Risoluzione 68/8 dell’Assemblea Generale delle Nazione Unite, intitolato “Necessità di mettere fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”

16 Ottobre 2014 di

RAPPORTO DI CUBA

Sulla risoluzione 68/8 dell’Assemblea Generale delle Nazione Unite, intitolato “Necessità di mettere fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”

 

Luglio 2014

 

INTRODUZIONE

I. Il BLOCCO VIOLA I DIRITTI DEL POPOLO CUBANO. DANNI AI SETTORI DI MAGGIORE IMPATTO SOCIALE.

1.1. Diritto alla salute

1.2. Diritto all’educazione

1.3. Diritto all’alimentazione

1.4. Sport e Cultura

II. IL BLOCCO OSTACOLA LO SVILUPPO DEL PAESE. DANNI AL SETTORE FINANZIARIO ESTERO

2.1. Commercio Estero e Investimenti  Esteri

2.2. Finanze

2.3. La Sezione 211 della legge d’Omnibus d’Asegnazione Consolidate Suplementare e d’Emergenza degli Stati Uniti del 1999 e altre agresioni  nel tema di brevetti e marchi

III. IL BLOCCO VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE. APPLICAZIONE EXTRATERRITORIALE.

3.1. Sanzioni applicate contro entità cubane

3.2. Aplicazione extraterritoriale del blocco

3.3. Danni alla cooperazione internazionale

IV. RIFIUTO UNIVERSALE AL BLOCCO

4.2. Oposizione della comunità internazionale

CONCLUSIONI

INTRODUZIONE

 

Il periodo coperto da questo rapporto è stato contrassegnato da un inasprimento della genocida politica del blocco, che da 55 anni il governo degli Stati Uniti impone contro Cuba, ignorando il sistematico e crescente richiamo della comunità internazionale di porle fine immediatamente.

 

La loro determinazione ogni volta più grande di rafforzare la sua extraterritorialità, si è manifestata, in particolare, nella persecuzione senza precedenti alle attività bancarie e finanziarie. Di conseguenza, il normale sviluppo del paese in tutte le sfere della vita economica, sociale, cultura e politica, ha continuato seriamente ostacolato, come illustrato più avanti.

 

Causare “la fame, la disperazione e il rovesciamento del governo” cubano, continua a essere lo scopo dichiarato del governo degli Stati Uniti.

 

Per riuscire continua a utilizzare qualsiasi metodo e via. Dall’iscrizione assurda e cinica di Cuba nell’elenco che unilateralmente pubblica ogni anno il Dipartimento di Stato di paesi che sponsorizzano il terrorismo internazionale fino ad altri più sottili, come il progetto sovversivo Zunzuneo, al quale si fa riferimento più avanti.

 

Il complesso e ramificato insieme di leggi e norme politiche e amministrative che codifica il blocco non è abrogato. Al contrario, è rafforzato e riafferma la sua vigenza. La proroga annuale della Legge di Commercio con il Nemico, promulgata come misura di guerra nel 1917 per limitare il commercio con nazioni ritenute ostili, è la prova eloquente di questo. Il 12 settembre 2013, il Presidente Obama in un memorandum per i segretari di Stato e del Tesoro degli Stati Uniti, diffuso dalla Casa Bianca, mostrava ancora una volta la sua determinazione a mantenere intatta la sua politica di aggressione e di ostilità contro Cuba.

 

Cuba e gli Stati Uniti non sono in guerra. Mai da territorio cubano è stato lanciato un attacco militare contro gli Stati Uniti né sono stati promossi atti di terrorismo contro il popolo statunitense. È insostenibile giustificare le misure adottate in conformità a quest’ordinanza.

 

Com’è stato detto prima, il blocco si qualifica come un atto di genocidio, nell’ambito della Convenzione sulla Prevenzione e Punizione del Reato di Genocidio del 1948, e in un atto di guerra economica, in conformità della Dichiarazione sul diritto della guerra marittima, adottata dalla Conferenza navale di Londra del 1909.

 

Il blocco infligge danni importanti al benessere materiale, psichico e spirituale del popolo cubano, e impone seri ostacoli al suo sviluppo economico, culturale e sociale.

 

Nell’ambito di questa politica, Cuba continua senza poter esportare e importare liberamente prodotti e servizi verso o dagli Stati Uniti, non può utilizzare il dollaro statunitense nelle sue transazioni finanziarie internazionali o avere conti in tale valuta in banche di paesi terzi. Non gli è anche consentito avere accesso a crediti da banche negli Stati Uniti, dalle sue filiali in paesi terzi e dalle istituzioni finanziarie internazionali quali la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Interamericana per lo Sviluppo (IDB).

 

Questo rapporto contiene molti esempi dei danni economici causati dal blocco al popolo cubano, nel periodo compresso tra aprile 2013 e giugno 2014. Inoltre, mette alla luce ancora una volta la portata extraterritoriale della crudele politica degli Stati Uniti, progettata per isolare un piccolo paese, per difendere la propria sovranità e il suo diritto di scegliere liberamente il proprio futuro.

 

Non c’è una sola area di attività economiche e sociali del popolo cubano che sia libera dall’azione distruttiva e destabilizzante che impone questa illegale politica.

 

Il danno economico provocato al popolo cubano dall’applicazione del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba, tenendo conto del deprezzamento del dollaro di fronte al valore dell’oro nel mercato internazionale, ammonta a 1 112 534 000 000 di dollari, nonostante la riduzione del prezzo dell’oro rispetto al periodo precedente. A prezzi correnti, durante tutti questi anni, il blocco ha causato danni per più di 116 880 dollari statunitensi.

 

Il blocco contro Cuba deve cessare. È il sistema di sanzioni unilaterali più ingiusto, severo e prolungato che sia stato applicato contro qualsiasi paese. In 22 occasioni l’Assemblea generale si è pronunciata, con una maggioranza schiacciante, a favore del rispetto del Diritto Internazionale, conforme ai Principi e agli Scopi della Lettera delle Nazioni Unite e al diritto del popolo cubano di scegliere il proprio destino. Questo deve essere rispettato.

 

  1. IL BLOCCO VIOLA I DIRITTI DEL POPOLO CUBANO. DANNI AI SETTORI DI MAGGIORE IMPATTO SOCIAL

 

  1. Diritto alla salute

 

“L’estensione a tutti i popoli dei benefici della conoscenza medica, psicologica e simili è essenziale per raggiungere il più alto livello di salute”. 1

 

La salute è uno dei pilastri del sistema politico cubano dal trionfo rivoluzionario di 1959, la cui priorità è approvata nell’articolo 50 della Costituzione e che si evidenzia nei risultati ottenuti dal paese durante 56 anni. La Presidenza di Cuba dell’Assemblea Mondiale della Sanità, tenutasi nel mese di maggio del 2014, è un alto riconoscimento mondiale agli sforzi del paese in questo settore.

 

Tuttavia, sul sistema sanitario cubano è permanentemente il genocida blocco statunitense, causando gravi danni alla salute e al benessere del popolo cubano.

 

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1 Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, 1946.

 

Su questo incide, fondamentalmente, la necessità di acquistare farmaci, reagenti, pezzi di ricambio per apparecchiature di diagnosi e trattamento, strumentale e altri input, in mercati lontani, essendo necessario ricorrere spesso a intermediari, aumentando senza necessità i costi nel settore.

 

Anche se solo alcuni di questi danni possono essere calcolati in termini monetari, per il periodo valutato il Ministero della Sanità Pubblica (MINSAP) della Repubblica di Cuba stima conservativamente i danni per un valore di 66.5 milioni di dollari statunitensi. Tuttavia, nessuna cifra, per alta che sia, potrà riflettere e spiegare i costi intangibili dell’importanza sociale e umana del danno causato, vista l’impossibilità di accedere a input d’ultima generazione, tecnologia, conoscenze e altre risorse vitali per questo sensibile settore.

 

A continuazione si riassumono alcune delle difficoltà affrontate dal settore della sanità pubblica nel periodo analizzato:

 

  • Il Centro Nazionale di Genetica Medica ha avuto dei problemi nell’acquisto di apparecchiature e reagenti necessari per il corretto funzionamento dei loro laboratori, il che impatta direttamente sullo sviluppo del programma nazionale di diagnosi, gestione e prevenzione di malattie genetiche e difetti congeniti. In particolare, il laboratorio di Biologia Molecolare affronta seri ostacoli nell’acquisto di reagenti che provengono da ditte con sede negli Stati Uniti.

 

Essi includono reagenti come i gel di SSCP (polimorfismo Conformazionale di Semplice Catena) e i Kit di Tensione con argento, utilizzati per la diagnosi di malattie come la fibrosi cistica, l’iperplasia adrenale congenita, la galattosemia e altre.

 

Inoltre, il mezzo di coltura completa AMNIOMAX, utilizzato per la coltivazione di cellule umane d’origine prenatale, che garantisce gli studi cromosomici a donne gravide maggiori di 37 anni o con patologie scoperte da ecografie.

 

Non è stato possibile acquistare il Software per lo spettrofluorimetro, marchio Shimadzu, per avere un software statunitense. Con quest’apparecchiatura sono eseguiti gli studi necessari per diagnosticare malattie generate da errori congeniti del metabolismo.

 

  • All’Istituto di Neurologia e Neurochirurgia Dott. Rafael Estrada (INN) non l’è stato possibile comprare un agiografo, utilizzato nello studio del sistema vascolare di pazienti con danni neurologici, per avere componenti statunitensi. Lo stesso era già stato contrattato alla ditta Phillips, ma ha indicato che non aveva nessuna licenza degli Stati Uniti per venderlo a Cuba.

 

  • Il Gruppo Nazionale e la Società Scientifica dell’Allergia non hanno potuto acquistare i ricambi necessari per le attrezzature di cromatografia, comprati all’azienda Pharmacia.

 

  • Al Cardiocentro Infantile “William Soler” gli è stato impossibile acquistare i nutrienti di qualità superiore come l’aminosteryl, di particolare importanza per il trattamento pre e postoperatorio di pazienti denutriti con cardiopatie complesse e critiche. Questo soltanto è prodotto dai laboratori ABBOTT, di origine statunitense.

 

  • L’Istituto di Gastroenterologia ha affrontato un aumento delle spese per l’acquisto di medicinali, essenziali nella terapeutica di malattie croniche invalidanti in bambini e adolescenti, essendo costretto a importare da mercati più lontani. I laboratori statunitensi, europei e/o giapponesi, fabbricanti di retro virali come il Tenofovir (trattamento dell’epatite B) e Telaprevir (trattamento dell’epatite C), temono sanzioni degli Stati Uniti se commerciano con Cuba.

 

  • Il Centro Nazionale d’Elettro – Medicina ha visto ostacolata la compra diretta e di prima mano di pezzi e accessori di ricambi, per i monitori multi parametrici e defibrillatori del marchio Philips, modelli MP-20 e Heartstart XL, rispettivamente, per essere d’origine statunitense.

 

  • L’Istituto di Cardiologia e Chirurgia Cardiovascolare non ha l’apparecchiatura di mappatura anatomica tridimensionale non fluoroscopica, prodotta dalle aziende statunitensi Carto-Biosense e Saint-Jude. Questo impedisce realizzare ablazioni d’aritmie complesse, il che rappresenta delle spese tra 15000 e 18000 Euro per ogni paziente (senza includere spese di viaggio e soggiorno), per concetto di trattamento fuori del paese (Italia).

 

  • L’Ospedale “Hermanos Amejeiras” non può acquisire il laser verde o green light KTP, per il trattamento di pazienti con iperplasia prostatica, molto utile nei casi che richiedono un trattamento anticoagulante senza interruzioni o soffrono di disturbi della coagulazione. La minaccia di milionarie multe ai produttori dell’avanzamento scientifico, rende il prezzo di acquisto dell’attrezzatura un ostacolo insormontabile per le autorità sanitarie cubane.

 

  • L’Istituto di Ematologia e Immunologia, ha riferito la diagnosi di una media annua di 72 leucemie nei bambini del paese, il 75% di questi linfoidi acuti. Nel loro trattamento si utilizza l’enzima L-Asparaginasa, ottenuta in primo luogo dal batterio Escherichia coli, che provoca allergia in diversi pazienti. Tuttavia, altre scelte come l’enzima modificata dal polietilenglicole (forma pegilata) o quella ottenuta dal batterio Erwinia carotovora, da più di 10 anni, sono proibite per Cuba a causa della sua origine statunitense.

 

  • All’Impresa MediCuba, importatore ed esportatore di prodotti medici, le sono state annullate diverse forniture in questa tappa, situazione che rappresentò spese aggiuntive al paese e periodi di mancanza di alcuni prodotti. Attraverso il distributore CARIMED CANADA, si ottenevano dal fabbricante statunitense INTEGRA NEUROSCIENCE, le derivazioni per trattare l’idrocefalia. Tuttavia, dalla fine dell’anno 2013 sono state sospese le sue consegne con destinazione Cuba per ordine del Ministero del Tesoro. La sua sostituzione è costata al paese circa 60 mila dollari in più e danni sull’attuazione del programma d’Attenzione Materno – infantile.

 

Inoltre, il fornitore d’origine tedesca MAQUET CRITICAL CARE, obbligato dal Ministero del Tesoro, sospese la consegna dei Servo umidificatori utilizzati nella ventilazione di pazienti gravi, sia adulti come pediatrici, perché aveva componenti di origine nordamericana. Questa situazione costringe alla ricerca di fornitori di prodotti compatibili in altri mercati, valutare campioni e registrare prodotti per restituire la fornitura. La sospensione della consegna causò una mancanza di fornitura ai servizi durante più di sei mesi.

 

  1. Il diritto all’istruzione

 

“… garantire a tutti il pieno e uguale accesso all’istruzione, la possibilità di indagare liberamente la verità oggettiva e il libero scambio d’idee e di conoscenze… ” 2

 

L’istruzione è un diritto inalienabile di ogni cubano lungo la sua vita. È un principio fondamentale della Rivoluzione, che si riflette nell’Articolo 39 della Costituzione, che è una priorità indiscutibile per lo Stato cubano.

 

Nonostante gli sforzi che realizza il governo cubano per garantire l’accesso a un’istruzione di qualità e non discriminatoria a tutti i livelli, il blocco ostacola la realizzazione di questo importante diritto. La politica esercitata dal governo degli Stati Uniti continua a creare difficoltà a Cuba, a volte insormontabili, per la collaborazione in tema d’istruzione con altri paesi allo scopo d’accedere a tecnologie, conoscenze e i mezzi scolastici necessari per aumentare la qualità del sistema educativo cubano.

 

Un breve campione delle principali difficoltà che affronta il settore dell’istruzione a Cuba sono i seguenti:

 

  • L’Istruzione Speciale ha 982 laboratori docenti dedicati alla preparazione degli studenti per la piena integrazione sociale e lavorativa. Tuttavia, le restrizioni imposte dal blocco degli Stati Uniti rendono difficile l’accesso alle materie prime, input e nuova tecnologia di attrezzi, ferramente, strumenti e utensili dei laboratori docenti. Tale situazione danneggia più di 22 872 studenti con necessità educative speciali.

 

  • Nell’area dell’Informatica Educativa, il blocco nega l’accesso a strumenti dell’informatica necessari per la produzione di multimedia educativi o per la consultazione di riferimenti bibliografici come nel caso di quelle fornite da Cisco Systems, Google, Symantec, SunMicrosystems, NetBeans, ORACLE, ProCite, EndNote, Reference Manager e RefViz. Le licenze necessarie per accedere a questi strumenti devono essere pagate a società americane e questo è impedito dalle normative vigenti per il blocco.

 

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2  Costituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza, la Cultura, 1945.

 

  • L’Università di Cienfuegos sviluppava dall’anno 2001 un programma di scambio accademico con l’Università di Tacoma, Washington con ottimi risultati, interrotto per la negazione del rinnovo della licenza.

 

  • Il Dottor Gordon L. Amidon professore americano dell’Università del Michigan e creatore del Sistema di Classificazione Biofarmaceutica, non poté partecipare al Primo Workshop di Biofarmacia e Bioequivalenza, tenutosi dal 1 al 5 luglio 2013 nell’Università Centrale “Marta Abreu” di Las Villas, Cuba. Non gli è stato assegnato il permesso richiesto per partecipare. L’evento faceva parte delle attività concepite in un progetto di ALFA III (Rete Biofarma) della Commissione Europea. Il Dottor Amidon è, inoltre, capo redattore della rivista Molecular Pharmaceutics, membro editore di più di una dozzina di riviste scientifiche, consulente esperto della Food and Drugs Administration, e direttore della Drug Delivery Foundation, organizzazione internazionale senza scopo di lucro, che promuove l’istruzione, la formazione e la ricerca sui temi biofarmaceutici e di distribuzione di farmaci.

 

  • Il concorso regionale ACM-ICPC (Association for Computer Machinery-International Collegiate Programming Contest), che si celebra ogni anno a Cuba, non può beneficiare del sostegno finanziario fornito dalla società International Business Machines (IBM) come parte della sua sponsorizzazione globale a questi eventi. Questa situazione colpisce non solo i partecipanti cubani, ma anche quelli dei paesi caraibici.

 

  1. Diritto all’alimentazione

 

“Gli alimenti non devono essere utilizzati come strumento di pressione politica ed economica. Ribadiamo l’importanza della cooperazione e la solidarietà internazionali, così come la necessità di astenersi da prendere misure unilaterali che non siano coerenti con il Diritto Internazionale e della Lettera delle Nazioni Unite e che mettono in pericolo la sicurezza alimentare.” 3

 

A Cuba è stato stabilito uno dei programmi di protezione sociale più completo al mondo, che ha reso possibile sradicare la fame. La sicurezza alimentare della popolazione, strettamente collegata con le dimensioni economiche, sociale e ambientale dello sviluppo, è una priorità strategica del paese.

 

La volontà politica del governo cubano e i suoi rilevanti risultati nella lotta per sradicare completamente la fame nel paese, sono stati premiati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), in occasione della trentottesima sessione della sua Conferenza, tenutasi a Roma, Italia nel giugno del 2013.

 

Al portare il suo riconoscimento al presidente cubano Raúl Castro Ruz, il Direttore Generale della FAO, il signor José Graziano da Silva, sottolineò la priorità attribuita dal governo cubano per garantire il diritto all’alimentazione della sua popolazione, così come le politiche attuate a tale scopo. Questo ha permesso al paese adempire prima del termine accordato del 2015, l’obiettivo di sviluppo del millennio riguardante quest’argomento.

 

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3 Dichiarazioni della Summit Mondiale sulla Sicurezza Alimentare, Roma, dal 16 al 18 novembre 2009.

Nell’ambito del sistema d’istruzione cubano è garantita la disponibilità di alimenti in tutti i centri di livello prescolare e scuole del paese e si realizzano sforzi educativi per promuovere il consumo di una dieta sana e nutrizionalmente adeguata.

 

Tuttavia, la politica di stato esercitata dagli Stati Uniti da più di cinque decenni contro Cuba, viola il diritto all’alimentazione del popolo cubano, poiché intende impedire l’accesso regolare dei cubani ai mercati alimentari internazionali, compresi i produttori statunitensi.

 

Questo settore, per la sua natura, è ancora uno dei più sensibili colpiti dal blocco.

 

Il ricollocamento di mercati per le importazioni d’input per l’industria alimentare, alcuni abbastanza lontano, con il conseguente aumento dei costi e le spese aggiuntive per i noli marittimi, i tassi di cambio onerosi, dal divieto di utilizzare il dollaro statunitense nelle transazioni, tra altri motivi, sono alcuni dei principali danni che soffre il settore.

 

Solo a scopo esemplificativo, a continuazione sono citati alcuni esempi.

 

All’Unione Nazionale Avicola gli è stato negato l’accesso alla tecnologia di allevamento degli Stati Uniti e/o d’altri paesi che usino componenti o brevetti statunitensi. Una situazione simile affronta il Gruppo Imprenditoriale Porcino, con l’accesso a tecnologie di punta per l’allevamento porcino. Questi fattori tecnologici influenzano la bassa redditività, eccessi di morte per malattie prevenibili e curabili, rifiuti di animali per malattie e aumento degli animali con disturbi nello sviluppo normale.

 

Inoltre, la joint venture Coracan S.A. ha visto aumentati i costi e le spese aggiuntive per nolo marittimo delle materie prime d’importazione, per non poter essere acquistate direttamente da mercati vicini, come quello statunitense. Tale è il caso del Neotame, dolcificante artificiale a basso contenuto calorico (non nutritivo). La produzione e la commercializzazione di tale prodotto sono monopolizzate dalla statunitense The Nutrasweet Company, con filiali in tutto il mondo.

 

Al Gruppo Agroindustriale di Grani non gli è possibile aggiornare con nuove tecnologie la sua industria del riso, operanti da più di 50 anni fa, per la sua origine americana. Macchinari, parti e pezzi di ricambio devono essere acquistati in un mercato al quale non ha accesso. Questa limitazione colpisce tra un 6 e 8% la qualità del riso prodotto per il consumo, diminuendo le prestazioni industriali. In queste circostanze smettono di produrre tra 3 e 4 mila tonnellate di riso per il consumo nell’anno.

 

D’altra parte, l’impresa LABIOFAM durante questo periodo ha avuto gravi danni per la ricollocazione geografica delle importazioni della materia prima destinata alla produzione di vaccini virali, necessarie per garantire la salute della massa di bestiame nel paese. Queste sono solo vendute da compagnie statunitensi.

 

  1. Sport e Cultura

 

“Davanti agli squilibri che si producono attualmente nei flussi e scambi di beni culturali a livello globale, è necessario rafforzare la cooperazione e la solidarietà internazionali perché tutti i paesi, specialmente i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione, possano creare industrie culturali viabili e competitive a livello nazionale e internazionale.” 4

 

La Rivoluzione cubana mostra una lunga tradizione di promozione della cultura e dello sport, aree che sono state integrate come elementi indispensabili per l’istruzione e lo sviluppo del popolo cubano.

 

Lo Stato cubano realizza grandi sforzi per far conoscere al mondo la capacità creatività e il talento del popolo cubano. Tuttavia, il blocco continua a ostacolare il raggiungimento della diffusione del patrimonio culturale del paese e la sua pratica di sport sano per tutti.

Il blocco continua a essere un serio ostacolo alla corretta promozione, diffusione e commercializzazione del talento culturale cubano. Inoltre, deprime a valori insignificanti i prezzi di vendita del prodotto culturale del paese e limita il godimento della nostra musica dal pubblico internazionale. Una delle ragioni principali risiede nel controllo del mercato esercitato dalle grandi multinazionali dell’arte e della musica, le quali o sono statunitensi o hanno una forte presenza negli Stati Uniti. Quelle grandi imprese dominano i circuiti di promozione ed esibizione degli artisti a livello internazionale.

 

In questo senso, per esempio, le esibizioni dal vivo di musicisti cubani negli Stati Uniti, devono avere carattere di scambi culturali, senza la mediazione di contratti commerciali tra le parti, come accade in tutto il mondo, impedendo la possibilità di ricevere per ciò benefici economici.

 

Tale è stato il caso di artisti cubani come Buena Fe, Osmany García, Partes Privadas, il Septeto Santiaguero (nominato per il Latin Grammy Awards) e René Arancibia, realizzatore di audiovisivi, le cui presentazioni sono state promosse dall’EGREM, Impresa di Registrazioni ed Edizioni Musicali. Lo steso è successo con altri famosi musicisti cubani come Ivette Cepeda, la Charanga Habanera e l’Orchestra di Elito Revé y su Charangón, associati ad altre imprese e agenzie di rappresentanza cubane.

 

Durante l’anno 2013, l’EGREM registrò la commercializzazione in modo occulto, da imprenditori stranieri, d’importanti registrazioni musicali cubane, come Colección de CDs Cinco Leyendas de Cuba e Banda Gigante del Benny Moré. I volumi venduti sono stimati a circa 5000 unità e i loro prezzi oscillavano intorno ai 20 dollari. L’impossibilità di accedere in modo normale e diretto al mercato discografico americano, di particolare importanza nel mercato della musica, porta come risultato perdite economiche difficili da quantificare.

 

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4 Dichiarazione Universale dell’UNIESCO sulla Diversità Culturale, Articolo 10 – Rafforzare le capacità di creazione e di diffusione a scala mondiale, 2 novembre 2001.

Da parte sua, l’industria cinematografica cubana ha visto colpite le possibili esportazioni in territorio statunitense, davanti all’impossibilità d’assistere all’American Film Market di Los Angeles. Questo mercato internazionale, senza dubbio uno dei più importanti, e senza dubbio la finestra che dà accesso al mercato cinematografico nel territorio degli Stati Uniti, è vietato all’apparato di Vendite Internazionali dell’Istituto Cubano dell’Industria Cinematografica (ICAIC).

 

Anche la partecipazione di studenti e professori cubani in diversi eventi come concorsi, festival, workshop e altre attività con sede in territorio statunitense, si vede molto limitata per tutte le discipline: teatro, danza, balletto, belle arti e musica. In questo senso, il governo degli Stati Uniti vieta la conclusione di Accordi Culturali tra istituzioni educative omologhe di entrambi i paesi, che permettano lo sviluppo culturale e la creazione artistica dei nostri studenti.

 

Lo sport cubano, riconosciuto in tutto il mondo dal suo marchio in numerosi eventi di tutte le categorie, affronta anche numerosi ostacoli al loro sviluppo e consolidamento.

 

La politica del blocco continua a ostacolare e talvolta impedisce i rapporti diretti e normali con varie istituzioni sportive internazionali e la partecipazione di atleti in competizioni importanti che si svolgono negli Stati Uniti o a Cuba. La dimensione extraterritoriale delle loro misure rende più costoso, inoltre, l’accesso a finanziamenti esterni e ostacola l’acquisizione di attrezzature sportive.

 

Le squadre sportive cubane hanno dovuto fare a meno, in alcuni casi, dell’acquisto di attrezzi sportivi ad alto livello, prodotti soprattutto da aziende statunitensi o, nel migliore dei casi, ricorrere ai mercati distanti per acquistarli a prezzi molto più alti.

 

Nonostante questa politica ostile, il governo cubano non ha smesso di garantire l’accesso alla pratica dello sport di tutti i suoi cittadini. Tuttavia, bisogna sottolineare che gli effetti del blocco si traducono in mancanze quotidiane che influenzano lo sviluppo di questo settore.

 

Cuba ha visto limitata l’acquisizione di attrezzature sportive Louisville, Wilson, Xbat, Rawlings, Easton, prodotti da aziende americane, molti di uso obbligatorio, secondo le Regole Ufficiali delle Federazioni Internazionali. Di conseguenza, è dovuto andare in paesi terzi per il loro acquisto, con le spese aggiuntive che questo rappresenta.

 

L’Istituto di Medicina Sportiva non ha avuto la possibilità di acquistare reagenti e sostanze di riferimento per il Laboratorio Antidoping, provenienti da società statunitensi o dalle loro filiali in paesi terzi. Tale è il caso degli anticorpi monoclonali per la determinazione dell’eritropoietina umana, uno dei segni del doping, prodotto esclusivamente da aziende statunitensi. Lo stesso accade con un complesso ematologico per la fabbricazione del passaporto ematologico degli atleti cubani.

 

Specialisti del Centro di Ricerche dello Sport non hanno potuto partecipare a eventi scientifici realizzati negli Stati Uniti, né esperti americani in quelli organizzati a Cuba. Qualcosa di simile accade con gli atleti provenienti da centri educativi, ai quali è negata la possibilità di realizzare allenamenti congiunti. Nel periodo sono state annullate le visite di 6 gruppi di americani interessati a scambi sportivi, per esserle state negate le licenze necessarie per viaggiare a Cuba.

 

II. IL BLOCCO OSTACOLA LO SVILUPPO DEL PAESE. DANNI AL SETTORE ESTERNO

 

“Esortiamo fortemente gli Stati ad astenersi da promulgare e applicare misure economiche, finanziarie o commerciali unilaterali non conformi al diritto internazionale o alla Lettera e che ostacoli il pieno raggiungimento dello sviluppo economico e sociale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.” 5

 

L’applicazione del pacchetto di misure codificate nel blocco, è indirizzata a limitare il progresso dello sviluppo del paese, e fomentare deliberatamente lo scoraggiamento e la disperazione della cittadinanza del paese, come indicato prima.

 

Il danno che questo provoca si estende a tutte le sfere dell’economia del paese, senza che alcuna scappi dal regime di sanzioni unilaterali imposto dal governo degli Stati Uniti.

 

Il blocco s’innalza, nelle attuali circostanze, come un serio ostacolo alla concessione al paese di crediti in condizioni favorevoli, il trasferimento di tecnologie di punta, la mobilizzazione di capitali esteri, l’attrazione d’investimenti esteri diretti, la protezione dell’ambiente e la piena inserzione del paese nell’economia mondiale.

 

Le perdite assunte dall’economia cubana annualmente sono di miliardi di dollari, dove giocano un ruolo preponderante le perdite generate dai redditi non percepiti dalle esportazioni di beni e servizi; le spese che provoca la ricollocazione geografica del commercio, in particolare quelli derivati dall’immobilizzazione d’inventari; e i danni monetari e finanziari dovuti all’esposizione degli attori economici alle variazioni delle tasse di cambio (non può essere utilizzato il dollaro nei pagamenti e riscossione) e l’aumento dei costi del finanziamento.

 

Uno dei settori che più impattato assorbe a causa del blocco è l’industria del turismo e le attività economiche connesse alla stessa. Nel periodo che tratta il presente rapporto, si stima che il turismo cubano ha subito danni ascendenti ai 2 052.5 milioni di dollari statunitensi, in settori importanti come i servizi, le operazioni delle agenzie di viaggio e l’assicurazione logistica, le quali sono decisive per il settore.

 

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5 Paragrafo 26, “Il futuro che vogliamo”, Documento Finale della Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile Rio+20, Risoluzione dell’Assemblea Generale 66/288.

 

In virtù delle leggi del blocco, l’industria del turismo cubano non può funzionare in maniera ordinata il mercato statunitense emittente di turisti, incluse le modalità delle crociere e lo sfruttamento delle marine e nautiche del paese.

 

Inoltre, il carattere extraterritoriale delle misure statunitensi danneggia altri mercati emittenti di turisti. Le agenzie della compagnia cubana Havanatur, radicate nel Canada (Hola Sun Holidays, Limited y Canada Inc. Caribe Sol), affrontano costi aggiuntivi per l’elaborazione di carte di credito. Gli oneri imposti dalle agenzie di elaborazione di carte a queste agenzie furono di 3,79%, 1.6% superiore alla media che riscuotono ad altri tour operatori con sede in quel paese.

 

L’impossibilità di utilizzo delle passerelle di pagamenti che operano in dollari statunitensi come Webpay, PayPal, PayOnline e altri, che sono le più utilizzate nel mercato, costringe a contrattare lo sviluppo di moduli di pagamento online specifici per le vendite online dello schema imprenditoriale cubano stabilito fuori del paese. Nel 2012 s’integrò la pista Azubapay con un costo d’integrazione e personalizzazione di 4 000 Euro. Vista la necessità di avere più di una passerella saremmo costretti a contrattare una pista supplementare di una simile quantità. Inoltre gli oneri che si applicano alle transazioni finanziarie legate a Cuba, considerate ad alto rischio a causa della persecuzione delle agenzie del governo degli Stati Uniti, sono in 1% superiore alla media internazionale.

 

Lo sviluppo industriale del paese è altro dei settori che segnala danni milionari, stimati in 95,9 milioni di dollari statunitensi, causati essenzialmente per concetto di differenze nei prezzi d’importazione a causa della ricollocazione geografica di mercati, costi aggiuntivi per l’immobilizzazione di risorse nei mercati e i danni monetari – finanziari.

 

L’industria siderurgica; i produttori nazionali d’impianti e attrezzi; la fabbricazione di attrezzi medici, ferrature sanitarie e di altri beni di consumo; l’industria del riciclaggio e altre aree dell’industria cubana, affrontano costanti ostacoli per garantire la produzione, importazione e commercializzazione di ogni tipo d’input che il paese necessita per la crescita della sua economia.

 

Per il settore idraulico dal paese, indispensabile per garantire livelli di accesso all’acqua e ai servizi igienici sanitari per i cittadini, i danni riportati dall’impresa Cubahidraúlica raggiungono i 3,74 milioni di dollari statunitensi, legati alle difficoltà di trovare un mercato adatto d’importazioni di materie prime e affrontare i costi di finanziamento per le operazioni di acquisto.

 

Il settore dell’edilizia, senza la possibilità d’accedere alle tecnologie dell’edilizia più efficienti, leggere, di minore consumo di materiali di base e componenti energetici, stima le sue perdite in 27,6 milioni di dollari statunitensi.

 

Strettamente legata al turismo e al resto della vita economica e sociale del paese, tutte le varianti del trasporto (marittima, aerea e terrestre; servizi portuali e aeroportuali; sviluppo e manutenzione delle vie e la rete stradale), sono stati limitati per il blocco. I danni causati a questo settore sono stimati in 540.1 milioni di dollari statunitensi.

 

L’aeronautica civile, via principale d’accesso dei visitatori al paese, affrontò perdite per 275.8 milioni di dollari, a partire da diversi ostacoli che dovette affrontare in questa tappa.

 

L’aerolinea Cubana de Aviación dovette cambiare il provveditore di servizi di passerella di pagamento online, perché la banca Credit Mutuel segnalò, nell’ottobre del 2012, l’impossibilità di elaborare dei fondi da Visa e Mastercard all’impresa.

 

D’altra parte, quando nel luglio del 2013, la società riaprì le sue operazioni nella rotta Avana – Sao Paulo, Brasile, si è trovata con l’impossibilità di utilizzare il sistema BSP6, limitandosi le sue vendite nella rotta segnata.

 

L’area delle comunicazioni cubane è una delle più sensibili per il paese ed è vittima di tutti i tipi di attacchi dalla parte statunitense. Al danno economico causato dalla politica di ostilità degli Stati Uniti, stimato molto conservativamente in 34,2 milioni di dollari statunitensi, si aggiungono le perenni violazioni dello spazio radioelettronico cubano, e l’uso delle nuove tecnologie dell’informazione per promuovere la destabilizzazione della società cubana.

 

L’Impresa di telecomunicazioni di Cuba, ETECSA, denunciò in aprile 2014 che fino a ottobre 2013 erano avvenuti dagli Stati Uniti verso Cuba, 219 operazioni d’invio massiccio di messaggi spam, che arrivano a 1 055 746 testi non richiesti nella rete di telefonia cellulare dell’isola, in aperta violazione della legge statunitense e internazionale.

 

Gli attacchi provenivano non solo dalla rete ZunZuneo, un’operazione segreta del governo degli Stati Uniti contro Cuba, recentemente svelata dall’agenzia stampa AP, denunciata da Cuba e da numerose istituzioni internazionali, ma anche dall’anno 2011 gli attacchi con spam alla rete telefonica cubana sono venuti anche da altri progetti del governo degli Stati Uniti, con lo scopo dichiarato del “cambiamento di regime a Cuba” come Martínoticias.

 

Il 13 aprile 2011, Martínoticias realizzò il primo di molti invii massicci di SMS a Cuba. Sono anche protagonisti di questi attacchi altri media che ricevono finanziamenti dal governo degli Stati Uniti per azioni illegali nell’isola, come le pubblicazioni digitali Cubasincensura e Diario de Cuba.

 

Come il progetto ZunZuneo, Martínoticias ha usato dei numeri di telefono ottenuti in modo fraudolento, violando la privacy dei cittadini e le proprie leggi che regolano le comunicazioni, sia a Cuba sia negli Stati Uniti.

 

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6 Billing and Settlement Plan: sistema uniforme, sia per aerolinee sia per agenzie viaggi, che provedono un metodo semplificato d’amministrazione e rendimento di biglietti di trasporto aereo.

 

Questa situazione è stata aggravata da severi attacchi informatici per le reti cubane d’infocomunicazioni, in violazione del Diritto Internazionale e delle più elementari norme che devono garantire un cyberspazio pacifico, ordinato e sicuro.

 

Tutto questo contrasta con il rifiuto a Cuba, da parte delle autorità statunitensi, di accesso alle attrezzature, tecnologia, collegamento con le reti, cavi in fibra ottica che circondano l’isola e altre risorse che faciliterebbero lo sviluppo e il progresso del paese, nell’ambito delle tecnologie dell’informazione.

 

  1. Commercio Estero e Investimenti Esteri

 

Com’è stato espresso in precedenti occasioni, l’insularità e condizioni di sviluppo di Cuba determinano l’alto livello d’incidenza del commercio estero per l’acceso delle tecnologie di punta, la mobilizzazione di capitali esteri, la concessione di crediti, la promozione di investimenti esteri e la cooperazione internazionale.

 

L’imposizione di leggi con carattere extraterritoriali ha un impatto diretto sul commercio estero e la promozione degli investimenti esteri diretti nel paese, settore che è stato uno dei principali versagli della guerra economica imposta dagli Stati Uniti a Cuba.

 

I danni al commercio estero cubano sono stimati, per il periodo che comprende la presente analisi in 3,9 miliardi di dollari statunitensi.

 

I principali danni sono contabilizzati nei redditi non percepiti dalle esportazioni di beni e servizi, dovuto a che il mercato degli Stati Uniti è vietato agli esportatori cubani.

 

In questo senso, se solo prodotti tradizionali cubani come il tabacco e il rum, avessero accesso al mercato degli Stati Uniti a condizioni non discriminatorie, il paese avrebbe circa 205.8 milioni di dollari statunitensi in più, che potrebbero essere utilizzati per rafforzare i programmi di protezione sociale per tutti i cittadini.

 

I costi per finanziare le operazioni commerciali aumentano, perché sono direttamente proporzionali alla percezione del cosiddetto “rischio paese”, che a sua volta è determinato dalla perenne minaccia di sanzioni contro di quelli che commercino e investano a Cuba.

 

Inoltre, le entità commerciali cubane sono costrette a consegnare importanti somme supplementari in nolo e assicurazione, segnati dal divieto alle navi di toccare porto statunitense se arrivano a Cuba. Questa circostanza costringe a operazioni di trasbordo di merci in porti di paesi terzi, rendendo più costosi i processi d’esportazione/ importazione.

 

In termini d’investimenti esteri, le conosciute leggi Torricelli e Helms-Burton, sono progettate per ostacolarli, ignorando, anzitutto, la legittimità del processo di nazionalizzazione effettuato nel paese con il trionfo rivoluzionario nel 1959.

 

La persecuzione agli investitori a Cuba comporta la negazione della tecnologia avanzata di origine statunitense, impossibilità di accedere al mercato degli Stati Uniti alle importazioni che potrebbero generare gli investimenti; privazione di finanziamenti da parte delle banche statunitensi per lo sviluppo degli investimenti esteri; aumento dei prezzi d’altre fonti di finanziamento in virtù di misure extraterritoriali previste nelle leggi statunitensi; e l’applicazione di sanzioni a entità di paesi terzi per realizzare operazioni con Cuba.

 

  1. Finanze

 

L’implacabile persecuzione delle transazioni finanziarie cubane è una delle caratteristiche più visibili del tentativo statunitense di soffocare l’economia cubana.

 

In un mondo globalizzato, le normali e trasparenti relazioni tra gli istituti bancari sono essenziali per assicurare risorse finanziarie che supportino le politiche nazionali indirizzate allo sviluppo sostenibile di ogni paese.

 

La sfera delle finanze internazionali del paese è uno degli scenari dove si possono vedere più chiaramente l’entità del danno causato dalla scalata degli Stati Uniti contro la nazione cubana.

 

Come un riflesso delle pressioni che esercita il blocco, c’è una crescente tendenza verso la chiusura di conti di banche cubane da istituzioni finanziarie e dalle banche straniere, nonché le limitazioni dei loro affari con Cuba.

 

Di conseguenza, le imprese straniere che operavano con tali banche dovranno gestire le loro transazioni attraverso banche intermediarie, con le quali non necessariamente hanno dei conti. Questo comporta il trasferimento all’importatore cubano di spese aggiuntive, per intermediazione nell’esecuzione delle operazioni.

 

In questo senso, l’eliminazione e limitazione della prestazione di servizi da parte delle banche corrispondenti ha connotazioni finanziarie difficili da quantificare, che ripercuotono in un maggior costo per gli importatori cubani, costretti a modificare le loro usuali strutture d’incasso e pagamento.

 

Quanto sopra è aggiunto al ripetuto e permanente danno economico per l’esistenza dell’elevato rischio cambiario per le fluttuazioni dei tassi di cambio, per mantenersi l’impossibilità di utilizzare il dollaro statunitense come moneta di pagamento e dover utilizzare altre valute per gli incassi e pagamenti del paese.

 

Le difficoltà di funzionamento del sistema bancario si riflettono in molteplici ostacoli, tra i quali si possono citare:

 

  1. Il servizio d’informazione bancaria e finanziaria fornito da Reuters, non solo alle banche cubane, ma ad altre entità del commercio estero, è stato sospeso alla fine del primo trimestre del 2013. Questa misura è una battuta d’arresto tecnologica, che porta a ritardi, insicurezza e aumento dei costi nel lavoro delle banche del sistema.

 

Come risultato, i negoziati con altre banche si realizzano via e-mail e per telefono, ed è limitata la capacità delle entità cubane di comunicarsi professionalmente e in modo sicuro con istituzioni finanziarie internazionali.

 

  1. Difficoltà con il servizio di messaggistica fornito da DHL (Correos de Cuba), giacché la documentazione non può transitare attraverso il territorio degli Stati Uniti d’America.

 

  1. SWIFT PanAmerican negò nuovamente quest’anno al Gruppo di Utenti di Cuba la loro partecipazione alla Seconda Conferenza per la regione dell’America Latina (LARC) tenutasi in un paese latinoamericano a luglio del 2013. La sede di quest’organizzazione internazionale, radicata in un paese della regione, inviò una lettera informando che non era possibile accettare registri di nessun cittadino cubano all’evento, a seguito delle sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba.

 

  1. Cancellazione a una banca cubana, senza preavviso, della licenza di Astaro, prodotto che agisce come un tagliafuoco (firewall)8 per il collegamento internet. La licenza apparteneva a un’impresa europea, che è stata assorbita da un ente britannico/statunitense.

 

La serie di ostacoli imposti al paese porta come conseguenza l’aumento dei prezzi di tutte le transazioni per dover organizzare operazioni tramite terzi.

 

Inoltre, Cuba non ha avuto la possibilità di rinnovare l’abbonamento ai servizi di Banker’s Almanac, di grande utilità per l’area di corrispondenza delle banche commerciali, dalla sua fusione con l’entità di capitale statunitense Accuity.

 

L’applicazione di sanzioni da parte degli Stati Uniti a un gruppo di banche estere per realizzare o intervenire in qualche modo nelle negoziazioni o transazioni con Cuba, deriva nell’imposizione di ostacoli alle relazioni di corrispondenza di banche cubane con entità bancarie estere, così come a future operazioni d’investimenti diretti e acquisti di beni per l’economia nazionale.

 

Inoltre, banche straniere hanno proceduto alla chiusura di conti d’istituzioni bancarie cubane e alla cancellazione di chiavi RMA9, in alcuni casi senza alcun preavviso, con operazioni commerciali in processo.

 

La forte influenza d’interessi statunitensi nella regione non permette il trasferimento di fondi da e verso l’America Latina. In questo senso, sono stati ottenuti soltanto discreti progressi nella concertazione sugli accordi corrispondenti. Questa circostanza colpisce direttamente l’invio di rimesse familiari verso Cuba, sia da cittadini cubani residenti in paesi dell’America Latina, sia dalle famiglie del grande numero di studenti provenienti dalla regione che eseguono studi nel paese. Gli interessati sono allora costretti a inviare il loro aiuto ai famigliari per vie non bancarie o informali.

 

Il blocco e la sua applicazione extraterritoriale hanno portato con sé il rifiuto di alcune banche dell’Europa a confermare le lettere di credito in dollari, anche se sono pagabili in euro e ad apparire come segnali di questi strumenti di pagamenti che sono stati rilasciati da banche cubane.

 

Durante il periodo analizzato, si registrarono danni al sistema bancario cubano da parte di 27 banche estere, manifestate da diverse vie e riflesse attraverso i seguenti esempi:

 

• Chiusura dei conti d’istituzioni bancarie cubane da sei banche estere: quattro d’Europa, una d’Asia e una di America Latina.

 

• Finalizzazione di un accordo di corrispondenza con una banca di Europa.

 

• Cancellazione di cinque chiavi RMA attraverso SWIFT da due banche dell’America Latina, due di Asia e una dell’Europa.

 

• Negazione di offrire servizi bancari da cinque istituzioni bancarie: tre dell’Europa e due dell’Asia; e non elaborazione d’operazioni specifiche, in certi momenti, da dieci banche: cinque di Europa, due dell’Asia e tre dell’America Latina.

 

• Rifiuto di processare e/o confermare lettere di credito di sette banche estere: sei in Europa e uno di America Latina.

 

Negli ultimi tempi è stata rafforzata la tendenza delle autorità statunitensi di applicare pesanti multe a entità bancarie e finanziarie, di qualsiasi paese, per stabilire normali relazioni con Cuba.

 

Il caso più preoccupante e pericoloso del periodo coperto dal presente rapporto, è la banca francese BNP Paribas, una delle più grandi d’Europa. Secondo tutte

 

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9 Relationship Management Application (RMA): Autorizzazioni che si scambiano con le banche corrispondenti, le quali permettono filtrare e limitare la messaggistica che si riceve e il tipo di messaggio inviato

 

le informazioni, le autorità statunitensi hanno imposto una “mega-multa”, il cui importo è fissato a 8 970 miliardi di dollari, per violazioni delle regolazioni del blocco a Cuba e sanzioni ad altri paesi.

 

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Di conseguenza, BNP Paribas ha annullato tutti i suoi rapporti con entità cubane, il che costituisce un nuovo ostacolo per le relazioni economiche tra i due paesi.

 

Per più di 50 anni, il governo degli Stati Uniti ha mantenuto in vigore le leggi, disposizioni e pratiche che supportano la loro politica priva di legalità e legittimità, deliberatamente progettata per affogare Cuba dal punto di vista materiale e finanziario.

 

  1. .  La Sezione 211 della legge Omnibus d’Assegnazione Consolidate

Supplementare e d’Emergenza degli Stati Uniti del 1999 e altre aggressioni nel tema di brevetti e marchi.

 

Come parte dell’aggressione economica contro Cuba, la politica di furto di marchi e brevetti cubani rimane invariata, con il chiaro obiettivo di continuare a danneggiare l’economia del paese.

 

In questo contesto, è stata adottata ed è entrata in vigore la conosciuta Sezione 211, della Legge Omnibus d’Assegnazione Consolidate Supplementare e d’Emergenza degli Stati Uniti del 1999.

 

L’Organo di Soluzione di Differenze (OSD) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ratificò, ormai 12 anni fa, che la Sezione 211 viola gli obblighi in materia di tratto nazionale e tratto della nazione più beneficiata, contratto dagli Stati Uniti nell’ambito dell’Accordo dell’OMC sugli Aspetti dei Diritti di Proprietà Intellettuale relazionati al commercio (ADPIC), e la convezione di Parigi per la Protezione della Proprietà Industriale.

 

L’OSD ha anche chiesto al governo degli Stati Uniti di mettere fine a questa misura che è incompatibile con gli obblighi imposti dall’Accordo sugli ADPIC, dal quale gli Stati Uniti fanno parte.

 

La sezione 211 genera nel seno dell’OMC un rifiuto sempre maggiore per le sue gravi implicazioni per il sistema commerciale multilaterale, di cui gli Stati Uniti sostengono di essere un difensore.

 

La politica testarda statunitense di danneggiare l’economia cubana a tutti i costi, questa volta nel campo della proprietà industriale, risulta in una volgare e cinica violazione degli impegni degli Stati Uniti in materia di proprietà industriale, che lo costringono a proteggere i marchi delle aziende e istituzioni cubane.

 

Conforme al Diritto Internazionale, gli Stati Uniti hanno la responsabilità che le loro leggi, regolamenti e procedure giudiziarie e amministrative siano conformi ai loro obblighi, con gli accordi dell’OMC e con i trattati internazionali di marchi e brevetti di cui è Stato parte.

Fino ad oggi si mantengono le intenzioni di alcuni querelanti contro lo Stato cubano negli Stati Uniti di appropriarsi come mezzo di compensazione di marchi commerciali e brevetti cubani, rifugiandosi sotto le disposizioni della Legge di Assicurazione contro Rischi del Terrorismo, approvata nel 2002 e in vigore fino a quest’anno.

 

Da parte sua, Cuba ha rispettato invariabilmente, senza discriminazione, gli obblighi pressi in virtù degli strumenti giuridici internazionali relativi alla proprietà industriale, il che ha garantito che più di cinquemila marchi e brevetti americani si beneficino di sua registrazione nel paese.

 

III. IL BLOCCO VIOLA IL DIRITTO INTERNAZIONALE. APPLICAZIONE EXTRATERRITORIALE.

 

L’amministrazione statunitense insiste sulla descrizione di uno scenario di “flessibilità” della politica aggressiva contro Cuba. Tuttavia, i fatti lo contraddicono.

 

La caratteristica principale delle azioni statunitensi attuali è l’insistenza in sanzionare terzi per mantenere normali relazioni con Cuba, e l’assurda pretesa che la loro legislazione ha carattere universale quando si tratta del popolo cubano.

 

Questo comportamento contraddice tutte le norme del Diritto Internazionale che promuovono la coesistenza pacifica tra le nazioni del mondo, partendo dalla propria carta delle Nazioni Unite. Risponde al desiderio d’egemonia intrinseca alle azioni del governo degli Stati Uniti, a emettere leggi che intendono di rendere obbligatorie per terzi, alla fine di aggiungerli all’aggressione contro il nostro popolo.

 

Per avere un’idea della portata della persecuzione finanziaria contro Cuba, soltanto da gennaio 2009 fino al 2 giugno 2014, il governo di Obama aveva costretto 36 entità statunitensi ed estere a pagare quasi 2,6 miliardi di dollari statunitensi per relazionarsi con Cuba e altri paesi. A queste arbitrarietà si aggiunge ora la multa imposta alla banca francese BNP Paribas, il che aumenta questa cifra a più di 11 miliardi di dollari.

 

3.1 Sanzioni applicate contro entità cubane.

 

  • Il 28 maggio 2013, e come parte dello sforzo per giustificare l’inclusione di Cuba nella spuria lista di paesi che sponsorizzano il terrorismo, l’OFAC pubblicò un rapporto annuale sugli attivi di paesi inclusi nell’unilaterale elenco. Secondo questo rapporto, fino al 31 dicembre 2012, l’importo dei fondi congelati dove il governo di Cuba o nazionali cubani hanno interessi arriva a 253 milioni di dollari statunitensi, 8.1 milioni di più che nel 2011.

 

  • Il 12 agosto 2013, il sito web cubano di stampa sportiva Jit.com annunciò che il governo degli Stati Uniti negò il visto ai funzionari sportivi José Echezarreta Menéndez e William García Benítez, chi avrebbero partecipato come Giudice e Capo della delegazione cubana, rispettivamente, nel Campionato Panamericano di Ginnastica Artistica tenutosi a Portorico. Il sito aggiunse che Cuba potrebbe affrontare una multa per non aver portato un giudice com’è richiesto nella competizione.

 

  • Il 26 novembre 2013, la Sezione d’Interesse di Cuba a Washington annunciò la chiusura temporanea dei servizi consolari a causa del rifiuto della banca statunitense M&T di operare conti delle missioni diplomatiche cubane negli Stati Uniti.

 

All’inizio di dicembre 2013, l’ufficio diplomatico cubano informò che, nonostante le intense trattative svolte, era stato Impossibile trovare una banca con sede negli Stati Uniti, disposta a prendere la gestione dei loro conti bancari, situazione che rimane fino alla chiusura del presente rapporto.

 

Questa situazione ha portato la sospensione dei servizi consolari alla più grande e più numerosa circoscrizione consolare cubana all’estero, con il conseguente danno alle visite famigliari tra ambedue i paesi, così come allo scambio in diverse aree nel primo trimestre di quest’anno.

 

  • A gennaio del 2014 bibliotecari cubani appartenenti al Centro Nazionale dell’Informazione di Scienze Mediche e la loro rete specializzata di Salute, e di altri sistemi simili del paese, non hanno potuto partecipare al Seminario Virtuale gratuito “Connessione globale tra nuovi bibliotecari: buone pratiche, modelli e raccomandazioni”, perché le misure imposte dal blocco degli Stati Uniti a Cuba ostacolarono il collegamento di questi professionisti per essergli stato negato l’accesso a strumenti d’informatica e servizi della famiglia del software Adobe.

 

  • Il 17 gennaio 2014, il Presidente Obama firmò la Legge di Assegnazione Consolidate corrispondente all’anno fiscale 2014, che ribadisce le clausole che vietano il finanziamento degli istituti bancari statunitensi a vari paesi, tra cui Cuba.

 

  • Il 3 marzo 2014, si è conosciuto che l’azienda statunitense EdX, sponsor di un corso online di aerodinamica e progettazione aeronautica moderna, bloccò l’accesso a studenti di Cuba.

 

  • Il 4 marzo 2014, è stato divulgato che la piattaforma di apprendimento online Coursera, dell’Università di Stanford, bloccò l’accesso agli utenti di Cuba.

 

  • Il 4 aprile del 2014, il giornale The New York Times informò che il sito collettore di fondi Indiegogo.com congelò i fondi raccolti per il regista cubano Miguel Coyula, dopo aver determinato che il trasferimento di fondi a Cuba o a un cubano residente cubano poteva violare il blocco degli Stati Uniti. –

 

  • Il 12 maggio 2014, l’azienda americana Thomson Reuters confermò allo studio regale che rappresenta Cuba negli Stati Uniti, il divieto del Dipartimento di Stato riguardante la transazione proposta per esportare a Cuba la versione limitata del software di analisi finanziaria EIKON, giacché “non era in conformità con la politica degli Stati Uniti verso Cuba”.

 

3.2. L’applicazione extraterritoriale del blocco

 

  • Il 28 giugno 2013, l’OFAC impose una multa di 2 949 030 dollari statunitense alla banca italiana Intesa Sanpaolo S.p.A., per aver violato le norme del blocco contro Cuba e il regime di sanzioni ad altri paesi. Secondo l’annuncio, la banca elaborò 53 trasferimenti a favore di Cuba tra il 2004 e il 2008, per un totale di 1 milione 643 mila 362 dollari statunitensi.

 

  • Il 22 luglio 2013, il Ministero del Tesoro annunciò che la società American Express Travel Services Company accettò pagare 5 226 120 dollari statunitensi per violare i regolamenti dell’OFAC, al aver venduto 14 487 biglietti aeri tra dicembre 2005 e novembre 2011 per viaggiare a Cuba da paesi terzi.

 

  • Il 9 settembre 2013, l’OFAC impose una multa di 39 501 dollari statunitensi all’impresa statunitense World Fuel Service Corporation, con sede a Miami, specializzata in servizi di logistica per il rifornimento di carburante a mezzi aerei, terrestri e navali. Secondo l’OFAC, due delle sue imprese controllate fornirono servizi senza licenze a 30 voli a Cuba nel 2007 e 2009.

 

  • L’8 ottobre 2013, è stato conosciuto che l’azienda statunitense PayPal bloccò una donazione del cittadino canadese Terry Shewchuck a una rete di cliniche veterinarie a Cuba per aver violato le leggi del blocco.

 

  • Il 15 ottobre 2013, è stato conosciuto che PayPal disabilitò i fondi della rock band tedesca “COR”, destinati a finanziare un tour a Cuba a gennaio del 2014, per aver violato le sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba. La misura è stata rifiutata da molte organizzazioni sociali tedesche.

 

  • Il 16 ottobre 2103, altra volta l’azienda PayPal bloccò il conto del negozio tedesco Herzberg Tea Shop, ad Amburgo, per aver violato le leggi del blocco.

 

  • Il 24 ottobre 2013, l’OFAC impose una multa per 34 700 dollari all’azienda controllata in Colombia dell’azienda statunitense Ameron International Corporation, per vendere in due occasioni, tra marzo 2005 e ottobre 2006, tubi di cemento a una società di cui Cuba è partner.

 

  • Il 13 novembre 2013, la Corte Federale del Distretto Sud di New York emesse un ordine giudiziario con l’istruzione alle banche Intensa Sanpaolo S.p.A. e Santander, S.A., di consegnare informazione sui conti bancari di entità cubane situate nelle loro succursali, in qualsiasi parte al mondo. La Corte ordinò quanto prima a partire di un’azione del querelante Aldo Vera, allo scopo di vincere questi conti. Inoltre, i querelanti Vera, Villoldo e Häusler querelanti chiesero alla stessa Corte, che le banche Standard Chartered e Mercantil Commerce consegnino conti congelati a entità cubana per soddisfare le loro sentenze contro la Repubblica di Cuba.

 

  • Il 26 novembre 2013, il Ministero della Giustizia annunciò l’imposizione di una multa di 100 milioni di dollari all’azienda petrolifera svizzera Weatherford International Ltd. e a cinque delle loro filiali, per aver violato le leggi del blocco. Secondo l’OFAC, tra il 2005 e il 2008, Weatherford realizzò 441 transazioni per un importo di 69 268 078 di dollari per la vendita di apparecchiature petrolifere a Cuba. Questa è la più grande multa applicata a un’entità non finanziaria.

 

  • L’11 dicembre 2013, l’OFAC impose una multa di 33 122 307 dollari statunitensi al Royal Bank of Scotland plc (RBS), per aver violato le sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba e altri paesi. Secondo il rapporto, la RBS realizzò 24 bonifici bancari con Cuba per un totale di 290 206 dollari statunitensi tra agosto 2005 e ottobre 2009.

 

  • Il 21 gennaio 2014, è stato saputo che la società PayPal bloccò il conto del cittadino canadese, Alain Samson, per cercare di realizzare una transazione da Cuba, dove era in vacanza.

 

  • Il 21 gennaio del 2014 si è saputo che la banca tedesca Rostbank, con sede nello stato di Sarre, si rifiutò di trasferire 2500 Euro della rete di solidarietà con Cuba Neztwerk destinati per la Cuba Solidarity Campaign del Regno Unito, per aver violato le leggi del blocco. Tali fondi si raccoglievano per il tribunale internazionale per i Cinque, tenutosi a Londra.

 

  • A inizio di febbraio 2014, le succursali dell’azienda Pricesmart in Guatemala, IL Salvador, Repubblica Dominicana e altre nazioni dei Caraibi, si rifiutarono di realizzare vendite a cittadini cubani non residenti in tali paesi, compreso il personale diplomatico accreditato. Il più significativo è che le rispettive gerenze di Pricesmart richiamarono le leggi statunitensi e non quelle locali, per eseguire l’assurda azione.

 

La reazione dell’opinione pubblica in tutte le nazioni colpite fu rapida e generò il rifiuto di movimenti sociali e anche delle principali autorità della CARICOM.

 

La gravità della violazione della sovranità delle nazioni danneggiate, fece parte delle deliberazioni della 17º Riunione di Ministri Esteri del CARICOM, tenutasi a Guyana tra il 19 e il 20 maggio 2014.

 

  • Il 12 marzo 2014, è stato riportato che l’azienda Enkeli Customer Partner Srl., è stata costretta dal BNP Paribas a chiudere i conti bancari relativi al loro lavoro a Cuba, all’ombra delle multe che sarebbero imposte dall’OFAC.

 

  • A marzo del 2014, è stato pubblicato da Animal Politico (www.animalpolítico.com), che alla società messicana Micra, dedicata alla vendita e distribuzione di microscopi, il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti gli congelò 100 000 dollari per l’acquisto di un microscopio destinato al Centro di Studi Avanzati di Cuba. Il fabbricante del dispositivo si trova nella Repubblica Ceca. L’azienda messicana ha ritenuto i fondi dal mese di agosto del 2011.

 

  • Lo stesso mese, notizie della stampa pubblicate dall’agenzia di stampa EFE e il giornale The Wall Street Journal, rivelavano che le banche francese Societé Generale e Credit Agricole, erano indagate negli Stati Uniti per mantenere normali relazioni con entità cubana.

 

  • L’11 marzo 2014, l’organo di stampa Diario Digital RD (www.diariodigital.com.do) si fece ecco della denuncia dell’Ambasciata cubana nella Repubblica Dominicana, per l’interruzione del rifornimento di combustibile, dalla società Shell, ad aeronavi della compagnia aerea Cubana de Aviación nell’Aeroporto Internazionale delle Americhe del capoluogo repubblicano.

 

  • Il 4 aprile 2014, è stato saputo che la figliale dell’azienda messicana di telefonia CLARO, con sede in Nicaragua, annunciò che i buoni promozionali che vendono per aumentare la durata delle chiamate non potevano essere più usati per chiamare Cuba, a causa delle leggi del blocco.

 

  • Il 18 aprile 2014, è stato annunciato che l’OFAC impose una multa di 5 990 490 dollari statunitensi alla compagnia viaggi olandese CWT B.V. (CWT) per aver violato le leggi del blocco. Secondo il rapporto dell’OFAC, tra agosto 2006 e novembre 2012, CWT fornì servizi di viaggio verso e da Cuba a 44 430 persone.

 

  • Il 30 aprile 2014, il coordinatore del programma MediCuba-Svizzera, Beat Schmid, annunciò che Credit Suisse, la seconda banca più grande della Svizzera, si rifiutò di fare transazioni – in franchi svizzeri – a tale organizzazione, per aver violato le leggi del blocco contro Cuba.

 

  • Il 6 maggio 2014, l’OFAC impose una multa di 2 809 800 dollari alla compagnia Decolar.com registrata in Delaware, Stati Uniti, i cui uffici centrali sono a Buenos Aires, Argentina, per aver violato le leggi del blocco contro Cuba. Secondo il rapporto, tra marzo 2009 e marzo 2012, Decolar.com fornì servizi di viaggio a 17 836 persone per volare da Cuba verso altri paesi, ad eccezione degli Stati Uniti, nonché prenotazioni hotel per soggiornare a Cuba, senza autorizzazione dell’OFAC.

 

– L’8 maggio 2014, l’OFAC impose una multa di 279 038 dollari alla compagnia di assicurazioni statunitense American International Group, Inc (AIG) per aver violato le leggi del blocco contro Cuba. Secondo il rapporto dell’OFAC, le filiali di AIG in Canada violarono 3 560 volte le norme contro Cuba tra gennaio 2006 e marzo del 2009.

 

3.3 Danni alla cooperazione internazionale

 

  • Il 18 giugno 2013, il professore dell’Università dell’Illinois, Victor Margolin, non poté assistere al VII Incontro Internazionale di Diseño Forma 2013, all’Avana, per non ricevere risposta dal Ministero del Tesoro alla sua richiesta di permesso per viaggiare a Cuba, presentata tre mesi prima.

  • Nel mese di marzo del 2014, scienziati provenienti da diverse università della Florida affermarono che il blocco ha ostacolato le loro ricerche marittime, per l’impedimento di viaggiare nel nostro paese per scambiare con i loro omologhi cubani. Come segnalò uno degli accademici, lo scopo era collaborare con colleghi cubani in uno studio che potrebbe migliorare le condizioni delle barriere coralline, evitare un eccesso di pesca e generare una maggiore comprensione dell’ecosistema del Golfo del Messico.

 

  • Il 28 gennaio 2014, il giornale di San Francisco Bay View segnalò sulle loro indagini effettuate dal Servizio d’Imposte Interne (IRS), contro l’ONG “Fondazione Interreligiosa per l’Organizzazione Comunitaria” (IFCO, per il suo acronimo in inglese), gestita dal reverendo Lucius Walker fino alla sua morte, che organizza gli studi di medicina di giovani statunitensi a Cuba.

 

  • L’Unità Centrale di Collaborazione Medica, ascritta al Ministero della Sanità, risulta che nell’anno 2014 la Brigata Medica del Gabon non poté inviare a Cuba l’importo 370.000 dollari a causa del rifiuto della Banca BNP PARIBAS, attualmente sotto la minaccia di essere multato dall’OFAC, di processare i corrispondenti trasferimenti.

 

IV RIFIUTO UNIVERSALE AL BLOCCO

 

La politica genocida di blocco contro Cuba, ogni volta raduna più voci di rifiuto, sia a livello internazionale come internamente negli Stati Uniti, richiamando il sollevamento delle sanzioni unilaterali.

 

4.1 Opposizione interna nella società statunitense.

 

Numerose personalità e organizzazioni statunitensi continuano a unirsi a questo richiamo. Lo dimostrano i seguenti esempi:

 

• Il 18 maggio 2013, la rappresentante Kathy Castor (Democratica – Florida) pubblicò un articolo sul Tampa Bay Times intitolato “Quello che ho imparato a Cuba”, dove esprime la necessità che gli Stati Uniti riconosca i cambiamenti che stanno accadendo a Cuba. Anche, esorta il Presidente Obama e il Segretario di stato, John Kerry, a intraprendere azioni per promuovere negoziati diretti con Cuba e gli esorta a sollevare il blocco, rimuovere le restrizioni di viaggi degli americani o almeno stabilire una licenza generale a tale scopo, normalizzare le relazioni bilaterali e rimuovere Cuba dall’elenco di stati terroristi. In questo contesto, chiama a promuovere lo scambio con Cuba per godere dei vantaggi del porto del Mariel e aumentare la cooperazione in settori quali la ricerca di petrolio e l’ambiente. Castor considerò importanti i vantaggi per Tampa e gli Stati Uniti, derivati da un migliore rapporto con Cuba.

 

• Il 10 giugno 2013, il quotidiano Northwest Florida Daily News pubblicò un editoriale che richiede agli statunitensi viaggiare a Cuba legalmente attraverso i contatti popolo a popolo. Auspica anche la fine del “embargo” ed esorta i suoi lettori a ignorare il senatore Marco Rubio (R -FL) e ai rappresentanti del sud della Florida.

 

• Il 2 luglio 2013, il quotidiano Washington Post pubblicò un articolo di Katrina Vanden Heulen, redattore della rivista The Nation, intitolato “Gli Stati Uniti devono sollevare l’embargo a Cuba”. Sottolinea che il blocco è una politica antiquata che è servita solo a dare prestigio a Cuba e isolare gli Stati Uniti dall’America Latina; ed evidenzia il segno positivo dei cambiamenti economici nell’isola, assicurando che i tempi di minacciare Cuba sono passati e quello che deve fare gli Stati Uniti è aumentare la propria sfera d’influenza. Auspica la fine delle restrizioni di viaggi degli statunitensi e l’esclusione di Cuba dall’elenco dei paesi che sponsorizzano il terrorismo.

 

• Il 10 luglio 2013, e come riferimento all’emendamento presentato dal rappresentante Mario Díaz-Balart (R -FL) al progetto di Legge di Stanziamenti per i Servizi Finanziari nell’anno fiscale 2014, indirizzata a vietare i viaggi educativi popolo a popolo, il leader della minoranza del Sottocomitato di Servizi Finanziari, José Serrano (D-NY), chiamò quella proposta come la “Legge Jay Z-Beyonce” e sottolineò che il suo scopo era di “compiacere l’estrema destra anticubana radicata a Miami”.

 

• Il 24 luglio 2013, nove membri del Congresso, guidati dalla rappresentante Rosa DeLauro (D-CT), inviarono una lettera al segretario di Stato, chiedendogli di concedere visti per funzionari, scienziati e accademici cubani. I congressisti elogiarono le misure di Obama sui viaggi in famiglia e la ripresa dei viaggi “popolo a popolo”, catalogarono di “pragmatica” la concessione del visto alla Direttore di Stati Uniti del Ministero degli Affari Esteri di Cuba e il loro incontro con la segretaria assistente di Stato, Roberta Jacobson. D’altra parte, discreparono con la decisione di negare il visto a una dozzina di accademici cubani per partecipare al Congresso dell’Associazione di Studi Latinoamericani10.

 

• Il 30 luglio 2013, la rappresentante Kathy Castor inviò una lettera ai leader del Congresso, dove favorisce gli scambi “popolo a popolo” come un modo di avvicinare entrambi i paesi. Criticò l’imposizione di costosi regolamenti e la politica del Comitato di Stanziamenti della Camera dei Rappresentanti di limitare il diritto costituzionale dei nordamericani a viaggiare. Suggerì che si deve alleggerire la burocrazia ed espandere le licenze generali, il che rappresenterebbe un risparmio per il governo e beneficerebbe la piccola impresa statunitense, l’industria del turismo e l’Aeroporto Internazionale di Tampa. Inoltre, elogiò la posizione della Camera di Commercio di questa città contro le restrizioni.

 

__________________________

The Latin American Studies Association, LASA por il suo acronimo in inglese.

• Il 16 agosto 2013, la Sezione della regione Midwest della Conferenza Legislativa del Consiglio di Governi, che comprende gli Stati di Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Michigan, Minnesota, Nebraska, Dakota, Ohio, Dakota del sud e Wisconsin, approvò una risoluzione che condanna il blocco degli Stati Uniti contro Cuba, sostenendo che questa politica limita le possibilità commerciali.

 

• Il 26 settembre 2013, il reverendo Richard Pates, presidente della Commissione di Giustizia Internazionale e Pace della Conferenza di Vescovi Cattolici degli Stati Uniti, inviò una lettera a Susan Rice, Consulente Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, dove richiama al governo di Obama di sollevare il blocco, normalizzare le relazioni con Cuba e ritirare l’isola dall’elenco dei paesi che sponsorizzano il terrorismo.

 

• Dal 27 al 30 settembre 2013, il reverendo Jesse Jackson fece una visita all’Avana, da dove dichiarò che gli Stati Uniti deve eliminare il blocco e che la chiesa doveva lottare per questo.

 

• Il 21 ottobre 2013, è stato riferito che più di una dozzina di capi religiosi degli Stati Uniti ha inviato una lettera al Presidente Obama, che gli chiedono di fare tre passi per normalizzare le relazioni: stabilire un dialogo ad alto livello, escludere Cuba dall’elenco dei paesi che sponsorizzano il terrorismo e abolire le restrizioni sui viaggi agli statunitensi. Tra i firmatari appare John McCullough, Presidente del Servizio Mondiale delle Chiese.

 

• L’8 novembre 2013, la rappresentante Barbara Lee inviò una lettera al Presidente Obama e al Segretario di Stato Kerry, dove ringrazia i cambiamenti introdotti dal Presidente nella politica verso Cuba e lo chiama a dare nuovi passi. Lo esortò a utilizzare le sue prerogative presidenziali per avviare un dialogo diretto ad alto livello con il governo cubano, escludere il nostro paese dall’elenco di stati terroristi e sollevare le restrizioni sui viaggi degli statunitensi verso Cuba. Allegò una lettera firmata da 55 organizzazioni accademiche, umanitarie, religiose, culturali e imprenditoriali che supporta un cambiamento di politica verso Cuba.

 

• Lo stesso 8 novembre, il Consiglio Mondiale delle Chiese approvò una risoluzione che invita il governo degli Stati Uniti a sollevare il blocco e normalizzare le relazioni con Cuba.

 

• L’8 novembre, il presidente Obama, in un evento di raccolta fondi per il Partito Democratico, riconobbe l’obsolescenza della politica degli Stati Uniti verso Cuba quando mette in discussione l’efficacia della stessa nelle condizioni attuali. Rilevò che questa politica dovrebbe continuare a essere aggiornata di un modo “creativo e riflessivo”.

 

• Il 20 novembre 2013, in un’intervista realizzata da Cuba Standard, la rappresentante Kathy Castor ribadì la sua opposizione alle restrizioni di viaggio verso Cuba del governo degli Stati Uniti, per costituire una violazione dei diritti costituzionali dei cittadini statunitensi.

 

• Il 15 dicembre 2013, il mezzo specializzato in questioni economiche, Bloomberg, di New York, pubblicò un editoriale che dice che il Presidente Obama ha fatto “poco” per “risolvere la fallita politica verso Cuba” e sottolinea che soltanto ha ripristinato le misure dell’amministrazione Clinton, invitandolo a fare nuove modifiche utilizzando le sue prerogative presidenziali. Aggiunge che una minoranza nel Congresso persiste nella difesa del blocco, che mina gli “interessi e valori” degli Stati Uniti. Rileva che la cooperazione con Cuba in aree come il confronto a fuoriuscite di petrolio e al traffico illecito di droga è di “importanza crescente”. Raccomanda al governo degli Stati Uniti escludere Cuba dall’elenco degli Stati che sponsorizzano il terrorismo poiché il proprio Dipartimento di Stato riconosce che il governo cubano non fornisce delle armi né assistenza a gruppi terroristici.

 

• Il 2 gennaio 2014, People’s World pubblicò l’editoriale “Dopo 55 anni, tempo di porre fine all’embargo contro Cuba”, che riconosce che successive amministrazioni statunitensi e i loro alleati in altri paesi hanno fatto tutto il possibile per porre fine al processo rivoluzionario cubano. L’editoriale ricorda che le votazioni contro il blocco presso l’AGNU ha dimostrato l’isolamento degli Stati Uniti a causa della loro politica verso Cuba. Esprime che il blocco non solo ha causato milioni di perdite all’economia cubana e ha ostacolato l’accesso di forniture mediche e tecniche, ma che ha anche causato la perdita di posti di lavoro e opportunità per l’esportazione per gli Stati Uniti. L’editoriale chiede anche l’abolizione delle restrizioni ai viaggi dei nordamericani a Cuba e l’eliminazione del blocco. Propone che per ottenere questi cambiamenti sono richieste iniziative come visite a membri del Congresso, contatti con la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato, invio di lettere a redattori, articoli di opinione e l’organizzazione e partecipazione a manifestazioni.

 

• Il 2 gennaio, The Washington Post pubblicò dichiarazioni dell’imprenditore dello zucchero di origine cubana Alfonso Fanjul, dove è messa in discussione l’attuale politica degli Stati Uniti verso Cuba, e propone la ricerca di soluzioni che permettano l’investimento economico degli emigranti a Cuba.

 

• Il 23 gennaio 2014, la Brookings Institution annunciò una serie di proposte all’amministrazione Obama, tra cui: assistenza diretta alle piccole e medie imprese a Cuba, espandere le licenze generali per i viaggi a Cuba, aumentare i prodotti la cui esportazione è consentita a Cuba, eliminare i limiti sull’ammontare monto delle rimesse e dei regali che i cubani-americani possono inviare a Cuba e rimuovere Cuba dall’elenco degli stati che sponsorizzano il terrorismo.

 

• Il 5 febbraio 2014, il giornale digitale Creative Loafing Tampa pubblicò che la candidata per il governatorato della Florida, Nan Rich, criticò la politica ostile degli Stati Uniti contro Cuba e optò per la fine del blocco. Fece riferimento all’azione di alcuni membri del Congresso in questo senso, tra i quali rilevò all’ex – senatore Bob Graham (D -FL) e alla rappresentante Kathy Castor (D-FL).

 

  • Il 9 febbraio Charlie Crist, ex governatore della Florida e candidato allo stesso posto nel 2014, in un programma della rete televisiva HBO, supportò un cambiamento nella politica verso Cuba, sostenne l’eliminazione del blocco e si riferì ai benefici economici che porterebbe agli abitanti della Florida poter investire a Cuba.

 

• L’11 febbraio 2014, l’istituzione accademica Atlantic Council, pubblicò i risultati di un’indagine sulla politica degli Stati Uniti contro Cuba, che mostrò che il 56% degli statunitensi favorisce il cambiamento di politica e il 61% approva l’esclusione di Cuba dall’elenco di stati terroristi. Gli intervistati appoggiarono altri cambiamenti come: l’abolizione delle restrizioni ai viaggi degli statunitensi e l’autorizzazione degli investimenti statunitensi a Cuba (6 ogni 10 partecipanti) e l’uso a Cuba di tecnologie delle telecomunicazioni procedenti dagli Stati Uniti (52% degli intervistati).

 

• Il 13 febbraio 2014, un editoriale di The Sun Sentinel fece un appello per il sollevamento del blocco. Hanno citato come motivi i benefici per entrambi i paesi in termini di commercio, il miglioramento del coordinamento in situazioni meteorologiche d’emergenze e le preoccupazioni ambientali comuni, specialmente per i piani cubani di esplorazione petrolifera in acque profonde vicine alle coste degli Stati Uniti.

 

• Nel mese di marzo si è conosciuto sulla lettera inviata dai rappresentanti Ted Poe (R -TX) e Rick Crawford (R -AR) al Segretario del Tesoro, Jack Lew, con copia al Presidente Obama e al Segretario di Stato John Kerry, dove si chiede al governo degli Stati Uniti di valutare un aumento dei potenziali rapporti commerciali in materia agricola con Cuba, affermando che sarebbe vantaggioso per gli agricoltori e l’industria agroalimentare statunitense rendere flessibile le regolazioni vigenti dell’OFAC.

 

• Il 16 febbraio 2014, il giornale Los Angeles Times pubblicò un’editoriale dove chiede di eliminare il blocco contro Cuba, perché non è riuscito a soddisfare il suo obiettivo principale. L’articolo d’opinione cita i risultati dell’indagine di Atlantic Council e dice di essere d’accordo con il miglioramento delle relazioni tra i due paesi.

 

• Il 27 febbraio 2014, il Presidente del Servizio Mondiale delle Chiese, il reverendo John L. McCullough e il Presidente del Consiglio delle Chiese Cubane, Reverendo Joel Ortega Dopico, pubblicarono una lettera congiunta in The Hill che riconosce la collaborazione delle due istituzioni per più di 20 anni ed esorta il governo degli Stati Uniti a eliminare le restrizioni sui viaggi ai cittadini statunitensi di visitare Cuba; escludere il nostro paese dall’elenco di Stati sponsor del terrorismo; aprire il commercio per sostenere le piccole imprese e cooperative emergenti a Cuba; e stabilire un dialogo ad alto livello per normalizzare le relazioni bilaterali e discutere le differenze, nell’ambito del rispetto della dignità di entrambe le nazioni.

 

• Il 15 marzo 2014, ebbe luogo a Miami, un evento con la partecipazione di rappresentanti delle organizzazioni FORNORM, CAFE, Generazione Cambiamento Cubano, Gruppo di Studi Cubani, Ponti Cubani, e altre come Cuba Educational Travel e WOLA intitolato “Conversazioni tra cubani” dove si è richiesta l’eliminazione del blocco e l’esclusione di Cuba dall’elenco dei paesi che sponsorizzano il terrorismo.

 

• Il 18 marzo 2014, il rappresentante James McGovern (D-MA) dichiarò all’Avana che il progetto di conservazione della Finca Vigia può servire come modello per la collaborazione tra Cuba e gli Stati Uniti in una vasta gamma di argomenti. Espresse che non è d’accordo con la politica statunitense nei confronti di Cuba e chiamò il divieto ai cittadini americani di recarsi sull’isola come “ingiusto e sbagliato”. Disse che il blocco ha fallito e deve essere eliminato.

 

• Il 19 aprile 2014, El Diario Las Americas pubblicò un’intervista con l’ex – governatore della Florida e attuale candidato per la stessa carica, Charlie Crist, chi ribadì la sua posizione a favore di cambiamenti nella politica degli Stati Uniti verso Cuba e qualificò il blocco di “politica fallita”.

 

• Il 28 aprile 2014, si annunciò la creazione del Comitato d’Azione Cuba Now, la cui missione pubblicata sul sito Web è “la piena normalizzazione dei rapporti tra gli Stati Uniti e Cuba. Al riguardo, propongono: la libertà di viaggi a Cuba, il “libero e aperto” commercio e investimento tra entrambi i paesi, lo stabilimento di una cooperazione normale e assistenza tra le entità statunitensi e cubane per lo sviluppo educativo, tutela dell’ambiente, aiuto umanitario, medico, o con scambi scientifici, la promozione di un dialogo diplomatico costruttivo basato sul rispetto reciproco con il governo di Cuba su argomenti d’interesse reciproco, l’eliminazione della legge Torricelli e la Legge Helms-Burton, così come l’eliminazione di Cuba dall’elenco degli Stati sponsor di terrorismo. Il Direttore Esecutivo è Ricardo Herrero, ex – vice direttore generale del Gruppo di Studio Cubani.

 

• Il 29 aprile 2014, Press TV, pubblicò un articolo che cita un funzionario dell’Atlantic Counsil chi ribadì che il 56% degli americani sostiene la normalizzazione delle relazioni bilaterali. Aggiunse che l’isolamento internazionale di Cuba non è stato raggiunto. L’articolo porta anche in ballo dichiarazioni di Teresa Gutiérrez, Direttore Nazionale dei progetti del Centro d’Azione Internazionale per l’America Latina e i Caraibi, chi disse che le sanzioni non hanno avuto l’effetto dovuto al sostegno del popolo cubano al governo dell’isola.

 

• Il 30 aprile 2014, l’Associazione Statunitense per l’Avanzamento della Scienza pubblicò un articolo sul suo sito Web sulla sua recente visita a Cuba. Descrisse il programma con un approccio positivo e incluse opinioni del Presidente dell’associazione sull’effetto rinnovatore del viaggio nelle relazioni scientifiche tra entrambi i paesi.

 

• Il 2 maggio 2014, il Gruppo di Lavoro per Cuba di Illinois inviò una lettera al Presidente Obama dove gli insistono in togliere le restrizioni finanziarie e di viaggio a Cuba, il che beneficerebbe lo Stato d’Illinois in termini di posti di lavoro ed esportazione di prodotti, principalmente nel settore agroalimentare.

 

• Il 3 maggio 2014, il quotidiano The Miami Herald pubblicò un articolo del senatore ed ex governatore della Florida, Bob Graham e l’amministratore dell’Agenzia di Protezione Ambientale degli Stati Uniti, William Reilly, co-presidenti della Commissione Nazionale stabilita da Obama per indagare la fuoriuscita della British Petroleum Company nell’anno 2010. Nell’articolo propongono modificare la disposizione legale statunitense che vieta a Cuba e ai suoi appaltatori di acquisire tecnologia avanzata, che abbia oltre un 10% di contenuto americano. Esortano il Presidente, inoltre, a rilasciare delle licenze generali per scopi di viaggio ed esportazioni affinché le aziende di servizio e risposta a fuoriuscite di petrolio possano offrire attrezzatura adatta con anticipo.

 

• Il 5 maggio 2014, la Fondazione per la Normalizzazione delle Relazioni Cuba-USA inviò una lettera al Segretario di Stato, John Kerry, dove criticano l’inclusione ingiustificata di Cuba nell’elenco di paesi terroristici ed esortano il Presidente Obama all’eliminazione della stessa.

 

• Anche il 5 maggio, l’Istituto Peterson per l’Economia Internazionale pubblicò il libro “Economic Normalization with Cuba: A Roadmap for US Policymakers”, sulla necessità che il governo degli Stati Uniti sollevi le sanzioni imposte a Cuba. La pubblicazione tratta le opportunità di affari che gli Stati Uniti perde con Cuba, tra altri attori internazionali a causa del blocco.

 

• Il 7 maggio 2014, 16 leader religiosi statunitensi inviarono una lettera al presidente Obama dove lo esortano a iniziare un dialogo d’alto livello tra gli Stati Uniti e Cuba, allo scopo di trattare un’ampia gamma di temi; emettere una licenza generale che autorizzi i viaggi popolo a popolo in tutte le categorie; escludere Cuba dall’elenco di Stati che sponsorizzano il terrorismo; creare opportunità perché i cittadini statunitensi supportino “l’emergente” settore delle cooperative e le piccole imprese a Cuba, permettendoli agli statunitensi di comprare, vendere, e offrire aiuto tecnico o in materia d’investimenti alle piccole imprese e cooperative. Inoltre, qualificarono “d’inefficaci” e “insensati” programmi come ZunZuneo.

 

• Il 7 maggio 2014, la rappresentante Barbara Lee (D-CA) in un’intervista con Andrea Mitchell di NBC News, criticò il blocco, i programmi sovversivi svolti dall’USAID e il divieto di viaggi a Cuba.

• Il 19 maggio 2014, un gruppo di 46 alti ex-funzionari del governo, militari pensionati, accademici e influenti imprenditori, compresi i cubano-americani, rilasciarono una lettera aperta al Presidente Obama, dove realizzano raccomandazioni per rendere flessibile il blocco e la politica degli Stati Uniti verso Cuba, tra cui l’espansione dei viaggi a Cuba, autorizzati da licenze per tutti gli statunitensi, impegnarsi in serie discussioni con controparti cubane in aree di preoccupazione mutua su affari umanitari e di sicurezza nazionale (migrazione, interdizione di droga e l’ambiente), e adottare misure perché le istituzioni finanziarie possano provvedere servizi a sostegno delle attività autorizzate da licenze.

 

• Il 29 maggio 2014, il signor Thomas Donohue, Presidente della Camera di Commercio degli Stati Uniti, in un discorso presso l’Aula Magna dell’Università dell’Avana, disse che è il momento di aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti e suggerì al suo governo facilitare l’aumento dei viaggi ed espandere la diplomazia tra i due paesi. Aggiunse che lo scopo della sua visita a Cuba fu comprendere e valutare la gravità dei cambiamenti nella politica economica cubana e considerare come il settore privato degli Stati Uniti può sostenerli. Assicurò che al suo ritorno negli Stati Uniti porterebbe ai leader politici e ai cittadini statunitensi le sue esperienze a Cuba e che raccomanderebbe al suo governo cosa fare nella sua politica verso Cuba. Donohue visitò Cuba tra il 27 e il 29 maggio 2014, dirigendo una delegazione composta da Steve Van Andel, Presidente del Consiglio d’Amministrazione della Camera di Commercio e della compagnia AMWAY; Marcel  Smits, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario della Corporazione Cargill e altri dirigenti e funzionari della Camera di Commercio Statunitense. Durante il suo soggiorno a Cuba, visitò i siti d’interesse riguardanti il processo d’aggiornamento del modello economico cubano.

 

• Il 5 giugno 2014, agenzie di stampa riflessero frammenti del libro dell’ex-segretaria di Stato, Hillary Clinton, “Hard Choices”.  Riguardo al blocco, Clinton propone che alla fine del suo mandato presso il Dipartimento di Stato, esortò il Presidente Obama di “riconsiderare l’embargo contro Cuba”.

 

• Il 6 giugno 2014, la rivista Science pubblicò un editoriale dei capi dell’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza, che dice che il governo degli Stati Uniti può fare un cambiamento relativamente semplice ai regolamenti contro Cuba, fatto che renderebbe più facile la collaborazione scientifica. Appuntò che la mancanza di collaborazione con il settore della sanità pubblica è di particolare preoccupazione. Manifestò che lavorare insieme più strettamente permetterebbe agli scienziati da entrambi i paesi condividere migliori informazioni, identificare e monitorare i focolai di malattie infettive e sviluppare risposte più coerenti. Manifestò che quest’argomento è d’interesse nazionale per entrambi i paesi. Sottolineò che l’attuale licenza generale che permette agli scienziati di viaggiare a Cuba per indagare potrebbe essere ampliata per consentire l’organizzazione congiunta di work shop e incontri scientifici.

 

• Il 12 giugno 2014, l’ex – Segretaria di Stato, Hillary Clinton, in una presentazione della serie “History Makers” del canale HBO, disse che l’eliminazione del blocco aiuterebbe nei rapporti degli Stati Uniti con l’America Latina. Dichiarò che “dobbiamo intercedere per la fine del”embargo” e promuovere la normalizzazione delle relazioni per vedere cosa fa Cuba. Espone l’importanza di modificare la psicologia in quell’argomento e descrisse il rapporto con l’emisfero occidentale come l’impegno più importante che ha gli Stati Uniti nel lungo termine.

• Il 17 giugno 2014, l’Università Internazionale della Florida pubblicò i risultati di un sondaggio realizzato ai cubani residenti nella Contea di Miami Dade, che mostrò che il 71% ritiene che il blocco non ha funzionato, il 52% è contrario alla continuazione del blocco, l’82% supporta che aziende statunitensi vendano medicine a Cuba, il 77% favorisce che aziende statunitensi vendano alimenti al nostro paese e il 48% considera che le condizioni del commercio attuale (venduta limitata d’alimenti e medicine a Cuba) dovrebbe ampliarsi. Favorisce il ristabilimento delle relazioni diplomatiche con Cuba il 68% dei cubani residenti a Miami-Dade, il 69% supporta l’abolizione delle restrizioni sui viaggi a Cuba per cittadini americani e il 71% favorisce la continuità degli scambi popolo a popolo.

 

• Il 17 giugno 2014, Facundo Bacardí, Presidente dell’azienda Bacardí e uno dei leader della famiglia, dichiarò in un’intervista con la rivista di Cigar Aficionado che la famiglia ha diverse posizioni riguardo “l’embargo” contro Cuba e ha detto che, mentre continuino le riforme, il popolo più beneficiato è il cubano. Disse che Cuba sta facendo le cose a suo modo.

 

• Il 29 giugno 2014, scrivendo nel suo blog personale il viaggio che realizzasse a Cuba, Eric Schmidt, Presidente della compagnia Google, dichiarò che: “L’embargo, codificato dalla legge Helms-Burton, definisce tutto per gli Stati Uniti e per Cuba… Viaggiare a Cuba è controllato da un ufficio chiamato OFAC, e sotto la nostra licenza c’era consentito tenere solo riunioni e il nostro hotel doveva costare meno di 100 dollari… Queste politiche sfidano la ragione: ci sono decine di paesi, che noi chiamiamo alleati, ai quali siamo liberi di viaggiare, che attualmente rappresentano molte più minacce e preoccupazioni per gli Stati Uniti che quello che ha rappresentato Cuba in un decennio… Il blocco non ha alcun senso per gli interessi degli Stati Uniti…” Nel suo viaggio a Cuba, lo accompagnarono i direttivi della sua impresa Jared Cohen, Brett Perlmutter e Dan Keyserling e visitò diversi siti d’interesse, tra cui l’Università delle Scienze Informatiche dell’Avana.

 

4.2 Opposizione della comunità internazionale

 

Nell’ambito internazionale, l’opposizione al blocco acquisisce un carattere quasi universale. Continuano a crescere gli scenari dove sono adottati comunicati speciali e dichiarazioni che chiedono porre fine a questa illegale e crudele politica. A Continuazione alcuni esempi.

 

L’Assemblea Generale delle Nazione Unite, organo più democratico e rappresentativo della comunità internazionale, affermò con schiacciante maggioranza, il suo rifiuto al blocco il 29 ottobre 2013, essendo approvato con 188 voti a favore, 2 contro e 3 astensioni, la risoluzione intitolata “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba” (68/8).

 

Parteciparono al dibattito generale della risoluzione 22 oratori, tra i quali risaltano 7 rappresentanti di gruppi di concertazione e organizzazioni regionali e sub-regionali: Gruppo dei 77 più Cina, il Movimento dei Paesi non Allineati, la CELAC, la comunità dei Caraibi, il Gruppo Africano, l’Organizzazione della Cooperazione Islamica e il Mercato Comune del Sud. Altre 14 delegazioni spiegarono la loro posizione contro il blocco, una volta adottata la risoluzione.

 

Da parte sua, durate la 38º Assemblea dell’Organizzazione dell’Aeronautica Civile Internazionale, Montreal, Canada, a settembre del 2013, è stata presentata una nota di studio sul caso Cuba e l’impatto del blocco sull’aeronautica civile cubana.

 

Lo stesso mese, a New York, i Ministri del Gruppo dei 77 e Cina, dopo la loro riunione annuale realizzata nell’ambito del 68º Periodo di Sessioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, rifiutarono nella loro Dichiarazione Ministeriale, l’applicazione del blocco contro Cuba e l’imposizione di misure coercitive contro paesi in sviluppo.

 

Il XXIII Summit Ibero-americano di Capi di Stato e di Governo, tenutasi in Panamá (Spagna), i giorni 18 e 19 ottobre 2013, accordò un Comunicato Speciale sulla necessità di porre fine al blocco economico e finanziario imposto dal Governo degli Stati Uniti d’America contro Cuba, inclusa la Legge Helms Burton, dove ribadiscono “il più energetico rifiuto all’applicazione delle leggi e misure contrarie al diritto internazionale come la Legge Helms-Burton ed esorta al governo degli Stati Uniti d’America porre fine alla sua applicazione”.

 

Il comunicato iberoamericano chiede “al Governo degli Stati Uniti d’America compiere quanto stabilito nelle 22 successive risoluzioni approvate nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ponga fine al blocco economico, commerciale e finanziario che mantiene contro Cuba”.

 

Il testo dichiara che il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba viola il Diritto Internazionale, è contrario ai propositi e principi della Lettera delle Nazioni Unite, alle norme del sistema internazionale di commercio e la libertà di navigazione. Inoltre, condanna energicamente l’applicazione di qualsiasi legge o misura contraria al Diritto Internazionale come le Leggi Helms-Burton e Torricelli, ed esorta al governatore degli Stati Uniti a mettere fine alla sua applicazione.

 

La 53º Riunione di Ministri dell’Organizzazione Latinoamericana d’Energia (OLADE), effettuata in Punta Cana, Repubblica Dominicana, il 16 dicembre 2013, approvò una Decisione Ministeriale contro il blocco.

 

Il Summit della Comunità di Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), tenutasi all’Avana, Cuba dal 28 al 29 gennaio 2014, adottò un Comunicato Speciale condannatorio del blocco all’isola.

 

La Riunione Interparlamentare Cuba – Messico, realizzata tra il 21 e il 22 febbraio 2014, condannò nella sua dichiarazione il blocco contro Cuba.

 

La VI Summit dell’Associazione di Stati dei Caraibi, celebrata a Mérida, Yucatán, Messico il 29 aprile 2014, incluse nella sua dichiarazione finale il rifiuto del meccanismo regionale alla politica statunitense contro Cuba.

 

La Conferenza Ministeriale del Movimento di Paesi non Allineati, accolta da Algeria dal 26 al 29 maggio 2014, ripeté nella sua dichiarazione finale il compromesso storico del Movimento contro le misure coercitive unilaterali applicate contro i paesi in sviluppo e sottolineò, un’altra volta, la loro diafana condanna al blocco contro Cuba.

 

La Dichiarazione Finale del Summit Straordinario del Gruppo dei 77 e Cina, tenutasi i giorni 14 e 15 giugno 2014, a Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, ribadì il suo rifiuto all’applicazione di misure economiche coercitive unilaterali, così come il suo richiamo al governo degli Stati Uniti di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario che impone contro il nostro paese.

 

I Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana (UA), riuniti a Malabo, Guinea Equatoriale dal 26 al 27 giugno 2014, adottarono, nel vigesimo terzo periodo di sessioni ordinario dell’Assemblea dell’UA, una risoluzione dove chiedono il sollevamento del blocco degli Stati Uniti contro la Repubblica di Cuba.

 

CONCLUSIONI

 

L’attuazione del Governo degli Stati Uniti nel periodo che copre questo rapporto, conferma che non è stato dato nessun passo da questo paese per porre fine a questa illegale e ingiusta politica, che rimane intatta per più di 55 anni.

 

Tutto il contrario, in modo flagrante non è stato eseguito quanto disposto nell’Assemblea Generale al riportarsi numerose azioni che rafforzano la politica del blocco. La retorica dell’attuale Amministrazione su una supposta flessibilità delle sanzioni contro Cuba non si sostiene davanti ai fatti riportati nel presente documento.

 

Per il contrario, il governo degli Stati Uniti ha adottato misure destinate a inasprire il blocco nell’ambito finanziario e bancario, di quanto la recente multa alla banca BNP Paribas è il più chiaro e pericoloso esponente.

 

Il danno economico occasionato al popolo cubano per l’applicazione del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba, considerando il deprezzamento del dollaro di fronte al valore oro nel mercato internazionale, ascende a 1 112 534 000 000 milioni di dollari nonostante la riduzione del prezzo dell’oro in confronto con il periodo precedente. A prezzi correnti, durante tutti questi anni, il blocco ha provocato dei danni per più di 116 880 milioni di dollari statunitensi.

 

Molti dei danni provocati non possono né potranno essere mai quantificati. Le cifre, per esempio, non includono i danni occasionati a scopi economici e sociali del paese per i sabotaggi e atti terroristici allentati, organizzati e finanziati dal territorio degli Stati Uniti. Neanche riflette il negativo impatto nello sviluppo del paese risultante dell’impossibilità di accedere a nuove tecnologie in quasi tutti i settori dell’economia, né le dure e sistematiche limitazioni che impongono nelle famiglie cubane.

 

Il blocco economico, commerciale e finanziario, imposto dal Governo degli Stati Uniti contro Cuba, continua a essere il principale ostacolo allo sviluppo economico del paese.

 

Il blocco viola il Diritto Internazionale. È contrario ai propositi e principi della Lettera delle Nazioni Unite. Costituisce una trasgressione al diritto alla pace, allo sviluppo e la sicurezza di uno Stato sovrano. È, nella sua essenza e nei suoi obbiettivi, un atto d’aggressione unilaterale e una minaccia permanente contro la stabilità del paese. Costituisce una violazione flagrante, massiccia e sistematica dei diritti di tutto il popolo. Viola, inoltre, i diritti sovrani di molti altri stati per il suo carattere estraterritoriale. Il blocco contro Cuba, per tanto, non è una questione bilaterale tra Cuba e gli Stati Uniti.

 

Nonostante gli intensi e crescenti richiami della comunità internazionale e la propria opinione pubblica statunitense, richiamando al Governo statunitense un cambio di politica verso Cuba, il sollevamento del blocco e la normalizzazione delle relazioni bilaterali, il governo degli Stati Uniti non solo ha mantenuto intatta la politica di blocco, bensì l’ha inasprito nell’ambito finanziario e bancario.

 

Il blocco oltre ad essere illegale, è moralmente insostenibile. Non esiste un sistema di sanzioni unilaterali simile, che si porti avanti contro nessun paese del mondo per un periodo così lungo. Per tanto, gli Stati Uniti devono sollevarlo senza ritardo né scuse.

   

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