ONORE AL COMPAGNO GIUSEPPE DE CRESCENZO, UN ALTRO OPERAIO SUICIDATO DAI PADRONI !!!

06 Febbraio 2014 di

Il compagno Giuseppe De Crescenzo ci ha lasciati, ieri, nella sua abitazione, con un gesto di protesta e di denuncia politica, alla vigilia di una festa in fabbrica, organizzata da Marchionne per celebrare i fasti della sua politica aziendale.

Giuseppe aveva 42 anni, era un militante dello Slai-Cobas, una avanguardia delle lotte operaie dello Stabilimento Fiat di Pomigliano. Conosciuto da tutti i lavoratori perché sempre alla testa delle lotte, da sei anni era in cassa-integrazione e, come diceva e scriveva lui sui cartelli, era stato “..deportato nel reparto confino di Nola “ dove secondo il gruppo dirigente Fiat sarebbe dovuto nascere il Centro della logistica, in realtà inesistente e usato come reparto in cui confinare e separare dagli altri lavoratori le avanguardie più pericolose per il padrone.

Giuseppe, purtroppo, non è il primo e non è il solo operaio che, nella storia del nostro Paese, ha voluto testimoniare, con un gesto drammatico, la sofferenza di una condizione di vita di chi, dopo anni di vita lavorativa e di lotte, si vede relegato ad una condizione di prolungata emarginazione dalla vita lavorativa con scarse o nulle possibilità di reinserimento in essa.

Il compagno De Crescenzo è un caduto, di parte operaia, della lotta di classe, della pluridecennale sfida che contrappone la borghesia sfruttatrice alla lotta della classe operaia per liberare se stessa e tutta l’umanità dallo sfruttamento capitalistico.

Così lo ricorderemo noi comunisti nel quotidiano impegno, recentemente ribadito nel nostro Congresso Nazionale, di ricostruire e potenziare il Partito Comunista, come strumento di lotta e di emancipazione sociale della classe operaia e di tutti i lavoratori.

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