Dichiarazione congiunta dei Partiti dell’Iniziativa Comunista Europea

Dichiarazione congiunta dei Partiti dell’Iniziativa Comunista Europea

Il 10 maggio 2020, su iniziativa del KKE, si è tenuta una teleconferenza dei Partiti dell’Iniziativa Comunista Europea, dal tema: “La lotta dei partiti comunisti e operai nelle condizioni della pandemia e della nuova crisi capitalista “.

Il discorso introduttivo alla teleconferenza è stato tenuto da Dimitris Koutsoumbas, segretario generale del CC del KKE.

Alla teleconferenza hanno partecipato 24 partiti comunisti e operai provenienti da Austria, Bulgaria, Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Irlanda, Spagna, Croazia, Lettonia, Bielorussia, Lituania, Malta, Norvegia, Ungheria, Ucraina, Polonia, Russia, Serbia, Svezia e Turchia.

La teleconferenza ha avuto luogo pochi giorni dopo la celebrazione della Festa del Lavoro e del 9 maggio, il 75° anniversario della vittoria antifascista, che quest’anno è stato onorato dai partiti in circostanze speciali. I partiti dell’Iniziativa Comunista Europea hanno onorarato gli innumerevoli morti della lotta dei lavoratori e la vittoria antifascista dei popoli, guidati dall’Armata Rossa, dal popolo sovietico e dal Partito bolscevico.

Durante la teleconferenza, i partiti comunisti e operai che hanno partecipato si sono scambiati informazioni sui sistemi sanitari e sui diritti dei lavoratori nei paesi europei, le misure dei governi borghesi, l’UE e l’attacco del capitale.

Durante la discussione, è stato dimostrato che la pandemia di CoVID-19 ha rivelato gli enormi problemi dei sistemi di sanità pubblica nei paesi capitalisti. Questi problemi sono causati dalla politica anti-popolare che dura da lungo tempo di sottofinanziamento, scarsità di personale e degrado delle infrastrutture di sanità pubblica, a favore della mercificazione e della privatizzazione della salute, per la redditività dei monopoli. La situazione nel settore sanitario, che si è creata a beneficio della redditività capitalista, da un lato porta all’intensificazione del lavoro di medici e infermieri e, dall’altro, non è in grado di soddisfare nella realtà le esigenze attuali di prevenzione e assistenza sanitaria del popolo, confermando che il capitalismo è il vero “virus”.

Inoltre, la situazione attuale ha messo in evidenza le contraddizioni tra i paesi capitalisti e i monopoli per il brevetto del nuovo vaccino, i trattamenti e le necessarie forniture mediche.

I partiti dell’Iniziativa comunista europea si sono scambiate le loro esperienze sulle conseguenze della nuova crisi capitalista in seguito al rallentamento dell’economia che ha avuto luogo nel periodo precedente e sta assumendo grandi proporzioni nelle condizioni della pandemia. Hanno denunciato l’attacco del capitale manifestato su tutti i fronti e le misure antioperaie dei governi borghesi, che allo stesso tempo forniscono enormi quantità di denaro per sostenere i gruppi monopolistici.

È stato dimostrato che esiste una tendenza generale verso l’aumento della disoccupazione, forme flessibili di occupazione, nuove misure contro i lavoratori e una sospensione dei diritti sindacali. Sta diventando chiaro che ancora una volta la classe operaia e altri strati popolari pagheranno per la crisi capitalista.

In queste circostanze, i rappresentanti dei partiti comunisti e operai dell’Iniziativa Comunista Europea (ECI) hanno discusso le posizioni dei partiti e le loro azioni per proteggere la salute e i diritti dei lavoratori e della gente contro le impasse del capitalismo.

Prima di tutto, durante la teleconferenza, i partiti hanno espresso il loro caloroso ringraziamento ai medici e ai paramedici, agli ospedali e al personale delle unità sanitarie che hanno dato battaglia e stanno ancora combattendo contro la pandemia, affrontando grandi difficoltà.

I partiti dell’ICE hanno anche espresso solidarietà con le persone colpite dalla pandemia di CoVID-19 e hanno augurato loro una pronta guarigione.

Inoltre, hanno salutato l’azione di solidarietà di Cuba con i paesi più colpiti.

I partiti hanno convenuto di rafforzare la lotta per:

Il rafforzamento immediato dei sistemi di sanità pubblica, assunzione di personale medico e infermieristico permanente a pieno diritto, soddisfacimento di tutte le esigenze nelle unità di terapia intensiva e delle infrastrutture necessarie per il pieno funzionamento dei servizi di sanità pubblica e di ricerca.

Fornitura immediata di tutti i mezzi di protezione necessari (maschere, guanti, disinfettanti, ecc.) dallo Stato gratuitamente e lotta contro il profitto. Fornitura immediata di tutte le misure di protezione al personale sanitario che conduce questa battaglia.

I partiti comunisti e operai europei hanno sottolineato che guideranno la lotta contro l’attacco del capitale, che di fronte alla nuova crisi procede a licenziamenti diffusi e cerca di schiacciare ulteriormente i salari, l’orario di lavoro, le vite e altri diritti del lavoro. Hanno espresso la loro solidarietà con i sindacati con orientamento di classe che lottano per impedire che i lavoratori paghino le conseguenze della crisi capitalista.

Si sono espressi contro i piani imperialisti di USA, NATO e UE, nonché contro le criminali sanzioni e misure di esclusione economica che rendono difficile la vita delle persone.

I partiti che hanno partecipato alla teleconferenza hanno notato che la situazione attuale mostra le profonde impasse del modo di produzione capitalistico (crisi, disoccupazione, impoverimento della classe lavoratrice, mercificazione di bisogni sociali come la salute, guerre imperialiste, ecc.).

In queste circostanze, lo slogan “socialismo o barbarie” è più attuale che mai.

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Conferenza Internazionale dell’INIZIATIVA DEI PARTITI COMUNISTI ED OPERAI D’EUROPA del 10 MAGGIO 2020

Conferenza Internazionale dell’INIZIATIVA DEI PARTITI COMUNISTI ED OPERAI D’EUROPA del 10 MAGGIO 2020

Intervento di Marco Rizzo, segretario generale del PARTITO COMUNISTA alla Conferenza Internazionale dell’INIZIATIVA DEI PARTITI COMUNISTI ED OPERAI D’EUROPA del 10 MAGGIO 2020, dal titolo:

“La lotta dei Partiti Comunisti e operai nelle condizioni della pandemia e la nuova crisi capitalistica”.

«È sotto gli occhi di tutti che la crisi non deriva solo e neanche principalmente dalla pandemia. La pandemia nasconde la vera causa della debolezza economica, che è la crisi di sovrapproduzione capitalistica di beni e servizi; questa si trasforma in crisi finanziaria, che però si manifesta prima di quella. Nulla di nuovo rispetto a quanto ci ha insegnato Marx. Storicamente le crisi più sono acute e più comportano pericoli di soluzioni drammatiche. La guerra per il capitalismo è sempre stata l’occasione per distruggere il sovrapprodotto e dare nuovo impulso ai profitti con la ricostruzione. La novità potrebbe essere che questa volta la guerra che distrugge e poi ricostruisce potrebbe essere proprio la pandemia. Una guerra senza bombe atomiche.

In Italia le stime più recenti parlano di una caduta del PIL prevista del 9,5%. Dato l’incremento del debito pubblico previsto dell’11%, il rapporto debito/PIL schizzerebbe dal 130% a oltre il 150%. Ma credo che queste stime saranno largamente superate, credo addirittura del doppio. Infatti l’onda lunga della crisi ancora si dovrà vedere.

Pensiamo a tutti quei settori, come il turismo, tutte le piccole attività – bar, ristoranti, b&b, piccoli negozi, piccoli artigiani, tassisti – travolti dal debito che, se riceveranno credito, lo avranno solo per pagare le tasse, col rischio di indebitarsi ancora di più e poi tracollare.

La gestione sanitaria della crisi è stata fallimentare, per incapacità dei governanti, ma anche per un disegno strategico delle classi dominanti, che col caos sta aumentando i profitti a danno delle condizioni di lavoro dei lavoratori subordinati e mettendo a rischio la loro salute. Inoltre già si intravedono provvedimenti che stabilmente limiteranno non solo i diritti individuali, come spostamento e riunione, ma anche e soprattutto i diritti di mobilitazione e sciopero.

Cosa succederà da noi?
Naturalmente, come in tutte le crisi, c’è chi vince e c’è chi perde.
Masse di disoccupati che si offrono a prezzi sempre più bassi. Giovani proletari e della borghesia andata in rovina che emigrano ancor di più, non solo dal Sud Italia. A questo punto arriva l’asso piglia tutto. Grandissimi capitali – stranieri e italiani, non importa – che rastrellano tutto a prezzi da saldo, con uno spaventoso incremento della concentrazione capitalistica.
Contrariamente agli altri paesi, in Italia abbiamo il maggior numero di persone che abitano nella propria casa, hanno i piccoli risparmi (oltre 10mila miliardi di Euro) Non è gente ricca, sono lavoratori, dipendenti e autonomi, che hanno messo da parte laboriosamente tutto ciò e riescono spesso a far fronte alle esigenze delle nuove generazioni che hanno enormi difficoltà a inserirsi.

Naturalmente i governi non fanno altro che porgere la nazione su un piatto d’argento a questi squali, approntando misure basate solo sul debito, pubblico e peggio ancora privato. MES o Coronabond, cambia solo la corda con la quale ci impiccheranno a effetto breve o più lungo, se concentrato sul nostro paese, o anche distribuito sugli altri popoli europei.
Anche le alleanze imperialiste potrebbero subire rotture o tensioni, anche se è da dubitare che ci possa essere un riposizionamento radicale dei paesi che aderiscono alla NATO, a causa della difficoltà per questi paesi – stante l’attuale subordinazione militare e politica – di mettersi fuori.

Il risveglio politico dipende dal ruolo dirigente che le avanguardie ideologiche e politiche sapranno catalizzare. Altrimenti il malcontento si riassorbirà e precipiterà nella rassegnazione o si indirizzerà verso protagonisti del tutto opposti, od anche con rivolte che potrebbero anche esser fiammate alla fine controproducenti, che porterebbero a un ulteriore passo indietro le classi popolari di tutto il mondo. Anche in uno scontro (finto) tra globalisti e sovranisti a perderci sarebbe il proletariato.

Il nostro partito ha escluso forme di sommatorie tra forze politiche eterogenee, sommatorie che si sono sempre tradotte in un indebolimento, un annacquamento delle proposte politiche, essendo un mero riassestamento tra i personaggi politici che le incarnano. La lezione greca ed il tradimento di Tsipras e Syriza è ancora sotto i nostri occhi. In questo momento la chiarezza è indispensabile.

Nello specifico:

  • In abito economico
  1. Stracciare i Trattati europei e svincolarsi dalle alleanze imperialiste: NATO, UE, euro. Rigettare il paradigma del debito sia per i privati che per lo Stato.
  2. Mette al primo posto il conflitto di classe capitale/lavoro: nazionalizzazione ed esproprio delle grandi imprese strategiche e che hanno delocalizzato, con centralizzazione e controllo operaio nelle aziende e nella società.
  3. Reddito di sussistenza immediato, cassa integrazione generalizzata fino a fine emergenza.
  4. Contributi a fondo perduto e non a debito per le piccole e piccolissime attività in crisi.
  • In ambito politico
  1. Noi siamo sempre per la forma del partito leninista che ha dimostrato di saper battere il capitalismo e non altre forme che hanno fallito ieri, falliscono oggi e falliranno domani. Serve un forte Partito Comunista.
  2. Serve un sindacato di classe come cinghia di trasmissione tra le larghe masse di lavoratori e la loro avanguardia più cosciente.

 

In ultimo serve una proposta strategica non di alleanza politica, bensì di alleanza sociale tra lavoro salariato e ceto medio che si proletarizza (lavoratori “tutti” uniti a piccoli commercianti, artigiani, popolo delle professioni) sotto le parole d’ordine della classe operaia concretamente protese al “cambio di società”: il socialismo.»


Everybody can see that the crisis does not arise only and not mainly from the pandemic. The pandemic hides the real cause of economic weakness, which is the crisis of capitalist overproduction of goods and services; this turns into a financial crisis, which however occurs before that. Nothing new compared to what Marx taught us. Historically the crises more acute are and more dramatic are the solutions. For capitalism the war has always been an opportunity to destroy the overproduct and give new impetus to profits by means of the reconstruction. The news could be that this time the pandemic is the war that destroys and then rebuilds. A war without atomic bombs.

In Italy, the most recent estimates speak of an expected fall in GDP of 9.5%. Given the 11% expected increase in public debt, the debt / GDP ratio would jump from 130% to over 150%. But I believe that these estimates will be largely exceeded, maybe even double. In fact, the long wave of the crisis will still have to be seen.
We think of all those sectors, such as tourism, all small activities – bars, restaurants, b&b, small shops, small artisans, taxi drivers – overwhelmed by debt which, if they receive credit, will have it only to pay taxes, with the risk of getting into debt more and more and then collapse.

The health management of the crisis was disastrous, due to the inadequacy of the government, but also due to a strategic plan of the ruling classes, which with chaos increase profits to the detriment of the working conditions of salaried workers and endangering their health. Furthermore, measures are already being envisaged that will permanently limit not only individual rights, such as movement and assembly, but also and above all the rights of mobilization and strike.
What will happen to us?

Of course, as in all crises, there are those who win and there are those who lose.
Masses of unemployed who offer themselves at lower and lower prices. Young proletarians and the ruined bourgeoisie who emigrate even more, not only from Southern Italy. At this point the ace takes everything. Huge capitals – foreign and Italian, it does not matter – that rake everything at bargain prices, with a frightening increase in capitalist concentration.
Contrary to other countries, in Italy we have the largest number of people who live in their own home, they have small savings (over 10 thousand billion Euros). They are not rich people, they are workers, salaried and self-employed people, who have laboriously put everything aside and they often manage to meet the needs of the new generations who have enormous difficulties.

Of course, governments are simply offer the nation over to a silver platter for these sharks, taking measures based only on debt, public and even worse private. MES or Coronabond, only the rope with which they will hang [hengh] us with a short or longer effect changes, if concentrated on our country, or even distributed on other European peoples.
Even the imperialist alliances could suffer breakdowns or tensions, although it is doubtful that there could be a radical repositioning of the countries that join NATO, due to the difficulty for these countries – given the current military and political subordination – to put themselves out.
Political awakening depends on the leading role that the ideological and political avant-garde will catalyse. Otherwise, the discontent will be forgiven or lead resignation, or turn towards completely opposite protagonists, or even worse with riots that could even be finally counterproductive for the popular classes all over the world one. Even in a (fake) clash between “globalists” and “sovereignists”, the proletariat would lose.

Our party has excluded forms of summation between heterogeneous political forces, summations that have always ended into a weakening, a watering down of political proposals, being a mere rearrangement between the political figures who embody them. The Greek lesson and the betrayal of Tsipras and Syriza is still before our eyes. Now clarity is essential.

In particular:

• In economics
1. Tear up the European Treaties and disengage from imperialist alliances: NATO, EU, euro. Reject the debt paradigm for both private and public.
2. Puts the capital / working class conflict first: nationalization and expropriation of large strategic enterprises and that have delocalized, centralization and worker control in companies and in society.
3. Immediate subsistence income, generalized layoff until the end of the emergency.
4. Grants and non-debt contributions for small and very small self-employed in crisis.

• In politics

1. We always support the form of the Leninist party, which – as it has been historically shown – is the unique one able to beat capitalism, not other forms that failed yesterday, fail today and will fail tomorrow. We need a strong Communist Party.
2. A class trade union is needed as a drive belt between the large masses of workers and their most conscious vanguard.

Lastly, a strategic proposal is needed, not of a political alliance, but of a social alliance between wage labor and the middle class that proletarizes (“all” workers united with small traders, artisans, people of the professions) under the slogans of the working class concretely leaning towards the “change of society”: socialism.

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9 maggio 2020: l’Iniziativa Comunista Europea nel giorno della Grande Vittoria Antifascista dei Popoli

9 maggio 2020: l’Iniziativa Comunista Europea nel giorno della Grande Vittoria Antifascista dei Popoli

Oggi, proprio come 75 anni fa, per il potere della classe operaia! 75 anni fa, l’Armata Rossa alzò la bandiera rossa nel cuore di Berlino, segnalando la grande vittoria antifascista dei popoli e la sconfitta del nazismo, dopo una dura e sanguinosa lotta guidata dall’Unione Sovietica, cui contribuirono in modo decisivo molti partigiani e movimenti antifascisti, guidati dai PC di molti paesi che risposero alla chiamata e si impegnarono a schiacciare le forze reazionarie guidate da Italia e Germania. Grazie all’enorme sacrificio di milioni di soldati sovietici, partigiani e combattenti antifascisti, la dittatura più spietata del capitale in Europa era finita. Il potere della classe operaia, il potere sovietico, dimostrò la sua superiorità a tutti i livelli. Con conquiste per i popoli che nel capitalismo oggi rimangono un sogno inafferrabile. Ciò è dimostrato dall’esperienza negativa dei popoli nel mezzo della pandemia. Oggi, nel 2020, i Partiti Comunisti ed operai che dispiegano la loro attività nei diversi paesi d’Europa sono testimoni del modo in cui i diversi governi borghesi impegnano enormi sforzi per difendere il disgustoso sistema che servono, nel riscrivere la Storia scritta con il sangue dei popoli. Nello specifico, l’Unione Europea nega deliberatamente il ruolo delle forze sovietiche ed i loro enormi sforzi alla fine della seconda guerra mondiale. Il Parlamento europeo riflette la natura reazionaria e imperialista dell’UE elaborando dichiarazioni anticomuniste inaccettabili che insultano l’eroica memoria di coloro che hanno combattuto in guerra per sconfiggere il nazifascismo, promuovendo perfino la messa fuori legge dei partiti comunisti e dei loro simboli, sotto la vergognosa affermazione che il comunismo e il nazifascismo sono uguali. Le istituzioni capitalistiche hanno cercato per anni di fissare il 9 maggio come la “Giornata dell’Europa”, in contrasto con la memoria e la coscienza collettiva dei popoli. Ma anche quest’anno i comunisti di tutto il continente difendono la verità storica e rivendicano forte e chiaro la commemorazione del “Giorno della Vittoria Antifascista”. Nella contraddizione irrisolvibile tra l’Unione europea imperialista dei monopoli e la classe operaia e i popoli dei paesi europei, è sempre più urgente rafforzare le posizioni di classe per rovesciare il capitalismo. Oggi, come 75 anni fa, i compiti dei comunisti a livello internazionale sono l’organizzazione di tutta la classe operaia e le forze popolari nella lotta per sconfiggere l’imperialismo, per il rovesciamento del capitalismo e la costruzione di relazioni fraterne e cooperative tra i paesi per prevenire la sofferenza degli orrori e dei crimini sconfitti 75 anni fa, che rimangono pienamente in vigore. 75 anni dopo: la lotta per il socialismo è più attuale e necessaria che mai, per la liberazione sociale dallo sfruttamento capitalista e per un futuro di benessere dei popoli e dell’umanità.

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IMMIGRATI, TEATRINO SULLA PELLE DEI LAVORATORI

IMMIGRATI, TEATRINO SULLA PELLE DEI LAVORATORI

Attorno alla proposta di stabilizzazione degli immigrati irregolari da parte del ministro del partito di Renzi, Teresa Bellanova, si sta scatenando il solito teatrino della “politica”. Crimi del 5Stelle è contrario, il PD a favore, così come l’ex rivoluzionario Fratoianni, per non parlare della sinistra radicale sempre più allo sbando. Come si può solo pensare che un Ministro renziano, forse il partito più prono a Confindustria, possa fare qualcosa a favore dei lavoratori italiani o stranieri? Basterebbe questo a far accendere il campanello d’allarme, ma oggi si fa solo tifoseria. Salvini non ci vede più dalla gioia di potersi buttare a capofitto nella polemica per riprendere un po’ di visibilità. Idem la Meloni. Qualcuno dovrebbe ricordare ad entrambi che furono loro e i loro partiti a fare due sanatorie. Nel 2002 la famigerata legge Bossi-Fini regolarizzò 634mila persone; nel 2009, invece, sempre con un governo di centrodestra con ministro dell’interno il leghista Maroni, le regolarizzazioni furono quasi 300mila. Chiaramente queste “regolarizzazioni” non modificarono in alcun modo le condizioni dei lavoratori immigrati. Nessuno parla della sostanza, taroccata, della proposta. Non servono nuovi schiavi che abbiano soltanto il diritto civile di un permesso di soggiorno o di una carta d’identità. Serve sopra ogni cosa il diritto di tutti i lavoratori, a prescindere da razza, nazionalità, religione etc, ad avere un salario dignitoso, orari umani e diritti chiari. Tutto questo non può prescindere da una riduzione dell’orario di lavoro per permettere la piena occupazione ed evitare la guerra tra poveri, incrementi salariali generalizzati, un piano straordinario infrastrutturale e di riassesto idrogeologico di tutta la nazione. Per risolvere la piaga del lavoro nero occorre una massiccia assunzione di ispettori del lavoro (oggi solo 4mila che in un anno riescono a controllare meno del 5% delle aziende) che controllino a tappeto e garantiscano la reale situazione contrattuale di chi lavora, unico modo per vincere il lavoro nero e il caporalato, che riguarda tutti, italiani e immigrati. Solo se riusciamo a dare un lavoro a tutti la regolarizzazione degli immigrati può trasformarsi in cittadinanza piena e in diritti veri, altrimenti si trasforma nel solito spot elettorale buono solo a far tornare alle luci della ribalta questo o quello schieramento e nel fare favori a qualche amico degli amici. Il primario diritto al lavoro verrebbe così, ancora una volta, messo in disparte.

IL LAVORO NERO COLPISCE ITALIANI E STRANIERI CON LA CONNIVENZA DELLO STATO CHE GUARDA DALL’ALTRA PARTE. NON È CON I PEZZI DI CARTA CHE SI POSSONO COMBATTERE LE DISCRIMINAZIONI.

LA LOGICA DEL MENO PEGGIO PORTA INESORABILMENTE AL PEGGIO

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Il marxismo come strumento per interpretare la realtà

Il marxismo come strumento per interpretare la realtà

«IL PARTITO COMUNISTA CONFERMA LA STRATEGIA ADOTATTA dal Primo Congresso DI RIFIUTO DELLE ALLEANZE politiche E DI ogni prospettiva di “FRONTE UNICO” che unisca le forze della sinistra, LAVORANDO AL contrario per l’unità dei comunisti legati ad una comune visione marxista-leninista e al RAFFORZAMENTO DEL PARTITO.
Ci opponiamo a ogni forma di alleanze anche con quella sinistra che si presenta in autonomia dal Partito Democratico (autonomia per giunta non sempre praticata con coerenza e fino alle estreme conseguenze). Lo facciamo in primo luogo perché riteniamo che oggi esista più differenza tra i comunisti e le forze della sinistra radicale, che non tra esse e il resto dei partiti borghesi(…).
Al contempo nessuna tattica di “FRONTE UNICO” risulterebbe positiva in un momento di crisi del movimento comunista internazionale e in Italia di crisi anche per la sinistra radicale. La tattica del “FRONTE UNICO” è stata adottata dal movimento comunista in alcune fasi della nostra storia,
quando era necessario garantire un contatto organico dei comunisti con una parte delle masse operaie ancora sotto l’influenza della socialdemocrazia. Masse che spesso si trovavano su posizioni più avanzate di quelle dei gruppi dirigenti dei rispettivi partiti e che con una strategia interlocutoria da parte dei comunisti, sarebbero potute passare alla causa comunista.
Questo scenario oggi è inesistente. I partiti di sinistra sono partiti “leggeri”, di opinione, fatti da attivisti spesso professionali e privi di qualsiasi reale seguito di massa strutturato organicamente o frutto di azione di questi partiti in settori della società. Tutti coloro che ripropongono la necessità di una politica frontista, magari da accompagnare all’unità comunista, vogliono ignorare questa realtà per non assumere pienamente le conclusioni necessarie.
L’unità dei comunisti con la sinistra avrebbe oggi solamente l’effetto negativo di mischiare le posizioni dei comunisti con quelle della sinistra borghese, alimentando una confusione già presente purtroppo in vasti settori popolari e freno all’azione e alla crescita del Partito, mentre è necessario che oggi più che mai si comprenda che i comunisti non hanno nulla a che spartire con la sinistra. Ciò impegna il nostro partito ad una polemica costante con l’opportunismo e il ruolo di nuove forme di socialdemocrazia che vanno configurandosi. Una polemica politica, che eviti di scadere su personalismi, sia condotta col rigore della critica marxista, che punti a evitare qualsiasi forma di riaggregazione di settori di massa intorno a progetti opportunisti (…)
Il rifiuto delle alleanze politiche non ha nulla a che fare con il “settarismo”. È la conseguenza necessaria dell’analisi dei comunisti, che impegna al contrario il partito nel più vasto lavoro diretto nella classe operaia e nelle masse popolari, nell’impegno nelle lotte e nell’organizzazione del soggetto che solo può garantire la lotta per l’emancipazione della classe operaia. Il settarismo, corrente opposta ma complementare dell’opportunismo, chiude il Partito a ogni forma di contatto con le masse laddove esse si trovano, lo riduce all’attesa messianica dell’ora X” e all’affermazione parolaia dei suoi principi, a contatti personalistici e non praticati nelle lotte.
Tipica manifestazione del settarismo sono il rifiuto di qualsiasi prova elettorale e il rifiuto di condurre azioni e manifestazioni del partito davanti alle masse. Una cosa è non partecipare a circoli e passerelle salottiere, che risultano solo perdite di tempo, una cosa è non cogliere ogni occasione e ogni strumento per propagandare la linea del partito laddove ci sono persone vere, lavoratori e sfruttati, anche se molto lontani dalla nostra ideologia.»

(Dal DOCUMENTO CONGRESSUALE del Partito Comunista. Secondo Congresso Nazionale Roma 2017).

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GIÙ LE MANI DEL VENEZUELA!

GIÙ LE MANI DEL VENEZUELA!

Oggi alle prime ore del mattino un gruppo di mercenari, terroristi provenienti della Colombia, ha tentato un’invasione via mare con l’obiettivo di assassinare diversi leader nel paese, compiere atti terroristici e aumentare la spirale di violenza per aprire un nuovo tentativo di colpo di Stato

LE TRAME DELL’IMPERIALISMO NON SI FERMANO MAI.

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FESTA DI LOTTA PRIMO MAGGIO 2020

FESTA DI LOTTA PRIMO MAGGIO 2020

PRIMO MAGGIO 2020
diretta ore 11:00 – MATTINA DI LOTTA
LAVORARE TUTTI, LAVORARE MENO, VIVERE MEGLIO

Diretta streaming sulla pagina FB e youtube del Partito Comunista
Introduce e Modera Matteo MEREU segretario PC Piemonte
Interviene Marco RIZZO Segretario generale PC
Intervengono lavoratori di :
ILVA – Stefano Sibilla
Electrolux – Alberto Vallicelli
Whirpool – Filippo Capitanini
FCA – Daniele Lapadula
Lavoratore portuale – Francesco Tani
Lavoratore sanità pubblica – Claudio Puoti Infettivologo
Insegnante precaria – Elena Monetti
Lavoratrice pulizia scuole in appalto – Michela Corda
Lavoratore precario spettacolo – Mattia Bertani
Lavoratore trasporto taxi – Marcello Tissi
Lavoratore agricolo – Gianfranco Irlandese

ore 15:00 – POMERIGGIO DI FESTA
Diretta streaming in musica sulla pagina fb e youtube del Partito comunista con la partecipazione di

– Stefano “cisco” Bellotti
– Kento
– Gli Statuto
– Folkamiseria featuring Lorenzo Monguzzi Official
– Aeroflot feat. Collettivo Radio Mosca
– Malasuerte Fi Sud

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Viva la Giornata Internazionale dei Lavoratori

Viva la Giornata Internazionale dei Lavoratori

Estendiamo calorosi saluti di classe a tutti i lavoratori del mondo, ai giovani e donne della classe lavoratrice. Rendiamo omaggio a tutti i morti della nostra classe.

Il 1 ° maggio è un giorno simbolico per i lavoratori di tutto il mondo, un simbolo della lotta dei popoli contro lo sfruttamento e la barbarie capitalista, contro la guerra imperialista.

Soprattutto quest’anno nel mezzo di una pandemia, i lavoratori celebreranno la Festa del Lavoro in tutti i modi possibili. Anche indossando una mascherina, la classe operaia può levare alta la sua voce.

Nel primo maggio di quest’anno dobbiamo alzarci e lottare, alzare i pugni e chiedere misure per proteggere la vita e i diritti dei lavoratori!

Denunciamo la mancanza di misure precauzionali nei luoghi di lavoro e le tragiche carenze di personale permanente e infrastrutture negli ospedali pubblici.

Dedichiamo i nostri sforzi per rafforzare la lotta dei lavoratori, affinché non paghino ancora una volta il peso della nuova crisi del sistema capitalistico.

Facciamo appello alla classe operaia e ai popoli di lottare contro i piani aggressivi di USA, NATO e UE, contro le guerre imperialiste causate dalle contraddizioni e competizioni imperialiste.

Con il pretesto della pandemia, i governi cercano di affondare un nuovo duro colpo ai rimanenti diritti del lavoro sostenendo la mancanza di responsabilità dei datori di lavoro nei luoghi di lavoro.

Insieme a “piani Marshall”, con enormi sussidi, esenzioni fiscali e prestiti a tassi molto bassi, sostengono in modo provocatorio gruppi imprenditoriali, facendo pagare ai lavoratori il conto della crisi, oltre a far passare nuove misure contro il lavoro, meccanismi reazionari e misure per limitare l’azione sindacale.

 

Siamo ispirati dagli eroi del sanguinoso sciopero di Chicago del 1° maggio 1886, che aveva l’obiettivo di stabilire la giornata lavorativa a 8 ore. La classe operaia si alzò e con le sue lotte eroiche riuscì a imporre la giornata di 8 ore come punto di partenza per una serie di vittorie nel 20° secolo, che oggi vengono portate via una per una.

Contro i sermoni sull’unità nazionale e gli appelli ai lavoratori per allinearsi agli interessi dei capitalisti che sfruttano la pandemia e l’imminente crisi capitalistica, dichiariamo che non faremo un passo indietro rispetto ai nostri diritti e alle nostre richieste di soddisfare le esigenze attuali della classe operaia e degli altri strati popolari!

La pandemia ha dimostrato che la barbarie del capitalismo, un sistema marcio, sfruttatore e obsoleto che causa solo crisi, sofferenze, guerre e rifugiati, è incurabile.

La superiorità del nuovo mondo, cioè il socialismo, in cui la classe operaia avrà il potere e sarà in grado di godere di tutta la ricchezza che produce, emerge più necessaria e attuale che mai.

 

Viva la festa del lavoro

Dichiarazione della Segreteria dell’iniziativa dei partiti comunisti e operai d’Europa

 

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Dispositivo della Commissione Politico Organizzativa del Congresso

Dispositivo della Commissione Politico Organizzativa del Congresso

Nonostante il dramma sanitario ed economico del Coronavirus la Commissione Politico Organizzativa del Congresso ha deliberato sulle seguenti due questioni: indicazioni programmatiche immediate e questione giovanile. Hanno partecipato al voto online 21 compagni della Commissione su 25 aventi diritto al 24 aprile 2020. Il voto è stato unanime con 21 voti a favore. Del voto e della sua espressione è garante la Commissione Verifica Poteri.
Tutte le osservazioni aggiuntive presenti o future dei compagni saranno tenute in conto nel dibattito congressuale per la formazione della tesi.

1. EMERGENZA COVID. PROGRAMMA IMMEDIATO DEL PARTITO COMUNISTA PER SUPERARE L’EMERGENZA.

L’emergenza non è solo sanitaria, la malattia da superare è il capitalismo.
L’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro paese e sta colpendo tutto il mondo si sta già trasformando in emergenza economica, che si sovrappone alla crisi strutturale che il capitalismo sta attraversando e dalla quale non può uscire.
Questa crisi, che tanti paragonano a una guerra, della guerra guerreggiata avrà gli effetti: distruzione delle forze produttive e ulteriore concentrazione monopolistica a scapito dei settori più arretrati. La vicenda del conflitto intraeuropeo sulle misure di emergenza (MES, Coronabond) dà la misura di quale livello di scontro si sia raggiunto. La crisi costringe a riconfigurare i rapporti di forza tra classi e tra monopoli. I governi dei paesi del blocco nordeuropeo cercano di sfruttare la situazione per migliorare la propria posizione e non lasciarsi coinvolgere nella crisi che investe primariamente le economie che sono più esposte e che per di più stanno subendo maggiormente e da più tempo il blocco delle attività. Anche se le “carte si mischiano”, basterebbe vedere l’elenco dei grandi gruppi italiani aventi la sede legale in quella fattispecie di paradiso fiscale che è l’Olanda, uno dei capifila del rigore, per rendersi conto dei forti interessi che il capitalismo italiano spende in questa partita.
ll Partito Comunista si dota di un ‘programma immediato’ per spiegare la propria posizione, descrivendo l’unica via d’uscita praticabile alla crisi con il cambio di società e prospettando una serie di misure immediate che pongano all’attenzione dei lavoratori del nostro Paese, i temi principali: reddito di emergenza; blocco dei prezzi, affitti, mutui, tasse, sfratti, bollette; taglio spese militari e rientro soldati; bonus famiglie con figli e anziani; assunzioni e stabilizzazioni scuola, sanità, trasporti; abolizione jobs act; nazionalizzazione banche; agricoltura a misura ambiente e lavoratori.

2. Vista la sospensione unilaterale del patto di unità d’azione tra il Fronte della Gioventù Comunista ed il Partito, visto che non c’è stata risposta alla proposta dell’UP di tornare indietro da parte della dirigenza nazionale del fgc, si pone la necessità di arrivare al Congresso con la proposta di un percorso per la costituzione di una ‘giovanile’ di Partito in cui le nuove generazioni abbiano il dovuto protagonismo e autonomia sulle questioni riguardanti la gioventù, dentro al Partito e non come corpo a sé stante, riorganizzando la gioventù sulla base di criteri di classe e non su una prospettiva meramente generazionale.

«I GIOVANI NON SONO UNA CLASSE», bensì: le divisioni di classe tagliano e attraversano tutte le classi d’età, nonché le differenze di genere, e di scelta sessuale.

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L’UNIONE EUROPEA E’ CONTRO I POPOLI IL GOVERNO CONTE E’ COMPLICE

L’UNIONE EUROPEA E’ CONTRO I POPOLI IL GOVERNO CONTE E’ COMPLICE

L’Unione Europea si dimostra ulteriormente nemica dei popoli.
L’altra sera il Consiglio europeo, l’organo dell’Unione Europea che comprende i capi di stato e di governo, ha approvato la creazione di un “Fondo europeo per la ripresa” che dovrebbe aiutare gli stati membri a contrastare meglio il coronavirus. La misura approvata però non è altro che una versione “light” del MES,cioè che ogni paese avrà diritto di chiedere un finanziamento pari al 2 per cento del proprio PIL (per l’Italia circa 35 miliardi di euro). Questi soldi potranno essere spesi nel sostegno “diretto o indiretto” ai propri sistemi sanitari. Questi soldi non saranno ovviamente a fondo perduto, ma andranno a indebitare ulteriormente lo stato e il popolo italiano con l’Europa, senza tenere conto che i 35 miliardi ai quali potremmo attingere non saranno minimamente sufficienti a contrastare l’emergenza Covid-19.
Il governo quindi ha fatto e firmato tutto il contrario di ciò che aveva promesso durante i vari decreti esposti alla televisione e non si è imposto sulle misure che avrebbero potuto essere favorevoli alla nostra situazione, infatti sui recovery bond non è stato deciso ancora nulla e gli eurobond tanto promossi da Conte sono stati bocciati dal parlamento europeo.
Questo governo fino ad oggi è stato completamente inadeguato alla lotta contro il coronavirus non attuando le misure di sicurezza minime per i lavoratori e i cittadini e lasciando ogni decisione finanziaria all’Europa.
Già da tempo avevamo denunciato che tutte queste misure a sfavore dell’Italia sarebbero arrivate, il governo Conte ne è complice.

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Dichiarazione congiunta dei partiti comunisti e dei lavoratori in occasione del 150° anniversario della nascita di V.I. Lenin

Dichiarazione congiunta dei partiti comunisti e dei lavoratori in occasione del 150° anniversario della nascita di V.I. Lenin

Onoriamo il grande leader rivoluzionario V.I. Lenin, siamo impegnati a continuare il suo lavoro! I Partiti Comunisti e Operai, che firmano insieme questa Dichiarazione congiunta, vogliono anche in questo modo onorare un grande rivoluzionario e teorico del socialismo scientifico, Vladimir Ilyich Lenin, poiché il 22 aprile ricorre il 150° anniversario della sua nascita.

Soprattutto nelle condizioni attuali e mentre la pandemia di CoVID-19 si sta diffondendo, dimostrando tragicamente le grandi carenze dei sistemi sanitari nei paesi capitalisti, nonché la natura antisociale e parassitaria del sistema capitalistico, di fronte alla nuova crisi, il cui peso verrà nuovamente caricato sulle spalle dei lavoratori, la natura aggressiva del capitalismo e l’escalation delle competizioni imperialiste, che rappresentano nuovi pericoli per la pace e i popoli, sentiamo un bisogno ancora maggiore di fare riferimento alla fisionomia storica del V.I. Lenin. Una personalità che ha dedicato la sua vita alla causa della classe operaia e degli altri strati popolari, alla lotta per l’abolizione dello sfruttamento e la costruzione della società socialista.

Onoriamo V.I. Lenin come fondatore del moderno partito della classe operaia, il “partito di un nuovo tipo”, che era con forza separato dall’opportunismo e dal tradimento dei vecchi partiti socialdemocratici. Tale era il Partito bolscevico, in prima linea nella lotta di classe del proletariato e degli altri strati oppressi della Russia. Il partito di Lenin condusse alla vittoria la classe operaia russa rovesciando le classi sfruttatrici e stabilendo la dittatura del proletariato, il governo degli operai e dei contadini, al servizio degli interessi dei molti, sfruttati e oppressi. V.I. Lenin definì e diede forma al ruolo guida del Partito Comunista, non solo nell’affermare il potere dei lavoratori, ma anche nel costruire il socialismo.

Onoriamo V.I. Lenin come teorico che, tenendo conto della particolare realtà, sviluppò ulteriormente le parti costitutive del marxismo, cioè filosofia, economia politica e comunismo scientifico. Come oppositore di qualsiasi distorsione opportunistica e revisionista della teoria e della pratica rivoluzionarie, del dogmatismo, del settarismo e delle illusioni parlamentari.

Le sue opere, come Cosa sono gli amici del popolo e come combattono i socialdemocratici, Lo sviluppo del capitalismo in Russia, Che fare, Due tattiche della socialdemocrazia nella Rivoluzione democratica, Materialismo ed empiriocriticismo, Marxismo e revisionismo, Il crollo della seconda internazionale, Il socialismo e la guerra, Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa, L’imperialismo, fase suprema del capitalismo, Stato e rivoluzione, Le tesi di aprile, Estremismo: malattia infantile del comunismo, I compiti immediati del governo sovietico e La grande iniziativa sono pietre miliari per la diffusione e lo sviluppo del marxismo e della lotta rivoluzionaria. Nel complesso, il prezioso lavoro teorico di Lenin è ancora attuale ed è un faro per l’educazione e l’azione ideologico-politica di ogni nuova generazione di rivoluzionari.

Onoriamo V.I. Lenin come leader della Grande Rivoluzione Socialista di Ottobre, che circa un secolo fa ha scosso l’umanità, la rivoluzione vittoriosa che ha illuminato il potere della lotta di classe, il potere degli sfruttati e degli oppressi quando prendono in mano i loro interessi e gira la ruota della Storia in avanti, nella direzione della liberazione sociale, la fiamma dell’Ottobre, che ha portato e accelerato l’istituzione di una serie di partiti dei comunisti e operai rivoluzionari. Lenin aveva un’intelligente capacità strategica e ha abilmente gestito le alleanze, abilità che ha dedicato alla causa della rivoluzione socialista.

Onoriamo V.I. Lenin come leader del primo stato socialista del mondo, che per la prima volta stabilì il potere dei lavoratori basato su nuove istituzioni rivoluzionarie, come i Soviet, ponendo il funzionamento economico della società su una nuova base, la base del soddisfacimento delle esigenze attuali del popolo e lo sviluppo libero e multiforme di tutte le persone, non il profitto di pochi. L’URSS, il primo stato socialista al mondo, realizzato con il contributo speciale di V.I. Lenin, ha raggiunto nuovi risultati economici, sociali, politici e culturali senza precedenti per la classe operaia e gli strati popolari più ampi, che hanno avuto un profondo effetto sugli sviluppi progressivi storici in tutto il mondo. È stato un supporto per i popoli nella lotta per il socialismo e la pace.

Onoriamo V.I. Lenin come grande internazionalista, il leader che ha alzato la bandiera dell’internazionalismo proletario, contro il tradimento della Seconda Internazionale durante la Prima Guerra mondiale imperialista, che si è opposta al nazionalismo borghese e ad altre visioni borghesi, come il cosmopolitismo del capitale, che ha guidato alla fondazione della Terza Internazionale Comunista, che ha dato un grande contributo al lavoro internazionale e al movimento comunista, e oggi è una fonte di base per trarre utili lezioni dall’esperienza accumulata attraverso la sua azione. Le posizioni di Lenin sul colonialismo portarono i comunisti a comprendere la questione delle colonie e le ispirarono a guidare le lotte anticoloniali, sia nei paesi coloniali che nelle colonie.

Onoriamo V.I. Lenin come instancabile e coerente oppositore della guerra imperialista, difensore della lotta dei popoli per la liberazione nazionale e sociale, la giustizia sociale, la pace e il socialismo.

La controrivoluzione e la restaurazione capitalista non possono nascondere le conquiste del socialismo. Le catastrofi e l’ingiustizia che stiamo vivendo, gli acuti problemi e le sofferenze della classe lavoratrice, degli strati medio-piccoli, dei contadini e del popolo in generale causati dallo sfruttamento e dall’oppressione capitalista, sottolineano la necessità e l’attualità del socialismo in tutto il mondo.

I Partiti Comunisti e Operai denunciano ai lavoratori e ai giovani l’“ondata” di silenzio, nonché la distorsione reazionaria e anticomunista che è stata scatenata in tutto il mondo dalle forze politiche che servono gli interessi del capitale, contro V.I. Lenin. Lottiamo per la continuazione del suo lavoro e ci impegniamo a continuare a difendere e diffondere la sua eredità e chiediamo ai lavoratori e al popolo di imparare da ciò.

22/4/2020

 

Il Comunicato originale in inglese

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