🔴 Appello urgente e definitivo: fermate la legge sull’esecuzione dei prigionieri prima che sia troppo tardi
🔴 Gli istituti penitenziari hanno lanciato un appello urgente e rinnovato ai popoli liberi del mondo, chiedendo un’azione immediata per fermare il progetto di legge che prevede l’esecuzione dei prigionieri palestinesi
25 marzo 2026
Mentre il sistema coloniale israeliano continua a perseguitare la presenza palestinese attraverso il crimine di genocidio e le sistematiche operazioni di annientamento in corso da decenni, questo sistema sta portando avanti i suoi sforzi per approvare una legge che consentirebbe l’esecuzione dei prigionieri palestinesi, approfittando della preoccupazione del mondo per la guerra in corso.
In una pericolosa escalation di questa linea, la cosiddetta Commissione per la “Sicurezza Nazionale” della Knesset ha approvato il progetto di legge sull’esecuzione dei prigionieri in lettura finale poco prima della mezzanotte di ieri, aprendo la strada alla sua presentazione alla plenaria della Knesset per la ratifica la prossima settimana.
Alla luce di questo pericoloso sviluppo, le istituzioni che rappresentano i prigionieri rinnovano il loro ultimo appello alla comunità internazionale affinché intervenga con urgenza ed efficacia per fermare questa legge prima che venga approvata. Le organizzazioni hanno affermato di aver inviato, nel corso del tempo, numerose lettere agli organismi internazionali per i diritti umani, in primis le Nazioni Unite, oltre a comunicare con rappresentanti di Stati e missioni diplomatiche, per informarli della rapida e pericolosa escalation degli sviluppi, sia per quanto riguarda il progetto di legge sia per la realtà del genocidio in corso all’interno delle carceri dell’occupazione, trasformate in sistemi integrati di tortura sistematica finalizzati all’uccisione di un numero sempre maggiore di prigionieri palestinesi.
Le organizzazioni hanno sottolineato che la complicità internazionale, l’inazione sistematica e la rinuncia alle responsabilità legali e morali che hanno caratterizzato la posizione della comunità internazionale dopo il genocidio hanno portato a pericolosi cambiamenti, fornendo al regime di occupazione ulteriore copertura per continuare la sua escalation ed espandere la portata dei suoi crimini, compreso il perseguimento dei prigionieri. La legge sulla pena di morte rappresenta il culmine di questo processo genocida in corso.
🔴 Le istituzioni hanno sottolineato diversi aspetti relativi al progetto di legge, in particolare:
Per decenni, il sistema coloniale israeliano ha praticato una politica di esecuzione lenta nei confronti di centinaia di prigionieri all’interno delle sue carceri, attraverso strumenti e metodi sistematici che hanno portato al martirio di decine di persone. Queste politiche hanno subito un’escalation senza precedenti dall’inizio della guerra di sterminio, rendendo la fase attuale la più sanguinosa nella storia del movimento dei prigionieri palestinesi. Il numero di prigionieri martirizzati dall’inizio di questa fase ha superato i cento, di cui 88 sono stati identificati, mentre decine risultano ancora scomparsi con la forza.
Inoltre, la “Legge sull’esecuzione dei prigionieri” non è nuova nella sua struttura. Piuttosto, si inserisce in un sistema giuridico coloniale, di cui l’occupazione ha ereditato parte dall’epoca del Mandato britannico. Tuttavia, la sua applicazione è rimasta storicamente limitata e soggetta a mutevoli considerazioni politiche, nonostante i ripetuti appelli alla sua attivazione in precedenti casi riguardanti attivisti palestinesi.
Con l’ascesa del governo israeliano più estremista nella storia dell’occupazione, le richieste per l’approvazione di questa legge si sono intensificate, guidate dal ministro estremista Itamar Ben-Gvir e sostenute dai partiti di destra, insieme a un ampio spettro di membri della Knesset. La stabilità della coalizione di governo è stata addirittura legata all’approvazione di questa legge, che ha ricevuto il sostegno diretto di Benjamin Netanyahu, diventando uno degli slogan centrali del governo estremista.
🔴 In conclusione, le organizzazioni hanno ribadito una serie di richieste che hanno ripetutamente avanzato:
- Attivare il principio della giurisdizione universale per perseguire i responsabili di torture, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi contro i prigionieri.
- Sospendere ogni forma di cooperazione diplomatica, militare ed economica con l’occupazione fino a quando non si conformerà pienamente al diritto internazionale.
- Considerare la Knesset e i tribunali israeliani come istituzioni razziste e adoperarsi per isolarli a livello internazionale, incluso il rifiuto della loro adesione a parlamenti e unioni internazionali.
- Garantire l’immediato e incondizionato rilascio di tutti i prigionieri politici palestinesi, attraverso:
- La fine della politica di detenzione amministrativa
- Lo smantellamento del sistema dei tribunali militari
- L’avvio di indagini indipendenti e trasparenti su tutti i casi di tortura e morte nelle carceri
- La piena cooperazione con la Corte penale internazionale, supportandone le indagini ed eseguendo i mandati di arresto nei confronti dei responsabili di crimini internazionali
- Consentire al Comitato Internazionale della Croce Rossa di visitare i prigionieri e monitorare le loro condizioni di detenzione senza restrizioni.
#StopTheExecutionOfPrisoners
