Intervento del KKE al Convegno di Roma del 6 aprile 2013. Contro l’opportunismo, per il socialismo, per costruire il Partito Comunista Elisseos Vagenas, Membro del CC Responsabile della Sezione delle Relacioni Internacionali del CC del KKE

11 Aprile 2013 di
 

Cari simpatizzanti e compagni! 

A nome del Comitato centrale, dei membri e dei dirigenti del KKE vi porgiamo il nostro caloroso, saluto internazionalista!

 

La prossima settimana ad Atene inizieranno i lavori del 19 ° Congresso del KKE. I comunisti Greci negli ultimi 4 mesi stanno conducendo un dibattito intenso all’interno del partito, discutendo le tesi del CC, il progetto del nuovo programma politico e lo statuto del KKE. Ma nello stesso tempo sono stati in grado di coniugare questa discussione con la loro azione d’avanguardia, nelle lotte della classe operaia e dei contadini poveri, che sono state condotte nello stesso periodo, dimostrando le radici profonde che il KKE ha con gli strati operai e popolari della Grecia .

 

Al 19 ° Congresso si chiede di esaminare l’azione del partito e di realizzare l’ulteriore rafforzamento ideologico, politico e organizzativo del Partito della classe operaia. Un partito che per 10 decenni ha messo e mette il suo timbro nelle lotte, nello sviluppo della lotta di classe. In questo senso il Congresso del KKE, non riguarda solo i comunisti Greci, ma tutti i lavoratori nel nostro paese .

 

Simpatizzanti e compagni,

In Grecia, approfittando della crisi capitalista profonda, la borghesia cerca di riformare la scena politica. Gli elementi chiave sono la ricostruzione sia dell’area della socialdemocrazia, che assume un ruolo cruciale, con un partito che annovera al proprio interno ex comunisti e si dichiara di “sinistra radicale”, sia dell’area della destra, dove si creano nuovi partiti politici, tra i quali il partito fascista Alba Dorata.

 

Componente fondamentale di questa riforma è l’attacco  al KKE, cercando di esercitare pressione opportunista  sul nostro partito in modo che ritiri la sua strategia rivoluzionaria, o di ridurre la forza elettorale del KKE per indebolirne la voce e l’intervento politico. Per raggiungere questo obiettivo, come “strumento” alle ultime elezioni, è  stata utilizzata la proposta di una nostra partecipazione a un “governo di sinistra”. Il KKE rifiutò questa proposta, pagando un “prezzo” significativo con una flessione della sua forza elettorale, però questo rifiuto ha impedito al nostro partito di scivolare in un errore storico, ovvero di favorire la gestione del capitalismo e della sua crisi . Oggi, pochi mesi dopo le elezioni greche, gli sviluppi a Cipro sono molto istruttivi per il popolo greco e dimostrano che all’interno l’Unione europea, nel quadro del capitalismo, indipendentemente dalle intenzioni che possa avere uno schieramento di “sinistra” al governo, nessuna gestione a favore del popolo è possibile. Le leggi del capitalismo non possono essere ignorate dai lavoratori!

 

Il KKE ha una propria proposta politica  su come dovrebbe essere la società di oggi, su come dovrebbe funzionare l’economia. Noi comunisti non nascondiamo i nostri scopi, non ci importa di ingannare i lavoratori per prendere qualche voto in più. Inoltre, come  KKE da anni abbiamo rinunciato alle illusioni parlamentari! Noi non crediamo che il rovesciamento della barbarie capitalista possa realizzarsi attraverso le elezioni parlamentari; questo non significa che sottovalutiamo  questa forma di lotta.

 

Diciamo, quindi, ai lavoratori greci che ci sono tutte le condizioni oggettive per organizzare la nostra vita, la vita del nostro paese su altre basi. Quali sono queste basi? Sono la socializzazione dei mezzi di produzione, la pianificazione centrale dell’economia, il controllo operaio-popolare. Solo un sistema di questo tipo, il socialismo, è in grado di soddisfare le esigenze attuali del popolo! Mentono quei partiti che dicono che è possibile un sistema in cui ci sarà il profitto capitalista ma nello stesso tempo l’uomo potrà essere al di sopra del profitto capitalista.

 

Resta inteso che la Grecia del potere operaio non è compatibile con la permanenza nella zona euro, nelle alleanze imperialiste del capitale, come l’UE e la NATO. Il nostro partito dal 1996, con il 15 ° Congresso ha rinunciato alla cosiddetta “fase intermedia” sulla strada verso il socialismo. Prima di tutto  in nessun luogo è  mai stata dimostrata la validità della strategia della “fase intermedia” e inoltre crediamo che una Grecia capitalista, anche se al di fuori di questi organismi del capitale, non cesserebbe di essere dipendente fino a quando si manterrà il sistema capitalista, continuando quindi oggettivamente a subire l’interdipendenza diseguale del sistema imperialista mondiale. Noi, quindi, poniamo la questione del l’uscita  del nostro  paese dalle unioni imperialiste, sottolineando che solo il potere popolare è in grado di garantire questo svincolamento.

Il KKE, una volta stabilito come obiettivo il rovesciamento del capitalismo,  ha elaborato la stessa linea sulla politica delle alleanze. La politica delle alleanze del partito non può che essere oggettivamente subordinata all’obiettivo strategico del partito. Abbiamo per anni rifiutato la cosiddetta “unità della sinistra”, propagandata dalle forze  opportuniste, che si autoproclamano “di sinistra”, “radicali” e così via. Poiché questi concetti nel nostro tempo hanno perso il loro contenuto. Ormai appaiono “di sinistra” anche i Segretari Generali della NATO. Riteniamo, pertanto, la necessità di stabilire una alleanza popolare delle forze sociali che hanno interesse al rovesciamento del capitalismo, al conflitto con i monopoli e le unioni imperialiste. Tali forze sono la classe operaia, i semi-proletari e le classi medie povere della città e della campagna.

Questa alleanza lotterà per risolvere ogni problema popolare, educherà le masse popolari e operaie alla lotta e al conflitto contro i padroni, i governi borghesi, le unioni imperialiste. Metterà in evidenza la necessità e la possibilità di un’altra società. In condizioni di situazione rivoluzionaria, l’Alleanza Popolare diventerà il “Fronte rivoluzionario popolare-operaio” per il rovesciamento della dittatura della borghesia, per il potere rivoluzionario operaio.

Cari simpatizzanti e compagni!

Fondamentale per il futuro non è soltanto l’esistenza del Partito Comunista, ma la sua linea rivoluzionaria, il fronte contro le posizioni riformiste e opportuniste nel movimento operaio e popolare, la costruzione di organizzazioni di partito forti  prima di tutto nei luoghi di lavoro, nei settori più importanti di ogni paese. E’ necessario il conflitto ideologico e politico con le false ideologie borghesi che presentano l’UE e il capitalismo come la fine della storia, con le forze opportuniste che parlano di democratizzazione e umanizzazione del capitalismo, di socialismo democratico, di socialismo del 21esimo secolo. C’è bisogno di un lavoro paziente con gli strati medi che, anche se rovinati dalla crisi capitalista, manifestano impazienza piccolo borghese per soluzioni immediate ma sempre nei limiti del capitalismo e coltivano l’illusione di una gestione filopopolare di centrosinistra, che tante volte ha dimostrato in pratica di intensificare i problemi popolari. C’è bisogno di una difesa decisiva dei comunisti, delle forze popolari e dei sindacati contro i mostri fascisti , rifiutando nello stesso tempo la logica dei cosiddetti fronti antifascisti, proposti da socialdemocratici e opportunisti per mettere in gabbia i comunisti e per coprire le proprie responsabilità per il rafforzamento del fascismo, che nasce dal capitalismo ed è in prima fila nell’attacco della classe borghese contro il movimento comunista e il movimento operaio.

 

Nella attuale situazione è fondamentale la ricostruzione su base rivoluzionaria del movimento comunista internazionale, che oggi si trova ancora in crisi ideologica, politica, organizzativa.

Lo impongono le forze dell’opportunismo che in Europa hanno costruito il loro polo, il cosiddetto Partito della Sinistra Europea.

 

Il KKE crede che debba rafforzarsi la battaglia contro l’opportunismo a livello nazionale, europeo e internazionale, come un parametro necessario per la ricostruzione rivoluzionaria del movimento comunista. Per questo il KKE supporta non solo gli incontri internazionali dei PC, ma anche l’idea di un polo comunista, composto da quei PC che rimangono fedeli al marxismo leninismo e all’internazionalismo proletario, che difendono il Socialismo che abbiamo conosciuto, che studiano le novità e cercano di pianificare una comune strategia rivoluzionaria, riconoscendo l’attualità e la necessità della costruzione socialista.

 

Cari compagni

Nei piani delle classi borghesi c’è la frammentazione dei lavoratori in base al settore, al colore, alla religione e alla nazione, la divisione fra i lavoratori dei cosiddetti paesi poveri e e quelli dei paesi ricchi, fra i lavoratori del povero Sud e del ricco Nord, ecc.. Noi però sappiamo che oggi è l’epoca di passaggio dal Capitalismo al Socialismo, l’epoca aperta dalla Grande Rivoluzione di Ottobre, il patriottismo attuale corrisponde al rovesciamento del potere borghese, della proprietà capitalista dei mezzi di produzione, con l’uscita del nostro paese da ogni via capitalista, da ogni organismo capitalista e coalizione imperialista.

 

Nelle nostre mani abbiamo un arma preziosa, che non dobbiamo mai consegnare, in grado di fermare i piani di divisone della classe operaia. Questa arma è l’internazionalismo proletario!

 

Lo slogan Proletari di tutti i paesi unitevi oggi è più forte che mai!

 

E noi consideriamo molto importante il fatto che questo messaggio dell’internazionalismo proletario possa diffondersi anche in Italia, grazie agli sforzi avviati dai compagni del Partito Comunista-CSP, per la costruzione di un partito comunista con una strategia rivoluzionaria, sradicando il lavoro sporco ed eversivo dell’eurocomunismo e dell’opportunismo moderno.

 

Compagni vi assicuriamo che in questa strada, difficile e impegnativa, il KKE sarà dalla vostra parte!

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