NON SI PUÒ MORIRE DI LAVORO A 75 ANNI! BASTA MORTI …


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NON SI PUÒ MORIRE DI LAVORO A 75 ANNI!
BASTA MORTI SUL LAVORO!

È successo pochi giorni fa nella provincia di Monza Brianza: ancora una volta, un lavoratore in età avanzata è morto sul posto di lavoro.
A 75 anni non sarebbe mai dovuto accadere. A quell’età si dovrebbe essere a casa a godersi la pensione, ma in Italia questo non è possibile. Bisogna lavorare fino alla morte… così è stato deciso ed è a questo che ci hanno portato i nostri governi degli ultimi trent’anni. Un passo dopo l’altro, fino a soffocarci, per rendere felice l’Unione Europea.

BASTA MORTI SUL LAVORO!

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DALLA GERMANIA BUONE NOTIZIE


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DALLA GERMANIA BUONE NOTIZIE

Panico negli ambienti euroatlantici per i risultati delle elezioni regionali nella parte orientale della Germania. Tiene solo il partito democristiano, mentre i socialdemocratici, che guidano il governo nazionale, hanno avuto una batosta tremenda. Cancellati i liberali. Qui il giochino sporco messo in atto da Macron in Francia, di mettere insieme la “sinistra” col “centro” per fermare la destra non ha funzionato, perché il sistema elettorale è proporzionale e non maggioritario e ciò ha evitato le pastette e la trappola politica. I vincitori sono indubbiamente, nell’ordine, il partito di estrema destra AfD e il partito di sinistra di Sahra Wagenknecht.

La propaganda bellicista nostrana (e non solo) si sbraccia per assimilare questi due partiti e affibbiare patenti aberranti agli uni e agli altri.

Ma è così?

AfD viene etichettato come nazista dai sostenitori del nazismo ucraino e sionista. E già farebbe ridere così. Abbiamo sempre sostenuto che il nazismo pericoloso che avanza nel mondo è quello della NATO. Tuttavia non si può negare che l’avversione alle burocrazie dominanti europee di AfD non è affatto basato su elementi di rottura, ma da una contrapposizione di interessi tra due settori della borghesia. Uno che è più legato e succube ai diktat statunitensi e un altro che si accorge di quanto questi diktat stiano danneggiando irreparabilmente la basilare struttura economica tedesca. In particolare ciò si esprime nell’avversione alla continuazione del supporto ai fantocci ucraini e all’alta presenza di immigrati. Nessuna richiesta di uscita dalla NATO. L’antisemitismo di cui sono accusati, non si concretizza in un sostegno alla causa palestinese. Diciamo che c’è molta retorica che fa breccia in categorie sociali molto disagiate – come le abbiamo viste anche in Inghilterra e in Francia e che non mancano di certo in Italia – che derivano dalla spoliazione dell’ex DDR, ma che vengono dirottate in una “guerra tra poveri” del tutto deleteria per i lavoratori. Ricetta sbagliata per mali reali, possiamo sintetizzare. Ma se litigano e dovessero arrivare allo stallo dell’attività politica in Germania, come in Francia, si potrebbero aprire scenari inediti.

Di segno completamente opposto le forze che si sono aggregate attorno alla Sahra, la cui formazione ha superato di slancio il 15% e viene demonizzata dalla propaganda occidentale con l’etichetta di “rossobruna”. Un comodo appellativo basato sul nulla, tranne che sul terrore che esiste una forza di sinistra che non risponde allo schiocco di dita dell’imperialismo atlantico, come fanno invece i socialdemocratici tedeschi, francesi o i nostri del PD.

Sahra ha avuto il grande merito di rompere con la formazione erede del partito al potere nella DDR, la Linke, che ormai era diventato una scatola vuota e burocratica, e riconnettersi coi sentimenti e le esigenze popolari. Questo la porta ad avere un sano atteggiamento di rifiuto del sostegno al finanziamento della guerra per procura in Ucraina, alla condanna del sionismo, una concreta analisi sul fenomeno dell’immigrazione e una critica molto acuta nei confronti delle burocrazie europee. Condivisibile la sua affermazione: «Il dibattito sull’aprire i confini è una carta da giocare per chi vuole forza lavoro a buon mercato – cioè per le grandi imprese. Non è un caso che le associazioni industriali cantino l’inno dell’immigrazione. Nessuno crede davvero che lo facciano per motivi umanitari. Si tratta di spietati interessi economici!»

Il suo libro Contro la sinistra liberale! Rappresenta un po’ il suo “manifesto”. In questo libro si possono riscontrare debolezze politiche che non vogliamo nascondere. Pur smascherando quella classe pseudointellettuale che rappresenta la base sociale della socialdemocrazia, che non è più da tempo la classe operaia, le soluzioni proposte non escono da una certa compatibilità borghese che potremmo far rientrare in un keynesismo aggiornato. Il difetto di queste proposte è quello che, nonostante la moderazione di cui si rivestono, sono esse davvero utopistiche, in quanto nessuna modifica è possibile senza una rottura radicale del sistema imperialista economico-militare costituito dalla NATO e dall’UE, dei patti di stabilità e dei rapporti subordinati entro la cittadella imperialista. La Germania da questo punto di vista è proprio al centro tra il vaso di ferro statunitense e quelli di coccio rappresentati principalmente dal nostro paese.

Pur ritenendola parte del movimento di opposizione e osservandola con interesse e speranza, dovremo vedere quali saranno i prossimi passi politici nazionali e internazionali per capire se su questo crinale la palla cadrà nel campo antimperialista, col rifiuto di qualsiasi collaborazione con le forze compromesse col sistema dominante, o nel campo imperialista, parabola sempre possibile per forze non ideologicamente marxiste.

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FESTA DELL’UNITÀ, CHE BRUTTA FINE!


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FESTA DELL’UNITÀ, CHE BRUTTA FINE!

Cara Festa dell’Unità, che brutta fine ti hanno fatto fare…
Senza nemmeno più il giornale che rappresentavi, anche lui svenduto e tradito, sei diventata (tra una risata e l’altra) portavoce di OnlyFans, l’ultima e impetuosa follia spinta soprattutto dai Liberal nordamericani.

Un ulteriore chiodo che i traditori del popolo hanno saputo mettere su ciò che una volta rappresentava i proletari e la loro riscossa sociale.

Non solo ogni sincero comunista, ma ogni italiano non dovrebbe mai perdonarli, non solo per aver svenduto la nostra storia e i nostri ideali, ma anche per aver calpestato la dignità di tutta l’Italia.

#FestaDellUnità #Tradimento #Proletariato #Storia #OnlyFans #Liberal #PoliticaItaliana #Comunismo #Svendita #Dignità #Italia #RiscossaSociale #TraditoriDelPopolo

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“Queste cose vanno combattute e difese” – Intervista a Carolus Wimmer Presidente del Comitato di solidarietà internazionale e lotta per la pace, COSI. In precedenza, è stato segretario internazionale del Partito comunista del Venezuela (PCV).


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“Queste cose vanno combattute e difese” – Intervista a Carolus Wimmer Presidente del Comitato di solidarietà internazionale e lotta per la pace, COSI. In precedenza, è stato segretario internazionale del Partito comunista del Venezuela (PCV).

Il governo del presidente Nicolás Maduro ha la situazione sotto controllo?
Il lunedì successivo al giorno delle elezioni, è stato fatto un altro tentativo di scatenare una vera e propria guerra civile, come è avvenuto tra il 2014 e il 2017. Non a caso, gli Stati Uniti sono costantemente invitati a farlo. Poi c’è l’Organizzazione degli Stati americani, di cui non facciamo più parte. Ma dal loro punto di vista, è giustificato che le forze armate di altri Paesi invadano qui. E in generale, gli Stati Uniti entrano ma non escono.

Trovate il link all’intervista completa nel primo commento a questo post, o sul sito de La Riscossa.

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LIBERTÀ DI ESPRESSIONE? NO. LIBERTÀ DI INFORMAZIONE? NO. ZUCKERBERG LO AMMETTE!


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LIBERTÀ DI ESPRESSIONE? NO. LIBERTÀ DI INFORMAZIONE? NO. ZUCKERBERG LO AMMETTE!

Pochi giorni dopo quanto accaduto a Pavel Durov, il fondatore di Telegram, arrivano sempre più conferme su come la libertà di espressione e di informazione sia sempre più in pericolo e abbia già subito attacchi fortissimi.

È infatti di queste ore l’ammissione di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook e attuale proprietario anche di Instagram e WhatsApp (praticamente la maggior parte del traffico web e social mondiale), di aver subito pressioni dal governo americano per la rimozione di diverse informazioni. Si va dai post sul COVID fino al caso del portatile di Hunter Biden, figlio dell’attuale presidente USA.

Oltre 20 milioni di post sono stati rimossi, bollando qualsiasi cosa non fosse “adeguata” come fake news.

Questa è la conferma di come la lunga mano degli interessi statunitensi arrivi, attraverso i social network, direttamente dentro casa nostra, cercando di manipolare la realtà e la verità.

#LibertàDiEspressione #LibertàDiInformazione #Zuckerberg #Facebook #Instagram #WhatsApp #Censura #SocialMedia #HunterBiden #COVID #FakeNews #Manipolazione #Verità #USA #Geopolitica

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GRAZIE ALL’UNIONE EUROPEA NELLA BATTAGLIA DEI DAZI ALLA CINA, CI RIMETTONO SOPRATTUTTO GLI ITALIANI


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GRAZIE ALL’UNIONE EUROPEA NELLA BATTAGLIA DEI DAZI ALLA CINA, CI RIMETTONO SOPRATTUTTO GLI ITALIANI

Dopo l’annuncio da parte dell’Unione Europea dei prossimi dazi sulle automobili realizzate in Cina, il governo di Pechino ha risposto annunciando un aumento dei dazi sui prodotti caseari europei. Questa manovra andrà a colpire in particolare l’Italia e la Francia, mettendo a rischio un settore che dà lavoro a migliaia di persone.

Sembra un caso, ma qualsiasi cosa faccia l’Unione Europea sembra fatta apposta per danneggiare il nostro paese e i nostri lavoratori.

Nel frattempo, il governo dei Sovranisti di Cartone continua a tenere la testa bassa e a essere subalterno a Bruxelles, confermando come l’Italia, all’interno dell’Unione Europea, non possa avere alcun futuro.

FUORI DALL’UNIONE EUROPEA SUBITO!

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LA DEMOCRATICA E LIBERA EUROPA ARRESTA IL CREATORE DI TELEGRAM


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LA DEMOCRATICA E LIBERA EUROPA ARRESTA IL CREATORE DI TELEGRAM

Ed è così che, poco dopo la liberazione di Assange, la libertà di informazione e chi la rappresenta è di nuovo sotto attacco. Questa volta accade nella “Democraticissima” Europa, dove la Francia, appoggiandosi al Digital Services Act dell’Unione Europea, ha arrestato Pavel Durov, il creatore di Telegram.

L’accusa è quella di favorire il terrorismo internazionale, ma l’obiettivo reale sembra essere quello di ottenere le chiavi di Telegram, uno degli ultimi veri approdi per chi cerca l’informazione davvero libera e indipendente.

Un nuovo attacco alla libertà di informazione lanciato direttamente dall’Unione Europea.

#Telegram #PavelDurov #LibertàDiInformazione #UnioneEuropea #DigitalServicesAct #Assange #Censura #Europa #Francia #InformazioneLibera #Terrorismo #DirittiDigitali #Geopolitica

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25 AGOSTO 1911 NASCEVA IL GENERALE Võ Nguyên GIÁP


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25 AGOSTO 1911 NASCEVA
IL GENERALE Võ Nguyên GIÁP
Võ Nguyên Giáp è stato un generale, politico, scrittore e rivoluzionario vietnamita. Fu il capo militare del Viet Minh di Ho Chi Minh nella guerra d’Indocina e dell’Esercito popolare vietnamita della Repubblica Democratica del Vietnam nella guerra del Vietnam.
Brillante tattico e stratega in campo militare, Giap comandò le forze COMUNISTE Viet Minh che liberarono il Vietnam dal dominio coloniale francese nella guerra d’Indocina, ottenendo una clamorosa vittoria campale nella battaglia di Dien Bien Phu.
Come comandante dell’Esercito popolare del Vietnam del Nord combatté con successo le forze statunitensi e sudvietnamite nella guerra del Vietnam. Dopo la riunificazione, prestò servizio come ministro della Difesa vietnamita e in seguito come vice primo ministro.
“Oggi ci sforziamo di lavorare per la felicità del popolo che vuol dire democrazia e libertà per tutti. I nostri obiettivi primari sono quelli di far sì che tutti mangino e si vestano, che i ragazzi vadano a scuola, che i malati siano curati e che le minoranze etniche siano salvaguardate e rispettate con il loro coinvolgimento nella società.“

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24 agosto 1929 nasce Yasser Arafat, massimo esponente della causa Palestinese.


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24 agosto 1929 nasce Yasser Arafat, massimo esponente della causa Palestinese.
Mandela dichiarò: “Ho tre amici nel mondo, e sono Yasser Arafat, Mu’ammar Gheddafi e Fidel Castro”.

Personaggio sicuramente controverso, massimo esponente della causa dell’autodeterminazione per lo Stato palestinese .
Era il 1974 quando si presento’ al Palazzo di Vetro dell’ONU indossando l’uniforme militare e l’emblematica kefiah a scacchi sul capo. In una mano teneva un ramoscello d’ulivo, nell’altra il fodero del ”fucile dei combattenti della liberta”’. Parlando all’Assemblea Generale, Arafat ricordo’ le radici della questione palestinese, ribadi’ le ragioni guerriglia contro Israele, si appello’ al principio dell’autodeterminazione dei popoli. Era la prima volta che un rappresentante di un’organizzazione non governativa parlava ad una sessione generale dell’Onu Un lungo applauso accompagno’, allora come oggi, le sue parole. Il leader dell’Olp entrava definitivamente nel cuore della sua gente e la questione palestinese irrompeva in quello della diplomazia mondiale. Poche settimane dopo, le Nazioni Unite riconobbero il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione.
Rimasta nella storia la frase.
«Oggi sono venuto con un ramoscello di ulivo e un fucile da combattente per la libertà. Non lasciate che il ramoscello d’ulivo cada dalla mia mano».

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