SOLIDARIETÀ CON IL PCV PER L’ASSASSINIO DEL COMPAGNO LUIS FAJARDO.

SOLIDARIETÀ CON IL PCV PER L’ASSASSINIO DEL COMPAGNO LUIS FAJARDO.

Il Partito Comunista invia dall’Italia la propria solidarietà ai compagni del Partito Comunista del Venezuela (PCV) per il barbaro assassinio del compagno Luis Fajardo avvenuto lo scorso 31 ottobre. Luis Fajardo, membro del comitato centrale del PCV e dirigente contadino del Paese, è stato assassinato mentre rientrava in moto nella sua abitazione con una raffica di mitra proveniente da un veicolo in marcia. Insieme con lui è stato assassinato Javier Aldana, anche lui esponente dei movimenti condadini. Il PCV, nelle settimane precedenti, aveva più volte denunciato i rischi per il compagno Fajardo, chiedendo al governo venezuelano di assicurare adeguate misure di protezione, senza tuttavia che questa accortezza fosse messa in atto.
Il Partito Comunista si stringe attorno ai militanti comunisti venezuelani, alla famiglia del compagno assassinato, associandosi alla richiesta di giustizia e verità su questo assassinio politico. Il PC riafferma, anche in questa occasione, il proprio sostegno al PCV per la difesa e l’approfondimento del processo boliviano, nella direzione della costruzione di un Venezuela socialista, contro ogni tentativo di ingerenza imperialista nel cammino del popolo venezuelano.

Condividi !

Shares
LVA: CON ACCORDO DI MAIO 2.586 LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE. IMMUNITA’ PENALE FINO AL 2023.

LVA: CON ACCORDO DI MAIO 2.586 LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE. IMMUNITA’ PENALE FINO AL 2023.

Sono 2.586 i lavoratori dell’Ilva da ieri in cassa integrazione fino al 2023 per decisione della nuova proprietà che fa capo alla multinazionale Arcelor Mittal.  Nonostante i toni entusiastici del ministro del lavoro e dello sviluppo economico Di Maio, che annunciava che non ci sarebbero stati esuberi, si tratta di un epilogo annunciato già dal momento della sottoscrizione dell’accordo. Il testo infatti prevedeva l’impegno della società ad assumer 10.700 lavoratori a fronte degli oltre 13mila. Conti alla mano circa un quinto degli operai restava escluso, come il Partito Comunista e i sindacati non firmatari avevano dichiarato.
Nei fatti il Movimento Cinque Stelle ha proposto un accordo fotocopia rispetto a quello del PD, incassando i complimenti dell’ex ministro Calenda. Se Arcelor Mittal aveva indicato 3.000 esuberi ad agosto ne ha ottenuti 2.586 scaricando sullo stato tramite la cassa integrazione i costi degli esuberi (alcuni dei quali mascherati da uscite volontarie). Il piano Calenda prevedeva 10 mila assunzioni nella società principale e 1.500 in società esternalizzate. Di fatto un pareggio. La tanto decantata assunzione con articolo 18 era già prevista, dal momento che il riferimento era ai CCNL – che prevedono la tutela di cui al vecchio art. 18 –  tanto nel precedente quanto nell’attuale accordo.
Stesso risultato anche in termini ambientali. L’accordo Calenda prevedeva che i principali obiettivi di risanamento venissero realizzati entro il 2020. L’accordo Di Maio ne prevede metà nel 2019 e l’altra metà nel 2020, con completamento nel 2023. Nulla di particolarmente differente, e tutto da verificare nel futuro prossimo. Il dato che sa subito si apprezza invece è che per effetto del nuovo accordo, e del piano di risanamento contenuto nell’addendum, il limite dell’immunità penale e amministrativa per la società acquirente viene posticipato al 2023. A norma del decreto 98/2016: «Le condotte poste in essere in  attuazione del Piano di cui al periodo  precedente  non possono  dare  luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario,  dell’affittuario  o  acquirente e  dei soggetti  da  questi funzionalmente delegati,  in  quanto costituiscono adempimento delle migliori regole  preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumità pubblica e  di sicurezza sul lavoro» I Cinque Stelle non hanno cancellato questa norma, aderendo alle richieste di Arcelor Mittal.
Coincidenza apparente vuole che proprio il 2023 sarà il momento della fine del previsto risanamento ambientale, della fine dell’immunità penale e amministrativa e dell’impegno a riassumere una parte dei lavoratori in Cassa Integrazione. Siamo pronti a scommettere come finirà: ancora una volta l’arma di ulteriori licenziamenti e della mancata riassunzione dei lavoratori sarà utilizzata come ricatto per ottenere un allentamento degli obblighi ambientali, che sono anche tutela della salute dei lavoratori, e un ulteriore proroga dell’immunità. Ancora una volta un’azienda privata otterrà la possibilità di fare profitto licenziando, abbassando i diritti e i salari e peggiorando le condizioni ambientali. Le leggi capitalistiche d’altronde non lasciano scampo: l’acciaio prodotto in Italia può restare competitivo sul mercato internazionale solo mantenendo prezzi bassi e dunque a costo di abbassare i salari dei lavoratori e/o scaricare i costi di una produzione arretrata e priva di sicurezza e tutela ambientale sui lavoratori e sull’intera collettività.
Il Movimento Cinque Stelle si è reso complice di questo disegno che da sempre corrisponde agli interessi dei capitalisti del settore. Ieri i Riva oggi Arcelor Mittal a chiederlo, ieri il Partito Democratico, oggi il Movimento Cinque Stelle a consentirlo, anche a patto di tradire le promesse elettorali fatte ai lavoratori e ai cittadini di Taranto. Anche i sindacati firmatari, accettando questo accordo peggiorativo hanno tradito le ragioni dei lavoratori. Oggi si trovano a denunciare il ricorso da parte della proprietà a scelte discrezionali nell’assunzione dei lavoratori. Ma proprio l’accordo sottoscritto lo prevede, subordinando ogni criterio successivo all’arbitrio aziendale quando afferma che l’azienda terrà conto prioritariamente «delle esigenze del piano industriale, dei nuovi assetti organizzativi delineati da AM InvestCO e delle competenze professionali ritenute neessarie». Un assegno in bianco grazie al quale la nuova proprietà si sta liberando di molti operai che sono stati in prima fila nelle lotte di questi anni.
La soluzione per l’ILVA non è nella vendita a una multinazionale, ma nella nazionalizzazione e affidamento alla direzione dei lavoratori. L’Ilva deve essere riconvertita a una produzione compatibile con il diritto alla salute dei lavoratori e dei cittadini, oggi possibile con le moderne tecnologie e con i processi produttivi più avanzati a patto di incidere su quelli che oggi sono i margini di profitto del privato. Il profitto privato nella produzione industriale di larga scala è incompatibile con l’interesse della collettività.
Denunciamo la complicità dei Cinque Stelle e il loro esplicito tradimento degli impegni assunti. Invitiamo i lavoratori e i cittadini di Taranto a ribellarsi a questo governo, che come i precedenti è dalla parte di capitalisti criminali. Non basta sostituire un capitalista con un altro. Pretendiamo un futuro diverso per Taranto e per l’Ilva. Esigiamo che chi ha causato morte e disastro ambientale in questi anni paghi e sia impedito ad altri di proseguire sulla stessa strada. Il diritto alla salute dei lavoratori e dei cittadini di Taranto non può essere mercificato e oggetto di continui ricatti.
Un vero governo popolare avrebbe saputo conciliare il diritto alla salute e quello al lavoro, facendo pagare i capitalisti, non assecondandone i piani.

UP Partito Comunista

Condividi !

Shares
RIZZO (PC): «SE ESISTONO ACCORDI SEGRETI SULLA TAP DI MAIO LI PUBBLICHI».

RIZZO (PC): «SE ESISTONO ACCORDI SEGRETI SULLA TAP DI MAIO LI PUBBLICHI».

«Se esistono accordi secretati sulla Tap che obbligano l’Italia al pagamento di penali il Ministro Di Maio li pubblichi subito, denunciandone il contenuto. Siamo coscienti della responsabilità dei precedenti governi, per questo serve un’azione decisa di rottura, altrimenti c’è solo continuità» Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. «Se invece non esistono accordi segreti e penali, ma solo possibili richieste di risarcimento che erano conoscibili da tempo, i Cinque Stelle spieghino per quale motivo hanno sostenuto di voler bloccare la TAP pur essendo consapevoli delle possibili conseguenze. In realtà – conclude Rizzo – i cinque stelle hanno piegato la testa agli interessi delle grandi aziende italiane coinvolte nella costruzione e ai piani dell’imperialismo americano, di cui la TAP è un tassello fondamentale».

Condividi !

Shares
RIZZO (PC): «NO A NUOVI SALVA-BANCHE».

RIZZO (PC): «NO A NUOVI SALVA-BANCHE».

«Mentre il governo si autoproclama del cambiamento e del popolo i suoi esponenti si dicono pronti a un nuovo sostegno alle banche. I lavoratori e le classi popolari italiane hanno già pagato abbastanza: decine di miliardi di euro sono già stati regalati in questi anni alle banche. I grillini in campagna elettorale parlavano di 85 miliardi. Ma oggi sono pronti a rimangiarsi anche questo». Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista. «Il governo alza i toni contro l’Unione Europea solo quando c’è da difendere gli interessi dei capitalisti italiani, ed è pronto a finanziarli direttamente al pari dei governi precedenti. Dietro la retorica populista – conclude Rizzo – c’è il vecchio inganno dell’unità nazionale: far pensare che si agisca per il popolo quando in realtà si sostengono i grandi gruppi economici e finanziari».

Condividi !

Shares
SIRIA. SALUTO AL CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA SIRIANO

SIRIA. SALUTO AL CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA SIRIANO

Pubblichiamo di seguito il testo del messaggio di saluto del Partito Comunista al XII congresso del Partito Comunista Siriano che si è tenuto a Damasco dal 25 al 27 ottobre.

Cari compagni, il Partito Comunista (Italia) saluta calorosamente il Presidium e i delegati al XII Congresso del Partito Comunista Siriano e, attraverso essi, i dirigenti e i militanti del Partito. Il nostro Partito segue con grande attenzione gli sviluppi della situazione in Siria, dove l’aggressione imperialista da oltre sette anni sottopone il popolo siriano a indicibili sofferenze.

Gli imperialismi USA e UE – nella logica della competizione inter-imperialistica con Russia e Cina e nel tentativo di consolidare il loro dominio su una regione chiave per il controllo non solo di significative risorse energetiche, ma anche di importanti vie di comunicazione per l circolazione delle merci – non esitano a seminare morte e distruzione con centinaia di migliaia di vittime, forzando molta gente a lasciare le proprie case e cercare rifugio con un esodo di massa dalla propria patria. A questo scopo, l’imperialismo non ha esitato a usare i più brutali e oscurantisti estremisti religiosi, finanziarli, addestrarli e sostenerli al fine di destabilizzare la Siria e indebolire la resistenza del suo popolo indomito.

L’illegittima occupazione delle Alture del Golan – storicamente parte della Siria, occupate al sionismo israeliano nel 1967 e altrettanto illegittimamente annesse a Israele nel 1981 – si adatta perfettamente ai piani imperialisti di smembrare la Siria come stato sovrano, saccheggiare le sue risorse e usare il suo territorio come ulteriore avamposto dell’imperialismo in Medio Oriente.

Grazie alla sua eroica resistenza contro il fascismo islamico, il popolo siriano ha dimostrato di essere capace di battere i piani dell’imperialismo euro-atlantico e sionista, progredendo risolutamente verso la riconquista dell’indipendenza nazionale e l’autodeterminazione e il ristabilimento dell’unità territoriale della nazione.

Un ruolo fondamentale nella sollevazione del popolo siriano alla lotta antimperialista per l’unità nazionale e l’indipendenza è stato ed è svolto dal Partito Comunista Siriano, organizzazione di avanguardia della classe operaia siriana che incarna le sue combattive tradizioni.

Cari compagni, il Partito Comunista (Italia) sostiene pienamente e fraternamente la lotta del vostro Partito per una Siria indipendente, unita e socialista. Vi auguriamo pieno successo nel vostro lavoro per avanzare nel percorso verso la vittoria finale della classe operaia siriana e del popolo siriano contro l’imperialismo e il sionismo, per il socialismo-comunismo.

Viva il Partito Comunista Siriano! Lavoratori di tutti i paesi, unitevi!

Ufficio Poltico Partito Comunista

Condividi !

Shares
RIZZO (PC): «FLAT TAX PER PARTITE IVA SARA’ DISASTRO PER LAVORATORI»

RIZZO (PC): «FLAT TAX PER PARTITE IVA SARA’ DISASTRO PER LAVORATORI»

«La flat tax al 15% per le partite iva sarà un disastro per i lavoratori. Da domani tutte le aziende trasformeranno i dipendenti in finte partite iva per pagare meno tasse, e i lavoratori perderanno tutti i diritti in un colpo solo». Così il segretario generale del Partito Comunista, Marco Rizzo, sugli effetti della manovra. «La tendenza a sostituire lavoro dipendente con partite iva, è un dato innegabile da diversi anni. I benefici della tassazione al 15% per i lavoratori sono solo apparenti. In realtà a trarne vantaggio saranno le aziende, mentre i lavoratori pagheranno con la cancellazione totale di diritti. Avremo un esercito di schiavi a partita iva, con tutti gli obblighi dei dipendenti senza averne i diritti. Penso a maternità, malattia, limiti orari di lavoro. Dietro un’abile propaganda che dipinge questo governo come a favore dei lavoratori e del popolo- conclude Rizzo – in realtà si continua a sostenere le imprese e il processo di abbassamento di diritti e salari per chi lavora».

Condividi !

Shares
Per una larga e combattiva partecipazione allo sciopero generale del 26 ottobre.

Per una larga e combattiva partecipazione allo sciopero generale del 26 ottobre.

Il Partito Comunista esprime il proprio pieno sostegno allo Sciopero Generale di tutti i lavoratori proclamato dai sindacati di base CUB, SGB, SiCobas, USI per il 26 ottobre 2018. Sosteniamo attivamente la mobilitazione del 26 ottobre invitando tutti i lavoratori dei settori privato e pubblico a una combattiva e larga partecipazione allo sciopero e alle manifestazioni di piazza.

Rilanciamo ed intensifichiamo la lotta contro l’attacco padronale. Appoggiamo le rivendicazioni in tema di diritto ad aumenti salariali, diritto alla pensione, allo stato sociale, alla democrazia sindacale, alla salute nei posti di lavoro, contro le politiche che dividono e precarizzano i lavoratori, contro le spese militari e le politiche imperialiste ed antipopolari.

Siamo convinti che non sia più tempo per battaglie di retroguardia o per tentativi di concertazione ed illusione sulle riforme. La crisi economica capitalista, i provvedimenti antipopolari dell’Unione Europea e di tutti i governi dello schieramento borghese indicano chiaramente che i lavoratori devono lottare per costruire l’unica reale alternativa di sistema: per la società socialista-comunista, l’unica che risolverà in modo reale e duraturo i problemi dei lavoratori e delle masse popolari.

Per tutte queste ragioni il Partito Comunista sarà in piazza il 26 ottobre ed invita i lavoratori alla più ampia mobilitazione  indipendentemente dalla loro appartenenza sindacale.

Condividi !

Shares
Non esistono scorciatoie: serve rafforzare la ricostruzione comunista.

Non esistono scorciatoie: serve rafforzare la ricostruzione comunista.

Nel contesto politico non esiste unità senza unità di principi e di strategia, senza condivisione dello scopo finale dell’azione politica e dei traguardi intermedi attraverso cui procedere. Senza tutto questo esistono solo i cartelli elettorali, destinati se non all’insuccesso, sicuramente a non esser durevoli.

La storia della sinistra degli ultimi anni ne è piena. Il destino comune è lo sgretolamento successivo alle elezioni, non appena le divergenze strategiche  accantonate riemergono, o per mere questioni di tornaconto, perché si prefigurano all’orizzonte nuovi appuntamenti elettorali dove si punta a garantire e perpetrare la conservazione di gruppi dirigenti privi di qualsiasi funzione storica. L’unico risultato di queste alleanze è aumentare la sfiducia e il reflusso successivo, impedendo allo stesso tempo che gli elementi di soluzione possano svilupparsi, sottraendo forze e possibilità a chi si incammina nella direzione corretta ma più difficile.

La teoria marxista-leninista e l’azione politica e organizzata dei comunisti sono l’unica reale possibilità di contrastare adeguatamente e battere i due schieramenti (globalista e sovranista) che, pur non prefigurando alcun cambio di sistema, oggi sono soverchianti nell’attrarre l’attenzione delle masse e dividerle in opposte tifoserie. Per dirla con uno slogan non c’è da scegliere tra Salvini e Saviano, ma è necessario costruire una proposta di reale alternativa di sistema: quella socialista-comunista, l’unica destinata a risolvere durevolmente i problemi dei lavoratori e del popolo. Ogni energia, collettiva o individuale, sottratta a questa prospettiva è un regalo diretto al nemico di classe, e rende, giorno dopo giorno, più difficile la sua realizzazione.

Anche in questo momento il Partito Comunista riafferma la propria volontà di un confronto serio e positivo tra le forze che delineano come propria prospettiva quella della ricostruzione comunista e della lotta per il socialismo. Non disperdiamo le forze, lavoriamo insieme per conquistarne di nuove tra i lavoratori e le classi popolari oggi ostaggio della finta alternativa tra forze borghesi. Ma per farlo serve recidere definitivamente e con nettezza ogni illusione e tentazione opportunista che anche nel passato recente si è manifestata.

Siamo certi che i militanti di organizzazioni politiche e sindacali, sapranno chiedere conto degli errori perpetrati, rivolgendo la loro prospettiva alla ricostruzione comunista con coerenza e determinazione. Il tempo è poco, la situazione difficile, ma non esistono scorciatoie: serve rafforzare la ricostruzione comunista ora e subito.

Uff. Pol. Partito Comunista

9.10.18

Condividi !

Shares
RIZZO (PC): «LO STATO GARANTISCA ASSISTENZA LEGALE PER LE VITTIME SUL LAVORO»

RIZZO (PC): «LO STATO GARANTISCA ASSISTENZA LEGALE PER LE VITTIME SUL LAVORO»

«Il rimborso delle spese legali per la legittima difesa è solo uno spot di Salvini. Dal 2013 al 2016 nei tribunali ci sono stati solo 14 casi in cui è stata sollevata la scriminante della legittima difesa o c’è stata incriminazione per eccesso di difesa. Nello stesso periodo ci sono state 2634 morti accertate sul posto di lavoro» Così Marco Rizzo segretario del Partito Comunista. «Quando si parla di sicurezza il rischio è quello di alimentare paure infondate, mentre l’attenzione viene deviata dai veri problemi del Paese. La prima emergenza sicurezza in Italia è quella sul lavoro. Troppo spesso le norme per la salvaguardia della salute dei lavoratori vengono disattese perché sono un ostacolo a maggiori profitti da parte delle imprese. Se questo fosse davvero il governo del cambiamento, l’assistenza legale a spese dello Stato andrebbe concessa ai familiari delle vittime sul lavoro, speso costretti anche a sobbarcarsi migliaia di euro di spese legali per vedersi riconoscere un risarcimento. Ma ovviamente – conclude la nota – questo governo non farà, perché è dalla parte dei padroni e non dei lavoratori».

Condividi !

Shares
Libertà per Gianfranco Castellotti

Libertà per Gianfranco Castellotti

Abbiamo appreso con sconcerto dell’arresto del compagno Gianfranco Castellotti in Turchia, in seguito a un blitz della polizia in un centro culturale di Istanbul. Castellotti si era recato in Turchia per seguire, in qualità di osservatore internazionale il processo giudiziario contro il gruppo musicale comunista “Grup Yorum”. In questi giorni insieme con musicisti e altri militanti è stato tratto in arresto con l’accusa di terrorismo. Le accuse al Gruppo Yorum si basano sui testi di alcune canzoni del gruppo, nelle quali veniva preso di mira il regime di Erdogan, e dalla militanza dei musicisti da sempre impegnati nel supportare le lotte sindacali nel paese. Tutto questo a poche settimane dall’arresto di ben seicento operai impegnati nella costruzione di un aeroporto e il divieto rivolto al partito comunista di Turchia di usare i propri simboli alle elezioni politiche .

Il Partito Comunista, nell’esprimere la propria solidairetà a Castellotti e agli altri compagni arrestati, chiedendo che il Governo Italiano si attivi per ottenere il ritorno in Italia di Gianfranco. Quest’ennesimo episodio, insieme ai recenti avvenimenti dimostra chiaramente la natura del regime di Erdogan, la sua linea antioperaia e anticomunista, strettamente connessa con la restrizione delle libertà politiche e democratiche nel Paese.

Condividi !

Shares
Replica ai giornali: «Dal Partito Comunista nessuna “difesa” della manovra»

Replica ai giornali: «Dal Partito Comunista nessuna “difesa” della manovra»

In una serie di articoli comparsi su giornali e agenzie web viene impropriamente riportato che il Partito Comunista avrebbe “difeso” la manovra approvata dal Governo Cinque Stelle-Lega. Il riferimento sarebbe alle dichiarazioni del segretario Marco Rizzo durante la trasmissione CoffeBreak andata in onda ieri su La7. Sul sito on line del quotidiano “Il Giornale” nell’articolo a firma di Franco Grilli si legge: «Il segretario del Partito comunista italiano “a difesa” della Finanziaria del governo Lega-Movimento 5 Stelle … non si tratta certo di una spassionata difesa a spada tratta, ma rappresenta comunque una presa di posizione non così malevola nei confronti del Def che l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte punta a varare al pià presto»; Su lineapress.it nell’articolo firmato da Salvatore Massaro si legge: «Marco Rizzo, ospite di Coffee Break su La7 sorprendentemente difende l’operato di Lega e M5S…La difesa da chi non te l’aspetti. Marco Rizzo, il “comunista” per eccellenza difende le scelte del governo gialloverde». Per LiberoTV si tratterebbe addirittura di una “svolta” poiché «A sorpresa il comunista Marco Rizzo difende la manovra del governo giallo-verde».

Con questa nota il Partito Comunista intende smentire le ricostruzioni giornalistiche che attribuendo alle parole del segretario un senso diverso da quanto detto, prospettano un sostegno dei comunisti alla manovra del governo o addirittura una “svolta” nella linea del Partito. Il senso delle parole espresse da Rizzo è inequivocabile e illustra chiaramente la nostra linea rispetto alla manovra e al governo gialloverde.

Probabilmente l’equivoco deriva dal diverso significato politico che noi comunisti attribuiamo al rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilità. Per noi affermare che il governo si muove in perfetta continuità con i governi precedenti, rispettando i parametri della UE non è un complimento, ma una durissima critica. É la prova che questo governo risponde alle stesse logiche di chi lo ha preceduto, non rappresentando alcun reale “cambiamento” come invece tenta di far credere

A differenza del centrosinistra che intende utilizzare contro il governo gli argomenti dell’interesse dei mercati e delle istituzioni europee, noi comunisti critichiamo la maggioranza perché ha approvato un provvedimento contrario agli interessi dei lavoratori, favorevole alle imprese e assolutamente non di rottura rispetto ai vincoli europei e alla politica internazionale dell’Italia (es adesione alla Nato). La posizione dei comunisti, che è quella della difesa dei reali interessi dei lavoratori, non trova oggi alcuna vicinanza né nella maggioranza di governo, né nell’opposizione del Partito Democratico. Ogni  tentativo di ricondurre la nostra visione sotto uno dei due campi politici in lotta è una totale e errata forzatura. Sia PD che Cinque Stelle-Lega rappresentano interessi di settori del capitale in lotta, entrambi uniti nella difesa di questo modello di sistema e quindi antitetici rispetto alla nostra prospettiva di società.

Condividi !

Shares