Giù le mani dalla Siria. Posizione del PC sull’intervento della Turchia.

18 marzo 2018 di

Il Partito Comunista condanna l’azione imperialista del governo della Turchia che con il pretesto della lotta al terrorismo sta conducendo da mesi operazioni militari all’interno del territorio siriano. Oggi l’esercito turco ha dichiarato di essere entrato ad Afrin, dopo giorni di combattimenti. La Siria è divenuta terra di conquista e spartizione degli imperialisti, tanto delle grandi potenze mondiali quanto di quelle regionali.

Sappiamo che la lotta al terrorismo è un mero pretesto. Il governo turco conduce la sua campagna militare contro i curdi del PYD in alleanza con cosiddetto “Esercito Libero Siriano” (FSA) che, tuttavia, è a sua volta un gruppo terrorista. In un’evidente contraddizione interna al fronte imperialista dagli sviluppi imprevedibili, gli Stati Uniti e i paesi della NATO utilizzano e sostengono sia il PYD curdo che i terroristi del FSA per destabilizzare il legittimo governo siriano in funzione del loro piano di smembramento del paese. E’ altrettanto evidente il fallimento dell’illusione del PYD di poter creare uno stato curdo alleandosi con l’imperialismo: questo ha soltanto contribuito ad assecondare il piano degli USA per dividere la Siria, a chiara testimonianza di come nessuna alleanza con gli imperialisti possa determinare alcun avanzamento reale e permanente, ma solo la compromissione delle forze popolari e la loro subalternità politica.

Il Partito Comunista (Italia) invia la propria solidarietà ai partiti fratelli della regione, in particolare al Partito Comunista Siriano che lotta sul campo di battaglia e al Partito Comunista di Turchia (TKP), che sta contrastando nel proprio paese la politica del governo turco, chiamando i lavoratori e le classi popolari a non lasciarsi ingannare e a non appoggiare le politiche imperialiste di Erdogan.

Il Partito Comunista, vigilerà sull’azione del futuro governo italiano quale ne sia il colore politico, affinché cessino le politiche di sostegno ai piani imperialisti nella regione, e si eviti qualsiasi coinvolgimento dell’Italia nelle operazioni in Siria. Insieme con i nostri partiti fratelli lavoreremo per contrastare l’emergere di conflitti nell’area del mediterraneo, il cui rischio si intensifica giorno dopo giorno.

La Siria deve essere liberata dai progetti imperialisti, dai conflitti di interessi tra le grandi potenze e le potenze fondamentaliste della regione. È il popolo siriano che lo farà. Ecco perché diciamo, giù le mani dalla Siria.

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