Udine – 18enne ucciso in alternanza scuola lavoro

Udine – 18enne ucciso in alternanza scuola lavoro

18 anni.
Ecco quanti ne aveva Lorenzo, ucciso da una trave in una ditta di costruzioni meccaniche: era al suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro.
L’alternanza scuola-lavoro è una pratica che puntualmente il nostro partito e la nostra giovanile hanno condannato.
Nella forma, nelle modalità, nello svolgimento, nel fine.
Si mettono i nostri figli nelle mani di aziende, ditte e multinazionali senza puntare realmente ad una formazione professionale efficiente capace di plasmare la mente e l’approccio verso il mondo del lavoro, ma il tutto si tramuta in una gara alla manodopera a basso costo.
Ragazzi e ragazzini che vengono di fatto fatti lavorare gratis, utilizzati per sostituire manodopera salariata costituendo un risparmio per le aziende e uno schiaffo in faccia a migliaia di giovani volenterosi che pensano che l’alternanza scuola lavoro, sia davvero l’occasione di approcciarsi al mondo del lavoro in maniera seria e formante.
Lorenzo non è l’unico.
Ce ne sono stati altri.
Altri ce ne saranno.
È questo il lascito di una società improntata sul risparmiare il più possibile sulla pelle degli altri, per guadagnare il più possibile con la propria.
È un mondo, che i nostri giovani non si meritano. È un mondo che i nostri figli non si meritano. È un sistema che noi insieme ai nostri figli DOBBIAMO ABBATTERE ed estirpare come una malattia.
Ci stringiamo al dolore della famiglia, dei compagni e degli amici di Lorenzo.
Ci stringiamo al dolore che morde il cuore di 4 generazioni diverse.

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Lavoro: Povero in Italia 1 lavoratore su 4

Lavoro: Povero in Italia 1 lavoratore su 4

Il Ministero del Lavoro è costretto ad ammetterlo: é il peggior boom di “contrattini” degli ultimi decenni.
In Italia (attualmente quarta in Europa per “lavoro povero”) questo ricatto occupazionale, riguarda 1 lavoratore su 4.
Dai trasporti alla logistica, dalla manifattura al tessile, dalla metalmeccanica alla ristorazione cresce esponenzialmente la curva di contratti a prestazione, a chiamata e di collaborazione.
L’Europa in più di 20 anni, ha rovinato una delle potenze produttive e di esportazione più all’avanguardia nel mondo.
L’Italia è stritolata dalla gabbia europea, che con i propri diktat impone la supremazia del mercato a scapito di tutti i cittadini delle fasce medio basse.
Dall’operaio al piccolo commerciante.
L’Italia è in vendita, e Draghi ne è il liquidatore!
-Fuori dall’EURO.
-Abolizione del Jobs Act.
-Reintroduzione dell’Art 18.
-Assorbimento di tutti i lavoratori precari della PA, a cominciare dal settore sanitario e scolastico.
-Piani straordinari per la piena occupazione, con 32 ore settimanali ad incremento salariale.
-Introduzione del salario minimo per mansione e categoria professionale.
-Diminuzione di orario per i lavori usuranti
-incremento degli ispettori e dei controlli a campione sui luoghi di lavoro, non preavvisati.

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Esplodono gli aumenti! Ma Stipendi e pensioni NO!

Esplodono gli aumenti! Ma Stipendi e pensioni NO!

Ancora altri rincari per le famiglie italiane che già sono martoriate a causa degli aumenti delle bollette di acqua luce e gas e a causa della mancanza di lavoro dovuta alle scelte contro i lavoratori del governo durante questa crisi pandemica ed economica.
Il prossimo salasso che gli italiani dovranno subire è l’aumento dell’inflazione che porterà nel 2022 ad un incremento della spesa annua per una famiglia di 1200€/1600€ (STIME AL RIBASSO) solamente per la spesa quotidiana.
Un aumento notevole rispetto al 2021 che graverà fortemente sulle tasche delle famiglie che già a stento riuscivano ad arrivare a fine mese.
Per far fronte agli aumenti, il 77% degli italiani è pronto ad una drastica riduzione dei consumi. Secondo l’Ufficio Studi Coop, tra promozioni, ricerca di punti vendita e canali più convenienti e abbattimento degli sprechi, molti italiani affronteranno il carovita tagliando sulla qualità e sulla quantità dei prodotti.
Gli italiani diventano sempre più poveri e sempre con maggiore difficoltà riescono ad arrivare a fine mese, la colpa è da attribuire a questo governo e a quelli che lo hanno preceduto negli ultimi 30 anni che si sono sempre disinteressati all’aumento degli stipendi in base al costo della vita. Infatti l’Italia è l’unico paese in Europa dove, dal 1990 ad oggi, gli stipendi invece di aumentare sono diminuiti del 3%.

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Italia sempre più precaria

Italia sempre più precaria

l’Italia diventa sempre più precaria nel mondo del lavoro. Nonostante il governo cerchi di far passare l’idea che si vada incontro a una ripresa sia economica che del lavoro, la realtà è ben diversa da quello che ci vogliono far credere.
I media di regime, come “Il Sole 24 Ore” e il “Corriere della Sera” sbandierano come un trionfo del governo i dati Istat sulle assunzioni del 2021. Secondo i dati, sarebbero stati recuperati ben 700.000 posti di lavoro.
Quello che i giornali si dimenticano di dire però è che di questi posti di lavoro il 90,6% sono contratti a termine, quindi precari, il dato dei contratti precari infatti è salito a più di 3 milioni, pari al 17,11% del totale dei lavoratori dipendenti. Ad aumentare insieme ai precari sono anche i lavoratori autonomi (anche finte partite Iva) che durante questa pandemia hanno subito maggiormente la crisi.
La fantomatica ripresa economica e l’aumento dei posti di lavoro non è quindi come giornali e governo millantano. Il governo si è reso protagonista solamente di un ulteriore aumento del precariato e che nel nostro Paese sta aumentando ogni anno eliminando posti di lavoro stabili e condannando tutti ad una vita precaria e insicura.

La precarietà influisce anche sui diritti dei lavoratori, costretti a sottostare al volere dei padroni con la paura costante del licenziamento o del non rinnovo del contratto di lavoro oltre a non poter programmarsi una vita.

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EX ILVA: Incendio presso la portineria D

Proprio 2 giorni fa, dicevamo che non esistono stanziamenti o presunte bonifiche che tengano, finché il siderurgico #ILVA rimarrà in funzione.
Ieri, un enorme incendio é dilagato nei pressi della portineria D. a fronte della combustione di un nastro trasportatore PCA.
Una quotidianità, vissuta tra carbone e diossina. C’è ancora chi ha il coraggio di chiamarli incidenti?
O addirittura “transizione ecologica”?

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PIÙ DI MILLE MORTI ALL’ANNO: È UNA GUERRA

PIÙ DI MILLE MORTI ALL’ANNO: È UNA GUERRA

Più di 1000 morti da inizio anno.
15000 in 10 anni.
Queste sono le cifre di una guerra.
Una guerra che chi sta “sopra” non ha mai smesso di fare verso chi sta “sotto”.
Quando gli apparati di Governo vi faranno gli auguri di Natale dalle loro pompose e sicure poltrone…ricordiamoci di chi ogni giorno rischia la vita producendo realmente la ricchezza per questo Paese al costo della propria vita.
Ricordiamoci chi questo Natale, è stato costretto a fare a meno dei propri cari, UCCISI da un sistema del profitto privato che sputa sui nostri diritti e sulla nostra sicurezza.
Non esistono “incidenti” sul lavoro.
Queste sono le vittime di una scelta di sistema. Una scelta criminale.
Il Partito Comunista esprime la propria vicinanza a tutti i familiari delle vittime.

SOLO QUANDO I LAVORATORI SARANNO LA CLASSE DIRIGENTE DI QUESTO PAESE NON CI SARANNO PIÙ TUTTI QUESTI LUTTI

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Lavorare meno, lavorare tutti

Ci troviamo di fronte ad un bivio, un bivio che ci mostra due strade. Una, fatta di un mondo in cui il lavoro è un diritto per tutti, dove si lavorano poche ore ciascuno e tanto basta per la pacifica e sicura esistenza umana, dove la logica del profitto non porta ai disastri ecologici o alla schiavitù travestita da emigrazione semplicemente perché quel profitto è collettivizzato, redistribuito, speso da e per la comunità.
E poi c’è l’altra strada, fatta di povertà, sanità ed istruzione privata, senzatetto, e tanti “Renatino” costretti quasi a sentirsi fortunati della loro condizione perché “almeno te lavori”.
Stiamo andando verso la seconda, invertiamo la marcia.

Milita nel Partito Comunista!

 

 

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DRAGHI E TUTTO IL GOVERNO SONO CONTRO LO SCIOPERO E CONTRO I LAVORATORI

DRAGHI E TUTTO IL GOVERNO SONO CONTRO LO SCIOPERO E CONTRO I LAVORATORI

NOI SIAMO CONTRO DRAGHI AL FIANCO DEI LAVORATORI.

Draghi: “Sciopero incomprensibile”
Letta, PD: “Non me l’aspettavo”
Orlando, PD: “Sorpreso dalla decisione di CGIL e UIL”
Salvini, Lega: “È inspiegabile e irresponsabile”
Tajani, Forza Italia: “un errore, soprattutto un danno per la ripresa economica
Rosato, Italia Viva “Non si capisce come si possa proclamare ora uno sciopero generale”.
Landini, CGIL: “Non è uno sciopero contro Draghi”
Tutti sono contro i lavoratori, la CGIL ha dovuto, sotto spinta che veniva dai lavoratori chiamare uno sciopero generale, tardivo, con poco impegno, tante sono le voci di lavoratori di aziende sindacalizzate dove non è stata minimamente accennato della partecipazione allo sciopero.
Uno sciopero monco senza interi settori come scuola e sanità e altri ancora.
Uno sciopero fatto proprio perché andava fatto e controvoglia, proprio per questo la nostra presenza in piazza è fondamentale, per essere vicini alla rabbia dei lavoratori, per sostenerli, per alzare l’asticella del conflitto.
Perché questo non è un semplice sciopero contro la rimodulazione dell’IRPEF. Ma uno sciopero contro DRAGHI e contro tutto il suo governo (PD, Lega, M5S, Forza Italia e LEU)

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CONTRO DRAGHI. VIVA LO SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI

CONTRO DRAGHI. VIVA LO SCIOPERO GENERALE DEI LAVORATORI

E’ stato proclamato lo sciopero generale di 8 ore per il prossimo 16 dicembre, con manifestazione nazionale a Roma e con il contemporaneo svolgimento di analoghe iniziative interregionali in altre 4 città d’Italia (Milano, Bari, Palermo e Cagliari).

MEGLIO TARDI CHE MAI

CGIL e UIL hanno deciso, dopo una lunga è colpevole attesa di scendere in piazza e protestare contro le nuove manovre varate dal governo Draghi, che vanno a colpire tutti i cittadini, i lavoratori e i pensionati peggiorando la loro situazione sociale ed economica.

Troppo tardi, troppo poco, rivendicazioni minime, ma il posto dei comunisti è accanto ai lavoratori a prescindere dalle dirigenze dei sindacati concertativi.
Quindi saremo presenti, con le nostre parole d’ordine in queste piazze al fianco di chi vive del proprio lavoro, in una situazione di accentuata normalizzazione col protrarsi dello stato di emergenza di altri tre mesi.
E per dare più forza ai lavoratori per renderli protagonisti. Per fargli capire che se vogliono possono conquistare TUTTO.
Questo governo è attento solamente ai bisogni delle multinazionali, dei grandi industriali, di Confindustria, delle banche e della finanza.
Sempre pronto, inoltre, a soddisfare ogni diktat che arriva dall’Unione Europea, dalla Banca Centrale Europea e dalla NATO.
Noi sappiamo da che parte stare, la parte opposta a quella per cui opera Draghi. Sempre dalla parte dei lavoratori e contro il governo dei banchieri.
Per un sindacato conflittuale, di classe e non concertativo.

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LICENZIATI COL MEGAFONO!

LICENZIATI COL MEGAFONO!

Quando la realtà supera la fantasia
Se fino ad ora avete creduto alle balle raccontate ad arte dai media sulla ripresa del nostro Paese, siete semplicemente vittime di una narrazione falsa e orchestrata.
Non esiste la ripresa dell’Italia. Esiste un rimblazo sistemico dopo un periodo di chiusure.
Se i padroni licenziano tranquillamente via Skype, mail o con il megafono come è successo per lo stabilimento Caterpillar di Jesi che due giorni fa ha annunciato di lasciare a casa 270 lavoratori, è perché si sentono sicuri di non avere conseguenze.
Tutelati da un governo che ha il solo scopo di fare l’interesse dei grandi gruppi capitalistici e delle multinazionali ed impoverire il popolo, facendo sembrare il tutto un’allegra commedia.
Esprimiamo la nostra totale vicinanza ai lavoratori.

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PERCHÉ ASPETTARE, QUANDO PUOI INCULCARGLI LO SFRUTTAMENTO GIÀ DA PICCOLI

PERCHÉ ASPETTARE, QUANDO PUOI INCULCARGLI LO SFRUTTAMENTO GIÀ DA PICCOLI

Altro che nascondersi dietro la “formazione professionale”.
Neanche impegnandosi, chiunque non abbia come unico scopo il profitto provato, riuscirebbe a proporre una cosa del genere.
Questa proposta fa rima con “educhiamoli già da piccoli ad essere sfruttati”, inculcano già da subito nei giovanissimi studenti l’idea di normalizzazione dello sfruttamento salariato, destrutturando la funzione corretta che dovrebbe avere il percorso scolastico delle scuole medie.

Senza troppi giri di parole:
Coloro che promuovono questa schifezza, sono gli stessi che se non fosse per le conquiste del secolo scorso, vorrebbero bambini già in produzione a quell’età.
Non è certo questa l’Italia per la quale i nostri nonni hanno lavorato, combattuto e sono morti.

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