SEMPRE MENO MEDICI DI BASE PER I CITTADINI E’ sempre più difficile trovare un medico di base nel nostro Paese, i pochi rimasti sono costretti ad avere molti più pazienti di quanti ne possono gestire e questo fa si che la qualità delle cure venga meno. Con i continui tagli fatti a tutta la Sanità Pubblica i medici di base sono sempre più oberati di lavoro e spesso, i cittadini, sono costretti ad aspettare anche settimane prima di poter fissare una visita. Tutto questo fa si che i malati vengano costretti a riversarsi nei vari pronto soccorso per qualsiasi esigenza medica, facendo collassare ancora di più tutto il sistema. La diminuzione drastica dei medici di famiglia nel nostro Paese continuerà fino al 2025 quando ce ne saranno a disposizione degli italiani soltanto 36628 (erano oltre 46mila nel 2002). I medici di medicina generale sono passati dai 42.428 del 2019 ai 40.250 del 2021, 2.178 in meno nel giro di 3 anni e il trend è in continua diminuzione. I fondi che sarebbero dovuti arrivare alla Sanità Pubblica non sono mai arrivati e i governi hanno fatto solo mera propaganda, come il ministro Speranza che durante il primo lockdown promise l’assunzione di 100.000 tra medici e personale ospedaliero, o il governo Meloni che preferisce deviare i fondi per la Sanità sull’invio di armi e denaro all’Ucraiana. SONO TUTTI UGUALI. BIAOGNA MANDARLI A CASA


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SEMPRE MENO MEDICI DI BASE PER I CITTADINI

E’ sempre più difficile trovare un medico di base nel nostro Paese, i pochi rimasti sono costretti ad avere molti più pazienti di quanti ne possono gestire e questo fa si che la qualità delle cure venga meno.
Con i continui tagli fatti a tutta la Sanità Pubblica i medici di base sono sempre più oberati di lavoro e spesso, i cittadini, sono costretti ad aspettare anche settimane prima di poter fissare una visita.
Tutto questo fa si che i malati vengano costretti a riversarsi nei vari pronto soccorso per qualsiasi esigenza medica, facendo collassare ancora di più tutto il sistema.

La diminuzione drastica dei medici di famiglia nel nostro Paese continuerà fino al 2025 quando ce ne saranno a disposizione degli italiani soltanto 36628 (erano oltre 46mila nel 2002). I medici di medicina generale sono passati dai 42.428 del 2019 ai 40.250 del 2021, 2.178 in meno nel giro di 3 anni e il trend è in continua diminuzione.

I fondi che sarebbero dovuti arrivare alla Sanità Pubblica non sono mai arrivati e i governi hanno fatto solo mera propaganda, come il ministro Speranza che durante il primo lockdown promise l’assunzione di 100.000 tra medici e personale ospedaliero, o il governo Meloni che preferisce deviare i fondi per la Sanità sull’invio di armi e denaro all’Ucraiana.

SONO TUTTI UGUALI.
BIAOGNA MANDARLI A CASA

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TUTTE LE POLTRONE DI DI MAIO L’UE ha dato il via libera finale alla nomina di Luigi Di Maio come inviato speciale nel Golfo Persico. L’ultimo passaggio dell’iter prevedeva che la proposta dell’Alto Rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell, venisse approvata senza discussione alla prima riunione utile del Consiglio Ue. Le competenze di Di Maio sono note a tutti, è passato da odiare con tutto se stesso il PD e la casta quando era un esponente dei 5 Stelle a farci prima due governi insieme ed infine a candidarsi direttamente in coalizione con loro alle ultime elezioni con una sua lista personale (prendendo lo 0,6), passando dal essere favorevole alla “via della seta” e completamente NO-Euro ad essere fil NATO e filo europeo. In politica estera invece sono famose le sue gaffe su Pinochet in Venezuela e sul presidente “PING” dimostrando tutta la sua ignoranza in storia, geografia e politica. Adesso l’ex ministro della repubblica italiana riceve le prebende per la sua fedeltà alla CASTA e per il suo ruolo da inviato speciale l’ex leader pentastellato percepirà un minimo di 13mila euro mensili netti. A questa cifra vanno aggiunti altri benefit che lo porteranno a guadagnare circa 20.000 Euro al mese. Di Maio casca sempre in piedi e rappresenta a pieno questa politica dove centro destra e centro sinistra sono due facce della stessa medaglia dimostrando che ciò che importa loro è solo mantenere il culo sulla poltrona


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TUTTE LE POLTRONE DI DI MAIO

L’UE ha dato il via libera finale alla nomina di Luigi Di Maio come inviato
speciale nel Golfo Persico. L’ultimo passaggio dell’iter prevedeva che la proposta dell’Alto Rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell, venisse approvata senza discussione alla prima riunione utile del Consiglio Ue.

Le competenze di Di Maio sono note a tutti, è passato da odiare con tutto se stesso il PD e la casta quando era un esponente dei 5 Stelle a farci prima due governi insieme ed infine a candidarsi direttamente in coalizione con loro alle ultime elezioni con una sua lista personale (prendendo lo 0,6), passando dal essere favorevole alla “via della seta” e completamente NO-Euro ad essere fil NATO e filo europeo.
In politica estera invece sono famose le sue gaffe su Pinochet in Venezuela e sul presidente “PING” dimostrando tutta la sua ignoranza in storia, geografia e politica.
Adesso l’ex ministro della repubblica italiana riceve le prebende per la sua fedeltà alla CASTA e per il suo ruolo da inviato speciale l’ex leader pentastellato percepirà un minimo di 13mila euro mensili netti. A questa cifra vanno aggiunti altri benefit che lo porteranno a guadagnare circa 20.000 Euro al mese.
Di Maio casca sempre in piedi e rappresenta a pieno questa politica dove centro destra e centro sinistra sono due facce della stessa medaglia dimostrando che ciò che importa loro è solo mantenere il culo sulla poltrona

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SOLIDARIETÀ AL POPOLO DELL’EMILIA ROMAGNA Nell’ esprimere la massima solidarietà e vicinanza a tutto il popolo dell’Emilia Romagna colpito da un violento nubifragio non possiamo fare finta di niente sulle gravi colpe di questa tragedia. È catastrofica la situazione in Emilia Romagna dove le pesanti piogge hanno provocato l’esondazione di ben 14 fiumi, un fenomeno senza precedenti che sta mettendo in ginocchio un’intera regione e che ha già causato cinque morti e diversi dispersi oltre a danni incalcolabili. Questi fenomeni che possono capitare, non stiamo qui ad analizzare il perché. Il problema è che sono aggravati anche da una inesistente manutenzione di tutto il territorio. I governi degli ultimi 30 anni non hanno mai messo a disposizione fondi per la prevenzione e per la manutenzione dei fiumi, hanno cementificato senza criterio gran parte del territorio, facendo sì che eventi di questo tipo diventino sempre più pericolosi per tutta la popolazione. Da sempre proponiamo un grande piano di riassesto idrogeologico per il nostro Paese che occupi centinaia di migliaia di persone e che prevenga ed eviti tragedie di questo tipo. Il Partito comunista continuerà la sua lotta affinché questo avvenga e vengano risparmiate vite umane e danni incalcolabili


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SOLIDARIETÀ AL POPOLO DELL’EMILIA ROMAGNA

Nell’ esprimere la massima solidarietà e vicinanza a tutto il popolo dell’Emilia Romagna colpito da un violento nubifragio non possiamo fare finta di niente sulle gravi colpe di questa tragedia.

È catastrofica la situazione in Emilia Romagna dove le pesanti piogge hanno provocato l’esondazione di ben 14 fiumi, un fenomeno senza precedenti che sta mettendo in ginocchio un’intera regione e che ha già causato cinque morti e diversi dispersi oltre a danni incalcolabili.

Questi fenomeni che possono capitare, non stiamo qui ad analizzare il perché. Il problema è che sono aggravati anche da una inesistente manutenzione di tutto il territorio. I governi degli ultimi 30 anni non hanno mai messo a disposizione fondi per la prevenzione e per la manutenzione dei fiumi, hanno cementificato senza criterio gran parte del territorio, facendo sì che eventi di questo tipo diventino sempre più pericolosi per tutta la popolazione.
Da sempre proponiamo un grande piano di riassesto idrogeologico per il nostro Paese che occupi centinaia di migliaia di persone e che prevenga ed eviti tragedie di questo tipo.

Il Partito comunista continuerà la sua lotta affinché questo avvenga e vengano risparmiate vite umane e danni incalcolabili

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OCCUPAZIONE NATO IN SARDEGNA Sono iniziate le esercitazioni della NATO in Sardegna occupandola militarmente, le truppe belliche più invasive hanno scelto l’Isola per simulare gli scenari più nefasti, ed esercitarsi a contrastarli. “L’esercizio Noble Jump 2023 offre una grande opportunità per dimostrare la prontezza, la mobilità strategica e l’efficacia in combattimento della VJTF-Land Brigade 2023. Abbiamo schierato il ‘VJTF in formazione ridotta’ con 1.500 soldati e quindi una parte rappresentativa degli oltre 10.000 soldati della VJTF-Land Brigade in Sardegna”, si legge in un comunicato della Nato in cui parla il generale Krone. Fino al 14 maggio, la brigata e le forze assegnate dagli alleati di Belgio, Cecoslovacchia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Slovenia hanno condotto simultaneamente tre importanti esercitazioni. Complessivamente, 5.000 soldati delle nazioni alleate hanno partecipato a queste esercitazioni, dopodiché inizierà l’esercitazione del compartimento italiano fino a fine mese. L’isola Italiana quindi è diventata un vero e proprio scenario di guerra, dove gli eserciti della NATO si preparano a continuare la guerra in Ucraina, il tutto imponendo divieti e restrizioni agli abitanti della Sardegna che si sono ritrovati occupati in casa propria. La NATO è la più grande organizzazione criminale del pianeta dal dopoguerra fino ad oggi, il nostro paese deve uscirne il prima possibile per non subire più la loro arroganza e occupazione continua. Anche per questo motivo è necessario firmare il “REFERENDUM RIPUDIA LA GUERRA” del Professor Pennetta


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OCCUPAZIONE NATO IN SARDEGNA

Sono iniziate le esercitazioni della NATO in Sardegna occupandola militarmente, le truppe belliche più invasive hanno scelto l’Isola per simulare gli scenari più nefasti, ed esercitarsi a contrastarli.
“L’esercizio Noble Jump 2023 offre una grande opportunità per dimostrare la prontezza, la mobilità strategica e l’efficacia in combattimento della VJTF-Land Brigade 2023. Abbiamo schierato il ‘VJTF in formazione ridotta’ con 1.500 soldati e quindi una parte rappresentativa degli oltre 10.000 soldati della VJTF-Land Brigade in Sardegna”, si legge in un comunicato della Nato in cui parla il generale Krone.
Fino al 14 maggio, la brigata e le forze assegnate dagli alleati di Belgio, Cecoslovacchia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Slovenia hanno condotto simultaneamente tre importanti esercitazioni. Complessivamente, 5.000 soldati delle nazioni alleate hanno partecipato a queste esercitazioni, dopodiché inizierà l’esercitazione del compartimento italiano fino a fine mese.

L’isola Italiana quindi è diventata un vero e proprio scenario di guerra, dove gli eserciti della NATO si preparano a continuare la guerra in Ucraina, il tutto imponendo divieti e restrizioni agli abitanti della Sardegna che si sono ritrovati occupati in casa propria.

La NATO è la più grande organizzazione criminale del pianeta dal dopoguerra fino ad oggi, il nostro paese deve uscirne il prima possibile per non subire più la loro arroganza e occupazione continua.
Anche per questo motivo è necessario firmare il “REFERENDUM RIPUDIA LA GUERRA” del Professor Pennetta

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Milano e Roma chiudono le città ai lavoratori, il governo le apre ai Ricchi Mentre Sala e sopratutto Gualtieri stanno proponendo politiche con le quali stanno dando un colpo mortale alla vita ed al lavoro di centinaia di migliaia di cittadini, vietando praticamente l’utilizzo della maggior parte delle automobili con la scusa del “Green”, il governo Meloni fa un regalo a tutti coloro che hanno macchine di grossa cilindrata, ovvero l’eliminazione del Superbollo. Il disegno è ben delineato, non è un problema di quale partito governa, ma è il problema di un sistema che fa di tutto per ricacciare il popolo nelle periferie e farli entrare nelle città solo per lavorare e soddisfare i bisogni di chi non ha problemi a cambiare automobile ogni anno. Chi vive del proprio lavoro, chi fatica ogni giorno a sbarcare il lunario dovrà inventarsi l’impossibile per entrare nella città in cui vive e lavora in nome dell’Eco-Cretinismo, mentre il problema dell’ecologia non esisterà per chi ha comprato l’ultimo SUV o Fuoriserie rispettoso delle norme Europee ma sicuramente meno parco nei consumi della Panda di un impiegato … ma sopratutto avrà un’ulteriore sconto. Uniamoci tutti insieme contro questa follia, dalla parte di chi vive ogni giorno del proprio lavoro, contro chi usa le problematiche ambientali per colpire il popolo e non chi inquina davvero.


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Milano e Roma chiudono le città ai lavoratori, il governo le apre ai Ricchi

Mentre Sala e sopratutto Gualtieri stanno proponendo politiche con le quali stanno dando un colpo mortale alla vita ed al lavoro di centinaia di migliaia di cittadini, vietando praticamente l’utilizzo della maggior parte delle automobili con la scusa del “Green”, il governo Meloni fa un regalo a tutti coloro che hanno macchine di grossa cilindrata, ovvero l’eliminazione del Superbollo.

Il disegno è ben delineato, non è un problema di quale partito governa, ma è il problema di un sistema che fa di tutto per ricacciare il popolo nelle periferie e farli entrare nelle città solo per lavorare e soddisfare i bisogni di chi non ha problemi a cambiare automobile ogni anno.

Chi vive del proprio lavoro, chi fatica ogni giorno a sbarcare il lunario dovrà inventarsi l’impossibile per entrare nella città in cui vive e lavora in nome dell’Eco-Cretinismo, mentre il problema dell’ecologia non esisterà per chi ha comprato l’ultimo SUV o Fuoriserie rispettoso delle norme Europee ma sicuramente meno parco nei consumi della Panda di un impiegato … ma sopratutto avrà un’ulteriore sconto.

Uniamoci tutti insieme contro questa follia, dalla parte di chi vive ogni giorno del proprio lavoro, contro chi usa le problematiche ambientali per colpire il popolo e non chi inquina davvero.

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Giovedì 18 Maggio ore 21.30 Firenze Nel terzo incontro del ciclo “Cortocircuiti Ideologici” affronteremo come la triade dollaro, finanza, armi ha avuto ed avrà un impatto sull’economia reale e sul mondo del lavoro. Cercheremo ancora di affrontare i nessi che legano la fase attuale dell’imperialismo alle scelte supinamente compiute in questi ultimi decenni dalle classi dirigenti europee e italiane. Non comprendere le connessioni profonde fra dei fenomeni economici e o politici equivale a rendere vani o comunque superflui i tentativi di una lettura dialettica e dunque efficace della realtà ed a condannare ogni vagito di lotta politica a svanire nell’arco di una nottata. Lo faremo con Raffele Picarelli (saggista) e Augustin Bruno Breda (Operaio Electrolux e membro del Comitato Centrale della Fiom)


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Giovedì 18 Maggio ore 21.30 Firenze

Nel terzo incontro del ciclo “Cortocircuiti Ideologici” affronteremo come la triade dollaro, finanza, armi ha avuto ed avrà un impatto sull’economia reale e sul mondo del lavoro. Cercheremo ancora di affrontare i nessi che legano la fase attuale dell’imperialismo alle scelte supinamente compiute in questi ultimi decenni dalle classi dirigenti europee e italiane. Non comprendere le connessioni profonde fra dei fenomeni economici e o politici equivale a rendere vani o comunque superflui i tentativi di una lettura dialettica e dunque efficace della realtà ed a condannare ogni vagito di lotta politica a svanire nell’arco di una nottata. Lo faremo con Raffele Picarelli (saggista) e Augustin Bruno Breda (Operaio Electrolux e membro del Comitato Centrale della Fiom)

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ANCORA PIU’ ARMI PER LA PACE I giornali mainstream, con a capo “La Repubblica” rilanciano il titolo secondo cui per arrivare alla pace è necessario che il nostro Paese invii più armi. Una posizione sempre più guerrafondaia quella dei nostri giornali e del nostro parlamento che, giorno dopo giorno, porta avanti una propaganda bellicista volta solamente a far continuare questa guerra. Nel mentre il Presidente Ucraino Zelenskij ha visitato Roma e si è incontrato sia con Mattarella che con la Premier Giorgia Meloni, sfoggiando una felpa con lo stemma del OUN (Organizzazione dei nazionalisti Ucraini). Questa organizzazione fascista è nata nel 1929 da esuli anticomunisti e anti-russi con a capo Stephan Bandera, fedele servitore di Hitler in Ucraina. La propaganda mainstream cerca nuovamente di nascondere il fatto che Zelenskij sia un fascista e che governa insieme a forze neo-naziste spacciando il tutto per una democrazia. Il nostro governo ci sta portando direttamente alla terza guerra mondiale. Anche per questo motivo è necessario firmare e supportare il “REFERENDUM RIPUDIA LA GUERRA” per impedire che il nostro Paese continui ad essere parte attiva di questa guerra.


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ANCORA PIU’ ARMI PER LA PACE

I giornali mainstream, con a capo “La Repubblica” rilanciano il titolo secondo cui per arrivare alla pace è necessario che il nostro Paese invii più armi.
Una posizione sempre più guerrafondaia quella dei nostri giornali e del nostro parlamento che, giorno dopo giorno, porta avanti una propaganda bellicista volta solamente a far continuare questa guerra.

Nel mentre il Presidente Ucraino Zelenskij ha visitato Roma e si è incontrato sia con Mattarella che con la Premier Giorgia Meloni, sfoggiando una felpa con lo stemma del OUN (Organizzazione dei nazionalisti Ucraini). Questa organizzazione fascista è nata nel 1929 da esuli anticomunisti e anti-russi con a capo Stephan Bandera, fedele servitore di Hitler in Ucraina.

La propaganda mainstream cerca nuovamente di nascondere il fatto che Zelenskij sia un fascista e che governa insieme a forze neo-naziste spacciando il tutto per una democrazia.
Il nostro governo ci sta portando direttamente alla terza guerra mondiale.

Anche per questo motivo è necessario firmare e supportare il “REFERENDUM RIPUDIA LA GUERRA” per impedire che il nostro Paese continui ad essere parte attiva di questa guerra.

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? “PACE GIUSTA”, IN BOCCA AI GUERRAFONDAI, SIGNIFICA GUERRA INFINITA IL PUNTO DEL SEGRETARIO GENERALE ALBERTO LOMBARDO Non può essere più distante l’azione della diplomazia vaticana da quella italiana. Dopo il colloquio col papa, mentre i comunicati ufficiali mettono l’accento diplomaticamente sui (pochi) contenuti convergenti, è Zelensky, ospite del nostro servizio pubblico nazionale, a esplicitare la sua strategia: «Con tutto il rispetto per Sua Santità, noi non abbiamo bisogno di mediatori, noi abbiamo bisogno di una pace giusta». Giorgia Meloni approva la sua proposta di pace in 10 punti, che prevede il ritorno delle Russia entro i confini del 1991, e dichiara «Sostegno totale dell’Italia». L’Italia, assicura, «continuerà a fornire il supporto necessario, anche militare, affinché si arrivi a una pace giusta. Scommettiamo sulla vittoria dell’Ucraina.». Tutto ciò significa una cosa sola: GUERRA INFINITA. Tutti gli osservatori militari seri concordano sul fatto che: 1) le posizioni acquisite dai Russi non potranno mai essere scalfite se non a prezzi incalcolabili e comunque non sostenibili dagli Ucraini, quindi solo con una guerra totale con la Nato; 2) è puro terrorismo propagandistico far credere ai popoli europei che un esercito, che non riesce a piegare in un oltre un anno l’Ucraina, possa attaccare complessivamente tutto il resto dell’Unione Europea. Nonostante le menzogne di cui ci bombardano, l’intero mondo vuole fermare questa guerra con le trattative, dal Vaticano alla Cina. Solo una minoranza di guerrafondai che specula sul mercato delle armi e appicca incendi in giro per il mondo, vuole la guerra infinita. Impugna la tua penna e vai a firmare per fermare l’invio delle armi, per fermare il massacro, per fermare la speculazione, per fermare il governo italiano che fa gli interessi di chi vuole la guerra e non la pace.


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? “PACE GIUSTA”, IN BOCCA AI GUERRAFONDAI, SIGNIFICA GUERRA INFINITA

IL PUNTO DEL SEGRETARIO GENERALE ALBERTO LOMBARDO

Non può essere più distante l’azione della diplomazia vaticana da quella italiana.
Dopo il colloquio col papa, mentre i comunicati ufficiali mettono l’accento diplomaticamente sui (pochi) contenuti convergenti, è Zelensky, ospite del nostro servizio pubblico nazionale, a esplicitare la sua strategia: «Con tutto il rispetto per Sua Santità, noi non abbiamo bisogno di mediatori, noi abbiamo bisogno di una pace giusta».
Giorgia Meloni approva la sua proposta di pace in 10 punti, che prevede il ritorno delle Russia entro i confini del 1991, e dichiara «Sostegno totale dell’Italia». L’Italia, assicura, «continuerà a fornire il supporto necessario, anche militare, affinché si arrivi a una pace giusta. Scommettiamo sulla vittoria dell’Ucraina.».
Tutto ciò significa una cosa sola: GUERRA INFINITA.
Tutti gli osservatori militari seri concordano sul fatto che: 1) le posizioni acquisite dai Russi non potranno mai essere scalfite se non a prezzi incalcolabili e comunque non sostenibili dagli Ucraini, quindi solo con una guerra totale con la Nato; 2) è puro terrorismo propagandistico far credere ai popoli europei che un esercito, che non riesce a piegare in un oltre un anno l’Ucraina, possa attaccare complessivamente tutto il resto dell’Unione Europea.
Nonostante le menzogne di cui ci bombardano, l’intero mondo vuole fermare questa guerra con le trattative, dal Vaticano alla Cina. Solo una minoranza di guerrafondai che specula sul mercato delle armi e appicca incendi in giro per il mondo, vuole la guerra infinita.
Impugna la tua penna e vai a firmare per fermare l’invio delle armi, per fermare il massacro, per fermare la speculazione, per fermare il governo italiano che fa gli interessi di chi vuole la guerra e non la pace.

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A POMIGLIANO RITMI DI LAVORO DA SCHIAVI Dopo lo sciopero di mercoledì scorso, gli operai della fabbrica Stellantis di Pomigliano, continuano a lottare per i propri diritti. L’agitazione promossa ha coinvolto centinaia di operai comportando rallentamenti consistenti per la produzione dell’Alfa Romeo Tonale della Fiat Panda come non succedeva dagli anni 70. Gli operai hanno incrociato le braccia e iniziato lo sciopero a causa dei ritmi di lavoro sempre più pesanti, a limite dello schiavismo, a cui Stellantis li sta costringendo con una produttività sulla catena di montaggio che è stata incrementata fino a 16 auto in più di quanto stabilito che va a influire anche sulla sicurezza e sulla salute degli operai. Stellantis aveva annunciato, per domani un sabato lavorativo, per recuperare la produzione ma immediatamente i sindacati hanno indetto uno sciopero di otto ore per ogni turno lavorativo, bloccando la fabbrica. L’azienda è stata costretta, quindi, a revocare il sabato di straordinario.I segnali di ripresa di lotta operaia che provengono da un sito industriale come quello di Pomigliano sono molto importanti e incoraggianti e il Partito Comunista esprime tutta la propria solidarietà agli operai che lottano per i propri diritti. Stellantis (ex Fiat) vuole solamente degli schiavi da sfruttare per aumentare sempre di più i propri profitti e lo fa sulla pelle dei lavoratori.


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A POMIGLIANO RITMI DI LAVORO DA SCHIAVI

Dopo lo sciopero di mercoledì scorso, gli operai della fabbrica Stellantis di Pomigliano, continuano a lottare per i propri diritti.
L’agitazione promossa ha coinvolto centinaia di operai comportando rallentamenti consistenti per la produzione dell’Alfa Romeo Tonale della Fiat Panda come non succedeva dagli anni 70.

Gli operai hanno incrociato le braccia e iniziato lo sciopero a causa dei ritmi di lavoro sempre più pesanti, a limite dello schiavismo, a cui Stellantis li sta costringendo con una produttività sulla catena di montaggio che è stata incrementata fino a 16 auto in più di quanto stabilito che va a influire anche sulla sicurezza e sulla salute degli operai.

Stellantis aveva annunciato, per domani un sabato lavorativo, per recuperare la produzione ma immediatamente i sindacati hanno indetto uno sciopero di otto ore per ogni turno lavorativo, bloccando la fabbrica.
L’azienda è stata costretta, quindi, a revocare il sabato di straordinario.I segnali di ripresa di lotta operaia che provengono da un sito industriale come quello di Pomigliano sono molto importanti e incoraggianti e il Partito Comunista esprime tutta la propria solidarietà agli operai che lottano per i propri diritti.
Stellantis (ex Fiat) vuole solamente degli schiavi da sfruttare per aumentare sempre di più i propri profitti e lo fa sulla pelle dei lavoratori.

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ZELENSKIJ A ROMA DOBBIAMO OPPORCI Attesa per oggi la visita del presidente dell’Ucraina a Roma, ad aspettarlo e a mostrare tutta la loro sudditanza ci saranno sia il Presidente della Repubblica Mattarella che la Premier Giorgia Meloni. Questa visita di Zelenskij fa parte del suo nuovo “tour Europeo” che lo porterà a chiedere aiuti a tutti gli Stati che fanno parte della NATO dopo aver già visitato nei mesi scorsi Washington, Londra, Parigi, Bruxelles e negli ultimi giorni Helsinki e L’Aia. In questi sette mesi a Palazzo Chigi, la premier ha ribadito e dimostrato più volte di voler mantenere l’Italia al fianco degli alleati euroatlantici nel sostegno a Kiev, spiegando in parlamento e nei consessi internazionali la necessità di inviare armi all’Ucraina per metterla in condizioni di difendere se stessa e il resto dell’Europa. Scommettendo su un futuro “europeo, l’Italia vuole inoltre ritagliarsi uno spazio importante nella futura ricostruzione, un impegno valutato in 400 miliardi di dollari in 10 anni. A questo Meloni ha dedicato, appena poche settimane fa. Non possiamo permettere che il nostro Governo ospiti il Presidente di uno Stato che rifiuta categoricamente qualsiasi offerta di Pace, che ha infranto più volte i trattati di Minsk e che bombarda da 9 anni le Repubbliche del Donbass.


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ZELENSKIJ A ROMA
DOBBIAMO OPPORCI

Attesa per oggi la visita del presidente dell’Ucraina a Roma, ad aspettarlo e a mostrare tutta la loro sudditanza ci saranno sia il Presidente della Repubblica Mattarella che la Premier Giorgia Meloni.
Questa visita di Zelenskij fa parte del suo nuovo “tour Europeo” che lo porterà a chiedere aiuti a tutti gli Stati che fanno parte della NATO dopo aver già visitato nei mesi scorsi Washington, Londra, Parigi, Bruxelles e negli ultimi giorni Helsinki e L’Aia.

In questi sette mesi a Palazzo Chigi, la premier ha ribadito e dimostrato più volte di voler mantenere l’Italia al fianco degli alleati euroatlantici nel sostegno a Kiev, spiegando in parlamento e nei consessi internazionali la necessità di inviare armi all’Ucraina per metterla in condizioni di difendere se stessa e il resto dell’Europa. Scommettendo su un futuro “europeo, l’Italia vuole inoltre ritagliarsi uno spazio importante nella futura ricostruzione, un impegno valutato in 400 miliardi di dollari in 10 anni. A questo Meloni ha dedicato, appena poche settimane fa.

Non possiamo permettere che il nostro Governo ospiti il Presidente di uno Stato che rifiuta categoricamente qualsiasi offerta di Pace, che ha infranto più volte i trattati di Minsk e che bombarda da 9 anni le Repubbliche del Donbass.

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L’UCRAINA MINACCIA L’EUROPA Non si fermano le richieste del regime di Zelenskij all’Europa sotto diretta indicazione della NATO, adesso l’Ucraina è arrivata a minacciate tutta l’Europa perché vuole sempre più denaro e armi. “Se l’Europa smette di fornire armi all’Ucraina, scoppierà una guerra in altri paesi. Il numero di attacchi terroristici in Europa aumenterà in modo significativo. In generale, in Europa non ci sederemo più nei ristoranti e non mangeremo più croissant in sicurezza”. Così Mihailo Podolyak, consigliere del capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina. Il regime di Zelenskij fa di tutto per non voler arrivare alla pace e continuare questa guerra che viene portata avanti da 9 anni.


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L’UCRAINA MINACCIA L’EUROPA

Non si fermano le richieste del regime di Zelenskij all’Europa sotto diretta indicazione della NATO, adesso l’Ucraina è arrivata a minacciate tutta l’Europa perché vuole sempre più denaro e armi.

“Se l’Europa smette di fornire armi all’Ucraina, scoppierà una guerra in altri paesi. Il numero di attacchi terroristici in Europa aumenterà in modo significativo. In generale, in Europa non ci sederemo più nei ristoranti e non mangeremo più croissant in sicurezza”. Così Mihailo Podolyak, consigliere del capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina.

Il regime di Zelenskij fa di tutto per non voler arrivare alla pace e continuare questa guerra che viene portata avanti da 9 anni.

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