CONTRO L’IMPERIALISMO AMERICANO CONTRO LA NATO

CONTRO L’IMPERIALISMO AMERICANO CONTRO LA NATO

Domani arriva in Italia il Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo, ex capo della CIA, l’organizzazione terroristica che semina terrore e viola costantemente il diritto internazionale in tutto il mondo.
L’imperialismo statunitense è il pericolo principale che attenta alla pace mondiale e porta guerra, sfruttamento e oppressione ovunque è possibile.
L’elenco dei crimini è lungo. Tralasciando le tremende guerre in Corea e in Vietnam, dove alla fine hanno prevalso i popoli di quei paesi, guardiamo al presente.
Ufficialmente dal 1962, ma in realtà fin da dopo il trionfo della Rivoluzione, Cuba è oggetto di un bloqueo (embargo) illegale e criminale. Fin dalla elezione di Hugo Chávez ha cercato di rovesciare illegalmente il governo bolivariano. L’aggressione imperialista NATO ha portato al potere i peggiori integralisti in Afghanistan. Ha ridotto in macerie un paese avanzato come l’Iraq. Ha ridotto uno dei paesi più benestanti dell’Africa, la Libia, a un territorio dove scorrazzano le peggiori bande criminali, colluse con gli interessi degli imperialisti europei. Ha tentato di fare la stessa cosa con la Siria. Aggredisce quotidianamente l’Iran e non si ferma neanche davanti all’assassinio di stato. Sostiene la criminale e illegale occupazione da parte di Israele e il suo espansionismo a danni dei territori palestinesi e dei paesi limitrofi. Ha portato i nazisti al potere in Ucraina. L’ultima bravata gli USA la compiono in Bielorussia, soffiando sul fuoco dopo che il popolo si è espresso inequivocabilmente per il legittimo presidente uscente.
Gli Usa occupano parte del territorio italiano al di fuori di ogni controllo e in violazione della sovranità e della Costituzione con le basi e con pericolosissime armi nucleari, facendo del nostro paese un obiettivo di guerra. Sta portando il confronto con paesi con Russia e Cina a un punto di non ritorno terrorizzato dalla prospettiva che la presa economica e militare sul mondo possa arretrare o crollare a causa della irreversibile crisi economica capitalistica.
Tutte queste azioni sono giustificate da menzogne di cui si fa protagonista l’attuale amministrazione, ma esse seguono passo passo quello che hanno fatto le precedenti, tanto repubblicane quanto democratiche, che hanno giustificato con ridicole scuse, criminali aggressioni a paesi sovrani, rivoluzioni colorate, blocchi economici, sanzioni, dividendo il mondo in servi fedeli e nemici giurati.
Quello che abbiamo visto e continuiamo a vedere durante la pandemia testimonia il disprezzo che questi personaggi hanno per i popoli del mondo, compreso il loro stesso. Gli Stati Uniti stanno pagando un prezzo pesantissimo all’assenza di assistenza sanitaria per i più poveri. Il potere borghese negli USA è dilaniato tra interessi che sono congiunti nello sfruttamento e nell’aggressione, ma poi litigano al loro interno tra le fazioni per quale tra esse debba prevalere. L’oppressione nei confronti del proletariato nero sta venendo a galla, ma non è un cambio di amministrazione che può cambiare la realtà, come il governo del nero Obama ha dimostrato.
Gli Stati Uniti sono in guerra permanente con tutti, alleati e nemici. Sfruttano i conflitti interni europei per regolare i conti con l’altro imperialismo di cui teme l’ascesa, la Germania e l’Unione Europea. Pompeo addirittura si è permesso di consigliare il Papa di fare la guerra religiosa alla Cina, cercando di coinvolgere in questa follia un fronte reazionario internazionale.
L’Italia, governata da pavidi servitori del capitalismo italiano, preferisce stare sotto l’ala del potente alleato per ricavare pezzi del sanguinolento bottino. L’Italia è il 4° contribuente delle missioni NATO. Questo al popolo italiano costa oltre 20 miliardi di euro l’anno, a cui si aggiungeranno i 2 miliardi della nuova missione in Tunisia.

Mike Pompeo non è benvenuto!
Gli USA sono il più grande pericolo per la sopravvivenza dell’umanità.
Solo rovesciando il potere della borghesia in Italia e nel mondo si potrà mettere fine a queste mostruosità

FUORI LA NATO DALL’ITALIA. FUORI L’ITALIA DALLA NATO.
PER LA PACE. SOCIALISMO O BARBARIE.

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Cari compagni, stiamo scrivendo per informarvi che il Partito Comunista di Turchia terrà il 13 ° Congresso del Partito il 9 agosto 2020.

Cari compagni, stiamo scrivendo per informarvi che il Partito Comunista di Turchia terrà il 13 ° Congresso del Partito il 9 agosto 2020.

22.07.2020

 

Cari compagni, stiamo scrivendo per informarvi che il Partito Comunista di Turchia terrà il 13 ° Congresso del Partito il 9 agosto 2020.

Il 13 ° Congresso del TKP si svolgerà in condizioni di pandemia e, soprattutto, in un momento in cui “il parassitismo e la decadenza” dell’imperialismo / capitalismo, riferito alla grande analisi di Lenin, sono diventati evidenti di fronte a grandi masse, in quasi tutti i paesi.

In Turchia e in molti altri paesi, numerose persone hanno perso la vita per niente. L’avidità e la competizione tra i capitalisti hanno provocato la perdita di innumerevoli vite.

Il Congresso coincide con il centenario della fondazione del TKP a Bakù nel 1920, un anno dopo la fondazione dell’Internazionale comunista e subito dopo il Congresso dei Popoli d’Oriente a Bakù . L’anno 1920 ebbe un significato storico, poiché fu l’anno di fondazione per molti dei nostri partiti comunisti fratelli.

Onoreremo i cento anni di sforzi dei nostri compagni, concentrandoci sul rafforzamento dell’impostazione rivoluzionaria nei nostri ranghi. Ci stiamo attrezzando per un Partito più influente, più forte e più grande.

Stiamo anche facendo una richiesta radicale a tutti i nostri amici di abbandonare l’opposizione borghese che è diventata una cattiva imitazione del potere dominante e di unirsi ai nostri ranghi. Quindi il tema del 13 ° Congresso della TKP sarà “Partito rivoluzionario, Partito per la rivoluzione, nel suo centesimo anniversario”

La Turchia ha bisogno di un partito comunista più forte. Ci impegniamo a compiere ogni sforzo per raggiungerlo.

Compagni, poiché organizzeremo il Congresso in condizioni compromesse, non saremo in grado di ospitare delegazioni internazionali. Tuttavia, apprezzeremo i vostri messaggi di saluto per questo importante momento della lotta del nostro Partito.

Con saluti da compagni

 

Partito Comunista di Turchia

Dipartimento delle relazioni internazionali


Messaggio di saluto del Partito Comunista (Italia) al 13° Congresso del Partito Comunista di Turchia (TKP)

 

Cari compagni e compagne,

l’Ufficio Politico del Partito Comunista (Italia) saluta calorosamente e fraternamente il 13° Congresso del TKP e il Centenario della fondazione nel 1920, del Partito Comunista di Turchia.

Il TKP fondato dalla volontà della classe operaia e del popolo lavoratore della Turchia costituisce parte integrante del Movimento Comunista Internazionale.

Vi assicuriamo che ci troverete al vostro fianco nella fortezza della dura lotta di classe, contribuendo con tutte le nostre forze al rafforzamento dell’indirizzo strategico rivoluzionario del Movimento Comunista Internazionale per la vittoria del Socialismo-Comunismo.

Siamo fieri dei rapporti di fratellanza tra i nostri Partiti.

 

Cari compagni e compagne,

il Partito Comunista (Italia) è il partito della classe operaia e dei lavoratori del nostro paese. Il suo obbiettivo è la presa del potere politico, l’abbattimento del sistema di sfruttamento capitalista e la costruzione della società socialista – comunista, la società che si basa sul potere della classe operaia e del popolo lavoratore, sulla socializzazione dei mezzi di produzione, sulla pianificazione scientifica e centralizzata della produzione mettendo al centro del nuovo sistema sociale il benessere economico/ sociale e lo sviluppo culturale del popolo lavoratore e non i profitti di una ristretta cerchia di capitalisti e della classe borghese. Le nostre analisi partono e si basano sul conflitto fondamentale tra capitale e lavoro.

Nel contesto dell’attuale fase del capitalismo monopolistico, la fase dell’imperialismo, diventa strategico operare per una alleanza sociale tra la classe operaia e il ceto medio proletarizzato.

E’ certo che dopo l’emergenza sanitaria di Covid-19 che ha colpito i paesi del globo accelerando e intensificando la profonda e già presente crisi capitalistica, una tremenda ondata di politiche antioperaie e antipopolari colpirà le masse popolari in tutto il mondo.

Le risposte economiche dei grandi stati del capitalismo monopolistico globalizzato e delle sue istituzioni( in primis USA-Unione Europea-NATO) sono e saranno a favore del grande capitale e contro i popoli.

Lottiamo con tutte le nostre forze per la costruzione di un movimento popolare di lotta per l’uscita del nostro paese dall’UE, dalla NATO, per la cacciata delle basi USA di guerra dal nostro territorio e per il richiamo immediato di tutte le missioni militari italiane dall’estero.

La risposta più dirompente non avrà utilità se non sarà collegata e indirizzata all’obbiettivo giusto,attuale e necessario della rottura rivoluzionaria in direzione socialista.

Vi auguriamo buon esito e successo dei lavori del vostro 13° Congresso e il conseguimento degli obbiettivi ideologici, politici e organizzativi preposti basati sui principi del Marxismo – Leninismo e dell’Internazionalismo Proletario.

 

  • Viva il 13° Congresso e il Centenario del glorioso TKP
  • Viva il Marxismo – Leninismo e l’Internazionalismo Proletario
  • Socialismo o Barbarie!
  • Proletari di tutti i paesi, unitevi!

 

PARTITO COMUNISTA (ITALIA)

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Il Partito Comunista esprime il suo cordoglio e la sua solidarietà al Partito Comunista Libanese e al popolo per le vittime delle mortali esplosioni a Beirut

Il Partito Comunista esprime il suo cordoglio e la sua solidarietà al Partito Comunista Libanese e al popolo per le vittime delle mortali esplosioni a Beirut

Il Partito Comunista esprime il suo cordoglio e la sua solidarietà al Partito Comunista Libanese e al popolo per le vittime delle mortali esplosioni a Beirut.

Consideriamo necessario fare piena luce sulle cause di questo tragico e gravissimo avvenimento che è costato oltre cento morti e migliaia di feriti al martoriato popolo libanese.

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SULL’OMICIDIO DI GEORGE FLOYD NEGLI USA

SULL’OMICIDIO DI GEORGE FLOYD NEGLI USA

I partiti comunisti e operai esprimono la solidarietà con la classe operaia multinazionale degli Stati Uniti e con il popolo nordamericano che è sceso per strada mobilitandosi contro il razzismo, la repressione, la disoccupazione e altri gravi problemi causati dal sistema di sfruttamento capitalistico.

L’omicidio di George Floyd non fa eccezione, è la regola della politica razzista, contro afroamericani, latini e migranti di altre nazionalità. Allo stesso modo, il sistema di sfruttamento affronta la classe lavoratrice nel suo insieme, come dimostrato dalla pandemia di Covid-19, che attualmente ha più di due milioni di contagiati e quasi 113.000 morti. Mentre molte vite potevano essere salvate, un sistema sanitario privatizzato è risultato nefasto perché il suo criterio è il profitto capitalista.

Povertà, disoccupazione, attacco ai diritti dei lavoratori, politica anti-immigrazione, brutalità della polizia, attacchi imperialisti contro altri popoli, decomposizione sociale, droghe, criminalità, dimostrano che il capitalismo è barbarie e che il socialismo è necessario e attuale.

I partiti comunisti e operai esprimono:

– La condanna dell’omicidio razzista di George Floyd e dei manifestanti, vittime della politica di repressione dell’amministrazione Trump.

– La solidarietà con i lavoratori e il popolo degli Stati Uniti, che in tutte le città dimostra contro il razzismo e la repressione.

– La solidarietà con i lavoratori e le persone degli Stati Uniti colpiti da COVID-19.

– La condanna dell’Amministrazione Trump, attualmente responsabile della Casa Bianca, che implementa campagne razziste, anti-migranti, xenofobe e anticomuniste. Condannano il coprifuoco e il pattugliamento della Guardia Nazionale, l’arresto e l’omicidio di dimostranti.

Da che parte stai? I partiti comunisti e operai insieme ai lavoratori e al popolo nordamericano, contro il capitalismo e la barbarie.

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

Prime adesioni:

Partito Comunista d’Austria

Partito Comunista d’Australia

Partito Comunista Brasiliano

Partito Comunista Boliviano

Partido Vanguardia Popular (Partito Comunista del Costa Rica)

Partito comunista iracheno

Partito Comunista del Canada

Partito Comunista degli Stati Uniti

Partito Comunista del Messico

Partito socialista popolare del Messico

Partito popolare socialista- raggruppamento politico nazionale

Partito popolare palestinese

Comunisti della Catalogna

Partito Comunista dei Lavoratori di Spagna

Partito Comunista di Grecia

Partito Comunista Paraguay

Partito Comunista Portoghese

Partito Comunista Peruviano

Partito Comunista, Italia

Partito Comunista di El Salvador

Forza della rivoluzione. Repubblica Dominicana

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REFERENDUM sulla Unione Europea MANIFESTAZIONE NAZIONALE il 3 OTTOBRE a ROMA.

REFERENDUM sulla Unione Europea MANIFESTAZIONE NAZIONALE il 3 OTTOBRE a ROMA.

Un tremendo disagio sociale sarà l’ipotesi certa dopo l’emergenza sanitaria. Le risposte economiche del capitalismo globalizzato e delle sue istituzioni saranno in ogni caso insufficienti. I cosiddetti “aiuti” dell’Unione Europea saranno negativi e comunque incideranno in modo relativo. La crisi economica sarà la cifra del prossimo futuro.
La protesta più dirompente non avrà utilità se non sarà indirizzata sull’obiettivo più giusto: la rottura della gabbia europea e -di conseguenza- dei grandi monopoli capitalistici.
L’ulteriore sfruttamento della classe lavoratrice e lo schiacciamento verso il basso del ceto medio costituiranno una eccezionale miscela per ipotizzare il cambio di società verso il Socialismo. Per i comunisti è fondamentale interpretare al meglio questa situazione.
Tracciare la rotta di uscita da UE, Euro e Nato diventa il primo passo attraverso cui mobilitare il popolo, comunicando la messa in campo di un REFERENDUM per l’uscita dalla UE, condizione imprescindibile per arrivare poi al potere dei lavoratori. (Attenzione Vi diranno che non è possibile farlo perché lo vieta la Costituzione. Li stupiremo).
Mobilitiamo il popolo per il primo grande appuntamento:
3 OTTOBRE ROMA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
L’altra Opposizione quella Vera.
REFERENDUM: Fuori da UE, Euro, Nato.
PER L’ITALIA DEI LAVORATORI.

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2 Giugno ore 11:00  MOBILITAZIONE IN TUTTA ITALIA CONTRO IL GOVERNO PD-M5S L’ALTRA OPPOSIZIONE – QUELLA VERA

2 Giugno ore 11:00 MOBILITAZIONE IN TUTTA ITALIA CONTRO IL GOVERNO PD-M5S L’ALTRA OPPOSIZIONE – QUELLA VERA

2 Giugno ore 11:00

MOBILITAZIONE IN TUTTA ITALIA
CONTRO IL GOVERNO PD-M5S
L’ALTRA OPPOSIZIONE – QUELLA VERA

LA REPUBBLICA AI LAVORATORI
Per tutti tutti i #LAVORATORI in difficoltà che ancora non hanno percepito la cassa integrazione o perché costretti a lavorare in luoghi insicuri.
Per tutti i #precari che hanno perso il lavoro o per le difficoltà che troveranno gli stagionali e i disoccupati.
LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI, VIVERE MEGLIO

Per le piccole partite IVA, piccoli commercianti e artigiani e professionisti totalmente abbandonati dal governo.
Per tutti gli #invisibili.

ECCO LE PIAZZE:

Piemonte – TORINO – Piazza della Vittoria
Lombardia – MILANO – Piazza ospedale Maggiore Niguarda
Liguria – SAVONA – Piazza del Brandale
Trentino – TRENTO – Piazza Pasi
Veneto – BELLUNO – Piazza dei Martiri * (ORE15)
Friuli – UDINE – Piazza della Libertà
Emilia Romagna – BOLOGNA – Piazza XX Settembre
Toscana – FIRENZE – Piazza Dalmazia
Toscana – LIVORNO – Piazza della Repubblica
Marche – ANCONA – Piazza Roma
Umbria – TERNI – Piazza Tacito
Lazio – ROMA – Piazza San Silvestro
Abruzzo – PESCARA – Largo della Madonnina (Ponte del Mare)
Campania – NAPOLI – Piazza Porta Capuana
Basilicata – POTENZA – Piazza Mario Pagano
Puglia – BARI – Piazza Garibaldi
Calabria – REGGIO CALABRIA – Piazza Italia
Sicilia – PALERMO – Piazza Verdi
Sardegna – SASSARI – Piazza Azuni

FUORI DA UNIONE EUROPEA, EURO E NATO

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LA GRANDE TRUFFA

LA GRANDE TRUFFA

I nostri governanti stanno cercando ci farci credere che il sistema Europa sia cambiato e che i burocrati di Bruxelles siano improvvisamente diventati caritatevoli tanto da regalare all’Italia 172 miliardi di Euro per fronteggiare la crisi finanziaria del “post pandemia”

La realtà dei fatti purtroppo non è questa. La proposta del parlamento europeo per lo stanziamento dei “recovery fund” è ancora in discussione e trova una forte opposizione da paesi come l’Olanda che è da sempre contraria a questo genere di iniziative. Per l’approvazione della proposta infatti ci sarà bisogno del voto unanime di tutta la commissione.
Questa operazione sembra essere uno specchietto per le allodole se andiamo a guardare nello specifico i soldi destinati all’Italia: 82 miliardi in sovvenzioni e 91 miliardi in prestiti da restituire entro il 2058, che indebiterebbero ulteriormente la nazione verso l’Europa e la assoggetterebbero ancora di più ai diktat della BCE.

Dalle parole della Von der Leyen durante la seduta plenaria della commissione europea possiamo capire che, al momento, di sicuro ci saranno i 91 miliardi di prestito che lo stato italiano dovrà restituire facendo ancora più tagli ai servizi pubblici e sanitari per ridurre la spesa e attuando misure di “austerity” ancora più repressive per poter sanare il debito. Per quanto riguarda gli 81 miliardi in sovvenzioni, ancora non è stato proposto nulla di concreto, ma il parere contrario dell’Olanda mette a rischio l’approvazione del provvedimento.

Gli stessi 81 miliardi che vengono spacciati per sovvenzioni, in realtà sono sempre soldi presi a prestito dai mercati, anche emessi a carico del bilancio comunitario. Anche questo infatti alla fine grava sui bilanci nazionali in proporzione al PIL nazionale. Quindi in ultima analisi è sempre debito che si accumula

Di certo si sa che i settori che verranno finanziati non saranno quelli che effettivamente sono stati colpiti dalla crisi, ma settori a forte concentrazione di capitali. Quindi ancora regali alle multinazionali che hanno la forza di investire in quei settori e non per i lavoratori che hanno perso il lavoro.

Il quadro che si prospetta è quello che abbiamo sempre presagito: una continuazione del MES che porterà l’Italia ad essere ancora più schiava dell’ Europa e mentre i nostri parlamentari sia di destra che di sinistra festeggiano, tentando di far credere che il sistema imposto da Bruxelles sia buono e vantaggioso per tutti, chi alla fine pagherà le conseguenze di questi danni saranno solo i lavoratori e le classi popolari, che si ritroveranno all’interno di una costante crisi finanziaria per decenni, con salari sempre più bassi e servizi pubblici sempre peggiori. Il tutto per il bene delle grandi gruppi monopolistici, delle banche e della finanza.

FUORI L’ITALIA DA UNIONE EUROPEA ED EURO
IL 2 GIUGNO IN TUTTA ITALIA SCENDI IN PIAZZA E GRIDALO ALLA TROIKA

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Discorso introduttivo del Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, alla teleconferenza dei partiti della Iniziativa Comunista Europea

Discorso introduttivo del Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, alla teleconferenza dei partiti della Iniziativa Comunista Europea

11/05/2010

Cari compagni,

da parte del Comitato Centrale del KKE vi trasmettiamo auguri di salute e forza nella nostra lotta che prosegue in tutte le condizioni, ed è preziosa per gli interessi della classe operaia e dei popoli.

Il Partito Comunista di Grecia (KKE) ha preso l’iniziativa di tenere una teleconferenza, in mezzo alla pandemia del nuovo coronavirus che minaccia i popoli di tutto il mondo, cosicché anche in condizioni così complesse potremo padroneggiare nuovi modi per scambiare opinioni e coordinare creativamente le attività dei partiti della Iniziativa Comunista Europea.

Bisogna sottolineare che, nonostante la pandemia e le aspirazioni dei governi antipopolari, i Partiti Comunisti e Operai d’Europa sono presenti e con multiformi attività hanno onorato anche quest’anno la giornata internazionale dei Lavoratori, gli innumerevoli eroi della lotta per i diritti operai e la causa della classe operaia.

Ieri, in particolare (sabato 9/5), abbiamo commemorato il 75° anniversario della Vittoria antifascista dei popoli, raggiunta attraverso la dura lotta del popolo sovietico, dell’Armata Rossa, sotto la guida del Partito dei bolscevichi e con l’azione energica dei movimenti partigiani diretti dai partiti comunisti.

Compagni,

il nostro Partito affronta questa situazione senza precedenti per il popolo con un alto senso di responsabilità.

Fin dal primo momento abbiamo adattato il funzionamento e l’azione delle organizzazioni del Partito in conformità con le misure per prevenire e proteggere la salute pubblica, esigendo al contempo l’assunzione immediata di tutte le misure necessarie per proteggere la salute del popolo e i diritti dei lavoratori.

Il contenuto dell’intervento del nostro Partito in queste difficili condizioni è ben illustrato nello slogan: Restiamo forti – Non restiamo in silenzio!

Ci manteniamo forti, proteggiamo noi stessi, la nostra famiglia, i nostri compagni e amici, i nostri colleghi. Non rimaniamo in silenzio di fronte alle carenze del sistema sanitario pubblico. Evidenziamo e reclamiamo tutto ciò che dovrebbe esser fatto per contrastare la pandemia.

Evidenziamo in particolare la necessità di assumere migliaia di operatori sanitari, la requisizione immediata del settore sanitario privato, la protezione dei nostri concittadini che soffrono nei luoghi di lavoro per produrre il necessario per la sopravvivenza del popolo, così come per la protezione dei nostri concittadini che conducono una lotta titanica con spirito di autosacrificio negli ospedali e in tutte le strutture sanitarie per proteggere la nostra salute e la nostra vita.

Restiamo forti, non ammainiamo la bandiera della resistenza , delle rivendicazioni, e della solidarietà nei luoghi di lavoro e nei quartieri, ovviamente tenendo in considerazione le misure di protezione e le condizioni speciali.

Non restiamo in silenzio di fronte all’arbitrarietà dei padroni e la politica governativa, che cerca di scaricare anche questa crisi sulle spalle dei lavoratori.

Cari compagni e compagne

lo stato borghese, il governo e i suoi apparati  hanno lanciato un potente attacco politico, ideologico e di propaganda contro il nostro Partito e il movimento operaio sindacale di classe, contro il PAME, utilizzando come pretesto i grandi eventi del Primo Maggio che hanno avuto luogo in tutto il paese, con il grande concentramento in Piazza Syntagma, fuori dal Parlamento, al quale hanno dato copertura anche molti mezzi di mass media  europei e internazionali.

Ciò che li ha disturbati e preoccupati, facendo scatenare un insidioso attacco anticomunista, è il simbolismo degli eventi:

Sono infastiditi dalla disobbedienza all’ingiustizia e allo sfruttamento. Li preoccupa che la classe operaia, il suo movimento, con i comunisti in prima linea, possano e debbano disubbidire alle misure repressive antioperaie che colpiscono i diritti dei lavoratori, trovino modi di espressione della protesta popolare e dell’organizzazione della lotta, sotto qualsiasi condizione, anche in condizioni di divieto, utilizzando forme diverse e originali.

Li ha infastiditi e preoccupati anche la disciplina dei lavoratori. La loro disciplina nel rispettare tutte le misure di protezione richieste dai comunisti e dai sindacati di massa raggruppati nel PAME. Sono infastidi dal fatto che in questo Primo Maggio emblematico, così come nei precedenti giorni d’azione che sono stati organizzati, come ad esempio il giorno d’azione per la Salute (4 aprile), il giorno d’azione per i lavoratori dei supermercati (15 aprile) e il giorno d’azione in difesa dei diritti dei lavoratori in tutti i luoghi e settori di lavoro (28 aprile),si son distinti eggreggiamente l’organizzazione, lo spirito collettivo, la coscienza individuale volontaria hanno disciplinato la partecipazione e l’azione per il proposito comune, l’attenzione, la preparazione, la qualità e la superiorità del popolo che lotta.

L’elemento della insubordinazione, della disobbedienza, della prosecuzione della lotta sotto qualsiasi circostanza, ci mostra il cammino che tutti i partiti comunisti e operai devono seguire costantemente in funzione del nostro programma e del nostro obiettivo strategico.

L’elemento della disciplina evidenzia il ruolo dirigente che deve e può svolgere solo il partito comunista come guida della classe, l’unico partito che può fare affidamento su dati scientifici per aprire cammini luminosi, che può dirigere la lotta, l’Alleanza Sociale, portare la nostra causa a conclusione, ossia, alla vittoria definitiva dei lavoratori di tutta Europa, contro la dittatura dei monopoli e di dirigere i popoli a una nuova società libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

E’ tutto questo che preoccupa la borghesia, tutto questo è ciò che dobbiamo mettere in evidenza in modo sistematico e con insistenza ai nostri popoli nel prossimo periodo.

Compagne e compagni

E’ nelle nostre mani la possibilità di rompere il silenzio che il governo e il grande padronato vogliono imporre in nome di “superare questa crisi insieme”, prodotto dell’etica borghese ipocrita.

Spetta a noi reclamare misure per sostenere i lavoratori dipendenti e autonomi che sono stati colpiti dalle misure restrittive imposte. Esigere la cancellazione di decine di migliaia di licenziamenti e i cambiamenti negativi che li hanno preceduti. Non legittimeremo che le misure prese in occasione della pandemia diventino permanenti, come quelle relative a una maggiore “flessibilità” del lavoro.

La strategia di comunicazione del governo della ND in Grecia di ridurre tutto a “responsabilità individuale” è insidiosa, proprio perché nasconde la verità al popolo.

Il suo obiettivo è nascondere le enormi carenze del sistema sanitario pubblico, di cui è responsabile la politica dell’UE nel suo insieme, che è stata accettata e adottata da tutti i governi greci, così come la politica di svilimento, mercificazione e tagli che è stata seguita in tutti questi anni da tutti i governi, prima di ND-PASOK, e poi di SYRIZA.

Compagni,

se un mito sta collassando in questi giorni di pandemia di coronavirus è quello che il settore pubblico possa coesistere in armonia con il settore privato e, pertanto, contribuire davvero ad affrontare la situazione. Questo mito è stato distrutto dalla speculazione dei centri privati sui test del virus, accessibile solo a chi poteva pagarlo, privando lo Stato di risorse utili e accrescendo il rischio di diffusione del virus. Questo lo hanno dimostrato, tragicamente, i molti casi e morti in Grecia nelle cliniche e strutture private che non hanno osservato gli standard sanitari  igienici di base.

Questo mito inoltre è screditato dal fatto che lo Stato dipende per quanto concerne la fornitura di prodotti di base e medicine, dalla “guerra” sul mercato mondiale da parte delle grandi compagnie che hanno trovato l’opportunità di far affari lucrativi.

La necessità di un sistema sanitario esclusivamente pubblico e gratuito, attraverso l’abolizione dell’azione imprenditoriale, è stata drammaticamente dimostrata.

Oggi, è indiscutibile che la salute delle persone, la cura, la protezione e la sicurezza sono incompatibili con il profitto capitalista, il capitale avido e il modo di produzione capitalista. Se non si impongono soluzioni basate sulle necessità reali delle persone, le persone soffriranno, vivranno in condizioni miserabili, pagheranno sempre di tasca propria e si arricchiranno i pochi eletti del capitale.

Come lo dimostra l’esperienza quotidiana, i monopoli cercano di aumentare la loro ricchezza sia in condizioni di sviluppo capitalista come in condizioni di crisi dell’economia capitalista.

Ultimamente, i processi e le rivalità a livello europeo e mondiale si sono intensificati su come sostenere più efficacemente l’economia capitalista colpita.

Gli effetti della pandemia del coronavirus hanno certamente agito da catalizzatore per il peggioramento dei gravi problemi che già esistevano nell’economia capitalista.

Il KKE, anche quando i governanti, attuali e precedenti, esultavano per la “crescita”, aveva avvertito che il problema della sovraccumulazione del capitale, in quanto causa principale della crisi, non solo non era superato, ma si è acuito, avvicinando il rischio di una nuova crisi, forse più rapidamente del previsto.

Di fatto, l’economia greca è ancor più esposta a queste perturbazioni, a causa della sua grande dipendenza dal turismo e dal trasporto marittimo, in generale dal trasporto.

Questa bandiera è stata sventolata da tutti i governi precedenti – ND, SYRIZA, PASOK-KINAL, indebolendo al contempo il grande potenziale produttivo del paese, prezioso e necessario soprattutto in condizioni come quelle attuali, semplicemente perché imposto dai profitti del capitale e dagli impegni con l’UE.

È su questo terreno che si sta sviluppando la discussione per un forte intervento statale nell’economia, il cosiddetto “nuovo Piano Marshall”. Questa locuzione infatti viene utilizzata sia dai seguaci degli attuali meccanismi di sostegno del MES (Germania, Paesi Bassi, Austria) come dai fautori degli Eurobond, o simili, dei paesi fortemente indebitati del sud.

Inoltre è utilizzata da tutte le forze borghesi, indipendentemente dal fatto che appaiano come avversarie tra loro (neoliberisti, forze di destra, socialdemocratici di ogni matrice e altri).

Questa convergenza mostra il consenso sulla necessità che gli stati borghesi e le loro alleanze, come la UE, intervengano con una politica fiscale espansiva, per sostenere – non i lavoratori e i popoli, che sono nuovamente le vittime in termini di salute e diritti – ma i gruppi imprenditoriali e la loro reddittività.

Ma, al contempo, rafforzerebbe la posizione del capitale europeo contro i concorrenti: USA, Cina, Russia, ecc., nel quadro dei riallineamenti che avranno luogo nel sistema imperialista internazionale.

Naturalmente, ciò non significa che non vi siano differenze tra di loro, all’interno dell’UE, su chi vincerà e chi perderà, cosa che potrebbe condurre a un nuovo fragile compromesso. In realtà, è vero il contrario.

I paesi con deficit e debiti minori argomentano che i prestiti alle economie dovrebbero essere una questione di ciascun stato separatamente, attraverso gli attuali meccanismi di sostegno. I paesi con deficit più elevati, come Italia e Spagna, che avranno bisogno di grandi pacchetti per sostenere i propri gruppi imprenditoriali, argomentano che questo prestito dovrebbe avvenire sulla base del “debito condiviso”.

Ciò che viene confermato, ancora una volta, è la truffa della “solidarietà europea”. L’UE e l’Eurozona sono, per natura, alleanze di Stati e economie in competizione che, specialmente in tempi di crisi, si “mostrano i denti” l’uno contro l’altro e, soprattutto, contro i popoli. Quindi, coloro che si lamentano nuovamente riguardo la coesione dell’UE e della minaccia alla “casa comune europea”, sanno che questa falsa immagine sta svanendo agli occhi dei popoli.

Inoltre si conferma che il mix di gestione borghese, che si sceglie di volta in volta, non è determinato dalle particolari opinioni politiche di ciascun governo borghese, ma dalle necessità e priorità del capitale in un determinato momento.

Per questa ragione, abbiamo visto forze socialdemocratiche, come SYRIZA in Grecia, attuare politiche restrittive a cui si presumeva si opponessero, così come le forze neoliberiste adesso attuano una politica più espansiva che precedentemente criticavano. Non è una novità. La storia moderna è piena di tali esempi.

In ogni caso, il comune denominatore è che ai lavoratori sarà chiesto di pagare ancora una volta il “costo” dei nuovi pacchetti di salvataggio.

I lavoratori hanno pagato i memorandum e le dure misure antipopolari negli ultimi anni e saranno chiamati a pagare ancora una volta i nuovi prestiti e deficit, insieme alle nuove misure in fase di test in una sorta di tubo sperimentale “sanitario”, con il pretesto della pandemia.

Compagni,

in Grecia, i sindacati di classe, le organizzazioni combattive della classe operaia del settore privato e pubblico, così come le organizzazioni dei lavoratori autonomi della città e della campagna (professionisti, contadini, scienziati), artisti, studenti, alunni, fanno importanti richieste a sostegno dei redditi popolari, dell’abolizione delle centinaia di leggi antipopolari e decisioni del governo riguardanti tutti i settori, che trovano l’appoggio del KKE.

Promuoviamo richieste concrete e elaborate per la soddisfazione delle necessità contemporanee dei lavoratori, dei contadini medi e poveri, dei lavoratori autonomi nella città, degli studenti e dei giovani lavoratori, delle donne dei ceti  operai e popolari, così come per gli immigrati e rifugiati che sono giunti nel nostro paese e sono vittime delle guerre imperialiste e dello sfruttamento capitalista.

Utilizziamo ogni opportunità per organizzare la lotta operaia e popolare e consideriamo che la promozione e rivendicazione nelle condizioni speciali delle restrizioni, con maggiore intensità e con altri modi e forme da domani, è una condizione chiave per preparare il contrattacco popolare, coltivare un clima di prontezza, raggruppamento, di ampia Alleanza Sociale con la classe operaia all’avanguardia.

Il coronavirus sarà curato e la pandemia passerà, come avvenuto in passato; ma il capitalismo è incurabile e continuerà a tormentare l’umanità, con la povertà, la disoccupazione, le guerre, la distruzione dell’ambiente, fino a che i popoli non decideranno di farsi protagonisti dei nuovi sviluppi.

Sempre più persone al mondo si rendono conto e gridano che “il capitalismo è il vero virus”.

Il sistema attuale può esser solamente rovesciato e sostituito da un sistema sociale superiore, il socialismo-comunismo, dove la proprietà sociale dei mezzi di produzione con il potere operaio, la pianificazione centrale scientifica per soddisfare le necessità popolari, il controllo operaio in tutti gli organi amministrativi e la partecipazione in tutti gli organi del potere, dal basso verso l’alto, possono condurre alla prosperità del popolo, alla pace e al progresso dell’umanità.

Dobbiamo rimanere constantemente orientati a questo compito, senza vacillare. La nostra tattica e pratica quotidiana dev’ essere subordinata a questo compito, tenendo sempre in conto le condizioni concrete, i rapporti di forza, ma senza subordinarci a essi alterando il nostro obiettivo strategico.

L’internazionalismo, l’azione e la solidarietà operaia e comunista devono accompagnarci in ogni passo che compiamo, come abbiamo fatto finora, ma con passi più rapidi che raggiungeranno  forse  piccoli avanzamenti, realistici nel presente, ma che prepareranno il grande salto nel futuro, per i popoli dei nostri paesi, per tutta l’Europa, per tutto il mondo.

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L’ALTRA OPPOSIZIONE, QUELLA VERA!

L’ALTRA OPPOSIZIONE, QUELLA VERA!

2 giugno ore 11:00
MOBILITAZIONE IN TUTTA ITALIA

Contro il governo PD – M5S

 

 

 

 

 

L’ALTRA OPPOSIZIONE, QUELLA VERA!

  • Piemonte – Torino
  • Lombardia – Milano
  • Liguria – Savona
  • Veneto – Belluno
  • Friuli – Udine
  • Emilia Romagna – Bologna
  • Toscana – Firenze
  • Toscana – Livorno
  • Marche – Ancona
  • Umbria – Terni
  • Lazio – Roma
  • Abruzzo – Pescara
  • Campania – Napoli
  • Basilicata – Potenza
  • Puglia – Bari
  • Calabria – Reggio Calabria
  • Sicilia – Palermo
  • Sardegna – Sassari

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI, VIVERE MEGLIO.
FUORI DA UNIONE EUROPEA, EURO E NATO

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PARTITO COMUNISTA 3^CONGRESSO NAZIONALE REGOLAMENTO CONGRESSUALE.

PARTITO COMUNISTA 3^CONGRESSO NAZIONALE REGOLAMENTO CONGRESSUALE.

Con la seduta del Comitato Centrale del 2 Febbraio 2020 e la votazione di insediamento della Commissione Politico Organizzativa Congressuale e della Commissione Verifica Poteri si è aperta la fase congressuale che -salvo problemi legati alla pandemia Covid 19 – si concluderà con la sessione finale del Congresso Nazionale che si terrà il 7 e l’8 Novembre 2020, così come deciso dalla prima disposizione votata dalla stessa Commissione.

  • La platea congressuale sarà composta da circa 150 delegati in rappresentanza dei militanti con tessera 2020. I sostenitori e simpatizzanti potranno essere invitati alle istanze territoriali e nazionale.
  • Il Documento Politico Congressuale, la proposta di nuovo Statuto e gli eventuali allegati saranno votati, assieme ai delegati per il Congresso Nazionale, nei Congressi Regionali.
  • In accordo con la Commissione Politico Organizzativa Congressuale sarà possibile organizzare Congressi di più regioni contigue.
  • Il massimo impegno dell’attività congressuale sarà finalizzato alla discussione del documento politico. La definizione degli organismi dirigenti di livello territoriale sarà attivata dopo il Congresso Nazionale di concerto col Segretario Generale e con gli organismi dirigenti eletti nell’assise finale del Congresso Nazionale.
  • I gruppi dirigenti territoriali devono concordare con la Commissione Politico Organizzativa Congressuale indicativamente entro il 31 luglio 2020 le date dei congressi regionali.
  • Qualunque interpretazione e controversia nel percorso congressuale sarà risolta col parere vincolante della Commissione Verifica dei Poteri.

(Regolamento Congressuale approvato con votazione online dalla Commissione Politico Organizzativa Congressuale con 21 voti a favore e 4 non partecipanti al voto -di cui 2 per la terza volta assenti a votazione).

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2 GIUGNO MOBILITAZIONE NAZIONALE

2 GIUGNO MOBILITAZIONE NAZIONALE

È ora di dire BASTA!!!
Licenziamenti, cassa-integrazioni non pagate, chiusure di decine di migliaia di piccoli esercizi commerciali e artigianali, una massa enorme di situazioni di povertà assoluta o comunque di grande difficoltà. Vogliamo rendere protagonisti i lavoratori tutti, salariati od autonomi. Chi produce la ricchezza del Paese deve esser al centro delle decisioni. Serve il cambio del modello di società.
La Repubblica Italiana è fondata sul LAVORO. Vogliamo combattere l’ulteriore aggressione contro i diritti dei lavoratori e le condizioni materiali del nostro popolo.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà a chi si batte per la difesa di diritti popolari.
La politica percorsa dal Governo, totalmente supino ai monopoli capitalistici italiani e stranieri, è quello di far pagare i costi della crisi del sistema capitalistico globalizzato ai lavoratori ed ai ceti popolari.
Il popolo deve rifiutare in modo risoluto ed organizzato di pagare questo conto! Sviluppiamo la resistenza ed il contrattacco popolare.
Serve rompere la gabbia europea.
FUORI da UE, EURO e NATO.

Il Partito Comunista mette tutte le sue forze a disposizione per una prima MOBILITAZIONE NAZIONALE il 2 GIUGNO 2020.

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