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ALTRI SOLDI A ZELENSKIJ RUBATI AI CITTADINI
Continuano le sovvenzioni a Zelenskij, l’UE non smette di mandare denaro e armi e impone a tutti gli Stati che ne fanno parte di contribuire. Si tratta di un pacchetto di 50 miliardi di Euro di aiuti per continuare a supportare il dittatore ucraino sotto il volere diretto di NATO e USA.
“Tutti i 27 leader hanno concordato un ulteriore importo di 50 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina nell’ambito del bilancio pluriennale dell’UE. Questo fornirà all’Ucraina finanziamenti sostenibili, a lungo termine e prevedibili. L’UE mantiene la sua leadership e la sua responsabilità nel sostenere l’Ucraina”si legge nella dichiarazione.
Secondo i mass media, i partecipanti al vertice hanno deciso di discutere annualmente lo stanziamento di fondi a Kiev e, se necessario, lasciando passare il messaggio che per l’UE la guerra deve continuare ad oltranza e che le sovvenzioni potrebbero continuare ad aumentare.
Il nostro Paese come sempre è in prima linea, in accordo con tutto quello che gli viene imposto da UE, USA e NATO, contribuendo massicciamente a questo finanziamento e togliendo denaro che potrebbe essere impiegato nel welfare, sanità pubblica ed educazione.
Nei giorni di sabato 27 e domenica 28 gennaio si è svolto a Roma il Congresso di Democrazia Sovrana e Popolare, che ha visto una partecipazione di circa duemila persone.
Hanno assistito al congresso le rappresentanze delle ambasciate di: Repubblica Popolare Cinese, Repubblica di Cuba, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Repubblica Bolivariana del Venezuela, Repubblica della Federazione Russa. Tutte accolte da fragorosi applausi.
È stato distribuito il Programma politico e sono stati eletti il Presidente, Francesco Toscano, e il Coordinatore Nazionale, Marco Rizzo.
Diversi membri del nostro partito sono stati coinvolti in prima persona nell’organizzazione. Il Segretario Generale è stato presente sabato in prima fila.
La configurazione che ha preso DSP non è più quella di sommatoria di varie sigle, ma di un movimento in cui gli aderenti partecipano a titolo individuale. Ciò rende l’azione del nostro partito ancora più favorevole in quanto non si deve “mediare”, né a livello centrale né periferico, con sigle o gruppi, ma consente ai nostri militanti di svolgere la propria attività in modo più fluido, facendosi valere in tutti i luoghi dove interverranno per le proprie capacità politiche e organizzative.
Ciò naturalmente ha comportato la necessità di autorizzare i nostri militanti a prendere la tessera di DSP in aggiunta a quella del partito. Come ha deliberato l’ultima sessione del Comitato Centrale del 21 gennaio, tale adesione aggiuntiva è autorizzata per il 2024 e non necessita di alcuna modifica statutaria. Come per altre organizzazioni, quali sindacati e movimenti di massa, statutariamente per aderire basta il deliberato del CC.
Seppure il lavoro di massa svolto in DSP è stato riconosciuto dal nostro partito come estremamente utile per allargare la nostra capacità di far giungere le nostre idee a una platea la più vasta possibile, l’adesione a DSP non è obbligatoria per quei compagni che, in accordo con le organizzazioni del partito periferiche, decideranno di dedicarsi esclusivamente alla vita interna del Partito. Il cosiddetto “doppio lavoro” interno ed esterno è sempre stato una caratteristica dei partiti comunisti non sclerotizzati, che hanno coniugato l’attività di formazione interna col lavoro di massa nei sindacati e nelle altre organizzazioni, ovunque fosse possibile e più favorevole estendere l’azione politica.
Com’è stato ricordato nella celebrazione del 21 gennaio del centenario della morte di Lenin, il nostro Maestro ci insegna che:
«Chi si aspetta una rivoluzione sociale “pura” non vivrà mai abbastanza per vederla. Una persona del genere aderisce formalmente alla rivoluzione senza capire cosa sia la rivoluzione.
La rivoluzione socialista in Europa non può essere altro che lo scoppio della lotta di massa da parte di tutti gli elementi oppressi e scontenti. Inevitabilmente vi parteciperanno settori della piccola borghesia e degli operai arretrati – senza tale partecipazione la lotta di massa è impossibile, senza di essa non è possibile alcuna rivoluzione – e altrettanto inevitabilmente porteranno nel movimento i loro pregiudizi, le loro fantasie reazionarie, le loro debolezze hanno fatto scivolare gli errori. Ma oggettivamente attaccheranno il capitale, e l’avanguardia cosciente della rivoluzione, il proletariato avanzato, esprimendo questa verità oggettiva di una lotta di massa variegata e discordante, eterogenea ed esteriormente frammentata, sarà in grado di unirla e dirigerla, di conquistare il potere, sequestrare le banche, espropriare i trust che tutti odiano (anche se per ragioni difficili!), e introdurre altre misure dittatoriali che nel loro insieme equivarranno al rovesciamento della borghesia e alla vittoria del socialismo, che però non porterà in alcun modo “purgarsi” immediatamente dalle scorie piccolo-borghesi.
Saremmo dei pessimi rivoluzionari se, nella grande guerra di liberazione del proletariato per il socialismo, non sapessimo utilizzare ogni movimento popolare contro ogni disastro provocato dall’imperialismo per intensificare ed estendere la crisi.» (Lenin, La discussione sull’autodeterminazione in sintesi, luglio 1916)

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GLI STATI UNITI IN ITALIA FANNO QUELLO CHE VOGLIONO
Da dopo la seconda guerra mondiale, Gli USA hanno fatto quello che volevano in Italia, dal truccare le prime elezioni politiche del 1948, agli accordi con la mafia, all’occupazione militare di interi territori con il posizionamento di bombe atomiche, fino ad arrivare alle stragi.
Il 3 Febbraio del 1998 un aereo da addestramento statunitense tranciava la portante della funivia del Cermis. Morirono 20 persone quel giorno. I responsabili non hanno MAI pagato.
Nessuna giustizia qui come in tutti gli altri Paesi attaccati dagli USA. Vittime dell’arroganza e dell’imperialismo.
NOI NON DIMENTICHIAMO, ARRIVERÀ IL GIORNO CHE PAGHERETE TUTTO

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LA PROTESTA DEI TRATTORI INVESTE TUTTA L’EUROPA
La protesta dei trattori partita dalla Germania non accenna a fermarsi, anzi si sta espandendo in tutta Europa tra cui Francia, Italia e adesso anche Bruxelles con la mobilitazione che prende di mira le politiche agricole volute dall’UE che stanno mettendo in ginocchio tutti i lavoratori del settore impoverendoli sempre di più.
La protesta dopo aver bloccato quasi interamente la Germania, Francia e Italia con migliaia di trattori che hanno occupato le strade dei Paesi adesso sbarca persino a Bruxelles per far sentire la loro voce al vertice UE con la polizia schierata in assetto antisommossa che ha formato una linea di protezione davanti al quartier generale UE.
La voce degli agricoltori ha spaventato la Commissione Europea che è capace solo di imporre diktat e non rispondere delle conseguenze che ha proposto di consentire agli agricoltori dell’UE di avvalersi di deroghe per l’anno 2024 alle norme di politica agricola comune che li obbligano a mantenere determinate aree non produttive.
La sospensione momentanea non può essere considerata una soluzione, è necessario che le proteste contro questa UE che da sempre mette in ginocchio i popoli continuino.

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“STALINGRADO GRIDÒ VITTORIA!”
Il 2 febbraio 1943 l’Armata Rossa respingeva i nazisti a #Stalingrado in quella che fu la più grande e decisiva battaglia della seconda guerra mondiale.
La controffensiva dei sovietici sancì la definitiva sconfitta della Germania nazista.
Il sangue versato dall’armata rossa e dal fiero popolo sovietico per le strade di Stalingrado, portò successivamente alla conquista di Berlino nel cuore del Terzo Reich.
L’Europa intera deve molto di più all’Unione Sovietica di quanto qualche revisionista vorrebbe far credere.
I comunisti non dimenticano.

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UE PADRONA:
ANCORA LIMITI ALLA SOVRANITA’ DEI GOVERNI
L’Unione Europea non fa neanche più finta di spacciarsi per democrazia, dopo il tentativo di estromettere l’Ungheria attraverso una petizione, adesso ci riprova minacciando di colpirle l’economia solo perchè il governo Orban si è rifiutato di continuare ad inviare aiuti al dittatore ucraino Zelenskij ponendo il veto.
Un file visualizzato dal Financial Times dimostra che è in atto un piano confidenziale di Bruxelles per chiudere tutti i finanziamenti dell’UE a Budapest al fine di innescare una corsa alla valuta ungherese e provocare un crollo della fiducia degli investitori causando così una forte crisi economica all’interno del Paese.
Questo è un procedimento che si ripete ciclicamente come in Italia nel 2011 quando deposero arbitrariamente il governo Berlusconi imponendo Monti e, in parte, anche nel 2018, tutto ciò conferma come il voto popolare e i valori democratici dentro l’Unione Europea siano inviolabili solo fino a che sono in accordo con la loro volontà e non con quella del popolo.
Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto l’UE sia padrona dei governi eletti dal popolo, basta che uno dei governi esprima una posizione diversa da quella imposta da Bruxelles perchè scatti immediatamente un sistema di ritorsioni in stile squadrista.
Se non ti allinei vieni fatto fuori, questa è la democrazia in UE.

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IL GOVERNO CI PREPARA ALLA GUERRA
Il governo vuole abituare gli italiani a vivere in un costante clima di guerra, con lo spettro che in molti dovranno prepararsi persino a combatterla.
Il Ministro Crosetto ha iniziato a iniziato a paventare la minaccia di attacchi da parte della Russia e Cina anche nei nostri territori, polarizzando così la propaganda e spaventando tutto il popolo italiano. Per il Minstro ci sarebbero proprio i russi e i cinesi dietro le azioni per bloccare le navi dirette all’occupante sionista degli Houti, dichiarando: “Il Mondo è cambiato, l’Italia si prepari: se c’è pericolo servono i riservisti”.
Queste parole ricalcano esattamente le parole che da qualche settimana pronunciano dalla Casa Bianca e dal Regno Unito. In ogni caso se il mondo è cambiato e in peggio, le responsabilità maggiori le portano Crosetto e i suoi padroni, spaventando tutto il popolo italiano e alimentando l’odio verso i popoli russi e cinesi solo per avallare la propaganda USA e NATO a cui sempre meno persone continuano a credere.

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Sostenere il Partito Comunista non significa scegliere uno dei tanti partiti esistenti. Significa fare una scelta di campo. Da una parte quelli che difendono un sistema di sfruttamento, dall’altra noi che vogliamo abbatterlo.

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Sono passati 52 anni dall’uccisione di 13 manifestanti e il ferimento di altri 15 persone da parte dei soldati britannici, una marcia ha onorato la memoria delle vittime del “Bloody Sunday” la “Domenica di Sangue” in Irlanda del Nord.
Oggi, ripercorrendo il percorso della manifestazione pacifica per i diritti civili conclusasi in un bagno di sangue il 30 gennaio 1972 nella città di Derry, la “Marcia del ricordo” ha riunito, tra gli altri, i parenti delle vittime per concludersi con una cerimonia al termine della mattinata presso il monumento che rende omaggio alle vittime.
Rendiamo omaggio ai 13 innocenti che morirono sotto il piombo inglese a Derry.