ZELENSKIJ VUOLE UN MILIARDO DI DOLLARI I vaneggiamenti del presidente ucraino Zelenskij si fanno sempre più pressanti arrivando a chiedere un miliardo di dollari per poter continuare la guerra. In una lettera inviata dal consigliere di Zelensky, Oleg Ustenko al CEO di Shell Wael Sawan, si legge che Shell avrebbe il dovere morale di dare all’Ucraina il ricavato della vendita delle sue partecipazioni in Russia in quanto “denaro sporco di sangue”. In un’intervista a POLITICO il mese scorso, il ministro dell’Energia ucraino German Galushchenko ha esortato le principali compagnie energetiche a donare le entrate in eccesso al suo Paese: “Molte compagnie energetiche ottengono enormi profitti a causa della guerra”, ha detto. “Penso che sarebbe giusto condividere questi soldi con l’Ucraina. Questa idea ovviamente sta ricevendo un certo sostegno dai Paesi dell’UE. I governanti ucraini vivono nella bambagia mentre stanno sacrificando il popolo ucraino in una guerra fratricida per gli interessi degli Stati Uniti, fino a che loro vorranno nell’oro, la guerra non finirà. Bisogna obbligarli ad accettare la pace.


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ZELENSKIJ VUOLE UN MILIARDO DI DOLLARI

I vaneggiamenti del presidente ucraino Zelenskij si fanno sempre più pressanti arrivando a chiedere un miliardo di dollari per poter continuare la guerra.
In una lettera inviata dal consigliere di Zelensky, Oleg Ustenko al CEO di Shell Wael Sawan, si legge che Shell avrebbe il dovere morale di dare all’Ucraina il ricavato della vendita delle sue partecipazioni in Russia in quanto “denaro sporco di sangue”.

In un’intervista a POLITICO il mese scorso, il ministro dell’Energia ucraino German Galushchenko ha esortato le principali compagnie energetiche a donare le entrate in eccesso al suo Paese: “Molte compagnie energetiche ottengono enormi profitti a causa della guerra”, ha detto. “Penso che sarebbe giusto condividere questi soldi con l’Ucraina.
Questa idea ovviamente sta ricevendo un certo sostegno dai Paesi dell’UE.

I governanti ucraini vivono nella bambagia mentre stanno sacrificando il popolo ucraino in una guerra fratricida per gli interessi degli Stati Uniti, fino a che loro vorranno nell’oro, la guerra non finirà.
Bisogna obbligarli ad accettare la pace.

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CARO LA RUSSA, LA COSTITUZIONE E’ ANTIFASCISTA! Il Presidente del Senato Ignazio La Russa continua a collezionare gaffe e brutte figure ogni volta che parla. Dopo aver asserito, pochi giorni fa, che i partigiani hanno ucciso una “banda musicale di pensionati” invece dei nazisti riguardo la strage di via Rasella, adesso rincara la sua collezione di brutte figure dicendo che la Costituzione Italiana non è antifascista e lo fa dichiarando: “Nella Costituzione non c’è alcun riferimento all’antifascismo” e successivamente rincarando: “Mi preme sottolineare che il mio riferimento non era ‘all’antifascismo’ ma all’assenza in Costituzione della ‘parola antifascismo’”. Il presidente del Senato sbaglia nuovamente dimostrando di non sapere nulla della costituzione che ogni giorno lui e il suo governo calpestano e tradiscono continuando a inviare armi all’Ucraina violando l’articolo 11 e affamando e impoverendo ogni giorno sempre di più il popolo italiano calpestando l’articolo 36 che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Riguardo l’antifascismo invece, La Russa può leggere che la XII disposizione transitoria e finale della COSTITUZIONE Italiana vieta la riorganizzazione del partito fascista: “E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. (1° gennaio del 1948) e la legge Scelba (20 giugno 1952) stabilisce inoltre all’articolo 1: “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.


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CARO LA RUSSA, LA COSTITUZIONE E’ ANTIFASCISTA!

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa continua a collezionare gaffe e brutte figure ogni volta che parla.
Dopo aver asserito, pochi giorni fa, che i partigiani hanno ucciso una “banda musicale di pensionati” invece dei nazisti riguardo la strage di via Rasella, adesso rincara la sua collezione di brutte figure dicendo che la Costituzione Italiana non è antifascista e lo fa dichiarando: “Nella Costituzione non c’è alcun riferimento all’antifascismo” e successivamente rincarando:
“Mi preme sottolineare che il mio riferimento non era ‘all’antifascismo’ ma all’assenza in Costituzione della ‘parola antifascismo’”.

Il presidente del Senato sbaglia nuovamente dimostrando di non sapere nulla della costituzione che ogni giorno lui e il suo governo calpestano e tradiscono continuando a inviare armi all’Ucraina violando l’articolo 11 e affamando e impoverendo ogni giorno sempre di più il popolo italiano calpestando l’articolo 36 che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Riguardo l’antifascismo invece, La Russa può leggere che la XII disposizione transitoria e finale della COSTITUZIONE Italiana vieta la riorganizzazione del partito fascista: “E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. (1° gennaio del 1948) e la legge Scelba (20 giugno 1952) stabilisce inoltre all’articolo 1: “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”.

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25 APRILE A REGGIO EMILIA Celebrazione della Festa della Liberazione a Reggio Emilia con la partecipazione del Vice Segretario Nazionale del Partito Comunista: SALVATORE CATELLO e del Segretario Regionale Emilia Romagna: Lorenzo Ferri Piazza dei Martiri del 7 Luglio, Reggio Emilia ore 17


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25 APRILE A REGGIO EMILIA

Celebrazione della Festa della Liberazione a Reggio Emilia con la partecipazione del Vice Segretario Nazionale del Partito Comunista: SALVATORE CATELLO
e del Segretario Regionale Emilia Romagna: Lorenzo Ferri

Piazza dei Martiri del 7 Luglio, Reggio Emilia ore 17

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Il 22 Aprile del 1870 nasceva Vladimir Il’ič Ul’janov detto Nikolaj Lenin, l’uomo che riuscì a a portare i lavoratori e i contadini al potere nella Russia ancora semi medioevale. “La borghesia liberale, porgendo con una mano le riforme, con l’altra mano le ritira sempre, le riduce a nulla, se ne serve per asservire gli operai, per dividerli in gruppi isolati, per perpetuare la schiavitù salariata dei lavoratori. Il riformismo, perfino quando è del tutto sincero, si trasforma quindi di fatto in uno strumento di corruzione borghese e di indebolimento degli operai. L’esperienza di tutti i paesi dimostra che prestando fede ai riformisti gli operai hanno sempre finito con l’essere gabbati”


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Il 22 Aprile del 1870 nasceva Vladimir Il’ič Ul’janov detto Nikolaj Lenin, l’uomo che riuscì a a portare i lavoratori e i contadini al potere nella Russia ancora semi medioevale.

“La borghesia liberale, porgendo con una mano le riforme, con l’altra mano le ritira sempre, le riduce a nulla, se ne serve per asservire gli operai, per dividerli in gruppi isolati, per perpetuare la schiavitù salariata dei lavoratori. Il riformismo, perfino quando è del tutto sincero, si trasforma quindi di fatto in uno strumento di corruzione borghese e di indebolimento degli operai. L’esperienza di tutti i paesi dimostra che prestando fede ai riformisti gli operai hanno sempre finito con l’essere gabbati”

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Il Partito Comunista aderisce alla campagna referendaria Ripudia la Guerra (https://ift.tt/DCEk7yr), guidata dal prof. Enzo Pennetta e la sostiene attivamente. Riteniamo che il quesito abbia la concreta possibilità di superare il quorum, vista l’elevata percentuale di cittadini italiani che sono convinti della dannosità di continuare a mandare armi. È la nostra Costituzione che in modo lungimirante prevede che mandare armi a paesi belligeranti sia immorale e inefficace ai fini della pace. Ed è proprio in difesa della Costituzione che ci mobilitiamo. Continuare a inviare armi serve solo a perpetuare senza fine un conflitto di cui non si vede la fine. Ciò viene fatto per favorire gli interessi di chi produce armi e di chi non vuole la pace né in Europa né in tutto il mondo, di chi speculerà anche sulla ricostruzione dopo aver speculato sulla distruzione. Ciò viene fatto contro gli interessi non solo del popolo italiano, ma anche di tutti i popoli coinvolti in un conflitto che sta consumando senza fine vite e beni materiali. Il popolo italiano, dopo il periodo della pandemia, sta pagando il prezzo più alto a causa di insensate e inefficaci sanzioni che gli si stanno ritorcendo contro. Sta pagando il prezzo più alto con un dispendio che già ha accumulato 10 miliardi di euro, sottratti ai bilanci nazionali, che invece continuano a essere falcidiati da criminali politiche di austerità. Il Partito Comunista, evidenzia il segretario generale Alberto Lombardo, è impegnato con tutti i suoi militanti a promuovere la campagna referendaria e invita tutti i suoi simpatizzanti e gli amanti della pace a recarsi a firmare per fermare questa follia che potrebbe portare il mondo fin sull’orlo del conflitto nucleare. Per chi non potesse recarsi ai banchetti o ai Comuni delle città capoluogo di provincia per firmare potrà farlo presso questa piattaforma on line https://ift.tt/K0TSDtU


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Il Partito Comunista aderisce alla campagna referendaria Ripudia la Guerra (https://ift.tt/DCEk7yr), guidata dal prof. Enzo Pennetta e la sostiene attivamente.
Riteniamo che il quesito abbia la concreta possibilità di superare il quorum, vista l’elevata percentuale di cittadini italiani che sono convinti della dannosità di continuare a mandare armi.
È la nostra Costituzione che in modo lungimirante prevede che mandare armi a paesi belligeranti sia immorale e inefficace ai fini della pace. Ed è proprio in difesa della Costituzione che ci mobilitiamo.
Continuare a inviare armi serve solo a perpetuare senza fine un conflitto di cui non si vede la fine.
Ciò viene fatto per favorire gli interessi di chi produce armi e di chi non vuole la pace né in Europa né in tutto il mondo, di chi speculerà anche sulla ricostruzione dopo aver speculato sulla distruzione.
Ciò viene fatto contro gli interessi non solo del popolo italiano, ma anche di tutti i popoli coinvolti in un conflitto che sta consumando senza fine vite e beni materiali.
Il popolo italiano, dopo il periodo della pandemia, sta pagando il prezzo più alto a causa di insensate e inefficaci sanzioni che gli si stanno ritorcendo contro. Sta pagando il prezzo più alto con un dispendio che già ha accumulato 10 miliardi di euro, sottratti ai bilanci nazionali, che invece continuano a essere falcidiati da criminali politiche di austerità.
Il Partito Comunista, evidenzia il segretario generale Alberto Lombardo, è impegnato con tutti i suoi militanti a promuovere la campagna referendaria e invita tutti i suoi simpatizzanti e gli amanti della pace a recarsi a firmare per fermare questa follia che potrebbe portare il mondo fin sull’orlo del conflitto nucleare. Per chi non potesse recarsi ai banchetti o ai Comuni delle città capoluogo di provincia per firmare potrà farlo presso questa piattaforma on line https://ift.tt/K0TSDtU

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INTERNAZIONALISMO : LA CINA AIUTA CUBA IMPERIALISMO : GLI USA MANTENGONO l’EMBARGO Dopo aver donato, il 18/01/2023, 100 Milioni alla Repubblica di Cuba, il Partito Comunista Cinese ha donato all’isola caraibica 449 attrezzature per combattere la siccità e migliorare l’approvvigionamento idrico. Sono stati donati dal governo Cinese camion, bulldozer, torri faro, terne, motolivellatrici e saldatrici. La Compagna Inés María Chapman Waugh, Vice-Primo Ministro di Cuba, ha assistito alla consegna delle attrezzature presso la sede del “Instituto Nacional de Recursos Hidráulicos” insieme al Compagno Ma Hui, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese presso Cuba Antonio Rodriguz, Presidente dell’INRH, ha ringraziato il Governo Cinese per la donazione, affermando che l’aiuto della Cina è essenziale per lo sviluppo delle risorse idriche dell’Isola. Ci sono Paesi come la Cina che inviano aiuti per aiutare gli altri popoli nel loro sviluppo industriale, economico e di benessere generale e ci sono Paesi come gli USA che invece esportano guerre e povertà in tutto il mondo. Cuba è il chiaro esempio di come le due nazioni operino in maniera diametralmente opposta, la Cina aiuta il popolo cubano, gli USA tentano di schiacciarli attraverso il criminale bloqueo che dura da 61 anni.


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INTERNAZIONALISMO : LA CINA AIUTA CUBA
IMPERIALISMO : GLI USA MANTENGONO l’EMBARGO

Dopo aver donato, il 18/01/2023, 100 Milioni alla Repubblica di Cuba, il Partito Comunista Cinese ha donato all’isola caraibica 449 attrezzature per combattere la siccità e migliorare l’approvvigionamento idrico.

Sono stati donati dal governo Cinese camion, bulldozer, torri faro, terne, motolivellatrici e saldatrici.
La Compagna Inés María Chapman Waugh, Vice-Primo Ministro di Cuba, ha assistito alla consegna delle attrezzature presso la sede del “Instituto Nacional de Recursos Hidráulicos” insieme al Compagno Ma Hui, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese presso Cuba

Antonio Rodriguz, Presidente dell’INRH, ha ringraziato il Governo Cinese per la donazione, affermando che l’aiuto della Cina è essenziale per lo sviluppo delle risorse idriche dell’Isola.

Ci sono Paesi come la Cina che inviano aiuti per aiutare gli altri popoli nel loro sviluppo industriale, economico e di benessere generale e ci sono Paesi come gli USA che invece esportano guerre e povertà in tutto il mondo.
Cuba è il chiaro esempio di come le due nazioni operino in maniera diametralmente opposta, la Cina aiuta il popolo cubano, gli USA tentano di schiacciarli attraverso il criminale bloqueo che dura da 61 anni.

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IL PD SI ACCREDITA AGLI USA La nuova segretaria del PD Elly Schlein non si è nemmeno insediata.come segretaria che subito è andata ad accreditarsi all’ambasciatore degli Stati Uniti Shawn P. Crowley, sicuramente per ribadire la sua sudditanza e di tutto il PD nel portare avanti le posizioni e le politiche imposte dal governo USA in Italia. La segretaria del PD ha incontrato a Roma diplomatici americani e ucraini per chiarire la linea estera del partito, al centro dei colloqui c’è stata l’assoluta fedeltà del suo partito alla NATO con un occhio particolare alla guerra in Ucraina, ribadendo poi la sua posizione guerrafondaia di rimanere dalla parte di Zelenskij continuando ad inviare armi e denaro. Elly Schlein ha vinto le primarie del suo partito facendo credere a tutti i suoi sostenitori di voler riportare il PD a sinistra, ma sin dal primo giorno ha dimostrato di voler continuare la linea che li ha sempre contraddistinti, cioè essere la copia dei Democratici USA e le sue posizioni riguardo il conflitto russo – ucraino la posizionano sulla stessa linea del governo e del partito della Meloni.


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IL PD SI ACCREDITA AGLI USA

La nuova segretaria del PD Elly Schlein non si è nemmeno insediata.come segretaria che subito è andata ad accreditarsi all’ambasciatore degli Stati Uniti Shawn P. Crowley, sicuramente per ribadire la sua sudditanza e di tutto il PD nel portare avanti le posizioni e le politiche imposte dal governo USA in Italia.

La segretaria del PD ha incontrato a Roma diplomatici americani e ucraini per chiarire la linea estera del partito, al centro dei colloqui c’è stata l’assoluta fedeltà del suo partito alla NATO con un occhio particolare alla guerra in Ucraina, ribadendo poi la sua posizione guerrafondaia di rimanere dalla parte di Zelenskij continuando ad inviare armi e denaro.

Elly Schlein ha vinto le primarie del suo partito facendo credere a tutti i suoi sostenitori di voler riportare il PD a sinistra, ma sin dal primo giorno ha dimostrato di voler continuare la linea che li ha sempre contraddistinti, cioè essere la copia dei Democratici USA e le sue posizioni riguardo il conflitto russo – ucraino la posizionano sulla stessa linea del governo e del partito della Meloni.

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25 APRILE 2023 Antifascismo contro il totalitarismo liberista. Onore ai partigiani dell’informazione. ROMA – TEATRO FLAVIO – ORE 15.00 Interventi di: Fabio Massimo Vernillo, Paolo Pace, Antonio Di Siena, Antonello Cresti, Pasquale Belmonte, Gilberto Trombetta, Guido Cappelli, Fulvio Grimaldi, Marco Rizzo, Francesco Toscano, Alberto Lombardo. VERRANNO RACCOLTE LE FIRME PER IL REFERENDUM L’ITALIA PER LA PACE RIPUDIA LA GUERRA


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25 APRILE 2023
Antifascismo contro il totalitarismo liberista.
Onore ai partigiani dell’informazione.
ROMA – TEATRO FLAVIO – ORE 15.00
Interventi di: Fabio Massimo Vernillo, Paolo Pace, Antonio Di Siena, Antonello Cresti, Pasquale Belmonte, Gilberto Trombetta, Guido Cappelli, Fulvio Grimaldi, Marco Rizzo, Francesco Toscano, Alberto Lombardo.
VERRANNO RACCOLTE LE FIRME PER IL REFERENDUM L’ITALIA PER LA PACE RIPUDIA LA GUERRA

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LA FRANCIA SI RIBELLA Il popolo francese continua incessantemente a protestare contro l’innalzamento dell’età pensionabile voluto dal presidente Macron, ormai sono mesi che in tutte le piazze di tutta la Francia nascono manifestazioni spontanee o indette dai sindacati (che in Francia fanno il loro lavoro a differenza di quelli italiani). Durante il discorso di Macron trasmesso in televisione, come risposta sono stati organizzati in diverse città “Concerti di pentole”, il capo dello Stato aveva dato appuntamento ai francesi all’ora di cena per un solenne messaggio, poche ore dopo aver promulgato la controversa riforma delle pensioni., ma i sindacati l’hanno preceduto invitando ad accompagnare l’apparizione tv con raduni nelle piazze per fare “rumore” nelle strade, che si sono trasformati poi in cortei non autorizzati, ed infine sono sfociati in vere e proprie azioni di guerriglia urbana proseguite fino a notte inoltrata. La repressione poliziesca ha dato sfogo alle peggiori brutalità, dietro gli ordini dati dall’Eliseo, migliaia di manifestanti sono stati vittime di aggressioni da parte delle forze dell’ordine. Il popolo francese nonostante tutto non ferma le proprie proteste continuando a lottare per difendere i propri diritti. In Italia i nostri sindacati invece girano la testa dall’altra parte, così come i nostri politicanti che a parole dicono di stare dalla parte dei lavoratori e che si indignano a comando per ogni presunta repressione nelle “autocrazie”, oggi fanno finta di non vedere la repressione che avviene nella “democratica” Francia.


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LA FRANCIA SI RIBELLA

Il popolo francese continua incessantemente a protestare contro l’innalzamento dell’età pensionabile voluto dal presidente Macron, ormai sono mesi che in tutte le piazze di tutta la Francia nascono manifestazioni spontanee o indette dai sindacati (che in Francia fanno il loro lavoro a differenza di quelli italiani).
Durante il discorso di Macron trasmesso in televisione, come risposta sono stati organizzati in diverse città “Concerti di pentole”, il capo dello Stato aveva dato appuntamento ai francesi all’ora di cena per un solenne messaggio, poche ore dopo aver promulgato la controversa riforma delle pensioni., ma i sindacati l’hanno preceduto invitando ad accompagnare l’apparizione tv con raduni nelle piazze per fare “rumore” nelle strade, che si sono trasformati poi in cortei non autorizzati, ed infine sono sfociati in vere e proprie azioni di guerriglia urbana proseguite fino a notte inoltrata.

La repressione poliziesca ha dato sfogo alle peggiori brutalità, dietro gli ordini dati dall’Eliseo, migliaia di manifestanti sono stati vittime di aggressioni da parte delle forze dell’ordine.
Il popolo francese nonostante tutto non ferma le proprie proteste continuando a lottare per difendere i propri diritti.

In Italia i nostri sindacati invece girano la testa dall’altra parte, così come i nostri politicanti che a parole dicono di stare dalla parte dei lavoratori e che si indignano a comando per ogni presunta repressione nelle “autocrazie”, oggi fanno finta di non vedere la repressione che avviene nella “democratica” Francia.

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UN MONDO MULTIPOLARE PUO’ ESISTERE Un mondo che non sia sotto il predominio e l’arroganza degli USA è possibile e sempre più Paesi si stanno finalmente accorgendo di questo e si stanno allontanando dal giogo statunitense per far si che un mondo multipolare avanzi e si concretizzi. Le dichiarazioni del Segretario del Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen dimostrano quanto siano in crisi gli USA dopo che hanno imposto le sanzioni alla Russia e come molti dei Paesi si siano rifiutati di attuarle: “Quando usiamo sanzioni finanziarie legate al ruolo del dollaro, c’è il rischio che nel tempo possa minare l’egemonia del dollaro” detto Yellen alla CNN. “Certo, crea un desiderio da parte della Cina, della Russia, dell’Iran di trovare un’alternativa”. Yellen ha osservato che le sanzioni sono uno “strumento estremamente importante”, tanto più quando vengono utilizzate dagli Stati Uniti e dai suoi alleati come “una coalizione di partner che agiscono insieme per imporre queste sanzioni”. Le dichiarazioni di Brasile, Iran, Cina, India e Russia creano tutti i presupposti per far si che nei prossimi anni l’egemonia americana sia messa da parte e che si possa avviare un vero processo verso un mondo multipolare. NOI DOBBIAMO FARNE PARTE, NON POSSIAMO STARE DAL LATO SBAGLIATO DELLA STORIA, PER FARE QUESTO BISOGNA RIBALTARE IL SISTEMA.


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UN MONDO MULTIPOLARE PUO’ ESISTERE

Un mondo che non sia sotto il predominio e l’arroganza degli USA è possibile e sempre più Paesi si stanno finalmente accorgendo di questo e si stanno allontanando dal giogo statunitense per far si che un mondo multipolare avanzi e si concretizzi.

Le dichiarazioni del Segretario del Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen dimostrano quanto siano in crisi gli USA dopo che hanno imposto le sanzioni alla Russia e come molti dei Paesi si siano rifiutati di attuarle: “Quando usiamo sanzioni finanziarie legate al ruolo del dollaro, c’è il rischio che nel tempo possa minare l’egemonia del dollaro” detto Yellen alla CNN.
“Certo, crea un desiderio da parte della Cina, della Russia, dell’Iran di trovare un’alternativa”.
Yellen ha osservato che le sanzioni sono uno “strumento estremamente importante”, tanto più quando vengono utilizzate dagli Stati Uniti e dai suoi alleati come “una coalizione di partner che agiscono insieme per imporre queste sanzioni”.

Le dichiarazioni di Brasile, Iran, Cina, India e Russia creano tutti i presupposti per far si che nei prossimi anni l’egemonia americana sia messa da parte e che si possa avviare un vero processo verso un mondo multipolare.

NOI DOBBIAMO FARNE PARTE, NON POSSIAMO STARE DAL LATO SBAGLIATO DELLA STORIA, PER FARE QUESTO BISOGNA RIBALTARE IL SISTEMA.

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OGGI 20 APRILE ORE 21.30 a Firenze Presso il Circolo di Brozzi(FI) Cortocircuiti ideologici è un ciclo di incontri per aprire un necessario confronto sulla complessità della fase attuale. Inizieremo con l’affrontare il tema dell’antifascismo non storicamente inteso, ma storicamente determinato dalla fase attuale del capitalismo. La post modernità ha imposto letture limitate che balcanizzano le discussioni e contribuiscono solo a generare pensiero anti-dialettico. Proseguiremo con l’affrontare la discussione sull’attuale fase di crisi economica che ha travolto il mondo del lavoro per poi passare ad una discussione sulla situazione geopolitica: guerra e nuovi assetti internazionali saranno il tema degli incontri conclusivi di questo primo ciclo. Ospiti della serata: Raffaele Picarelli (saggista) Roberto Passini (rivista Il Ponte)


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OGGI 20 APRILE ORE 21.30 a Firenze

Presso il Circolo di Brozzi(FI)

Cortocircuiti ideologici è un ciclo di incontri per aprire un necessario confronto sulla complessità della fase attuale. Inizieremo con l’affrontare il tema dell’antifascismo non storicamente inteso, ma storicamente determinato dalla fase attuale del capitalismo. La post modernità ha imposto letture limitate che balcanizzano le discussioni e contribuiscono solo a generare pensiero anti-dialettico. Proseguiremo con l’affrontare la discussione sull’attuale fase di crisi economica che ha travolto il mondo del lavoro per poi passare ad una discussione sulla situazione geopolitica: guerra e nuovi assetti internazionali saranno il tema degli incontri conclusivi di questo primo ciclo.
Ospiti della serata:
Raffaele Picarelli (saggista)
Roberto Passini (rivista Il Ponte)

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