DRAGHI PROPONE L’ECONOMIA DI GUERRA PER L’UNIONE EUROPEA Togliere tutta la …


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DRAGHI PROPONE L’ECONOMIA DI GUERRA PER L’UNIONE EUROPEA

Togliere tutta la burocrazia per integrare la produzione, la vendita e gli appalti nell’industria delle armi europee: questo è uno dei punti cardine del famoso “Piano Draghi” presentato dal nostro ex premier (mai votato dai cittadini e mai voluto) per l’Unione Europea. Queste proposte servono per preparare il nostro continente a un’eventuale Terza Guerra Mondiale, andando a fare muro contro muro con le nazioni a oriente, come Cina e Russia, e trasformando l’Europa in uno strumento sempre più nelle mani degli Stati Uniti. Proprio come accaduto con Kiev contro Mosca, gli europei continueranno a essere usati come strumento, nonché scudo, per gli obiettivi militari ed economici americani.

L’UNICO MODO PER SALVAGUARDARE L’ITALIA È USCIRE SUBITO DALLA UE!

#PianoDraghi #UnioneEuropea #EconomiaDiGuerra #Cina #Russia #StatiUniti #Armi #IndustriaMilitare #TerzaGuerraMondiale #Kiev #Mosca #Geopolitica #Italia #UscireDallaUE

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NUOVO ANNO SCOLASTICO, VECCHI CROLLI Con l’inizio del nuovo anno scolastico …


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NUOVO ANNO SCOLASTICO, VECCHI CROLLI

Con l’inizio del nuovo anno scolastico ormai alle porte, ci ritroviamo a fare i conti con una tragica realtà che si ripresenta ciclicamente: vecchi edifici scolastici fatiscenti e pericolosi. Ancora una volta, la sicurezza nelle scuole italiane è messa a dura prova, come dimostra il crollo di un solaio nella palestra di una scuola a Pergusa, in provincia di Enna, che ha ferito quattro operai, uno dei quali in modo grave. La scuola, evacuata in tempo, avrebbe dovuto accogliere gli studenti il giorno successivo. Ma quanto siamo davvero pronti a garantire un ambiente sicuro per i nostri ragazzi e per il personale che quotidianamente vive queste strutture?

Questo incidente, purtroppo, non è un caso isolato. Rappresenta l’ennesimo episodio che riflette una grave e preoccupante problematica che affligge l’Italia: l’abbandono e il deterioramento dell’edilizia scolastica. Non è accettabile che, all’inizio di un nuovo anno scolastico, ci si ritrovi ancora a parlare di crolli, evacuazioni e feriti. Non si tratta solo di episodi di cronaca, ma di segnali inequivocabili di una crisi che riguarda la sicurezza dei nostri edifici pubblici, in particolare le scuole.

Le strutture scolastiche italiane sono spesso datate, costruite decenni fa e mai sottoposte a interventi di manutenzione adeguati. Le ristrutturazioni, quando ci sono, sono spesso parziali, superficiali o addirittura tardive. Gli investimenti nell’edilizia scolastica continuano a essere insufficienti, e mentre si discute di programmi, riforme e innovazioni didattiche, si dimentica che il primo diritto di chi va a scuola è quello di frequentare un luogo sicuro.

I crolli come quello di Pergusa, oltre a essere gravi dal punto di vista fisico e morale, rappresentano anche un fallimento collettivo. La sicurezza delle scuole non può essere un argomento secondario, una semplice voce di spesa nei bilanci statali. È una questione prioritaria, perché senza scuole sicure non può esserci un’istruzione di qualità. Quando le strutture crollano, crolla anche la fiducia nelle istituzioni, nel sistema scolastico e, in ultima analisi, nel futuro dei giovani.

Il nuovo anno scolastico sta per iniziare, ma sembra che il peso dei vecchi crolli continui a gravare sulla nostra società. Il crollo di una parte di un edificio non è solo un evento fisico, ma simbolico: è il segno tangibile di quanto sia fragile l’impegno verso le nuove generazioni. Gli studenti, gli insegnanti e tutto il personale scolastico meritano di lavorare e studiare in ambienti sicuri e dignitosi. Eppure, si continua a vivere nell’incertezza, nell’attesa del prossimo incidente.

È tempo di agire. L’Italia non può più permettersi di rimandare gli interventi necessari. Le scuole devono essere ristrutturate, messe in sicurezza e adeguate alle esigenze di una società moderna. Non possiamo attendere che un altro crollo porti via vite o lasci feriti per capire che la sicurezza deve essere una priorità assoluta. Ogni crollo che avviene è una tragedia che avrebbe potuto essere evitata, e ogni ritardo nell’intervenire è una colpevole negligenza verso il futuro del Paese.

L’inizio di un nuovo anno scolastico dovrebbe essere motivo di speranza e rinnovamento, ma finché il problema dell’edilizia scolastica non sarà affrontato con serietà, ci troveremo sempre a parlare di vecchi crolli. La sicurezza dei nostri ragazzi e del personale scolastico non può più essere messa in secondo piano. È tempo che le parole si trasformino in fatti concreti, affinché il prossimo anno non si apra con gli stessi tragici titoli di cronaca.

#SicurezzaScuole #EdiliziaScolastica #Crolli #Italia #Istruzione #Manutenzione #NuovoAnnoScolastico #Pergusa #Enna #ScuoleSicure #CrisiEdilizia #Giovani #Futuro

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11 SETTEMBRE 1973. RICORDANDO ALLENDE. 51 anni fa, il presidente socialista del …


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11 SETTEMBRE 1973.
RICORDANDO ALLENDE.

51 anni fa, il presidente socialista del Cile, democraticamente eletto, fu UCCISO dalla CIA e dal generale Pinochet.

A dimostrazione che la democrazia borghese esiste solo se vincono loro. Se non vincono, allora la borghesia rinnega le sue stesse regole formali, passando a metodi violenti e terroristici come nel Cile di Pinochet, oppure inventandosi scuse per intervenire, gridando ai brogli elettorali o finanziando fantomatiche rivoluzioni colorate.

Solo l’unità tra popolo e forze armate rivoluzionarie può battere la reazione e vincere l’imperialismo.

#Allende #Cile #Pinochet #11Settembre1973 #Socialismo #CIA #Imperialismo #DemocraziaBorghese #Revolucion #RivoluzioniColorate #ImperialismoUSA #Resistenza #UnitàPopolare #Storia #GiustiziaSociale

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L’OCCIDENTE HA PERSO LA BUSSOLA – Discorso del Segretario Generale …


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L’OCCIDENTE HA PERSO LA BUSSOLA – Discorso del Segretario Generale Alberto Lombardo al 14° Forum mondiale sul Socialismo

Condividiamo con voi il testo dell’intervento tenuto dal nostro Segretario Generale Alberto Lombardo al 14° Forum mondiale sul Socialismo di Pechino.
L’intervento completo in italiano è consultabile nei link presenti nei commenti e su La Riscossa.

Il sistema economico occidentale è attanagliato da una crisi irreversibile. Anche i settori produttivi europei più avanzati e tecnologici non sfuggono alla crisi. Un esempio su tutti è la politica di transizione energetica, promossa dall’Unione Europea. Ma politica di transizione viene intrapresa con poche e errate idee strategiche di programmazione.
L’esperienza della vicenda dei pannelli solari avrebbe dovuto far suonare il campanello d’allarme. Allora ci si imbarcò in una produzione senza avere una solida filiera produttiva. Invece la produzione cinese rapidamente è riuscita a sbaragliare la concorrenza, grazie a economie di scala, innovazione tecnologica, prodotti differenziati per gamma di prestazione e costo. La Cina domina il settore della produzione di pannelli fotovoltaici in ogni anello della catena di approvvigionamento. Un risultato ottenuto con un investimento complessivo di oltre 50 miliardi solo in nuova capacità. Una spesa più di dieci volte a quella degli Stati membri dell’Unione Europea.

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9 Settembre 1976 muore MAO TSE-TUNG il “Grande timoniere”. Presidente …


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9 Settembre 1976 muore MAO TSE-TUNG il “Grande timoniere”.

Presidente del Partito Comunista Cinese nonché fondatore e Presidente della Repubblica Popolare Cinese. Nel solco del marxismo-leninismo ha realizzato una Rivoluzione che ancora oggi produce risultati straordinari.
I suoi insegnamenti restano sempre attuali:

“… NOI COMUNISTI SIAMO COME I SEMI E IL POPOLO È COME LA TERRA. OVUNQUE ANDIAMO, DOBBIAMO UNIRCI AL POPOLO, METTERE RADICI E FIORIRE IN MEZZO AL POPOLO”.

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Cominciano gli incontri di alto livello in Cina del Segretario …


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Cominciano gli incontri di alto livello in Cina del Segretario Generale Alberto Lombardo

Appena arrivato ha incontrato il Prof. Cheng Enfu, già Presidente dell’accademia di marxismo, presidente dell’Associazione mondiale di politica economica, eminente teorico del marxismo cinese.
Sono stati discussi temi di interesse bilaterale e delineate prospettive di collaborazione internazionale che prevedono lo sviluppo e la creazione di nuove associazioni marxiste a livello mondiale.

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Nel contesto della ” Festa do Avante! ” il nostro …


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Nel contesto della ” Festa do Avante! ” il nostro Partito ha avuto modo di svolgere un lungo incontro bilaterale con il compagno Pedro Guerreiro, responsabile esteri del Partito Comunista Portoghese.

La condivisione delle rispettive esperienze nazionali ed internazionali rafforza sempre di più il rapporto con il PCP: un vero esempio da seguire per tutti i partiti comunisti europei.

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BUGIE, MENZOGNE E STATISTICHE – 1a parte Il Sole 24 …


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BUGIE, MENZOGNE E STATISTICHE – 1a parte

Il Sole 24 Ore: «Lavoro, occupati record a 24 milioni».
Il Corriere della Sera:« Disoccupazione in calo al 6,5%. Mai così bassa dal 2008»
Il Fatto Quotidiano: «NUMERI RECORD AUMENTO SOPRATUTTO TRA OVER 50. DISOCCUPAZIONE AI MINIMI. Effetto pensioni sui dati del lavoro»
«Dall’Istat arrivano dati molto buoni» ha detto l’economista Pietro Reichlin (università Luiss, figlio di Alfredo Reichlin, ex deputato di PCI e PDS, e di Luciana Castellina, fratello di Lucrezia)
Questi i titoloni.
“Che bello!” penserà il nostro precario in part time involontario, o la cassiera del supermercato, o il manovale sul tetto ad agosto. “Allora sono solo io il povero disgraziato. L’Italia va alla grande!”
Solo che lo sfortunato lavoratore non avrà avuto il tempo di leggere tutto l’articolo, ma forse avrà avuto modo solo di scorrere i titoloni, passando dall’ultima edicola aperta rimasta. Ci pensiamo noi a leggere il resto.
Il Sole: «A livello complessivo il tasso di disoccupazione è sceso al 6,5%, il valore più basso da marzo 2008 (6,4%).», ossia ancora non abbiamo recuperato neanche non dico la pandemia, ma la crisi del 2008.
«È invece un campanello d’allarme la crescita (importante) dell’inattività femminile, +63mila unità sul mese, +50mila sull’anno.»
«… l’Istat ha evidenziato un calo dello 0,5% tra gli occupati 25-34enni e un parallelo aumento degli inattivi di 1 punto percentuale, che in numeri assoluti significa 64mila giovani in più che non lavorano e non lo cercano»
Ma come mai? Che succede?
«Considerando che anche nell’ultimo anno il governo ha adottato una stretta ulteriore su tutte le misure di flessibilità in uscita, questo sta trattenendo più lavoratori anziani al loro posto di lavoro e questo giocoforza aumenta lo stock di occupati. Infatti, rispetto a un anno fa, gli occupati over 50 sono cresciuti di 304 mila; … e segna invece un calo di 6 mila unità per gli under 25.» (Il Fatto)
Ossia aumentano i lavoratori che non possono andare in pensione e conseguentemente i giovani non hanno la possibilità di accedere al lavoro. Hurrà!

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Condividiamo da SGC – Sindacato Generale di Classe

SCIPPO DEL TFR: CI RIPROVANO

Ridurre il deficit con un drastico taglio della spesa pubblica, a partire dalle pensioni e dai salari dei lavoratori: questo è l’ordine impartito dalle élites globaliste e dall’Europa: il governo Meloni esegue, esattamente come quelli precedenti. Non si risparmia invece sulle spese militari che, come NATO comanda, devono aumentare fino al 2% del PIL : anche su questo il
Governo obbedisce.
In questo panorama non poteva mancare l’ennesimo assalto al TFR dei lavoratori:
destinazione Fondi Pensione integrativi.
Il Ministro del Lavoro annuncia l’intenzione di stabilire un periodo di 6 mesi per trasferire il TFR ai Fondi rinnovando il sistema truffaldino del silenzio/assenso, sperando nell’ingenuità o distrazione dei lavoratori: se entro tale periodo il lavoratore non si pronuncia formalmente, il TFR transita automaticamente nel Fondo Pensione di categoria, senza poi avere il diritto di ripensarci: non si può più tornare indietro.
Il vice-ministro del lavoro Durigon, propone addirittura la destinazione obbligatoria ai Fondi Pensione del 25% del TFR, senza alcun parere del lavoratore.
I Fondi Pensione non decollano perché la maggioranza dei lavoratori ha capito dove sta la fregatura e hanno scelto di tenersi ben stretto il loro TFR. E’ noto infatti che il TFR viene rivalutato annualmente dell’1,5% fisso, nonché del 75% dell’inflazione (aumento dei prezzi al consumo, il costo della vita) registrata nel corso di ciascun anno. Questa rivalutazione costituisce il “rendimento” del TFR, particolarmente conveniente nei periodi di alta inflazione: nel 2022 si è registrata una rivalutazione del TFR del 10 % contro perdite medie tra il 10 e 11% della previdenza integrativa, in balia delle variazioni borsistiche.
Ma allora chi – e perché – torna a voler mettere le mani su queste risorse, che sono soldi dei lavoratori accantonati per affrontare più serenamente la vecchiaia ? Banche, Gestori dei Fondi Pensione, Assicurazioni e CGIL CISL UIL, sindacati complici del Sistema che co-gestiscono i Fondi Pensione Integrativi.
Ancora una volta invitiamo i lavoratori a non cadere nel tranello del silenzio-assenso, a respingere anche il tentativo di imporre la cessione di una quota del 25% del TFR ai Fondi Pensione e lottare per il ripristino di una previdenza pubblica che garantisca pensioni adeguate.
NON REGALIAMO I NOSTRI SOLDI ALLA SPECULAZIONE E AGLI AFFARISTI !
L’attacco non si fermerà a questo: le élites globaliste chiedono ancora più austerità per le classi popolari, quindi riduzioni dei salari, delle pensioni, delle prestazioni sanitarie
pubbliche, dei diritti. La guerra alla Russia, voluta fortemente dai paesi NATO, sta scatenando effetti economici devastanti soprattutto sui Paesi europei, con aumenti vertiginosi delle spese energetiche sostenute dalle famiglie.
E’ il momento di dire basta, di partecipare attivamente per contrastare queste politiche che ancora una volta dichiarano guerra ai lavoratori lasciando inalterati i privilegi e la ricchezza di una esigua minoranza.

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