BASTA CON LE ARMI PER LE GUERRE PI’ SOLDI IN SANITA’ E ISTRUZIONE SABATO 15 APRILE: CECINA(LI) La sezione “Sante Danesin” Rosignano e bassa val di Cecina organizza, assieme ad altre sigle e associazioni locali, una manifestazione contro le folli spese militari che sottraggono fondi a settori vitali come istruzione e sanità. Vi aspettiamo sabato 15 Aprile dalle ore 16:30 in piazza Guerrazzi a Cecina. La situazione più critica del nostro territorio riguarda l’ospedale di Cecina che da anni viene depotenziato, mancanza di personale e liste di attesa lunghissime. L’evento è aperto a tutti i cittadini, partiti e organizzazioni che si riconoscono in queste idee e vogliono scendere in piazza per chiedere una vera pace.


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BASTA CON LE ARMI PER LE GUERRE
PI’ SOLDI IN SANITA’ E ISTRUZIONE

SABATO 15 APRILE: CECINA(LI)
La sezione “Sante Danesin” Rosignano e bassa val di Cecina organizza, assieme ad altre sigle e associazioni locali, una manifestazione contro le folli spese militari che sottraggono fondi a settori vitali come istruzione e sanità.
Vi aspettiamo sabato 15 Aprile dalle ore 16:30 in piazza Guerrazzi a Cecina.
La situazione più critica del nostro territorio riguarda l’ospedale di Cecina che da anni viene depotenziato, mancanza di personale e liste di attesa lunghissime.
L’evento è aperto a tutti i cittadini, partiti e organizzazioni che si riconoscono in queste idee e vogliono scendere in piazza per chiedere una vera pace.

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LA CORTINA FUMOGENA DEI TAGLI Lo sfondo essenziale del DEF presentato dal Governo Meloni riguarda l’inflazione programmata. L’Ipca, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato che per esempio serve come parametro per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, stimato al 2,1% per quest’anno e all’1,8% per i due anni successivi, nelle tabelle del consiglio dei ministri va per il 2023 al 5,9% e al 2,8% l’anno prossimo e al 2,1% nel 2025. L’inflazione generale viaggia solo pochi decimali più in basso. La politica monetaria restrittiva decisa dalla Bce porterà a una spesa per interessi fino a quota 100 miliardi all’anno (la spesa per interessi cumula fra 2023 e 2025 66,9 miliardi in più di quanto previsto 12 mesi fa, e sfonda i 100 miliardi annui nel 2026). Nonostante questo salasso, provocato dal criminale aumento dei tassi e di fondo dalla gabbia monetaria costituita dall’euro, arriva la conferma del ritorno dell’avanzo primario, cioè dei risparmi “forzati” nel saldo calcolato al netto delle spese per interessi, nel tentativo non molto riuscito nel passato di contenere il rapporto fra debito e PIL. L’avanzo primario torna a partire dal 2024, (circa sei miliardi, lo 0,3% del Pil), poi destinato ad aumentare negli anni successivi, in modo netto sia nel 2024 (1,2% del Pil, circa 26 miliardi di euro) sia nel 2025 (2%, quasi 45 miliardi). La cortina fumogena alzata dal governo però consiste nell’introdurre «un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull’anno in corso», come annunciato il ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’intervento «sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie» e allo stesso tempo «contribuirà alla moderazione della crescita salariale». Quindi, le richieste degli aumenti salariali vengono spenti grazie alle tasse che pagano tutti i contribuenti e non erodendo i profitti delle grandi aziende. Bravo Robin Hood! Quanto alle pensioni, le promesse elettorali si vanno a fare friggere. Il capogruppo delle Lega alla Camere Riccardo Molinari: «Con pochi miliardi quota 41 non si fa, questo è chiaro».


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LA CORTINA FUMOGENA DEI TAGLI

Lo sfondo essenziale del DEF presentato dal Governo Meloni riguarda l’inflazione programmata.
L’Ipca, l’indice dei prezzi al consumo armonizzato che per esempio serve come parametro per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, stimato al 2,1% per quest’anno e all’1,8% per i due anni successivi, nelle tabelle del consiglio dei ministri va per il 2023 al 5,9% e al 2,8% l’anno prossimo e al 2,1% nel 2025. L’inflazione generale viaggia solo pochi decimali più in basso.
La politica monetaria restrittiva decisa dalla Bce porterà a una spesa per interessi fino a quota 100 miliardi all’anno (la spesa per interessi cumula fra 2023 e 2025 66,9 miliardi in più di quanto previsto 12 mesi fa, e sfonda i 100 miliardi annui nel 2026). Nonostante questo salasso, provocato dal criminale aumento dei tassi e di fondo dalla gabbia monetaria costituita dall’euro, arriva la conferma del ritorno dell’avanzo primario, cioè dei risparmi “forzati” nel saldo calcolato al netto delle spese per interessi, nel tentativo non molto riuscito nel passato di contenere il rapporto fra debito e PIL. L’avanzo primario torna a partire dal 2024, (circa sei miliardi, lo 0,3% del Pil), poi destinato ad aumentare negli anni successivi, in modo netto sia nel 2024 (1,2% del Pil, circa 26 miliardi di euro) sia nel 2025 (2%, quasi 45 miliardi).
La cortina fumogena alzata dal governo però consiste nell’introdurre «un taglio dei contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi di oltre 3 miliardi a valere sull’anno in corso», come annunciato il ministero dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’intervento «sosterrà il potere d’acquisto delle famiglie» e allo stesso tempo «contribuirà alla moderazione della crescita salariale».
Quindi, le richieste degli aumenti salariali vengono spenti grazie alle tasse che pagano tutti i contribuenti e non erodendo i profitti delle grandi aziende. Bravo Robin Hood!
Quanto alle pensioni, le promesse elettorali si vanno a fare friggere. Il capogruppo delle Lega alla Camere Riccardo Molinari: «Con pochi miliardi quota 41 non si fa, questo è chiaro».

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JURIJ GAGARIN FIGLIO DELL’OTTOBRE ROSSO Il 12 Aprile del 1961 Jurij Gagarin diventa il primo uomo ad andare nel Cosmo. Grazie al Vostok-1, il vettore sviluppato e creato in Unione Sovietica, l’uomo che era nato 26 anni prima nei confini estremi della Russia, figlio di un falegname e di una contadina, rimarrà in orbita per 108 minuti. Quel giorno rimane ancora oggi un punto di svolta per l’intera umanità, che ha aperto le porte ad una nuova era della Scienza e della Tecnologia. Da quel giorno grazie all’Unione Sovietica, nata solamente 44 anni prima, la storia del mondo non è stata più la stessa. Con il socialismo, il Popolo, oltre alla maestria nella gestione dei piani quinquennali, ricostruì il Paese modernizzandolo a tal punto da condurlo verso uno dei trionfi della scienza in terra sovietica: portare l’uomo a “toccare le stelle”. Il primo uomo ad uscire dall’atmosfera del pianeta Terra era un figlio del popolo, era un sovietico, Jurij Gagarin figlio della Rivoluzione. GLORIA A JURIJ GAGARIN E ALLE CONQUISTE DEI LAVORATORI AL POTERE!


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JURIJ GAGARIN FIGLIO DELL’OTTOBRE ROSSO

Il 12 Aprile del 1961 Jurij Gagarin diventa il primo uomo ad andare nel Cosmo.

Grazie al Vostok-1, il vettore sviluppato e creato in Unione Sovietica, l’uomo che era nato 26 anni prima nei confini estremi della Russia, figlio di un falegname e di una contadina, rimarrà in orbita per 108 minuti.

Quel giorno rimane ancora oggi un punto di svolta per l’intera umanità, che ha aperto le porte ad una nuova era della Scienza e della Tecnologia. Da quel giorno grazie all’Unione Sovietica, nata solamente 44 anni prima, la storia del mondo non è stata più la stessa.

Con il socialismo, il Popolo, oltre alla maestria nella gestione dei piani quinquennali, ricostruì il Paese modernizzandolo a tal punto da condurlo verso uno dei trionfi della scienza in terra sovietica: portare l’uomo a “toccare le stelle”. Il primo uomo ad uscire dall’atmosfera del pianeta Terra era un figlio del popolo, era un sovietico, Jurij Gagarin figlio della Rivoluzione.

GLORIA A JURIJ GAGARIN E ALLE CONQUISTE DEI LAVORATORI AL POTERE!

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LA PEDOFILIA SI CONDANNA E BASTA Il Dalai Lama è un personaggio osannato da tutto l’occidente e sempre mostrato come leader saggio e di bontà infinita. Adesso però i media occidentali dovranno anche cercare di difendere gli atti di pedofilia compiuti nei confronti di un bambino che dopo averlo baciato sulle labbra gli chiede: Succhiami la lingua. Quello che però non viene mai detto è che il Dalai Lama è a capo di un sistema di governo feudale e oppressivo in cui è presente lo schiavismo. Con la liberazione del Tibet da parte della Cina tutto ciò è cambiato, il popolo è libero dalla servitù della gleba. Per il Dalai Lama non è cambiata la visione e il suo intento di riportare la regione cinese ad essere uno stato medioevale. Questo dovrebbe essere il simbolo della pace, della saggezza e della moralità che in occidente hanno tentato per anni di farci passare per tale, la verità è venuta fuori e ha dimostrato, finalmente, che oltre ad essere uno schiavista è anche pedofilo.


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LA PEDOFILIA SI CONDANNA E BASTA

Il Dalai Lama è un personaggio osannato da tutto l’occidente e sempre mostrato come leader saggio e di bontà infinita.
Adesso però i media occidentali dovranno anche cercare di difendere gli atti di pedofilia compiuti nei confronti di un bambino che dopo averlo baciato sulle labbra gli chiede: Succhiami la lingua.

Quello che però non viene mai detto è che il Dalai Lama è a capo di un sistema di governo feudale e oppressivo in cui è presente lo schiavismo. Con la liberazione del Tibet da parte della Cina tutto ciò è cambiato, il popolo è libero dalla servitù della gleba. Per il Dalai Lama non è cambiata la visione e il suo intento di riportare la regione cinese ad essere uno stato medioevale.
Questo dovrebbe essere il simbolo della pace, della saggezza e della moralità che in occidente hanno tentato per anni di farci passare per tale, la verità è venuta fuori e ha dimostrato, finalmente, che oltre ad essere uno schiavista è anche pedofilo.

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CGIL VERGOGNA La trasformazione della CGIL da principale sindacato italiano a mero suddito del governo e della propaganda impostaci da USA e NATO continua. Così quello che doveva essere il principale difensore dei lavoratori si è piano piano mutato in un’organizzazione che tutto fa tranne difendere i diritti dei lavoratori. Tutto ci si poteva aspettare dalla CGIL tranne che andasse in Ucraina a farsi un selfie davanti alla Casa dei Sindacati di Odessa, luogo in cui il 2 maggio 2014 i neo-nazisti sostenitori del golpe di Kiev (finanziate dalla NATO, dagli USA e dell’Unione Europea) dettero fuoco alla struttura provocando la morte di almeno 42 persone tra sindacalisti e antifascisti. La CGIL si fa un selfie con le bandiere simbolo di quella strage invocando una finta pace e ribadendo così il loro pieno supporto al regime di Zelenskij. Nessun processo è stato mai intentato dal governo ucraino per quell’eccidio, anzi buona parte dei responsabili furono premiati e promossi a ruoli istituzionali e cariche governative.


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CGIL VERGOGNA

La trasformazione della CGIL da principale sindacato italiano a mero suddito del governo e della propaganda impostaci da USA e NATO continua.
Così quello che doveva essere il principale difensore dei lavoratori si è piano piano mutato in un’organizzazione che tutto fa tranne difendere i diritti dei lavoratori.

Tutto ci si poteva aspettare dalla CGIL tranne che andasse in Ucraina a farsi un selfie davanti alla Casa dei Sindacati di Odessa, luogo in cui il 2 maggio 2014 i neo-nazisti sostenitori del golpe di Kiev (finanziate dalla NATO, dagli USA e dell’Unione Europea) dettero fuoco alla struttura provocando la morte di almeno 42 persone tra sindacalisti e antifascisti.

La CGIL si fa un selfie con le bandiere simbolo di quella strage invocando una finta pace e ribadendo così il loro pieno supporto al regime di Zelenskij.
Nessun processo è stato mai intentato dal governo ucraino per quell’eccidio, anzi buona parte dei responsabili furono premiati e promossi a ruoli istituzionali e cariche governative.

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3,96 EURO L’ORA E’ SCHIAVISMO NON LAVORO ORA BASTA! Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera dignitosa, questo è quello che recita l’articolo 36 della nostra Costituzione. Un’addetta al servizio di portierato lavorava 12 mesi l’anno per una società di vigilanza, ma nonostante l’applicazione del contratto nazionale di settore, percepiva uno stipendio inferiore al reddito di cittadinanza, intorno ai 640 netti. Secondo il giudice del lavoro di Milano, la paga oraria effettiva della signora, 3,96 euro all’ora, la faceva vivere addirittura sotto la soglia di povertà, stimata dall’Istat a 840 euro.E’ così una sentenza storica quella stabilita da un giudice del lavoro del Tribunale di Milano, il quale ha dato ragione a una lavoratrice che denunciava una paga oraria da fame. La donna padovana ha così vinto la causa intentata contro l’azienda Civis . Questo tipo di contratti sono stati sottoscritti da tutti i sindacati confederati CGIL CIS e UIL che vanno contro gli interessi dei lavoratori puntando al ribasso invece che andare al rialzo. Fintanto che i nostri sindacati faranno solamente gli interessi dei grandi industriali e delle multinazionali, in Italia nessuno potrà avere una retribuzione giusta che sia adeguata al costo della vita e non si verificheranno mai scioperi importanti per i diritti dei lavoratori come sta avvenendo adesso in Francia.


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3,96 EURO L’ORA E’ SCHIAVISMO NON LAVORO
ORA BASTA!

Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera dignitosa, questo è quello che recita l’articolo 36 della nostra Costituzione.

Un’addetta al servizio di portierato lavorava 12 mesi l’anno per una società di vigilanza, ma nonostante l’applicazione del contratto nazionale di settore, percepiva uno stipendio inferiore al reddito di cittadinanza, intorno ai 640 netti.
Secondo il giudice del lavoro di Milano, la paga oraria effettiva della signora, 3,96 euro all’ora, la faceva vivere addirittura sotto la soglia di povertà, stimata dall’Istat a 840 euro.E’ così una sentenza storica quella stabilita da un giudice del lavoro del Tribunale di Milano, il quale ha dato ragione a una lavoratrice che denunciava una paga oraria da fame. La donna padovana ha così vinto la causa intentata contro l’azienda Civis .
Questo tipo di contratti sono stati sottoscritti da tutti i sindacati confederati CGIL CIS e UIL che vanno contro gli interessi dei lavoratori puntando al ribasso invece che andare al rialzo. Fintanto che i nostri sindacati faranno solamente gli interessi dei grandi industriali e delle multinazionali, in Italia nessuno potrà avere una retribuzione giusta che sia adeguata al costo della vita e non si verificheranno mai scioperi importanti per i diritti dei lavoratori come sta avvenendo adesso in Francia.

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? Riceviamo e pubblichiamo dal Partito Comunista della Federazione Russa La maggioranza degli italiani è contraria all’invio di armi al governo neonazista di Kiev – Partito Comunista (Italia) I Comunisti Italiani hanno criticato un video in cui il presidente ucraino Vladimir Zelensky ringrazia il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giorgio Meloni per la fornitura di armi pesanti. “Nel video il regime di Zelensky ringrazia l’Italia per le armi pesanti e le bombe fornitegli dal governo Meloni. Il governo Meloni, come il suo predecessore Draghi, continua a violare spudoratamente l’articolo 11 della nostra Costituzione e continua ad andare contro la volontà popolare, la maggior parte degli italiani non vuole la guerra, la maggior parte degli italiani è contro la guerra e contro l’invio di armi al governo neonazista di Kiev. Zelensky non deve ringraziare l’Italia, ma solo il governo Meloni, servo della NATO, degli USA e dell’UE”, si legge sul canale Telegram del Partito Comunista ? Leggi l’articolo completo qui ? https://bit.ly/riceviamo-pcfr


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? Riceviamo e pubblichiamo dal Partito Comunista della Federazione Russa

La maggioranza degli italiani è contraria all’invio di armi al governo neonazista di Kiev – Partito Comunista (Italia)

I Comunisti Italiani hanno criticato un video in cui il presidente ucraino Vladimir Zelensky ringrazia il presidente del Consiglio dei Ministri italiano Giorgio Meloni per la fornitura di armi pesanti.

“Nel video il regime di Zelensky ringrazia l’Italia per le armi pesanti e le bombe fornitegli dal governo Meloni. Il governo Meloni, come il suo predecessore Draghi, continua a violare spudoratamente l’articolo 11 della nostra Costituzione e continua ad andare contro la volontà popolare, la maggior parte degli italiani non vuole la guerra, la maggior parte degli italiani è contro la guerra e contro l’invio di armi al governo neonazista di Kiev.

Zelensky non deve ringraziare l’Italia, ma solo il governo Meloni, servo della NATO, degli USA e dell’UE”, si legge sul canale Telegram del Partito Comunista

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Ricordiamo Gian Maria Volonté che ieri 9 Aprile, avrebbe compiuto 90 anni. Mai come in questi giorni il ricordo di Lulù, da lui magistralmente interpretato è testimone dei nostri tempi. Non possiamo ricordare solamente l’eccezionale attore che ha dato voce a l’Italia popolare ed alle contraddizioni di una società, quella degli anni 70 e 80, che si definiva democratica, ma anche l’uomo che scelse da quale parte stare nella vita come nella propria arte. “La classe operaia va in paradiso”, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, “Il Caso Mattei” sono solo alcuni degli esempi di questa tendenza grazie alla quale Volonté ha portato i suoi ideali davanti alla cinepresa e nella vita di tutti i giorni. «Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita» Gian Maria Volonté (9 aprile 1933 – 6 dicembre 1994)


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Ricordiamo Gian Maria Volonté che ieri 9 Aprile, avrebbe compiuto 90 anni.

Mai come in questi giorni il ricordo di Lulù, da lui magistralmente interpretato è testimone dei nostri tempi.

Non possiamo ricordare solamente l’eccezionale attore che ha dato voce a l’Italia popolare ed alle contraddizioni di una società, quella degli anni 70 e 80, che si definiva democratica, ma anche l’uomo che scelse da quale parte stare nella vita come nella propria arte.
“La classe operaia va in paradiso”, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, “Il Caso Mattei” sono solo alcuni degli esempi di questa tendenza grazie alla quale Volonté ha portato i suoi ideali davanti alla cinepresa e nella vita di tutti i giorni.
«Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un’invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c’è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l’arte e la vita»
Gian Maria Volonté (9 aprile 1933 – 6 dicembre 1994)

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In Ucraina gli USA e la NATO, dal 2014 in poi, hanno fatto un golpe sostituendo il legittimo governo con un governo fantoccio, hanno armato fino ai denti i battaglioni neo-nazisti che adesso sono al governo e hanno provocato una guerra in Donbass che ha fatto più di 30.000 morti fino al 2022. La Cina, nel mentre, ha sempre cercato di distendere i toni cercando un dialogo che portasse nel minor tempo possibile alla pace. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin: “Sono gli Stati Uniti, non la Cina, a gettare armi sul campo di battaglia. Gli Stati Uniti non sono nella posizione di dire alla Cina cosa fare. Non tollereremo mai che gli Stati Uniti puntino il dito, o che facciano pressioni sulle nostre relazioni con la Russia. Per quanto riguarda la questione dell’Ucraina, la posizione della Cina è quella di sostenere i colloqui di pace. La comunità internazionale sa bene chi chiede il dialogo e il perseguimento della pace e chi invece alimenta le fiamme e inasprisce il confronto. Esortiamo la parte americana a riflettere seriamente sul ruolo che ha svolto e a fare qualcosa per aiutare effettivamente a ridurre la situazione e far avanzare i colloqui di pace, e smetterla di incolpare e diffondere disinformazione. La Cina continuerà a schierarsi fermamente dalla parte della pace e del dialogo e a svolgere un ruolo costruttivo nel mitigare la situazione.”


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In Ucraina gli USA e la NATO, dal 2014 in poi, hanno fatto un golpe sostituendo il legittimo governo con un governo fantoccio, hanno armato fino ai denti i battaglioni neo-nazisti che adesso sono al governo e hanno provocato una guerra in Donbass che ha fatto più di 30.000 morti fino al 2022. La Cina, nel mentre, ha sempre cercato di distendere i toni cercando un dialogo che portasse nel minor tempo possibile alla pace.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin: “Sono gli Stati Uniti, non la Cina, a gettare armi sul campo di battaglia. Gli Stati Uniti non sono nella posizione di dire alla Cina cosa fare. Non tollereremo mai che gli Stati Uniti puntino il dito, o che facciano pressioni sulle nostre relazioni con la Russia. Per quanto riguarda la questione dell’Ucraina, la posizione della Cina è quella di sostenere i colloqui di pace. La comunità internazionale sa bene chi chiede il dialogo e il perseguimento della pace e chi invece alimenta le fiamme e inasprisce il confronto. Esortiamo la parte americana a riflettere seriamente sul ruolo che ha svolto e a fare qualcosa per aiutare effettivamente a ridurre la situazione e far avanzare i colloqui di pace, e smetterla di incolpare e diffondere disinformazione. La Cina continuerà a schierarsi fermamente dalla parte della pace e del dialogo e a svolgere un ruolo costruttivo nel mitigare la situazione.”

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CALANO I CONSUMI DEGLI ITALIANI LA MELONI PREFERISCE SPEDIRE ARMI Cala il potere d’acquisto delle famiglie del 3,7% nell’ultimo quadrimestre soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi, sopratutto alimentare e la ristagnazione degli stipendi che non crescono in base al costo della vita ma sono fermi al 1990. Le grandi aziende però festeggiano per merito dell’aumento dei prezzi che hanno apportato ai loro prodotti con un incremento del 7,8%, andando così ad impoverire le famiglie italiane che devono tirare sempre più la cinghia per riuscire ad arrivare a fine mese. Gli italiani quindi spendono di più per comprare sempre meno. L’inflazione e il carovita nel nostro paese è dovuto soprattutto all’innalzamento delle materie prime dovuto alla guerra in Ucraina, una guerra voluta dal dal nostro governo che ha impoverito ancora di più le famiglie italiane con i grossi aumenti di carburante, gas, elettricità dovuti alle sanzioni imposte dall’UE e dal governo Draghi prima e Meloni dopo alla Russia. Le classi lavoratrici e le fasce di popolazione meno ricche sono sempre più in difficoltà, ma sono completamente ignorate dalla Meloni e il suo governo che è sempre più impegnata ad inviare denaro e armi al regime di Zelenskji


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CALANO I CONSUMI DEGLI ITALIANI
LA MELONI PREFERISCE SPEDIRE ARMI

Cala il potere d’acquisto delle famiglie del 3,7% nell’ultimo quadrimestre soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi, sopratutto alimentare e la ristagnazione degli stipendi che non crescono in base al costo della vita ma sono fermi al 1990.
Le grandi aziende però festeggiano per merito dell’aumento dei prezzi che hanno apportato ai loro prodotti con un incremento del 7,8%, andando così ad impoverire le famiglie italiane che devono tirare sempre più la cinghia per riuscire ad arrivare a fine mese. Gli italiani quindi spendono di più per comprare sempre meno.

L’inflazione e il carovita nel nostro paese è dovuto soprattutto all’innalzamento delle materie prime dovuto alla guerra in Ucraina, una guerra voluta dal dal nostro governo che ha impoverito ancora di più le famiglie italiane con i grossi aumenti di carburante, gas, elettricità dovuti alle sanzioni imposte dall’UE e dal governo Draghi prima e Meloni dopo alla Russia.

Le classi lavoratrici e le fasce di popolazione meno ricche sono sempre più in difficoltà, ma sono completamente ignorate dalla Meloni e il suo governo che è sempre più impegnata ad inviare denaro e armi al regime di Zelenskji

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GLI USA ATTACCANO LA SIRIA Gli USA ritornano ad attaccare la Siria, un paese già martoriato dal recente terremoto e dalle sanzioni che gli stessi USA non hanno voluto togliere per favorire gli aiuti umanitari e la ricostruzione del Paese. Secondo fonti ufficiali una colonna composta da 60 veicoli appartenenti alle forze americane della coalizione internazionale è entrata in territorio siriano dopo l’attraversamento illegale di al-Walid, il il confine con il Kurdistan iracheno. Il convoglio comprende anche camion carichi di container di armi, munizioni e armature militari avanzate, e più di 40 autocisterne destinate al trasporto del petrolio depredato. È accompagnato da tre veicoli militari. La Russia aveva protestato venerdì 31 marzo contro le “azioni provocatorie” delle forze americane nella provincia di Hassaké, dove sono di stanza da diversi anni. “Azioni provocatorie da parte di unità delle forze armate statunitensi sono state osservate nella provincia di Hassakeh… La parte russa ha presentato una protesta alla coalizione”, ha dichiarato il contrammiraglio Oleg Gurinov, vice capo del Centro russo per la riconciliazione delle parti opposte in Siria. Ha continuato dicendo che le forze russe hanno avvistato due volte truppe statunitensi in aree al di fuori delle loro aree di operazione concordate, senza fornire dettagli su quando.


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GLI USA ATTACCANO LA SIRIA

Gli USA ritornano ad attaccare la Siria, un paese già martoriato dal recente terremoto e dalle sanzioni che gli stessi USA non hanno voluto togliere per favorire gli aiuti umanitari e la ricostruzione del Paese.

Secondo fonti ufficiali una colonna composta da 60 veicoli appartenenti alle forze americane della coalizione internazionale è entrata in territorio siriano dopo l’attraversamento illegale di al-Walid, il il confine con il Kurdistan iracheno.
Il convoglio comprende anche camion carichi di container di armi, munizioni e armature militari avanzate, e più di 40 autocisterne destinate al trasporto del petrolio depredato. È accompagnato da tre veicoli militari.

La Russia aveva protestato venerdì 31 marzo contro le “azioni provocatorie” delle forze americane nella provincia di Hassaké, dove sono di stanza da diversi anni.
“Azioni provocatorie da parte di unità delle forze armate statunitensi sono state osservate nella provincia di Hassakeh… La parte russa ha presentato una protesta alla coalizione”, ha dichiarato il contrammiraglio Oleg Gurinov, vice capo del Centro russo per la riconciliazione delle parti opposte in Siria.
Ha continuato dicendo che le forze russe hanno avvistato due volte truppe statunitensi in aree al di fuori delle loro aree di operazione concordate, senza fornire dettagli su quando.

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