ERNESTO “CHE” GUEVARA “Hoy el Che cumple!” Molte emittenti radio sudamericane hanno aperto così le loro trasmissioni nella giornata di ieri. Il Che è infatti una figura molto sentita in tutta l’America Latina quella terra cioè che lui voleva riunire sotto una unica bandiera sotto un’Unione dei popoli. Lo studio di Guevara però DEVE lasciarci qualcosa di più del solo fascino eroico e romantico. L’argentino è maestro nell’unire nella teoria come nella prassi ciò che Secchia sosteneva in contemporanea dall’altra parte del globo: internazionalismo patriottismo ed antimperialismo devono coesistere fondendosi in un solo forte sentimento che muove la prassi rivoluzionaria. Nel suo viaggio in moto esperienza che formerà la figura del Che indissolubilmente matura questi tre aspetti: la lingua che accomuna i Paesi latinoamericani desterà il suo sentire internazionalista il ripudio di tutte le concause che affliggono questi popoli determinerà il suo antimperialismo la pulsione di liberare quella gente e metterla al potere di sé stessa scatenerà il suo amore patriottico. Con la coscienza internazionalista ben salda non dobbiamo compagni aver paura di sentirci patriottici né reprimere l’amore naturale che abbiamo per la nostra terra; anzi se ben incanalato il patriottismo di Secchia e di Guevara e di tanti altri sono la base necessaria per poter dar tutto anche la vita alla causa rivoluzionaria.


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ERNESTO “CHE” GUEVARA

“Hoy, el Che cumple!”

Molte emittenti radio sudamericane hanno aperto così le loro trasmissioni nella giornata di ieri.
Il Che è infatti una figura molto sentita in tutta l’America Latina, quella terra cioè che lui voleva riunire sotto una unica bandiera, sotto un’Unione dei popoli.

Lo studio di Guevara però, DEVE lasciarci qualcosa di più del solo fascino eroico e romantico. L’argentino è maestro nell’unire, nella teoria come nella prassi, ciò che Secchia sosteneva in contemporanea dall’altra parte del globo: internazionalismo, patriottismo ed antimperialismo devono coesistere fondendosi in un solo forte sentimento, che muove la prassi rivoluzionaria.

Nel suo viaggio in moto, esperienza che formerà la figura del Che indissolubilmente, matura questi tre aspetti: la lingua che accomuna i Paesi latinoamericani desterà il suo sentire internazionalista, il ripudio di tutte le concause che affliggono questi popoli determinerà il suo antimperialismo, la pulsione di liberare quella gente e metterla al potere di sé stessa scatenerà il suo amore patriottico.

Con la coscienza internazionalista ben salda, non dobbiamo compagni aver paura di sentirci patriottici, né reprimere l’amore naturale che abbiamo per la nostra terra; anzi, se ben incanalato, il patriottismo di Secchia e di Guevara e di tanti altri sono la base necessaria per poter dar tutto, anche la vita, alla causa rivoluzionaria.

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L’INFLAZIONE SALE E IL POPOLO È SEMPRE PIU POVERO. Con l’inflazione alimentare più alta da quasi 40 anni salgono a oltre 3,1 milioni i nuovi poveri che hanno chiesto aiuto per mangiare facendo ricorso alle mense per i poveri o ai pacchi alimentari per un totale di 92mila tonnellate di cibo distribuite negli ultimi dodici mesi. Il costo di oltre 30 prodotti fondamentali come pane, pasta, burro, nel nostro Paese sono aumentati in media del 14% in un anno, il doppio dell’inflazione, i prezzi di questi prodotti, infatti, sono aumentati del 14%,con riferimento prezzi da giugno 2022 a giugno 2023 a fronte di un tasso di inflazione dichiarato del 7,6% . Fra i nuovi poveri ci sono anche coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dalla crisi dal balzo costi dell’energia con il caro bollette e dalla devastazione delle aziende agricole della Romagna. In Italia ci sono oltre 10 Milioni di poveri, questi 3,1 milioni si vanno ad aggiungere a quelli già presenti, tutti vittime delle politiche disastrose dei governi che negli anni si sono succeduti. Agli ultimi due (Draghi e Meloni) va la colpa più grande di aver preferito inviare armi in Ucraina per alimentare ulteriormente questa guerra invece di pensare al benessere del proprio popolo che ogni giorno che passa diventa sempre più povero.


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L’INFLAZIONE SALE
E IL POPOLO È SEMPRE PIU POVERO.

Con l’inflazione alimentare più alta da quasi 40 anni salgono a oltre 3,1 milioni i nuovi poveri che hanno chiesto aiuto per mangiare facendo ricorso alle mense per i poveri o ai pacchi alimentari per un totale di 92mila tonnellate di cibo distribuite negli ultimi dodici mesi.

Il costo di oltre 30 prodotti fondamentali come pane, pasta, burro, nel nostro Paese sono aumentati in media del 14% in un anno, il doppio dell’inflazione, i prezzi di questi prodotti, infatti, sono aumentati del 14%,con riferimento prezzi da giugno 2022 a giugno 2023 a fronte di un tasso di inflazione dichiarato del 7,6% .

Fra i nuovi poveri ci sono anche coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dalla crisi dal balzo costi dell’energia con il caro bollette e dalla devastazione delle aziende agricole della Romagna.

In Italia ci sono oltre 10 Milioni di poveri, questi 3,1 milioni si vanno ad aggiungere a quelli già presenti, tutti vittime delle politiche disastrose dei governi che negli anni si sono succeduti. Agli ultimi due (Draghi e Meloni) va la colpa più grande di aver preferito inviare armi in Ucraina per alimentare ulteriormente questa guerra invece di pensare al benessere del proprio popolo che ogni giorno che passa diventa sempre più povero.

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ASSANGE SEMPRE PIÙ VICINO ALL’ESTRADIZIONE IN USA Il giudice monocratico Jonathan Swift dell’Alta corte di Inghilterra e Galles ha respinto la richiesta di Julian Assange di impugnare la decisione britannica di estradarlo negli Stati Uniti per essere processato con l’accusa di spionaggio e intrusione informatica, dove rischia una condanna fino a 175 anni. Assange rischia così di dover scontare ben 175 anni in una prigione negli Stati Uniti senza aver commesso alcun reato, l’unica sua colpa è stata quella di aver svelato i crimini che gli USA e la Gran Bretagna hanno commesso durante le guerre in Iraq e Afghanistan. La moglie di Julian Assange, Stella Morris, insieme ai suoi legali sta continuando la battaglia per far tornare suo marito libero e ha annunciato dai suoi profili social: “Martedì della prossima settimana mio marito Julian Assange presenterà una nuova domanda d’appello all’Alta Corte. La questione passerà quindi ad una pubblica udienza davanti a 2 nuovi giudici presso l’Alta Corte e rimaniamo ottimisti sul fatto che prevarremo e che Julian non sarà estradato negli Stati Uniti, dove deve affrontare accuse che potrebbero portarlo a spendere il resto del suo vita in una prigione di massima sicurezza per aver pubblicato informazioni vere, che hanno rivelato crimini di guerra commessi dal governo degli Stati Uniti”. I nostri media, tutti asserviti alla propaganda imposta da NATO, UE e USA si sono sempre disinteressati a questa vicenda dimostrando che la libertà di stampa e di espressione è solamente un mantra che gli occidentali si ripetono per non ammettere che l’informazione è totalmente al soldo delle multinazionali e dei padroni della Terra.


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ASSANGE SEMPRE PIÙ VICINO ALL’ESTRADIZIONE IN USA

Il giudice monocratico Jonathan Swift dell’Alta corte di Inghilterra e Galles ha respinto la richiesta di Julian Assange di impugnare la decisione britannica di estradarlo negli Stati Uniti per essere processato con l’accusa di spionaggio e intrusione informatica, dove rischia una condanna fino a 175 anni.

Assange rischia così di dover scontare ben 175 anni in una prigione negli Stati Uniti senza aver commesso alcun reato, l’unica sua colpa è stata quella di aver svelato i crimini che gli USA e la Gran Bretagna hanno commesso durante le guerre in Iraq e Afghanistan.
La moglie di Julian Assange, Stella Morris, insieme ai suoi legali sta continuando la battaglia per far tornare suo marito libero e ha annunciato dai suoi profili social:
“Martedì della prossima settimana mio marito Julian Assange presenterà una nuova domanda d’appello all’Alta Corte. La questione passerà quindi ad una pubblica udienza davanti a 2 nuovi giudici presso l’Alta Corte e rimaniamo ottimisti sul fatto che prevarremo e che Julian non sarà estradato negli Stati Uniti, dove deve affrontare accuse che potrebbero portarlo a spendere il resto del suo vita in una prigione di massima sicurezza per aver pubblicato informazioni vere, che hanno rivelato crimini di guerra commessi dal governo degli Stati Uniti”.

I nostri media, tutti asserviti alla propaganda imposta da NATO, UE e USA si sono sempre disinteressati a questa vicenda dimostrando che la libertà di stampa e di espressione è solamente un mantra che gli occidentali si ripetono per non ammettere che l’informazione è totalmente al soldo delle multinazionali e dei padroni della Terra.

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UN DECRETO CONTRO I LAVORATORI Domani, Martedì 13 giugno, la Commissione affari sociali del Senato voterà il testo definitivo del c.d. “Decreto Lavoro”, annunciato dalla premier Giorgia Meloni lo scorso primo maggio. In realtà più che un decreto che favorisce il lavoro, si tratta di nuove norme che estendono la precarietà apportando modifiche peggiorative alla disciplina del contratto di lavoro a termine (“tempo determinato”). Ad esempio d’ora in poi, anche i rinnovi, e non solo le proroghe, di un contratto a termine saranno senza causali per 12 mesi, e per i contratti in somministrazione scompare qualsiasi limite quantitativo (fino ad ora non potevano essere oltre il 20% del totale), quindi una azienda potrà assumere un numero di precari anche superiore al numero dei propri dipendenti a tempo determinato. A tutto ciò va aggiunto il continuo incentivo all’utilizzo dei voucher. Già nella legge di bilancio varata nel dicembre scorso era stato previsto un loro ampliamento attraverso l’aumento da 5000 a 10000 euro l’anno del limite massimo dei compensi che possono essere corrisposti ad un singolo lavoratore, adesso la soglia è ulteriormente aumentata a 15000 euro annui. Insomma una vera e propria liberalizzazione della precarietà. Un decreto in piena continuità con il costante attacco ai diritti dei lavoratori portato avanti da tutti i governi di destra, di centrosinistra e tecnici degli ultimi 30 anni, volto ad obbligare i lavoratori ad accettare salari più bassi e impieghi più precari. Questo “Decreto Lavoro” varato dal governo Meloni è un decreto CONTRO i lavoratori e tutto il mondo del Lavoro!


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UN DECRETO CONTRO I LAVORATORI

Domani, Martedì 13 giugno, la Commissione affari sociali del Senato voterà il testo definitivo del c.d. “Decreto Lavoro”, annunciato dalla premier Giorgia Meloni lo scorso primo maggio. In realtà più che un decreto che favorisce il lavoro, si tratta di nuove norme che estendono la precarietà apportando modifiche peggiorative alla disciplina del contratto di lavoro a termine (“tempo determinato”).
Ad esempio d’ora in poi, anche i rinnovi, e non solo le proroghe, di un contratto a termine saranno senza causali per 12 mesi, e per i contratti in somministrazione scompare qualsiasi limite quantitativo (fino ad ora non potevano essere oltre il 20% del totale), quindi una azienda potrà assumere un numero di precari anche superiore al numero dei propri dipendenti a tempo determinato. A tutto ciò va aggiunto il continuo incentivo all’utilizzo dei voucher. Già nella legge di bilancio varata nel dicembre scorso era stato previsto un loro ampliamento attraverso l’aumento da 5000 a 10000 euro l’anno del limite massimo dei compensi che possono essere corrisposti ad un singolo lavoratore, adesso la soglia è ulteriormente aumentata a 15000 euro annui.

Insomma una vera e propria liberalizzazione della precarietà. Un decreto in piena continuità con il costante attacco ai diritti dei lavoratori portato avanti da tutti i governi di destra, di centrosinistra e tecnici degli ultimi 30 anni, volto ad obbligare i lavoratori ad accettare salari più bassi e impieghi più precari.
Questo “Decreto Lavoro” varato dal governo Meloni è un decreto CONTRO i lavoratori e tutto il mondo del Lavoro!

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Apprendiamo della morte di Silvio Berlusconi. È innegabile che sia stato un pezzo di storia di questo Paese, negativa certo, una figura che ha contribuito attivamente alla distruzione sociale e culturale dell’Italia, da tutte le leggi fatte ad personam per salvarsi dai vari processi ai feroci tagli alla sanità pubblica e alla scuola, il tutto a favore del settore privato. Berlusconi era un imprenditore che ha sempre fatto i propri interessi guadagnando e impoverendo i lavoratori (con l’appoggio del centro sinistra). Dalla P2 a Mangano e dell’Utri, molto ci sarebbe da dire di negativo, principalmente lui è l’artefice, tramite le sue televisioni, radio e giornali della distruzione di una cultura di sinistra e comunista in Italia (peraltro intendendo il centrosinistra), dando impulso alle reazioni più retrive in seno al popolo. Berlusconi è stata una figura molto controversa che è stata destituita dall’UE solamente quando i loro interessi non coincidevano più con i suoi per i suoi rapporti con Gheddafi e Putin. Ma anche lì, messo alle strette, ha dimostrato di anteporre i suoi interessi personali a quelli del suo paese. In ultimo, forse la senilità gli ha consentito di dire cose controcorrente sull’Ucraina o forse un estremo tentativo di riprendersi uno spazio politico ormai finito. FINE DI UN EPOCA. NOI CONTINUIAMO LA LOTTA.


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Apprendiamo della morte di Silvio Berlusconi. È innegabile che sia stato un pezzo di storia di questo Paese, negativa certo, una figura che ha contribuito attivamente alla distruzione sociale e culturale dell’Italia, da tutte le leggi fatte ad personam per salvarsi dai vari processi ai feroci tagli alla sanità pubblica e alla scuola, il tutto a favore del settore privato.
Berlusconi era un imprenditore che ha sempre fatto i propri interessi guadagnando e impoverendo i lavoratori (con l’appoggio del centro sinistra).
Dalla P2 a Mangano e dell’Utri, molto ci sarebbe da dire di negativo, principalmente lui è l’artefice, tramite le sue televisioni, radio e giornali della distruzione di una cultura di sinistra e comunista in Italia (peraltro intendendo il centrosinistra), dando impulso alle reazioni più retrive in seno al popolo.
Berlusconi è stata una figura molto controversa che è stata destituita dall’UE solamente quando i loro interessi non coincidevano più con i suoi per i suoi rapporti con Gheddafi e Putin. Ma anche lì, messo alle strette, ha dimostrato di anteporre i suoi interessi personali a quelli del suo paese.
In ultimo, forse la senilità gli ha consentito di dire cose controcorrente sull’Ucraina o forse un estremo tentativo di riprendersi uno spazio politico ormai finito.

FINE DI UN EPOCA.
NOI CONTINUIAMO LA LOTTA.

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. Apprendiamo della morte di Silvio Berlusconi. È innegabile che sia stato un pezzo di storia di questo Paese, negativa certo, una figura che ha contribuito attivamente alla distruzione sociale e culturale dell’Italia, da tutte le leggi fatte ad personam per salvarsi dai vari processi ai feroci tagli alla sanità pubblica e alla scuola, il tutto a favore del settore privato. Berlusconi era un imprenditore che ha sempre fatto i propri interessi guadagnando e impoverendo i lavoratori (con l’appoggio del centro sinistra). Dalla P2 a Mangano e dell’Utri, molto ci sarebbe da dire di negativo, principalmente lui è l’artefice, tramite le sue televisioni, radio e giornali della distruzione di una cultura di sinistra e comunista in Italia (peraltro intendendo il centrosinistra), dando impulso alle reazioni più retrive in seno al popolo. Berlusconi è stata una figura molto controversa che è stata destituita dall’UE solamente quando i loro interessi non coincidevano più con i suoi per i suoi rapporti con Gheddafi e Putin. Ma anche lì, messo alle strette, ha dimostrato di anteporre i suoi interessi personali a quelli del suo paese. In ultimo, forse la senilità gli ha consentito di dire cose controcorrente sull’Ucraina o forse un estremo tentativo di riprendersi uno spazio politico ormai finito. FINE DI UN EPOCA. NOI CONTINUIAMO LA LOTTA.


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Apprendiamo della morte di Silvio Berlusconi. È innegabile che sia stato un pezzo di storia di questo Paese, negativa certo, una figura che ha contribuito attivamente alla distruzione sociale e culturale dell’Italia, da tutte le leggi fatte ad personam per salvarsi dai vari processi ai feroci tagli alla sanità pubblica e alla scuola, il tutto a favore del settore privato.
Berlusconi era un imprenditore che ha sempre fatto i propri interessi guadagnando e impoverendo i lavoratori (con l’appoggio del centro sinistra).
Dalla P2 a Mangano e dell’Utri, molto ci sarebbe da dire di negativo, principalmente lui è l’artefice, tramite le sue televisioni, radio e giornali della distruzione di una cultura di sinistra e comunista in Italia (peraltro intendendo il centrosinistra), dando impulso alle reazioni più retrive in seno al popolo.
Berlusconi è stata una figura molto controversa che è stata destituita dall’UE solamente quando i loro interessi non coincidevano più con i suoi per i suoi rapporti con Gheddafi e Putin. Ma anche lì, messo alle strette, ha dimostrato di anteporre i suoi interessi personali a quelli del suo paese.
In ultimo, forse la senilità gli ha consentito di dire cose controcorrente sull’Ucraina o forse un estremo tentativo di riprendersi uno spazio politico ormai finito.

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Cerchiamo di diffondere al massimo la voce del Partito Comunista, l’unico strumento per cambiare veramente lo stato di cose presenti. SEGUICI E FACCI SEGUIRE ANCHE SU TELEGRAM clicca qui ? t.Me/IlPartitoComunista


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GLI OSPEDALI NON RIESCONO A CURARE I PAZIENTI A CAUSA DEI TAGLI DEL GOVERNO La Sanità pubblica è stata distrutta gradualmente da più di 30anni di governi si di centrosinistra che di centrodestra, che hanno fatto tagli su tagli, privatizzato ed esternalizzato in servizi, il tutto a favore della Sanità Privata. Il messaggio è molto chiaro: solamente chi può permetterselo potrà curarsi mentre la maggior parte dei lavoratori e di chi vive del proprio lavoro dovrà rimanere senza cure, sia che abbia un male lieve, sia che abbia un male molto grave. Dopo i numerosi tagli a favore dell’invio di armi in Ucraina, dopo aver aperto in Italia il primo pronto soccorso privato e sponsorizzato su tutti i media le nuove assicurazioni sanitarie private in pieno stile USA, gli ospedali italiani stanno iniziando a non farcela più . E’ quello che è successo all’ospedale di Ancona dove i medici hanno scritto un accorata lettera ai pazienti, molti dei quali affetti da grave leucemia e trapiantati: “Tagliati i posti letto. Non potremmo più trattare come si deve molti di voi e questo non possiamo accettarlo”. Dopo il covid saremmo dovuti uscire con sistemi sanitari più efficienti e finalmente pronti a garantire le cure non solo in emergenza, ma anche nella routine. Invece i medici del reparto di ematologia dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche – regione da quasi tre anni guidata da una giunta a trazione Fratelli D’Italia e Lega – hanno deciso di scrivere una lettera ai loro pazienti per denunciare una riduzione dei posti letto disponibili. Nella missiva, datata primo giugno e condivisa da tutta la dirigenza medica del reparto di Ematologia, dal direttore al più giovane degli specializzandi, si scrive: “Non possiamo accettare né la riduzione dell’orario del Day Hospital, né la riduzione da 12 ad 8 dei posti letto (che invece chiediamo da 5 anni di aumentare) come richiestoci da una circolare della Direzione”. Ci hanno imposto oltre alla cultura e alla sudditanza politica degli USA anche il loro pessimo sistema sanitario dove un cittadino per curarsi il cancro arriva a spendere fino a 40.000€ l’anno e dove 50 milioni di persone non hanno nessuna copertura sanitaria e anche chi è assicurato deve vedersela con assicurazioni che cercano in ogni modo di non pagare oppure non coprono tutte le prestazioni. Un sistema dove i deboli devono morire. NOI TUTTO QUESTO NON LO PERMETTEREMO!


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GLI OSPEDALI NON RIESCONO A CURARE I PAZIENTI
A CAUSA DEI TAGLI DEL GOVERNO

La Sanità pubblica è stata distrutta gradualmente da più di 30anni di governi si di centrosinistra che di centrodestra, che hanno fatto tagli su tagli, privatizzato ed esternalizzato in servizi, il tutto a favore della Sanità Privata. Il messaggio è molto chiaro: solamente chi può permetterselo potrà curarsi mentre la maggior parte dei lavoratori e di chi vive del proprio lavoro dovrà rimanere senza cure, sia che abbia un male lieve, sia che abbia un male molto grave.

Dopo i numerosi tagli a favore dell’invio di armi in Ucraina, dopo aver aperto in Italia il primo pronto soccorso privato e sponsorizzato su tutti i media le nuove assicurazioni sanitarie private in pieno stile USA, gli ospedali italiani stanno iniziando a non farcela più . E’ quello che è successo all’ospedale di Ancona dove i medici hanno scritto un accorata lettera ai pazienti, molti dei quali affetti da grave leucemia e trapiantati: “Tagliati i posti letto. Non potremmo più trattare come si deve molti di voi e questo non possiamo accettarlo”.

Dopo il covid saremmo dovuti uscire con sistemi sanitari più efficienti e finalmente pronti a garantire le cure non solo in emergenza, ma anche nella routine. Invece i medici del reparto di ematologia dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche – regione da quasi tre anni guidata da una giunta a trazione Fratelli D’Italia e Lega – hanno deciso di scrivere una lettera ai loro pazienti per denunciare una riduzione dei posti letto disponibili.
Nella missiva, datata primo giugno e condivisa da tutta la dirigenza medica del reparto di Ematologia, dal direttore al più giovane degli specializzandi, si scrive: “Non possiamo accettare né la riduzione dell’orario del Day Hospital, né la riduzione da 12 ad 8 dei posti letto (che invece chiediamo da 5 anni di aumentare) come richiestoci da una circolare della Direzione”.

Ci hanno imposto oltre alla cultura e alla sudditanza politica degli USA anche il loro pessimo sistema sanitario dove un cittadino per curarsi il cancro arriva a spendere fino a 40.000€ l’anno e dove 50 milioni di persone non hanno nessuna copertura sanitaria e anche chi è assicurato deve vedersela con assicurazioni che cercano in ogni modo di non pagare oppure non coprono tutte le prestazioni.
Un sistema dove i deboli devono morire.

NOI TUTTO QUESTO NON LO PERMETTEREMO!

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Sul prossimo numero di Visione è presente un articolo del Segretario Generale del Partito Comunista Alberto Lombardo, nel quale analizza lo stato attuale dell’Intelligenza Artificiale ed il suo impatto nella società” o comunque una cosa simile. ORDINALO ORA http://bitly.ws/F6PM


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Sul prossimo numero di Visione è presente un articolo del Segretario Generale del Partito Comunista Alberto Lombardo, nel quale analizza lo stato attuale dell’Intelligenza Artificiale ed il suo impatto nella società” o comunque una cosa simile.

ORDINALO ORA http://bitly.ws/F6PM

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GRETA FA PROPAGANDA PER LA NATO Dopo la.notizia che i potenti del mondo (Soros, Clinton etc) sovvenzionano con milioni di dollari i gruppi finto ecologisti e di protesta, Greta Thunberg ha iniziato anche lei a fare propaganda attraverso le sue pagine social. La ragazzina simbolo, creato ad arte, dell’ecologismo e del FridayForFuture accusa frontalmente la Russia di aver distrutto la centrale idroelettrica di Kakhova facendo così da megafono alla propaganda NATO. Secondo Greta la Russia avrebbe intenzionalmente colpito una centrale idroelettrica in un territorio sotto il suo controllo, provocando danni enormi a tutte le cittadine circostanti e al proprio esercito e rischiando di provocare un disastro nucleare nella centrale nucleare più grande d’Europa, sempre sotto il suo controllo, inoltre la diga era essenziale per l’approvigionamento idrico della Crimea, territorio russo. Il copione che si prospetta è il solito dei fatti del NordStream II, con gli USA e la NATO che fanno di tutto per incolpare la Russia di autosabotamento, adesso però hanno arruolato tra le loro fila anche Greta Thunberg che attraverso le sue pagine social tenterà di influenzare milioni di giovani in buona fede con una narrazione al limite dell’assurdo. Proprio come per il NordStream, gli USA e la NATO stanno utilizzando tutte le loro forze, sia mediatiche che armate, per alimentare questa guerra! E’ ora di dire basta all’arroganza della NATO, firma il “Referendum Ripudia la Guerra”.


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GRETA FA PROPAGANDA PER LA NATO

Dopo la.notizia che i potenti del mondo (Soros, Clinton etc) sovvenzionano con milioni di dollari i gruppi finto ecologisti e di protesta, Greta Thunberg ha iniziato anche lei a fare propaganda attraverso le sue pagine social.

La ragazzina simbolo, creato ad arte, dell’ecologismo e del FridayForFuture accusa frontalmente la Russia di aver distrutto la centrale idroelettrica di Kakhova facendo così da megafono alla propaganda NATO.

Secondo Greta la Russia avrebbe intenzionalmente colpito una centrale idroelettrica in un territorio sotto il suo controllo, provocando danni enormi a tutte le cittadine circostanti e al proprio esercito e rischiando di provocare un disastro nucleare nella centrale nucleare più grande d’Europa, sempre sotto il suo controllo, inoltre la diga era essenziale per l’approvigionamento idrico della Crimea, territorio russo.
Il copione che si prospetta è il solito dei fatti del NordStream II, con gli USA e la NATO che fanno di tutto per incolpare la Russia di autosabotamento, adesso però hanno arruolato tra le loro fila anche Greta Thunberg che attraverso le sue pagine social tenterà di influenzare milioni di giovani in buona fede con una narrazione al limite dell’assurdo.

Proprio come per il NordStream, gli USA e la NATO stanno utilizzando tutte le loro forze, sia mediatiche che armate, per alimentare questa guerra!
E’ ora di dire basta all’arroganza della NATO, firma il “Referendum Ripudia la Guerra”.

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L’UNIONE EUROPEA CROLLA l’UE sta crollando, le pesanti sanzioni imposte alla Russia, la sudditanza incondizionata alla NATO e agli USA e le politiche liberiste volte a favorire solamente i grandi industriali e le multinazionali a scapito dei cittadini che vivono del proprio lavoro, la stanno velocemente corrodendo e facendola crollare. Rispetto a quanto gli analisti ed economisti ci avevano detto, cioè che il pil dell’Eurozona sarebbe cresciuto nell’ultimo anno, la realtà è ben diversa dalle bugie che ci hanno sempre propagandato i media di regime, infatti il prodotto interno lordo (Pil) dell’Eurozona è sceso dello 0,1% nel primo trimestre rispetto al quarto del 2022 e la spesa delle famiglie è scesa di 0,1 punti percentuali, la spesa pubblica di 0,3 punti e le variazioni delle scorte di 0,4 punti rispetto al Pil trimestrale. Tutta l’Ue è entrata in recessione e i nostri media non ne fanno parola. D’altronde tutta l’UE è stata portata avanti attraverso menzogne e propaganda volta ad arricchire ancora di più i ricchi e impoverire sempre di più i lavoratori. In Italia il mantra fu: “Con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più”, dopo più di vent’anni possiamo dire con certezza che non è andata così, ma che l’UE non solo ci ha impoverito ma ci sta portando direttamente nella terza guerra mondiale nucleare. Bisogna uscire il prima possibile dalla UE


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L’UNIONE EUROPEA CROLLA

l’UE sta crollando, le pesanti sanzioni imposte alla Russia, la sudditanza incondizionata alla NATO e agli USA e le politiche liberiste volte a favorire solamente i grandi industriali e le multinazionali a scapito dei cittadini che vivono del proprio lavoro, la stanno velocemente corrodendo e facendola crollare.

Rispetto a quanto gli analisti ed economisti ci avevano detto, cioè che il pil dell’Eurozona sarebbe cresciuto nell’ultimo anno, la realtà è ben diversa dalle bugie che ci hanno sempre propagandato i media di regime, infatti il prodotto interno lordo (Pil) dell’Eurozona è sceso dello 0,1% nel primo trimestre rispetto al quarto del 2022 e la spesa delle famiglie è scesa di 0,1 punti percentuali, la spesa pubblica di 0,3 punti e le variazioni delle scorte di 0,4 punti rispetto al Pil trimestrale.
Tutta l’Ue è entrata in recessione e i nostri media non ne fanno parola. D’altronde tutta l’UE è stata portata avanti attraverso menzogne e propaganda volta ad arricchire ancora di più i ricchi e impoverire sempre di più i lavoratori.

In Italia il mantra fu: “Con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più”, dopo più di vent’anni possiamo dire con certezza che non è andata così, ma che l’UE non solo ci ha impoverito ma ci sta portando direttamente nella terza guerra mondiale nucleare.
Bisogna uscire il prima possibile dalla UE

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