LIBERTA’ IMMEDIATA PER I COMUNISTI SPAGNOLI ARRESTATI e lettera del Segretario CSP all’ambasciatore di Spagna.

17 Giugno 2011 di

LIBERTA’ IMMEDIATA PER I COMUNISTI SPAGNOLI ARRESTATI!

SOLIDARIETA’ CON TUTTI I COMUNISTI PERSEGUITATI IN EUROPA E NEL MONDO!

Il 14 giugno agenti in borghese della polizia spagnola, nel miglior stile dei loro predecessori della Brigata Politico-Sociale del regime franchista, hanno fatto irruzione nella sede del Partito Comunista dei Popoli di Spagna a Candás, nelle Asturie e, senza dare alcuna spiegazione, hanno arrestato e portato via Vanesa García Rodríguez e José Ivan Fernandez, membro del CC del PCPE. Solo in un secondo tempo si è saputo che erano accusati di avere lanciato bottiglie molotov il 15 gennaio scorso. Contro di loro verranno quindi applicate le durissime leggi anti-terrorismo. A questi arresti si aggiungono i mandati di cattura, sempre con la stessa accusa,  per altri tre militanti della sezione territoriale delle Asturie, regione in cui si trova la cittadina di Carreño, dove, guarda caso, il PCPE aveva ottenuto un brillante risultato elettorale.

L’infondatezza delle accuse risulta evidente a chi, anche superficialmente, conosce le posizioni teoriche e la prassi poltica del PCPE. Come tutti i partiti che si rifanno al marxismo-leninismo, il PCPE ha sempre praticato una linea di sviluppo della lotta di massa e condannato qualsiasi manifestazione di violenza terroristica.

Il PCPE si è distinto in questi anni per essere sempre all’avanguardia delle lotte operaie e dei lavoratori contro il tentativo di far pagare al popolo la crisi generata dal capitale.

Attraverso l’intimidazione poliziesca, la repressione, la diffamazione politica, la socialdemocrazia di Zapatero, in piena sintonia con la peggiore tradizione socialdemocratica, colpisce i comunisti per decapitare il movimento popolare e di classe che si oppone alla ristrutturazione capitalistica, alle nuove leggi sul lavoro e sui contratti che proprio il governo Zapatero, per conto del capitalismo spagnolo, sta cercando di imporre ai lavoratori.

Oltre a confermare il nostro giudizio sulla socialdemocrazia come stampella del capitale, questi avvenimenti rivelano una generale tendenza ad estendere ed intensificare la persecuzione anticomunista all’interno dell’Unione Europea.

Nei Paesi Baltici, in Repubblica Ceca, in Polonia, Ungheria, Romania, in forme e con intensità diverse, i comunisti sono ostacolati o impediti nell’esercizio dei diritti politici elementari e, talvolta, anche in quello dei diritti civili e di cittadinanza. Arresti, aggressioni fisiche, licenziamenti, divieti di partecipare alle competizioni elettorali, di utilizzare pubblicamente i simboli storici del movimento operaio, si moltiplicano e si estendono col beneplacito delle “democratiche” istituzioni europee. A coronamento di tutto ciò, il tentativo di dare un fondamento giuridico alla repressione di classe, attraverso deliranti progetti di legge, europei e nazionali, che equiparano comunismo e fascismo, liberatori e oppressori, vittime e carnefici.

Si ricordino, tuttavia, i capitalisti e i loro alleati, finti storici, giuristi collaborazionisti, socialdemocratici e opportunisti, che il conflitto di classe si può negare a parole, si può reprimere in pratica, ma non si può fermare nel suo irrefrenabile esplodere.

Il nostro partito, Comunisti Sinistra Popolare, esprime ferma condanna delle repressioni poliziesche e anticomuniste, solidarietà al fratello Partito Comunista dei Popoli di Spagna, esige l’immediata liberazione dei compagni spagnoli ingiustamente arrestati e chiama i comunisti e l’opinione pubblica democratica alla più rigorosa vigilanza contro qualsiasi tipo di provocazione che potrebbe manifestarsi anche nel nostro paese. Ricordiamoci che, storicamente, la repressione anticomunista è l’anticamera delle tragedie dell’umanità. Parafrasando Bertold Brecht:

“Sono venuti ad arrestare i comunisti e io non ho protestato perché non condivido le loro idee… poi hanno arrestato gli omosessuali e io non ho protestato perché non mi interessano… poi hanno arrestato gli ebrei e io non ho protestato perché non mi piacciono… poi hanno arrestato gli zingari e io non ho protestato perché rubavano… poi sono venuti ad arrestare anche me … e non c’era più nessuno a protestare…”

A S.E. Luis CALVO MERINO

AMBASCIATORE DI SPAGNA IN ITALIA

Palazzo Borghese – Largo Fontanella Borghese, 19

00186 Roma

Roma, il 16 giugno 2011

Chiarissimo signor Ambasciatore,

seguiamo con profonda preoccupazione la vicenda dell’arresto di  Vanesa García Rodríguez, José Ivan Fernandez e di altri tre militanti del PCPE, sospettati ingiustamente di avere lanciato bottiglie molotov il 15 gennaio u.s..

Conoscendo bene le posizioni ideologiche e politiche del PCPE, tese a sviluppare la lotta di massa e a rifiutare gli atti di violenza terroristica come inutili e, anzi, dannosi, riteniamo del tutto infondate e pretestuose le accuse rivolte ai militanti arrestati, colpevoli solo di fare parte di un Partito che coerentemente è all’avanguardia della protesta operaia e popolare contro la crisi capitalistica e le pesanti misure in corso di attuazione per cercare di farvi fronte.

Nell’esprimere piena solidarietà al PCPE e ai suoi membri, certi di interpretare la volontà non solo dei comunisti, ma anche dell’opinione pubblica democratica dell’Italia, chiediamo con fermezza la scarcerazione immediata dei militanti arrestati e il loro pieno proscioglimento da ogni accusa.

Con ossequi.

COMUNISTI SINISTRA POPOLARE

Il Segretario Generale

On. Marco Rizzo

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    2 Risposte a “LIBERTA’ IMMEDIATA PER I COMUNISTI SPAGNOLI ARRESTATI e lettera del Segretario CSP all’ambasciatore di Spagna.”

    1. Cominform dice:

      Al di la della solidarietà (ovvia),
      Io direi che questa volta la situazione è diversa. e richiede un livello di allerta molto superiore rispetto al passato.

      Questa non è la solita operazione ‘anti-terrorismo’,
      avviene in un contesto in cui gli arresti potrebbero cominciare a verificarsi in grande ed assumere un carattere fascista (nel senso proprio storico del termine). Ripeto a mio giudizio NON siamo in una situazione analoga a quella degli anni 70,
      siamo piuttosto negli anni 10 (del novecento……)

      Occorre un salto di qualità nel livello di attenzione, per tutti i compagni in europa. Inclusi noi italiani.

      La situazione in Grecia è esplosiva, e a mio giudizio è pre-rivoluzionaria. Se si va alle elezioni potrebbe raggiungere una maggioranza la destra, così come è successo in Spagna.

      La destra non ha alcuna possibilità di controllare la situazione economica disastrosa di questi paesi (Grecia Spagna etc.). La sua funzione potrebbe però essere (e gli arresti in Spagna, purtroppo lo confermano) quella di stroncare sul nascere qualunque focolaio rivoluzionario, ricorrendo anche a metodi fascisti (tipo accusare di ‘aver lanciato una molotov’ e cose del genere, chiudere in carcere e buttare la chiave).

      La Grecia è esattamente nella stessa situazione. Spero che i compagni del KKE lo capiscano e sappiano giocare d’anticipo.

    2. Luca Ricaldone dice:

      La vicenda che colpisce i compagni spagnoli non ha certo dell’incredibile e ben si inserisce nell’attuale contesto politico europeo. Una forza politica certo ancora piccola, probabilmente debole, che però comincia a mostrare anche sul piano elettorale di avere grandi potenzialità per il prossimo futuro. Niente di più pericoloso per la borghesia! I partiti comunisti, quelli veri, vanno stroncati sul nascere. Specialmente in una situazione di grave crisi come quella che viviamo oggi.
      A ben vedere in questa vicenda ci sono molte analogie con quella vissuta da Iniziativa Comunista nel 2001. Allora non aspettarono nemmeno i risultati delle elezioni e colpirono prima un’organizzazione politica sicuramente più piccola e debole di quello che è oggi il PCPE.
      Ormai il vento anticomunista soffia impetuoso in tutta Europa. E non saranno certo le piazze piene dei cosiddetti “indignati” a fermarlo! In passato qualcuno disse che il movimento spontaneo se c’è è organizzato; ma da chi, aggiungo io. E qui sta la risposta che devono dare i comunisti agli operai e a tutto il popolo. La stessa risposta data dai compagni del PCPE e che sola potrà sconfiggere la borghesia e condurre noi tutti più vicini alla vittoria: organizzazione, organizzazione e organizzazione.

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