Per il 70° anniversario della Repubblica Popolare Cinese

01 ottobre 2019 di

Comunicato del SG del Partito Comunista, Marco Rizzo, in occasione del 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

Il 31 gennaio 1949 le truppe dell’Esercito Popolare di Liberazione entravano a Pechino e il 1° ottobre dello stesso anno il Presidente Mao Zedong proclamava la fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

Il processo rivoluzionario, iniziato nel 1921, che portò alla vittoria delle forze proletarie, guidate dal Partito Comunista Cinese, era stato lungo e durissimo. In questo processo, la lotta per il socialismo e l’emancipazione di enormi masse proletarie, urbane e rurali, era strettamente legata alla lotta per l’unificazione del paese, per la liberazione dall’occupazione giapponese e per l’indipendenza nazionale. Nonostante la Cina fosse allora un paese prevalentemente agricolo, la classe operaia fu in grado di esercitare il proprio ruolo egemonico, sviluppando una salda alleanza con i contadini, numericamente prevalenti ed ergendosi a classe nazionale nel senso gramsciano del termine. Mentre capitalisti e proprietari terrieri, rappresentati dal partito Guomindang e organizzati nel regime di Chang Kaishek, pur di mantenere profitti e proprietà, preferivano combattere l’Esercito rosso piuttosto che l’invasore giapponese, il Partito Comunista era alla testa del proletariato nella lotta per la liberazione, nazionale e sociale, trovandosi a combattere su due fronti contemporaneamente: contro l’esercito nazionalista del Guomindang e contro i giapponesi.

La compattezza del blocco sociale proletario determinò il successo della brillante tattica della guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata, concepita dal Presidente Mao e la vittoria della rivoluzione proletaria.

L’Unione Sovietica, guidata da Stalin, apportò un contributo fondamentale, militare e politico, alla vittoria del Partito Comunista Cinese e alla liberazione. Nel 1945, infatti, dopo la vittoria sul nazifascismo, l’Armata Rossa annientò, nell’arco di una settimana, l’armata giapponese del Kwantung, forte di un milione di uomini, fornendo armi e basi d’appoggio all’Esercito di Liberazione Popolare, un aiuto materiale e logistico che si rivelò determinante.

La nascita della Repubblica Popolare Cinese fu salutata dai comunisti e dai proletari di tutto il mondo come un evento di portata storica: immense masse si liberavano dall’oppressione imperialista e dallo sfruttamento capitalistico per imboccare la via della costruzione del socialismo e della liberazione da un’arretratezza secolare. Lungo questo cammino vi sono stati successi e sconfitte, errori e deviazioni, che meritano analisi più approfondite, ma questo non offusca la grandezza e il significato di quell’evento fondativo che oggi abbiamo voluto ricordare.

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