INCENTIVI E BONUS NON VALGONO IL NOSTRO POSTO DI LAVORO

21 Dicembre 2021 di
L’emendamento del Governo riguardante le delocalizzazioni, é tutt’altro che uno strumento per arginare il fenomeno della fuga di produzioni all’estero.
È anzi un modo per regolamentarle e rendere più “presentabili” i licenziamenti di massa. L’unica cosa sulla quale si mette mano, è infatti la MODALITÀ con cui si delocalizza.
Norma che riguarda di fatto le aziende che hanno più di 250 dipendenti, poco più dello 0.3% delle aziende presenti sul territorio italiano.
Laddove si decidesse di delocalizzare, basterebbe presentare un consono piano di mitigazione sociale.
Non rispettandolo, ci si imbatterebbe semplicemente in una multa, l’ammontare della quale è una barzelletta per qualunque grande imprenditore che ovviamente guadagnerebbe 30 volte tanto sfruttando la manodopera estera.
Di fatto, si tratta di un mezzuccio che lo Stato Italiano utilizzerebbe per raccattare qualche spicciolo (che come al solito finirebbe in mano alla politica chiusa a riccio) dalle delocalizzazioni.
Nessun vero freno.
Nessuna vera tutela per le centinaia di lavoratori che verrebbero (e che verranno licenziati).
Gli “incentivi” e i “bonus” dati di tanto in tanto, NON VALGONO IL NOSTRO POSTO DI LAVORO. Il lavoro è sacro e va garantito.
Questa è la funzione di un vero Partito Comunista: la presa del POTERE POLITICO da parte della classe lavoratrice di questo Paese.
Se questo si fa, si vince.
In caso contrario, tutto ciò che la politica continuerà a fare, sarà interrogarsi con quale modalità prendersi la vostra vita e il vostro tempo.

 

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