Discorso introduttivo del Segretario Generale del CC del KKE, Dimitris Koutsoumpas, alla teleconferenza dei partiti della Iniziativa Comunista Europea

24 Maggio 2020 di

11/05/2010

Cari compagni,

da parte del Comitato Centrale del KKE vi trasmettiamo auguri di salute e forza nella nostra lotta che prosegue in tutte le condizioni, ed è preziosa per gli interessi della classe operaia e dei popoli.

Il Partito Comunista di Grecia (KKE) ha preso l’iniziativa di tenere una teleconferenza, in mezzo alla pandemia del nuovo coronavirus che minaccia i popoli di tutto il mondo, cosicché anche in condizioni così complesse potremo padroneggiare nuovi modi per scambiare opinioni e coordinare creativamente le attività dei partiti della Iniziativa Comunista Europea.

Bisogna sottolineare che, nonostante la pandemia e le aspirazioni dei governi antipopolari, i Partiti Comunisti e Operai d’Europa sono presenti e con multiformi attività hanno onorato anche quest’anno la giornata internazionale dei Lavoratori, gli innumerevoli eroi della lotta per i diritti operai e la causa della classe operaia.

Ieri, in particolare (sabato 9/5), abbiamo commemorato il 75° anniversario della Vittoria antifascista dei popoli, raggiunta attraverso la dura lotta del popolo sovietico, dell’Armata Rossa, sotto la guida del Partito dei bolscevichi e con l’azione energica dei movimenti partigiani diretti dai partiti comunisti.

Compagni,

il nostro Partito affronta questa situazione senza precedenti per il popolo con un alto senso di responsabilità.

Fin dal primo momento abbiamo adattato il funzionamento e l’azione delle organizzazioni del Partito in conformità con le misure per prevenire e proteggere la salute pubblica, esigendo al contempo l’assunzione immediata di tutte le misure necessarie per proteggere la salute del popolo e i diritti dei lavoratori.

Il contenuto dell’intervento del nostro Partito in queste difficili condizioni è ben illustrato nello slogan: Restiamo forti – Non restiamo in silenzio!

Ci manteniamo forti, proteggiamo noi stessi, la nostra famiglia, i nostri compagni e amici, i nostri colleghi. Non rimaniamo in silenzio di fronte alle carenze del sistema sanitario pubblico. Evidenziamo e reclamiamo tutto ciò che dovrebbe esser fatto per contrastare la pandemia.

Evidenziamo in particolare la necessità di assumere migliaia di operatori sanitari, la requisizione immediata del settore sanitario privato, la protezione dei nostri concittadini che soffrono nei luoghi di lavoro per produrre il necessario per la sopravvivenza del popolo, così come per la protezione dei nostri concittadini che conducono una lotta titanica con spirito di autosacrificio negli ospedali e in tutte le strutture sanitarie per proteggere la nostra salute e la nostra vita.

Restiamo forti, non ammainiamo la bandiera della resistenza , delle rivendicazioni, e della solidarietà nei luoghi di lavoro e nei quartieri, ovviamente tenendo in considerazione le misure di protezione e le condizioni speciali.

Non restiamo in silenzio di fronte all’arbitrarietà dei padroni e la politica governativa, che cerca di scaricare anche questa crisi sulle spalle dei lavoratori.

Cari compagni e compagne

lo stato borghese, il governo e i suoi apparati  hanno lanciato un potente attacco politico, ideologico e di propaganda contro il nostro Partito e il movimento operaio sindacale di classe, contro il PAME, utilizzando come pretesto i grandi eventi del Primo Maggio che hanno avuto luogo in tutto il paese, con il grande concentramento in Piazza Syntagma, fuori dal Parlamento, al quale hanno dato copertura anche molti mezzi di mass media  europei e internazionali.

Ciò che li ha disturbati e preoccupati, facendo scatenare un insidioso attacco anticomunista, è il simbolismo degli eventi:

Sono infastiditi dalla disobbedienza all’ingiustizia e allo sfruttamento. Li preoccupa che la classe operaia, il suo movimento, con i comunisti in prima linea, possano e debbano disubbidire alle misure repressive antioperaie che colpiscono i diritti dei lavoratori, trovino modi di espressione della protesta popolare e dell’organizzazione della lotta, sotto qualsiasi condizione, anche in condizioni di divieto, utilizzando forme diverse e originali.

Li ha infastiditi e preoccupati anche la disciplina dei lavoratori. La loro disciplina nel rispettare tutte le misure di protezione richieste dai comunisti e dai sindacati di massa raggruppati nel PAME. Sono infastidi dal fatto che in questo Primo Maggio emblematico, così come nei precedenti giorni d’azione che sono stati organizzati, come ad esempio il giorno d’azione per la Salute (4 aprile), il giorno d’azione per i lavoratori dei supermercati (15 aprile) e il giorno d’azione in difesa dei diritti dei lavoratori in tutti i luoghi e settori di lavoro (28 aprile),si son distinti eggreggiamente l’organizzazione, lo spirito collettivo, la coscienza individuale volontaria hanno disciplinato la partecipazione e l’azione per il proposito comune, l’attenzione, la preparazione, la qualità e la superiorità del popolo che lotta.

L’elemento della insubordinazione, della disobbedienza, della prosecuzione della lotta sotto qualsiasi circostanza, ci mostra il cammino che tutti i partiti comunisti e operai devono seguire costantemente in funzione del nostro programma e del nostro obiettivo strategico.

L’elemento della disciplina evidenzia il ruolo dirigente che deve e può svolgere solo il partito comunista come guida della classe, l’unico partito che può fare affidamento su dati scientifici per aprire cammini luminosi, che può dirigere la lotta, l’Alleanza Sociale, portare la nostra causa a conclusione, ossia, alla vittoria definitiva dei lavoratori di tutta Europa, contro la dittatura dei monopoli e di dirigere i popoli a una nuova società libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

E’ tutto questo che preoccupa la borghesia, tutto questo è ciò che dobbiamo mettere in evidenza in modo sistematico e con insistenza ai nostri popoli nel prossimo periodo.

Compagne e compagni

E’ nelle nostre mani la possibilità di rompere il silenzio che il governo e il grande padronato vogliono imporre in nome di “superare questa crisi insieme”, prodotto dell’etica borghese ipocrita.

Spetta a noi reclamare misure per sostenere i lavoratori dipendenti e autonomi che sono stati colpiti dalle misure restrittive imposte. Esigere la cancellazione di decine di migliaia di licenziamenti e i cambiamenti negativi che li hanno preceduti. Non legittimeremo che le misure prese in occasione della pandemia diventino permanenti, come quelle relative a una maggiore “flessibilità” del lavoro.

La strategia di comunicazione del governo della ND in Grecia di ridurre tutto a “responsabilità individuale” è insidiosa, proprio perché nasconde la verità al popolo.

Il suo obiettivo è nascondere le enormi carenze del sistema sanitario pubblico, di cui è responsabile la politica dell’UE nel suo insieme, che è stata accettata e adottata da tutti i governi greci, così come la politica di svilimento, mercificazione e tagli che è stata seguita in tutti questi anni da tutti i governi, prima di ND-PASOK, e poi di SYRIZA.

Compagni,

se un mito sta collassando in questi giorni di pandemia di coronavirus è quello che il settore pubblico possa coesistere in armonia con il settore privato e, pertanto, contribuire davvero ad affrontare la situazione. Questo mito è stato distrutto dalla speculazione dei centri privati sui test del virus, accessibile solo a chi poteva pagarlo, privando lo Stato di risorse utili e accrescendo il rischio di diffusione del virus. Questo lo hanno dimostrato, tragicamente, i molti casi e morti in Grecia nelle cliniche e strutture private che non hanno osservato gli standard sanitari  igienici di base.

Questo mito inoltre è screditato dal fatto che lo Stato dipende per quanto concerne la fornitura di prodotti di base e medicine, dalla “guerra” sul mercato mondiale da parte delle grandi compagnie che hanno trovato l’opportunità di far affari lucrativi.

La necessità di un sistema sanitario esclusivamente pubblico e gratuito, attraverso l’abolizione dell’azione imprenditoriale, è stata drammaticamente dimostrata.

Oggi, è indiscutibile che la salute delle persone, la cura, la protezione e la sicurezza sono incompatibili con il profitto capitalista, il capitale avido e il modo di produzione capitalista. Se non si impongono soluzioni basate sulle necessità reali delle persone, le persone soffriranno, vivranno in condizioni miserabili, pagheranno sempre di tasca propria e si arricchiranno i pochi eletti del capitale.

Come lo dimostra l’esperienza quotidiana, i monopoli cercano di aumentare la loro ricchezza sia in condizioni di sviluppo capitalista come in condizioni di crisi dell’economia capitalista.

Ultimamente, i processi e le rivalità a livello europeo e mondiale si sono intensificati su come sostenere più efficacemente l’economia capitalista colpita.

Gli effetti della pandemia del coronavirus hanno certamente agito da catalizzatore per il peggioramento dei gravi problemi che già esistevano nell’economia capitalista.

Il KKE, anche quando i governanti, attuali e precedenti, esultavano per la “crescita”, aveva avvertito che il problema della sovraccumulazione del capitale, in quanto causa principale della crisi, non solo non era superato, ma si è acuito, avvicinando il rischio di una nuova crisi, forse più rapidamente del previsto.

Di fatto, l’economia greca è ancor più esposta a queste perturbazioni, a causa della sua grande dipendenza dal turismo e dal trasporto marittimo, in generale dal trasporto.

Questa bandiera è stata sventolata da tutti i governi precedenti – ND, SYRIZA, PASOK-KINAL, indebolendo al contempo il grande potenziale produttivo del paese, prezioso e necessario soprattutto in condizioni come quelle attuali, semplicemente perché imposto dai profitti del capitale e dagli impegni con l’UE.

È su questo terreno che si sta sviluppando la discussione per un forte intervento statale nell’economia, il cosiddetto “nuovo Piano Marshall”. Questa locuzione infatti viene utilizzata sia dai seguaci degli attuali meccanismi di sostegno del MES (Germania, Paesi Bassi, Austria) come dai fautori degli Eurobond, o simili, dei paesi fortemente indebitati del sud.

Inoltre è utilizzata da tutte le forze borghesi, indipendentemente dal fatto che appaiano come avversarie tra loro (neoliberisti, forze di destra, socialdemocratici di ogni matrice e altri).

Questa convergenza mostra il consenso sulla necessità che gli stati borghesi e le loro alleanze, come la UE, intervengano con una politica fiscale espansiva, per sostenere – non i lavoratori e i popoli, che sono nuovamente le vittime in termini di salute e diritti – ma i gruppi imprenditoriali e la loro reddittività.

Ma, al contempo, rafforzerebbe la posizione del capitale europeo contro i concorrenti: USA, Cina, Russia, ecc., nel quadro dei riallineamenti che avranno luogo nel sistema imperialista internazionale.

Naturalmente, ciò non significa che non vi siano differenze tra di loro, all’interno dell’UE, su chi vincerà e chi perderà, cosa che potrebbe condurre a un nuovo fragile compromesso. In realtà, è vero il contrario.

I paesi con deficit e debiti minori argomentano che i prestiti alle economie dovrebbero essere una questione di ciascun stato separatamente, attraverso gli attuali meccanismi di sostegno. I paesi con deficit più elevati, come Italia e Spagna, che avranno bisogno di grandi pacchetti per sostenere i propri gruppi imprenditoriali, argomentano che questo prestito dovrebbe avvenire sulla base del “debito condiviso”.

Ciò che viene confermato, ancora una volta, è la truffa della “solidarietà europea”. L’UE e l’Eurozona sono, per natura, alleanze di Stati e economie in competizione che, specialmente in tempi di crisi, si “mostrano i denti” l’uno contro l’altro e, soprattutto, contro i popoli. Quindi, coloro che si lamentano nuovamente riguardo la coesione dell’UE e della minaccia alla “casa comune europea”, sanno che questa falsa immagine sta svanendo agli occhi dei popoli.

Inoltre si conferma che il mix di gestione borghese, che si sceglie di volta in volta, non è determinato dalle particolari opinioni politiche di ciascun governo borghese, ma dalle necessità e priorità del capitale in un determinato momento.

Per questa ragione, abbiamo visto forze socialdemocratiche, come SYRIZA in Grecia, attuare politiche restrittive a cui si presumeva si opponessero, così come le forze neoliberiste adesso attuano una politica più espansiva che precedentemente criticavano. Non è una novità. La storia moderna è piena di tali esempi.

In ogni caso, il comune denominatore è che ai lavoratori sarà chiesto di pagare ancora una volta il “costo” dei nuovi pacchetti di salvataggio.

I lavoratori hanno pagato i memorandum e le dure misure antipopolari negli ultimi anni e saranno chiamati a pagare ancora una volta i nuovi prestiti e deficit, insieme alle nuove misure in fase di test in una sorta di tubo sperimentale “sanitario”, con il pretesto della pandemia.

Compagni,

in Grecia, i sindacati di classe, le organizzazioni combattive della classe operaia del settore privato e pubblico, così come le organizzazioni dei lavoratori autonomi della città e della campagna (professionisti, contadini, scienziati), artisti, studenti, alunni, fanno importanti richieste a sostegno dei redditi popolari, dell’abolizione delle centinaia di leggi antipopolari e decisioni del governo riguardanti tutti i settori, che trovano l’appoggio del KKE.

Promuoviamo richieste concrete e elaborate per la soddisfazione delle necessità contemporanee dei lavoratori, dei contadini medi e poveri, dei lavoratori autonomi nella città, degli studenti e dei giovani lavoratori, delle donne dei ceti  operai e popolari, così come per gli immigrati e rifugiati che sono giunti nel nostro paese e sono vittime delle guerre imperialiste e dello sfruttamento capitalista.

Utilizziamo ogni opportunità per organizzare la lotta operaia e popolare e consideriamo che la promozione e rivendicazione nelle condizioni speciali delle restrizioni, con maggiore intensità e con altri modi e forme da domani, è una condizione chiave per preparare il contrattacco popolare, coltivare un clima di prontezza, raggruppamento, di ampia Alleanza Sociale con la classe operaia all’avanguardia.

Il coronavirus sarà curato e la pandemia passerà, come avvenuto in passato; ma il capitalismo è incurabile e continuerà a tormentare l’umanità, con la povertà, la disoccupazione, le guerre, la distruzione dell’ambiente, fino a che i popoli non decideranno di farsi protagonisti dei nuovi sviluppi.

Sempre più persone al mondo si rendono conto e gridano che “il capitalismo è il vero virus”.

Il sistema attuale può esser solamente rovesciato e sostituito da un sistema sociale superiore, il socialismo-comunismo, dove la proprietà sociale dei mezzi di produzione con il potere operaio, la pianificazione centrale scientifica per soddisfare le necessità popolari, il controllo operaio in tutti gli organi amministrativi e la partecipazione in tutti gli organi del potere, dal basso verso l’alto, possono condurre alla prosperità del popolo, alla pace e al progresso dell’umanità.

Dobbiamo rimanere constantemente orientati a questo compito, senza vacillare. La nostra tattica e pratica quotidiana dev’ essere subordinata a questo compito, tenendo sempre in conto le condizioni concrete, i rapporti di forza, ma senza subordinarci a essi alterando il nostro obiettivo strategico.

L’internazionalismo, l’azione e la solidarietà operaia e comunista devono accompagnarci in ogni passo che compiamo, come abbiamo fatto finora, ma con passi più rapidi che raggiungeranno  forse  piccoli avanzamenti, realistici nel presente, ma che prepareranno il grande salto nel futuro, per i popoli dei nostri paesi, per tutta l’Europa, per tutto il mondo.

Condividi
  • Twitter
  • Facebook
  • email
    RUBRICHE, Internazionale, Europa

    Autore

    L'autore non ha ancora aggiunto informazioni al suo profilo
    Commenti Chiusi.