Viva il Primo Maggio, avanti con la lotta!

Viva il Primo Maggio, avanti con la lotta!

Comunicato dell’Iniziativa dei Partiti Comunisti e Operai d’Europa (ICWPE) per il 1° Maggio 2018

1° Maggio – 132 anni: continuiamo la lotta contro lo sfruttamento capitalista, la guerra, la disoccupazione, la povertà

Onoriamo le lotte di classe e gli eroi della nostra classe diventando i loro degni e capaci prosecutori. Il Primo Maggio dei lavoratori è il giorno in cui possiamo valutare le nostre forze, la nostra organizzazione, la nostra combattività e la nostra preparazione ideologico-politica per le grandi sfide della lotta di classe del nostro tempo.

Il 1° Maggio non è solo un giorno di commemorazione per l’intera classe lavoratrice; è in particolare una giornata di responsabilità su come ogni lavoratore può partecipare alla lotta di classe, nell’organizzazione in ogni impresa, in ogni settore e posto di lavoro.

In questo periodo, la competizione tra i principali centri imperialisti, le loro classi borghesi e unioni si acuisce. Intere regioni sono coinvolte nelle fiamme create dagli interventi imperialisti, dalla Siria, che è stata bombardata nuovamente dagli USA, dalla Francia e Gran Bretagna con il sostegno dell’UE e della NATO, ma anche dal più ampio Medio Oriente, all’Europa Orientale, all’Ucraina, ai Balcani, al Mar Nero e al Nord Africa. La NATO, l’UE e i loro governi seminano morte e distruzione; trascinano i popoli a combattersi gli uni contro gli altri per gli interessi dei monopoli.

I gruppi imprenditoriali, gli Stati e i loro governi sono impegnati in un’intensa competizione reciproca sul controllo delle risorse naturali e dei mercati. Tuttavia, seguono una linea comune contro la classe operaia, cercando la massima riduzione possibile del prezzo della forza lavoro promuovendo riforme anti-operaie, aumentando il lavoro flessibile non retribuito, l’intensità del terrorismo padronale, colpendo la più grande conquista dei lavoratori: il diritto di sciopero.

132 anni dopo la rivendicazione di una giornata lavorativa di otto ore, esistono tutte le possibilità di lavorare per meno ore; svagarci di più, con aumenti sostanziali delle retribuzioni e delle pensioni, con pieno diritto al lavoro e previdenza sociale; avere tempo libero per dedicarsi alla cultura, all’educazione, alla partecipazione all’organizzazione sociale, all’aumento degli standard di vita e intellettuali delle persone. Con assistenza sanitaria gratuita e di alto livello per tutti, alloggi per tutti, lavorare con diritti per tutti. La classe operaia produce tutta la ricchezza, che appartiene ad essa e per la quale combatte.

Alziamo la bandiera degli interessi della classe lavoratrice. Combattiamo contro la guerra imperialista per sradicare la sua causa profonda. Insieme ai lavoratori di tutti i paesi per un mondo senza sfruttamento, guerre, rifugiati.

La classe operaia ha le sue armi: unità di classe, solidarietà di classe, da utilizzare nelle nuove dure lotte nel scontro con i suoi sfruttatori e il loro personale politico, fino al rovesciamento del loro potere. Nel suo lungo corso storico, la classe operaia ha raggiunto la conquista del potere, attraverso sacrifici e sangue. Ha dimostrato che la classe operaia può vincere quando è organizzata, quando ha un suo piano, quando è determinata a combattere lo sfruttamento capitalista, i gruppi padronali e i loro partiti. Per far corrispondere la classe operaia a tali doveri è una necessità e un prerequisito che i partiti comunisti diventino potenti.

Inviamo i nostri caldi saluti militanti alle manifestazioni dei lavoratori per il Primo Maggio in tutta Europa e in tutto il mondo. Ci impegniamo a essere in prima linea nell’organizzazione militante della lotta di classe per il diritto di ogni popolo a scegliere il proprio percorso di sviluppo, incluso il diritto al disimpegno dall’UE e dalle dipendenze della NATO, rafforzando la lotta per il socialismo, liberare la società dallo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo.

Il sacrificio dei lavoratori del mondo, i lavoratori di Chicago, le lavoratrici di New York, il proletariato russo non è stato invano; al contrario, sono un faro sulla strada che dobbiamo seguire oggi fino alla vittoria finale.

Via la Giornata dei Lavoratori!

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

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Per un primo maggio di lotta, dei lavoratori e delle lavoratrici.

Per un primo maggio di lotta, dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il Partito Comunista organizzerà una manifestazione in piazza a Torino, nel centro della città in occasione del 1° maggio per porre al centro il tema del lavoro, dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici calpestati da anni di politiche antipopolari e filo-padronali. Il nostro vuole essere un segnale chiaro al nuovo governo, quale ne sia il colore politico, e allo stesso tempo una netta presa di distanza dalle dirigenze sindacali e dalle forze politiche che sono state responsabili dell’attacco ai diritti dei lavoratori.

Per la prima volta non parteciperemo al corteo tradizionale, organizzato dai sindacati confederali come presa di posizione politica netta nei confronti della direzione di quei sindacati da anni apertamente collaborazionista, corresponsabile della sconfitta storica del movimento operaio. Non sfileremo insieme a politici nazionali e locali del Partito Democratico e dei partiti della cosiddetta “sinistra” che a livello nazionale e locale hanno sostenuto e sostengono le stese politiche antipopolari che attaccano i diritti e i salari dei lavoratori. Non scendiamo in piazza ai funerali dei diritti dei lavoratori al fianco dei loro assassini.

Torino e tutta l’Italia hanno bisogno di un segnale di scossa. La vicenda Embraco, il piano di ristrutturazione preparato da Marchionne in Fiat/Fca, sono solo alcuni delle situazioni che ci dicono che il peggio non è passato. Le forze politiche vincitrici delle elezioni hanno già avuto il benestare della Confindustria, delle banche, dell’Unione Europea e oggi si preparano a proseguire le stesse politiche che i lavoratori hanno subito in questi anni.

Ci rivolgiamo ai lavoratori e alle lavoratrici, anche iscritti ai sindacati confederali, affinché abbandonino ogni illusione, smettano di legittimare dirigenze politiche e sindacali compromesse e corresponsabili. Boicottate il corteo dei confederali e manifestate con noi il primo maggio a Torino! Saranno i lavoratori, i precari, i disoccupati, vittime della feroce ristrutturazione padronale ad avere la parola dal palco della nostra piazza. Lavoratori e lavoratrici veri, che vivono quotidianamente sulla propria pelle il conflitto capitale lavoro.

Avanzare, costruire, organizzare una cellula comunista in ogni posto di lavoro, un’organizzazione sindacale di classe che faccia gli interessi dei lavoratori e non dei padroni, riannodare l’unità dei lavoratori, ricostruire la coscienza di classe e organizzare la lotta che in questi anni è stata spezzata.

Nei prossimi giorni comunicheremo i dettagli organizzativi relativi all’appuntamento del 1 Maggio.

Partito Comunista – Comitato regionale del Piemonte

 

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RIZZO: «FERMARE MARCHIONNE E CHIUSURA FCA IN ITALIA. SERVE LOTTA DEI LAVORATORI».

RIZZO: «FERMARE MARCHIONNE E CHIUSURA FCA IN ITALIA. SERVE LOTTA DEI LAVORATORI».

«Domani, venerdì 23 marzo, i militanti del Partito Comunista e i giovani del Fronte della Gioventù Comunista saranno dinnanzi alla Porta 1 di Mirafiori a Torino per sostenere la lotta dei lavoratori in sciopero contro la chiusura degli stabilimenti FCA in Italia»

Così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista.

«Ci hanno detto che la società è cambiata, che non esistono più le classi sociali, invece i padroni usano sempre la vecchia ricetta: fare i soldi sulle spalle dei lavoratori. Fino a quando si trattava di prender soldi dallo Stato, Marchionne e la Fiat/Fca hanno preso a man bassa, oggi, senza restituire nulla, se ne vogliono andare alla ricerca di nuovi schiavi da sfruttare. E’ indicativo che di fronte ad una situazione del genere, che riguarda il primo gruppo economico del Paese non ci sia alcun pronunciamento dalle forze politiche che hanno vinto le elezioni, né Lega né Cinque Stelle. Tutti impegnati a dimostrare la loro finta diversità con proclami ma pronti a inginocchiarsi di fronte alle banche e ai grandi industriali. Noi comunisti – conclude la nota –  riprendiamo in mano l’unica forma di lotta possibile ed efficace: quella di classe ed internazionalista.

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Sette operai feriti a Como. Rizzo (Pc): «Sicurezza sul lavoro non esiste più»

Sette operai feriti a Como. Rizzo (Pc): «Sicurezza sul lavoro non esiste più»

«In Italia il diritto alla sicurezza sul lavoro non esiste più», questo il commento di Marco Rizzo sull’esplosione in un’azienda chimica in provincia di Como, dalla quale sono rimasti feriti sette operai, di cui uno in codice rosso. «Per fortuna non ci sono stati morti, come invece è avvenuto di recente alla Lamina di Rho. Ma in Italia aumentano gli incidenti e i morti sul lavoro, 13mila vittime in 10 anni, e già decine dall’inizio del 2018. Non si tratta di incidenti o fatalità, è il risultato delle politiche di attacco ai diritti. Se nel nome del profitto si risparmia sulla manutenzione, si punta a comprimere il costo del lavoro, tutto questo poi si ripercuote anche sulla sicurezza dei lavoratori. Bisogna rompere con tutto questo, ridare diritti e dignità ai lavoratori, contro un sistema in cui conta solo il profitto che viene fatto anche a spese della nostra sicurezza, della nostra salute e a volte anche della nostra vita.»

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Espropriare la Embraco per difendere i lavoratori

Espropriare la Embraco per difendere i lavoratori

«L’Embraco di Riva di Chieri va semplicemente espropriata e data in gestione ai lavoratori» – ha dichiarato Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC) – «È assurdo che la posizione del Ministro Calenda si limiti a proporre la cassa integrazione per 500 lavoratori in cambio di un nuovo piano industriale. Quello dell’azienda Whirlpool nel torinese non è un caso isolato, ce ne sono tanti analoghi in tutto il paese. Quante sono le aziende che prima prendono aiuti dallo Stato e poi delocalizzano la produzione, lasciando centinaia di lavoratori sul lastrico? In questi casi la soluzione sta solo in una politica di rottura, che metta al primo posto i lavoratori e non la tutela degli interessi delle grandi imprese, rompendo con i vincoli del mercato comune europeo. Le aziende che annunciano la delocalizzazione vanno nazionalizzate, anche senza indennizzo a titolo di risarcimento per gli aiuti ricevuti dallo Stato negli anni, e date in gestione ai lavoratori».

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Rizzo (Pc): «Fca raddoppia utili sulla pelle dei lavoratori»

Rizzo (Pc): «Fca raddoppia utili sulla pelle dei lavoratori»

«Marchionne esulta per aver quasi raddoppiato gli utili di FCA, ma è un risultato costruito sulla pelle di migliaia di lavoratori» – così Marco Rizzo del Partito Comunista (PC) – «Il modello Marchionne, sperimentato anni fa in Fiat e apripista di una nuova stagione di politiche anti operaie, si fonda sullo sfruttamento selvaggio dei lavoratori, l’attacco ai contratti collettivi nazionali con la contrattazione aziendale utilizzata come leva per imporre la riduzione dei diritti. Un modello che impone precarietà e condizioni sempre peggiori con l’appello alla “produttività”. Ma i volumi di produzione calano mentre in Italia si ricorre alla cassa integrazione e al lavoro in somministrazione. Pochi mesi fa 530 lavoratori FCA di Cassino venivano licenziati con un Sms. I lavoratori stanno peggio, i profitti aumentano. Non è un paradosso, ma il risultato dello sfruttamento che aumenta. FCA avrà anche raddoppiato i profitti, ma i lavoratori non hanno nulla per cui esultare».

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Rizzo (Pc): «De Magistris e Delrio contro i lavoratori, noi al fianco di chi sciopera»

Rizzo (Pc): «De Magistris e Delrio contro i lavoratori, noi al fianco di chi sciopera»

«Il Partito Comunista è al fianco dei lavoratori della Samir, che oggi a Napoli hanno dato un importante esempio di lotta» – così Marco Rizzo, leader del PC, sullo sciopero dei lavoratori della ditta di pulizie dell’ANM – «Se dei lavoratori in sciopero arrivano a bloccare il trasporto di una città, è perché sono giunti a una esasperazione tale da giustificare uno scontro portato a questi livelli. La Samir ha 5 milioni di euro arretrati non pagati, quanti di quelli che oggi condannano lo sciopero sono disposti a vivere senza stipendio? È vergognoso che De Magistris parli di “tolleranza zero” e definisca uno sciopero dei lavoratori “un atto criminale”, con una posizione indistinguibile da quella del Ministro dei Trasporti Delrio. La finta sinistra che dovrebbe essere “alternativa” al PD si unisce alla crociata contro il diritto di sciopero utilizzando gli stessi argomenti, noi no. Quando i lavoratori lottano per i loro diritti, noi comunisti sappiamo bene da che parte stare».

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Alitalia, Rizzo (PC): «No alla svendita, nazionalizzare subito»

Alitalia, Rizzo (PC): «No alla svendita, nazionalizzare subito»

«La svendita di Alitalia sarebbe l’epilogo di una gestione parassitaria dell’azienda e l’ennesimo attacco ai lavoratori» – così Marco Rizzo del Partito Comunista sulle indiscrezioni circa la disponibilità di Lufthansa ad acquistare Alitalia per 300 milioni – «Già si parla di ridurre i diritti del personale di volo come precondizione dell’acquisto, mentre la compagnia tedesca chiarisce che dovrà essere l’Italia a occuparsi del risanamento. Non è tollerabile pensare a nuove iniezioni di denaro pubblico per risanare Alitalia per poi consegnarla a Lufthansa già infiocchettata. L’unica soluzione per Alitalia è la nazionalizzazione, con una gestione diretta di tutte le scelte aziendali da parte dei lavoratori. Ogni altra strada significa socializzare le perdite, frutto di parassitismo e incompetenza dei manager, scaricandole sulle spalle dei lavoratori e sulle nostre tasche, mentre i profitti continueranno a essere privati».

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RIZZO (PC): «NO A REDDITO DI CITTADINANZA, SI PARLI DI LAVORO E SALARIO»

RIZZO (PC): «NO A REDDITO DI CITTADINANZA, SI PARLI DI LAVORO E SALARIO»

«Ora che anche Berlusconi propone il reddito di cittadinanza il cerchio si chiude» – così Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC) – «Una proposta già cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, fatta propria anche da molti a sinistra, tutti con forme diverse ma stessa sostanza. Da comunisti non ci ha mai convinto. Le nostre proposte contro povertà e disoccupazione sono altre: istituzione di un salario minimo intercategoriale, una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario che permetta di lavorare meno, e soprattutto lavorare tutti. Il reddito di cittadinanza o di dignità, che saranno gli stessi lavoratori a pagare con le tasse, è una redistribuzione di ricchezza dai poveri ai poverissimi, che fa molto comodo alle grandi imprese, a cui servono consumatori per le loro merci. Ma per i lavoratori non basta una misura che renda tollerabile una situazione di precarietà; servono stabilità e sicurezza per il futuro».

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ILVA. RIZZO (PC): «CALENDA E EMILIANO PRENDONO IN GIRO GLI OPERAI»

ILVA. RIZZO (PC): «CALENDA E EMILIANO PRENDONO IN GIRO GLI OPERAI»

«Il teatrino ridicolo che si sta consumando fra Calenda e Emiliano è l’ultimo atto di una gestione malata del caso ILVA» – così Marco Rizzo, segretario generale del Partito Comunista (PC), candidato alle prossime elezioni – «Mentre Governo e Regione Puglia si rimpallano accuse e minacce, si permette ad Arcelor e Marcegaglia di fare enormi guadagni sulla pelle degli operai. Prima gli si regala la più grande industria siderurgica di tutta Europa, e poi si accetta supinamente un piano industriale che prevede ben 4000 esuberi su 14.000 dipendenti. I lavoratori e i cittadini di Taranto non possono tollerare oltre. Serve l’immediata nazionalizzazione dell’ILVA e il suo affidamento ai lavoratori, iniziare seriamente le bonifiche e i lavori di copertura del parco minerario».

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ETERNIT. MUSTILLO (PC). «DECISIONE CASSAZIONE, NUOVO SCHIAFFO ALLE VITTIME».

ETERNIT. MUSTILLO (PC). «DECISIONE CASSAZIONE, NUOVO SCHIAFFO ALLE VITTIME».

«L’impunità dei vertici della Eternit è stata di fatto assicurata. Prima la Cassazione aveva sostenuto la necessità di imputare il reato di omicidio volontario, oggi torna indietro sostenendo che tutta la vicenda Eternit può essere valutata solo a titolo colposo. Il risultato è che la prescrizione è più vicina, e mentre lavoratori e cittadini muoiono perla diffusione dell’amianto, i vertici di una società che ha fatto profitto sulla loro pelle, sono liberi e si godono il loro arricchimento». Così Alessandro Mustillo, dell’Ufficio Politico del Partito Comunista. «I vertici aziendali sapevano che l’amianto è materiale cancerogeno e nonostante questo hanno continuato la produzione di eternit per anni, condannando a morte lavoratori e migliaia di persone. Non si può dire che una scelta del genere, fatta in nome del profitto, sia semplicemente colposa. Chi ha preferito continuare a fare guadagni sapendo di contribuire alla morte di lavoratori e persone lo ha fatto coscientemente. Anche oggi – conclude la nota – l’Italia si mostra per quello che è: una repubblica fondata sulla tutela di speculatori e criminali, in cui i padroni la fanno sempre franca e restano liberi, mentre i lavoratori muoiono.

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