Comunicato del Comitato Centrale 17-18 2026

Comunicato del Comitato Centrale 17-18 2026

COMUNICATO DEL COMITATO CENTRALE

 

Sabato 17 e domenica 18 nella nuova sede nazionale di via degli Elci a Roma, in un clima di grande e fraterna unità, si è tenuta la seduta del Comitato Centrale.

In essa, dopo l’introduzione del SG Alberto Lombardo, sono stati estensivamente discussi temi di politica nazionale e internazionale molto importanti.

È stata condannata la politica imperialista e guerrafondaia dell’imperialismo statunitense.

È stata rinnovata la solidarietà internazionalista col popolo venezuelano e di sostegno al governo bolivariano, rinnovando l’esecrazione del codardo atto scellerato che ha portato al sequestro del Presidente Maduro e della Prima Dama e Prima Combattente Cilia Flores.

Sono stati condannati i gravissimi atti di ingerenza e sovversione che l’intelligence statunitense e sionista hanno messo in atto a danno del popolo iraniano, creando una situazione che ha arrecato morti e ingenti danni materiali al popolo e alla sicurezza del Paese. La grave crisi economica, causata dalle illegali sanzioni che l’occidente ha provocato negli anni, aveva dato luogo all’inizio a legittime proteste che avevano ricevuto la giusta considerazione da parte della autorità. Ad esse si sono sovrapposti atti terroristici fomentati e finanziati dall’imperialismo americano e sionista, che hanno dato modo alla servile propaganda di regime, anche nel nostro paese, di attaccare la Repubblica Islamica. La sintonia tra le fonti di “informazione” padronale non ci stupisce, così come non ci stupisce neanche l’atteggiamento filo imperialista e filo sionista che certi partiti della pretesa “opposizione” hanno inscenato. Denunciamo altresì con forza l’atteggiamento di tutti coloro che si sono accodati a questa canea. Il Partito Comunista si troverà sempre dall’altra parte della barricata.

Ancora una volta esprimiamo la massima solidarietà alle sofferenze del popolo palestinese e alla legittima resistenza all’occupante sionista. Abbiamo salutato con soddisfazione le manifestazioni che anche nel nostro Paese hanno denunciato il genocidio criminale che il sionismo attua ancor oggi non solo a Gaza ma anche in Cisgiordania. Purtroppo siamo stato facili profeti nel prevedere che l’impulso si sarebbe attenuato nonostante l’indignazione popolare resti altissima. Confidiamo che la vigliacca farsa con la quale i complici del sionismo nel nostro Paese avrebbero voluto “rifarsi una verginità” non passerà. Continueremo a denunciare i falsi amici del popolo palestinese e a strappare loro la vergognosa maschera sotto la quale tentano di occultare il loro appoggio all’imperialismo, tentando di attribuire le colpe a questa o a quella direzione governativa e non agli interessi monopolistici internazionali che non mutano al mutare dei governi, così come non mutano le loro strategie ma solo questa o quella tattica.

Venendo alle questioni nazionali.

È stata espressa una valutazione completamente negativa dell’accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur. È stato sottolineato che esso sarà a favore del grande capitale monopolistico che domina le economie sia europee che sudamericane. Per l’Italia saranno protette le “eccellenze”, ma le piccole aziende agricole riceveranno forse qualche compensazione nel transitorio, frutto di mere anticipazioni del bilancio europeo. Il travagliato accordo ha visto il Belgio astenuto mentre Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria hanno votato contro. Il Governo italiano in un primo tempo aveva mercanteggiato, ma dopo ha ceduto agli interessi dei grandi industriali del manifatturiero e dell’agroalimentare. Si teme l’arrivo massiccio di carne bovina, pollame, zucchero, cereali, riso e ortofrutta a basso costo, e la concorrenza sleale. L’UE applica norme vincolanti sul benessere animale, come l’alimentazione, le cure veterinarie e le condizioni minime di spazio. Nei Paesi del Mercosur, invece, gli standard sono spesso molto più bassi e negli allevamenti intensivi rimangono diffuse pratiche crudeli. Stesso discorso vale per fitofarmaci, antibiotici e ormoni, molti pesticidi proibiti nella Ue sono invece impiegati in Sudamerica. Nell’ottobre 2024 un audit ufficiale della Commissione europea sul sistema di controlli brasiliano ha concluso che non è possibile garantire con certezza che la carne bovina esportata verso la Ue non sia stata trattata con ormoni vietati. La cosiddetta “trasparenza” che dovrebbe consentire ai consumatori di scegliere consapevolmente se acquistare o meno un prodotto di provenienza sudamericana è fittizia, perché quando l’alimento viene poi lavorato, sull’etichetta ci sarà scritto «Prodotto in Italia». Anche gli sbandierati controlli doganali sono una farsa. Gran parte dei prodotti in arrivo dal Sudamerica sbarcano al porto di Rotterdam, dove oggi i controlli sono sotto il 3% e l’aumento previsto li porterebbe al 4%.

Un altro punto che è stato al lungo approfondito riguarda il referendum sulla giustizia, in seguito all’approvazione parlamentare. La posizione di principio espressa ha riguardato la condanna di ogni manomissione della Costituzione. L’abbiamo condannata quando è stata attuata dalla cosiddetta sinistra a proposito del Titolo V, quando è stata attuata da tutto l’arco parlamentare con l’introduzione del vincolo di bilancio, la condanniamo oggi. Nel merito, si è rilevato che i punti della legge sottoposti al referendum non toccano minimamente i veri problemi che affliggono la giustizia italiana e che interessano milioni di cittadini che giornalmente si scontrano con essi: ritardi, soprusi, costi, consorterie inestirpabili che non coinvolgono certo solo le due funzioni della magistratura ma investono tutto il sistema giudiziario, in particolare nel diritto del lavoro. Nel merito addirittura è stato rilevato che l’innalzamento dei limiti della carcerazione preventiva va proprio in direzione contraria alla propaganda securitaria del Governo, che invece continua ad allargare le scappatoie a cui fa ricorso chi “può”. Questo referendum inoltre fa passare in secondo piano due attacchi violentissimi che il Governo ha scatenato contro i cittadini. Il primo riguarda la nuova normativa securitaria, anche questa fatta passare sull’onda dell’indignazione per atti che hanno coinvolto minori, ma che investiranno il diritto a manifestare dei lavoratori. E il secondo la gravissima manomissione del funzionamento della Corte dei Conti, che spesso ha messo i bastoni tra le ruote alle consorterie politico-affaristiche, come da ultimo la vicenda del Ponte di Messina.

La domenica mattina la seduta del CC ha anche affrontato il tema dell’impegno che il Partito deve sviluppare sempre di più per radicarsi tra la classe operaia e tra i lavoratori, di studiare e conoscere le situazioni in cui si esplica la lotta di classe nel nostro Paese e il sostegno all’attività sindacale che genuinamente si batte quotidianamente contro il consociativismo palese o occulto delle principali centrali italiane.

A questo proposito viene confermata la convocazione della Conferenza di Organizzazione da tenersi non prima di settembre, in modo tale da dare in modo a tutto il Partito di sviluppare nei territori un ampio dibattito per la sua preparazione.

Nel pomeriggio si è avuta la inaugurazione pubblica ufficiale della nuova Sede Nazionale e la presentazione della tessera del Partito (militante e sostenitore) per il 2026. La tessera è dedicata al centenario della nascita del Comandante Fidel Castro e reca la riproduzione di una tela che è stata donata all’Ambasciata di Roma, una copia della quale è stata portata personalmente all’Habana dal SG in occasione della sua ultima visita in quel Paese. Sul fonte della tessera si riporta una profonda riflessione del Comandante Fidel sul marxismo-leninismo e i doveri di ogni militante che tocca ognuno di noi e ci richiama alle nostre responsabilità quotidiane.

Ci ha onorato la presenza fraterna di una delegazione di alto livello dell’Ambasciata cubana a Roma.

La manifestazione, aperta dal Vicesegretario Matteo Di Cocco, ha visto la presenza di militanti e simpatizzanti oltre ogni limite fisico di ingresso ed è stata preceduta dalla commossa lettura degli eroi che hanno difeso la persona del Presidente Maduro e della sua sposa e prima Combattente, a prezzo della propria vita ma anche – come si viene a sapere ora – infliggendo pesanti perdite agli aggressori.

Oltre alla presenza di alto livello dell’Ambasciata, abbiamo avuto l’intervento dello scrittore e saggista Giambattista Cadoppi, che ha presentato il suo saggio pubblicato da Anteo Edizioni: “Una rivoluzione può essere figlia solo della cultura e delle idee”, dedicato all’analisi del discorso che Fidel tenne nel 1999 a Caracas, di fronte ai giovani venezuelani, nell’Aula Magna dell’Università Centrale del Venezuela, al fianco di Chávez. È intervenuto con un appassionato discorso Luciano Iacovini, presidente dell’associazione “La villetta per Cuba”, che ha richiamato i comunisti e i sinceri democratici all’unità nell’azione.

La manifestazione si è conclusa con l’intervento del Segretario Generale, Alberto Lombardo, che, dopo aver ringraziato tutti gli intervenuti, ha ripreso i temi della giornata. In particolare ha richiamato il ruolo dell’ideologia marxista-leninista come fondamento dei partiti comunisti negli esempi storici dove il socialismo ha trionfato, ma anche profondamente attuale nei paesi dove il socialismo si sviluppa guidato da Partiti Comunisti. Inoltre ha ricordato la frase di Pietro Secchia in cui il grande comunista e organizzatore si chiedeva: “Unità sì, ma con chi e per che cosa?” Frase che dà forma a tutta l’attività ideologica e politica del nostro Partito che lo distingue per coerenza e intransigenza.

La manifestazione si è conclusa in un clima di grande entusiasmo.

 

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