STELLANTIS (EX FIAT) TORNA A CHIEDERE SOLDI ALLO STATO Nonostante Stellantis…


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STELLANTIS (EX FIAT) TORNA A CHIEDERE SOLDI ALLO STATO

Nonostante Stellantis erede della Fiat, dopo fusioni che diedero vita prima a FCA e poi a Stellantis, abbiano la sede aziendale nei Paesi Bassi e legale in Gran Bretagna da ormai 10 anni, trovano ancora il modo di chiedere aiuti pubblici dallo Stato italiano,e lo fanno con un metodo che suona esplicitamente come un ricatto. «L’Italia dovrebbe fare di più per proteggere i suoi posti di lavoro nel settore automobilistico anziché attaccare Stellantis (…) se non si danno sussidi per l’acquisto di veicoli elettrici, si mettono a rischio gli impianti in Italia», ha affermato l’ad di Stellantis, Carlos Tavares.

Con queste parole l’ormai ex Fiat continua a ricattare Lo Stato italiano, minacciando di licenziare e chiudere i pochi impianti ancora presenti nel nostro Paese, una vera e propria vergogna con cui i manager dell’azienda cercando di arricchirsi ancora di più sulle spalle dei lavoratori utilizzati come pedine da sacrificare se non saranno esaudite le loro richieste.

Tutto questo avviene nonostante gli affari di Stellantis stiano andando a gonfie vele, i primi 6 mesi del 2023 abbiano fruttato all’azienda una cifra vicina agli 11 miliardi di euro. Nonostante ciò, l’ad Tavares – che ha fatto queste queste dichiarazioni a Bloomberg, poco prima di prendere parte a un vertice presso il Ministero delle Imprese insieme a sindacati, regioni e altre aziende della filiera –, non si è fatto remore nell’indicare esplicitamente gli stabilimenti della Penisola che sarebbero in pericolo: quello storico di Mirafiori, all’interno del quale si produce la 500 elettrica, e quello di Pomigliano, dove viene prodotta la Panda.

Stellantis non è più da tempo italiana e non paga le tasse in Italia, nonostante questo continua a ricattare il nostro Stato minacciando di licenziare sempre più lavoratori giocando con la loro vita.
Vergona!

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ANCHE L’OCCIDENTE SI ACCORGE DEI CRIMINI DELL’OCCUPANTE SIONISTA Anche l’occidente si…


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ANCHE L’OCCIDENTE SI ACCORGE DEI CRIMINI DELL’OCCUPANTE SIONISTA

Anche l’occidente si sta piano piano rendendo conto di ciò che l’occupante sionista sta facendo nella striscia di Gaza. Dopo mesi in cui tutti i media occidentali hanno nascosto il vergognoso genocidio che si sta perpetuando, finalmente la verità sta venendo fuori anche per chi si informa solamente da giornali e TV a cui la NATO e gli USA dettano direttamente la linea.

Sono oltre ottocento i diplomatici e funzionari statunitensi ed europei che stanno cercando di svelare la verità al mondo occidentale sottoscrivendo un documento in cui accusano l’occupante sionista di gravi violazioni del diritto internazionale nell’ambito della risposta militare all’attacco ricevuto il 7 ottobre chiedendo ai propri governi di condannare questo atteggiamento con una reazione più decisa.
I funzionari e diplomatici scrivono inoltre in un testo visionato dalla BBC che “c’è il rischio che i nostri governi si rendano complici di una delle più gravi catastrofi umanitarie del secolo: fino a scenari di pulizia etnica e genocidio”.

La narrazione imposta da NATO e USA inizia a sgretolarsi come si è sgretolata quella riguardante la guerra in Ucraina, dimostrando ai popoli che la realtà è ben lontana da quella che ci hanno voluto far credere per mesi.

Fuori dalla NATO!
Fuori dall’UE!

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IL GOVERNO SEMPRE IN CERCA DI NUOVI NEMICI PROSPETTANDOCI UNA NUOVA…


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IL GOVERNO SEMPRE IN CERCA DI NUOVI NEMICI
PROSPETTANDOCI UNA NUOVA GUERRA

Il governo è sempre in cerca di nuovi nemici pur di continuare a sostenere l’occupante sionista nel genocidio che sta perpetuando.

Dopo aver avallato la sovvenzione di 50 miliardi di Euro da donare al dittatore Zelenskij, il Ministro Crosetto si prona nuovamente alla NATO individuando negli Houti il nuovo nemico dell’occidente solo perchè tentano di impedire alle navi commerciali di rifornire di aiuti l’occupante sionista.
“Gli interventi della coalizione angloamericana contro gli Houthi hanno portato al dimezzamento delle loro azioni, ma il gruppo yemenita è il più organizzato dell’entourage iraniano, molto più di Hezbollah. Hanno capacità propria di produzione di armi, hanno resistito per anni agli attacchi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi, valgono dieci volte Hamas“. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione alle commissioni Difesa di Camera e Senato. “Il Mar Rosso non è ancora un teatro di guerra, non nel senso classico, ma ne sta assumendo sempre di più le sembianze. La stabilità e sicurezza del Mar Rosso è per noi una condizione fondamentale, dato che affidiamo al trasporto marittimo gran parte della nostra ricchezza e nostra prosperità”.

Così il ministro continua a paventare e a prepararci a una nuova guerra chiedendo ulteriori sacrifici al nostro popolo già piegato dalla crisi dovuta alle sanzioni alla Russia e alla guerra in Ucraina prospettando una nuova violazione dell’articolo 11 della nostra Costituzione, il tutto per continuare a fare da servo fedele a USA e NATO.

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ALTRI SOLDI A ZELENSKIJ RUBATI AI CITTADINI Continuano le sovvenzioni a…


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ALTRI SOLDI A ZELENSKIJ RUBATI AI CITTADINI

Continuano le sovvenzioni a Zelenskij, l’UE non smette di mandare denaro e armi e impone a tutti gli Stati che ne fanno parte di contribuire. Si tratta di un pacchetto di 50 miliardi di Euro di aiuti per continuare a supportare il dittatore ucraino sotto il volere diretto di NATO e USA.

“Tutti i 27 leader hanno concordato un ulteriore importo di 50 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina nell’ambito del bilancio pluriennale dell’UE. Questo fornirà all’Ucraina finanziamenti sostenibili, a lungo termine e prevedibili. L’UE mantiene la sua leadership e la sua responsabilità nel sostenere l’Ucraina”si legge nella dichiarazione.
Secondo i mass media, i partecipanti al vertice hanno deciso di discutere annualmente lo stanziamento di fondi a Kiev e, se necessario, lasciando passare il messaggio che per l’UE la guerra deve continuare ad oltranza e che le sovvenzioni potrebbero continuare ad aumentare.

Il nostro Paese come sempre è in prima linea, in accordo con tutto quello che gli viene imposto da UE, USA e NATO, contribuendo massicciamente a questo finanziamento e togliendo denaro che potrebbe essere impiegato nel welfare, sanità pubblica ed educazione.

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COMUNICATO DELL’UFFICIO POLITICO

COMUNICATO DELL’UFFICIO POLITICO


Nei giorni di sabato 27 e domenica 28 gennaio si è svolto a Roma il Congresso di Democrazia Sovrana e Popolare, che ha visto una partecipazione di circa duemila persone.
Hanno assistito al congresso le rappresentanze delle ambasciate di: Repubblica Popolare Cinese, Repubblica di Cuba, Repubblica Democratica Popolare di Corea, Repubblica Bolivariana del Venezuela, Repubblica della Federazione Russa. Tutte accolte da fragorosi applausi.
È stato distribuito il Programma politico e sono stati eletti il Presidente, Francesco Toscano, e il Coordinatore Nazionale, Marco Rizzo.
Diversi membri del nostro partito sono stati coinvolti in prima persona nell’organizzazione. Il Segretario Generale è stato presente sabato in prima fila.
La configurazione che ha preso DSP non è più quella di sommatoria di varie sigle, ma di un movimento in cui gli aderenti partecipano a titolo individuale. Ciò rende l’azione del nostro partito ancora più favorevole in quanto non si deve “mediare”, né a livello centrale né periferico, con sigle o gruppi, ma consente ai nostri militanti di svolgere la propria attività in modo più fluido, facendosi valere in tutti i luoghi dove interverranno per le proprie capacità politiche e organizzative.
Ciò naturalmente ha comportato la necessità di autorizzare i nostri militanti a prendere la tessera di DSP in aggiunta a quella del partito. Come ha deliberato l’ultima sessione del Comitato Centrale del 21 gennaio, tale adesione aggiuntiva è autorizzata per il 2024 e non necessita di alcuna modifica statutaria. Come per altre organizzazioni, quali sindacati e movimenti di massa, statutariamente per aderire basta il deliberato del CC.
Seppure il lavoro di massa svolto in DSP è stato riconosciuto dal nostro partito come estremamente utile per allargare la nostra capacità di far giungere le nostre idee a una platea la più vasta possibile, l’adesione a DSP non è obbligatoria per quei compagni che, in accordo con le organizzazioni del partito periferiche, decideranno di dedicarsi esclusivamente alla vita interna del Partito. Il cosiddetto “doppio lavoro” interno ed esterno è sempre stato una caratteristica dei partiti comunisti non sclerotizzati, che hanno coniugato l’attività di formazione interna col lavoro di massa nei sindacati e nelle altre organizzazioni, ovunque fosse possibile e più favorevole estendere l’azione politica.
Com’è stato ricordato nella celebrazione del 21 gennaio del centenario della morte di Lenin, il nostro Maestro ci insegna che:
«Chi si aspetta una rivoluzione sociale “pura” non vivrà mai abbastanza per vederla. Una persona del genere aderisce formalmente alla rivoluzione senza capire cosa sia la rivoluzione.
La rivoluzione socialista in Europa non può essere altro che lo scoppio della lotta di massa da parte di tutti gli elementi oppressi e scontenti. Inevitabilmente vi parteciperanno settori della piccola borghesia e degli operai arretrati – senza tale partecipazione la lotta di massa è impossibile, senza di essa non è possibile alcuna rivoluzione – e altrettanto inevitabilmente porteranno nel movimento i loro pregiudizi, le loro fantasie reazionarie, le loro debolezze hanno fatto scivolare gli errori. Ma oggettivamente attaccheranno il capitale, e l’avanguardia cosciente della rivoluzione, il proletariato avanzato, esprimendo questa verità oggettiva di una lotta di massa variegata e discordante, eterogenea ed esteriormente frammentata, sarà in grado di unirla e dirigerla, di conquistare il potere, sequestrare le banche, espropriare i trust che tutti odiano (anche se per ragioni difficili!), e introdurre altre misure dittatoriali che nel loro insieme equivarranno al rovesciamento della borghesia e alla vittoria del socialismo, che però non porterà in alcun modo “purgarsi” immediatamente dalle scorie piccolo-borghesi.
Saremmo dei pessimi rivoluzionari se, nella grande guerra di liberazione del proletariato per il socialismo, non sapessimo utilizzare ogni movimento popolare contro ogni disastro provocato dall’imperialismo per intensificare ed estendere la crisi.» (Lenin, La discussione sull’autodeterminazione in sintesi, luglio 1916)

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GLI STATI UNITI IN ITALIA FANNO QUELLO CHE VOGLIONO Da dopo…


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GLI STATI UNITI IN ITALIA FANNO QUELLO CHE VOGLIONO

Da dopo la seconda guerra mondiale, Gli USA hanno fatto quello che volevano in Italia, dal truccare le prime elezioni politiche del 1948, agli accordi con la mafia, all’occupazione militare di interi territori con il posizionamento di bombe atomiche, fino ad arrivare alle stragi.

Il 3 Febbraio del 1998 un aereo da addestramento statunitense tranciava la portante della funivia del Cermis. Morirono 20 persone quel giorno. I responsabili non hanno MAI pagato.
Nessuna giustizia qui come in tutti gli altri Paesi attaccati dagli USA. Vittime dell’arroganza e dell’imperialismo.

NOI NON DIMENTICHIAMO, ARRIVERÀ IL GIORNO CHE PAGHERETE TUTTO

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LA PROTESTA DEI TRATTORI INVESTE TUTTA L’EUROPA La protesta dei trattori…


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LA PROTESTA DEI TRATTORI INVESTE TUTTA L’EUROPA

La protesta dei trattori partita dalla Germania non accenna a fermarsi, anzi si sta espandendo in tutta Europa tra cui Francia, Italia e adesso anche Bruxelles con la mobilitazione che prende di mira le politiche agricole volute dall’UE che stanno mettendo in ginocchio tutti i lavoratori del settore impoverendoli sempre di più.

La protesta dopo aver bloccato quasi interamente la Germania, Francia e Italia con migliaia di trattori che hanno occupato le strade dei Paesi adesso sbarca persino a Bruxelles per far sentire la loro voce al vertice UE con la polizia schierata in assetto antisommossa che ha formato una linea di protezione davanti al quartier generale UE.

La voce degli agricoltori ha spaventato la Commissione Europea che è capace solo di imporre diktat e non rispondere delle conseguenze che ha proposto di consentire agli agricoltori dell’UE di avvalersi di deroghe per l’anno 2024 alle norme di politica agricola comune che li obbligano a mantenere determinate aree non produttive.

La sospensione momentanea non può essere considerata una soluzione, è necessario che le proteste contro questa UE che da sempre mette in ginocchio i popoli continuino.

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“STALINGRADO GRIDÒ VITTORIA!” Il 2 febbraio 1943 l’Armata Rossa respingeva i…


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“STALINGRADO GRIDÒ VITTORIA!”

Il 2 febbraio 1943 l’Armata Rossa respingeva i nazisti a #Stalingrado in quella che fu la più grande e decisiva battaglia della seconda guerra mondiale.

La controffensiva dei sovietici sancì la definitiva sconfitta della Germania nazista.
Il sangue versato dall’armata rossa e dal fiero popolo sovietico per le strade di Stalingrado, portò successivamente alla conquista di Berlino nel cuore del Terzo Reich.

L’Europa intera deve molto di più all’Unione Sovietica di quanto qualche revisionista vorrebbe far credere.
I comunisti non dimenticano.

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UE PADRONA: ANCORA LIMITI ALLA SOVRANITA’ DEI GOVERNI L’Unione Europea non fa…


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UE PADRONA:
ANCORA LIMITI ALLA SOVRANITA’ DEI GOVERNI

L’Unione Europea non fa neanche più finta di spacciarsi per democrazia, dopo il tentativo di estromettere l’Ungheria attraverso una petizione, adesso ci riprova minacciando di colpirle l’economia solo perchè il governo Orban si è rifiutato di continuare ad inviare aiuti al dittatore ucraino Zelenskij ponendo il veto.

Un file visualizzato dal Financial Times dimostra che è in atto un piano confidenziale di Bruxelles per chiudere tutti i finanziamenti dell’UE a Budapest al fine di innescare una corsa alla valuta ungherese e provocare un crollo della fiducia degli investitori causando così una forte crisi economica all’interno del Paese.
Questo è un procedimento che si ripete ciclicamente come in Italia nel 2011 quando deposero arbitrariamente il governo Berlusconi imponendo Monti e, in parte, anche nel 2018, tutto ciò conferma come il voto popolare e i valori democratici dentro l’Unione Europea siano inviolabili solo fino a che sono in accordo con la loro volontà e non con quella del popolo.

Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto l’UE sia padrona dei governi eletti dal popolo, basta che uno dei governi esprima una posizione diversa da quella imposta da Bruxelles perchè scatti immediatamente un sistema di ritorsioni in stile squadrista.
Se non ti allinei vieni fatto fuori, questa è la democrazia in UE.

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