Costituita la Federazione Romagna

Costituita la Federazione Romagna

Sabato 7 marzo, a Cesena, dopo l’incontro pubblico “La Resistenza possibile”, è stata annunciata la costituzione della Federazione Romagna del Partito Comunista.

Un passo importante nel percorso di radicamento del Partito sul territorio, che rafforza la nostra presenza politica e organizzativa anche in Romagna.

La decisione di costituire la Federazione è maturata nel confronto con i compagni del territorio al termine dell’iniziativa “La Resistenza possibile”, che ha visto come relatori Leonardo Casetti (Federazione Romagna), Matteo Di Cocco (Vicesegretario del Partito Comunista), Giuseppe Canzio Visentin (Presidente del Partito) e Alberto Lombardo (Segretario Generale).

Un momento di discussione politica e organizzativa che segna l’inizio di una nuova fase di lavoro e di costruzione del Partito in questo territorio.

L’intero Partito rivolge i suoi migliori auguri di buon lavoro ai compagni e alle compagne che hanno deciso di rafforzare il nostro progetto politico anche in Romagna.

Viva il Partito Comunista!

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ANCORA UNA VOLTA MENTONO. VOGLIONO SOLO LA GUERRA: Attacco imperialista all’Iran!

ANCORA UNA VOLTA MENTONO. VOGLIONO SOLO LA GUERRA: Attacco imperialista all’Iran!

Israele e gli USA hanno lanciato l’attacco contro l’Iran.

Finora sono stati colpiti circa 30 obiettivi in tutto l’Iran, inclusa la residenza del Presidente iraniano e un quartier generale dell’intelligence, il Ministero dell’Intelligence iraniano, l’Agenzia iraniana per l’Energia Atomica, il QG delle Guardie della Rivoluzione

Ciò è avvenuto mentre sembrava che la diplomazia stesse avendo i propri frutti.

Il 26 febbraio i colloqui Iran-USA a Ginevra erano arrivati a “uno dei nostri cicli di negoziati più seri e lunghi” sul nucleare. Ci si aspettava che avrebbero dovuto riprendere a Vienna lunedì, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che si era dichiarato “vicino” agli Stati Uniti su molte questioni, definendo entrambe le parti come “più serie” rispetto al passato nel raggiungere un accordo. Tra l’altro era previsto che “a partire da lunedì, i team tecnici di Vienna e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica inizieranno le revisioni tecniche degli esperti per inquadrare alcune questioni tecniche in un quadro specifico e poi adattarle alle richieste e alle considerazioni politiche di entrambe le parti.”

Invece oggi l’attacco proditorio.

Ciò svela definitivamente che le sommosse di gennaio in Iran, tramutate dagli agenti provocatori in terrorismo, erano la copertura all’azione bellica di oggi. Vedremo se i pacifisti di casa nostra saranno in grado di aprire gli occhi e uscire dall’ignobile posizione di equidistanza tra “l’aggressore e l’aggredito”.

Ciò svela definitivamente come le trattative diplomatiche per gli USA, Israele, l’UE e tutto il campo imperialista e bellicista sono solo trucchi malevoli per prendere tempo e poi attaccare senza alcun riguardo per il diritto internazionale, che ormai sappiamo “vale fino a un certo punto”. Lo stesso schema abbiamo visto nelle trattative che hanno preceduto la crisi ucraina del 2022 quando hanno fatto fallire le trattative per risolvere il conflitto nel Donbass che perdurava fin dal colpo di stato nazista del 2014. Lo stesso schema vediamo ripetersi ai danni del popolo palestinese, ingannato da decenni sul miraggio di avere uno stato riconosciuto e protetto contro l’espansionismo sionista.

Ciò svela definitivamente che la forza militare Usa e Israeliana non è e non è mai stata una difesa contro le minacce esterne, ma solo la più aggressiva macchina che minaccia tutti i popoli del mondo

FERMIAMOLI

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Comunicato del Comitato Centrale – 28 Ottobre 2025

Comunicato del Comitato Centrale – 28 Ottobre 2025

Il Comitato Centrale del Partito Comunista, riunitosi il 25 ottobre 2025, ha votato all’unanimità la posticipazione di un anno del V Congresso Nazionale, che si sarebbe dovuto tenere il prossimo anno, e ha contestualmente deliberato di convocare la Conferenza Nazionale di Organizzazione entro il 2026.
Nella stessa seduta è stata approvata la proposta dell’Ufficio Politico di nominare il compagno Matteo Di Cocco Vicesegretario.
Entrambe le proposte sono state approvate all’unanimità.

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Il SG Alberto Lombardo in manifestazione a Cuba per la difesa del Venezuela

Il SG Alberto Lombardo in manifestazione a Cuba per la difesa del Venezuela

Dal nostro Segretario Generale Alberto Lombardo, in questo momento in missione a Cuba per rappresentare il nostro Partito:

” Stamattina una grandiosa manifestazione in piazza Bolivar all’Avana alla presenza del primo segretario e presidente della repubblica Miguel Diaz Canel. I valori di unità indissolubile dei popoli cubano e venezuelano, cementati storimamente dai Comandanti Fidel Castro e Hugo Chavez, sono stati ribaditi con forza. Ogni attacco al Venezuela sarà considerato come un attacco a Cuba. “

Viva Cuba!
Viva Venezuela!

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3° Incontro Nazionale della Federazione della Gioventù Comunista

3° Incontro Nazionale della Federazione della Gioventù Comunista

? Incontro Nazionale Giovanile – FUTURA UMANITÀ

Il futuro appartiene a chi lotta oggi.

Giovani studenti, lavoratori e militanti comunisti si ritrovano per discutere, organizzarsi e rilanciare le battaglie contro precarietà, disuguaglianze e guerra.
La Federazione della Gioventù Comunista terrà in quel fine settimana i lavori del suo 3° incontro nazionale, per fare il punto sull’evoluzione della politica nazionale, internazionale e sull’organizzazione della Federazione.

✊ Dalle ore 15 ci sarà la sessione pubblica aperta a chiunque voglia sostenere la crescita della nostra organizzazione. La forza dei compagni non ha confini generazionali!

SIETE TUTTI INVITATI!

? Sabato 13 settembre
? Roma, Hotel Villa Rosa – Via Giovanni Prati 1
? Ore 15.00

IL FUTURO NON SI ASPETTA, SI CONQUISTA!

GioventùComunista #GiovaniInLotta #FuturaUmanità #PartitoComunista

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Il Segretario Generale Alberto Lombardo insignito del Distinguished Award e cooptato nel Consiglio della WAPE

Il Segretario Generale Alberto Lombardo insignito del Distinguished Award e cooptato nel Consiglio della WAPE

Il Compagno Alberto Lombardo, Segretario Generale del Partito, è rientrato in Italia da Istanbul, dove ha partecipato al 18° Convegno della WAPE (World Association for Political Economy) dal tema:

“Multipolarity in the 21st Century: Challenges and Opportunities in Political Economy”, tenutosi dal 6 all’8 agosto nella Yeditepe University di Istanbul. L’Associazione vanta collegamenti con riviste scientifiche (World Review of Political Economy, International Critical Thought, World Marxist Review, The Belt and Road Initiative Quarterly – BRIQ).

In questa occasione Alberto Lombardo è stato cooptato nel Consiglio dell’Associazione.

Inoltre ha ricevuto il Distinguished Award in Politica Economica per il XXI Secolo per l’articolo “Building a Community with a Shared Future for Humanity”, pubblicato su International Critical Thought, 2023, VOL. 13, NO. 4, 621-633

Insieme al Prof. Cheng Enfu, Presidente dell’Associazione, ed altri distinti colleghi, ha presieduto la cerimonia di chiusura.

Il viaggio è stata una straordinaria occasione per rafforzare i già consolidati rapporti internazionali e aprirne di nuovi, facendo assumere al nostro Partito un prestigio sempre maggiore.

 

[1] https://wapeweb.org/

[2] https://www.tandfonline.com/doi/epdf/10.1080/21598282.2023.2296774

 

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Referendum: Hanno vinto tutti, tranne i lavoratori

Referendum: Hanno vinto tutti, tranne i lavoratori

HANNO VINTO TUTTI (TRANNE I LAVORATORI)
Il punto del Segretario Generale Alberto Lombardo

 

«… vi sono delle battaglie che occorre combattere anche se si sa di perdere immediatamente. Esse servono per il domani. In ogni caso ritengo che si perda di più ogni volta che si cedono posizioni importanti senza dar battaglia.» (Pietro Secchia)

 

A urne chiuse e a spoglio completato si può abbozzare un bilancio dell’esito del referendum.

Tutti proclamano di avere vinto, almeno di non avere perso. A meno di conti funambolici sul numero dei votanti che assegnerebbero al “campo largo” tutti quelli che sono andati a votare (compreso chi ha votato NO), il risultato politico è certamente negativo per la CGIL e per la Segreteria Schlein.

Esaminiamo però se chi ha intrapreso la battaglia poteva collocarsi in una posizione migliore anche dopo una sconfitta, oppure no. Dipende da cosa intendiamo per “vittoria” e “sconfitta”. Si era partiti con la furbata di aggregare i cinque quesiti a quello sull’autonomia differenziata, che però la Corte Costituzionale aveva cassato, e quindi si è rimasti senza il volano che si sperava per raggiungere il quorum, confidando nelle crepe della destra. Invece hanno avuto più peso le crepe a sinistra, come l’associazione del quinto referendum che ha ricevuto una quantità di NO imbarazzante.

Ma fatta la tara dell’insipienza tattica dei proponenti, qual era la strategia?

Si ricorderà anzitutto il referendum sulla “scala mobile” svoltosi esattamente 40 anni fa che, anche se in presenza di un sindacato ancora non completamente ammaestrato dai poteri forti e con una base discretamente combattiva e la esistenza di un PCI organizzato sul territorio e ancora parzialmente radicato tra i lavoratori, non ha impedito la storica sconfitta del movimento operaio in una fase di declino iniziata con la “marcia dei quarantamila” di Torino. Gli estensori dei referendum, Cgil in testa, forse immaginavano oggi di poter raggiungere un risultato positivo, compresa quindi l’attribuzione dei rimborsi elettorali (2,5 mln), senza per questo tenere conto la passivizzazione di un elettorato sempre più demotivato nel riconoscere le consultazioni elettorali come qualificanti; sempre più lontano dalla politica attiva. Ma se ciò continua ad avvenire è proprio grazie alla classe politica e sindacale di questo Paese, sempre più piegata ai poteri forti e finanziari che condizionano la politica. Nel metodo infatti, non devono essere trascurate le modalità di un referendum che non è stato costruito con i lavoratori sui luoghi di lavoro ma è il frutto di una alchimia da laboratorio proprio con il PD. Lo stesso partito che ha formulato la legge (Job Act), che la Cgil diceva di voler abrogare.

L’unico referendum che ha avuto successo negli ultimi decenni è stato quello sull’acqua pubblica e contro il nucleare che ha beneficiato dell’evento di Chernobyl che ha colpito l’immaginazione pubblica e un tema trasversale a cui diverse sensibilità poteva mobilitare. In cui votano tutti quelli che sono interessati, ossia tutti i cittadini. Non un tema sul lavoro dipendente che coinvolge l’interesse di una parte amplissima, ma pur sempre minoritaria. Il referendum non è mai stato uno strumento utile per le norme sul lavoro. Infatti l’elettorato attivo è composto anche da categorie sociali che non riguardano il lavoro dipendente (imprenditori, pensionati, professionisti, ecc.). E quindi è proprio lo strumento che era strategicamente sbagliato. 40 anni fa, e ancor più oggi.

Ma c’è un’aggravante. Il referendum dell’8 e 9 giugno non si ha sviluppato un dibattito vasto nemmeno sui territori e nemmeno è cresciuto nell’intera nazione aumentando così una maggiore coscienza tra le classi subalterne. Qualche protesta per le apparizioni in televisione (utili a chi ci va e non a quello che si dice). Qualche comizio del tutto inferiore alla forza che, almeno sulla carta, la CGIL vanta.

Tralasciamo alcuni commenti a posteriori veramente disgustosi che rivelano solo l’ottusità e la protervia dei perdenti. Se si chiede rispetto e attenzione per chi è andato a votare, si dovrebbe con altrettanta “civiltà”, rispettare anche le scelte diverse.

Il primo risultato pratico, e prevedibile ma non con questa forza devastante data dall’entità del flop, è che il Governo può legittimamente vantarsi di avere vinto e il primo risultato parlamentare è quello che il Gruppo di Forza Italia al Senato ha presentato la proposta di modifica per l’aumento del numero di sottoscrizioni (da 500.000 a 1.000.000) e del numero di consigli regionali (da 5 a 10) per la richiesta di referendum abrogativo. Alla faccia dell’allargamento della democrazia.

Non è certo con queste pratiche che si potrà recuperare l’attenzione dei lavoratori, ai quali dovrebbe essere riservata una attiva partecipazione e un protagonismo che abbiamo visto in questo Paese fino a qualche decennio fa ma che sarebbe opportuno recuperare insieme alla “cassetta degli attrezzi” per riattivare la coscienza marxista e di classe. Certamente sarebbe utile confrontarsi costantemente con i lavoratori e l’intera classe lavoratrice sui problemi materiali della stessa (bassi salari; sanità, scuola e formazione, trasporti e servizi sociali privata sempre più alle masse lavoratrici e cedute ai poteri forti privati e finanziari).

La Cgil si prepara a saltare sul carro del PD alle prossime elezioni politiche, magari candidando il proprio segretario al parlamento nazionale o in futuro, presso il parlamento UE? Non si accontenta di illudere i lavoratori ma anzi si prepara ad un nuovo assalto ai TFR per dirottarli ai fondi pensione contrattuali (Cometa, Fonchim, Fonte, ecc.), nei cui consigli di amministrazione ha piazzato i propri dirigenti. Una massa enorme calcolata in circa 440 mld che potrebbero essere sottratti ai lavoratori di questo paese in breve tempo.

Al tradimento della classe operaia e lavoratrice, al tradimento delle masse popolari bisogna rispondere con un’azione incisiva che tolga dalla passivizzazione in cui è stata gettata l’intera classe lavoratrice e solo il rinnovato protagonismo dei lavoratori può determinare un adeguato cambiamento.

Rileggendo la frase di Pietro Secchia, possiamo dire:

Non è la battaglia che ci spaventa. Anzi! Sono certi i comandanti che ci fanno paura.

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Incontro con l’Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhoff.

Incontro con l’Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhoff.

In occasione dello scorso 8 Marzo, Il Segretario Generale Alberto Lombardo, ed il Responsabile Nazionale dell’Organizzazione, Matteo Di Cocco hanno incontrato avuto il piacere e l’onore di essere ricevuti dall’Ambasciatrice di Cuba in Italia, Mirta Granda Averhoff.
L’incontro è stato l’occasione per ribadire il totale sostegno del Partito Comunista alla causa Cubana, rafforzando ancora una volta i nostri rapporti di amicizia.

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Oggi 4 Marzo iniziano le Due Sessioni

Oggi 4 Marzo iniziano le Due Sessioni

Oggi 4 Marzo si è aperta a Pechino la prima giornata della settimana più importante della vita politica del paese: le Due Sessioni.

Durante questa settimana due assemblee si riuniscono in sessioni parallele per assolvere le funzioni più importanti del sistema democratico cinese.

Il Congresso Nazionale del Popolo, composto da circa 3000 Deputati del Popolo, è il massimo organo legislativo del paese. Si riunisce per valutare il lavoro del governo, per valutare il raggiungimento degli obiettivi fissati nell’Assemblea annuale precedente, proporre e deliberare il bilancio nazionale e quelli locali, monitorare le crescita economica, sociale ed ambientale e, quando terminano i mandati, eleggere le massime cariche dello Stato.

Il Comitato Consultivo Politico del Popolo Cinese è un’assemblea consultiva, formata da rappresentanti del mondo degli affari, rappresentanti locali, rappresentanti delle etnie e rappresentanti dei corpi sociali. Questa assemblea si confronta direttamente con il governo, con la presidenza e con gli altri organi politici per fare richieste, proposte e valutazioni sull’avanzamento dei progetti inaugurati nell’anno precedente.

Quest’anno in particolare la Terza Sessione del 14° Congresso nazionale del popolo è chiamata a fare il bilancio sul 14° piano quinquennale, che si chiuderà a fine 2025, e preparerà il prossimo che sarà inaugurato nelle Due Sessioni del 2026.

Il Partito Comunista si unisce a tutti i leader del mondo multipolare, a tutti gli operatori economici e a tutti i popoli del mondo nell’augurare ai Deputati del Popolo ed ai membri della Grande Assemblea Consultiva un proficuo lavoro. Siamo certi che, come ribadito dai rispettivi portavoce, il lavoro delle due assemblee ha un ruolo fondamentale nell’economia, nel progresso tecnologico e sociale di gran parte del mondo, ed un ruolo centrale nella costruzione della pace e di un’umanità dal futuro condiviso.

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