Il segretario del KKE: «congratulazioni al Partito Comunista in Italia»

Il segretario del KKE: «congratulazioni al Partito Comunista in Italia»

Lettera del segretario del Partito Comunista di Grecia (KKE), Dimitris Koutsoumpas, a Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC) in Italia.

Caro compagno Marco, cari compagni,

vi esprimiamo la stima dei compagni del Partito Comunista di Grecia (KKE) per l’importante battaglia del vostro Partito. Una battaglia che ha superato gran parte degli ostacoli della legge elettorale imponendo l’insostituibile presenza del Partito Comunista in Italia con una lista indipendente e con simbolo la falce e martello.

Il risultato elettorale del Partito Comunista in Italia è un importante passo avanti per la sua azione, che dà forza per gli interventi e la presenza nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università, nei quartieri popolari e operai.

Grazie all’avanzamento politico che avete compiuto e alle forze raccolte, il vostro partito può continuare da posizioni migliori un forte lavoro quotidiano in questa battaglia politica, per rafforzare il Partito Comunista nella lotta per la difesa degli interessi della classe operaia e degli strati popolari, per la riorganizzazione del movimento operaio in Italia con un orientamento di classe, per supportare con decisione l’unica vera soluzione, il socialismo-comunismo.

Caro compagno Marco, cari compagni,

il KKE continuerà a stare al vostro fianco e contribuirà all’ulteriore rafforzamento dei rapporti bilaterali e della lotta comune dei nostri partiti.

Un saluto a pugno chiuso

Dimitris Koutsoumpas

Segretario Generale del C.C. del KKE

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Marco Rizzo (Pc): «Cia ammette ingerenza in elezioni italiane»

Marco Rizzo (Pc): «Cia ammette ingerenza in elezioni italiane»

James Woolsey, ex direttore della CIA fra il 1993 e il 1995, ha affermato in un’intervista andata in onda su FoxNews pochi giorni fa che gli Stati Uniti hanno interferito nelle elezioni italiane e greche del dopoguerra per evitare la vittoria dei comunisti. Fra le risate sue e della giornalista, ha lasciato intendere che la CIA oggi interferisce ancora nelle elezioni di alcuni paesi nel mondo, “solo per una giusta causa, per difendere la democrazia”.

Questa la dichiarazione di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC): «È grave che in Italia nessuno abbia detto nulla. Il fatto che tutto questo sia considerato normale dimostra che in questo sistema la “democrazia” va bene solo quando vincono i padroni, quando il potere resta saldo nelle mani di banche e multinazionali. Se in Italia avessero vinto i comunisti nel 1948, gli USA avrebbero promosso un colpo di Stato come in Cile nel ‘73. Quanto ammesso da Woolsey è tanto più inaccettabile se si pensa che oggi in Italia ci sono decine di basi militari USA dislocate sul suolo italiano. Adesso abbiamo una ragione in più per esigere l’uscita dell’Italia dalla NATO e la chiusura di tutte le basi statunitensi sul territorio nazionale».

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TURCHIA LIBERI IMMEDIATAMENTE IL SEGRETARIO DEL TKP

TURCHIA LIBERI IMMEDIATAMENTE IL SEGRETARIO DEL TKP

Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC) sull’arresto e l’incarcerazione del leader dei comunisti turchi.

«Ieri un tribunale turco ha condannato Kemal Okuyan, segretario del Partito Comunista di Turchia (TKP), a 11 mesi di carcere, ufficialmente per aver “insultato” il Presidente Erdoğan. Denunciamo quello che riteniamo essere un evidente tentativo di repressione dell’attività politica dei comunisti da parte di un governo, quello turco, la cui deriva autoritaria è sempre più evidente. Chiediamo l’immediata scarcerazione di Okuyan ed esprimiamo la solidarietà del Partito Comunista ai comunisti turchi, che oggi fronteggiano la reazione e il fondamentalismo, lottando per la laicità, per il progresso e per il socialismo».

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Bombe in Yemen, Rizzo (PC): «Italia complice di un genocidio»

Bombe in Yemen, Rizzo (PC): «Italia complice di un genocidio»

«L’inchiesta del New York Times apre un vaso di Pandora in parte già noto» – così Marco Rizzo del Partito Comunista (PC) – «L’Italia ha fornito 40 milioni di euro in armi e bombe all’Arabia Saudita, di fatto un sostegno alla guerra contro lo Yemen. La Farnesina si giustifica citando il diritto internazionale e l’assenza di un embargo internazionale contro l’Arabia Saudita, ma la nostra legge vieta di vendere armi a paesi in guerra. È evidente che l’interesse viene prima di tutto, un paese serio non cercherebbe alibi ma sospenderebbe la produzione negli stabilimenti RMW in Italia iniziando un processo di riconversione industriale, cessando ogni flusso di armi verso l’Arabia Saudita e ogni forma di sostegno anche economico. Invece si preferisce cercare giustificazioni. L’Italia in Yemen è complice di un genocidio».

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RIZZO (PC): « INVIO TRUPPE IN NIGER, ATTO IMPERIALISTA»

RIZZO (PC): « INVIO TRUPPE IN NIGER, ATTO IMPERIALISTA»

«L’invio di un contingente di 500 soldati e 150 mezzi in Niger da parte del governo Italiano è un atto imperialista. Un atto che si inserisce nel quadro della politica neocolonialista dei paesi dell’Unione Europea e della Nato per la spartizione del continente africano. Lo stesso Gentiloni ha parlato espressamente di apertura anche ad altri paesi della regione, lasciando intendere che il Niger farà solo da apripista». Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. «Si dice di voler arginare l’immigrazione, ma non si dice in che modo lo si farà e a quale prezzo. Di certo non garantendo uno sviluppo per i popoli africani che consenta occupazione e una vita dignitosa nel proprio paese. L’Italia va solo a difendere gli interessi delle grandi compagnie energetiche e minerarie, spesso fonte di impoverimento e sfruttamento dei popoli, cause primarie dell’immigrazione. Questa missione militare peserà sui conti dello Stato, con nuovi fondi sottratti alla spesa sociale, ma per le missioni all’estero non si taglia mai! La pace, la fine dell’immigrazione, potranno essere ottenute solo rovesciando queste politiche. Serve uscire dalla Nato e ritirare le truppe all’estero».

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CONDANNIAMO L’ESPULSIONE DI LEILA KHALED. GOVERNO ITALIANO CHINO DINANZI A LOBBY FILO-ISRAELIANE

CONDANNIAMO L’ESPULSIONE DI LEILA KHALED. GOVERNO ITALIANO CHINO DINANZI A LOBBY FILO-ISRAELIANE

Il Partito Comunista (PC) e il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) condannano duramente la decisione delle autorità italiane di negare l’ingresso nel paese a Leila Khaled, storica combattente palestinese ed esponente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP), in Italia per una serie di iniziative a Roma, Napoli e Cagliari in occasione del 50° anniversario della fondazione del PFLP. Come riporta l’Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP), organizzatrice degli eventi, Leila Khaled aveva ottenuto un visto per l’Europa, e poco più di un mese fa aveva tenuto conferenze in Spagna e in Belgio, presso il Parlamento Europeo.

È del tutto evidente che la decisione delle autorità italiane di rimpatriare la compagna Khaled, imbarcata ieri sul primo volo per la Giordania, non ha nulla a che vedere con questioni burocratiche relative al visto d’ingresso, come sostenuto dal Dipartimento per la Pubblica Sicurezza, ma è una precisa scelta politica del Governo Italiano, dettata dagli interessi e dalle pressioni delle lobby sioniste e filo-israeliane. Una decisione che non a caso giunge in seguito di una pressione mediatica e delle proteste di esponenti del Partito Democratico e di Forza Italia.

Esprimiamo solidarietà alla compagna Leila Khaled e all’UDAP, del quale rilanciamo l’appello per la riuscita delle iniziative “Cinquant’anni di Resistenza”, alle quali Leila Khaled parteciperà tramite collegamento telematico. Ribadiamo il nostro sostegno alla lotta del popolo palestinese contro l’occupazione israeliana, e rigettiamo preventivamente ogni tentativo di creare confusione assimilando questa posizione a una visione antisemita che, da comunisti, non ci appartiene e mai ci apparterrà.

 

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Il Partito Comunista in Russia nel centenario della Rivoluzione.

Il Partito Comunista in Russia nel centenario della Rivoluzione.

Una delegazione del Partito Comunista, guidata dal responsabile esteri Guido Ricci è in Russia per le celebrazioni del centenario della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre. Il Partito Comunista partecipa per la prima volta come membro effettivo, all’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai giunto alla sua XIX edizione. L’incontro vede la partecipazione di 103 partiti comunisti sotto lo slogan «Cento anni dalla Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre: le idee del movimento comunista rafforzano la lotta contro le guerre imperialiste, per la pace e il socialismo».
La partecipazione del Partito Comunista all’incontro e la sua piena ammissione alla rete internazionale Solidnet sono un passo in avanti nel rafforzamento delle nostre relazioni internazionali e nella lotta contro le concezioni opportuniste presenti nel nostro paese. Riteniamo estremamente positivo che a cento anni dalla Rivoluzione, in un contesto internazionale difficile per il movimento comunista internazionale, cento partiti si ritrovino a Leningrado a discutere apertamente della strategia per il rilancio della lotta di classe nella direzione della costruzione del socialismo-comunismo. Il PC rafforzerà con la sua partecipazione e il suo lavoro la lotta contro l’opportunismo, la ricerca di una maggiore unità dei comunisti nel mondo, nella direzione tracciata dal marxismo-leninismo e dall’esperienza della III internazionale. Di fronte alle sfide di un mondo sempre più interconnesso, all’emergere di nuovi scontri imperialistici, ad un attacco globale alle condizioni dei lavoratori a fronte di una sempre maggiore concentrazione della ricchezza, il marxismo-leninismo è la guida attuale della nostra azione per un cambiamento rivoluzionario della società.
Nei giorni seguenti è prevista la partecipazione del segretario generale Marco Rizzo alle celebrazioni e alle manifestazioni che si terranno a Mosca. L’impegno del PC nel centenario proseguirà con iniziative in Italia e con la grande manifestazione dell’11 novembre che partirà dal Colosseo a Roma

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GRAVE DECISIONE DEL GOVERNO DI NON ACCREDITARE NUOVO AMBASCIATORE COREA NORD

GRAVE DECISIONE DEL GOVERNO DI NON ACCREDITARE NUOVO AMBASCIATORE COREA NORD

Il Partito Comunista giudica negativamente la decisione di interrompere le pratiche di accreditamento dell’ambasciatore della Corea del Nord in Italia annunciata dal ministro Alfano. Non si tratta di una misura dettata dalla ricerca della pace, come sostenuto dal governo, ma della prova di una piena accondiscendenza del governo italiano alla politica degli Stati Uniti e della Nato e di quanti soffiano venti di guerra sulla penisola coreana e sul mondo intero. Interrompere i rapporti con la Corea del Nord è un segnale preoccupante di un’escalation che da diplomatica rischia di divenire armata. La RDPK non è una minaccia per la pace, il suo programma nucleare è la risposta al dislocamento di armi nucleari e convenzionali nel sud della penisola. La soluzione verso il disarmo nucleare – che tutti auspichiamo, e che da sempre è la posizione dei comunisti – non può che avvenire a piene condizioni di reciprocità, le stesse condizioni che sono negate dai paesi che chiedono alla Corea di interrompere il programma nucleare. Se la posizione del governo fosse realmente finalizzata al mantenimento della pace mondiale, ci aspetteremmo che venissero interrotti contestualmente i rapporti con tutti i paesi possessori della bomba nucleare, Stati Uniti, Israele, Francia in testa, che continuano imperterriti ad eseguire nuovi test e a creare armamenti più letali; il ritiro immediato di tutte le truppe italiane in missioni di guerra all’estero; il richiamo degli ambasciatori italiani presso le monarchie saudite che sostengono il terrorismo. Ovviamente il governo e tutte le forze politiche presenti nel parlamento, non sono intenzionate a fare questo, ma giocano a creare una copertura ideologica e mediatica al contributo che anche l’Italia sta dando all’accerchiamento imperialista della Corea. Chiediamo l’immediato ritiro del provvedimento, e l’accreditamento del nuovo ambasciatore.

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2017/10/01/alfano-espulso-ambasciatore-corea-nord_765e5ebd-4385-4fa1-9365-9bc8e71f0d47.html

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Le sanzioni ONU alla Corea del Nord sono un atto criminale di guerra economica

Le sanzioni ONU alla Corea del Nord sono un atto criminale di guerra economica

Le sanzioni ONU alla Corea del Nord hanno come unico obiettivo quello di colpire la popolazione coreana e lo sviluppo del paese. Sono un atto criminale, un vero e proprio atto di guerra economica, che vuole piegare la Corea socialista, privandola di qualsiasi rifornimento petrolifero e del commercio del settore tessile. Gli imperialisti sanno bene di non poter sconfiggere la Corea con una guerra aperta e attuano questa strategia che si ripercuoterà solamente sulla popolazione coreana. Si vuole vedere la Corea, paese che sta conoscendo in questi anni un forte avanzamento economico, e un miglioramento reale della vita dei propri cittadini, ridotta alla fame, prima di elettricità e impossibilitata a qualsiasi forma di commercio internazionale. Di fatto con le sanzioni di oggi si crea il blocco economico più forte e multilaterale che sia mai stato imposto ad un paese nel mondo.
Russia e Cina piegandosi alle pressioni americane hanno dimostrato ancora una volta di non svolgere alcuna funzione antimperialista, di volare insieme agli avvoltoi nordamericani sulla penisola coreana. Consentire un voto unanime del consiglio di sicurezza dell’ONU è un atto di una gravità inaudita, che non ha precedenti nella storia. L’URSS non avrebbe mai consentito un tale atto criminale.
Le sanzioni non c’entrano nulla con la ricerca della pace. I paesi responsabili di decine di conflitti negli ultimi anni, che hanno disseminato morte e distruzione per Africa, Medio Oriente e Sud America, non possono dare lezioni di pace a nessuno. Gli Stati Uniti, unica potenza ad aver utilizzato in conflitto l’arma nucleare non possono dettare condizioni di disarmo unilaterale.
La Corea del Nord ha più volte dichiarato di essere pronta a rinunciare al programma nucleare in cambio di una politica di disarmo a condizione di reciprocità. La Corea del Nord ha sottoscritto un trattato che la impegna a non utilizzare per prima le armi nucleari, ma solo in caso di attacco con armi atomiche, trattato mai sottoscritto dagli USA. Non sono i coreani ad aver introdotto per primi le armi nucleari nella penisola, ma l’esercito statunitense che da anni usa la Corea del Sud come piattaforma per i propri missili. L’unica via perseguibile per la pace resta il disarmo reciproco, opzione che è stata sempre e costantemente rifiutata dagli Stati Uniti, che rifiutano da anni persino di sottoscrivere un formale accordo di pace lasciando la situazione sulla penisola regolata da un semplice cessate il fuoco.

Ufficio Politico  Partito Comunista

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VENEZUELA. IL NOSTRO SOSTEGNO ALLE FORZE RIVOLUZIONARIE.

VENEZUELA. IL NOSTRO SOSTEGNO ALLE FORZE RIVOLUZIONARIE.

Il Partito Comunista ha inviato oggi all’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela al Partito Comunista Venezuelano, e alle forze rivoluzionarie venezuelane, la propria solidarietà internazionalista, contro il tentato golpe ai danni del Presidente Maduro e del suo governo. Da settimane si assiste ad una preoccupante escalation nel Paese, che rende evidenti i piani della borghesia imperialista, supportata dagli Stati Uniti, di rovesciare il governo bolivariano e mettere fine al processo rivoluzionario, evitando un suo possibile approfondimento. I piani eversivi dell’opposizione di destra vogliono riportare al potere quei settori del capitale che per anni hanno affamato il popolo venezuelano, negando i diritti più basilari alle classi popolari, trattenendo per sé e per i grandi monopoli internazionali i profitti delle enormi ricchezze del Venezuela. La lotta contro l’imperialismo è una lotta definitiva, che può concludersi solo con la vittoria delle forze rivoluzionarie o con la loro capitolazione. Non c’è spazio per compromessi, per moderazione, per concessioni nel tentativo di ottenere un giudizio migliore da parte del capitale e dei media sull’operato del governo. Per gli imperialisti chi si solleva contro i loro interessi, anche se ha il consenso dei lavoratori e delle grandi masse popolari del proprio paese, sarà sempre e comunque un dittatore. La loro democrazia inizia e finisce nel campo ristretto degli interessi capitalistici, oltre i quali sono disposti anche a assoldare mercenari per lanciare granate contro gli edifici dello Stato, come accaduto oggi. La lezione cilena, è ancora oggi un monito per il sud America e per tutto il mondo.
Il PC sosterrà senza condizioni ogni forma di approfondimento del processo rivoluzionario bolivariano, che il governo venezuelano attuerà nella direzione della costruzione del socialismo nel Paese, per assicurare il potere nelle mani dei lavoratori, per chiudere i conti, una volta per tutte, con i settori reazionari, imperialistici e golpisti del Paese. A noi il compito in Italia di dispiegare un’opera di controinformazione e convincimento dei lavoratori, che rompa con il monopolio mediatico dei settori imperialisti.
La vittoria o la sconfitta del processo bolivariano in Venezuela, hanno un impatto non trascurabile sugli equilibri dell’America Latina, sul sostegno a Cuba socialista, sulle possibilità di lotta dei lavoratori in tutto il mondo. Lo sanno gli imperialisti, lo sanno i rivoluzionari di tutto il mondo, che oggi si stringono attorno alle forze rivoluzionarie venezuelane, per difendere il processo bolivariano, per approfondire il suo carattere rivoluzionario. Socialismo o morte!

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Messaggio per il congresso del PC Venezuela

Messaggio per il congresso del PC Venezuela

Cari compagni,

a nome del nostro Comitato Centrale e mio personale, voglio inviare un fraterno saluto e la massima solidarietà internazionalista al Vostro congresso. Il momento che sta vivendo oggi il Venezuela è, se ce ne fosse ancora bisogno, la prova dell’ingerenza dell’imperialismo degli Stati Uniti nel mondo e nel continente latino-americano in particolare. Il modello seguito è quello classico del fomentare malessere economico e sociale per poi costruire sopra artefatte proteste pseudopopolari, aventi come unico scopo quello di avviare un golpe restaurativo contro la Rivoluzione Bolivariana sullo stile di quello praticato contro il Cile di Allende. Tutto l’armamentario menzognero del mainstream internazionale viene messo in campo per “trasformare le vittime in carnefici e viceversa”. Proprio per questo motivo ha una ragione garantirvi il massimo livello di internazionalismo militante che si è’ già manifestato in numerose manifestazioni fatte in Italia. Non essendo, noi comunisti in Italia, riusciti a fare una rivoluzione nel nostro Paese, non possiamo percetterci in alcun modo di criticare la Rivoluzione Chavista, ma è del tutto evidente che l’avere cambiato solo in parte i rapporti di forza nella societa’ venezuelana nei confronti della grande borghesia si dimostra ogni giorno di più un problema. L’ingerenza specializzata dell’imperialismo ed i mezzi (mediatici e di potere) ancora in mano ai capitalisti venezuelani stanno cercando di colpire le conquiste sociali e politiche della Rivoluzione Bolivariana, a cui va tutta la nostra solidarietà politica e militante. Ai compagni e fratelli del Partito Comunista del Venezuela il nostro saluto per la coerenza politica intesa nel punto più alto della teoria e dell’azione rivoluzionaria: quella del marxismo-leninismo.

Avanti compagni,

Viva la Rivoluzione Bolivariana!

Viva il Partito Comunista del Venezuela!

Viva l’internazionalismo proletario!

Roma 22 giugno 2017

Marco Rizzo (Segretario Generale Partito Comunista)

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Estimados camaradas,

en nombre de nuestro Comité Central y en el mío propio, quiero enviar un saludo fraterno y la máxima solidaridad internacionalista a vuestro Congreso. El momento que está viviendo hoy Venezuela, por si hubiera dudas, es la prueba de la interferencia del imperialismo de Estados Unidos en el mundo y en el continente latinoamericano en particular. El modelo que se sigue es el clásico de fomentar el malestar económico y social y luego construir protestas pseudo-populares fabricadas, con el único propósito de iniciar un golpe restaurador contra la Revolución Bolivariana, al estilo del que se practicó contra el Chile de Allende. Toda la parafernalia mentirosa del mainstream internacional se pone en marcha para “convertir a las víctimas en victimarios y viceversa”. Precisamente por este motivo tiene una razón garantizaros el más alto nivel de internacionalismo militante que ha aparecido ya en numerosos eventos realizados en Italia. Al no haber logrado, nosotros, los comunistas en Italia, hacer una revolución en nuestro país, no podemos de ninguna manera criticar la revolución chavista, pero es bastante claro que habiendo cambiado sólo en parte la relación de fuerzas en la sociedad venezolana en contra de la gran burguesía se demuestra cada día más como un problema. La injerencia especializada del imperialismo y los medios (de comunicación y de poder) todavía en manos de los capitalistas venezolanos está tratando de golpear a los logros sociales y políticos de la Revolución Bolivariana, a quien trasladamos toda nuestra solidaridad política y militante. Para los camaradas y hermanos del Partido Comunista de Venezuela nuestro saludo a la coherencia política entendida en el punto más alto de la teoría y la acción revolucionaria: la del marxismo-leninismo.

Adelante camaradas. ¡

Viva la Revolución Bolivariana!

¡Viva el Partido Comunista de Venezuela!

¡Viva el internacionalismo proletario!

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