Firma per uscire dall’Unione Europea

Un tremendo disagio sociale sarà l’ipotesi certa dopo l’emergenza sanitaria. Le risposte economiche del capitalismo globalizzato e delle sue istituzioni saranno in ogni caso insufficienti. I cosiddetti “aiuti” dell’Unione Europea saranno negativi e comunque incideranno in modo relativo. La crisi economica sarà la cifra del prossimo futuro.
La protesta più dirompente non avrà utilità se non sarà indirizzata sull’obiettivo più giusto: la rottura della gabbia europea e -di conseguenza- dello stesso modello di sistema.
L’ulteriore sfruttamento della classe lavoratrice e lo schiacciamento verso il basso del ceto medio costituiranno una eccezionale miscela per interpretare al meglio questa situazione.
Tracciare la rotta di uscita da UE e Nato diventa il primo passo attraverso cui mobilitare il popolo, comunicando la messa in campo dei passi per arrivare ad un REFERENDUM.
Visto che non è permesso abrogare con referendum diretto ex art. 75 della Costituzione le leggi di ratifica di trattati internazionali, riteniamo che l’unica strada per rompere la gabbia europea e quella del suo gendarme (la NATO) sia quella di costruire rapporti di forza e politici per far crescere e contare la volontà del popolo sovrano, in modo da pretendere un referendum di indirizzo (potrebbe essere una proposta di legge ai sensi dell’art. 71 della Costituzione ma potrebbero essere anche altre soluzioni che scaturiranno dalle mobilitazioni che ci vedranno protagonisti nell’autunno post-Covid 19)
Per fare questo bisogna essere determinati nell’allargare la compattezza del popolo nel raggiungere questo obiettivo. A tal fine predisponiamo una mobilitazione continua con la raccolta delle firme nelle strade e nelle piazze dal mese di settembre e -qui ed ora- con lo strumento di adesione telematica che qui vi offriamo per spezzare il dominio di UE e Nato.

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