LA CATASTROFE DELL’INFORMAZIONE Se è vero che questa è la Guerra…


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LA CATASTROFE DELL’INFORMAZIONE
Se è vero che questa è la Guerra Mondiale a pezzi e se è vero che in guerra la prima vittima è la verità, quello a cui stiamo assistendo in questi anni – dalla pandemia, al conflitto in Ucraina, e oggi alla Palestina – è l’assoluta catastrofe dell’informazione. Basta sentire come vengono presentate le informazioni nei media televisivi e stampati per farsene un’idea.
L’altro punto di vista viene sistematicamente ignorato, vilipeso, distorto.
Questa non è informazione: è propaganda di regime.
Chi è venuto a conoscenza della richiesta della Russia al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di istituire una commissione di inchiesta sulla strage di Bucha? Richiesta respinta per l’opposizione statunitense. Se solo questa informazione fosse stata messa a disposizione della pubblica opinione, forse qualcuno si sarebbe potuto fare un’idea diversa. Ma questo per i padroni dell’informazione è fake news. Persino le descrizioni degli eventi sono a senso unico. Ricordiamo la rimozione nel luglio del 2022 di Marc Innaro, storico corrispondente da Mosca RAI, perché lì faceva il giornalista e non il passaveline.
È possibile far sapere il punto di vista dei palestinesi (non di Hamas, ma della stragrande maggioranza di quel popolo sia a Gaza che in Cisgiordania) sugli eventi del 7 ottobre?
Significa accettare quel punto di vista? Certo che no! Ma almeno il cittadino che paga il servizio pubblico o il giornale che compra ha il diritto di conoscere e poi giudicare con la propria testa.
Plaudiamo quindi all’articolo apparso il 7 novembre sul Sole24Ore – sì, il giornale di Confindustria, dei padroni che vogliono sentirsi dire la verità e non le caramelle colorate che propina il resto dell’informazione – Nel campo profughi di Jenin dove anche Abu Mazen è un nemico, un reportage di Roberto Bongiorni da Jenin (Cisgiordania) in cui si legge:
“Nel campo profughi la versione che circola è quasi sempre la stessa: Hamas non si è macchiata del massacro del 7 ottobre. «Non ci sono stati bambini morti, Hamas sta trattando benissimo gli ostaggi», […] Quando si mostra le foto della strage di Hamas risponde: «Sono stati gli israeliani»”.
Per chi ha un po’ di tempo e voglia non occorre essere hacker professionisti per squarciare questo velo che di giorno in giorno si fa sempre più sfilacciato.
Le dimostrazioni oceaniche in sostegno della Palestina che stanno scuotendo tutto il mondo ne sono la dimostrazione.
Invitiamo quindi tutti i compagni, i lavoratori, gli intellettuali a partecipare alla manifestazione che si terrà a Milano il 18 novembre in sostegno della Palestina e della resistenza di quel popolo.
Ricordiamo i Resistenti italiani contro il nazifascismo, che venivano bollati dai nazisti come “banditen”.
Ricordiamo i Resistenti ebrei del ghetto di Varsavia del 1943, che diedero filo da torcere ai nazisti.

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9 NOVEMBRE 1989 : è crollato un muro, se ne…


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9 NOVEMBRE 1989 : è crollato un muro, se ne sono alzati altri.

Ci dicono che così si mise fine “all’isolamento” imposto dal socialismo.
Ci dicono che oggi siamo liberi.
Ci dicono che esiste un’Europa unita e solidale con i suoi popoli.

La REALTA’ è che oggi esistono decine di muri che dividono il mondo (in Palestina fatto dagli Israeliani o tra USA e Messico), ben 70 in più rispetto alla fine della seconda guerra mondiale.
Oggi, il nostro presente é fatto di sacrifici, sfruttamento e precarietà.
In questa Unione Europea il PROFITTO viene prima delle nostre necessità, come quelle di un lavoro stabile, istruzione e sanità pubbliche ed efficienti e la difesa e il diritto alla casa.
Nella DDR, questi diritti c’erano. Nell’Europa di oggi no.

IL MURO DI BERLINO E’ CROLLATO SUI LAVORATORI E I POPOLI DI TUTTO IL MONDO!

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Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1989,…


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Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1989, il Muro di Berlino cade, segnando l’inizio di una nuova era caratterizzata da liberalismo economico avanzato e da una forte influenza della propaganda occidentale. L’unificazione delle due Germanie, ponendo termine al più significativo esperimento socialista in Europa, è stata accelerata da una serie di politiche riformiste messe in atto da Gorbaciov in pochi mesi. Questo periodo di transizione è servito da preludio alle successive integrazioni politiche ed economiche, come la formazione dell’Unione Europea e l’introduzione dell’Euro. Il 9 novembre 2023, alle ore 21:10, discuteremo questi temi con Alessandro Pascale e Vladimiro Giacché, esplorando la storia e le strutture della DDR e tracciando parallelismi con i processi che hanno condotto all’unificazione delle due Germanie e all’integrazione europea. Seguite la diretta “La caduta del Muro di Berlino e le sue conseguenze” sulla pagina del Partito Comunista – Federazione Estero.

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L’8 Novembre del 1926 il regime fascista arrestava Antonio Gramsci…


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L’8 Novembre del 1926 il regime fascista arrestava Antonio Gramsci a Roma e lo rinchiudeva nel carcere di Regina Coeli.
Gramsci fu accusato di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe.
Il pubblico ministero concluse la sua requisitoria con una frase rimasta famosa: «Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare»; infatti Gramsci venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione;
“L’acqua è acqua pura e libera quando scorre fra le due rive di un ruscello o di un fiume, non quando è sparsa caoticamente sul suolo, o rarefatta si libra nell’atmosfera. Chi non segue una disciplina politica è appunto materia allo stato gassoso, o materia bruttata da elementi estranei: pertanto inutile e dannosa. La disciplina politica fa precipitare queste lordure, e dà allo spirito il suo metallo migliore, alla vita uno scopo, senza del quale la vita non varrebbe la pena di essere vissuta”
Antonio Gramsci.

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LICENZIATO PER IL SUO SUPPORTO ALLA PALESTINA In occidente ormai è…


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LICENZIATO PER IL SUO SUPPORTO ALLA PALESTINA

In occidente ormai è negata anche la libertà di pensiero, la propaganda filo NATO è arrivata fino a licenziare chiunque dica o scriva qualcosa di diverso dall’incondizionato supporto all’occupante sionista, questo è quello che è successo a un calciatore del Mainz dopo aver pubblicato un post in supporto alla causa palestinese ennesimo atto venuto alla ribalta dopo l’arresto di due sindacalisti francesi della CGT, arrestati perché accusati di “apologia del terrorismo” e “incitamento all’odio per un comunicato di sostegno alla Palestina.

Il calciatore olandese di origine marocchina El Ghazi aveva postato un post con scritto: “Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera” questo è stato interpretato come un attacco contro l’occupante sionista dalla sua squadra che lo ha prima sospeso e poi licenziato con effetto immediato, inoltre la procura di Coblenza ha aperto un’indagine per “incitamento all’odio attraverso la diffusione di contenuti” sui social.

In occidente se non si è a favore dell’occupante sionista si rischia persino di venire incriminati, tutto ciò che differisce dalla propaganda filo NATO deve essere soppressa e repressa immediatamente .
I nostri governi continuano a riempirsi la bocca di parole come “democrazia” quando in realtà siamo a tutti gli effetti in una vera e propria dittatura che impedisce anche la libertà di pensiero.

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GENOVA RICORDA IL 106° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE Giovedi 9…


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GENOVA RICORDA IL 106° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE

Giovedi 9 Novembre 2023, alle 18,30, al Cap di Via Albertazzi a Genova commemoriamo 106 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre con rappresentanti della comunità ucraina e della comunità russa in Genova, con filmati storici inediti

Vi aspettiamo

Circolo Culturale Proletario di Genova
Via alla staz. di Rivarolo 10 r
16159 Genova
www.ccpgenova.it

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L’orario di lavoro giornaliero di 8 ore. Il diritto al riposo. L’abolizione…


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L’orario di lavoro giornaliero di 8 ore.
Il diritto al riposo.
L’abolizione del lavoro minorile.
L’eliminazione dei titoli nobiliari
La tutela delle donne e la loro immediata nomina in ruoli governativi.
Il diritto alla casa.
L’accesso universale a qualunque prestazione sanitaria.
La guerra all’analfabetismo.
L’introduzione del più alto obbligo scolastico del mondo.
I permessi pagati in caso di maternità.
I primi permessi pagati per malattia.
La prima legge sul divorzio
La prima legge sull’aborto.
La prima contro la pedofilia…

Queste sono solo alcune delle conquiste ottenute con la Rivoluzione guidata dai Comunisti nel 1917.
È successo. Organizzandoci, succederà ancora.
Non è un’opzione, è una NECESSITÀ.

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7 Novembre 1917 – 7 Novembre 2023 INIZIA LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE. Con…


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7 Novembre 1917 – 7 Novembre 2023
INIZIA LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE.
Con l’assalto al Palazzo d’Inverno sede del parlamento.
La mente va a chi seppe sfidare il cielo: è già successo, succederà ancora.
Viva la #RivoluzioneDiOttobre!
“Colui che attende una rivoluzione sociale pura non la vedrà mai; egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera RIVOLUZIONE”
V. Ilič LENIN

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SOVRANISTI? SOLO A PAROLE FINISCONO LA SVENDITA DI TELECOM “Il governo più…


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SOVRANISTI? SOLO A PAROLE
FINISCONO LA SVENDITA DI TELECOM

“Il governo più patriottico degli ultimi anni” in REALTÀ è quello più succube degli interessi stranieri dei grandi monopoli internazionali
Dopo aver mentito sul ruolo di primo piano dell’Italia nell’UE, sul blocco navale e sulla sovranità alimentare adesso il governo “sovranista” è svende un settori strategici della nostra economia, ma anche della sicurezza nazionale, visto che l’intera rete delle telecomunicazioni italiane, non sarà più sotto il controllo statale.
Telecom Italia è destinata a passare sotto il controllo del gruppo finanziaro statunitense KKR di cui fa parte Petraeus ex comandante dell’esercito USA, ed ex direttore della CIA

Telecom nel 1998 era la quarta azienda in Italia per fatturato e la prima per valore aggiunto, oltre ad avere un’alta redditività. L’utile superava l’11 per cento del fatturato e praticamente non aveva debiti.
Le risorse finanziarie generate dalla gestione ammontavano a circa 7,5 milioni di euro, quasi la metà del capitale netto. Ma l’allora centro sinistra cominciò la svendita di uno dei gioielli dell’economia nazionale e un settore strategico come le comunicazioni.

Prima Roberto Colaninno e suoi alleati lussemburghesi rovesciano sulla società una montagna di debiti quando la comprano, poi nel 2001 Marco Tronchetti compra a un alto prezzo le azioni di Telecom in Bell e nel 2007 arriva la solita cordata composta da banche affiancate, per la prima volta, da un partner industriale straniero: Teléfonica.
Tutti questi passaggi sono sempre avvenuti sotto l’indifferenza del Tesoro e della Banca d’Italia.

Come comunisti la nostra lotta non è solo quella per la centralità del lavoro, ma anche quella per la sovranità economica contro lo svuotamento della nostra capacità produttiva.
Tutti gli asset strategici e i monopoli devono essere in mano allo Stato e gestito dai lavoratori, solo così si potranno fare gli interessi del Paese e del popolo.

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CROLLA LA PROPAGANDA DELLA NATO La propaganda NATO sulla ”controffensiva ucraina”…


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CROLLA LA PROPAGANDA DELLA NATO

La propaganda NATO sulla ”controffensiva ucraina” è definitivamente crollata dato che persino la CNN ammette la definitiva sconfitta dell’esercito neo-n4zista di Zelenskij e il conseguente abbandono dell’occidente, che ha spostato tutta la sua attenzione e propaganda sulla striscia di Gaza.

La CNN infatti in un suo servizio dichiara: “La realtà sul campo di battaglia… Bene, te lo mostreremo. In giallo sono indicati i territori acquisiti dall’Ucraina a seguito della controffensiva. Non così tanto. Con l’avvicinarsi del lungo inverno, la battaglia al Congresso su quanti aiuti l’Ucraina dovrebbe ricevere si fa più feroce.”

Gli unici che ancora continuano a propagandare menzogne e supporto a Zelenskij sono proprio i Paesi Europei e l’UE che la prossima settimana adotteranno il 12° pacchetto di sanzioni alla Russia. Il capo della Commissione Europea Ursula von der Leyen infatti ha dichiarato durante un incontro a Kiev: “Imporremo sanzioni finché non arriverà la pace”.

Ancora sanzioni che per il momento si sono ritorte tutte contro i Paesi che le hanno adottate, come ad esempio il nostro. Le sanzioni impoveriscono sempre di più il popolo causando alimentando i rincari dei prezzi di tutti i beni e servizi e ingrassando le tasche delle multinazionali e dei produttori di armi.

Le uniche sanzioni che andrebbero fatte sono oggi contro Israele, che in un solo mese ha causato più morti civili rispetto alle vittime del conflitto russo-ucraino.

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