DISASTRO AMBIENTALE NEGLI USA ANCORA NESSUNO NE PARLA Sul disastro ferroviario avvenuto a East Palestine in Ohio lo scorso 3 febbraio ancora nessuno ne parla. Non ne parlano i nostri media per non mostrare una crepa nella narrazione perfetta che fanno degli USA e non ne parlano neanche gli ambientalisti. Tutto tace in una coltre di silenzio omertoso. I cittadini di East Palestine però stanno cercando di farsi sentire e di portare la notizia sulle prime pagine nazionali, impauriti e preoccupati per la loro salute dopo che sono stati fatti rientrare nelle loro case pochi giorni dopo la fuoriuscita di sostanze chimiche tossiche dal treno deragliato e dopo che le sostanze chimiche sono entrate nei corpi idrici locali, uccidendo migliaia di pesci. Il treno della Norfolk Southern Railroad deragliato lo scorso 3 di febbraio ha infatti rilasciato nell’ambiente una serie di sostanze chimiche, tra cui cloruro di vinile particolarmente cancerogeno. Nel tentativo di evitare un’esplosione, i tecnici hanno tentato un rilascio controllato di sostanze da cinque serbatoi. I sindacati, ritengono probabile che il carico sia stato distribuito in modo errato nei vagoni a causa di misure aziendali di riduzione dei costi. Per lo stesso motivo sono state ridotte le ispezioni di sicurezza. Inoltre, anni di pressioni da parte dell’industria hanno fatto sì che la compagnia non sia nemmeno tenuta a classificare il carico come chimico tossico. Di tutto questo niente è stato riportato dai media, da bravi sudditi dell’imperialismo USA preferiscono rimanere in silenzio per non disturbare gli USA mettendoli, in qualche modo, in cattiva luce.


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DISASTRO AMBIENTALE NEGLI USA
ANCORA NESSUNO NE PARLA

Sul disastro ferroviario avvenuto a East Palestine in Ohio lo scorso 3 febbraio ancora nessuno ne parla. Non ne parlano i nostri media per non mostrare una crepa nella narrazione perfetta che fanno degli USA e non ne parlano neanche gli ambientalisti. Tutto tace in una coltre di silenzio omertoso.

I cittadini di East Palestine però stanno cercando di farsi sentire e di portare la notizia sulle prime pagine nazionali, impauriti e preoccupati per la loro salute dopo che sono stati fatti rientrare nelle loro case pochi giorni dopo la fuoriuscita di sostanze chimiche tossiche dal treno deragliato e dopo che le sostanze chimiche sono entrate nei corpi idrici locali, uccidendo migliaia di pesci.

Il treno della Norfolk Southern Railroad deragliato lo scorso 3 di febbraio ha infatti rilasciato nell’ambiente una serie di sostanze chimiche, tra cui cloruro di vinile particolarmente cancerogeno. Nel tentativo di evitare un’esplosione, i tecnici hanno tentato un rilascio controllato di sostanze da cinque serbatoi. I sindacati, ritengono probabile che il carico sia stato distribuito in modo errato nei vagoni a causa di misure aziendali di riduzione dei costi. Per lo stesso motivo sono state ridotte le ispezioni di sicurezza. Inoltre, anni di pressioni da parte dell’industria hanno fatto sì che la compagnia non sia nemmeno tenuta a classificare il carico come chimico tossico.

Di tutto questo niente è stato riportato dai media, da bravi sudditi dell’imperialismo USA preferiscono rimanere in silenzio per non disturbare gli USA mettendoli, in qualche modo, in cattiva luce.

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I MEDICI CUBANI TORNANO AD AIUTARE L’ITALIA Cuba torna ad aiutare l’Italia, lo fa mandando ancora una volta i propri medici per sopperire ai continui tagli che la nostra sanità pubblica subisce ogni anno. Lo scorso 28 dicembre hanno preso servizio negli ospedali di Polistena, Gioia Tauro, Locri e Melito Porto Salvo i 51 medici cubani arrivati in Calabria. Su richiesta della Regione, i dottori sono qui per supplire alla carenza di medici sul territorio. In queste settimane hanno seguito un corso intensivo di italiano presso l’Università di Cosenza, e adesso sono pronti ad iniziare la loro attività nelle corsie ospedaliere. “Per farli arrivare in Italia abbiamo superato polemiche e tanti intoppi burocratici…”, commenta il presidente Roberto Occhiuto. “…Come ho detto più volte, i medici cubani non toglieranno alcun posto di lavoro a medici italiani o calabresi, e questa vicenda non è una scorciatoia per non affrontare di petto i problemi che ci sono. Per superare l’emergenza in modo strutturale l’unica strada che abbiamo è quella dei concorsi, che continueremo a bandire su tutto il territorio regionale per assumere medici a tempo indeterminato”, ha continuato Occhiuto. L’internazionalismo fa parte dei principi base della Costituzione cubana. È tradizione storica, fin dai primi anni della rivoluzione, soprattutto nel settore della salute, inviare personale in aiuto delle popolazioni bisognose. “Medici non bombe” era e resta lo slogan (coniato da Fidel Castro) di questo piccolo Paese così immensamente generoso. Il socialismo funziona, basterebbe che il vergognoso embargo unilaterale da parte degli Stati Uniti venisse tolto per far volare Cuba e per far stare ancora meglio il popolo cubano. NO AL BLOQUEO! NO ALL’IMPERIALISMO YANKEE!


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I MEDICI CUBANI TORNANO AD AIUTARE L’ITALIA

Cuba torna ad aiutare l’Italia, lo fa mandando ancora una volta i propri medici per sopperire ai continui tagli che la nostra sanità pubblica subisce ogni anno.

Lo scorso 28 dicembre hanno preso servizio negli ospedali di Polistena, Gioia Tauro, Locri e Melito Porto Salvo i 51 medici cubani arrivati in Calabria.
Su richiesta della Regione, i dottori sono qui per supplire alla carenza di medici sul territorio. In queste settimane hanno seguito un corso intensivo di italiano presso l’Università di Cosenza, e adesso sono pronti ad iniziare la loro attività nelle corsie ospedaliere.

“Per farli arrivare in Italia abbiamo superato polemiche e tanti intoppi burocratici…”, commenta il presidente Roberto Occhiuto.
“…Come ho detto più volte, i medici cubani non toglieranno alcun posto di lavoro a medici italiani o calabresi, e questa vicenda non è una scorciatoia per non affrontare di petto i problemi che ci sono. Per superare l’emergenza in modo strutturale l’unica strada che abbiamo è quella dei concorsi, che continueremo a bandire su tutto il territorio regionale per assumere medici a tempo indeterminato”, ha continuato Occhiuto.

L’internazionalismo fa parte dei principi base della Costituzione cubana. È tradizione storica, fin dai primi anni della rivoluzione, soprattutto nel settore della salute, inviare personale in aiuto delle popolazioni bisognose.
“Medici non bombe” era e resta lo slogan (coniato da Fidel Castro) di questo piccolo Paese così immensamente generoso.
Il socialismo funziona, basterebbe che il vergognoso embargo unilaterale da parte degli Stati Uniti venisse tolto per far volare Cuba e per far stare ancora meglio il popolo cubano.

NO AL BLOQUEO! NO ALL’IMPERIALISMO YANKEE!

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IL MINISTRO VALDITARA DIFENDE I FASCISTI Il ministro dell’istruzione Valditara attacca la preside del liceo Da Vinci di Firenze, colpevole di aver scritto una lettera ai suoi studenti per spronarli a non essere indifferenti alla violenza che portò al fascismo (riguardo il pestaggio squadrista successo a Firenze il 18 febbraio). Anziché condannare con forza il vile atto squadrista compiuto contro gli studenti inermi del liceo Michelangiolo ed elogiare la lettera della dirigente scolastica che si rifà ai principi fondanti della COSTITUZIONE ANTIFASCISTA NATA DALLA RESISTENZA, Giuseppe Valditara minaccia provvedimenti contro la preside, legittimando di fatto l’azione squadrista compiuta da Azione Studentesca, movimento di destra vicino a Fratelli d’Italia: “Di queste lettere non so che farmene, sono lettere ridicole, pensare che ci sia un rischio fascista è ridicolo. Trovo ci sia sempre più un attacco alla libertà di opinione e un alzare i toni trasformando la polemica in una campagna di odio”. Nella lettera la preside ricorda solamente che il “fascismo in Italia è nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti”. Un invito ai ragazzi a reagire contro l’indifferenza. ESIGIAMO LE DIMISSIONI IMMEDIATE DEL MINISTRO VALDITARA Per aver difeso, di fatto, i responsabili dei fatti accaduti e per aver attaccato la preside che nella sua lettera metteva solamente in guardia i propri alunni da certi comportamenti fascistoidi. RIBADIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ Alla dirigente scolastica e a tutti i sinceri antifascisti colpiti da questo atto.


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IL MINISTRO VALDITARA DIFENDE I FASCISTI

Il ministro dell’istruzione Valditara attacca la preside del liceo Da Vinci di Firenze, colpevole di aver scritto una lettera ai suoi studenti per spronarli a non essere indifferenti alla violenza che portò al fascismo (riguardo il pestaggio squadrista successo a Firenze il 18 febbraio).

Anziché condannare con forza il vile atto squadrista compiuto contro gli studenti inermi del liceo Michelangiolo ed elogiare la lettera della dirigente scolastica che si rifà ai principi fondanti della COSTITUZIONE ANTIFASCISTA NATA DALLA RESISTENZA, Giuseppe Valditara minaccia provvedimenti contro la preside, legittimando di fatto l’azione squadrista compiuta da Azione Studentesca, movimento di destra vicino a Fratelli d’Italia: “Di queste lettere non so che farmene, sono lettere ridicole, pensare che ci sia un rischio fascista è ridicolo. Trovo ci sia sempre più un attacco alla libertà di opinione e un alzare i toni trasformando la polemica in una campagna di odio”.

Nella lettera la preside ricorda solamente che il “fascismo in Italia è nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti”. Un invito ai ragazzi a reagire contro l’indifferenza.

ESIGIAMO LE DIMISSIONI IMMEDIATE DEL MINISTRO VALDITARA
Per aver difeso, di fatto, i responsabili dei fatti accaduti e per aver attaccato la preside che nella sua lettera metteva solamente in guardia i propri alunni da certi comportamenti fascistoidi.
RIBADIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ Alla dirigente scolastica e a tutti i sinceri antifascisti colpiti da questo atto.

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Il Partito Comunista esprime la totale solidarietà e vicinanza a Sara Reginella vittima di un attacco da parte della propaganda NATO. Alla libreria all’interno della Feltrinelli di viale Pasubio, 11, in provincia di Milano, alcuni soggetti hanno cercato di limitare l’informazione posizionando dei bigliettini sopra i libri “Donbass, la guerra fantasma” con chiari riferimenti russofobi e di propaganda NATO. Un gesto vile che ci impone di ricordare quanto sia vitale la libera informazione. Ribadiamo la nostra solidarietà a Sara Reginella e al suo lavoro prodotto fino ad oggi nel portare la realtà di questa guerra anche in occidente dove le informazioni vengono costantemente censurate


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Il Partito Comunista esprime la totale solidarietà e vicinanza a Sara Reginella vittima di un attacco da parte della propaganda NATO.

Alla libreria all’interno della Feltrinelli di viale Pasubio, 11, in provincia di Milano, alcuni soggetti hanno cercato di limitare l’informazione posizionando dei bigliettini sopra i libri “Donbass, la guerra fantasma” con chiari riferimenti russofobi e di propaganda NATO. Un gesto vile che ci impone di ricordare quanto sia vitale la libera informazione.

Ribadiamo la nostra solidarietà a Sara Reginella e al suo lavoro prodotto fino ad oggi nel portare la realtà di questa guerra anche in occidente dove le informazioni vengono costantemente censurate

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25 FEBBRAIO IN TUTTA ITALIA CONTRO LA GUERRA CONTRO LA NATO CONTRO LE SANZIONI ALLA RUSSIA E L’INVIO DI ARMI ALL’UCRAINA IL PARTITO COMUNISTA SI MOBILITA ROMA – PIAZZA SANTI APOSTOLI ORE 15 GENOVA – PONTE ETIOPIA ORE 14 CAGLIARI – PIAZZA GARIBALDI ORE 9.30 FIRENZE – CIRCOLO PONTE A GREVE Via Pisana 809 ORE 17


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25 FEBBRAIO IN TUTTA ITALIA
CONTRO LA GUERRA CONTRO LA NATO
CONTRO LE SANZIONI ALLA RUSSIA E L’INVIO DI ARMI ALL’UCRAINA

IL PARTITO COMUNISTA SI MOBILITA
ROMA – PIAZZA SANTI APOSTOLI ORE 15
GENOVA – PONTE ETIOPIA ORE 14
CAGLIARI – PIAZZA GARIBALDI ORE 9.30
FIRENZE – CIRCOLO PONTE A GREVE Via Pisana 809 ORE 17

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Il Partito Comunista ricorda che l’antifascismo deve rappresentare la bussola della nostra cultura e non un vessillo da sbandierare all’occorrenza e strumentalmente per puri calcoli di convenienza. Passerelle come quelle del PD in campagna elettorale non possono essere più accettate. L’antifascismo si professa tutti i giorni nelle strade, nei luoghi di lavoro e nelle scuole e di certo non si alimenta con equiparazioni improbabili tra fascismo e comunismo nelle sedi europee. L’antifascismo che noi applichiamo coerentemente è invece quello anticapitalista, perché il fascismo rappresenta da sempre il braccio armato del capitalismo.


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Il Partito Comunista ricorda che l’antifascismo deve rappresentare la bussola della nostra cultura e non un vessillo da sbandierare all’occorrenza e strumentalmente per puri calcoli di convenienza. Passerelle come quelle del PD in campagna elettorale non possono essere più accettate.
L’antifascismo si professa tutti i giorni nelle strade, nei luoghi di lavoro e nelle scuole e di certo non si alimenta con equiparazioni improbabili tra fascismo e comunismo nelle sedi europee.
L’antifascismo che noi applichiamo coerentemente è invece quello anticapitalista, perché il fascismo rappresenta da sempre il braccio armato del capitalismo.

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MANO FASCISTA SILENZIO DI STATO UN FIORE PER VERBANO Correva l’anno 1980, nel pieno dei cosiddetti Anni di Piombo, il 22 febbraio veniva ucciso da un colpo d’arma da fuoco l’attivista di Autonomia Operaia Valerio Verbano. Siamo a Montesacro, in via Monte Bianco, due genitori imbavagliati e legati in una stanza sentono esplodere il colpo. L’omicidio viene rivendicato dai NAR, Nuclei Armati Rivoluzionari ma mai nessuno pagò per questo delitto. Valerio indaga sull’eversione nera romana, fogli e fogli di elementi riconducibili alla destra romana, una mappatura precisa che riportava ben 900 nomi e cognomi di cui purtroppo per colpa o negligenza di chi ne venne in possesso, andrà in gran parte perduta. Proprio così il ‘Dossier Verbano’, sequestrato il 30 aprile del 1980 nell’abitazione, presto scompare dall’ufficio corpi di reato del tribunale di Roma, ritrasmesso in copia fotostatica dalla digos al giudice che indagava sul suo omicidio viene infine definitivamente inviato al macero nel 1987. Quasi 400 pagine, tra cui l’agenda rossa del 1977 e la rubrica con i nomi dei militanti neofascisti. Il 23 giugno 1980, a breve distanza dal luogo dell’assassinio di Valerio, viene ucciso anche il magistrato romano Mario Amato che stava lavorando anch’egli sui fascisti e aveva acquisito fra l’altro la documentazione ritrovata a casa del giovane. Un intreccio mortifero e inquietante, che si protrarrà per lunghi anni. Oggi i fascisti paiono tornati in grande spolvero e si alimentano dell’imbelle incapacità della sinistra di rappresentare quelli che dovrebbero essere i suoi settori sociali di riferimento. Il Partito Comunista nel ricordare Valerio Verbano a 43 anni dalla sua uccisione, chiede ancora una volta che sia fatta chiarezza sui responsabili dell’omicidio del compagno. Il Partito Comunista ricorda che l’antifascismo deve rappresentare la bussola della nostra cultura e non un vessillo da sbandierare all’occorrenza e strumentalmente per puri calcoli di convenienza. Passerelle come quelle del PD in campagna elettorale non possono essere più accettate. L’antifascismo si professa tutti i giorni nelle strade, nei luoghi di lavoro e nelle scuole e di certo non si alimenta con equiparazioni improbabili tra fascismo e comunismo nelle sedi europee. L’antifascismo che noi applichiamo coerentemente è invece quello anticapitalista, perché il fascismo rappresenta da sempre il braccio armato del capitalismo.


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MANO FASCISTA
SILENZIO DI STATO
UN FIORE PER VERBANO
Correva l’anno 1980, nel pieno dei cosiddetti Anni di Piombo, il 22 febbraio veniva ucciso da un colpo d’arma da fuoco l’attivista di Autonomia Operaia Valerio Verbano. Siamo a Montesacro, in via Monte Bianco, due genitori imbavagliati e legati in una stanza sentono esplodere il colpo.
L’omicidio viene rivendicato dai NAR, Nuclei Armati Rivoluzionari ma mai nessuno pagò per questo delitto.
Valerio indaga sull’eversione nera romana, fogli e fogli di elementi riconducibili alla destra romana, una mappatura precisa che riportava ben 900 nomi e cognomi di cui purtroppo per colpa o negligenza di chi ne venne in possesso, andrà in gran parte perduta.
Proprio così il ‘Dossier Verbano’, sequestrato il 30 aprile del 1980 nell’abitazione, presto scompare dall’ufficio corpi di reato del tribunale di Roma, ritrasmesso in copia fotostatica dalla digos al giudice che indagava sul suo omicidio viene infine definitivamente inviato al macero nel 1987. Quasi 400 pagine, tra cui l’agenda rossa del 1977 e la rubrica con i nomi dei militanti neofascisti.
Il 23 giugno 1980, a breve distanza dal luogo dell’assassinio di Valerio, viene ucciso anche il magistrato romano Mario Amato che stava lavorando anch’egli sui fascisti e aveva acquisito fra l’altro la documentazione ritrovata a casa del giovane.
Un intreccio mortifero e inquietante, che si protrarrà per lunghi anni. Oggi i fascisti paiono tornati in grande spolvero e si alimentano dell’imbelle incapacità della sinistra di rappresentare quelli che dovrebbero essere i suoi settori sociali di riferimento.
Il Partito Comunista nel ricordare Valerio Verbano a 43 anni dalla sua uccisione, chiede ancora una volta che sia fatta chiarezza sui responsabili dell’omicidio del compagno.
Il Partito Comunista ricorda che l’antifascismo deve rappresentare la bussola della nostra cultura e non un vessillo da sbandierare all’occorrenza e strumentalmente per puri calcoli di convenienza. Passerelle come quelle del PD in campagna elettorale non possono essere più accettate.
L’antifascismo si professa tutti i giorni nelle strade, nei luoghi di lavoro e nelle scuole e di certo non si alimenta con equiparazioni improbabili tra fascismo e comunismo nelle sedi europee.
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I MEDIA OCCIDENTALI NON SI FERMANO NEANCHE DAVANTI AL DISASTRO IN SIRIA I media occidentali continuano la loro opera di sciacallaggio e disinformazione anche davanti al disastroso terremoto che ha colpito la Siria e la Turchia lo scorso 6 febbraio, concentrandosi sopratutto sull’attaccare con ogni mezzo il governo di Damasco, dichiarando e influenzando l’opinione pubblica che Assad utilizzerà i fondi per ricostruire il Paese e la stessa crisi per “riabilitare” la propria immagine sulla scena internazionale. I titoli che i giornali hanno tirato fuori per attaccare il governo siriano sono stati: titoli che vanno da “Assad siriano usa la diplomazia del disastro per tornare sulla scena mondiale” a “Bashar al-Assad non vuole che una calamità vada sprecata”, i media occidentali si sono uniti per affermare che il devastante terremoto è in qualche modo vantaggioso per il governo siriano. “Un potente terremoto la scorsa settimana ha catapultato l’autoritario presidente siriano, Bashar al-Assad, sotto i riflettori globali, creandogli l’opportunità di avanzare ulteriormente sulla scena internazionale attraverso la diplomazia dei disastri”, ha scritto Declan Walsh per il New York Times (NYT ), prima di lamentarsi di come il leader siriano “abbia ricevuto un flusso costante di simpatia, aiuto e attenzione da altri paesi”. “Una tragedia per i siriani è un vantaggio per Assad perché nessun altro vuole gestire questo pasticcio”, ha spiegato al NYT un analista dell’International Institute for Strategic Studies di Londra. Queste sono solamente alcune delle frasi che sono uscite dai media occidentali asservite agli USA e che ricalcano in tutto e per tutto la linea politica statunitense sulla questione Siria facendo una vera e propria opera di sciacallaggio nei confronti di una popolazione intera. Quello che però i nostri media non vogliono raccontare è che in questa vicenda non esiste solamente il supporto dell’occidente e della comunità internazionale, che alla fine si riduce a Usa, Gran Bretagna Canada, Unione Europea, Australia e Giappone, ma esiste una vera comunità internazionale, che comprende la maggior parte dei Paesi e delle popolazioni del mondo, e fra quelli più popolati, come India, Cina, Russia, Brasile, altri paesi dell’Africa e del Medio Oriente che non hanno mai voltato le spalle a Damasco. Verrà dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che ormai il blocco dell’imperialismo occidentale non è più necessario al resto del mondo e prima gli USA e i suoi alleati si faranno da parte e prima le popolazioni del pianeta terra potranno andare insieme verso un mondo di Pace e di sviluppo per tutti.


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I MEDIA OCCIDENTALI NON SI FERMANO NEANCHE DAVANTI AL DISASTRO IN SIRIA

I media occidentali continuano la loro opera di sciacallaggio e disinformazione anche davanti al disastroso terremoto che ha colpito la Siria e la Turchia lo scorso 6 febbraio, concentrandosi sopratutto sull’attaccare con ogni mezzo il governo di Damasco, dichiarando e influenzando l’opinione pubblica che Assad utilizzerà i fondi per ricostruire il Paese e la stessa crisi per “riabilitare” la propria immagine sulla scena internazionale.

I titoli che i giornali hanno tirato fuori per attaccare il governo siriano sono stati: titoli che vanno da “Assad siriano usa la diplomazia del disastro per tornare sulla scena mondiale” a “Bashar al-Assad non vuole che una calamità vada sprecata”, i media occidentali si sono uniti per affermare che il devastante terremoto è in qualche modo vantaggioso per il governo siriano.
“Un potente terremoto la scorsa settimana ha catapultato l’autoritario presidente siriano, Bashar al-Assad, sotto i riflettori globali, creandogli l’opportunità di avanzare ulteriormente sulla scena internazionale attraverso la diplomazia dei disastri”, ha scritto Declan Walsh per il New York Times (NYT ), prima di lamentarsi di come il leader siriano “abbia ricevuto un flusso costante di simpatia, aiuto e attenzione da altri paesi”.
“Una tragedia per i siriani è un vantaggio per Assad perché nessun altro vuole gestire questo pasticcio”, ha spiegato al NYT un analista dell’International Institute for Strategic Studies di Londra.

Queste sono solamente alcune delle frasi che sono uscite dai media occidentali asservite agli USA e che ricalcano in tutto e per tutto la linea politica statunitense sulla questione Siria facendo una vera e propria opera di sciacallaggio nei confronti di una popolazione intera.
Quello che però i nostri media non vogliono raccontare è che in questa vicenda non esiste solamente il supporto dell’occidente e della comunità internazionale, che alla fine si riduce a Usa, Gran Bretagna Canada, Unione Europea, Australia e Giappone, ma esiste una vera comunità internazionale, che comprende la maggior parte dei Paesi e delle popolazioni del mondo, e fra quelli più popolati, come India, Cina, Russia, Brasile, altri paesi dell’Africa e del Medio Oriente che non hanno mai voltato le spalle a Damasco. Verrà dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che ormai il blocco dell’imperialismo occidentale non è più necessario al resto del mondo e prima gli USA e i suoi alleati si faranno da parte e prima le popolazioni del pianeta terra potranno andare insieme verso un mondo di Pace e di sviluppo per tutti.

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