La manovra 2015 del governo Renzi “..va tutto bene madama la marchesa?..”

14 Ottobre 2014 di

Il DEF ( Documento Economico e Finanziario ) presentato nei giorni scorsi dal Governo, ammette che l’Italia continuerà ad essere in recessione economica, poiché  il PIL ( Prodotto Interno Lordo ) calerà di un altro 0,3% nel 2014 e, nel 2015, se tutto andrà bene, salirà di uno striminzito 0,5%, mentre la disoccupazione resterà altissima, al 12,5%.

Il deficit del bilancio statale, per questo anno, si attesterà al 3% del PIL, il debito pubblico, nel 2015, salirà di un paio di punti fino al 133,4% del PIL e l’applicazione del “ fiscal compact “ slitterà al 2017.

La scelta del governo, assomiglia a quella di un funambolo costretto a camminare su di un filo sottilissimo.

Il peggioramento programmato del deficit costa 10 miliardi di euro. Oltre alla conferma del bonus IRPEF da 80 euro, ci saranno altri 2 miliardi per ridurre nuovamente il costo del lavoro delle imprese. Un miliardo servirà a finanziare lo sblocco del patto di stabilità interno dei comuni, un altro miliardo andrà alla scuola ed uno e mezzo per allargare i sussidi di disoccupazione.

Riuscirà il Governo a fronteggiare tali spese senza aumentare le tasse? Ogni anno vengono sottratti al fisco 91 miliardi di imponibile IVA, IRAP, IRES, IRPEF su imprese e lavoro autonomo.

La politica del Governo si colloca in uno scenario di disagio sociale che viene così descritto dagli ultimi ( agosto 2014 ) rilevamenti ISTAT : nuovo record della disoccupazione giovanile con i senza lavoro fra i 15 e 24 anni che raggiungono il 44,2%; in numeri assoluti i giovani disoccupati sono 710mila, ma il numero dei giovani inattivi è di 4milioni 372mila.

Gli occupati, in Italia, sono 22milioni 380mila ed i disoccupati 3 milioni 134mila. Il CNEL, nel suo ultimo rapporto sul mercato del lavoro, afferma che l’ipotesi di una discesa del tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi, cioè al 7%, è irrealizzabile, perché richiederebbe la creazione, da qui al 2020, di circa 2milioni di posti di lavoro. Una chimera!!!!

E quindi, di che va cianciando Matteo Renzi quando parla, di fronte alle platee plaudenti della Confindustria, cioè dei padroni, del luminoso destino che attenderebbe il Paese nei prossimi anni? Lo attendiamo alla verifica dei fatti, magari insieme agli operai ed ai lavoratori che venerdì 24 ottobre sciopereranno per far sentire la propria voce su tali questioni!!!

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