dell’avanzo primario, cioè dei risparmi “forzati” nel saldo calcolato al netto delle spese per interessi, nel tentativo non molto riuscito nel passato di contenere il rapporto fra debito e PIL. L’avanzo primario torna a partire dal 2024, (circa sei miliardi, lo 0,3% del Pil), poi destinato ad aumentare negli anni successivi, in modo netto sia nel 2024 (1,2% del Pil, circa 26 miliardi di euro) sia nel 2025 (2%, quasi 45 miliardi). La cortina fumogena alzata dal governo però consiste nell’introdurre «un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull’anno in corso», come annunciato il ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’intervento «sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie» e allo stesso tempo «contribuirà alla moderazione della crescita salariale». Quindi, le richieste degli aumenti salariali vengono spenti grazie alle tasse che pagano tutti i contribuenti e non erodendo i profitti delle grandi aziende. Bravo Robin Hood! Quanto alle pensioni, le promesse elettorali si vanno a fare friggere. Il capogruppo delle Lega alla Camere Riccardo Molinari: «Con pochi miliardi quota 41 non si fa, questo è chiaro».


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LA CORTINA FUMOGENA DEI TAGLI

Lo sfondo essenziale del DEF presentato dal Governo Meloni riguarda l’inflazione programmata.
L’Ipca, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato che per esempio serve come parametro per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, stimato al 2,1% per quest’anno e all’1,8% per i due anni successivi, nelle tabelle del consiglio dei ministri va per il 2023 al 5,9% e al 2,8% l’anno prossimo e al 2,1% nel 2025. L’inflazione generale viaggia solo pochi decimali più in basso.
La politica monetaria restrittiva decisa dalla Bce porterà a una spesa per interessi fino a quota 100 miliardi all’anno (la spesa per interessi cumula fra 2023 e 2025 66,9 miliardi in più di quanto previsto 12 mesi fa, e sfonda i 100 miliardi annui nel 2026). Nonostante questo salasso, provocato dal criminale aumento dei tassi e di fondo dalla gabbia monetaria costituita dall’euro, arriva la conferma del ritorno dell’avanzo primario, cioè dei risparmi “forzati” nel saldo calcolato al netto delle spese per interessi, nel tentativo non molto riuscito nel passato di contenere il rapporto fra debito e PIL. L’avanzo primario torna a partire dal 2024, (circa sei miliardi, lo 0,3% del Pil), poi destinato ad aumentare negli anni successivi, in modo netto sia nel 2024 (1,2% del Pil, circa 26 miliardi di euro) sia nel 2025 (2%, quasi 45 miliardi).
La cortina fumogena alzata dal governo però consiste nell’introdurre «un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull’anno in corso», come annunciato il ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’intervento «sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie» e allo stesso tempo «contribuirà alla moderazione della crescita salariale».
Quindi, le richieste degli aumenti salariali vengono spenti grazie alle tasse che pagano tutti i contribuenti e non erodendo i profitti delle grandi aziende. Bravo Robin Hood!
Quanto alle pensioni, le promesse elettorali si vanno a fare friggere. Il capogruppo delle Lega alla Camere Riccardo Molinari: «Con pochi miliardi quota 41 non si fa, questo è chiaro».

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