FUTURA UMANITÀ – Il 2 marzo 1919 veniva fondata a Mosca l’Internazionale Comunista.

FUTURA UMANITÀ – Il 2 marzo 1919 veniva fondata a Mosca l’Internazionale Comunista.

Ricorreva ieri, l’anniversario di fondazione della Terza Internazionale Comunista.

FUTURA UMANITÀ
Il 2 marzo 1919 veniva fondata a Mosca l’Internazionale Comunista.
Nel marzo 1919 molti rappresentanti di numerosi partiti socialisti e dei partiti comunisti già costituiti si ritrovano a Mosca sotto invito di Lenin, dove sull’onda dell’entusiasmo per le spinte rivoluzionarie che sembrano percorrere quasi tutti i paesi europei, i bolscevichi riescono a costituire, di fatto, la fondazione della Internazionale comunista.

Dopo il fallimento della Seconda Internazionale, Lenin insieme al partito Bolscevico, riuscì nell’intento di costituire la Terza Internazionale Comunista dandogli un carattere più rivoluzionario e comunista. L’intento principale e fondamentale fu quella di garantire al proletariato di tutto il mondo la liberazione dall’oppressione del capitalismo.

Il congresso di fondazione della Terza Internazionale si riunì a Mosca fra il 2 e il 6 marzo 1919. I delegati con diritto di voto erano 35 e rappresentavano 19 partiti o organizzazioni comuniste, oltre a questi vi erano, come osservatori, altri 19 delegati in rappresentanza di 16 organizzazioni. In quei giorni furono date le disposizioni per organizzare, consolidare, ampliare e collegare il lavoro rivoluzionario fra il proletariato europeo.

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Terzo incontro multilaterale dei partiti comunisti – Parigi

Terzo incontro multilaterale dei partiti comunisti – Parigi

Terzo incontro multilaterale dei Partiti Comunisti – Parigi

Sabato 22 febbraio si è tenuto a Parigi il terzo incontro multilaterale dei seguenti partiti comunisti europei: Partito Comunista Tedesco, Partito dei Lavoratori Ungherese, Partito Comunista dei Popoli di Spagna, Partito Comunista (Italia), Partito Comunista (Svizzera), Partito Comunista Danese, Partito Comunista della Federazione Russa e la Polo di Rinascita Comunista in Francia, che ha ospitato l’incontro.

Le discussioni si sono concentrate sulla situazione in Europa e nel mondo, sulla questione della pace in Ucraina e sui cambiamenti successivi all’investitura dell’amministrazione Trump alla guida dell’imperialismo statunitense. Diversi partiti partecipanti hanno presentato proposte di azione che saranno rese pubbliche a breve. Allo stesso modo, i partiti membri hanno concordato di regolarizzare questo tipo di incontri due volte l’anno e hanno concesso un prossimo incontro faccia a faccia nel corso dell’anno, in una data che sarà annunciata nelle prossime settimane.

Parigi, 22 febbraio 2025

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LE AQUILE OGNI TANTO POSSONO RAZZOLARE COME LE GALLINE  MA LE GALLINE NON POTRANNO MAI VOLARE ALLE ALTITUDINI DELLE AQUILE

LE AQUILE OGNI TANTO POSSONO RAZZOLARE COME LE GALLINE MA LE GALLINE NON POTRANNO MAI VOLARE ALLE ALTITUDINI DELLE AQUILE

LE AQUILE OGNI TANTO POSSONO RAZZOLARE COME LE GALLINE

MA LE GALLINE NON POTRANNO MAI VOLARE ALLE ALTITUDINI DELLE AQUILE

A distanza di tre anni dall’inizio dell’operazione militare speciale e a undici dell’inizio della guerra scatenata dal golpe neonazista in Ucraina, possiamo dire che l’Occidente Collettivo ha sbattuto duro, anzi forse la sua crisi irreversibile si avvia ad avvitarsi nella fase autodistrutiva in cui chi sta ancora sulla zattera bastona coloro che stanno per annegare (ieri le nazioni forti europee contro le deboli, oggi gli USA contro tutta l’UE). Tre anni fa abbiamo detto “questa è la guerra degli USA contro la Germania e tutta l’Europa”. Oggi questo è un fatto incontestabile. La fase cannibalistica del capitalismo occidentale è in corso.

Cominciamo dalle galline. Non ce ne vogliano questi pacifici volatili, presi a emblema di stupidità, per l’ignominioso paragone che facciamo: i governanti europei. Hanno creduto che c’era posto anche per loro al banchetto ucraino (come fu l’altra volta con i paesi ex socialisti), hanno speso un sacco di soldi, hanno indebolito le già carenti difese militari che hanno eretto solo per compiacere il padrone d’oltreoceano e i propri mercanti d’armi con robaccia che vola e spara solo sotto il comando del capo (senza controllo satellitare e software proprietario sono solo ferri da stiro [1]). Ora sono rimasti col cerino in mano a pagare il conto. La coazione a ripetere gli errori (più come le mosche che le galline) li porta a persistere e aggravare la situazione in cui versano i popoli europei. Solo un ministro per caso come Pichetto Fratin si poteva far sfuggire l’ovvietà che mo’ dobbiamo riaprire i gasdotti con la Russia. Un cane in chiesa!

Il bullo, che tratta in diplomazia con l’arroganza degli affaristi, il novello Re Mida sudafricano, che trasforma in veleno tutto quello che tocca, credono di poter salvare il capitalismo statunitense a furia di minacce e lusinghe? Funzionerà con le galline europee, ma sia la Resistenza palestinese che la Russia [2] hanno già fatto capire che con loro non attacca.

E veniamo alle aquile.

In Germania il partito socialdemocratico, che ha preso la legnata elettorale più fragorosa della sua storia, resterà al governo, mentre chi ha preso quasi 2,5 milioni di voti, tra cui mezzo milione di ex non votanti, fermandosi al 4,97%, per 13.400 voti non entra neanche in Parlamento. I sondaggi preelettorali hanno orientato il voto in modo sfacciato. Non ci meraviglieremmo se uscissero scandali su forti manipolazioni per queste elezioni. Ma le dittature e gli autocrati sono gli altri.

Sahra Wagenknecht ha fatto errori. In Turingia non doveva cedere all’alleanza coi partiti bellicisti accontentandosi di una inutile dichiarazione di intenti pacifisti. Ha fatto bene a non allearsi con i sionisti filo-padronali filo-atlantisti di AfD, ma poi è arrivata a votare il pacchetto anti-migranti Cdu-Afd. Sebbene la sua ricetta rispetto al problema dell’immigrazione parta da un’analisi corretta, la sua soluzione non riesce a scappare dalla dicotomia tra giusta difesa delle condizioni di lavoro e doverosa accoglienza, come si può e si deve fare.

Il lettore ci scuserà se ci permettiamo di usare le parole di Lenin e accostare un’eroina della lotta antifascista come Rosa alla Sahra odierna. Tuttavia la battaglia per la liberazione dei popoli europei è iniziata e da qui si deve partire, anche con tutto il carico di errori.

[1] https://scenarieconomici.it/kill-switch-e-vero-che-il-caccia-f-35-puo-essere-spento-dagli-usa/

[2] “Siamo pronti a negoziare sia con Kiev sia con l’Europa, con chiunque in buona fede voglia contribuire a raggiungere la pace, ma interromperemo le azioni militari solo quando questi negoziati daranno un risultato fermo e sostenibile che soddisfi la Federazione Russa”. Così da Ankara il ministro degli Esteri russo Lavrov, il quale ha anche aggiunto: per arrivare a un accordo, è necessaria una clausola “ferrea” che garantisca che Kiev non entrerà nella Nato. Poi: Mosca continuerà contatti con Usa, “emersa opportunità di dialogo normale”

Nella conversazione telefonica odierna, i presidenti russo Vladimir Putin e cinese Xi Jinping hanno confermato che le relazioni tra i due Paesi “rappresentano il fattore di stabilizzazione più importante negli affari mondiali”. Lo riferisce il Cremlino, rendendo noto che Putin ha informato Xi del risultato dei colloqui con gli Usa. La cooperazione tra Mosca e Pechino, aggiunge l’ufficio di presidenza russo, è “strategica, non è soggetta a influenze esterne e non è rivolta contro nessuno”. (ANSA)

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L’alleanza degli stati del Sahel: Un nuovo fronte per la resistenza anti-imperialista

L’alleanza degli stati del Sahel: Un nuovo fronte per la resistenza anti-imperialista

In un contesto di crescente destabilizzazione del Sahel, guidata dalle politiche neocoloniali dell’Occidente, i popoli del Mali, Burkina Faso e Niger hanno compiuto un passo storico. Con la creazione dell’“Alliance of Sahel States” (AES), questi paesi impongono la loro volontà di rompere le catene dell’imperialismo e costruire un futuro fondato sulla sovranità nazionale e cooperazione alla pari tra le nazioni.

L’AES non è solo un’alleanza militare ma un progetto politico che incarna la resistenza contro l’imperialismo occidentale. La cacciata delle truppe francesi e la lotta al fondamentalismo islamico rappresentano un gigante passo verso il multipolarismo, di autodeterminazione popolare, liberi dal giogo occidentale.

Scandaloso il coinvolgimento dell’Ucraina, appoggiata dai suoi alleati NATO, nel sostegno a gruppi fondamentalisti islamici. Questo è il volto ipocrita di chi si professa paladino della democrazia mentre finanzia il terrorismo per i propri interessi.

Come marxisti-leninisti, sosteniamo ogni iniziativa che mira a smantellare il dominio imperialista e a promuovere la cooperazione tra nazioni alla pari.
Fuori le forze imperialiste dal Sahel, l’Africa agli africani!
#Sahel #Africa #antimperialismo #libertà #multipolarismo #multipolare #alleanza #cooperazione

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Don Giovanni e i leporelli – Il Punto del Segretario Generale Alberto Lombardo

Don Giovanni e i leporelli – Il Punto del Segretario Generale Alberto Lombardo

Don Giovanni e i leporelli – Il Punto del Segretario Generale Alberto Lombardo
In diplomazia ci sono dei giochi che si tengono sopra il tavolo, ossia alla luce del sole, e giochi che invece passano sotto il tavolo. Per scoprire cosa c’è sotto il tavolo bisogna rifarsi ai veri interessi dei giocatori e poi capire perché sopra il tavolo hanno scoperto quelle carte.
La prolusione a Marsiglia di Mattarella è un classico esempio di questo doppio binario.
Indaghiamo sul quadro generale degli interessi in gioco e come si sono mossi gli attori finora.
Quando è iniziata la crisi in Ucraina, tre anni fa, abbiamo subito detto che questa non è la guerra della Russia contro l’Ucraina, ma degli USA contro l’Unione Europea e contro la Germania in particolare. Killer locali: Gran Bretagna, Polonia e nazioncelle baltiche, nonché i quisling europei che sono di stanza a Bruxelles. L’interesse era quello di distaccare il blocco produttivo europeo da quello energetico russo, indebolire l’Europa e poi cibarsi cannibalescamente della sua economia.
La Russia è stata costretta a stare al gioco, anche se ha tentato dal 2014 al 2022 di sottrarsi. L’UE ci è cascata attratta dalle promesse di praterie da conquistare, come accadde coi territori dell’ex URSS. La preparazione militare ed economica della Russia ha fatto sì che hanno retto la botta ed ora possono dire di stare uscendo quasi indenni dal pericolo. L’UE no. Ora gli USA passano all’incasso, il cambio di presidenza a Washington rappresenta questo. “Noi ci pigliamo le terre ucraine e voi, se volete, continuate la guerra, anzi dovete pensare a riarmarvi. Nel frattempo regoliamo i conti anche con voi coi dazi.” Siamo rimasti col cerino in mano.
Primo. Il contrasto strategico con la Russia si è tutt’altro che appianato.
E non poteva essere diversamente, visti i secolari conflitti di interessi.
Si è spostato dall’Ucraina, che si rivela un fronte secondario che doveva servire solo ad assaggiare la resistenza russa, a cose molto più importanti, come l’Artico e le sue nuove rotte commerciali che si apriranno. Gli USA tenteranno di chiudere quella porta a Russia e soprattutto Cina.
Le provocazioni della NATO nel Baltico cominciano a salire di livello e a questo serviva l’ingresso di Svezia e Finlandia. Nel frattempo si strattonano Canada e Danimarca che subito si apprestano a piegarsi ai diktat di aumentare le spese militari per proteggere il fianco nord. Il dinamismo statunitense in Palestina è il secondo braccio della tenaglia ancora una volta rivolto ai cosiddetti alleati, in particolare arabi e alla Turchia.
Secondo. Cosa potrebbe fare l’UE, ma non vuole? Rispondere a muso duro.
“La guerra l’hai fatta tu ora noi ci dissociamo, i dazi te li ribaltiamo e anzi riprendiamo il gas dalla Russia, tanto tutti capiscono che certo non ci possono né vogliono invadere. Ci dispiace per i soldi persi in Ucraina, ma senza di noi anche tu non vai da nessuna parte”. Perché questa risposta è impossibile? Intanto perché dovrebbe andare a casa tutta la ciurma bellicista che finora proprio gli USA aveva messo in piedi. Inoltre i legami e i ricatti anche personali che gli USA sono in grado di esercitare schianterebbero chiunque. Chi è appassionato d’opera ricorderà Don Giovanni che accusa il suo servo Leporello delle malefatte che invece aveva compiuto lui e questi balbetta non potendo accusare il padrone, ma non volendo condannarsi da solo.
Esposto il quadro generale e capito cosa c’è sotto il tavolo, torniamo alla diplomazia. L’ultimo uomo politico degno di questo nome che ha l’UE, dopo la estromissione della Merkel, è Mattarella. Nato e cresciuto negli ambienti atlantici. È l’unico rappresentante europeo che va in Cina e non viene preso a pesci in faccia, dove ha parlato di multilateralismo e dei Due Stati in Palestina.
Cosa cerca di fare sopra il tavolo? Rabberciare la tela strappata.
Tenta di ricordare agli americani che l’altra volta nel 1929 non gli andò molto bene
«Si trattò, per gli Usa, del cedimento alla tentazione dell’isolazionismo.»
State attenti che non vi potete mettere contro tutti. La politica internazionale non si può trattare come si trattano gli affari di una multinazionale.
«Cooperazione e non competizione. Fraternità laddove regimi e governi avevano voluto seminare odio.»
L’onda sta cambiando. Il vento non è mai sempre favorevole.
«L’utopia di un mondo “unipolare” si è consumata nel tempo di poco più di un ventennio.»
Ricordatevi che quando si unirono i “non allineati” cominciò la fine del colonialismo
«Il gruppo dei “BRICS”, quasi revival riveduto del gruppo dei Paesi “non allineati” – allora, peraltro, davvero tali – che prese avvio con la Conferenza di Bandung, in Indonesia, nel 1955.»
Addirittura si punta il dito, con una chiarezza inusitata, contro i …
«… neo-feudatari del Terzo millennio – novelli corsari a cui attribuire patenti – che aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche.»
Insomma, si parla alla suocera per farla sentire alla nuora.
Per quanto sensate però queste parole sono gettate in un campo dove non germoglieranno. E ciò perché non è la ragionevolezza a governare il mondo ma gli interessi
Dopo di che si rivolge ai leporelli europei.
«L’Europa intende essere oggetto nella disputa internazionale, area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, divenire soggetto di politica internazionale, nell’affermazione dei valori della propria civiltà?
Può accettare di essere schiacciata tra oligarchie e autocrazie?
Con, al massimo, la prospettiva di un “vassallaggio felice”.
Bisogna scegliere: essere “protetti” oppure essere “protagonisti”?»
Presidente, come vede, il Suo invito a leggere con attenzione il Suo discorso lo abbiamo raccolto, ma, con tutto il rispetto, non Le sembra un po’ tardi? Forse ci dovevamo pensare qualche decennio fa. Quando l’Italia si fece Leporello degli Stati Uniti. Anche allora, ricorda, si paventava l’arrivo dei cosacchi che abbeveravano i cavalli a Piazza San Pietro. E con questa minaccia ci siamo beccati le basi militari, le stragi di stato, le cariche della polizia. Fino a oggi, con la distruzione dei diritti e del livello di vita dei lavoratori e la guerra alle porte. Tutto per seguire il Don Giovanni a stelle-e-strisce che oggi non si fa remore di farci prenderci tutti a schiaffi in faccia da un ragazzone maleducato dell’Ohio.
Ma i leporelli non meritano altro, che essere presi a schiaffoni dai propri padroni.
E poi, davvero, che bisogno c’era di fare professione di atlantismo, proprio Lei, insultando così la Russia? Forse per non far apparire sul tavolo quello che c’è sotto il tavolo?

 

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Open ed il collegamento con IFCN

Open ed il collegamento con IFCN

Come si può vedere sul loro sito, Open è felice di segnalarci che è membro dell’IFCN, ovvero dell’International Fact Checking Network.

Cosa fa l’IFCN? “ Fornisce risorse, monitora le tendenze e promuove gli standard di base per le organizzazioni di fact-checking attraverso il suo codice di condotta. Molte di queste organizzazioni lavorano nei Paesi del programma USAID”
E Come lo fa con e diverse organizzazioni? “ Concordare politiche sul silenzio strategico “ .

Proprio come fatto da spesso e da OPEN, smentendo immediatamente tutto ciò che è contro la NATO e gli USA mentre in caso di palese impossibilità di difesa della propria posizione … meglio una ritirata strategica e restare in silenzio. Vi ricorda qualcosa?

Andando avanti, nello spulciare i documenti scopriamo che l’IFCN ha ricevuto finanziamenti dal Dipartimento di Stato USA, National Endowment for Democracy, Open Society Foundations. Supportando i fact-chekers attraverso attività di networking e collaborazione …

Ed è proprio USAID a dirci che molti membri di IFCN ricevono finanziamenti da loro, ma non tutti. Forse OPEN, il giornale online fondato da Enrico Mentana è tra questi?
E se non dovesse ricevere finanziamenti, che tipo di supporto e di rapporti ha OPEN con l’IFCN? Qualcuno avrà la dignità di risponderci?

Quando parliamo di mainstream che controlla l’informazione ed il dibattito libero in Italia (e non solo), parliamo esattamente di questo.

Benché nel tempo alcuni di questi attori della comunicazione occidentale non siano stati abbastanza bravi da non dimostrarsi palesemente di parte o venduti, è sempre bene trovare le prove per smascherarli anche agli occhi dei più scettici, altrimenti non riusciremo mai a rompere la bolla informativa in cui vogliono tenerci.

Ringraziamo gli amici del Comitato Donbass Antinazista per aver dato questa notizia per primi potete trovarli su Comitato Donbass Antinazista link Telegram https://t.me/ComitatoDonbass/

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Fermezza e dignità di fronte all’oltraggio – Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri di Cuba

Fermezza e dignità di fronte all’oltraggio – Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri di Cuba

Come Partito Comunista sottoscriviamo e condividiamo la dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri Cubano in relazione alle ultime azioni da parte degli Stati Uniti d’America ed in particolare del Segretario di Stato Marco Rubio. Di seguito, la versione tradotta.

Fermezza e dignità di fronte all’oltraggio

Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri

Il 31 gennaio 2025, il Segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato di aver informato il Congresso degli Stati Uniti della revoca della sospensione della possibilità di intentare cause nei tribunali statunitensi ai sensi del Titolo III della Legge Helms-Burton.

Ha inoltre approvato il ripristino della Lista ristretta di entità cubane, con cui è vietato a entità o persone negli Stati Uniti effettuare transazioni, pena l’applicazione di multe e il congelamento dei loro beni. Ha riferito la decisione di aggiungere alla lista la società cubana di elaborazione delle rimesse, Orbit S.A..

Non si tratta di azioni inaspettate. Sono passi mancati per annullare le decisioni tardive ma positive annunciate dal Presidente Joseph Biden il 14 gennaio.

Questo annuncio è forse anche il preludio di altre misure che l’équipe incaricata della questione cubana in questo governo ha progettato dal 2017 per poter stringere ulteriormente, in modo gratuito e irresponsabile, l’assedio contro Cuba alla ricerca di nuovi ed evitabili scenari di deterioramento e di scontro bilaterale.

L’obiettivo delle misure è quello di intimidire gli investitori stranieri e impedire loro di contribuire allo sviluppo economico di Cuba e al benessere dei cubani, attraverso l’esplicita minaccia di essere citati in giudizio nei tribunali statunitensi. Si tratta inoltre di chiudere tutte le fonti di reddito esterne all’economia cubana nel suo complesso; di sabotare in modo criminale la capacità di tutti gli attori economici, pubblici e privati, di fornire beni e servizi; di deteriorare ulteriormente il tenore di vita della popolazione colpita dal blocco e dalle misure aggiuntive imposte durante il primo mandato di Trump, di creare irritazione e destabilizzazione sociale e di cercare di raggiungere l’obiettivo, spesso sognato ma mai realizzato, di rovesciare la Rivoluzione a scopo di dominio e castigo.

Queste azioni sono accompagnate da operazioni di comunicazione di disinformazione e discredito e da un potente meccanismo di manipolazione sulle piattaforme digitali, con l’obiettivo di rendere Cuba responsabile dell’impatto delle misure criminali del governo statunitense, in modo che il mondo e il popolo cubano non riconoscano i loro carnefici.

Questi sono gli stessi politici che sono guidati dal loro impegno verso le famiglie reazionarie e i gruppi di interesse speciale negli Stati Uniti e in Florida, che beneficiano del blocco di Cuba sacrificando il benessere e minacciando i mezzi di sussistenza del popolo cubano. Questi politici di oggi sono gli stessi artefici delle decine di misure aggiuntive al blocco che sono state messe in atto tra il 2017 e il 2021.

Dall’approvazione della legge Helms-Burton nel 1996 e fino al 2019, tutti i presidenti degli Stati Uniti, compreso Trump nei primi due anni del suo precedente mandato, hanno usato consecutivamente il potere esecutivo per sospendere l’applicazione del Titolo III ogni sei mesi, riconoscendo che viola il diritto internazionale e la sovranità di altri Stati. Si sono anche resi conto che la sua applicazione avrebbe creato ostacoli insormontabili a qualsiasi prospettiva di liquidazione dei crediti e di risarcimento degli americani le cui proprietà erano state legittimamente nazionalizzate al trionfo della Rivoluzione.

Di conseguenza, dal 2019 sono state depositate nei tribunali circa 45 cause, principalmente contro aziende statunitensi. Queste ultime hanno dovuto spendere denaro, tempo ed energie per difendersi da quella che gli esperti considerano un’aberrazione giuridica, con aspetti che potrebbero essere considerati incostituzionali. Tra le aberrazioni più significative, il titolo estende la sua portata a proprietari che non erano cittadini statunitensi al momento delle nazionalizzazioni e la cui presunta proprietà non è stata certificata da nessuno.

Si tratta di misure che non hanno nulla a che vedere con l’interesse nazionale degli Stati Uniti o con i desideri di gran parte della comunità imprenditoriale statunitense che desidera partecipare all’economia cubana. Al contrario, sono legate agli obsoleti desideri di riconquista degli eredi politici del dittatore Fulgencio Batista.

È una dimostrazione della natura corrotta con cui opera quel governo in generale e, nello specifico, del suo obiettivo di asfissiare economicamente Cuba, di arrecare danno al nostro popolo e di pretendere che noi rinunciamo alle prerogative sovrane che sono costate tanti anni, sforzi e vite per essere conquistate.

Con la riattivazione del Titolo III, viene nuovamente completata l’applicazione della Legge Helms-Burton nella sua interezza, che si distingue per l’estrema extraterritorialità, per la violazione delle norme e dei principi del diritto internazionale, per la contrarietà alle regole del commercio e delle relazioni economiche internazionali e per la lesività della sovranità di altri Stati, soprattutto perché le sue disposizioni colpiscono le imprese e le persone stabilite nel loro territorio. È stata ampiamente, coerentemente e quasi unanimemente respinta dalla comunità internazionale in seno alle Nazioni Unite, agli organismi internazionali specializzati e alle organizzazioni regionali. Diversi Paesi hanno leggi nazionali per affrontare gli effetti extraterritoriali di questa legge.

Il Governo di Cuba ribadisce i postulati della Legge per la Riaffermazione della Dignità e della Sovranità Cubana (Legge n. 80) e ricorda la decisione del Tribunale Provinciale del Popolo dell’Avana, il 2 novembre 1999, di dichiarare ammissibile la causa contro il Governo degli Stati Uniti per danni umani, sanzionandolo a riparare e risarcire il popolo cubano per un importo di 181.100 milioni di dollari. Successivamente, il 5 maggio 2000, il Tribunale ha stabilito i danni economici causati a Cuba e l’ha condannata a risarcire 121 miliardi di dollari.

Cuba ha ribadito la propria disponibilità a trovare una soluzione alle reciproche rivendicazioni e al risarcimento. Le nazionalizzazioni cubane sono state effettuate sotto la protezione della legge, in stretta osservanza della Costituzione del nostro Paese e in conformità con il diritto internazionale. Tutte le nazionalizzazioni prevedevano processi di compensazione equi e adeguati, che il governo statunitense si è rifiutato di prendere in considerazione. Cuba ha raggiunto e rispettato accordi di compensazione globale con altre nazioni che oggi investono nel nostro Paese, come Spagna, Svizzera, Canada, Regno Unito, Germania e Francia.

Allo stesso modo, il governo cubano denuncia e ritiene responsabile il governo degli Stati Uniti per le conseguenze immediate che la nuova misura avrà in tutto il Paese contro il diritto degli emigranti cubani di inviare rimesse e aiutare le loro famiglie, che stanno già soffrendo troppo per l’assedio che si è intensificato a causa dell’ingiusta e fraudolenta inclusione di Cuba nella lista dei presunti sponsor di Stato del terrorismo.

Cuba rifiuta con forza, fermezza e categoricità queste decisioni. Le considera un nuovo atto ostile e arrogante e ripudia il linguaggio irrispettoso e calunnioso del comunicato del Dipartimento di Stato, pieno di bugie nel tentativo di giustificare l’ingiustificabile.

Nessuno si lascerà ingannare dai loro falsi pretesti per cercare di giustificare questi e futuri oltraggi. Riusciranno solo a rafforzare l’isolamento e il rifiuto universale dei vergognosi abusi dei governi statunitensi contro Cuba e la sua popolazione.

Chiediamo alla comunità internazionale di fermarsi, denunciare e accompagnare il nostro popolo di fronte alla nuova e pericolosa aggressione appena iniziata.

Con i loro piani e le loro misure assassine e vigliacche faranno molti danni, ma non raggiungeranno mai il loro obiettivo principale: mettere Cuba in ginocchio per sottometterla.

Cuba vincerà!

L’Avana, 1 febbraio 2025.

 

Link all’articolo originale: https://cubaminrex.cu/es/firmeza-y-dignidad-frente-al-atropello

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Il Partito Comunista Siriano costretto all’illegalità

Il Partito Comunista Siriano costretto all’illegalità

Da sinistra.ch ” Il Partito Comunista Siriano costretto all’illegalità. Il nuovo regime di Damasco: “smantelleremo il socialismo”!
“Bagdache chiarisce che il PCS “che ha più di cento anni di storia e ha combattuto in diverse circostanze, non si sottometterà a questa ingiusta decisione di scioglierlo. Continuerà la sua lotta per difendere i diritti delle masse e per ripristinare l’indipendenza e la sovranità della patria. Noi comunisti siriani non abbiamo paura dell’oppressione e della persecuzione, e la nostra storia ne è testimone. Il popolo siriano ci conosce per la nostra fermezza nei principi e per la nostra integrità”. Da qui l’appello per unificare tutte le forze partigiane, di sinistra e di destra, che vogliono contrastare la tirannia del barbuto amico dei governi dell’UE.”
Link all’articolo originale: https://www.sinistra.ch/?p=16608

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Il Partito Comunista presente all’inaugurazione della Stele dedicata a Che Guevara

Il Partito Comunista presente all’inaugurazione della Stele dedicata a Che Guevara

Una delegazione del Partito Comunista, Federazione Toscana è stato presente oggi all’inaugurazione della stele dedicata al rivoluzionario Ernesto Che Guevara, tenutasi a Carrara sulla scalinata del Baluardo, alla presenza all’ambasciatrice di Cuba in Italia Mirta Granda Averhoff, allo scultore Jorge Romeo e ai rappresentanti istituzionali locali.

Oltre al senso celebrativo, negli interventi sortiti dell’adunanza sono stati trascurati i concetti di antimperialismo e di anticapitalismo ed omesso ogni accenno alla giustizia sociale e ai danni provocati dal liberismo, valori per i quali il “Che” ha combattuto e trovato la morte.

Per il Partito Comunista – Toscana sono stati presenti i compagni Mirko Fabrizio e Ugo Venturini, mentre per la Federazione della Gioventù Comunista era presente il compagno Lanes Rambelli.

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Il bullo, la bella e il ballo – Il punto del Segretario Generale Alberto Lombardo

Il bullo, la bella e il ballo – Il punto del Segretario Generale Alberto Lombardo

Grande scandalo ha suscitato la notizia dell’infuocata telefonata tra Trump e la premier danese Mette Frederiksen, in cui con toni mafiosi il nuovo/vecchio presidente statunitense ha minacciato la piccola Danimarca di prendersi a forza la strategica isola della Groenlandia. Cosa peraltro del tutto superflua dal punto di vista militare, visto dalla fine della Seconda Guerra mondiale già esiste un’importante base militare americana a Pituffik (in precedenza nota come Thule).

Giro concitato di consultazioni della premier in Europa ed esternazioni di solidarietà da parte di Olaf Scholz a Berlino, il presidente francese Emmanuel Macron a Parigi e il segretario generale della Nato Mark Rutte. Tutti politici notoriamente con la schiena dritta rispetto ai diktat USA.

Ebbene, il balletto si è già risolto. La Danimarca ha dichiarato di investire 14,6 miliardi di corone, circa 2 miliardi di euro, nel rafforzamento delle capacità di difesa dell’isola artica, nell’ambito di una più ampia iniziativa volta a “rafforzare il pattugliamento via nave, satellite e drone delle acque dell’Atlantico settentrionale”. Tutti soldi che non dovranno stanziare gli Stati Uniti nell’acuirsi del confronto con Russia e Cina nell’Artico.

Così fanno i prepotenti. Ti minaccio una causa milionaria e poi mi accordo con un patteggiamento che ti fa sentire sollevato, ma intanto hai scucito bei soldi, che proprio non dovevi, pari a quelli che io avevo previsto fin dall’inizio di estorcerti.
I cittadini danesi ringraziano …

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Commemorazione di José Marti a Roma – 28 Gennaio 2025

Commemorazione di José Marti a Roma – 28 Gennaio 2025

Quest’oggi una delegazione del Partito Comunista è stata presente alla cerimonia di commemorazione per la nascita di José Marti.

Con l’occasione la delegazione ha portato i saluti del Segretario Generale Alberto Lombardo all’Ambasciatrice di Cuba in Italia Mirta Granda Averhoff.

Per l’ufficio politico erano presenti il Responsabile dell’Organizzazione Matteo Di Cocco ed il Responsabile della Federazione della Gioventù Comunista Fabrizio Da Silva, mentre per la Federazione di Roma erano presenti i compagni Laura Montecchi, Francesca Venditti e Luca Mari.

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