ANCORA UNA VOLTA MENTONO. VOGLIONO SOLO LA GUERRA: Attacco imperialista all’Iran!

ANCORA UNA VOLTA MENTONO. VOGLIONO SOLO LA GUERRA: Attacco imperialista all’Iran!

Israele e gli USA hanno lanciato l’attacco contro l’Iran.

Finora sono stati colpiti circa 30 obiettivi in tutto l’Iran, inclusa la residenza del Presidente iraniano e un quartier generale dell’intelligence, il Ministero dell’Intelligence iraniano, l’Agenzia iraniana per l’Energia Atomica, il QG delle Guardie della Rivoluzione

Ciò è avvenuto mentre sembrava che la diplomazia stesse avendo i propri frutti.

Il 26 febbraio i colloqui Iran-USA a Ginevra erano arrivati a “uno dei nostri cicli di negoziati più seri e lunghi” sul nucleare. Ci si aspettava che avrebbero dovuto riprendere a Vienna lunedì, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che si era dichiarato “vicino” agli Stati Uniti su molte questioni, definendo entrambe le parti come “più serie” rispetto al passato nel raggiungere un accordo. Tra l’altro era previsto che “a partire da lunedì, i team tecnici di Vienna e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica inizieranno le revisioni tecniche degli esperti per inquadrare alcune questioni tecniche in un quadro specifico e poi adattarle alle richieste e alle considerazioni politiche di entrambe le parti.”

Invece oggi l’attacco proditorio.

Ciò svela definitivamente che le sommosse di gennaio in Iran, tramutate dagli agenti provocatori in terrorismo, erano la copertura all’azione bellica di oggi. Vedremo se i pacifisti di casa nostra saranno in grado di aprire gli occhi e uscire dall’ignobile posizione di equidistanza tra “l’aggressore e l’aggredito”.

Ciò svela definitivamente come le trattative diplomatiche per gli USA, Israele, l’UE e tutto il campo imperialista e bellicista sono solo trucchi malevoli per prendere tempo e poi attaccare senza alcun riguardo per il diritto internazionale, che ormai sappiamo “vale fino a un certo punto”. Lo stesso schema abbiamo visto nelle trattative che hanno preceduto la crisi ucraina del 2022 quando hanno fatto fallire le trattative per risolvere il conflitto nel Donbass che perdurava fin dal colpo di stato nazista del 2014. Lo stesso schema vediamo ripetersi ai danni del popolo palestinese, ingannato da decenni sul miraggio di avere uno stato riconosciuto e protetto contro l’espansionismo sionista.

Ciò svela definitivamente che la forza militare Usa e Israeliana non è e non è mai stata una difesa contro le minacce esterne, ma solo la più aggressiva macchina che minaccia tutti i popoli del mondo

FERMIAMOLI

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TENTATIVO DI INFILTRAZIONE TERRORISTICA? CUBA SI DIFENDE!

TENTATIVO DI INFILTRAZIONE TERRORISTICA? CUBA SI DIFENDE!

TENTATIVO DI INFILTRAZIONE TERRORISTICA? CUBA SI DIFENDE!

Il Ministero dell’Interno cubano ha reso noto di aver sventato un’infiltrazione armata nella provincia di Villa Clara, nella zona nord-est del canale El Pino, a Cayo Falcones, nel municipio di Corralillo.

Secondo le informazioni diffuse, un motoscafo proveniente dalla Florida trasportava dieci persone armate con fucili d’assalto, armi corte, ordigni artigianali, giubbotti antiproiettile e uniformi mimetiche. Le autorità hanno parlato apertamente di un tentativo di infiltrazione a fini terroristici.

Tra gli arrestati figurano cittadini cubani residenti negli Stati Uniti, alcuni dei quali – secondo quanto dichiarato – già segnalati nelle liste nazionali legate alla risoluzione 1373 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU in materia di contrasto al terrorismo.

È stato inoltre arrestato sul territorio cubano un cittadino accusato di aver fornito supporto logistico all’operazione.

Di fronte a fatti di questa gravità, la posizione del nostro Partito è chiara:

CUBA SI DIFENDE SENZA SÉ E SENZA MA

E proprio per questo noi difendiamo Cuba ed il suo popolo che ogni giorno ci insegnano cosa vuol dire RESISTERE e LOTTARE contro un blocco economico genocida imposto dagli Yankee.

Da decenni Cuba è oggetto di pressioni, sanzioni e azioni ostili che hanno cercato di minarne la stabilità.

Patria o Muerte, Venceremos!

#CubaEstáFirme
#CubaSoberana


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COMUNICATO CONGIUNTO PCI – PC

COMUNICATO CONGIUNTO PCI – PC

Comunicato congiunto

Nella giornata di domenica 1 febbraio, a Bologna, si è tenuto il preannunciato incontro tra componenti della Segreteria Nazionale  del Partito Comunista Italiano e dell’Ufficio Politico del Partito Comunista, unitamente a dirigenti della Federazione Giovanile Comunista Italiana e della Federazione Gioventù Comunista.

Un incontro importante, nel corso del quale i partecipanti si sono confrontati in termini generali su molteplici questioni attinenti al contesto internazionale e nazionale.
Un incontro al quale si è convenuto di dare continuità, approfondendo il merito delle stesse anche con specifiche iniziative.

Bologna, 1 febbraio 2026

Partito Comunista Italiano
Partito Comunista
Federazione Giovanile Comunista Italiana
Federazione Gioventù Comunista

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DAI NEMICI MI GUARDO IO, DAGLI AMICI MI GUARDI IDDIO – La lotta anti-imperialista in Venezuela non si è mai fermata

DAI NEMICI MI GUARDO IO, DAGLI AMICI MI GUARDI IDDIO – La lotta anti-imperialista in Venezuela non si è mai fermata

Mai proverbio fu più azzeccato!
 
Prendiamo spunto dalla frase contenuta nell’articolo di Luciana Castellina dell’8 febbraio del manifesto (giornale che si vanta abusivamente di essere un “quotidiano comunista”), solo perché tale foglio ha una risonanza maggiore di innumerevoli blog e organizzazioni che a parole dichiarano appoggio a Cuba socialista, quando invece tentano di minarne la solidarietà attaccando i suoi principali sostegni internazionali. In questo caso si tratta del Venezuela bolivariano.
Nell’articolo, di cui riportiamo per intero una frase onde non si possa equivocare, si legge:
 
«L’OCCIDENTE, come si vede, in barba ai suoi “valori” accetta disciplinato il diktat di Trump. Il quale, nel frattempo, soddisfatto per non aver trovato ostacoli al suo programma, ha mandato a dire all’Avana che lui è pronto ad un accordo e che, anzi, lui «sarà molto gentile» e farà quanto necessario per rendere finalmente Cuba libera. Come nel Venezuela che ha accettato, per salvarsi, di ammazzare definitivamente la Rivoluzione bolivariana, aprendo alla totale privatizzazione del suo petrolio.»
 
La “narrazione” che il governo venezuelano abbia aperto alla “totale privatizzazione” è appunto frutto dei desideri di Trump e non è corroborata da nessun atto del governo bolivariano in carica.
La verità è radicalmente opposta.
 
1. La notizia che sfugge all’informazione di regime: «La raffineria di Dos Bocas entra a pieno regime e il Messico taglia le importazioni dagli USA ai minimi da 16 anni. Un duro colpo per i raffinatori americani che perdono greggio pesante e quote di mercato. Trump ha bisogno ora di greggio pesante, come il Venezuelano.» (vedi i dettagli in coda) [1]
2. Il governo bolivariano ribadisce che le riforme sono in piena continuità con quanto delineato sia durante la presidenza Chavez che quella Maduro, in quanto il sistema produttivo venezuelano necessita di costosi investimenti che il blocco statunitense ha impedito. Inoltre il mercato petrolifero venezuelano è aperto a ogni acquirente ne sia interessato e non è certo ostaggio degli USA.
3. Già il primo carico ha fruttato al Venezuela un’entrata di 500 milioni di dollari che, contrariamente a quanto affermato dal vendifumo Trump, verranno spesi per il benessere del popolo e del sistema produttivo interno.
4. Il Messico (altro oggetto della propaganda filoimperialista) sta urgentemente mandando aiuti umanitari a Cuba. La Russia (la cattivona per eccellenza) ha dichiarato che continuerà a sostenere Cuba con tutte le sue forze. Altrettanto fa la Cina socialista.
 
In sintesi.
Trump si è macchiato di un crimine orrendo – contro i cittadini venezuelani e contro gli eroi cubani difensori della persona del Presidente Maduro e di sua moglie, violando le più elementari regole del diritto internazionale – per mascherare una sconfitta epocale che l’imperialismo statunitense sta subendo nel suo “cortile di casa”. Ma il risultato non cambia, perché gli investitori hanno manifestato seri dubbi a investire in Venezuela, non perché quel Paese non sia affidabile, ma perché non lo è l’aggressiva politica americana, in preda al terrore da ultimi giorni dell’impero, che spaventa anche i propri amici.
 
La Presidente messicana Claudia Sheinbaum sta dando un’eccellente prova di protezione della sovranità del suo Paese, in condizioni molto difficili, attraverso la compagnia statale Pemex. Ovviamente nulla garantisce che nel prossimo futuro questo percorso non possa essere invertito.
 
Il governo bolivariano, col coltello puntato alla gola, ha messo in scacco il tracotante Trump e l’imperialismo USA, in continuità con quanto fatto nei decenni precedenti dal Comandante Chavez e dal Presidente Maduro.
 
Cuba resiste e la rete di solidarietà (quella vera!) si estende.
 
Un’ultima domanda ai castellini e alle castelline di tutto il mondo:
CI SEI O CI FAI?
 
***********
Dettagli sulla produzione della nuova raffineria messicana:
«Questo cambiamento rappresenta una pessima notizia per i raffinatori statunitensi, che si trovano a fronteggiare una “tempesta perfetta”: stanno perdendo contemporaneamente le forniture di greggio pesante messicano e i volumi di esportazione dei prodotti raffinati verso il loro vicino meridionale.
Per anni, il Messico è stato uno dei principali acquirenti di carburante dagli Stati Uniti, paradossalmente esportando petrolio greggio per poi ricomprare benzina raffinata. Per interrompere questo ciclo, il governo ha costruito una nuova raffineria costata circa 20 miliardi di dollari, concepita per aumentare l’indipendenza energetica del Paese.
La raffineria Olmeca, nota anche come Dos Bocas, è stata il fulcro della precedente amministrazione guidata da Andres Manuel Lopez Obrador (AMLO), con l’intento di restituire centralità alla compagnia statale Pemex nel sistema energetico messicano.
Questa dinamica, perfettamente in linea con i piani di sovranità energetica messicana, crea un doppio problema per l’industria statunitense. I raffinatori del Golfo del Messico, infatti, sono strutturati per lavorare il greggio pesante (come il Maya messicano o il venezuelano) e hanno sempre contato sul Messico come mercato di sbocco per i prodotti finiti.
Ecco spiegato perché Trump sta spingendo le società petrolifere USA e di mezzo mondo a investire in Venezuela: le sue raffinerie hanno bisogno di questo greggio.» [1]
 
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Comunicato del Comitato Centrale 17-18 Gennaio 2026

Comunicato del Comitato Centrale 17-18 Gennaio 2026

COMUNICATO DEL COMITATO CENTRALE

 

Sabato 17 e domenica 18 nella nuova sede nazionale di via degli Elci a Roma, in un clima di grande e fraterna unità, si è tenuta la seduta del Comitato Centrale.

In essa, dopo l’introduzione del SG Alberto Lombardo, sono stati estensivamente discussi temi di politica nazionale e internazionale molto importanti.

È stata condannata la politica imperialista e guerrafondaia dell’imperialismo statunitense.

È stata rinnovata la solidarietà internazionalista col popolo venezuelano e di sostegno al governo bolivariano, rinnovando l’esecrazione del codardo atto scellerato che ha portato al sequestro del Presidente Maduro e della Prima Dama e Prima Combattente Cilia Flores.

Sono stati condannati i gravissimi atti di ingerenza e sovversione che l’intelligence statunitense e sionista hanno messo in atto a danno del popolo iraniano, creando una situazione che ha arrecato morti e ingenti danni materiali al popolo e alla sicurezza del Paese. La grave crisi economica, causata dalle illegali sanzioni che l’occidente ha provocato negli anni, aveva dato luogo all’inizio a legittime proteste che avevano ricevuto la giusta considerazione da parte della autorità. Ad esse si sono sovrapposti atti terroristici fomentati e finanziati dall’imperialismo americano e sionista, che hanno dato modo alla servile propaganda di regime, anche nel nostro paese, di attaccare la Repubblica Islamica. La sintonia tra le fonti di “informazione” padronale non ci stupisce, così come non ci stupisce neanche l’atteggiamento filo imperialista e filo sionista che certi partiti della pretesa “opposizione” hanno inscenato. Denunciamo altresì con forza l’atteggiamento di tutti coloro che si sono accodati a questa canea. Il Partito Comunista si troverà sempre dall’altra parte della barricata.

Ancora una volta esprimiamo la massima solidarietà alle sofferenze del popolo palestinese e alla legittima resistenza all’occupante sionista. Abbiamo salutato con soddisfazione le manifestazioni che anche nel nostro Paese hanno denunciato il genocidio criminale che il sionismo attua ancor oggi non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania. Purtroppo siamo stato facili profeti nel prevedere che l’impulso si sarebbe attenuato nonostante l’indignazione popolare resti altissima. Confidiamo che la vigliacca farsa con la quale i complici del sionismo nel nostro Paese avrebbero voluto “rifarsi una verginità” non passerà. Continueremo a denunciare i falsi amici del popolo palestinese e a strappare loro la vergognosa maschera sotto la quale tentano di occultare il loro appoggio all’imperialismo, tentando di attribuire le colpe a questa o a quella direzione governativa e non agli interessi monopolistici internazionali che non mutano al mutare dei governi, così come non mutano le loro strategie ma solo questa o quella tattica.

Venendo alle questioni nazionali.

È stata espressa una valutazione completamente negativa dell’accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur. È stato sottolineato che esso sarà a favore del grande capitale monopolistico che domina le economie sia europee che sudamericane. Per l’Italia saranno protette le “eccellenze”, ma le piccole aziende agricole riceveranno forse qualche compensazione nel transitorio, frutto di mere anticipazioni del bilancio europeo. Il travagliato accordo ha visto il Belgio astenuto mentre Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria hanno votato contro. Il Governo italiano in un primo tempo aveva mercanteggiato, ma dopo ha ceduto agli interessi dei grandi industriali del manifatturiero e dell’agroalimentare. Si teme l’arrivo massiccio di carne bovina, pollame, zucchero, cereali, riso e ortofrutta a basso costo, e la concorrenza sleale. L’UE applica norme vincolanti sul benessere animale, come l’alimentazione, le cure veterinarie e le condizioni minime di spazio. Nei Paesi del Mercosur, invece, gli standard sono spesso molto più bassi e negli allevamenti intensivi rimangono diffuse pratiche crudeli. Stesso discorso vale per fitofarmaci, antibiotici e ormoni, molti pesticidi proibiti nella Ue sono invece impiegati in Sudamerica. Nell’ottobre 2024 un audit ufficiale della Commissione europea sul sistema di controlli brasiliano ha concluso che non è possibile garantire con certezza che la carne bovina esportata verso la Ue non sia stata trattata con ormoni vietati. La cosiddetta “trasparenza” che dovrebbe consentire ai consumatori di scegliere consapevolmente se acquistare o meno un prodotto di provenienza sudamericana è fittizia, perché quando l’alimento viene poi lavorato, sull’etichetta ci sarà scritto «Prodotto in Italia». Anche gli sbandierati controlli doganali sono una farsa. Gran parte dei prodotti in arrivo dal Sudamerica sbarcano al porto di Rotterdam, dove oggi i controlli sono sotto il 3% e l’aumento previsto li porterebbe al 4%.

Un altro punto che è stato al lungo approfondito riguarda il referendum sulla giustizia, in seguito all’approvazione parlamentare. La posizione di principio espressa ha riguardato la condanna di ogni manomissione della Costituzione. L’abbiamo condannata quando è stata attuata dalla cosiddetta sinistra a proposito del Titolo V, quando è stata attuata da tutto l’arco parlamentare con l’introduzione del vincolo di bilancio, la condanniamo oggi. Nel merito, si è rilevato che i punti della legge sottoposti al referendum non toccano minimamente i veri problemi che affliggono la giustizia italiana e che interessano milioni di cittadini che giornalmente si scontrano con essi: ritardi, soprusi, costi, consorterie inestirpabili che non coinvolgono certo solo le due funzioni della magistratura ma investono tutto il sistema giudiziario, in particolare nel diritto del lavoro. Nel merito addirittura è stato rilevato che l’innalzamento dei limiti della carcerazione preventiva va proprio in direzione contraria alla propaganda securitaria del Governo, che invece continua ad allargare le scappatoie a cui fa ricorso chi “può”. Questo referendum inoltre fa passare in secondo piano due attacchi violentissimi che il Governo ha scatenato contro i cittadini. Il primo riguarda la nuova normativa securitaria, anche questa fatta passare sull’onda dell’indignazione per atti che hanno coinvolto minori, ma che investiranno il diritto a manifestare dei lavoratori. E il secondo la gravissima manomissione del funzionamento della Corte dei Conti, che spesso ha messo i bastoni tra le ruote alle consorterie politico-affaristiche, come da ultimo la vicenda del Ponte di Messina.

La domenica mattina la seduta del CC ha anche affrontato il tema dell’impegno che il Partito deve sviluppare sempre di più per radicarsi tra la classe operaia e tra i lavoratori, di studiare e conoscere le situazioni in cui si esplica la lotta di classe nel nostro Paese e il sostegno all’attività sindacale che genuinamente si batte quotidianamente contro il consociativismo palese o occulto delle principali centrali italiane.

A questo proposito viene confermata la convocazione della Conferenza di Organizzazione da tenersi non prima di settembre, in modo tale da dare in modo a tutto il Partito di sviluppare nei territori un ampio dibattito per la sua preparazione.

Nel pomeriggio si è avuta la inaugurazione pubblica ufficiale della nuova Sede Nazionale e la presentazione della tessera del Partito (militante e sostenitore) per il 2026. La tessera è dedicata al centenario della nascita del Comandante Fidel Castro e reca la riproduzione di una tela che è stata donata all’Ambasciata di Roma, una copia della quale è stata portata personalmente all’Habana dal SG in occasione della sua ultima visita in quel Paese. Sul fonte della tessera si riporta una profonda riflessione del Comandante Fidel sul marxismo-leninismo e i doveri di ogni militante che tocca ognuno di noi e ci richiama alle nostre responsabilità quotidiane.

Ci ha onorato la presenza fraterna di una delegazione di alto livello dell’Ambasciata cubana a Roma.

La manifestazione, aperta dal Vicesegretario Matteo Di Cocco, ha visto la presenza di militanti e simpatizzanti oltre ogni limite fisico di ingresso ed è stata preceduta dalla commossa lettura degli eroi che hanno difeso la persona del Presidente Maduro e della sua sposa e prima Combattente, a prezzo della propria vita ma anche – come si viene a sapere ora – infliggendo pesanti perdite agli aggressori.

Oltre alla presenza di alto livello dell’Ambasciata, abbiamo avuto l’intervento dello scrittore e saggista Giambattista Cadoppi, che ha presentato il suo saggio pubblicato da Anteo Edizioni: “Una rivoluzione può essere figlia solo della cultura e delle idee”, dedicato all’analisi del discorso che Fidel tenne nel 1999 a Caracas, di fronte ai giovani venezuelani, nell’Aula Magna dell’Università Centrale del Venezuela, al fianco di Chávez. È intervenuto con un appassionato discorso Luciano Iacovini, presidente dell’associazione “La villetta per Cuba”, che ha richiamato i comunisti e i sinceri democratici all’unità nell’azione.

La manifestazione si è conclusa con l’intervento del Segretario Generale, Alberto Lombardo, che, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti, ha ripreso i temi della giornata. In particolare ha richiamato il ruolo dell’ideologia marxista-leninista come fondamento dei partiti comunisti negli esempi storici dove il socialismo ha trionfato, ma anche profondamente attuale nei paesi dove il socialismo si sviluppa guidato da Partiti Comunisti. Inoltre ha ricordato la frase di Pietro Secchia in cui il grande comunista e organizzatore si chiedeva: “Unità sì, ma con chi e per che cosa?” Frase che dà forma a tutta l’attività ideologica e politica del nostro Partito che lo distingue per coerenza e intransigenza.

La manifestazione si è conclusa in un clima di grande entusiasmo.

 

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Inaugurazione della sede nazionale ed evento di inizio anno

Inaugurazione della sede nazionale ed evento di inizio anno

Iniziamo il nostro anno di attività politica con un evento dedicato a Fidel Castro.
Il 2026 segna infatti il centenario della sua nascita, e il Partito Comunista non poteva non aprire l’anno – e il tesseramento, con una tessera a lui dedicata – nel suo nome. Non solo: idealmente dedichiamo a Fidel Castro l’intero anno della nostra attività politica.
📅 Domenica 18 gennaio, ore 16
📍 Roma – Sede nazionale del Partito Comunista
In questa occasione inaugureremo insieme la sede nazionale del Partito Comunista con un evento in onore di uno dei giganti della storia del Novecento.
Rivoluzione, resistenza e strenua lotta all’imperialismo: temi centrali dell’esperienza di Fidel Castro, che restano oggi più che mai attuali.
Interventi
🎙 Introduce
Matteo Di Cocco
Vicesegretario Generale del Partito Comunista
🗣 Interviene
Giambattista Cadoppi
Saggista per Anteo Edizioni, presenterà il volume Una rivoluzione può essere figlia solo della cultura e delle idee, discorso di Fidel Castro presso l’Università di Caracas, oggi di straordinaria attualità, nel segno di un’unione ideale tra Cuba e Venezuela.
🗣 Interviene
Luciano Iacovino
Presidente dell’Associazione La Villetta per Cuba
🎤 Conclude
Alberto Lombardo
Segretario Generale del Partito Comunista
🇨🇺 All’evento sarà presente una delegazione dell’Ambasciata di Cuba.

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Giù le mani dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela

Giù le mani dalla Repubblica Bolivariana del Venezuela

Il Partito Comunista aderisce alla manifestazione di Sabato 10 Gennaio a Roma in difesa della Repubblica Bolivariana del Venezuela e contro l’Imperialismo USA.
Lo facciamo senza se e senza ma, invitando tutti i compagni che non potranno partecipare alla manifestazione di Roma a partecipare alle relative manifestazioni sul territorio nazionale.

Viva Maduro!
Viva Venezuela!

Promotori:
Potere al Popolo
Unione Sindacale di Base
Arci Roma
Movimento diritto all’abitare
La Villetta per Cuba
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
Cred
Pacto Historico – Italia
Piattaforma progressista latinoamericana
Movimento studenti palestinesi
Comunità palestinesi d’Italia
Udap
Cambiare Rotta
Osa
Patria socialista
Rifondazione comunista
Rete dei Comunisti
Partito Comunista
Federazione della Gioventù Comunista

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Comunicato del Comitato Centrale del Partito Comunista sul sequestro del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro

Comunicato del Comitato Centrale del Partito Comunista sul sequestro del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro

Il Comitato Centrale del Partito Comunista condanna con la massima fermezza il sequestro del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, operato dagli Stati Uniti d’America attraverso un’azione di forza che rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale, della sovranità di uno Stato indipendente e dei principi fondamentali di convivenza tra i popoli.
Si tratta di un atto di aggressione imperialista che nulla ha a che vedere con la tutela dei diritti umani o con la difesa della democrazia né tantomeno con la lotta al narcotraffico e che si inserisce nella storica strategia di destabilizzazione dell’America Latina da parte dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati.
Il sequestro di un capo di Stato eletto costituisce un pericoloso precedente, che apre la strada alla legittimazione della forza militare e giudiziaria come strumento di dominio politico globale. È un messaggio intimidatorio rivolto a tutti i Paesi che non intendono sottomettersi ai diktat economici, militari e geopolitici delle potenze occidentali.
Il Venezuela viene colpito perché:
• difende il controllo pubblico delle proprie risorse strategiche;
• rivendica la propria indipendenza politica;
• porta avanti un processo di trasformazione sociale alternativo al capitalismo neoliberista.
Il Comitato Centrale del Partito Comunista denuncia inoltre:
• la complicità dell’Unione Europea e dei governi occidentali, responsabili di un silenzio che equivale a una corresponsabilità politica;
• il ruolo dei media mainstream, impegnati a giustificare o minimizzare un atto che, se compiuto da qualsiasi altro Stato, verrebbe unanimemente definito come atto di guerra.
Il Partito Comunista esprime la propria piena solidarietà al popolo venezuelano, alla Rivoluzione Bolivariana e a tutte le forze che nel mondo resistono all’imperialismo, allo sfruttamento e alla subordinazione dei popoli.
Difendere il Venezuela oggi significa difendere il diritto dei popoli all’autodeterminazione, la pace internazionale e la possibilità di un’alternativa al sistema capitalistico dominante.
Il Partito Comunista continuerà a battersi, in Italia e sul piano internazionale, contro ogni forma di imperialismo, per la sovranità dei popoli, per la pace e per il socialismo.
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Attacco al Venezuela e arresto di Maduro – Podcast del Partito Comunista

Attacco al Venezuela e arresto di Maduro – Podcast del Partito Comunista

Il Segretario Generale Alberto Lombardo analizza la situazione a poche ore dalla notizia dell’attacco yankee contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e dell’arresto del suo Presidente.

Ascolta qui su Youtube
? https://youtu.be/cvf96uvfno4

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Attacco imperialista al Venezuela

Attacco imperialista al Venezuela

In questo momento di folle attacco da parte dell’imperialismo Yankee, il nostro partito è sempre dalla parte del Venezuela Bolivarista e libero. Viva il Venezuela!

Di seguito, condividiamo il comunicato dell’Ambasciata Venezuelana.

COMUNICATO DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA

La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia dinanzi alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale Governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelani nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e degli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una violazione flagrante della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che consacrano il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette in grave pericolo la vita di milioni di persone.

L’obiettivo di questo attacco non è altro che impadronirsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo legittimo Governo restano saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.

Dal 1811 il Venezuela ha affrontato e vinto imperi. Quando nel 1902 potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: “La pianta insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria”. Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si leva nuovamente per difendere la propria indipendenza dinanzi all’aggressione imperiale.

Popolo, scendete in strada!

Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione e a ripudiare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, sono dispiegati per garantire la sovranità e la pace. Contestualmente, la Diplomazia Bolivariana di Pace presenterà le corrispondenti denunce al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, al Segretario Generale di tale organizzazione, alla CELAC e al Movimento dei Paesi Non Allineati, esigendo la condanna e l’assunzione di responsabilità da parte del Governo statunitense.

Il Presidente Nicolás Maduro ha disposto tutti i piani di difesa nazionale perché siano attuati nel momento e nelle circostanze adeguate, nel pieno rispetto di quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dalla Legge Organica sugli Stati di Eccezione e dalla Legge Organica di Sicurezza della Nazione.

In tal senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l’attuazione del Decreto che dichiara lo stato di Commozione Esterna in tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. Tutto il Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.

Allo stesso modo ha ordinato il dispiegamento immediato del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e municipi del Paese.

Nel pieno rispetto dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il proprio popolo, il proprio territorio e la propria indipendenza. Chiamiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperiale.

Come affermò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías, “di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, di qualunque portata, la risposta di tutti e di tutte i patrioti è unità, lotta, battaglia e vittoria”.

Caracas, 3 gennaio 2026

 

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Comunicato della Repubblica Bolivariana del Venezuela

Comunicato della Repubblica Bolivariana del Venezuela

Riceviamo e condividiamo questo comunicato da parte della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Inoltre ribadiamo il totale sostegno del nostro Partito al Venezuela ed al Presidente Maduro.
 
– COMUNICATO –
 
La Repubblica Bolivariana del Venezuela denuncia e condanna con forza il furto sfacciato e l’atto di pirateria internazionale annunciato pubblicamente dal presidente degli Stati Uniti, che ha confessato l’assalto a una petroliera nel Mar dei Caraibi. Non è la prima volta che lo ammette: già nella sua campagna elettorale del 2024 aveva affermato apertamente che il suo obiettivo è sempre stato appropriarsi del petrolio venezuelano senza pagare alcun corrispettivo in cambio, chiarendo che la politica di aggressione contro il nostro Paese risponde a un piano deliberato di depredazione delle nostre ricchezze energetiche.
 
Questo nuovo atto criminale si aggiunge al furto di Citgo, importante risorsa del patrimonio strategico di tutti i venezuelani, sottratto attraverso meccanismi giudiziari fraudolenti e al di fuori di qualsiasi norma.
 
L’umanità sta aprendo gli occhi e sta lottando contro gli abusi imperialisti del Nord, come dimostrato dalle numerose e affollate manifestazioni di protesta in diversi stati degli Stati Uniti e in città europee. Anche il popolo venezuelano ha dato una forte dimostrazione nelle strade del Venezuela per difendere la pace del nostro Paese.
 
In questo contesto, finalmente sono state svelate le vere ragioni della prolungata aggressione contro il Venezuela. Non è la migrazione. Non è il narcotraffico. Non è la democrazia. Non sono i diritti umani. Si è sempre trattato delle nostre ricchezze naturali, del nostro petrolio, della nostra energia, delle risorse che appartengono esclusivamente al popolo venezuelano.
 
Inoltre, denunciamo che questo atto di pirateria mira a distrarre l’attenzione e a occultare il clamoroso fallimento dello spettacolo politico messo in scena a Oslo, dove sono state nuovamente messe a nudo le manipolazioni e l’inefficacia di coloro che da anni tentano, senza alcun successo, un’operazione di “cambio di regime” attraverso la violenza e in aperta complicità con i governi occidentali.
 
Il Venezuela invita tutto il popolo venezuelano a rimanere saldo nella difesa della patria ed esorta la comunità internazionale a respingere questa aggressione vandalica, illegale e senza precedenti che si cerca di normalizzare come strumento di pressione e depredazione.
 
Il Governo Bolivariano ribadisce che ricorrerà a tutte le istanze internazionali esistenti per denunciare questo grave crimine internazionale e difenderà con assoluta determinazione la sua sovranità, le sue risorse naturali e la sua dignità nazionale. Il Venezuela non permetterà che alcuna potenza straniera tenti di sottrarre al popolo venezuelano ciò che gli appartiene per diritto storico e costituzionale.
 
Caracas, 10 dicembre 2025

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