Il presidio di oggi di protesta a Viale Mazzini contro la censura totale sulla raccolta firme referendaria Ripudia la Guerra. La Rai governata prima dal centro sinistra e 5S e -oggi-dal centro destra non svolge più da molto tempo il ruolo di servizio pubblico ma fa solo e semprw propaganda per il governante di turno dimostrando quanto sia pilotata l’informazione italiana.


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Il presidio di oggi di protesta a Viale Mazzini contro la censura totale sulla raccolta firme referendaria Ripudia la Guerra.

La Rai, governata prima dal centro sinistra e 5S e -oggi-dal centro destra, non svolge più da molto tempo il ruolo di servizio pubblico ma fa solo e semprw propaganda per il governante di turno dimostrando quanto sia pilotata l’informazione italiana.

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USA CONTRO CUBA: VOGLIONO LA GUERRA Gli USA dopo la guerra in Ucraina le continue provocazioni di guerra alla Cina con Taiwan e alla Serbia col Kosovo vogliono aprire un altro fronte di guerra contro Cuba per attaccare indirettamente la Cina interferendo sui suoi rapporti con il governo cubano. Dopo aver vessato l’isola socialista per più di 60 anni con il criminale Bloqueo (embargo) impedendone il pieno sviluppo e sperando finanziando e armando controrivoluzioni che non hanno mai avuto successo adesso il parlamento criminale statunitense starebbe pensando a una vera e propria guerra contro il popolo cubano il deputato repubblicano della Florida alla Camera dei rappresentanti Matt Gaetz ha infatti dichiarato: “Sono a favore di autorizzare l’uso della forza militare per eliminare gli asset cinesi a Cuba. Ci preoccupiamo tanto della Russia che ha tecnologie degli anni Sessanta dovremmo essere molto più preoccupati che la Cina stia funzionalmente trasformando Cuba in una base aerea permanente proprio al largo della costa della Florida. Sono contrario alla guerra ma in questo caso sono a favore di dare al Presidente l’autorizzazione necessaria per rimuovere le basi cinesi da Cuba. È un modo per prevenire la guerra.” L’unica condizione che gli USA accettano da sempre per non fare la guerra nel resto del mondo è quella in cui tutti i Paesi ubbidiscano ai loro ordini infatti stanno continuando ad armare Taiwan e armano l’Ucraina almeno dal 2014 ma non ammettono niente vicino ai propri confini.


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USA CONTRO CUBA:
VOGLIONO LA GUERRA

Gli USA dopo la guerra in Ucraina, le continue provocazioni di guerra alla Cina con Taiwan e alla Serbia col Kosovo, vogliono aprire un altro fronte di guerra contro Cuba per attaccare indirettamente la Cina interferendo sui suoi rapporti con il governo cubano.

Dopo aver vessato l’isola socialista per più di 60 anni con il criminale Bloqueo (embargo) impedendone il pieno sviluppo e sperando finanziando e armando controrivoluzioni che non hanno mai avuto successo, adesso il parlamento criminale statunitense starebbe pensando a una vera e propria guerra contro il popolo cubano, il deputato repubblicano della Florida alla Camera dei rappresentanti Matt Gaetz ha infatti dichiarato: “Sono a favore di autorizzare l’uso della forza militare per eliminare gli asset cinesi a Cuba. Ci preoccupiamo tanto della Russia, che ha tecnologie degli anni Sessanta, dovremmo essere molto più preoccupati che la Cina stia funzionalmente trasformando Cuba in una base aerea permanente proprio al largo della costa della Florida. Sono contrario alla guerra, ma in questo caso sono a favore di dare al Presidente l’autorizzazione necessaria per rimuovere le basi cinesi da Cuba. È un modo per prevenire la guerra.”

L’unica condizione che gli USA accettano da sempre per non fare la guerra nel resto del mondo è quella in cui tutti i Paesi ubbidiscano ai loro ordini, infatti stanno continuando ad armare Taiwan e armano l’Ucraina almeno dal 2014, ma non ammettono niente vicino ai propri confini.

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MELONI SOVRANISTA DI CARTONE APPROVA IL MES Dopo aver sbraitato tanto contro la ratifica del MES per pura propaganda e per far credere ai suoi elettori di essere un governo sovranista “di patrioti” Giorgia Meloni butta giù la maschera e svela la sua vera natura di opportunista e serva della BCE e dell’UE. Il governo sovranista di cartone alla fine ratificherà la riforma del MES sotto indicazione diretta di Giorgetti e spinto dalla stessa UE. Paolo Gentiloni aveva avvisato il governo Meloni dicendo: Qui finisce che sul Mes si fanno male. Ebbene la previsione del commissario europeo all’Economia oggi si è avverata. Il ministro Giorgetti dopo mesi di tentennamenti ha abbracciato la linea di Gentiloni e UE per il via libera al Meccanismo europeo di stabilità creando fortissimi malumori all’interno del governo e nella commissione Esteri della Camera chiamata a discutere la ratifica della riforma su proposta delle opposizioni. Nel testo viene certificato che il via libera alla ratifica della riforma del Mes non comporta rischi per la finanza pubblica. Anzi migliorerebbe l’accesso degli Stati ai mercati finanziari e il rating dell’Italia che sarebbe un aiuto per i Paesi ad alto debito. La Meloni dunque si piega al volere dell’UE soprattutto dopo che Mario Draghi (di cui lei sta portando avanti tutta l’agenda di governo) ha dichiarato che auspica per la ratifica nel minor tempo possibile ma per salvare almeno la faccia continua a propagandare il ricatto del sì per ottenere concessioni sul Patto di stabilità. A innescare questo caos e forse una crisi di governo però è stata proprio la Meloni. Per anni assieme a Matteo Salvini la premier ha descritto il Mes come il Male Assoluto. Come e peggio di Belzebù. E’ uno stigma ha ripetuto ancora pochi giorni fa. E ora Meloni non può fare marcia indietro senza perdere la faccia. La Meloni ha incentrato tutta la sua campagna elettorale sul sovranismo come aveva fatto già Salvini anni prima ma dal primo giorno che si è insediata al governo ha dimostrato di essere anche lei una sovranista di cartone pronta a giustificare e accettare tutto ciò che le viene imposto dall’UE. GLI UNICI PATRIOTI IN ITALIA SONO STATI I PARTIGIANI E I COMUNISTI E NOI OGGI SIAMO FIERAMENTE PER LA PATRIA SOVRANA E DEMOCRATICA


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MELONI SOVRANISTA DI CARTONE APPROVA IL MES

Dopo aver sbraitato tanto contro la ratifica del MES per pura propaganda e per far credere ai suoi elettori di essere un governo “sovranista”, “di patrioti”, Giorgia Meloni butta giù la maschera e svela la sua vera natura di opportunista e serva della BCE e dell’UE.

Il governo “sovranista” di cartone alla fine ratificherà la riforma del MES sotto indicazione diretta di Giorgetti e spinto dalla stessa UE.
Paolo Gentiloni aveva avvisato il governo Meloni dicendo: “Qui finisce che sul Mes si fanno male”. Ebbene, la previsione del commissario europeo all’Economia oggi si è avverata. Il ministro Giorgetti dopo mesi di tentennamenti, ha abbracciato la linea di Gentiloni e UE per il via libera al Meccanismo europeo di stabilità, creando fortissimi malumori all’interno del governo e nella commissione Esteri della Camera chiamata a discutere la ratifica della riforma su proposta delle opposizioni.
Nel testo viene certificato che il via libera alla ratifica della riforma del Mes “non comporta rischi per la finanza pubblica”. Anzi, migliorerebbe “l’accesso degli Stati ai mercati finanziari”, e il “rating dell’Italia” che sarebbe un aiuto per i Paesi ad “alto debito”.
La Meloni dunque si piega al volere dell’UE soprattutto dopo che Mario Draghi (di cui lei sta portando avanti tutta l’agenda di governo) ha dichiarato che auspica per la ratifica nel minor tempo possibile, ma per salvare almeno la faccia continua a propagandare il “ricatto” del sì per ottenere concessioni sul Patto di stabilità. A innescare questo caos e forse una crisi di governo però è stata proprio la Meloni. Per anni, assieme a Matteo Salvini, la premier ha descritto il Mes come il Male Assoluto. Come e peggio di Belzebù. “E’ uno stigma”, ha ripetuto ancora pochi giorni fa. E ora Meloni non può fare marcia indietro senza perdere la faccia.

La Meloni ha incentrato tutta la sua campagna elettorale sul sovranismo, come aveva fatto già Salvini anni prima ma dal primo giorno che si è insediata al governo ha dimostrato di essere anche lei una “sovranista di cartone” pronta a giustificare e accettare tutto ciò che le viene imposto dall’UE.

GLI UNICI PATRIOTI IN ITALIA SONO STATI I PARTIGIANI E I COMUNISTI E NOI OGGI SIAMO FIERAMENTE PER LA PATRIA, SOVRANA E DEMOCRATICA

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BIDEN VUOLE LA GUERRA CON LA CINA Il Presidente USA Joe Biden subito dopo che il suo Segretario di Stato Antony Blinken aveva visitato Pechino per stabilizzare le relazioni bilaterali che secondo la Cina sono arrivate “al punto più basso” ha pensato bene di chiamare il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping DITTATORE vanificando tutti gli sforzi del suo sottoposto di allentare le tensioni tra i due Stati. Biden ha anche affermato che Xi è stato molto imbarazzato quando un pallone spia cinese sospetto è stato lanciato fuori rotta nello spazio aereo statunitense all’inizio di quest’anno facendo un commento personale sul leader cinese quando Blinken ha detto lunedì che il “capitolo” sarebbe dovuto essere chiuso. Biden ha continuato i suoi commenti sul leader cinese Xi Jinping al suo terzo mandato come presidente del Partito Comunista: “Il motivo per cui Xi Jinping si è molto arrabbiato quando ho abbattuto quel pallone pieno di equipaggiamento da spia era che non sapeva che fosse lì” ha detto Biden durante una raccolta fondi in California. “Questo è un motivo di grande imbarazzo per i dittatori. Quando non sanno cosa sia successo. Quel pallone non doveva andare dov’era. È stato portato fuori rotta” inoltre ha anche affermato che la Cina “ha reali difficoltà economiche”. Questi attacchi a tutto il popolo cinese uniti a alle provocazioni su Taiwan rischiano di inasprire ancora di più il conflitto tra le due potenze ma dimostrano chiaramente quale sia la Nazione aggressiva violenta e arrogante e quale quella che tenta in tutti i modi di mantenere rapporti di Pace. L’arroganza degli USA non si ferma di fronte a niente e sono pronti a scatenare una guerra nucleare pur di continuare a sentirsi i padroni del mondo. NON CAPIAMO SE BIDEN SIA UN BOLLITO O FACCIA PARTE DI UNA DISPUTA TRA AREE DI POTERE STATUNITENSE LUCIDAMENTE. LA CINA RIMANE UN BALUARDO DI PACE E SVILUPPO DEI POPOLO DI TUTTO IL PIANETA


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BIDEN VUOLE LA GUERRA CON LA CINA

Il Presidente USA Joe Biden, subito dopo che il suo Segretario di Stato Antony Blinken aveva visitato Pechino per stabilizzare le relazioni bilaterali, che secondo la Cina sono arrivate “al punto più basso”, ha pensato bene di chiamare il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, DITTATORE vanificando tutti gli sforzi del suo sottoposto di allentare le tensioni tra i due Stati.

Biden ha anche affermato che Xi è stato molto imbarazzato quando un pallone spia cinese sospetto è stato lanciato fuori rotta nello spazio aereo statunitense all’inizio di quest’anno, facendo un commento personale sul leader cinese quando Blinken ha detto lunedì che il “capitolo” sarebbe dovuto essere chiuso.
Biden ha continuato i suoi commenti sul leader cinese Xi Jinping al suo terzo mandato come presidente del Partito Comunista: “Il motivo per cui Xi Jinping si è molto arrabbiato quando ho abbattuto quel pallone pieno di equipaggiamento da spia era che non sapeva che fosse lì”, ha detto Biden durante una raccolta fondi in California. “Questo è un motivo di grande imbarazzo per i dittatori. Quando non sanno cosa sia successo. Quel pallone non doveva andare dov’era. È stato portato fuori rotta”, inoltre ha anche affermato che la Cina “ha reali difficoltà economiche”.

Questi attacchi a tutto il popolo cinese uniti a alle provocazioni su Taiwan rischiano di inasprire ancora di più il conflitto tra le due potenze ma dimostrano chiaramente quale sia la Nazione aggressiva, violenta e arrogante e quale quella che tenta in tutti i modi di mantenere rapporti di Pace.

L’arroganza degli USA non si ferma di fronte a niente e sono pronti a scatenare una guerra nucleare pur di continuare a sentirsi i padroni del mondo.

NON CAPIAMO SE BIDEN SIA UN BOLLITO O FACCIA PARTE DI UNA DISPUTA TRA AREE DI POTERE STATUNITENSE LUCIDAMENTE.
LA CINA RIMANE UN BALUARDO DI PACE E SVILUPPO DEI POPOLO DI TUTTO IL PIANETA

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OGGI Giovedì 22 giugno presso il circolo Balalaika a Pisa Via Giuseppe Montanelli 125 ore 21.15 Iniziativa del Partito Comunista insieme al Segretario Regionale Toscano Alessandro Massimo Facchinetti e il vice-Segretario Generale del Partito Comunista Salvatore CATELLO. Durante l’iniziativa sarà possibile firmare per il Referendum Ripudia la Guerra promosso dal professor Pennetta.


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OGGI Giovedì 22 giugno presso il circolo Balalaika a Pisa
Via Giuseppe Montanelli 125 ore 21.15

Iniziativa del Partito Comunista insieme al
Segretario Regionale Toscano Alessandro Massimo Facchinetti
e il vice-Segretario Generale del Partito Comunista Salvatore CATELLO.

Durante l’iniziativa sarà possibile firmare per il Referendum Ripudia la Guerra promosso dal professor Pennetta.

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GRILLO (E I 5 STELLE) NON VOGLIONO IL DIRITTO AL VOTO Grillo dal suo palcoscenico attacca direttamente il diritto al voto un diritto che con tanti sacrifici il popolo italiano ha riconquistato con la fine della Seconda Guerra Mondiale soprattutto grazie ai partigiani che hanno donato la vita per liberare il nostro Paese dalla dittatura f4scista. Il fondatore dei 5 Stelle parla di togliere il voto agli 80 enni in quanto troppo anziani e prossimi alla morte per poter esercitare un diritto che spetta a tutti i cittadini italiani. Dopo aver fatto parte di tutti i governi possibili alleandosi con tutti pur di rimanere al governo prima con la Lega poi con il PD e infine con tutto il parlamento per Draghi i 5 stelle tentano di ritornare alle origini attaccando tutto e tutti e ritornano anche ad attaccare il diritto al voto che è sancito dalla nostra costituzione. Nel parlamento italiano e anche in quello europeo però il partito di Grillo continua a seguire i diktat imposti da UE USA e NATO e infatti all’ultima votazione in Europa hanno pensato bene di astenersi nella votazione sul riconoscere la Russia uno Stato terrorista dimostrando la loro fedeltà a quei poteri che hanno tanto contestato (a parole) in passato. Adesso solamente a parole cercando di ricrearsi una verginità ritornando alle provocatorie origini con provocazioni che andrebbero ad escludere intere categorie di cittadini dalla possibilità di poter votare. NOI NON LO PERMETTEREMO GLI ANZIANI SONO LA MEMORIA E LE RADICI DEL NOSTRO POPOLO. VOTARE È UN DIRITTO DI TUTTI


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GRILLO (E I 5 STELLE) NON VOGLIONO IL DIRITTO AL VOTO

Grillo, dal suo palcoscenico, attacca direttamente il diritto al voto, un diritto che con tanti sacrifici il popolo italiano ha riconquistato con la fine della Seconda Guerra Mondiale soprattutto grazie ai partigiani che hanno donato la vita per liberare il nostro Paese dalla dittatura f4scista.

Il fondatore dei 5 Stelle parla di togliere il voto agli 80 enni in quanto troppo anziani e prossimi alla morte per poter esercitare un diritto che spetta a tutti i cittadini italiani.
Dopo aver fatto parte di tutti i governi possibili, alleandosi con tutti pur di rimanere al governo, prima con la Lega, poi con il PD e infine con tutto il parlamento per Draghi, i 5 stelle tentano di ritornare alle origini attaccando tutto e tutti e ritornano anche ad attaccare il diritto al voto, che è sancito dalla nostra costituzione.
Nel parlamento italiano e anche in quello europeo però il partito di Grillo continua a seguire i diktat imposti da UE, USA e NATO e infatti all’ultima votazione in Europa hanno pensato bene di astenersi nella votazione sul riconoscere la Russia uno Stato terrorista, dimostrando la loro fedeltà a quei poteri che hanno tanto contestato (a parole) in passato.

Adesso, solamente a parole, cercando di ricrearsi una verginità ritornando alle provocatorie origini, con provocazioni che andrebbero ad escludere intere categorie di cittadini dalla possibilità di poter votare.

NOI NON LO PERMETTEREMO
GLI ANZIANI SONO LA MEMORIA E LE RADICI DEL NOSTRO POPOLO.
VOTARE È UN DIRITTO DI TUTTI

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PD VUOLE ENTRARE IN GUERRA La nuova Segretaria del PD Elly Schlein vorrebbe che il nostro Paese entrasse definitivamente in guerra a fianco del regime di Zelenskij dichiarando: pieno supporto a Kiev anche con aiuti militari le parole della Segretaria sono state condivise da tutto il partito dimostrando che il PD ha le stesse politiche estere del Governo guidato da Giorgia Meloni. La Segretaria del “cambiamento” durante la relazione introduttiva alla direzione al Nazareno che è stata approvata in tutto e per tutto dal PD ha anche rincarato dicendo: È ora il momento di mobilitare tutto il partito sulla nostra agenda per lItalia e per lEuropa. Ho ricevuto un mandato chiaro ricostruire una identità chiara del partito che ci renda riconoscibili. Se si tenta di rappresentare tutto e il contrario di tutto si rischia di non rappresentare nessuno e lasciare spazi agli altri . La linea del PD rimane molto chiara e ben distante dall’essere minimamente di sinistra la nuova segretaria ha abbandonato sin da subito la famosa svolta a sinistra del PD portando avanti una linea uguale se non peggiore dei suoi predecessori: Entrata in guerra a fianco dei neo-n4zisti ucraini disprezzo per i lavoratori e tutto il popolo piena sudditanza a UE USA e NATO. La nuova linea del PD è identica all’agenda Draghi cioè la stessa linea che il governo di destra della Meloni sta portando avanti a dimostrazione che sono solamente due facce della stessa medaglia. IL PD SCHERZA COL FUOCO NON SI RENDONO CONTO CHE CI STANNO SPINGENDO VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE NUCLEARE. – STOP INVIO ARMI SUBITO


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PD VUOLE ENTRARE IN GUERRA

La nuova Segretaria del PD Elly Schlein vorrebbe che il nostro Paese entrasse definitivamente in guerra a fianco del regime di Zelenskij, dichiarando: “pieno supporto a Kiev anche con aiuti militari” le parole della Segretaria sono state condivise da tutto il partito dimostrando che il PD ha le stesse politiche estere del Governo guidato da Giorgia Meloni.

La Segretaria del “cambiamento” durante la relazione introduttiva alla direzione al Nazareno che è stata approvata in tutto e per tutto dal PD, ha anche rincarato dicendo: «È ora il momento di mobilitare tutto il partito sulla nostra agenda per l’Italia e per l’Europa. Ho ricevuto un mandato chiaro, ricostruire una identità chiara del partito, che ci renda riconoscibili. Se si tenta di rappresentare tutto e il contrario di tutto si rischia di non rappresentare nessuno e lasciare spazi agli altri» .

La linea del PD rimane molto chiara e ben distante dall’essere minimamente di sinistra, la nuova segretaria ha abbandonato sin da subito la “famosa svolta a sinistra” del PD portando avanti una linea uguale, se non peggiore, dei suoi predecessori: Entrata in guerra a fianco dei neo-n4zisti ucraini, disprezzo per i lavoratori e tutto il popolo, piena sudditanza a UE, USA e NATO.
La nuova linea del PD è identica all’agenda Draghi, cioè la stessa linea che il governo di destra della Meloni sta portando avanti, a dimostrazione che sono solamente due facce della stessa medaglia.

IL PD SCHERZA COL FUOCO NON SI RENDONO CONTO CHE CI STANNO SPINGENDO VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE NUCLEARE.
– STOP INVIO ARMI SUBITO

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LA RUSSIA NAZIONALIZZA LE AZIENDE OCCIDENTALI Il Partito Comunista della Federazione Russa guidato da Gennadij Zjuganov ha proposto alla Duma di nazionalizzare tutte le aziende aziende occidentali che sono ostili verso la Russia. Secondo il Financial Times infatti il Cremlino ha preparato uno strumento legislativo per consentire l’esproprio delle società che sono state ostili sin dall’inizio del conflitto ucraino russo ma che ancora adesso continuano ad operare in Russia e di conseguenza nazionalizzarle. Tale proposta portata avanti dal Partito Comunista della Federazione Russa pare abbia trovato terreno fertile all’interno della Duma e avrebbe avuto anche l’appoggio di Putin e del suo partito. L’occidente fino ad oggi ha pensato di poter fare la guerra al di fuori dei confini della Russia e allo stesso tempo continuare ad operare e commerciare all’interno senza alcuna conseguenza. A tutto ciò verrà presto messa la parola fine. Il Partito Comunista sostiene fortemente la proposta presentata da Gennadij Zjuganov e da tutto il Partito Comunista della Federazione Russa.


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LA RUSSIA NAZIONALIZZA LE AZIENDE OCCIDENTALI

Il Partito Comunista della Federazione Russa guidato da Gennadij Zjuganov ha proposto alla Duma di nazionalizzare tutte le aziende aziende occidentali che sono ostili verso la Russia.

Secondo il Financial Times, infatti, il Cremlino ha preparato uno strumento legislativo per consentire l’esproprio delle società che sono state ostili sin dall’inizio del conflitto ucraino – russo ma che ancora adesso continuano ad operare in Russia e di conseguenza nazionalizzarle.
Tale proposta portata avanti dal Partito Comunista della Federazione Russa pare abbia trovato “terreno fertile” all’interno della Duma e avrebbe avuto anche l’appoggio di Putin e del suo partito.

L’occidente fino ad oggi ha pensato di poter fare la guerra al di fuori dei confini della Russia e allo stesso tempo continuare ad operare e commerciare all’interno senza alcuna conseguenza. A tutto ciò verrà presto messa la parola fine.
Il Partito Comunista sostiene fortemente la proposta presentata da Gennadij Zjuganov e da tutto il Partito Comunista della Federazione Russa.

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Una delegazione del Partito Comunista con il Presidente onorario Marco Rizzo e Matteo Di Cocco dellUfficio Politico ha incontrato a Roma il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Díaz-Canel. Abbiamo espresso la nostra solidarietà totale contro il bloqueo degli USA un fraterno  ringraziamento per laiuto di grande amicizia verso lItalia durante la vicenda pandemica e forte apprezzamento della lotta per la pace contro limperialismo e contro lo sfruttamento; per un mondo multipolare.

Una delegazione del Partito Comunista con il Presidente onorario Marco Rizzo e Matteo Di Cocco dellUfficio Politico ha incontrato a Roma il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Díaz-Canel. Abbiamo espresso la nostra solidarietà totale contro il bloqueo degli USA un fraterno ringraziamento per laiuto di grande amicizia verso lItalia durante la vicenda pandemica e forte apprezzamento della lotta per la pace contro limperialismo e contro lo sfruttamento; per un mondo multipolare.


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Una delegazione del Partito Comunista, con il Presidente onorario Marco Rizzo e Matteo Di Cocco dell’Ufficio Politico, ha incontrato a Roma il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel. Abbiamo espresso la nostra solidarietà totale contro il bloqueo degli USA, un fraterno ringraziamento per l’aiuto di grande amicizia verso l’Italia durante la vicenda pandemica e forte apprezzamento della lotta per la pace, contro l’imperialismo e contro lo sfruttamento; per un mondo multipolare.

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Una delegazione del Partito Comunista con il Presidente onorario Marco Rizzo e Matteo Di Cocco dellUfficio Politico ha incontrato a Roma il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Díaz-Canel. Abbiamo espresso la nostra solidarietà totale contro il bloqueo degli USA un fraterno ringraziamento per laiuto di grande amicizia verso lItalia durante la vicenda pandemica e forte apprezzamento della lotta per la pace contro limperialismo e contro lo sfruttamento; per un mondo multipolare.


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Una delegazione del Partito Comunista, con il Presidente onorario Marco Rizzo e Matteo Di Cocco dell’Ufficio Politico, ha incontrato a Roma il Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel. Abbiamo espresso la nostra solidarietà totale contro il bloqueo degli USA, un fraterno ringraziamento per l’aiuto di grande amicizia verso l’Italia durante la vicenda pandemica e forte apprezzamento della lotta per la pace, contro l’imperialismo e contro lo sfruttamento; per un mondo multipolare.

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Il presidente della Repubblica di Cuba e Segretario del Partito Comunista Cubano Miguel Diaz-Canel oggi arriverà in Italia per incontrarsi con il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e con il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu. Attraverso il suo account Twitter il Ministero degli Esteri di Cuba ha comunicato che il presidente cubano farà una visita nei paesi europei incluso il nostro per partecipare in qualità di presidente del G77 Cina al Summit per un nuovo Patto finanziario globale che si terrà a Parigi dal 22 al 23 giugno. La speranza di questi incontri è che il nostro Stato (e tutta l’Europa) smetta di appoggiare il criminale Bloqueo imposto dagli USA di cui è vittima Cuba da oltre 60 anni. W CUBA SOCIALISTA W LA RIVOLUZIONE CUBANA


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Il presidente della Repubblica di Cuba e Segretario del Partito Comunista Cubano Miguel Diaz-Canel oggi arriverà in Italia per incontrarsi con il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella e con il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu.
Attraverso il suo account Twitter il Ministero degli Esteri di Cuba ha comunicato che il presidente cubano farà una visita nei paesi europei, incluso il nostro, per partecipare in qualità di presidente del G77 + Cina al “Summit per un nuovo Patto finanziario globale” che si terrà a Parigi dal 22 al 23 giugno.

La speranza di questi incontri è che il nostro Stato (e tutta l’Europa) smetta di appoggiare il criminale Bloqueo imposto dagli USA di cui è vittima Cuba da oltre 60 anni.

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